A proposito di Gameplay…

Prendo di nuovo spunto dall’estratto di una recensione che stavo leggendo per stupirmi assieme a voi e confrontarmi in merito ad un concept di gioco. Esatto, in questo caso parliamo di gameplay…

Orbene veniamo al dunque. Stavo leggendo la recensione di un vecchio titolo, riproposto tempo fa su Virtual Console: “The Legend Of Zelda: Link’s Awakening Dx” per GameBoy Color.

Il pezzo che voglio sottoporre al vaglio delle vostre coscienze è il seguente:

“…proprio in Link’s Awakening esordisce quel meccanismo che diventerà un must per la saga negli anni a venire, e che consiste in una catena di oggetti da scambiare con i personaggi che si incontrano, di volta in volta, strada facendo. Per fare un esempio, se si porta un giocattolo specifico ad un bambino, la mamma ricambierà il favore con un fiocco, richiesto a sua volta da un altro abitante del villaggio, e via di questo passo.”

Nintendo Magazine Ufficiale N.119, Agosto 2011 - Andrea Babich e Davide Massara

Il recensore del caso metteva in evidenza questo aspetto in termini assai positivi.

Da cui il mio stupore: questo “trova l’oggetto per Tizio, che poi ti dà l’oggetto per Caio che ti devi ricordare che te ne aveva parlato Genoveffo che se glielo davi ti faceva diventare potente a tal punto da poter passare il Burrone Tremebondo che ti fa accedere alla villa di Petronio cui potrai finalmente consegnare il pesce pescato con la lenza presa in prestito da Ugolapio perchè avevi fatto un bukkake a sua moglie Esculapia“….

…dovrebbe rappresentarmi un buon esempio di gameplay di cui gioire ed esaltarmi??

A me sembra un inanellamento di azioni elementari dove di enigmistico c’è poco (e se c’è, diventa cervellotico), e dove l’azione ed il suo ragionamento è di una banalità sconcertante!

A questo si aggiunga che questo concatenarsi ti crea obblighi e costrizioni, per cui la fruibilità del gioco può essere facilmente compromessa. Più che un elogio all’ingegno ed all’interazione, diventa un elogio alla memoria. Doversi ricordare e tenere traccia di tutti questi “chi mi ha chiesto cosa in cambio di cosaltro” diventa asfissiante, è un lavoro! Per giocare a questi vecchi Zelda dovrei pagarmi una segretaria che mi aiutasse a ricordarmi gli impegni ed i collegamenti registrati in agenda.

Fortuna che nei giochi moderni hanno ben pensato che integrare all’interno del gioco un sistema che ti tiene traccia automatica di ciò che devi fare, e quali sono le tue missioni in sospeso, era cosa buona e giusta. Almeno quando accendi la console il giorno dopo, o dopo qualche giorno, non ti devi recuperare tutta la concatenazione da capo, di cui magari non mantieni una memoria così esatta e precisa.

Ma lo stupore rimane: sono solo io a vedere questo tipo di gameplay come banale e poco stimolante? Voi che ne pensate?

Tu portare pesce, poi tu vedere cammello” è un gameplay che vi solletica tutt’oggi?

Prova a cercare ancora!

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109 Più commentati

  1. Il fatto che la recensione sia tratta da una rivista ufficiale per me la dice lunga, poi che si riferisca al primo capitolo che utilizza questa cosa è un altro punto di cui sicuramente il recensore ha tenuto conto.

  2. “Da cui il mio stupore: questo “trova l’oggetto per Tizio, che poi ti dà l’oggetto per Caio che ti devi ricordare che te ne aveva parlato Genoveffo che se glielo davi ti faceva diventare potente a tal punto da poter passare il Burrone Tremebondo che ti fa accedere alla villa di Petronio cui potrai finalmente consegnare il pesce pescato con la lenza presa in prestito da Ugolapio perchè avevi fatto un bukkake a sua moglie Esculapia“….”

    hai descritto il “gameplay” tipico di quello che i jappi chiamano, senza cognizione di causa, rpg.

    comunque descritto in questo modo qualsiasi gioco risulterebbe non esaltante:

    “il gioco consiste nel saltare sulla tartaruga, far schizzare il guscio e colpire la mattonella dalla quale esce un funghettino, prende il fungo, diventare minuscolo e in tal modo entrare nel tubicino nel quale c’è da schiacciare il tasto che fa salire l’acqua, in modo da poter prendere la stellina”

    “il gioco consiste nell’accelerare e sterzare con l’auto in modo da fare un tratto di strada il piu veloce possibile, in modo da prendere una patente che permette di farlo in un altro circuito, fare dei soldi, e comprare la macchina con la quale rifarlo in un altro circuito, il tutto per poter sbloccare la patente successiva, che permettera di acquistare un’altra auto, elaborarla e rifare il tutto su un nuovo pezzo di strada”

    “…” no dai, resident evil me lo risparmio, sembrerebbe una parodia anche se cercassi di descriverlo seriamente

  3. “Fortuna che nei giochi moderni hanno ben pensato che integrare all’interno del gioco un sistema che ti tiene traccia automatica di ciò che devi fare, e quali sono le tue missioni in sospeso, era cosa buona e giusta.”

    Per carità. Un riassuntino della storia ok, ma io detesto che non ci sia più nemmeno il tanto di dover ricordare cosa devi fare, avere sempre tutto servito su un piatto d’argento. Poi non so se tu abbia mai giocato al titolo in questione, ma la “quest” era tutto meno che difficile e cervellotica…

    Obblighi e costrizioni… si vede che non sai nemmeno di cosa parli!

  4. non per fare il “fiscale”…
    ma se ritieni “banale” un gameplay del genere (detto “a scatole cinesi” …ovvero apro una scatola dentro la quale trovo una chiave che mi permetterà di aprire un altra scatola dentro la quale trovero’ un altra chiave che mi permetterà di aprire un ennesima scatola etc etc etc) …
    gli fps si possono riassumere con ” inquadra il centro dello schermo e schiaccia il bottone per sparare” … insomma non è che sia estremamente esaltante come concetto …
    cmq ognuno ha i suoi gusti , le proprie preferenze e opinioni …

  5. Per carità. Sono in completo disaccordo. “per giocare ai vecchi zelda avrei bisogno di una segretaria” ti rendi conto che è per gente che la pensa così che i giochi di oggi in pratica si finiscono da soli? Prima i giochi erano tosti non solo dal punto di vista “pratico” (come che so, ninja gaiden sigma o demon’s/dark souls) ma anche teorico (enigmi, momenti in cui ti dicevi: e adesso come faccio ad andare avanti?) e completarli dava soddisfazione.
    e adesso mi dici che ti serve la segretaria? Carta e penna amico, oppure le cose ti impegni a ricordartele. E questo il bello del videogiocare!

  6. Viaggiare avanti e indietro può essere tedioso, ma se il viaggio è divertente mi pare un ottimo espediente.

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