Questo è un articolo serio, che esula totalmente dal discorso videogiochi.
Il primo che si lamenta di ciò, si ritenga automaticamente mandato a fare in culo dal sottoscritto.
Ormai l’Angolo è la mia seconda casa e mi fa piacere scrivere anche un po’ di cazzi miei.
Non cose intime o personali, ma riflessioni riguardo qualcosa che comunque coinvolge (o non coinvolge) chiunque di noi.
Tutto è nato da un concetto che ho partorito e postato pochi minuti fa.
“Mi devo sentir in colpa per non provare compassione per una persona che muore praticando un’attività pericolosa a livelli inverosimili e soprattutto pagata milioni di euro per farla?”
Ovviamente sapete tutti a cosa mi stia riferendo.
I commenti a questa mia frase provocatoria sono stati molti, e soprattutto molto variegati.
C’è chi mi diceva semplicemente “no”.
C’è chi mi diceva “sì”.
Ma diversi ragazzi si sono rivelati essere delle persone che mi incutono paura.
Ormai siamo giunti ad un periodo sociale in cui dire “io la penso così, se tu non lo fai sei un coglione” è molto semplice.
Molto probabilmente grazie anche alla presenza di una tastiera e di centinaia di km tra un utente e l’altro.
Ciò, come dicevo mi incute paura.
Prendiamo il caso di Tomizawa.
Io ho scritto semplicemente “mi devo sentire in colpa se non provo compassione per una persona deceduta facendo un qualche cosa di pericolosissimo?”
Ho per caso scritto “Chi non la pensa come me è un coglione!!!?
“Chi piange il pilota è un ipocrita!” “Chi lo piange è un perbenista di merda”?
No, niente di tutto ciò.
Non sono il Padre Eterno e non mi ritengo (ancora) in possesso delle facoltà per decidere ciò che sia giusto fare e cosa no.
Tuttavia gente inorridita da questo post e dal mio pensiero eccessivamente personale mi ha attaccato come fossi un cane rognoso.
Gente che naturalmente motivava il fatto che va provata compassione a prescindere.
Ma perchè?
Perchè era un eroe di 19 anni che è morto per il proprio sogno.
Adesso non ci sto.
Mi sta bene tutto.
Mi sta bene anche prendermi degli insulti perchè non mi strappo le vesti sulla tomba del pilota giapponese.
Mi stanno bene anche frasi piene di significato come “se non ami la moto non puoi capire”.
Ma sentire parlare di eroicità di fronte ad un pilota di motociclismo inorridisco.
Un eroe? Perchè?
Un eroe chi è? Una persona che dà la vita per un ideale? Benissimo.
E allora se l’ideale di una persona è compiere un giro di una pista di Misano nel minor tempo possibile (…), deve diventare anche mio ideale e perciò devo considerarlo eroe?
Mmmm… non credo proprio.
Senza star qui a dilungarmi troppo sulle motivazioni più o meno discutibili da parte mia su cosa o chi debba essere considerato eroe, mi chiedo “Ma dove è finita la libertà di pensiero?”
Ripeto: quando leggo queste cose mi vengono i brividi.
A volte capita anche a me qua sull’Angolo di leggere frasi che ritengo boiate, e magari sono il primo a far notare queste cose.
Però quando in ballo ci sono argomenti di entità leggermente superiore ai videogiochi, come vita, morte, eroicità, mi rendo conto che la situazione non cambia poi di molto rispetto a quando ci si insulta per “Ps3 meglio di 360″.
Tutto ciò è molto triste.
Specie se si parla di eroi della Moto2… quando in Guatemala stanotte 42 soccorritori sono morti per salvare un centinaio di passeggeri su un autobus intrappolato in una frana.
Non volete piangere i 42 morti in Guatemala? Benissimo. Non è affar mio.
Ma permettetemi di storcere il naso quando leggo le parole “eroe” e “pilota” all’interno della stessa frase.

come ho commentato anche su FB non bisogna essere in colpa, non dico che dobbiamo festeggiare , ma manco possiamo stare a lutto per 2 mesi, nessuno lo conosceva!!!!
TU non lo conoscevi. Aveva comunque dei fan, una famiglia, degli amici. Se morisse il tuo più caro amico (non te lo auguro ovviamente) io potrei dire la stessa cosa: “Perché piangi? tanto era un signor nessuno”.
La vita va avanti, ma non per questo bisogna mancare di rispetto a chi è morto senza colpa (se non avesse avuto due moto dietro se la sarebbe cavata con qualche livido). No, praticare lo sport che si ama non è una colpa.
io non capisco una cosa.
Perchè bisogna portare rispetto per i morti? Chi l’ha mai detto?
E SOTTOLINEO, non portare rispetto non significa MANCARE di rispetto.
Così come non portare rispetto non significa mancare di rispetto, è valido anche il contrario. Solo perché dico che bisognerebbe rispettare la scomparsa di qualcuno non significa che allora ci si debba strappare i capelli sopra la sua tomba.
Sono d’accordo che non per tutti si debba portare rispetto, se morisse uno stupratore anche in modo orribile sarei contentissimo, altro che rispetto, sarei dispiaciuto di non avergli potuto sputare in faccia prima che morisse visto ciò che ha fatto.
Un minimo di rispetto di fronte ad una perdita di una persona innocente (non parlo della feccia, se muore un mafioso sono solo felice che al mondo ci sia una merda in meno) per un semplice motivo: può toccare ad ognuno di noi. Non penso che un tuo amico sarebbe felice se tu morissi (facciamo i dovuti scongiuri eh!) e uno venisse a dirgli “non mi importa nulla”.
È vero che sono pagati milioni per fare quello sport, ma è anche vero che in altri sport sono pagati molto di più senza rischiare nulla (un calciatore se gli va male si trappa un muscolo o gli salta un tendine, un tennista anche, un motociclista dopo un incidente grave se va bene resta paralizzato a vita).
La sua morte mi ha dato molto da riflettere, visto che sono un motociclista anche io e sono nato poco meno di un mese prima di lui. Quando andrò in pista (non corro a livelli professionali, solo da amatore) sono sicuro che quando prenderò una curva in piega cercando di battere me stesso ed il cronometro mi verrà da pensare “potevo esserci io al posto suo”.
Non è un eroe, su questo sono d’accordo, però è comunque un ragazzo stroncato nel fiore dei suoi anni facendo ciò che amava. Per carità, uno può anche dire “se ne stava a casa e non gli succedeva niente” ma tutti sappiamo che è impossibile mettere a tacere la voce che ci spinge a seguire i nostri sogni.
L’unica cosa che mi sento di dire è “bisogna portare rispetto per la morte”. Non mitizzare e beatificare ogni persona scomparsa come si usa tanto di questi tempi, neanche però dire “affari suoi”. Semplicemente, portare rispetto per una persona che non c’è più.
Hai completamente ragione Tommy bisogna portare sempre rispetto o magari non infischiarsene per le persone che potevano stare qui!
Pensa sempre “Oggi a te, Domani a me”
..puo esserci il dispiacere xke era un ragazzo giovane,gli è andata di sfiga e tt..ma nn per questo puo essere definito un eroe..ha dato la vita facendo il suo lavoro..e qualsiasi lavoro ha i suoi rischi..allora le centinaia di morti sul lavoro nei cantieri edili..??..anke qualli dovrebbero essere eroi..
Non dovrebbero essere, SONO.
P.S.
Mentre sto scrivendo apprendo per la prima volta dell’ incidente in Guatemala.
Un po come quando ai telegiornali si parla solo della morte di qualche personaggio pubblico (spesso per cause naturali) facendo mille dossier su vita morte e miracoli, e quando magari muoiono un sacco di operai (che lavorano per portare a casa da mangiare!) per via dei mancati controlli sulla sicurezza nelle fabbriche ci si limita solo ad annunciare la notizia..
Ad essere sincero, un pò mi dispiace perchè è morto un ragazzo di 19 anni. Lui era consapevole che correre in moto è molto pericoloso, ma noi cosa potevamo farci? Sinceramente mi dispiace, ma non è che adesso io ne faccia una tragedia della mia vita…
Non ritengo gli sportivi degli “eroi” ovviamente quando una persona muore in quel modo come il nostro giapponese, mi fa un po di dispiacere, figa si è fatto un male della madonna, non piango il morto, non lo conosco, non è mio amico, mi spiace sia morto, lo pagavano parecchi soldi per fare quello che fa che è pericoloso, però pagano di più i calciatori che al limite si fanno male alla gambina e questo mi dispiace ancora di più, ma la cosa che mi rattrista in maniera esagerata è che coloro che rischiano la propria vita (e spesso la perdono) per salvare altre persone, vengono pagati meno di tutti! Sono queste le cose che mi rattristano.
Bravo Gatto, concordo su tutto.
Più che tristezza a me fa rabbia vedere un ragazzetto di 20-25 anni comprarsi il Ferrari solo perché sa correre e dare due calci ad una palla, mentre un pompiere che salva un bambino da un incendio e ci rimette la vita nel farlo viene pagato 1500 euro al mese.
Sono d’accordo sia con te che con Farenz. Avete espresso i miei pensieri.
I GIOCATORI DI CALCIO VENGONO PAGATI MOOOOLTO MENO, QUI TI SI SBAGLI INFATTI GATTO ^^”. PRENDONO TANTISSIMI SOLDI , PIù DEL TRIPLO DI QUELLO CHE PRENDONO I CALCIATORI, E INFATTI RISCHIANO LA VITA, INVECE GLI “IBRAHIMOVIC, MESSI, RONALDO…..” AL MASSIMO SI SBUCCIANO UN GINOCCHIO MA è ALTRETTANTO VERO CHE PRENDONO MOLTO MENO, ANCHE SE RIMANE COMUNQUE TANTO UNA CIFRA DI 10 MILIONI L’ANNO PER GIOCARE (SI PERCHè ALLA FINE SI GIOCA) A CALCIO.
Non è vero assolutamente, le paghe sono simili.
I più forti prendono sopra i 10 milioni di euro l’anno, sia calciatori che piloti, solo che come detto i piloti rischiano seriamente la propria vita.
Sono un appassionato di Moto, la perdita di Tomizawa mi ha colpito, forse non era un eroe, ma era un ottimo pilota e una brava persona.
Zierf scusa se ti correggo ma leva il “forse”… come si può considerare eroe una persona così? Era un professionista che faceva bene il suo lavoro ed è morto in un incidente, dispiace perché è un ragazzo giovanissimo pieno di speranze, però sicuramente non è un eroe. E lo dico da appassionato di moto.
Per me gli eroi non esistono, eroi sono solo i personaggi dei videogiochi, cioè tutta finzione.
Snake quindi secondo te una persona che salva le vite altrui rischiando magari la propria non è un eroe? Secondo me si
vedere un ragazzo di 15 anni che ragiona già in modo così cinico è qualcosa di preoccupante
Si, sotto questo punto di vista non ci avevo pensato, scusate.
quoto….
tutti i pittori sono stati poveri (eccetto alcuni) e sarebbero diventati ricchi da morti.
peccato che non si possa resuscitare….
Beh Farenz ormai lo dico sempre come lo diceva il grande Clint Eastwood: Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le sue.
Io personalmente rimango indifferente alla sua morte dato che non lo conosco, non l’ho mai sentito in vita mia nel mondo del motociclismo, e non so cosa abbia fatto di importante per essere ricordato. Lui sapeva in che rischi andava incontro. Quindi una croce sul cuore e amen.
Mentre la gente che meriterebbe di essere ricordata passa in secondo piano persino sui tg, infatti questa storia dei soccorritori l’ho sentita ora per la prima volta.
Tengo a precisare una cosa, che già dai primi commenti che leggo qua, forse non ho specificato bene.
Non vi sto chiedendo “siete felici che sia morto?” Sfido chiunque a dire di sì.
Non sono neanche qua a dire che io lo sia, ovviamente.
Ma è condannabile il fatto di non piangere la sua morte?
dal mio punto di vista assolutamente no, sono professionisti che sanno quanto rischiano; detto questo è ovvio che a me come a tutti ha colpito questa vicenda e mi dispiace per il ragazzo
No, non è condannabile, ognuno ha il suo modo di vedere le cose. A me dispiace perché è comunque un ragazzo della mia stessa età che ha la mia stessa passione, un altro potrebbe pensare “aveva solo da non mettersi sotto il culo un missile che va ai 300 all’ora”.
Ognuno risponde in maniera diversa ad una morte, io mi sono dispiaciuto per Tomizawa pur non avendolo quasi mai visto (la Moto2 la seguo poco, preferivo la 250cc) perché mi immedesimo in lui. In altri casi, come quello della quattordicenne torinese precipitata dal balcone, sono rimasto totalmente indifferente visto che era fatta come una zucca.
Ognuno ha opinioni diverse in merito, non è giusto ne rendere una persona un santo solo perché è morto ma neanche buttarci fango sopra dicendo “te la sei cercata”. L’unica cosa che da essere umano posso pensare è “bisogna portare rispetto per la morte di un innocente”.
qua però c’entra anche il discorso dell’importanza della vita.
Io sinceramente di fronte a questo avvenimento penso “se l’è cercata”, ma pensandoci non mi sembra di gettarci fango contro.
Se uno mi dice “tu ti vuoi male perchè fumi” non mi sembra che mi stia gettando addosso del fango.
Secondo me sì, è un po’ una mancanza di rispetto.
Cercarsela significa che è salito in sella con il preciso intento di morire, cosa che assolutamente non voleva fare.
Se fare qualcosa di pericoloso o dannoso significa cercarsela, allora nessuna morte andrebbe rispettata. Chi di noi non fa o non ha mai fatto qualcosa di dannoso? Anche solo bere una bottiglia di birra, intendo, non per forza lanciarsi ai 300 all’ora su un circuito motociclistico.
Alla fine è morto facendo una cosa che amava.
Meglio vivere così che non nella paura e privarsi di tutto.
Rispetto.
Farenz, fino a 1 mese fa la pensavo esattamente come te.
Persone che fanno sport estremi e pericolosi e poi ci restano secche…dispiace il giusto, sinceramente.
Lasciando da parte il caso di ieri, la stessa cose l’ho pensata quando è morto Taricone. Cioè, hai una figlia, hai una compagnia/moglie, hai un lavoro (senza discutere di come sei diventato famoso)…chi cazzo te lo fa fare di buttarti col paracadute???
Questo fino ad un mese fa…
L’8 agosto è morto in pista il marito di mia cugina, 38 anni, imbianchino con la passione per le corse. Non so se lo hai letto sui giornali, è successo a Imola.
Ha sempre avuto la passione per le moto, da strada e da cross…quando poteva cambiava le carene alla sua moto e correva in pista. E’ caduto diverse volte ma sempre con esiti mai gravi (al massimo una spalla lussata, per dire).
Ti dirò, mi è dispiaciuto un sacco, anche perchè lascia moglie e figlio di 5 anni, nonchè madre e fratello, che erano inseparabili.
Per giorni ho pensato “Ma doveva proprio andare a correre? Non poteva andarsene al mare?”, oppure “Non era la prima volta che cadeva, cominciava ad avere anche un’età poco adatta per quello sport, poteva abbandonare questa passione” ecc..in poche parole non riuscivo a dire “Se l’è cercata”, anche se è la verità, perchè nessuno glie’lha ordinato, semplicemente era la sua passione.
Forse il fatto è che era mio parente, per cui mi ha toccato profondamente, se fosse morto un’altra persona me ne sarebbe importato il giusto.
Tutto questo per dire cosa?
Quando succedono cose del genere ognuno reagisce alla sua maniera, c’è a chi dispiace perchè era giovane, a chi dispiace perchè condivideva la sua passione, a chi dispiace perchè lo conosceva…è impossibile che a tutti dispiaccia in egual misura.
E no Farenz, non sei uno stronzo solo perchè a te non frega poi molto,
@TommyTheBiker: ovvio che nessuno fa le cose pericolose con lo scopo di morirci!
Semplicemente il ragazzo di ieri è morto facendo il suo lavoro, niente di più e niente di meno.
Può dispiacere quanto la morte di un muratore che cade da un tetto mentre mura le tegole. Dispiace, ma stava facendo il suo lavoro.
Precisamente, è morto facendo il suo lavoro e facendo ciò che amava. E che a me la frase “se l’è cercata” sa troppo di intenzionale, non so bene come spiegare.
Un neopatentato che beve come una spugna il sabato sera, frega il 2000cc al padre e si sfracella ai 170 all’ora se l’è cercata, non chi ha preso ogni precauzione possibile e svolgeva il suo lavoro con professionalità ma è stato vittima della sfortuna.
La morte può innalzare un individuo oppure abbassarlo facendolo cadere nel dimenticatoio. Ogni giorno persone sconosciute muoiono magari senza nessuno che le pianga.
Detto ciò, ritengo che qualunque morte, A PRESCINDERE da come sia avvenuta, vada compatita. Un interrogativo però emerge da tutto ciò: se ogni MINUTO qualcuno muore, c’è da essere tristi costantemente anche per chi non si conosce o non viene annunciato in TV?
Chi siamo noi per decidere cosa va pianto e cosa no? Certe situazioni vanno affrontate più con l’istinto che con la ragione. E se in 10 milioni di anni di evoluzione l’uomo non ha ancora capito se la morte è una liberazione o una disgrazia, forse un motivo ci sarà…
Interessante punto di vista.
Però vorrei che mi rispondessi a questa domanda molto semplice.
Cito tue parole “Ritengo che qualunque morte, a prescindere da come sia avvenuta, vada compatita.”
La domanda è: perchè?
Perchè se tu morissi penso che vorresti qualcuno che si ricordi di te, di quello che hai fatto, di quello che hai detto e si rattristi perchè nei giorni a venire non potrà vederti più.
Ora, neanch’io avevo mai sentito parlare di questo giapponese, ma se mi viene chiesto perchè bisogna compatire una morte, io rispondo: “Perchè sarà stato sicuramente il suo ultimo desiderio.”
Esattamente ciò che avrei voluto dire io, grazie di avermi anticipato Psycho :)
Io finora ho solo parlato del compatire, adesso vorrei concludere parlando del discorso eroicità.
Secondo Wikipedia, che mi permetto di citare, “L’eroe, nell’era moderna, è il protagonista di uno straordinario e GENEROSO atto di coraggio, che comporti o possa comportare il CONSAPEVOLE sacrificio di sé stesso, allo scopo di PROTEGGERE il bene altrui o comune.”
Ho scritto in maiuscolo 3 parole, per evidenziare che il pilota non era consapevole della sua morte e la sua dipartita non ha protetto nessuno.
Quindi, per concludere, In My Honest Opinion, Tomizawa eroe? No.
Tomizawa da compatire in quanto informati della sua morte tramite i media? Sì.
Ancora una volta condivido appieno.
Vorrei però sapere una cosa, chi è che ha detto che è un eroe? Non mi pare di averlo letto sui giornali o visto nei tg, vorrei sapere chi ha sparato questa definizione.
Un ragazzo che muore, pur in modo truculento (venire schiacciati da due missili di 250kg suppongo che sia parecchio doloroso) praticando lo sport che ama non lo definirei mai eroe, pur avendo la sua stessa età e la sua stessa passione. Un carabiniere che per evitare una rapina si fa sparare e muore, sì, quello è un eroe.
tommy condividi punti di vista troppi differenti,ogni persona ha un punto di vista e nessuno può ritenersi in grado di dire condivido appienop,a mio avviso
mr psycho,pensi davvero che lui non fosse consapevo che arvebbe potuto morire?
pensi davvero che nessuno glie lo abbia mai detto?questo non fa di lui un eroe certo,ma tutti dovrebbero ricordarsi che da un momento all’altro possiamo morire in questo momento portei uscire e una moto potrebbe investirmi e poi?c’è da dispiacersi di come una persona muore,di quanto soffre finchè è in vita perchè dopo la persona è libera del peso di questo mondoe tocca a chi rimane quì andare avanti.
La morte è parte essenziale della vita,la fine.
R.I.P
Ma se ciò che penso è molto molto simile a quanto espresso da un utente nel suo post che colpa ne ho? Ma pure su questo si deve sindacare oh >.<
Mi sa che qualcuno ha equivocato qualche mio commento. Non ho mai detto "eleggetelo martire mondiale" oppure "tutti prostrati sulla sua tomba", qualcuno però (tipo te) lo ha pensato quando ho fatto il discorso sul rispetto.
veramente non ho detto niente XD
ho detto non si può essere totalmente d’accordo,e poi ho detto “a mio avviso”
>tommy condividi punti di vista troppi differenti
è di questa frase che parlavo. Si ok, ho detto “quoto”, “condivido”, “hai ragione” a diverse persone, ma se queste persone hanno una opinione molto simile tra loro perché non dovrei essere d’accordo con tutti loro?
A quanto pare per essere definiti eroi bisogna qualsiasi cosa che le gente reputa figa.
Io ho un diverso concetto di “eroe” che purtroppo sta via via sparendo nelle persone.
Eroe è chi si alza alle 6 di mattina e torna a casa alle 8 di sera per portare la pagnotta a casa.
Eroe è chi va contro alle ingiustizie dei più potenti, a costo di sacrificare la cosa più cara che ha, o magari la vita stessa.
Eroe è chi salva l’ambiente in cui viviamo, gli animali, che noi egoisticamente stiamo distruggendo.
Eroe è la gente onesta, che hanno la sola colpa di credere in dei principi che purtroppo questa società ha dimenticato.
Complimenti per il tuo punto di vista, che condivido al 100%.
quoto in pieno
Mi sambra tanto il testo di una canzone di Caparezza … ma vabbe fa nnt
Ben detto… c’è anche da dire che aveva 19 anni, e tutta la vita davanti, per questo bisognerebbe provare un minimo di compassione…
Fa schifo il finto moralismo, non mi è mai piaciuto.
Delle morti che non mi toccano personalmente, sinceramente, non mi interessa.
Non provo nè odio nè tristezza nei confronti dello/degli sventurato/i; un po’ scoccia vedere giovani morire per CAZZATE,uomini morti sui posti di lavoro ecc.. ma la vita è così, va e viene.
La celebrazione di una morte, per me, dovrebbe avvenire all’interno dell’animo umano, e non manifestarsi.
A me dispiace che sia morto ma penso che lui firmato 1 contratto e pigliava dei bei soldi quindi se succedono queste cose non è colpa di nessuno purtroppo capitano.
Cosa già sucessa con 1 altro JAPPO morto nel 2003 perchè si schiantò di petto contro 1 bariera a 150KM orari sono cose che capitano per errori loro e bona.
Ti do ragione e torto contemporaneamente.
Hai ragione quando dici che “se succedono queste cose non è colpa di nessuno purtroppo capitano”. Tomizawa è semplicemente caduto, ha avuto la sfortuna di avere due piloti dietro di lui che non hanno potuto evitare di centrarlo in pieno.
Non mi sento di darti ragione quando dici che “sono cose che capitano per errori loro”. Questi incidenti qui non capitano per inesperienza, capitano per pure e semplice sfortuna. Un pilota per correre a quei livelli supera un numero di esami e selezioni inimmaginabili, nelle gare ho visto infinite situazioni (es perdita di aderenza con sculettamento della moto) in cui sono sicuro che se ci fossi stato io in sella sarei finito a terra mentre il pilota ha ripreso il controllo del mezzo. Quindi dire “è un errore del pilota” mi sembra un po’ azzardato.
PS: Il “jappo” a cui ti riferisci suppongo sia Daijiro Kato, mi ricordo molto bene quello schianto perché come altri lo vidi in diretta tv, anche in quel caso non fu colpa sua: perse il controllo, i freni non funzionarono a dovere e al posto di curvare tirò dritto impattando (ma non a 150 all’ora, molto di più visto che era la prima curva dopo il rettilineo principale se non erro) contro le barriere di bordo pista. Pura e semplice sfortuna.
Ovviamente dispiace perchè era un ragazzo di soli 19 anni, però correndo in moto sai che rischi anche di morire. Detto questo, non lo considero un eroe, gli eroi sono ben altri.
Ripeto, ovviamente per un ragazzo di quell’età, dispiace, ma non mi metterò a piangere, e non mi sembra che sia una mancanza di rispetto
esattamente come la vedo io.
Il non piangere la sua morte non la vedo affatto una mancanza di rispetto.
Io son daccordo con Farenz, non è possibile che vengano dati spazi del genere in tv per la morte di un solo ragazzo, morto tra l’altro per una passione con dei pericoli altissimi! Ma daltronde al giorno d’oggi l’ipocrisia regna sovrana…pensate che i telegiornali abbiano pubblicato tutti questi servizi per compassione verso Tomizawa? Certo che no, il fatto è che fatti del genere fanno notizia, che è il pane quotidiano dei giornalisti! Pensate che le migliaia di bambini morti di DENUTRIZIONE (non per sport estremi) facciano notizia meritandosii di essere ricordati in tv? Certo cje no, e continuerà cosi finche non si ritroverà un po di coerenza in questo mondo…
Scusate gli errori ma scrivo da iPhone : )
Se devo dir la verità non mi sono messo a piangere per i miei parenti morti perchè dovrei farlo per tutta la gente che nemmeno conosco?
mi dispiace di tutte le morti che avvengono nel mondo questo è normale ma non stò a piangere qualcuno che neanche conoscevo..certo mi dispiace di più essendo ancora un ragazzino che aveva ancora i sogni da realizzare ma è la vita non ci possiamo fare nulla
Come l’altro ieri viveva ed ero indifferente (manco lo conscevo), oggi è morto e resto indifferente, così come per i soccorritori o per chi muore sul lavoro.
Ma io parlo delle persone in sè; la loro esistenza per me era del tutto superflua… non ci sono legami d’altronde..
Se c’è qualcosa che mi rattrista e mi fa rabbia per gli ultimi due, è la causa per cui sono morti (pochi controlli per i lavoratori) e lo scopo che stavano seguendo (ovvero fare il proprio lavoro)
Certo non c’è da essere felici. Ma io non sono triste. Lui sapeva a cosa andava incontro, aveva quella passione, e veniva pagato quanto doveva… almeno è morto facendo una cosa che gli piaceva.
Per i lavoratori/pompieri/soccorritori o chiunque altro sia… beh non penso sia così.
Vedila così:
Io sto facendomi un giretto per le strade della tua città. Ti vedo schiantato in auto contro un palo, sanguini, se non vieni soccorso in tempi brevi è probabile che ci resti secco. Continuo per la mia strada visto che tanto non ti conosco e se muori o vivi a me non me ne viene nulla in tasca.
Pensi ancora che si debba essere indifferenti di fronte agli estranei?
Il paragone non sussiste.
Se tu non soccorri un morente è un reato. Non compatire Tomizawa no.
Tralascia il piano penale. Ovviamente è un reato e le condanne sono serie. Parliamo del piano morale.
Se non c’è nessuno nei paraggi che mi può denunciare per omissione di soccorso io non rischio nulla. Se gli salvo la vita sicuramente non divento più ricco o altro, perché per la legge ho fatto solo il mio dovere. A quel punto sta a me decidere: sono capace di essere indifferente davanti alla morte di una persona?
Ripeto, indifferenza non significa disprezzo e come rispetto non significa disperazione.
*e rispetto non significa disperazione
Ma che paragone è?
Per Tomizawa non ci potevi fare niente…eri lì davanti alla tv e lui è morto, stop.
Se per la strada trovi una macchina con dentro una persona morente puoi fare qualcosa per salvarlo, anzi, devi farlo.
Se lo fai hai fatto il tuo dovere.
Se non lo fai hai condannato a morte quella persona!
Mi pare ci sia una bella differenza!
Il paragone è fatto sul piano MORALE. In entrambi i casi il discorso è “sono capace di restare impassibile di fronte alla morte di uno sconosciuto?”.
Che poi nel mio esempio io possa realmente fare qualcosa è un altro discorso. Potevo fare un esempio migliore, ma mi sembrava quello più adatto per far capire un semplice concetto: mai fottersene del tutto degli estranei, perché prima o poi potrebbe capitare di essere nella loro stessa condizione.
L’esempio non sussite.
Se tu fai l’indifferente di fronte qualcuno che chiede aiuto sei un bastardo perchè nelle tue mani hai la vita di quel poveretto.
Con Tomizawa nessuno poteva farci niente. E’ morto e a me non frega una cippa. Mi dispiace che sia morto un ragazzo di 19 anni, niente di più, niente di meno.
E’ morto praticando la sua passione, non lo considero un eroe (come non credo che Senna fu considerato tale)e non mi mettero neanche a piangere! Ma provo compassione e angoscia pensando ad una vita stroncata cosi prematuramente..
Ma dopotutto, Si sa che facendo questi sport si rischia ad ogni curva…
P.S: sono d’accordo riguardo l’incidente in guatemala.
Condivido in pieno. Sapeva benissimo che era uno sport pericoloso, non per questo però bisogna dire “pace, se l’è cercata”, ma neanche farlo diventare l’eroe che non è.
L’unica cosa umana da fare secondo me è quella che hai detto tu, provare compassione per un ragazzo che aveva tutta la sua vita davanti.
farenz ha assolutamente ragione, le persone possono essere dispiaciute ma non oltre.. con l’unica ovvia eccezione che va dalla famiglia e dai conoscenti di shoya, e in misura molto minore ai tifosi o agli appassionati che seguono il moto mondiale come me
Precisamente. Io sono un appassionato di moto e del motomondiale ma sicuramente non mi metterò la fascia nera al braccio o resterò in lutto per mesi.
Sicuramente però non posso dire “se l’è cercata”.
ci mancherebbe altro, magari gli altri piloti lo potrebbero fare.
bè poi chi dice una cosa del genere è proprio un’idiota.. al massimo si può dire “sapeva che quello che faceva era pericoloso” ma comunque quando uno ha questa passione al cuore non si comanda
Quoto su tutto, specialmente sull’ultima frase.
Non è condannabile il fatto che a uno non dispiaccia della morte di qualcuno, sarebbe al massimo condannabile l’esserne felice.
Non piangere una morte non significa affatto mancare di rispetto, ovviamente dispiace perchè era un ragazzo giovane, ma chiamarlo eroe di acqua sotto i ponti ve ne corre.
non posso essere contento però devo dire che era pagato fior di milioni per correre rischi di questo genere
Bravo farenz Hai detto giusto per me (se te ne puo fregare) e la cosa più importante è che hai detto quello che pensi.. La maggior parte delle persone che scrivono seguono un pensiero di massa un preconcetto del giusto e sbagliato.. La società è cambiata al punto che se uno si veste in maniera diversa viene preso di mira o semplicemnte osservato in continuazione.. Tutto diventa standarizzato..
E poi si fa uso di parole come LIBERTA’, un concetto complicatissimo, e EROI in contesti inappropriati. Non esiste la totale libertà nella vita, e non considero EROE chi muore in uno sport, perchè ce gente che silenziosamente (grazie a telegiornali corrotti, e mondani) fa cose veramente eroiche aiutando la gente.
Il mondo sembra girare intorno allo sport (che come diceva Freud è solo una via dove scaricare le nostre pulsioni e istinti), ma sinceramente che un calciatore muoia in campo o un motociclista in pista definirlo EROE è ridicolo.
Assolutamente d accordo con farenz una persona che corre in moto non è assolutamente un eroe…eroi sono le persone che ad esempio sono andate a soccorrere le persone in abruzzo quando c’è stato il terremoto…mha certe cose non le capirò mai…eroe di cosa poi? perchè ha deciso di seguire una sua passione? sono cose da mettere in conto, può succedere praticando certi sport.
sinceramente non capisco neanche io come possa essere considerato “eroe” un pilota…sono eroi quelli che combattono la mafia tutti i giorni,o quelli che l’hanno combattuta,o ancora la gente le lotta per salvare la vita di altre persone…sinceramente non penso che fare qualcosa di pericoloso basti a rendere una persona un eroe…
detto questo,a me dispiace quando un giovane muore,certo se magari muore drogandosi non mi tocca più di tanto,ma se una persona muore senza fare niente di male e per un fatale incidente,allora si che mi dispiace…
Il problema secondo me è relativo all’importanza mediatica del personaggio.
Più il personaggio ha un profilo pubblico forte, più la coscienza sociale si unisce nella compassione e nel pianto.
Mettiamo caso non fosse morto lui ma (spero chiaramente non accada mai)Valentino Rossi, probabilmente avrebbero fermato la corsa e forse l’intero mondiale, e se ne sarebbe parlato per settimane.
Onestamente gli sportivi non possono definirsi eroi, ma certo in alcuni casi ci fanno vivere un sogno con le loro imprese e ci piacerebbe essere come loro.
Ricordo ancora quando morì Ayrton Senna , ci rimasi malissimo per giorni e non saprei spiegare perchè.
Forse perchè, quando correva mi faceva davvero sognare….
Mi piaceva come pilota e come persona , non mi sembrava un presuntuoso o spaccone.
Io credo che la cosa sia troppo personale per essere generalizzata.
Non riesco ad essere triste per persone che non conosco, ma certo provo molto più pena e orrore per quella donna che rischia la lapidazione piuttosto che un pilota morto mentre correva, ben consapevole di rischiare la vita.
A nessuno piace definirsi eroe credo,
Verissimo. Ormai c’è una spettacolarizzazione per ogni avvenimento che coinvolge un personaggio famoso.
Se una madre che fa tre lavori per mantenere i figli muore, nessuno ne parla. Se però un personaggio dello spettacolo che non ha fatto nulla se non partecipare ad un reality muore per un lancio con il paracadute finito male, c’è chi invoca i funerali di stato.
Il problema è che i mass media (pronunciato rigorosamente media e non midia come fanno certi giornalisti ignoranti) ormai più che di giornalismo si occupano di gossip. Ogni fatto deve essere spettacolarizzato per aumentare l’audience, se ricordate ci fu un tg che diede i risultati dei propri ascolti record per le edizioni relative al terremoto in Abruzzo.
giustissima precisazione. Sono d’accordo con te su questo Tommy
Farenz,hai ragione in parte,tu non conoscevi quella persona e non amavi quello che faceva,e ovvio che non proverai compassione,facciamo l’esempio di mj tu sicuramente come migliaia di persone hai provato dolore quando e morto perche tu amavi quello che faceva e automaticamente lo amavi come persona,se avessi amato quello che questa persona faceva e avessi visto che e morto per una passione che anche tu condividevi automaticamente dovevi provare compassione.
ma certo che sì.
Tuttavia il punto focale del discorso è proprio questo: io ho provato dolore quando è morto MJ. Ma se una persona non fan di MJ non avesse provato compassione/dolore per la scomparsa, a me avrebbe toccato? Assolutamente no.
E’ questo che mi ha dato fastidio, il volermi imporre la compassione per il pilota giapponese, a prescindere dalle motivazioni.
su questo la penso come te..non si può indurre una persona a provare dolore per la scomparsa di un altra..
concordo pienamente… io nn sono un fan della moto gp xò anke a me sentire ke un ragazzo della mia età e morto dopo aver raggiunto il suo sognio di diventare un pilota….ma definirlo eroe è un po esagerato sinceramente
Ma tutto sto casino solo perchè non si è messo a piangere per la sua morte???
A me dispiace tantissimo e , da amante delle moto e delle corse , mi dispiace ancor di piu …. Poi pensare che sia morto inseguendo un suo sogno rattrista ancor di piu … aveva solo 19 anni …
Se muore uno importante (e pieno di soldi) muore un eroe.
Se muoino 3000 morti di fame per un attacco terroristico nessuno li caga.
Questo è il mondo. Purtroppo.
Dispiace per l’accaduto,ma sono cose che capitano. Sopratutto se si fa un mestiere in cui si rischia la vita ogni volta che scendi in pista.
La vita e la morte… sono due concetti legati ad una cosa sola, la vita!
Anche se più realisticamente ci dovremmo rifare alla vita stessa che alla morte.
Analizziamo un attimo la situazione.
La vita è quella che abbiamo e la conosciamo, in parte per il passato e per il presente ma non per il futuro che ci ammalia e ci spaventa allo stesso tempo a seconda delle situazioni e dei momenti che attraversiamo.
Per la morte invece non sappiamo altro se non che sia la fine della vita ed è la cosa che più ci spaventa e dai cui è nata la religione (ma non divaghiamo).
a questo punto la domanda di partenza è: dovrei sentirmi in colpa perchè non provo compassione per una morte?
Evitiamo ogni ipocrisia, la morte ci spaventa e ci lascia perplessi e sconvolti solamente dinnanzi ad un legame affettivo o sentimentale altrimenti ci lascia totalmente indifferenti.
Ma come mai si è giunti a dire che ci si deve sentire in colpa per questa indifferenza?
PERBENISMO ED APPARENZE.
Questi sono i due elementi che ci portano a dire “sei una merda non provi compassione”.
Bene andiamo a rivedere il concetto.
Se non ci sono rapporti affettivi o sentimentali sotto ogni forma non si prova pena o compassione nella morte.
Ogni giorno muoiono centinaia di persone e solamente perchè una persona sia più conosciuta di altre non significa che valga di più di altre 99 ma a quelle 99 persone non eravamo legate sotto qualsivoglia punto di vista.
Ricordiamoci sempre che la morte viene vista come la fine di qualcosa ma questa fine non va celebrata, ed onorata o rispettata o qualunque altro aggettivo gli vogliate attaccare, per il morto ma bensì servono ai vivi come consolazione.
La persona che non ha più vita non potrà goderne o giovarne di tale ricordo e mai potrà farlo a differenza i vivi con legami affettivi invece portanno.
Non meravigliatevi se a molti non interessa o non sente compassione per qualcuno che è morto perchè la cosa è uguale per chiunque chi più chi meno.
E un’ultima cosa, non spacciate degli sportivi per degli eroi definitili campioni se hanno vinto o dei grandi in quel che fanno ma di certo non eroi.
Definite eroe chi salva una bambina dal mare agitato dando la sua vita per salvarne un’altra ma non per chi eccelle in qualcosa.
Ripeto, leggete questo commento privi di ogni ipocrisia che distorce enormemente la realtà!