Più coop significa meno coop?

coop

Gli anni passano per tutti.
Sia per chi vede la torta con 15 candeline accese come un caro ricordo, sia per chi soffiò su quella stessa torta anche solo 3-4 anni fa.

Ogni tanto credo sia normale che ognuno volga lo sguardo al passato pensando a com’è cambiata la propria storia nel corso degli ultimi anni, sia a livello personale, sia a livello videoludico.
Quante volte, anche qua sull’Angolo, abbiamo parlato di quanto siano cambiati i videogiochi nell’ultima generazione? Quante volte abbiamo elencato tutti i fattori che han concorso a modificare (per non dire stravolgere in alcuni casi) il mercato videoludico?

Basti pensare all’ingresso prepotente della rete anche nel mondo console ed a ciò che ha portato, al gioco online, all’acquisto vero e proprio di giochi in formato digitale, i controller di movimento, smartphone e tablet, ecc… ecc…

Fa quasi spavento pensare anche solo al fatto che quando acquistai una PS3 nel lontano marzo 2007 nemmeno sapevo cosa fosse uno smartphone o quasi.

Tutto è veloce, tutto è cambiato.
A volte in meglio, a volte in peggio…
Ma soprattutto, se ad una prima occhiata è inevitabile notare come il mondo dei videogiochi di oggi sia decisamente più vasto rispetto ad alcuni anni fa (e con “vasto” intendo che copre molte più necessità e molte più fasce d’utenza), è altresì innegabile che anche alcune caratteristiche peculiari del videogaming “old school” ormai siano morte o perlomeno agonizzanti.

Ho parlato di questo argomento via mail con un ragazzo alcuni giorni fa. Insieme ci siamo focalizzati soprattutto su un argomento: il gioco cooperativo/competitivo in locale.

– 30 secondi di silenzio in memoria del multiplayer spalla a spalla col tuo amico, grazie – 

Come avrete sicuramente potuto notare, il multiplayer locale è sempre meno diffuso.
Se non parliamo dei soliti giochi sportivi (a volte nemmeno quelli) e qualche spara-spara, i generi videoludici che consentono un approccio di questo tipo sono sempre meno ed anche quelli che teoricamente abbraccerebbero per definizione  un multi locale (e che finora han sempre abbracciato) purtroppo stanno perdendo questa feature per dar maggior importanza, ovviamente, alla rete.

Sia chiara una premessa.
Per la dipartita del multi locale non mi vedrete mai piangere disperatamente.
Non ho mai nascosto di aver sempre considerato il videogaming come un hobby strettamente personale, e le mie sessioni con un partner, sia esso pelosamente vicino sia dall’altro capo del mondo, non sono mai state frequenti. Anzi.

Tuttavia spiace vedere che un elemento che da sempre ha accompagnato e fatto esplodere il fenomeno videogames a livello planetario, oggi venga soppiantato quasi completamente da ciò che la rete consente di raggiungere.

E’ un bene?
E’ un male?

Difficile a dirsi. Perché in questo caso specifico si parla di progresso della tecnologia.
Mettiamoci sempre nei panni anche di chi i videogiochi li sviluppa, non solo in quelli di chi acquista.

Voi investireste capitali per realizzare una modalità a schermo condiviso di un gioco, quando il gioco in rete consente di fare ciò, probabilmente anche più facilmente?
Per un giocatore che vi maledice perché muore il multi in locale, quanti altri gioiscono per il multi online?
Per un giocatore che vi maledice perché non ha a disposizione una connessione di rete in casa, quanti altri potenziali clienti gioiranno di ciò perché hanno una fibrah ottica anche nel sedere?

Mi chiedo io, ha senso lamentarsi di un elemento “perso” in favore di uno che ci permette di giocare (facilmente)  fianco a fianco in maniera virtuale con il vostro cugino emigrato a New York in cerca del sogno americano?
Beh, secondo me sì.
O almeno in parte.

Perché se anche non sono mai stato un grande fruitore di questa modalità di gioco, sono il primo ad ammettere che giocare con in testa un cuffia per parlare con Viperfritz su Xbox Live sia di tutt’altro livello rispetto ad averlo di fianco e mostrargli sovente il mio ano di fronte alla scontata vittoria in qualsiasi videogioco.

Avo può testimoniare.

farenz2

 

 

Prova a cercare ancora!

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71 Più commentati

  1. le partite online, se non ti senti con amici appositamente, sono come le famose feste delle medie organizzate da Elio.

    Altrimenti…stì cazzi, chiami per telefono l’amico tuo gli dici di appicciare la console e si gioca, si cazzeggia in cuffia esattamente come se fossimo uno di finco all’altro, anzi, meglio, così ravani quanto cazzo ti pare.

    Dov’è la comodità nell’averlo fisicamente di fianco? ci devi limonare?

    • “Dov’è la comodità nell’averlo fisicamente di fianco? ci devi limonare?”

      no comment

    • Cazzeggiare in cuffia è una cosa. Insultarsi le madri, urlare, imprecare, minacciarsi è un’altra.
      Che gusti c’è a perculare l’altro se non lo vedi soffrire? :) Tu segni da centrocampo (o vinci in un picchiaduro contro un “pro” premendo tasti a caso), esulti per tutta la casa e l’amico ti insegue tirandoti ciabatte :) poi se si è in numero sufficiente, magari la sera, partono i cori, inizia a scorrere la birra o quello che c’è e si diventa un branco di scimmie. Ignoranza over 9000, ma è lì il bello :)
      Chi vive in un appartamento di universitari può capire

      • Alla fine dei commenti siamo arrivati a dirimere una questione che, a mio parere, sta alla base di questo post: è più bello giocare in multi player dal vivo o in remoto? Premesso che in entrambi i casi le persone si siano già conosciute dal vivo l’opinione che nei post va per la stragrande maggioranza è quella che in real si gode moooolto di più. E non sto parlando di cazzate varie tipo limonate omofobe, ma di amicizia vera e cazzeggiamenti vari del tipo masculo di cui il Viper con tale espressione ha carpito bene il concetto. Personalmente ho sempre inteso il videogioco come momento di condivisione tra le persone reali e presenti e non tra amici lontani o peggio nickname. Per questo motivo ripeto a chi non l’ha ancora provato di giocare faccia a faccia con qualcuno che ha la sua stessa passione perché i miei ricordi di (ahiné) 15 anni fa sono a dir poco meravigliosi.

    • Ma se ho tipo 5 fratelli mi devo comprare 6 console?

  2. Severus Dumbledore

    A me non piace proprio il multi online, non ci vedo nulla di divertente, ovviamente l’ho provato, e non c’è paragone a differenza di giocare con qualche amico spalla spalla, sorseggiando vino e fumandosi una sigaretta(?), ma che volete, io non uso neanche cavolate come facebook e twitter, e rido a crepapelle quando vede gente che esce ma sta tutto il tempo sugli smartphone a pubblicare qualsiasi menata stanno facendo o mangiando (viva Orwell ed il suo “1984”, leggete ragazzi, leggete) poi ovvio, per me il videogiocare è assolutamente un affare personale, cioè io gioco prevalentemente per i fatti miei!!!

  3. gli unici giochi dove dovrebbe esserci il multy locale sono i picchiaduro e gli sportivi,il resto meglio farselo da soli.

    i platform in coop tipo gli ultimi lbp,li ho sfruttati solo per il platino,per il resto preferivo giocarci da solo,inutili risorse sperperate a discapito di un single piu’ lungo o di un online senza bug et simila.

    non per niente tearaway essendo only single offre un gameplay ottimo e prende tutto il meglio da lbp,essendo a mio parere giochi molto ma molto simili.

  4. se siamo io e mio fratello insieme a casa solitamente ci facciamo sempre una partita insieme; dopo anni di coop locale in cui abbiamo finito little big planet; borderlands 1-2; il signore degli anelli la guerra del nord; rayman origins; lego indiana jones 1-2; lego pirati dei caraibi; lego harry potter anni 1-4; tintin e il segreto dell’unicorno ( si lo so che è un giocaccio ma insieme a mio fratello e tutta un’altra cosa); e ultimamente lara croft and the guardian di qualcosa (lo stiamo giocando in questi giorni) ormai devo dire che non vedo l’ora di arrivare a casa e farmi una partita assieme a lui.
    Mentre l’online l’ho praticamente abbandonato, forse visto che ho compagnia durante le mie giocate trovo che online sia più di disturbo che altro (visto alcuni trofei che non riuscirò mai a prendere).
    se avete dei giochi da consigliarmi con coop locale (possibilmente con la campagna intera da fare in compagnia come il signore degli anelli la guerra del nord o borderlands) sarò ben lieto di ascoltare consigli in merito.

  5. A mè una cosa che odio è che per giocare online su console devo spendere dei soldi per avere una gold per partecipare (anche se non ho mai speso un centesimo per avere una gold e in tutta la mia vita gioco ancora offline su console).
    Per alcuni titoli che interessano sia me e mia sorella, abbiamo sempre giocato in coop locale titoli come gears, halo ecc…
    Qualcuno ha letto sul sito della microsoft le istruzioni per avere la gold che io non ho capito un cazzo di quello che c’è scritto?

  6. Già hanno ridotto i giocatori, da 4 a 2, in COD Ghost e mi girano i coglioni. Era divertente giocare tutti insieme… Così ci faranno diventare un branco di asociali che giocano tutti insieme, però ognuno da casa propria.

  7. “La COOP sei tu”(cit.)

    *sparisce*

  8. Bé dai, è un po’ triste. Ok, gli fps con split screen hanno fatto da sempre cagare e non hanno nemmeno logica. Quante volte a dire al tuo amico “NON GUARDARE! NON SBIRCIARE DOVE SONO!” seeee come no. Ancora ancora quelli di macchine, anche se bastardatamente come lo vedi sopraggiungere gli tagli la curva.

    Lo split screen era divertente, ma era anche il male, una cosa priva di logica. Il vero modo per giocare nella stessa stanza con un’altra persona è di spalle. Sai quanti già col pc riempivano gli scantinati di macchine connesse in lan per spararsi Diablo, World of Warcraft e altre menate? E tutti con il proprio bel schermo.

    Però la coop (in generale) è fica. Ma proprio tanto. Io non capirò mai il fascino delle orge di gruppo online, i MMORPG, gli FPS alla CoD (e sono passato per entrambi eh!). Per me non esiste nulla di più divertente di essere in due, massimo cinque amici, insieme contro il mondo. Possa anche essere quello un’altra squadra eh, infatti il pvp può avere il suo senso, ma solo in compagnia. Da soli è una merda.

    E la coop pve, bé è bella comunque anche con sconosciuti, basta che si collabori e ci si diverta, o si bestemmi per il compagno steal-killer.

  9. La possibilità di “giocare in 2” (non lo chiamerò mai multiplayer in locale), si sta sempre più perdendo, ma è quella che mi ha sempre dato grandissimi momenti di divertimento. Superata la soglia dei 30 anni, giocare con il mio migliore amico al gioco dei Cavalieri mentre leggiamo la rivista di Mistero… beh non lo cambio con niente

  10. Bell’articolo, quello che posso dire da pcista è che i giochi in coop/multi mi prendono molto molto di piu di quelli da giocare in modalità offline..La mia libreria di steam è colma di titoli che non ho nemmeno iniziato proprio perchè preferisco un gioco multi metterci su skype ma sopratutto tutti gli aspetti che fanno parte di ciò, tatticismi, coordinarsi, condividere, analizzare etc etc.

  11. Sono un appassionato di giochi coop e praticamente ci do la caccia, su ps4 purtroppo ancora non c’è niente di allettante se non MOTOGP14… per ora i migliori rimangono i vari borderlands, rayman origin, army of two e resistance… accetto suggerimenti se me ne volete consigliare qualcuno magari mi è scappato!

  12. Uno schifo. Non c’è nulla, a mio parere, che possa essere considerato anche solo simile alla partita in coop locale. Sì, si può parlare con le cuffie, è vero, ma è una cosa con molte limitazioni. Innanzitutto, non è esattamente la stessa cosa: non è raro che i dispositivi si mangino metà delle parole o rendano l’audio uno schifo, soprattutto se giochi su console e ti devi comprare prodotti specifici. Ed oltretutto le partite online sono sempre abbastanza problematiche, necessitano di un basso ping e soprattutto NECESSITANO DI UN NUMERO DI CONSOLE, DI COPIE DEL GIOCO, DI TELEVISORI (o di PC) PARI AL NUMERO DI GIOCATORI. Cioè, paradossalmente, e questa è una delle cose più ridicole a cui io possa pensare, l’unica persona al mondo con cui non posso giocare ai videogiochi è proprio quella più vicina a me. E c’è un altro fenomeno fastidioso che si sta sviluppando parallelamente a questo: la partita singola. Giochi con a disposizione un solo slot di salvataggio, a volte per facilitare l’online, a volte per chissà quale altro motivo. Se ad esempio mi interessa un gioco ed interessa anche a mio fratello, bisognerebbe teoricamente comprarlo in molteplice copia.

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