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Ci sono voluti quasi vent’anni, ma alla fine è successo: il degno erede di Yoshi’s Island ha finalmente visto la luce!!!

Era il 1995 quando noi giovani tutti hyppati per l’avvento del 3d guardavamo con occhi sognanti le nuove console di Sony e Sega, prossime all’uscita.

In questo scenario, Nintendo, zitta zitta, ci regalava uno dei più bei platform 2d mai creati: Super Mario World 2, Yoshi’s Island.

Un vero capolavoro di level design, grafica bellissima e coloratissima, sfondi animati e grandi novità sul lato gameplay: Yoshi poteva ingoiare i nemici per poi trasformarli in uova da usare contro gli avversari o per raggiungere alcuni collezionabili.

Splendida anche l’idea di mettere in groppa a Yoshi un piccolo Baby Mario, che, se colpito, iniziava a fluttuare in una bolla di sapone e doveva essere catturato in breve tempo.

Bellissime poi le musiche ed alcune effetti grafici di deformazione e rotazione dello schermo di gioco.

Ma al di là di questi aspetti, Super Mario World 2: Yoshi’s Island era soprattutto un signor platform, ricco di contenuti ed impegnativo al punto da soddisfare il palato dei giocatori più esperti.

Da qui in poi il declino:

Mi ricordo ancora la delusione avuta con Yoshi Story, che attendevo come non mai. Il titolo non era male, intendiamoci, ma era lontano anni luce dal predecessore, sia come varietà dei livelli, sia, soprattutto, come difficoltà.

Stesso discorso per i capitoli successivi usciti per console portatile, in particolar modo Yoshi’s New Island, che ho trovato molto semplice, piatto e veramente poco innovativo. Più che altro è che, dopo tanti anni di attesa, mi sarei aspettato un maggior impegno, soprattutto in termini di level design.

Ma quali possono essere state le cause di questo calo di qualità?

Potrebbe darsi che Nintendo abbia dormito sugli allori confidando che il semplice titolo “Yoshi” fosse sufficiente a garantire il ritorno economico, oppure abbia deciso di dedicare questo brand ad un pubblico di giovanissimi o giocatori casual.

Quando Yoshi’s Woolly World è stato presentato, il mio hype è stato, quindi, smorzato dalla paura che il titolo potesse essere semplice e superficiale come gli ultimi capitoli.

Ma fortunatamente mi sbagliavo! Yoshi’s Woolly World, infatti, è uno dei platform più riusciti di quest’anno, impegnativo, stimolante e ricchissimo di contenuti. Ogni livello è stracolmo di collezionabili, veramente difficili da individuare, che permettono di sbloccare livelli aggiuntivi, costumi alternativi e timbri per il MiiVerse.

Nintendo ha quindi rimediato agli errori commessi in passato, creando un platform adatto sia ai giocatori più navigati, sia a quelli più piccoli ed inesperti. Per questi ultimi, è stata, infatti, inserita un’apposita modalità che permette di superare i livelli senza troppe difficoltà.

Unica nota dolente di questo Yoshi è la mancanza di innovazione rispetto ai predecessori (d’altronde è difficile migliorare la formula introdotta da Yoshi’s Island, che rimane ancora oggi ineguagliato), ma è un peccato veniale che secondo me non compromette la qualità elevatissima di questo platform.

Quindi chiedo a voi: che impressioni vi ha fatto questo ultimo capitolo di Yoshi? Conoscete altri brand il cui capostipite è rimasto “immortale” ed “ineguagliato” nonostante i numerosi sequel?

 

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12 Più commentati

  1. Lo sto giocando in questi giorni e secondo me è un bellissimo gioco, concordo sul fatto che non è semplicissimo trovare tutti i collezionabili, per ora mi sta piacendo molto!

  2. Certo che Nintendo, tolto Splatoon, si è proprio rifiutata di fare pubblicità alle sue produzioni. Ditemi, ma qualcuno ha visto in giro anche solo uno spot di Yoshi? Io neanche sapevo che fosse uscito.

  3. Sul fatto che sia il degno successore di Yoshi’s Island non ci sono dubbi. Tuttavia non mi trovo d’accordo sul fatto dei 20 anni aspettati per avere un titolo di Yoshi ugualmente impegnativo.
    Nessuno si ricorda di Yoshi’s Universal Gravitation per GBA???

  4. A scanso di equivoci, Nintendo fa prodotti destinati principalmente ad un pubblico di giovanissimi o giocatori casual. Motivo per cui la struttura di ogni Mario, il grado di difficoltà crescente all’interno dello stesso titolo etc. rimane invariata nei secoli dei secoli, visto che ciascun gioco di Mario non è pensato per essere la continuazione di una saga, ma per essere il primo Mario di una generazione. Anche casi come SuperMarioLand/SuperMarioLand 2 il fatto che ci sia il ‘2’ non vuole assolutamente dire che sia un seguito come lo intendiamo, quanto un altro capitolo che sfrutta (e magari migliora) un gameplay analogo al precedente capitolo. Quando non è semplice marketing.

  5. Forse non lo sai ma Yoshi’s New Island non l’ha sviluppato Nintendo ma una casa che non ricordo ma che non ha fatto granché. Invece questo è stato sviluppato da Good-Feel, che comunque ha alle spalle diversi titoli Nintendo molto validi ;)

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