Che nonni saremo?

Se lo chiedeva pure quel truzzetto di Muccino: Che ne sarà di noi? A volte mi prende la voglia di pensare come sarà la mia esistenza fra un numero imprecisato di anni, senza che sia tuttavia possibile trovare una qualunque risposta. Non mi scervello a pensare con che console o titolo sarò alle prese, l’unica cosa certa -e che mi interessa- è che a qualcosa starò giocando.

Il nonnino di oggi è il giovane di ieri: lo vedi al bar a trangugiare vini economici, a far karaoke con gli amici coetanei, a passeggiare qua e la, ad intrattenere i solitamente rompiballissime nipotini.

Il nonno è più del semplice “padre del genitore”, è una vera e propria istituzione, uno status simbol di saggezza, conoscenza e padronanza dell’arte. Considerato che difficilmente un nonno di oggi è a suo agio con la tecnologia, mi diverte pensare che potrei essere io ad insegnare i rudimenti informatici del futuro ad un ipotetico nipotino.

Vi ci vedreste voi, a fraggare locuste e chimere con un bimbetto 60 anni più giovane di voi?

E come pensate che diventerà il videogame quando l’età media degli utenti si alzerà nei prossimi anni? In questi 2 decenni abbiamo avuto la fortuna di aver assistito alla nascita del videogame e dell’affermarsi dei primi standard, ma la parte interessante è pensare che prima o poi le aziende del settore dovranno far fronte al dilagare di una nuova fascia d’utenza.. i noi di domani!

Molto molto affascinante..

matyas

Prova a cercare ancora!

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30 anni di gaming iniziano a farsi sentire.

Ho iniziato a videogiocare verso la fine del 1987, grazie ad un cabinato di Double ...

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