Così impari

Fin dall’alba dei tempi, l’essere umano ha sviluppato un personale gusto per la conoscenza e la sapienza, interesse che è inesorabilmente avanzato di pari passo al gusto per l’intrattenimento.

Gli avi dei nostri avi spingevano i propri umani limiti nei giochi olimpici, assistevano a commedie, tragedie e rappresentazioni varie cariche di significato.

Lo stesso Aristotele, parlando della sua versione della catarsi, spiegava come le persone si divertissero ad assistere a rappresentazioni drammatiche e truculente: la scena dell’omicidio diverte ed esalta per via del suo “essere finta”, peculiarità che le consente di veicolare quella gran figata che è la morale senza suscitare lo stesso orrore e raccapriccio che accadrebbe in presenza di un fatto truculento nella vita reale.

Si perché è fin dall’alba dei tempi che l’umanità cerca di infilare insegnamenti morali nelle proprie opere di intrattenimento.

Se è vero che studiare divertendosi porta a risultati scolastici entusiasmanti (talvolta), allora è evidente che gli antichissimi greci ci erano già arrivati 17.000 anni prima di noi, realizzando una devastante profusione di interessantissime opere teatrali, e ognuna carica di allusioni a situazioni reali, divertenti scenette, terrificanti ed ispirati momenti di dramma.

E nella maggior parte dei casi, ognuno dei pezzi degli antichi protagonisti di Age of Empires recava con se un messaggio fra le righe, il vero senso in seno all’opera, la causa scatenante della proficuità letteraria dell’autore.

Omero, Shakespeare, Balzac e in seguito certi Kubrick, Spielberg, Allen, Lucas, Capra, Hitchcock, tutti uomini zoologicamente tali e quali a noi, ma in grado di dare al semplice ludibrio mentale della lettura o della visione cinematografica un valore aggiunto, tramite cui caricare la propria opera per veicolarvi la morale, il motivo stesso del pezzo e ciò che più fra ogni altra cosa dovrebbe rimanerci in testa alla fine della visione.

Ecco che quindi uno sparaspara come La Guerra dei Mondi in verità suggerisce una visione del travagliato rapporto fra padre e figlio, Gli Uccelli mostra come la natura, attraverso degli sciocchi volatili, possa mettere in ginocchio la ridente società statunitense della rinascita del secondo dopoguerra.

Ma questo è un sito di videogiocatori o di che altro?

E qui giunge la mia domanda. Vi è mai capitato di trarre un insegnamento morale, da un videogioco?

Forse fra uno dei sempre più cinematografici agglomerati di pixel ve ne è stato uno che vi ha costretto a porvi alcune scomode domande, che vi ha spinto a desiderare di cambiare carattere e/o abitudini, che vi ha portato un pensiero che altrimenti non vi sarebbe mai balenato fra i neuroni?

Che ne so.. avete visto ridimensionata la vostra religiosità di fronte al cieco odio dei Covenant? Avete compreso di non desiderare un animale domestico dopo qualche ora di Nintendogs? Avete imparato che i veri cattivi vincono sempre dopo qualche ora di sgroppate su Red Dead Redemption?

Se si, se no, siate profilici di risposte.

Prova a cercare ancora!

viper5

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110 Più commentati

  1. Figa come sei acculturato! Vorrei far leggere questo articolo a tutti gli stronzi i quali pensano che chiunque giocha ai videogames sia un imbecille. Cmq kratos mi ha insegnato che gli dei sono dei figli di puttana, cosa che poi ho riscoperto a scuola leggendo iliade e odissea.

  2. con i convenant ho solo rafforzato le mie idee, ovvero che la chiesa è una truffa e che sarebbero capaci di raccontarle grosse…

  3. Ho imparato che se vuoi trasmettere un messaggio deve essere scritto correttamente.

    E anche doppiato.

  4. Dai videogames ho imparato a non usare online carte di credito NON-prepagate.

  5. Sinceramente, la cosa più ricorrente che ho visto nei videogames è il valore dell’amicizia. Oppure quello del cameratismo, alcune volte però con risvolti da omertà.

  6. Una cosa che ho imparato dai videogames???? Ah sì, attenzione ragazzi la Microsoft è una succursale dell’Abstergo e Bill Gates è un templare!!!! lolololololol :-)

  7. “Ma questo è un sito di videogiocatori o di che altro?”
    mah, alle volte mi sembra un sito dove vengono postati i temi scritti da liceali che si stanno preparando per la maturità… forse l’articolo dell’angolo più lento di sempre.

    “E qui giunge la mia domanda. Vi è mai capitato di trarre un insegnamento morale, da un videogioco?”
    certo. per esempio, mafia 2: non comprare playboy, c’è gente che se ne sbarazza buttandolo per strada. oppure gta: chiuditi sempre in macchina e, se uno ti si para davanti mentre guidi, investilo. infine, final fight: altezza mezza bellezza (povero guy…)

    • Per quanto consideri eccessivamente ed inutilmente prolisso Matyas nei suoi interventi e per quanto pur saltando direttamente alle ultime tre righe di quasi tutti i suoi articoli io capisca che non mi sono perso nulla, l’argomento posto è interessante.

      Imparare da un videogioco non significa necessariamente riceve lezioni di vita o apprendere dati scientifici, storici, geografici o altro… la tua è una semplificazione a solo sfondo polemico.

      Io, dai videogiochi, ho imparato qualcosa sul mondo videoludico, grazie ad essi mi sono interessato allo studio viscerale di computer e piattaforme virtuali, ho scoperto ed apprezzato generi musicali.

      Sul mio I-pod troverai principalmente tre autori: Elton John (passatomi dai miei genitori), Linkin Park (me ne sono appassionato da solo) e Nobuo Uematsu (musica classica moderna in stile wagneriano, usata nei Final Fantasy).

      In effetti, la mia formazione musicale è dovuta in buona parte al mondo videoludico, più per i generi che per gli autori. La mia passione per il pianoforte deriva in egual misura dall’amore per le melodie di Elton John e gli arrangiamenti sul singolo strumento delle opere di Uematsu.

      Questo, per quanto mi riguarda, è aver imparato dal mondo dei videogiochi: non mi hanno insegnato a leggere, a scrivere o a far di conto, ma senza di essi chissà cosa mi piacerebbe, o non piacerebbe, oggi.

      Ah, dimenticavo: The Legend Of Zelda – Ocarine Of Time e Final Fantasy VII sono stati essenziali nella costruzione del mio inglese.

      • sull’interesse dell’argomento sono d’accordo, ma anche tu noti che la prima parte è uno sproloquio che introduce, in modo più o meno discutibile, la domanda centrale.

        ffVII è utilissimo per costruirsi un dizionario abbastanza ricco, ricordo ancora quando impugnavo il mio sidewinder (si, ci giocavo su pc) e non capivo quasi niente di quei dialoghi.

        • “sull’interesse dell’argomento sono d’accordo, ma anche tu noti che la prima parte è uno sproloquio che introduce, in modo più o meno discutibile, la domanda centrale.”
          ma a te ne viene meno qualcosa se Matyas gonfia in una maniera quasi simile al grottesco le argomentazioni dei suoi articoli?

          • anche se non è rivolto a me(e qui spero che il tuo post non sia un attacco personale);
            spesso tendo a grisare i post di matyas se dalla home non riesco a capire l’argomento…Cioè, per quanto sappia scrivere bene, le prime righe, che finiscono nell’anteprima dell’articolo, sembrano un vaneggio che non mi mette manco curiosità ._.
            Niente contro di lui, figuriamoci, però è comprensibile che la gente si scazzi a leggere tutto un’articolo dove il 90% dello scritto è sintetizzabile tranquillamente…poi comunque noi scriviamo commenti e critichiamo, mi sembra giusto che come ci sia chi dice “bell’articolo” ci debba essere anche chi dice “brutto articolo”…

          • No, non è un attacco personale, ma è noto come rastanguria abbia sullo stomaco Maty, anche io prenderei volentieri a schiaffi certi suoi articoli, ma mica glielo rinfaccio ogni volta che commento un suo articolo ;) Ops, l’ho appena fatto! *trollface*

          • è divertente leggere frasi del genere, ne deduco che tu segua i miei commenti con assiduità! :*
            non è questione di avere sullo stomaco le persone, ma tanta logorrea mi urta. tanto è vero che sono andato avanti e sono passato alla domanda, che ho reputato un interessante spunto di discussione.

          • ahn, e allora chiedo venia per aver sospettato eventuali tuoi morbosi accanimenti nei confornti di maty (:

  8. Partiamo col dire che associare i lavori di Spielberg a un qualsivoglia valore morale equivale a un fail, parliamo proprio dei suoi film “impegnati” (li trovo assai ridicoli), almeno per me.
    Sicuramente il gioco che più mi ha insegnato è stato il primo MGS, in particolare sul modo di considerare la vita.

  9. Mi hanno insegnato ad avere più fiducia nei miei obbiettivi, prendendo come esempio alcuni personaggi di Final Fantasy, e che sopra la mia testa non comparirà mai una barra con scritto level up *FANFARE*

  10. Dai videogiochi ho potuto formare molti aspetti del mio carattere,quali la socievolezza, la pazienza (dote sviluppata da molti videogiocatori e (tanta) sana violenza.
    Ho sviluppato quest’ ultima (e mi sono accorto di essa) quando ho rischiato di annientare dalla gioia il mio pad della playstaion dopo aver eseguito un takedown quadruplo su Burnout Revenge.

    Altri giochi che mi hanno insegnato qualcosa sono stati gli SSX che mi hanno garantito il distinto(alle elementari,il 7 alle medie e superiori) in inglese,francese e tedesco.

    Anche se il videogioco che mi ha insegnato più di tutti è Crash bandicoot 3.
    l’insegnamento che ne ho tratto è: quando hai un obbiettivo, accetta chi ti aiuta e alle difficoltà sorridi sempre.

    E ricordati di ricaricare sempre il bazooka a frutta! =)

  11. “17.000 anni prima di noi”
    cioè nel 15mila avanti cristo? ma siamo sicuri?

  12. Ho imparato che Masterchief è Dio e ho scoperto qual è il negozio preferito del Comandante Shepard sulla Cittadella.
    Poi basta ._.

  13. una lezione morale? seriamente..? Puoi portarti dietro una falce, 3 spade, un bastone, 2 tonfe, degli artigli per mani e piedi e una catena ma ciò non vuol dire che sei il più forte, anzi, tutt’altro.

  14. Si ma figa certo che a tè il tempo non passa propio mai.

    Per quanto riguarda gli insegnamenti come non citare MGS 1 e 3 e 4 ma soprattutto il primo che più che un finale si tratta di poesia e di filosofia pura.

    é silent hill 1 quando nell’ospedale si è costretti ad abbandonare l’inefrmiera facendo una scelta ovvia ma triste e forse immorale, sebbene l’unica possibile.

    O quando si devono uccidere il cecchino in MGS 1 e boss nel finale del 3.

    Per il resto c’è ne sono di esempi.

    Quoto il giubba sul doppiato

  15. sicuramente il gioco che mi ha insegnato di più è AC III, grazie al cui per le lezioni di storia e letteratura sapevo tutto su Cesare Borgia e Macchiavelli

  16. maty vedo che non sei uno di poche parole O_O

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