Cannibalismo videoludico

sonic

Internet non è un bel posto. Non so se lo sia mai stato in passato, ma frequentandolo, chiunque si sarà reso conto, o avrà avuto la percezione, che la spirale discendente di fango in cui stanno andando ad impantanarsi nei vari forum e social network  le varie e discussioni e diatribe, videoludiche e non, sembri inarrestabile.

Il “confronto civile”, almeno in rete, è ormai diventato eccezione, e non regola. Per carità: francamente ho sempre pensato che anche nel “mondo reale” le persone non si vogliano bene e che la maggior parte dei sentimenti che riserviamo al nostro prossimo non siano certamente figli di un’innato spirito di fratellanza e desiderio di condivisione.

Se andate a rileggere il mio primo articolo di 3 anni fa in questo blog, il titolo era “l’importanza del condividere”. Un articolo bello, solare, pieno di buone intenzioni e belle parole per tutti. Poi, nei mesi successivi, son bastate poche parole ed argomentazioni non condivise da una fetta d’utenza, e Alvise è diventato una merda. Sia ben chiaro: era solo un esempio, non sono qui a parlare di me. Il mio discorso vuole essere molto più ampio.

E’ normale e necessario comunque fare esempi, per sbattervi in muso quanto schifo faccia in realtà il genere umano. Per ora, e solo per ora, rimaniamo in ambito videoludico. Parliamo di Matyas. Ve lo ricordate Matyas? Io si , e anche bene, solo che non ho avuto la possibilità di conoscerlo, perché se ne andò poco prima del mio arrivo. Non voglio entrare in merito al motivo per cui non se ne sia andato, ma voglio mostrarvi come l’utenza si interfacciava con lui.

Andate spulciare qualche suo articolo, anche pescando a caso. Noterete che nel momento in cui il ragazzo ha iniziato a prendere posizioni forti e personali (e sottolineo: non c’è nulla di male), l’hating nei suoi confronti si è sprecato (vedi commenti agli articoli). La cosa ridicola è che spesso queste “posizioni forti” sono state banalmente l’esternare i suoi gusti e le preferenze videoludiche. Però l’internet è abbastanza merdoso da permettere che anche solo dire che un gioco X (mi) faccia cagare per collezionare una marea d’insulti, di una molte tale da far rabbrividire.

La cosa ancora più grottesca è che basta fare un singolo errore, dire una singola e marcata cosa, e si viene bollati a vita. L’unica speranza di poter di nuovo essere accettati dalla community del web è sperare che taluni eventi finiscano nel dimenticatoio. Non sempre ciò è possibile, anzi, vi sono stati casi in cui il reiterare insulti, scherno e prese in giro, hanno portato delle persone a scegliere di suicidarsi.

Io, ripeto, non credo affatto che prima della rete il mondo fosse il paese dei balocchi. Ho quasi 37 anni e so come anche due e tre decadi fa le persone odiassero altre persone molto agilmente. L’ho vissuto persino in famiglia.

Il problema è che internet ha dato il beneficio dell’anonimato, o perlomeno, la protezione dello schermo. Nessuno vi verrà mai a sputare in faccia, ma non esiterà di mettervi alla gogna attraverso l’uso della tastiera.

Internet ha permesso alle persone di mandarsi a fare in culo. Ha permesso di esternare i sentimenti più sporchi e beceri, senza che vi siano effettive conseguenze.

Guardate, e qui esco temporaneamente dall’argomento videoludico, il razzismo. Una volta, vuoi per “perbenismo” e/o politically correct, non ci saremmo mai permessi di insultare etnie e religioni. Adesso grazie ai social network, i commenti negativi e gli insulti verso neri e musulmani si sprecano. E, avendo internet dato voce ad idioti ed ignoranti, si mette tutto in un calderone senza capo ne coda: Islam,guerre,elezioni politiche,Bello Figo Gu,la disoccupazione,l’Iphone ,Renzi , etc..

Un merdaio.

Inutile cercare d’invertire la tendenza. Gli idioti si danno man forte l’un altro. E anche solo il pensare di dire la propria si traduce inevitabilmente nel vomitare hating a nostra volta. Io ne sono stato la prova proprio in questo momento, parlando di “idioti”.

Tornando meramente a parlare di videogiochi, o meglio, di community videoludiche, m’è venuto in mente oggi mentre cagavo un articolo su The Games Machine di Gianluca Verri e consorte, conosciuti in rete come Raiden e Midna. Ricordo come venisse condannato un episodio specifico, che vedeva i due Youtuber alle prese con un gameplay in diretta di Dark Souls, e di come durante esso, venisse dall’utenza messo in croce il loro modo di giocare o comunque ogni singolo errore fatto durante la sessione di gioco. Ora, io non conosco Raiden e Midna, ma non mi sembrano due bambini lamentosi. Mi viene da pensare che, se i due sono arrivati a citare questo episodio, significa che il veleno profuso dai disagiati facenti parte del pubblico, non fosse certamente cosa da poco.

Però paradossalmente, dopo aver letto l’articolo, sapete verso chi e cosa ho storto il naso? Contro i Playerinside (Raiden e Midna) ed il loro articolo. Perché ho ritenuto quasi ridicolo, lamentarsi di un’ovvietà: l’inciviltà degli individui in rete, l’odio gratuito lo sfogo delle proprie frustrazioni.

Non importa se giocare male a Dark Souls, dire che Horizon Zero Dawn non ci piaccia, decidere di andarsene dalla propria terra per cercare opportunità altrove, decidere di abbandonare una community per ragioni personali, etc…  siano azioni innocue e personali: in rete troverete sempre qualcuno che vi insulterà per questo, che vi condannerà, che  augurerà addirittura la morte a voi e alle vostre famiglie.

E sarà sempre così, finché non vi saranno severe leggi internazionali sulla comunicazione telematica. Cosa che vedo sinceramente come un’utopia.

Se volete dire la vostra, accomodatevi.

alvi

 

 

Prova a cercare ancora!

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14 Più commentati

  1. Mio caro Alvise, mi trovo d’accordo con te sul discorso che qualsiasi cosa si faccia o dica in rete c’è sempre qualcuno pronto a sputarti addosso insulti ed improperi; sono d’accordo soprattutto sul fatto che questo avviene perché le persone sono coperte dall’anonimato (anche se non del tutto) per cui la loro vigliaccheria viene fuori alla grandissima. La tua risposta è tentare una regolamentazione, mettere Delle leggi dello stato che non permettano tutto questo vomitare di odio. Ebbene, forse in parte la cosa si risolverebbe con un deterrente legale ma se le generazioni sono sempre più ineducate il problema non si risolve comunque. D’accordo però che qualcosa va fatto e anche presto…

  2. è abbastanza complicato limitare la comunicazione alle persone…
    partiamo dal presupposto che se una persona decide di esprimere le sue idee pubblicamente inevitabilmente subirà delle critiche , ora siamo d’accordo che a volte le persone si spingono un po’ troppo oltre nei modi ma bisogna anche considerare che spesso le persone che attaccano lo fanno per un mero interesse personale , per avere visibilità nella discussione o semplicemente perchè hanno merda nel cervello è vogliono scaricare la loro frustrazione nel primo bersaglio che vedono.
    la cosa che mi fa leggermente incazzare è che le persone chiamate in causa si infastidiscono e rispondo a messaggi che non meriterebbero nemmeno una replica , non c’è nulla che faccia incazzare di più un hater che venire ignorato e questo è un dato di fatto che nessuno capisce.
    io capisco la tua frustrazione Alvise come quella di molte altre persone che come te ci danno un idea della loro personali esperienze in rete , ma dovete pensare che da sempre le persone che scrivono stronzate sono una minoranza rispetto al numero totale delle persone che vi leggono e magari non scrivono nulla.

    apro una piccola parentesi su come gli haters sono apprezzati e alimentati nei maggiori siti d’informazione videoludica e non (in cui vengono moderati col culo e con articoli palesemente fatti per creare polemiche) visto che creano enormi discussioni basate sul nulla che fanno la gioia degli inserzionisti pubblicitari -.-

    • Non ho mai parlato di “limitare la comunicazione”. Dico solo che, esattamente come nel mondo reale se insulto qualcuno, sono passibile di denuncia, la cosa dovrebbe avvenire anche se l’ingiuria avviene tramite web. Anche perché spesso, gli insulti e l’odio che viene vomitato in rete va ben oltre il mero insulto che puo’ avvenire fuori dall’internet

      • Certo sarebbe una cosa giustissima che ognuno rispondesse delle sue azioni! .Troppo facile fare i leoni da tastiera approfittando dell’anonimato!… peccato che penso che x un bel po’ di tempo sarà difficilmente applicabile… ma secondo me fra 10/20 anni ci arriveremo. .

  3. Amen Alvise. Completamente d’accordo con te, ed aggiungo che purtroppo questo purtroppo è lo scotto da pagare per una totale libertà di informazione ed espressione. Purtroppo fin quando alle persone non verranno insegnate le basi del rispetto, e il principio fondamentale per il vivere civile secondo cui la libertà di un individuo termina dove inizia quella dell’altro, nessuna legge o regolamentazione avrà efficacia.

  4. Descrizione quasi perfetta: sia delle armate di leoni da tastiera che si fanno scudo dell’anonimato, sia del fatto che forum e community con poche eccezioni siano diventate ambienti tossici a dir poco, sia del fatto che “l’IMHO” non sia più rispettato, sia del fatto che partano ripicchine e bronci conditi di lamentele, apologie e controaccuse anche da pulpiti che dovrebbero sapere come funziona il gioco che spesso sono loro stessi ad avere imbastito.
    Il quadretto completo.
    Solo che le severe leggi che tu ti auguri io non le vedo come un’utopia ma come una DIStopia, in cui la libertà d’opinione passerebbe dall’essere abusata ad essere quasi inesistente; e comunque non credo sarebbe la soluzione giusta, il buonsenso dovrebbe scaturire dalle persone, e purtroppo la cosa non succede e probabilmente non succederà mai.

    Le oasi in cui si può discutere civilmente fortunatamente esistono, basta scovarle e barricarcisi dentro tutte le volte che abbiamo quei 5 minuti in cui ci sentiamo di aprirci col mondo sulle nostre passioni, mentre nel resto dei momenti e dei contesti basta non ragionar di loro ma guardare e passare.
    Ammetto che è un punto di vista rassegnato, ma meglio una realistica rassegnazione che un utopistico ottimismo con speranza di fantomatiche rivoluzioni culturali annessa…

  5. Basterebbe mettere l’uso della PEC obbligatoria. Vuoi iscriverti all’angolo? Bene, usi nome, cognome e codice fiscale ad essa associato. Lo stesso vale per i vari account PSN ecc ecc.

    Non hai la PEC? Pazienza, internet lo usi in sola lettura.

    • sarebbe un’ottima idea. mi domando perché non sia mai stata attuata

      • Escluderebbe il cuore (malato) pulsante di internet: gli under 18.

        Per carità, a me andrebbe più che bene Eh!

        Anche se vedo una alternativa: hai 14 anni e vuoi account PSN? Ok, usi la PEC di papà, tanto se fai il pirla il cerchio fa veloce a chiudersi.

      • quindi questo non è limitare la comunicazione ?
        a parte questo , avete idea di che razza di procedimento legislativo giudiziario non solo a livello nazionale ma internazionale bisognerebbe fare? riescono a malapena ad abbozzare una norma per fare pagare le tasse a dei colossi delle vendite online figuratevi costringere tutti i cittadini del globo connessi a una rete di adottare una condotta di linguaggio comune tracciabile a livello planetario.
        mettiamo che venga attuata , provate ad immaginare di andare dai Carabinieri a fare una denuncia contro puzzetto01 perchè ha offeso tua mamma dicendole che è una meretrice da strada… siamo sicuri che sia necessario? magari per un discorso di civiltà si ma da un punto di vista legale burocratico diventerebbe un mostro che accumulerebbe i procedimenti giudiziari in una montagna di merda della già lenta giustizia italiana.

        facciamo prima a chiedere a Trump di iniziare una guerra nucleare per azzerare la civiltà umana per ricominciare dall’età della pietra…

  6. Si mi ricordo quanta merda ti sei preso per le tue posizioni sul computer. Poi hai fatto più o meno marcia indietro e amen, ma non tutti i commenti sono stati piacevoli. Devo dire, in quel caso, che manco tu eri partito col piede giusto, ma amen. Mi ricordo pure di un articolo di Matyas su Skyrim dove prese un bel po’ di critiche, ma non saprei se definirli insulti.
    Il punto, come sempre, è che molto spesso non ci rendiamo conto che anche noi siamo i primi a insultare o travisare le parole altrui, che siano di critica o altro. Io, lo dico, non mi faccio problemi a insultare i miei compagni nei giochi online, pur essendomi dei perfetti sconosciuti. E lo faccio solo circoscritto al loro modo di giocare: fuori di esso di loro mi interessa 0 (e credo la cosa sia reciproca). Io lo faccio per stemperare la tensione e perché mi rilassa e pur sapendo che potrei offendere (anzi, offendo) so benissimo di farla in un contesto molto accettato e normale. Eppure di rimando, non solo in game ma anche altrove, sono stato insultato e ci sono restato male (non offeso a morte, perché sono sempre un signor nessuno dietro lo schermo), però nel complesso sapevo di meritarmeli.
    Dico questo perché nei tuoi articoli sul pc uber criticati sull’angolo pure qualche utente ti aveva dato della capra o che non capivi un cazzo, ma la maggior parte degli utenti mi sembravano molto critici sulla qualità e validità degli argomenti degli articoli scritti. Ergo, siam proprio sicuri che molto spesso siamo avversi alle critiche o travisiamo la morale altrui?
    Dico questo perché in un sito come questo molto spesso il vate si è lasciato andare a critiche (o ha fatto video) nei confronti di una categoria di utenti offendendoli, anche gravemente. Io “seguo” Farenz dal 2013 e il suo stile di video (e di articoli) mi piace, però non posso non chiedermi se qualcuno si sia mai sentito offeso dalle sue parole, che io spesso ho interpretato come goliardiche o divertenti anche perché ero dall’altra parte della barricata. Però, per dirne una, quando mise Bayonetta in flop ten perché la protagonista era “una troia” ci rimasi male, perché il personaggio di Bayonetta era provocatorio e perfetto per lo stile di gioco e mi sembrò molto offensivo quel che disse. Ora, sono passati 5 anni o di più e magari lui ha cambiato idea e io ho travisato le parole del vate, però un ricordo amaro rimane.
    Tutta questa pappardella voleva più parlare della angolo, del fatto che essendo redattore di un sito X potevi avere una certa linea di commenti. E che potresti aver travisato o mal interpretato oppure non renderti conto che fa parte “del gioco”. Anche se molto probabilmente sono solamente offese (solamente per modo di dire)
    Non credo mai di aver insultato qualcuno dell’angolo (credo di aver dettoa Farenz che era un bimbo nutelloso, al massimo) e mi dispiace se ti sei sentito offeso e a disagio (dico in generale) perché mi piace il sito e in parte quello che pubblica.
    So di non aver risposto al contesto generale, ma non era quello su cui volevo esprimermi. Mi perdonerai (o perdonerete) ma volevo dire altro.

    • la questione è che è l’insulto in sè ad essere sbagliato. Si può benissimo portare avanti una discussione senza per forza offendere l’interlocutore. Se le persone fossero in genere più educate il mondo sarebbe un posto migliore. E con ciò non sto facendo il bacchettone, ma è necessario distinguere e separare nettamente lo sfottò genuino e divertente dall’hating selvaggio, il quale purtroppo diviene un’arma molto pericolosa nei confronti di chi è particolarmente sensibile, e non mi riferisco ad un sano vaffanculo detto al compagno di squadra che fa ti fa esplodere una granata tra i piedi, ma alle shitstorm esagerate e sproporzionate che a volte si sollevano semplicemente per aver espresso la propria opinione.
      Il fatto di essere il redattore di un sito X non giustifica il fatto di ricevere insulti. La consapevolezza di poterli ricevere non giustifica la gente a farli.

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