Voti, referendum, figghe bianche e pasta al tonnoh

Questo articolo ti piacerà se:

– Ti piacciono gli articoli sul videogiocatore Completista e Bipolare
– Stai cercando un punto di vista alternativo su ciò che una recensione di un videogioco dovrebbe essere
– Ti piacciono i pipponi di Viperfritz

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Vi sarà capitato almeno una volta nella vostra vita di videogiocatori, di recuperare un titolo di  scaffali_021 cui non sapevate una cippa e vi ha stupito in positivo, oppure di salvare dall’oblio un gioco che voi avevate immediatamente messo nella categoria “scaffale” non appena visti gli screenshot od intravista una presentazione.

Poi però la critica lo ha ricoperto di votoni, oppure ne avete letto così bene, che quando ve lo siete ritrovato su uno scaffale, o in uno store digitale a 14€, gli avete voluto dare una possibilità: “Cazzo! Ne parlano tutti bene!! Ci sarà un motivo!”.

Lo avete giocato, e la vostra coscienza videoludica ha tirato un sospiro di sollievo, quasi come ad aver scampato un incidente perchè stavate attraversando la strada mentre soppraggiungeva un’auto a tutta velocità, ma il Tir all’incrocio vi ha strombazzato avvisandovi del pericolo.

Esatto, un gran sospiro di sollievo perchè per un vostro pregiudizio, una vostra frettolosa valutazione, avevate bollato come non interessante un determinato gioco che, col senno di poi, sarete disposti a classificarlo come  capolavoro.
vishnuOppure no. Magari si tratta di un giochino stupidello, insignificante, con il quale voi vi siete tuttavia trastullati da morire. Lo avete adorato, e ringraziate Visnù o Apollo per avervi edotto della sua esistenza ed avervi concesso di poter annoverare nel vostro curriculum esperienziae una simile goduria.

Bene.

Se quanto descritto vi appartiene, se vi è successo quanto esposto qui sopra e non siete diventati Videogiocatori Completisti, almeno per quel che concerne l’informazione sulle clashofclansuscite videoludiche, siete degli scellerati e meritate la penitenza.
Se dopo lo scampato pericolo non vi siete dotati dell’imprescindibile file Excel per evitare questi cataclismi, vi meritate di proseguire la vostra esistenza videoludica a pane e Clash Of Clans.

Soffrite debosciati! Ve lo meritate!

 

Tuttavia, bisogna ammettere che anche il videogiocatore completista e bipolare si trova a fare i conti con quel pesante fardello denominato “vita”. Lavoro, famiglia, sport, cultura, sonno…
Ho volutamente escluso “studio”, perchè se siete studenti non potete venirmi a dire che non avete tempo per fare i completisti videoludici, stronzi!

Ebbene, volendo essere realisti, l’offerta videoludica odierna è davvero sterminata.
Il videogiocatore Completista stenta già a stare al passo con le uscite importanti, trattate dai vari siti del settore, se poi vi inseriamo l’infinito flutto di giochi e giochetti in uscita su Steam o su mobile, è chiaro che l’onniscienza videoludica diventa un miraggio sempre più lontano.

paperoneTuttavia il Videogiocatore Completista e Bipolare, proprio come Paperon de Paperoni gli ha insegnato in anni di letture matte e sconsiderate di Topolino, non demorde. Nulla lo sfiacca dalla sua missione.

Così, negli ultimi tempi mi sono posto la domanda:
per venire incontro alle nostre esigenze di voler conoscere quante più esperienzie videoludiche si presentano sul mercato, per carpire se questo o tal gioco fanno al caso nostro, o se rischiamo di perderci una delle esperienzie più ficcanti della nostra vita, come potrebbero aiutarci i siti del settore e le loro recensioni?

Prendiamo la situazione attuale.
Facciamo che, tra giochi significativi o meno e piattaforme importanti o meno, reputiamo che siano una cinquantina quelli con anche un piccolo potenziale ficcante in uscita ogni mese.
Ovviamente non è detto che questi giochi ficchino a me, quindi mi serve uno strumento che mi consenta di capire di fare una scrematura, che però non sia dettata da mere impressioni sugli screenshot o su un trailer raffazzonato.
Una videorecensione, che tratti nel dettaglio e a tutto tondo il gioco, potrebbe essere lo strumento ideale. Ma anche guardarsi 50 videorecensioni da 5-6 minuti, non è detto che rientri nel portafoglio delle possibilità del videogiocatore post-studescente.
Allora facciamo finta che esistano ancora le riviste, e che un sito on-line sia sfogliabile e fruibile come una rivista (altrettanto velocemente), all’interno della sua sezione “recensioni”.
Non avete tempo per leggervi ogni singola parola di ogni singola recensione.
Cosa utilizzate allora per scremare? Per sfogliare la rivista e focalizzarvi su ciò che può davvero fare per voi?

Da tempo cosa usa la stampa specializzata per essere riassuntiva?
Il voto.

Potrebbe avere un perchè.
E’ il caso dell’esempio menzionato prima: poniamo che un gioco non faccia parte di uno dei vostri generi preferiti. Tendereste a scartarlo prematuramente, per focalizzarvi su altro.
Tuttavia, se a forza di sfogliare “riviste” continuate a vedere come voto riportato 10, 9, 10, 10, 9….probabilmente vi verrà qualche voglia di leggere qualcosa in merito, di dargli una chance o anche solo cercare di capire se questo alone di “fantasmagorico” o di “pietra miliare”, che i voti imputano al gioco, potrebbe in qualche modo essere talmente imprescindibile da riguardare anche voi.

Tuttavia, come sappiamo, i voti si sono dimostrati spesso fallaci.
Basta citare Metacritic, per far capire che le medie sono quasi inservibili.
gaming-journalismE poi questi voti sono spesso taroccati.
No, per carità. Non intendo che siano taroccati dal vil denaro.
Bensì dalle aspettative, dai nomi altisonanti che si portano con se, dalla carica deflagrante del marketing che li ha anticipati, dalla voglia del recensore di fare l’hipster, dal premiare l’arte quando non ve ne può fregar di meno,  dallo stroncare un gioco perchè è la solita commercialata, o dalla ben più astratta (ma inficiante) volontà del recensore di dare il giusto voto che i lettori vogliono vedere stampato.
Insomma, un voto, una cifra, valgono ben poco.

Anche aggiungendo una scheda vecchio stile, con “Grafica, sonoro, giocabilità, longevità” si và poco in là.

Innanzitutto, se proprio proprio volessimo ancorarci ad una schematizzazione simile, sarebbe quantomeno ora di svecchiarla inserendo eventualmente “Fascino, Divertimento, Contenuti“.

Ma pur migliorando il concetto, si continua a riassumere un qualcosa che è sempre molto soggettivo.
A me affascina un mondo gigantesco di un Open-World, altri invece si sparafleshano gli occhi giocando i corridoi spettacolari di una regia ben organizzata.

Più mi sforzo di cercare nel videogioco elementi oggettivi, che possano essere valutati come tali, meno ne trovo.
La grafica oggettiva?
Naaa!
Prendiamo un gioco in Cel Shading: c’è a chi piace ed a chi fa cagare.
E per quanto si possa dire che un “Cel Shading” sia fatto bene o male, se al recensore quello stile non piace, verrà comunque influenzato nella valutazione del titolo.

Un gioco che gira con 30fps scarsi può dirsi fatto male rispetto ad uno fatto a 60fps fluido?
Lo si può dire a prescindere?
In realtà no, perchè se per andare a 60fps fluido il gioco ha rinunciato ad una struttura ambientale dettagliata, ad un orizzonte grafico spettacolare, ad effetti spettacolari…a tutto…non è per forza detto che quello fluido “sia meglio”. Dipende dal gioco, dal genere eccetera…

Credo che più si guarda nel dettaglio, e si utilizza una prospettiva critica e non superficiale, e più risalta come, in un un prodotto pur di consumo, come il videogioco, si faccia davvero fatica ad utilizzare parametri che siano spendibili in termini universali.

gaming-journalismOnde evitare discorsi ritriti, ci tengo a specificare che non sono qui per rimpolpare il vecchio discorso “vale molto di più un consiglio di un amico o di uno youtuber o bloggher che segui, che mille recensioni di redattori viziati“.

No.

Qui stiamo cercando di mettere in condizione il videogiocatore moderno e post-studescente di essere completista.
Quindi lo stesso discorso lo applico al mio amico di fiducia: facendo finta che lui potesse giudicare tutti i videogame in uscita (cosa già di per sè ben difficile, visto che di mestiere di solito non fa il giornalista di settore), solo un suo voto non mi basterebbe.
Potrebbe comunque trarmi in inganno, per tanti motivi.

Per cercare quindi uno strumento che possa essere di vero aiuto, ho preso in considerazione i sistemi di media diversi. Altri “prodotti di consumo” basati non su prestazioni oggettive ma su aspetti soggettivi, ed ovviamente i primi a venirmi in mente sono stati il cinema, la musica i fumetti…eccetera.

Nella mia vita di completista bipolare, di metodi di recensire o valutare un media ne ho visti tanti.
Se penso a quelli del Cinema, ahimè, non c’è molto che cambi rispetto al videogioco.
Che si tratti di un numero, di stelline o di un pollice alto/verso/medio, la valutazione sintetica non è mai stata molto indicativa.

Ricordo invece che un fattore che faceva la differenza nella mia scelta delle riviste musicali che acquistavo, oltre a quella che reputavo competenza e qualità editoriale, era il fatto che riuscissero ad inquadrare molto bene il genere musicale cui un gruppo od un album apparteneva.

Tuttavia anche nella musica ormai le categorie possono essere fuorvianti, tante e tali sono le music-magazinesfumature che vengono utilizzate per classificare i generi: brit-rock, drum’n’bass, folk-jazz, trip-hop, acustica, funk-pop…
In una rivista di quelle completiste, potevano essere recensiti quasi 200 album in un mese…difficile davvero starci dietro leggendo di tutto.
L’aiuto più semplice che poteva concederti quella rivista era allora il consiglio: “Ascoltalo se ti è piaciuto l’album “xxx” di Tizio, o l’album “yyy” di Caio”.
Insomma ti dava dei parametri soggettivi che riguardavano te in prima persona.

Quindi, prima di un parere personale, per cui può valere o meno perdere tempo a leggere una recensione, cercavano di inquadrare il prodotto secondo quelli che potevano essere i tuoi gusti o, ancora meglio, secondo l’attinenza del prodotto.
Chiaro che quanto più centrata era l’attinenza (e quanto più numerosi gli indizi) e più era utile nel cercare di capire se posso concedermi il lusso di leggere la recensione di questo gioco, di approfondire,  oppure se tanto vale passare subito a quello successivo.

Naturalmente tutto questo ha senso in un’ottica in cui la recensione deve fare informazione: informarmi se il prodotto può essere di mio interesse o meno, di mio gusto oppure no.
La recensione dovrebbe essere proprio questo, per possedere una vera e propria utilità per l’utente.
Non dovrebbe essere un’elucubrazione del videorecensore, non uno strumento di critica verso gli autori, nè un escursus sul media videogioco. Meno ancora una dimostrazione di eccletismo letterario.
Per tutto questo ci possono essere articoli dedicati, approfondimenti e quant’altro.
Ma non la recensione.

 

img_4335-2Incrociare questa informazione (può interessarti se ti è piaciuto questo e quest’altro) ai primi screenshot  mi concede forse il migliore strumento per inquadrare in breve tempo se il gioco di cui tratta la recensione può fare al caso mio e può valere la pena leggersi la recensione, o, ancora meglio, guardarsi la videorecensione.
Giunti a quel punto, potrò essere daccordo o meno di quanto detto, potrò fidarmi o meno del recensore se lo conosco, ma un’idea sul gioco me la sarò fatta.
E se una videorecensione non basta, potrò guardarmene una seconda, od una terza, a seconda di quanti più dettagli ho bisogno di conoscere per categorizzare un gioco ed inserirlo nella mia wishlist, rigorosamente su Excel, con più o meno stelline.

Questo se sono un Videogiocatore Completista e Bipolare.

Altrimenti posso fare come cazzo mi pare, shcoparre fighe bianche, non svegliarmi mai al mattinou, votare si al referendum e mangiare pasta al tonnoh.
Proprio come ci consiglia il nostro amico BelloFigoGu.

Viperfritz 2

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11 Più commentati

  1. scusami, sono arrivato a 1/3 dell’articolo, poi ho spostato la barra di scorrimento più in basso, sempre di più, e mi sono accorto che non finiva mai, e che probabilmente non ero nemmeno a 1/3 ma 1/5, a quel punto ho smesso di leggere :(

  2. Dopo anni di recensioni lette/viste (e posto che a me è successo spesso il contrario di ciò che dici tu, ovvero “il gioco mi schifia –> ne parlano bene –> lo prendo –> avevo ragione io”) sono giunto alla conclusione che la forza (anzi, diciamo la rilevanza. parziale.) delle valutazioni altrui può risiedere solo nei numeri.

    Una recensione di un singolo, anche se scritta da Cristo sceso in terra, resta la visione di un singolo.

    L’unico modo per avere un quadro che restituisca un minimo di contatto con la realtà è valutare UN MILIARDO di recensioni di stronzi qualunque, cioè gente la cui spesa del sabato mattina non dipenda dal numero di utenti che leggono le sue opinioni da fighetto specializzato (in questo senso il sistema di valutazioni di Steam mi pare ancora il migliore sulla piazza).

    Certo è comunque un sistema di merda, spesso la maggioranza non ci azzecca un’ostia, ma è comunque migliore rispetto al sistema di votazioni della stampa specializzata, che dire che è una barzelletta è niente.

  3. Credo che il problema dei recensori odierni è che si sono tutti spostati in rete, una volta l’informazione era molto più lenta ma molto più seria, le recensioni erano fatte con criterio , spesso leggo recensioni in rete che tendono al negativo ma danno punteggi positivi o peggio ancora viene tollerato bug o difetti di sviluppo gravi dando recensioni più che favorevoli cosa che per i vecchi recensori era assolutamente imperdonabile.
    Forse era meglio perché si finanziavano con l’acquisto del cartaceo , forse era una generazione di recensori più attenti a una informazione videoludica veritiera ma credo che il vero motivo è che il pubblico del cartaceo era più maturo mentre ora la fascia d’età si è abbassata notevolmente con contenuti adatti ad un pubblico BelloFigoGu.

  4. Caro Viper credo che la cosa più vicina a quello che penso io è quando hai detto che un’informazione incrociata tra immagini e “ti piacerebbe se ti è piaciuto X titolo” è l’indicazione che più aiuta ad inquadrare il titolo stesso. Un paragone con un altro gioco ti da velocemente l’idea di cosa troverai.
    problema diverso è l’attendibilità delle recensioni, ormai si vedono solo o “capolavori” o “giochi pessimi” , districarsi non è diventato più facile ma più lungo e con il poco tempo a disposizione leggersi tante recensioni troppo lunghe non è possibile, almeno x me. Cosa ancora diversa è cercare quegli elementi “oggettivi” o base da cui estrapolare il giudizio finale: alla fine non credo ce ne siano, o meglio ognuno di noi ha i suoi che utilizza per giudicare il gioco. e torniamo alla conclusione del tuo articolo e all’inizio del mio commento: se ti è piaciuto X allora Y per te va bene, ad oggi è il modo più veloce per avere un’idea del titolo

  5. Ma tipo i Pro e i Contro? O il trafiletto con le conclusioni finali? Sono presenti in praticamente ogni recensione, sono lapidari, ne puoi leggere 5 in 5 minuti e farti un’idea. O anche dare un’occhiata a delle recensioni di utenti particolarmente concisi negli aggregatori può permetterti di capire se il gioco per te vale o no. Anche senza fare pipponi sulle recensioni in sé e su cosa sono oggi (alcuni necessari, altri no) penso che gli strumenti per le valutazioni rapide ci siano e siano facilmente accessibili, e dirò di più, credo anche abbiano un certo grado di precisione. Andare alla cazzo non è mai una riposta, ma credo che non ci siano “ricette”, che il panorama migliore è quello variegato che fa minestrone di tutti i tipi di impressioni/recensioni, proprio perché tale situazione dà potenzialmente soluzione a tutti i vari problemi di curiosità degli individui videogiocanti. Poi cercare e scremare sta a loro.

  6. Ho letto con piacere e sommo divertimento l’articolo, ma non è che ormai caro
    Viper sei diventato più un catalogatore/bibliotecario che un videogiocatore?
    Ormai stare dietro a tutto è impossibile, anche solo seguire un singolo genere
    videoludico è un’impresa titanica.
    Capisco il desiderio di non perdersi dei bei giochi ma ormai tocca rassegnarsi
    ed ammettere che nella nostra vita ci saranno valanghe di games
    (più film, serie tv, libri e fumetti) che non potremo esperienziare mai.
    Scegli cosa giocare e non guardarti indietro (e cancella il file excel XD).

  7. Vero,togliendo dalla testa l’idea di provare qualsiasi tipo di videogames e’ già’ un grosso aiuto,poi si potrebbe scegliere la piattaforma su cui stare,io per esempio da sempre seguo le console,quindi ne PC ne mobile non li considero.
    Per la scelta poi,oltre a preferenze personali,seguo molto le opinioni di chi ha comprato il gioco DOPO MESI dal D1,questo perche’ se il gioco e’ una stronzata,pochi ammettono di averla fatta appena dopo aver speso 60/70 Euro…
    Altra cosa e’ il non voler tutto subito,il tempo lo trovi di sicuro per informati nonostante gli impegni della vita.
    Ciaoz

  8. In realtà Viperone… forse uno, e DICO UNO, di elemento che potrebbe sul serio orientarci concretamente verso un videogioco attraverso la recensione sono i PRO e i CONTRO. Quella piccola tabellina che separa i due elenchi puntati, uno Rosso perchè è il MALE ed una verde perché è VEGAN… ma anche BUONA.
    Una piccola lista che ci permette di osservare, attraverso il vettore del recensore, cosa sia bello o meno nel videogioco. E da lì tirare fuori gli elementi che ci porteranno all’acquisto.
    A differenza di tutto ciò che hai detto, non riscontra NESSUN difetto da te citato: troppa lunghezza, poca obiettività, falsità indotta nel voto… tutti elementi che nei pro e contro non saltan fuori.
    E anche il fattore soggettività ne giova: quella persona X, dicasi recensore, supponendo che faccia il suo lavoro bene, non potrà far altro che dire oggettivamente gli elementi positivi e negativi (anche del peggio gioco esistente, o del capolavoro per antonomasia), ma SIAMO NOI che poi da ciò facciamo una stima che porterà all’acquisto o meno, e se sì, ad un prezzo che ci autoimponiamo come “corretto”.

    Ti ho lanciato il CONTROPippone Viper. Come risponderà il nostro eroe completista e bipolare?

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