A chi piace l’orsetto?

È arrivato ieri nei nostri negozi il nuovissimo Naughty Bear.

Il gioco sembra avere tutte le premesse per entrare nella storia, non tanto per fattori puramente tecnici, bensì per il suo unico e fantastico gameplay, che ci vede nei rari panni del cattivo infamone di turno. E anche piuttosto psicotico.

Già da qualche giorno sento spesso dire che Naughty Bear sia un gioco inutilmente violento, in cui la storia dell’orsacchio sfigato e bistrattato dai profumati orsacchi felici è solo un pretesto per torturare e smembrare avversari, nell’ennesima escalation di violenza atta a pervertire i nostri fragili cervellini.

Tuttavia, personalmente credo che per me questo gioco possa rappresentare ben più dell’ennesimo titolo “tritacarne”.

La genialità della trama si concentra nel concetto di “ribellarsi al prepotente”: infatti Naughty Bear, dopo una vita vissuta all’ombra degli altri orsacchiotti che lo hanno sfottuto e offeso per tutta una vita, fa quello che tutti noi, in cuor nostro, sognamo da sempre di fare: rompersi le palle e attuare la propria atroce vendetta.

Nel povero orsacchio infelice possiamo rivedere noi stessi alle prese coi bulletti di scuola, con i capi ufficio, con i superiori, con certi amichetti tiranni della nostra infanzia, e finalmente possiamo virtualmente lasciarci andare e sfogare i nostri istinti omicidi repressi su quei bastardi di orsacchi perfetti e bellissimi.

Insomma, a mio avviso il mondo aveva bisogno di questo gioco, IO avevo bisogno di questo gioco. Certo, bisogna sperare che lo svitato di turno poi non si senta particolarmente ispirato e non si metta a inscenare l’ennesima “Giornata di Ordinaria Follia”.. ma i videogiochi servono a sfogarsi, non a farci da esempio, giusto?

Voi come la vedete? Siete contenti di potervi immedesimare nel vendicatore di peluche o temete che il gioco possa creare un numero impressionante di nuovi pericoli pubblici?

Prova a cercare ancora!

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