30 anni di gaming iniziano a farsi sentire.

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Ho iniziato a videogiocare verso la fine del 1987, grazie ad un cabinato di Double Dragon in un bar sotto casa, dove i miei genitori erano soliti fare l’aperitivo. Sono passati 30 anni.

Recentemente ho avuto l’occasione di acquistare un Nintendo 2DS XL. In passato avevo il 3DS ma è andato perduto per ragioni varie.
Posseggo già Switch, ma avendo bisogno di una portabilità totale, ho pensato che il 2DS fosse ancora più adatto per gite fuori porta viste le dimensioni inferiori ed il peso quasi nullo. La libreria della console è immensa e credo d’aver scalfito meno del 10% di ciò che ha da offrire. Quando acquisto una console alla fine del suo ciclo vitale mi sembra sempre di “rimanere indietro” o comunque di togliere spazio a cose più attuali, ma vista la cocente delusione per God of War, avevo bisogno di distaccarmi da queste esperienze super cinematografiche e dedicarmi a qualcosa di più mordi e fuggi, anche a livello logistico, dato che il tempo per giocare c’è – nonostante la recente paternità – ma è molto spezzettato.

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Francamente non capisco a cosa sia dovuta questa mia inconscia idiosincrasia per i tripla A Sony e MS. Fino a poco tempo fa era diverso. Per dire: Horizon Zero Awards, nonostante tutto mi era piaciuto. Ma già giocando a The Lost Legacy ho iniziato a sentire che qualcosa si stava “rompendo” in me. Quando poi è stato annunciato il Super NT di Analogue mi è tornato in mente lo scorso autunno passato a giocare con lo SNES Mini, ed il feeling, la possibilità di “fare una partita” ad un gioco, la consapevolezza di poter iniziare e concludere un gioco inn poche ore, il non aver trame – comunque inferiori a quella del 90% dei film in commercio – da seguire, e la possibilità di giocare fin da subito senza introduzioni e senza interruzioni, mi hanno fatto ricordare cosa significa PER ME videogiocare.

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Sono figlio di un’altra epoca, forse. Sono sbagliato per il 2018, non so. Il merito più grande che attribuisco a God of War, ad esempio, è di avermi fatto capire quanto ormai io sia distante dagli standard qualitativi dei videogiochi odierni. Una parte di me è sicuramente rimasta indietro ed i miei quasi quarant’anni iniziano a farsi sentire.

Un tempo vi avrei chiesto: anche voi avete mai vissuto pensieri simili? Ma stavolta la risposta già la conosco.

Francamente invidio i miei compari padrini i quali, chi più o chi meno, hanno saputo adattarsi a questo nuovo mondo.

Io, personalmente, smonto qui.

alvi

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  1. Ci son parecchi giochi al giorno d’oggi che non riesco più a giocare, ma di certo God of War non è tra questi, anzi mi ci son letteralmente chiuso e l’ho finito in una settimana. Possiamo essere nel 2018 o nel 2090, se un gioco è fatto di cristo che viene incontro ai miei gusti non ho alcun problema a giocarci.

  2. Caro Omegashin ti rispondo con tutte le forze che mi sono rimaste, sto a dieta, cavolo quanto è difficile essere lucidi, studio l’inglese ma in questo momento capisco a mala pena l’italiano :D
    Allora: io sono un classe 85, i miei primi ricordi videoludici risalgono a fine anni 80, quando c’era una sala giochi vicino casa mia, frequentatissima, mio fratello di 1-2 anni credeva di giocare, mentre l’unico a mettere le monetine ero io, che capivo….essendo di 3 anni più grande.
    Ne è passata di acqua sotto i ponti….ora ci sono le console, c’è l’online, che ha distrutto l’editoria almeno quella italiana. I videogiochi si sono evoluti….
    Il problema principale secondo me è 1: ci sono pochi giochi davvero degni di nota, che DEVONO essere giocati rispetto al passato, fare giochi costa molto rispetto alle software house, rispetto a 20 anni fà, per Playstation 1 sono usciti 3 final fantasy, per la 4 solo 1 (il 15), ci sono innanzitutto pochi giochi che danno EMOZIONI, quelle che ti fanno saltare dalla sedia.

    Per quanto riguarda il tuo quesito, ti sei risposto da solo secondo me.
    GOF ma anche altri giochi, sono giochi dove, devi chiuderti nella tua camera, non sentire manco una mosca che vola ed isolarti dal mondo esterno per essere giocati e goduti in pieno. Ci può stare che non ti sia piaciuto per carità, a me non piace ad esempio Horizon Zero Dawn, pur riconoscendone le qualità.

    Ti parla uno che è del partito del “Si stava meglio 20 anni fà, 25 anni fà, con mega drive e super nintendo! che non ora…….ma il mondo và avanti e i giochi interessanti comunque escono, a proposito di retrogamer, a fine agosto escono le versioni in HD di Shenmue 1-2, ne tuo caso ti consiglio può, specie se conosci bene l’inglese di buttarti su titoli tipo: i Yakuza o Persona 5 per Play 4, giochi se vogliamo un pò all’antica.

  3. Ti capisco, io sono classe ’82 ed ho vissuto un periodo simile tempo fa. Oggi la deriva che si è presa è quella del “1000000 tutto” in ogni gioco triplaA. I giochi mordi e fuggi ci sono ma bisogna andarseli a cercare o giocarli sulle portatili. Personalmente sono riuscito a liberarmi della necessità di stare sempre sul pezzo, visto che ormai non posso e sopratutto non mi dà soddisfazione farlo; se stare sul pezzo significa giocarsi 35 ore di minkiate su 50 di gioco onestamente passo. Applico questa mentalità solo a pochissimi giochi ormai, di cui il prossimo sarà Spiderman, il resto aspetta oppure resta dov’è.
    In ogni caso goditi la libreria DS che è veramente top.

  4. Purtroppo nelle esperienze cinematografiche tripla A che escono ultimamente si gioca davvero poco e ci si diverte ancora meno. Il ritmo di gioco in particolare di God of war e’ stato dilatato all’inverosimile e ci si ritrova a passeggiare per spostarsi da una zona di nemici all’altra. No grazie…

  5. Guarda non è che siamo vecchi, è che i giovani d’oggi hanno gusti di merda sui videogiochi. Sono ironico, ovviamente, ma invidio la tua capacità di “ammettere” che sei rimasto indietro. Io in giochi come GoW ci vedo solo molta pretenziosità e poca sostanza ma, ripeto, è un mio limite nel non riuscire a togliermi gli “occhiali da vecchio”.

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