Astio senza frontiere

imagesCerte volte non capisco se sono solo io, alla Emily Strange, o se è il resto del mondo ad essere al contrario.

Da qualche tempo mi sento diverso. Non è facile trovare le parole, perché mi rendo conto che non si tratta di una robetta di mezza giornata e via, è un qualcosa di profondo. Attitudine.. gusto.. ?

No, è qualcosa di più..

Ecco, ce l’ho.

Mentalità, cazzo. Senza volerlo, sto completamente cambiando mentalità riguardo al videogioco.

E ne ho veramente strapiene le tasche di tutto sto odio a prescindere. Vediamo se riesco a spiegarvi.

Sarà forse lo shift di piattaforma di cui sono stato protagonista ultimamente, sarà che sto invecchiando, sarà la nostalgia, ma il mio rapporto coi videogiochi è molto diverso da una volta. Anzi: è più simile a quando ho iniziato, ci sto solo ritornando.

Ricordo benissimo che fino a qualche tempo fa uno dei miei passatempi preferiti era fare la guerra dei falli coi miei amici, andando a scomporre analiticamente qualsiasi discorso sui videogiochi per giungere ad una incontrovertibile versione dei fatti secondo cui il gioco A era più bello del gioco B. Ero selettivissimo, sempre incazzato, pronto a riversare barili di disgusto trolloso su qualunque gioco avesse, secondo la mia distorta visione, una virgola fuori posto. Non mi piaceva niente e mi faceva schifo qualunque cosa.

Beata gioventù.

Se continuo a riconoscere il me stesso di quei tempi, capisco di avere iniziato a vedere il gioco da una prospettiva totalmente diversa.

Mi piace tutto. Gioco volentieri a qualsiasi cosa, da Bioshock Infinite a Zombie Road Trip, da TES II: Daggerfall emulato su DosBOX a Carmageddon, da opinabili giochi PS2 ai più recenti Alien CM e compagnia bella. Epici, vintage, vecchi, fatti male.. eppure a me non da fastidio niente. L’IA è quella di una confezione di omogeneizzati? E vabbé. Il gameplay è talmente OLD che ci vuole uno sforzo sovrumano per riuscire a imparare i comandi senza rischiare un attacco epilettico? E bon. L’idea di base è una minchiata da mezzo centesimo che ti hanno venduto a 10 volte il valore? E vabbé, guarda che bella la macchinina.

Sto invecchiando fisicamente, ma sto ringiovanendo mentalmente.

Dopo 20 anni di videogaming da incazzato col mondo, sto ri-imparando a non prendere la passione di tutta una vita non troppo sul serio, per certi aspetti forse anche in maniera eccessiva. Ma che ci posso fare? E soprattutto, perché dovrei combattere tale cambiamento?

Non è stato tra l’altro un passaggio repentino, infatti andando a ritroso posso riconoscere alcuni sintomi anche risalenti a diversi anni fa.

2011: Katto viene a trovarmi e si prende Alice Madness Returns usato. Lo proviamo e dopo circa 10 minuti lui si alza ed esclama: “Ma che orrore! Guarda le texture! Guarda la protagonista come pattina, è chiaramente mala-programmazione! Te lo vendo, io non lo voglio.”. E io accetto, e mi godo (non abbastanza, purtroppo) quello che a mio avviso era un gran bel gioco, visionario e pregevolmente fuori dal coro. E chi avrebbe ragione? Contano più le texture a pixelloni e un comparto tecnico decisamente non all’avanguardia, o un mondo di gioco pazzoide e una storia interessante?

2012: su Amazon compro Dead to Rights. Costa 5,00 euro e giochi con un bel cane. È un gioco imperdibile? No. Sarà ricordato nella storia? Probabilmente no. Però a me piaceva l’idea e l’ho preso. Bellino! Warhammer Space Marines? Stesso discorso, non sarà la fine del mondo, ma perché no?

2013: qui non si contano nemmeno più. Alien? Pfft, giusto il primo della serie. Dico solo l’acquisto più recente: Sniper Elite. Lo amo alla follia. E sto rigiocando Dead Island. Su PC. Col Pad. Bellissimo.

E il discorso mica si ferma ai videogiochi, veh.

No perché, fra i milionardi di casi eclatanti, l’anno in corso è quello del nuovo film di Star Trek. E anche qui, si salvi chi può. “JJ Abrams è un pirla! JJ Abrams è un malvagio che ama i robottoni! Star Trek NONESOLOACTIONPEWPEWPEW, VERGOGNA! Il nuovo filone cinematografico non va d’accordo con il vecchio stile perché non ci sono i pulsanti sulle console ORRORE!”.

Dunque, credo di non sbagliare se dico di avere accumulato una certa cultura in materia. Cristo, ho già il disegno per lo stemma di Starfleet (che originariamente è ‘solo’ quello dell’Enterprise, vabbé..) per farmi un tatuaggio, ho battuto il banco in tutte le prove del gioco interattivo della USS Arecibo e ho pianto quando StarTrek.com mi ha retwittato. Per me è AMORE.

Ora, perché dovrei essere più contento se progressivamente il brand scivolasse inevitabilmente nell’oblio, piuttosto che riproporsi in chiave più giuovane? Sia chiaro, sono il primo a fare un sorrisino sulle incongruenze e sulle libertà poetiche che si è preso il signor Abrams.. ma più il brand genera entrate più e probabile che se ne parli più a lungo, pura e semplice sopravvivenza. Merchandising spietato? A me sembra fatto con cognizione di causa e con attenzione ai dettagli fin quanto è possibile, quindi perché no? Ok, è DURA sopportare Spock che limona duro con Uhura, ma alla fine era lei che ci provava dal ’64, un occhio lo si può anche chiudere.

Deve uscire un gioco collegato agli ultimi due film.. e anche li “OMFG CHE ORRORE! CHE SCHIFO! STAR TREK NON È COSì ACTION, ÈRIFLESSIVOESPLORATIVONONPEWPEWPEW!” infatti si vede che fine ha fatto Star Trek Online. A me sembra interessante e ho già fatto il preorder. Ci saranno giochi meglio? E allora? A me piace l’idea e mi sembra un gioco interessante, non mi serve sapere altro. E il discorso può essere adattato a Devil May Cry.. a Lara Croft..

Il succo del discorso, cari Discepoli, è che con questa mezza confessione vorrei capire se sono veramente l’unico a cercare progressivamente di vedere l’entertainment elettronico più come un gioco che come una missione divina. Ho già la mia marea di problemi, ha senso incazzarsi per tutto? O forse è meglio cercare di imparare a vedere il bicchiere mezzo pieno? No perché, se mi dite che allora è giusto quando mi dicono “sei un pacco, che gioco stupido è Euro Truck Simulator 2? Che cagata. A sto punto prenditi la patente e vai a fare il camionista eh figa LOLOLOLOLOL vuoi mettere Crysis 3? Quello è un gioco, e io l’ho quasi maxato graficamente eh. Adesso vado che finisco di nuovo Diablo 3 a Incubo. Ah! Sniper Elite non è bello. Eh? Si, ci stiamo divertendo tantissimo in coop, ma non è bello lo stesso.“, potrebbe veramente essere la volta che mi do al giardinaggio.

La domanda, cari Discepoli è: non sarà che pur di sembrare degli intenditori che si nutrono solo a chicche e gourmetterie, stiamo deragliando? Non è che nel tentativo di spiegare agli altri quanto sono più belli i giochi che piacciono a noi rischiamo di perdere di vista l’unica verità, ovvero, che sono giochi e ci dobbiamo giocare? Non ricordo di essermi mai lamentato dei Ghostbusters che avevo da piccolo, eppure arrivavano da numerose edizioni diverse e non gli mettevano lo zaino protonico. Eppure.. ?

E per la cronaca, Euro Truck Simulator è uno sballo.

Prova a cercare ancora!

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92 Più commentati

  1. matyas stessa situazione tua, solo che l’opposto. Da quando lo introdussero mi battei contro l’online pass, missione etica la mia. Tuttora boicotto i giochi col pass,al massimo li piglio usati, ma non ho più voglia di sprecare momenti della mia vita a convertire la gente alla via del “famose rispettà”. Continuo a boicottare e mi godo quei pochissimi eletti che compro in un anno (l’ultimo ni no kuni, d1, te lo consiglio ). Mi capita di avvicinarmi a qualche scaffale, sentirmi tentato, ma poi desistere pensando: “adesso ho altre spese più importanti da fare invece che su un gioco, tanto ormai so tutti simili”. Insomma sono più rilassato, me ne sbatto di tante più cose e vivo benissimo anche senza giocare come un forsennato. Quando ho voglia prendo la ps3, metto su magic 2013, spacco il culo col mio garruk a qualcuno e poi spengo quando mi stufo, mi dura di più un giochetto da 10 € che un uber graficone qualsiasi. Insomma si, anche io crescendo e trovandomi di fronte a una vita più reale, mi sono calmato e mi lascio scivolare addosso tutto, tornando a divertirmi con giochi “fuori dal coro”, per ore e ore… proprio come quando in pubertà finivo 3 volte nfs con profili di nome : Brian, Rom, Dom… ah si, nfs RIP.

  2. Allora che a te piaccia un gioco è sacrosanto, che tu dica: a me piace giustissimo, ma che tutto sia da giocare non ci sto, se provo un gioco e non mi piace perchè dovrei finirlo col rischio di annoiarmi e basta.

    Si gioca per divertirsi e questo è giusto, però se spendo fette di culo e il gioco non mi piace ho tutto il diritto di darlo via e di non reputarlo bello (sempre in maniera rispettosa).

    E comunque io adoro la saga di STAR TRECK e il film più recente in cui spock limona,a me piace un botto e dopo aver visto il trailer del suo seguito ho avuto un erezione da paura.

    E aggiungo che il primo ALICE è stato pensato un macello di tempo fà per cui con i titoli tanto attesi e rimuginati si rischia sempre di commetere qualche errore, però per fortuna a mio avviso il primo ALICE è giocabilissimo.

    Per rispondere meglio io direi che nel mio caso il fatto di giocare tutto il possibile e il fatto di non aver soldi e di essere maturato, mi ha portato a essere un pochino più critico di quando non ero pischello.

    • Sono d’accordo con te, l’unica cosa che si può trarre da i blog di Matyas VS the World, e che bisognerebbe sempre dare una seconda possibilità ad un gioco o perlomeno approfondirlo un pochino.

      Dico così poiché in passato ho avuto esperienze con giochi che inizialmente non mi piacevano, ma che solo dopo aver provato in un secondo momento mi è “scattata la scintilla” per poi cominciarci a giocare sempre.

      Su tutti cito WWF Attitude, che ad inizio non mi piaceva e che ripresi mesi dopo per noia, scoprii come si giocava e da quel momento in poi non lo mollai finché non lo finii con parecchi personaggi sbloccando quasi tutto.

      Logicamente però nell’ottica moderna delle spese, bisognerebbe sempre e comunque pensarci su due volte prima di acquistare un titolo di cui non se ne parla particolarmente bene. Ma è anche vero che un gioco può non piacere anche se fatto bene e rientra nella nostra ottica di genere preferita.

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