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Non si parla di videogiochi.

Questo è un articolo serio, che esula totalmente dal discorso videogiochi.
Il primo che si lamenta di ciò, si ritenga automaticamente mandato a fare in culo dal sottoscritto.

Ormai l’Angolo è la mia seconda casa e mi fa piacere scrivere anche un po’ di cazzi miei.
Non cose intime o personali, ma riflessioni riguardo qualcosa che comunque coinvolge (o non coinvolge) chiunque di noi.

Tutto è nato da un concetto che ho partorito e postato pochi minuti fa.

“Mi devo sentir in colpa per non provare compassione per una persona che muore praticando un’attività pericolosa a livelli inverosimili e soprattutto pagata milioni di euro per farla?”

Ovviamente sapete tutti a cosa mi stia riferendo.

I commenti a questa mia frase provocatoria sono stati molti, e soprattutto molto variegati.
C’è chi mi diceva semplicemente “no”.
C’è chi mi diceva “sì”.

Ma diversi ragazzi si sono rivelati essere delle persone che mi incutono paura.

Ormai siamo giunti ad un periodo sociale in cui dire “io la penso così, se tu non lo fai sei un coglione” è molto semplice.
Molto probabilmente grazie anche alla presenza di una tastiera e di centinaia di km tra un utente e l’altro.

Ciò, come dicevo mi incute paura.

Prendiamo il caso di Tomizawa.

Io ho scritto semplicemente “mi devo sentire in colpa se non provo compassione per una persona deceduta facendo un qualche cosa di pericolosissimo?”

Ho per caso scritto “Chi non la pensa come me è un coglione!!!?
“Chi piange il pilota è un ipocrita!” “Chi lo piange è un perbenista di merda”?

No, niente di tutto ciò.
Non sono il Padre Eterno e non mi ritengo (ancora) in possesso delle facoltà per decidere ciò che sia giusto fare e cosa no.

Tuttavia gente inorridita da questo post e dal mio pensiero eccessivamente personale mi ha attaccato come fossi un cane rognoso.
Gente che naturalmente motivava il fatto che va provata compassione a prescindere.

Ma perchè?

Perchè era un eroe di 19 anni che è morto per il proprio sogno.

Adesso non ci sto.
Mi sta bene tutto.
Mi sta bene anche prendermi degli insulti perchè non mi strappo le vesti sulla tomba del pilota giapponese.
Mi stanno bene anche frasi piene di significato come “se non ami la moto non puoi capire”.

Ma sentire parlare di eroicità di fronte ad un pilota di motociclismo inorridisco.

Un eroe? Perchè?
Un eroe chi è? Una persona che dà la vita per un ideale? Benissimo.
E allora se l’ideale di una persona è compiere un giro di una pista di Misano nel minor tempo possibile (…), deve diventare anche mio ideale e perciò devo considerarlo eroe?

Mmmm… non credo proprio.

Senza star qui a dilungarmi troppo sulle motivazioni più o meno discutibili da parte mia su cosa o chi debba essere considerato eroe, mi chiedo “Ma dove è finita la libertà di pensiero?”

Ripeto: quando leggo queste cose mi vengono i brividi.
A volte capita anche a me qua sull’Angolo di leggere frasi che ritengo boiate, e magari sono il primo a far notare queste cose.
Però quando in ballo ci sono argomenti di entità leggermente superiore ai videogiochi, come vita, morte, eroicità, mi rendo conto che la situazione non cambia poi di molto rispetto a quando ci si insulta per “Ps3 meglio di 360″.

Tutto ciò è molto triste.
Specie se si parla di eroi della Moto2… quando in Guatemala stanotte 42 soccorritori sono morti per salvare un centinaio di passeggeri su un autobus intrappolato in una frana.

Non volete piangere i 42 morti in Guatemala? Benissimo. Non è affar mio.
Ma permettetemi di storcere il naso quando leggo le parole “eroe” e “pilota” all’interno della stessa frase.

345 comments to Non si parla di videogiochi.

  • ubriaco_duro

    io sono appassionato di motori ma devo dire che dopo aver visto quell incidente faticherò (e non poco) a rivedere una gara di moto e a dare la manetta a martello sul mio scooter.
    Secondo me hanno fatto parecchi errori a Misano per salvare Tomizawa, vedi la gara che continua perchè non viene esposta la bandiera rossa, la barella con sopra il PILOTA che sfugge di mano al commissario di gara e cade in terra e l ambulanza che arriva dopo parecchi minuti, ma piu di tutti… COME CAZZO SI FA A METTERE UNA STRISCIA DI ERBA SINTETICA OLTRE IL CORDOLO DI UNA CURVA CHE SI AFFRONTA A 220 km/h??? basta arrivare pochi millimetri piu larghi che ci lasci le penne… per fare un paragone è come mettere del sapone sulle scale… mah

    quindi in poche parole mi dispiace che sia morto perchè è un mio eroe (come tutti quelli che guidano auto e moto da 300 kmh, come mi dispiace se muore un calciatore (che non sono miei eroi visto che di calcio me ne frega meno di niente) e come non mi dispiace se muore uno STRONZO pedofilo

    • TommyTheBiker

      Neanche io penso che riuscirò tanto facilmente a salire in sella e ad aprire ai 150 all’ora come se niente fosse, anche e sopratutto perché quel ragazzo aveva la mia stessa età.

      Di errori ne sono stati fatti tantissimi, difatti è stata aperta un’inchiesta per determinare eventuali concause della morte (su tutte, l’erba sintetica vicino al cordolo e la decisione di spostare il pilota senza l’ambulanza, cosa che insegnano a non fare MAI perfino nei corsi per il patentino nelle scuole). Probabilmente come ha detto Meda il risultato finale sarebbe stato lo stesso, ma questo non lo potremo mai sapere.

      Non condivido sulla definizione di eroe in generale, che però sia un tuo eroe non discuto perché ognuno ha i suoi miti e nessuno ha diritto di dire “no rendere onore ad uno che manco hai mai visto di persona in vita tua è da idioti”.

      Io da appassionato di motociclismo sono dispiaciuto della morte di Tomizawa ma esattamente come sarei dispiaciuto alla notizia di un poveraccio ucciso in una rapina per due spiccioli, di uno che cade da un’impalcatura eccetera. E sicuramente se morisse uno stupratore o un serial killer, altro che dispiacere o rispetto, vado sulla sua tomba e ci sputo sopra.

    • Nikratos93

      spero che lo ‘stronzo pedofilo’ sia rivolto a qualcuno in generale, e no a che nn lo è mai stato

  • monscream

    Non deve dispiace a qualcuno per forza, e di sicuro non deve essere indicato come un mostro o qualcosa di simile se non se ne dispiace. Io personalmente ci sono rimasto davvero male per la sua morta, ma immagino sia una cosa soggettiva, a me personalmente mi ha turbato abbastanza questa morte sopratutto per come si è svolta. Comunque, farci addirittura un’articolo mi è sembrato eccessivo, ma ovviamente è il tuo sito e ci fai quello che vuoi.

  • Daxter

    A nessuno frega che è morto Tomizawa! Ci sono soltanto dei coglioni che sparano minchiate facendo i fanatici dicendo che lui è un eroe!

  • Martin Mc Fly

    Pur essendo un tuo fan e visitatore del tuo sito da tempo, mi decido a iscrivermi solo ora vedendo questo post per dire la mia.
    L’eroicità al giorno d’oggi è data dalla notorietà, dalla rarità dell’evento ma più in generale da quanto ne parlano i media.L’esempio più eclatante è la morte di Madre Teresa di Calcutta, morta il 5 settembre del 1997.La sua morte passò quasi inosservata perchè il 31 agosto dello stesso anno morì la principessa Diana.Quest’ultima fu una morte seguita (e causata?) dai media in maniera martellante per giorni e giorni, anche perchè il tutto avvenne sotto le telecamere.
    Per me è eroe chi compie azioni eroiche,appunto, ma che non gli erano state richieste.Il soldato,il pilota,lo stuntman ecc… è pagato per correre dei rischi.Non si può rimanere sorpesi se poi ci resta secco.Sì , uno ci rimane male perchè è giovane o perchè i familiari lo ricordano con affetto, ma sapeva di andare incontro a questi rischi fin dall’inizio.
    Alla base di un gesto eroico c’è un altruismo incondizionato che riesce in maniera significativa a cambiare la qualità della vita del prossimo.
    Tanto per semplificare:Un medico che salva la vita ad un uomo è normale; un idraulico che salva la vita ad un uomo è un eroe.

  • Dark Heart

    Chi di voi conosce Tiberio Murgia? E’ morto a fine agosto. Era uno dei caratteristi più importanti del cinema italiano. Era un pezzo di storia. Era famosissimo (e se andate a cercare delle sue foto lo riconoscerete sicuramente almeno che non abbiate 16 anni). La sua morte è passata in sordina. Sorte differente ha avuto un giovane e quasi sconosciuto pilota di moto o di un attorucolo (mi riferisco a Taricone) diventato famoso per essere il primo ad aver trombato al Grande Fratello… ma la morte di Murgia non fa ascolto.

  • Riki

    Ragazzi non scendiamo a puttanate.

  • Albexander

    Dispiace sia morto, anche perchè era molto giovane, ma non mi sento di piangere o di starci male come fosse morto un parente, un amico o un conoscente. Se fosse cosi, ad ogni telegiornale dovrei reidratarmi con tutti i liquidi che perdo in lacrime.

  • froggy

    La vita e la morte… sono due concetti legati ad una cosa sola, la vita!
    Anche se più realisticamente ci dovremmo rifare alla vita stessa che alla morte.
    Analizziamo un attimo la situazione.
    La vita è quella che abbiamo e la conosciamo, in parte per il passato e per il presente ma non per il futuro che ci ammalia e ci spaventa allo stesso tempo a seconda delle situazioni e dei momenti che attraversiamo.
    Per la morte invece non sappiamo altro se non che sia la fine della vita ed è la cosa che più ci spaventa e dai cui è nata la religione (ma non divaghiamo).
    a questo punto la domanda di partenza è: dovrei sentirmi in colpa perchè non provo compassione per una morte?
    Evitiamo ogni ipocrisia, la morte ci spaventa e ci lascia perplessi e sconvolti solamente dinnanzi ad un legame affettivo o sentimentale altrimenti ci lascia totalmente indifferenti.
    Ma come mai si è giunti a dire che ci si deve sentire in colpa per questa indifferenza?
    PERBENISMO, APPARENZE E RELIGIONE.
    Questi sono i tre elementi che ci portano a dire “sei una merda non provi compassione”.
    Bene andiamo a rivedere il concetto.
    Se non ci sono rapporti affettivi o sentimentali sotto ogni forma non si prova pena o compassione nella morte.
    Ogni giorno muoiono centinaia di persone e solamente perchè una persona sia più conosciuta di altre non significa che valga di più di altre 99 ma a quelle 99 persone non eravamo legate sotto qualsivoglia punto di vista.
    Ricordiamoci sempre che la morte viene vista come la fine di qualcosa ma questa fine non va celebrata, ed onorata o rispettata o qualunque altro aggettivo gli vogliate attaccare, per il morto ma bensì servono ai vivi come consolazione.
    La persona che non ha più vita non potrà goderne o giovarne di tale ricordo e mai potrà farlo a differenza i vivi con legami affettivi invece portanno.
    Non meravigliatevi se a molti non interessa o non sentono compassione per qualcuno che è morto perchè la cosa è uguale per chiunque chi più chi meno.
    E un’ultima cosa, non spacciate degli sportivi per degli eroi definitili campioni se hanno vinto o dei grandi in quel che fanno ma di certo non eroi.
    Definite eroe chi salva una bambina dal mare agitato dando la sua vita per salvarne un’altra ma non per chi eccelle in qualcosa.
    Ripeto, leggete questo commento privi di ogni ipocrisia che distorce enormemente la realtà!

    • dario

      “La vita e la morte… sono due concetti legati ad una cosa sola, la vita!”
      WTF O_o

      • froggy

        vita e morte.
        se c’è la morte c’è la vita e la morte stessa denota la fine della vita.
        Celebriamo la morte per onorare più i vivi che i morti in quanto ai morti non cambia assolutamente nulla.
        qualsiasi cosa si rifà comunque alla vita prlando di vita e morte senza tirare in ballo la religione che è solamente ipocrisia

        • dario

          avevo capito il ragionamento era solo quella frase che mi ha lasciato perplesso, in quanto quando si palra di vita e morte l’unica cosa che le collega è la vita? ma la vita non era una delle 2 cose che stavamo considerando?

          • froggy

            si tu consideri due cose ma in realtà è una sola, la morte non altro che la fine della prima quindi si può parlare più semplicemente di vita questo è il senso della frase

          • dario

            cioè quindi la morte e la vita insieme sono la vita?
            il senso c’è, la grammatica no…

  • superfrez

    Forse per la mia sensibilitá cattolica, o forse solo per le esperienze che ho vissuto personalmente, ritengo che si debba provare compassione, ma non solo per il ragazzo che è morto in giovane età, ma anche per la famiglia: per quella madre, che non rivedrà più suo figlio ,e per tutti coloro che lo conoscevano e che gli erano affezionati. Ecco ritengo che per queste ragioni si debba provare compassione non per il fatto che sia stato un eroe. Gli eroi sono quelli che hanno cercato di salvarlo rischiando la propria vita mentre la gara continuava, sono tutti gli altri citati nei post: i pompieri, le forze dell’ordine etc. Poi è giusto che vi sia libertà di opinione e che ognuno la pensi a proprio modo e che reagisca nel modo che crede poichè la questione è legata alla propria sensibilitá ed è quindi molto personale.

  • fero

    Il grado di emotività è personale. Sul concetto di eroe associato ad un pilota mi trovo in sintonia, perchè un pilota di uno sport non è un eroe, sarà altro ma non quello. Il pilota è consapevole che in quella tipologia di sport si rischia anche di morire. Non è il dispiacere per la morte di qualcuno, è l’insopportazione nei confronti di persone che ricamano titoli di encomio addosso a persone, MORTE, che non lo sono. La morte non è una condizione sufficiente al titolo di eroe. Non lo è nemmeno praticare sport nei quali si sa che c’è rischio di morte.

  • dario

    No, un attimo, c’è davvero gente che ci è rimasta TANTO male per la morte di quello?

    • TommyTheBiker

      Secondo me sì, escludendo amici parenti e colleghi intendo.

      Magari questo pilota giapponese da tutti considerato sconosciuto (me compreso, non seguo mai la Moto2 e quando c’era la 250 era piuttosto anonimo visto che non è mai salito sopra la 10° posizione) per qualcuno era una persona da imitare ed ammirare…

      Poi magari invece è passato totalmente in sordina, ma dubito perché praticamente tutti, anche i meno meritevoli, hanno un “fan” o qualcosa di simile, basta vedere certi imbecilli che caricano video su YouTube (..stelladelsud*COFF!!!!!*)

      • Araknie

        Veramente aveva vinto la gara inaugurale della Moto2, non lottava certo per il campionato, ma si stava facendo notare.

        Tra dire, dispiace ma pazienza si può aspettarselo e dire chissene frega degli imbeccilli su youtube c’è differenza.

        • TommyTheBiker

          Ammetto la mia colpa, non ho mai seguito molto la Moto2 per tutti i suoi lati negativi (budget ridottissimo, troppa gente in pista, potenza dimensione e produttore del motore uguali per tutti), preferivo la quarto di litro che mi mancherà sempre. Non sapevo quindi dei risultati di Shoya in Moto2.

          Il discorso comunque non cambia, da appassionato di MotoGP ho notato che nominando un pilota di tutto rispetto ma al di fuori dei Magnifici Cinque (Rossi Lorenzo Stoner Pedrosa Hayden) è vuoto assoluto per la maggioranza della gente…

          Il discorso degli idioti su YouTube era per dire che chiunque, sia meritevole che no, ha un fan, uno pronto a disperarsi in caso di morte del suo idolo.

  • Vash

    … il bello è che è piena d gente cn la testa farcità d ideali cattolici che dicono “bigotto” a qualsiasi cosa sia diversa da loro… interessante…

  • onibako

    io sono d’accordissimo con superfrez, soprattutto perchè ha detto che uno può provare compassione, ma non disperazione come se fosse morto tuo fratello o la persona più importante della tua vita.

  • Vash

    figa, qnt errori in una sola frase.. ._.” farcita* che dice*

  • kisu

    completamente d’accordo con te farenz.

    Succede sempre quando muoiono i personaggi famosi, prima non venivano cagati poi erano nel cuore di tutti… che tristezza ._.

  • Siegfried.m

    Io credo che sia giusto provare almeno dispiacere, in egual modo, per tutte le morti. E’ ovvio, che un avvenimento con più seguito mediatico, risulti magari anche più coinvolgente, ma di certo non più importante.

    • fero

      infatti. il solo fatto che ci sia il mezzo mediatico, e che probabilmente è stato visto in diretta (non mi sono informato a riguardo) coinvolge di più, ci rende partecipi.

      Tutto esula dal discorso dell’eroe! Eroe è un parola forte.

      Molta gente ha paura ad ammettere davanti alla morte di una persona non ha provato un gran dolore. magari perchè non c’è sentimento!? e poi non siamo macchine che ad ogni morte PUFF la lacrima o il dispiacere! sarà per molti un controsenso, ma io la vedo così!

  • archias

    ma poi scusa farina..se uno vuole considerarlo eroe finchè non ti viene a rompere i coglioni a te mi sembra che il diritto di parola esista ancora in italia..o no?

    • TommyTheBiker

      non sono d’accordo. Può essere un eroe PERSONALE, un modello che tu vuoi imitare perché ammiri, non so, la sua tenacia e la sua caparbietà per arrivare a fare ciò che più desiderava.

      Occhio però a non confondere un eroe personale con un eroe punto. I veri eroi sono altri, lo dico con il massimo rispetto possibile per la morte di un mio coetaneo e di un ragazzo con la mia stessa passione. Un eroe è un poliziotto che salva la vita di una persona tenuta in ostaggio da un malvivente, un pompiere che tira fuori qualcuno da un incendio, una persona che da la sua vita per la lotta alla mafia.

  • Sampey90

    “Mi devo sentir in colpa per non provare compassione per una persona che muore praticando un’attività pericolosa a livelli inverosimili e soprattutto pagata milioni di euro per farla?” Sono parole molto forti ma in certo senso giuste. Da quello che ho letto farenz non ama le moto , perfetto condivido la tua scelta per me queste persone che vanno ad una velocità pazzesca ( come dice froggy non devono essere considerati EROI ma Campioni). Per una persona che come me che ama le moto e va in pista queste notizie ( di piloti che muoiono) ti fanno male al cuore , il PROBLEMA è la televisione che per fare un maggior nummero di ascolti, mette in primo piano notizie che sono comunque importanti ma prendono il posto di notizie molto più importanti,(perchè quello che è morto era una personaggio visto molte volte in televisione) la colpa e anche delle persone che non sanno un CAZZO di quello che succede nel mondo. Forse….. ansi ne sono sicuro la parola eroe viene usata troppo spesso anche in episodi dove non ci centra niente. Queste notizie devono dispiacere perchè Tomizawa era per primo un ragazzo di 19 anni( che sapeva dei rischi ) ma comunque un ragazzo della mia stessa età e questo mi dispiace perchè ci sono ragazzi che muoiono per delle cazzate , e per tutte quelle persone come i pedofili , i drogati ecc provo solo pietà

  • MeteorSephiroth

    Sono d’accordo con Farenz. Eccetto casi particolari, difficilmente quando una persona muore ci fà piacere. Ma il disagio o il dispiacere che può scaturirne dipende da persona a persona, non si può generalizzare. Quando ho visto al telegiornale la scena della morte di Tomizawa, ho pensato: “Che modo orribile di morire”, ma da qui a non dormirci la notte c’è un’abisso. Mi spiace per lui, ma quel che è successo non mi cambia la vita…ancor di più a quelle persone che prima di ricevere la notizia non avevano mai sentito nominare questo pilota. Le persone in fondo muoiono tutti i giorni, e questo avviene indipendentemente dalle notizie riportate al telegiornale…del resto nonostante grandissime tragedie come l’olocausto, ai nostri giorni esistono tranquillamente barzellette come: “Ci entrano 20 ebrei in una 500?Si, 2 davanti, 2 dietro e gli altri…” dovreste sapere come và a finire. Secondo me, fare minuti di silenzio, mettere rose nelle firme o fare catene di Sant’Antonio per ogni tragedia che fà scalpore, e che difficilmente ci tocca personalmente, è ipocrisia… ma poi, mi viene un dubbio, prima che morisse, Tomizawa era un eroe?

  • Bigdavid85

    Quante pippe mentali, per me è una cosa ovvia provare dispiacere alla notizia della dipartita di una persona che non ti ha fatto nulla di male, anche quando questa persona
    è un totale sconosciuto. Per me Farenz ti sbagli e non ci credo che una persona di spirito come te un minimo di compassione non l’abbia provata per quel giovane. Poi che esiste questa cosa di elevare i morti ad eroi senza macchia troppo facilmente, posso pure essere d’accordo. Ma però, dire che in un certo qual modo se le cercata perché fa il motociclista sportivo mi sembra esagerato, cioè sappiamo tutti che la vita è una scommessa e che puoi pure prendere tutte le precauzioni possibili, ma quando è la tua ora è la tua ora. Che tu sia un motociclista o la casalinga di Voghera.

  • superfede92

    Mi dispiace che sia morto un ragazzo di 19 anni… di sicuro non era un eroe…. è morto facendo quello che gli piaceva di più nella vita, e immagino che lui fosse ben consapevole del rischio che correva.

  • Dag_01

    A mio modesto parere la colpa va data a chi trasmette le notizie.
    Credo comunque che ognuno abbia il diritto di credere, pensare ed esprimere ciò che desidera.
    La morte di un qualsiasi essere vivente è sicuramente una cosa da vivere con profonda tristezza, ma non mi sta bene quando la morte di un “famoso” occupa tre giornate di TV tra speciali e approfondimenti; chissà come mai al momento della scomparsa diventano tutti dei santi.

    Una notte di qualche giorno fà tornando a casa ho notato un gattino steso sulla strada probabilmente investito da qualche idiota. Non sono un’animalista ma mi sono fermato e l’ho accudito finchè non ha smesso di muoversi. Se domani morisse il nostro Presidente del Consiglio dei Ministri sinceramente non mi preoccuperebbe come quel micio.

    Penso di aver reso l’idea.

  • Bloodhawk

    Quando ho letto il post che farenz aveva lasciato, non lo ho interpretato come “è morto qualcuno, che cazzo me ne frega, tanto era solo uno sfigato che correva su una moto” ma come “Non mi sta a genio che adesso venga sollevato ad eroe e idolo una persona solo perchè hanno detto che è morto sulla moto, e che magari io vengo criticato perchè non lo ricordo e non lo idolatro.”

    Beh, personalmente anche a me da fastidio vedere molte persone che prima non se lo filavano neanche che lo idolatrano e lo acclamano ad eroe…mi è dispiaciuta la sua morte, perchè ho rispetto di essa, a qualunque persona accada, quando sento che qualcuno passa a miglior vita mi dispiace, chiunque esso sia, che sia famoso o no, che sia un barbone o un ricco imprenditore e non penso che esista qualche persona che si compiace della morte di un essere vivente.

  • Nikratos93

    quoto… stesso mio parere

  • dario

    adesso che ho riletto l’articolo spero di averlo compreso, il significato detto in soldoni dovrebbe essere: Il pilota è morto correndo, conosceva le conseguenze di quello che faceva e la gente non può pretendere che tutti facciano lutto nazionale.
    o ancora più stretto: è morto un tizio che non so manco chi è, mi dispiace ma mi tira il culo a pensarci più di tanto.
    se il significato è questo allora condivido in pieno :D

    • fero

      secondo me ci sei! ed è un pensiero sincero.

    • Araknie

      Perfetto ne arrivano altri che capiscono il significato.

      Non è questione di rispetto della vita, quello è implicito, è questione molto più personale.

      Qui non si parla di Tomizawa ma di Farenz che dice: non mi rompete il cazzo se vi ho detto che mi dispiace, ma non posso fargli un altare. Andava in moto e si sa che si può morire, in più vengono pagati tanto apposta per questo, per cui…

      Se Farenz ha avuto amici, parenti o contatti msn che gli hanno il cazzo su questo e giusto che lui metta le mani avanti dicendo questo.

      Valevole anche per il futuro, immagino.

      • dario

        lo so, io ho usato come esempio quello che è successo al pilota, però vale per qualunque occasione, cioè in poche parole uno non può essere demonizzato solo perchè non si dispera per la fine di una persone che manco conosce e di cui non sa nulla.
        se uno dovesse essere triste per tutta la gente che muore al mondo ci sarebbe un tasso dei suicidi nella popolazione del 40/50%

  • cipryNANO

    Quoto farenz su tutto e sopratutto sul discorso dell’eroismo. E come paragonarlo agli ultimi due soldati che sono morti in afghanistan e, va bene tutto va bene che può dispiacere perchè era giovane per tutto quello che si vuole, ma dirgli “eroe” è davvero esagerato.

  • Nikratos93

    ogni giorno guardando il telegiornale, c’è almeno una notizia che riguarda una tragedia, dove una o più persone perdono la vita… ecco, io non posso stare male tutti i giorni allora, e piangere ogni volta che sento una notizia del genere… ormai si sà che il mondo è così… cioè, sicuramente le persone che seguono questo sport saranno sicuramente restate più male per la morte di tomizawa invece che per le vittime dello tsunami… come io sono restato malissimo per la morte di michael jackson, e tutt’oggi mi fa male pensarci

  • tao93

    ma lol, tutti ke si sbranano! xD io quoto Farenz, nn x il fatto ke sia bello o mi stia simpatico ma semplicemente xk condivido la sua idea di base! ki corre in moto sa di rischiare grosso in caso di incidente! x questo ed altri motivi prende miliardi all’anno, il tutto x rishiare solo la propria vita (nel peggiore dei casi!). i soccorritori ke sono morti, pagati o no, hanno riskiato la propria vita x salvare altre persone e cosi centinaia di altri casi simili vengono ignorati… io sinceramente provo compassione x ki fa il bene di altri e non x ki si mette in pericolo inutilmente. ovviamente nessuno si merita tutto ciò…

  • un po’ come con taricone…non continuo perchè potrei scatenare flame

  • Morire nel motociclismo fortunatamente è solo una fatalità e non una regola.Erano 7 anni che non accadeva,un sacco di tempo e ciò dimostra che correre a quei livelli è molto meno pericoloso di quanto si pensi e di quanto molti di voi riferiscono.

    Se sommi tutti i piloti di Motogp,Gp2 e 125(quasi 80) la morte di 1 ogni 7 anni è quasi nella norma.
    Della vicenda la cosa che mi ha dato più fastidio è che se n’è andato nell’indifferenza generale di tutti.Lo show doveva andare avanti,e così è stato.I meccanici Honda sapendo quello che era successo hanno esultato lo stesso per la vittoria di Pedrosa.

    • Zierf

      una settimana prima è morto un ragazzino in un incidente molto simile

      • Parlo di Motogp,Gp2 e 125.Non dell’andare in moto in generale o di altre categorie.
        Stanno attentissimi alla sicurezza.
        1 su 80 in 7 anni..magari i fumatori raggiungessero tali percentuali..
        Eppure mi rattrista anche la morte di un fumatore,non sto lì a dire”se l’è cercata”

        • ubriaco_duro

          Zierf ha ragione, è morto un ragazzo di 13 anni esattamente una settimana prima ed esattamente nello stesso modo di Tomizawa, in una gara di contorno al mondiale di 125, moto2 e moto gt

          ricordati che dei ragazzi di 13 anni che corrono già in 125 potrebbero arrivare molto ma molto su di livello (Valentino Rossi ha provato per la prima volta una 125 a 12 anni se la memoria non mi inganna)e se era la il ragazzino era perchè era un manico, non un ragazzo preso su dalla strada e piazzato li in sella

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