C’è un’età ”corretta” per videogiocare?

Bravi ragazzi, stan26092009287no aumentando le mail interessanti che mi state mandando e da cui possono nascere discussioni molto accese, che ritengo essere il cuore di questo sito.

Stavolta è il turno di Army_Dominator, che mi scrive:

[…] Spesso noto con dispiacere che la maggior parte degli italiani (tra cui mio padre) consedirano la nobile arte del videogiocare una “faccenda per ragazzini”.
Io non sono d’accordo, per me non c’ è un età precisa per le console, le case produttrici ci mettono l’ anima per creare videogames e il loro lavoro non può e non deve essere acquistato solo da ragazzi quindicenni come il sottoscritto.

Ci sono giochi come la saga di MGS che hanno una trama complessa e articolata, degna di un vero e proprio film, ma l’ italiano medio  si sofferma al giochino in sè, non approfondisce la storia profonda, lo vede come un gioco e lo lascia perdere.Ci sono poi altre console come Nintendo che cercano invece di rendere i videogames adatti a tutti, ma permettimi di dirlo, il wii fit per farti un esempio non riesco proprio a vederlo come un gioco, più una puttanata (ovviamente, questo discorso NON vale per tutti i giochi Nintendo, ci mancherebbe, era più che altro rivolto a giochi mooolto casual come appunto il wii fit). Non lo so Farenz, forse è una mia impressione ma il concetto di gioco per adulti in Italia (ti parlo dell’ Italia perchè abito come te in Italia, magari nelle altre zone la situazione è ben diversa, anche se ho dei dubbi)  viene a mancare.

Il gioco alle console dovrebbe risultare normale come il guardare la TV, solo che al posto di sorbire tette e culi in prima serata (mentre nei giochi scatta alcune volte la censura, ma questo è un altro argomento) entriamo in un mondo fantastico in cui impersoniamo diversi personaggi e diverse storie diverse. Per evitare fraintendimenti, io non voglio che tutti giochino alle console, mi basterebbe semplicemente che l’ italiano medio non prenda per un pazzo un adulto, magari di 27 anni come te, che si mette su un divano e accendere la sua amata console.

Carissimo, come non essere d’accordo con te?
Non voglio offendere, ma tuo padre, come il mio, come la maggior parte dei nostri genitori, non han conosciuto i videogiochi quando erano giovani e, a causa della loro ignoranza in questo settore, è ovvio che storgano il naso appena sentono il nome Playstation.

Molti però non associano il termine “videogioco” al concetto di “giocattolo per bambini”, molti collegano questa parola a “perdita di tempo”, ed è questo che più mi dispiace.

Certi giochi è vero, sono da bambini, ma tra di essi ce ne sono molti che divertono anche me, che pur essendo bambino dentro, all’anagrafe ho ben 27 anni.

Come dici esattamente tu, un’altra cosa che mi fa incazzare è vedere censurato un gioco per una testa mozzata, ma finchè c’è da trasmettere in primo piano il culo di Belen alla sera mentre si cena, tutto ok.
Non che sia un brutto spettacolo, per carità, ma mi sembra che nel mondo della televisione, dei videogiochi e di tutto ciò che riguarda il costume e la società, la parola che racchiude tutto questo ambiente è una sola.

Ipocrisia.

farenz

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ace

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