Deus Ex: Human Revolution

Non so davvero da dove cominciare.

Come ben saprete, Deus Ex: Human Revolution, è uscito venerdì e poco prima di cominciare a scrivere questo articolo l’ho finito. Era davvero molto che non giocavo qualcosa di così ben fatto ed ispirato.

Già altre volte ho scritto di quanto mi stia a cuore l’ambientazione cyberpunk e questo, naturalmente, mi mette nella posizione di avere aspettative più alte “della media” quando mi si propone un prodotto di questo genere. Ebbene, nonostante ciò, Deus Ex riesce ad andare nettamente oltre le mie più rosee speranze.

Per parlare un po’ del gioco cercherò di andare per punti, tanto per cercare di parlare di tutto quel che conta.

Il primo aspetto che vorrei analizzare è proprio l’ambientazione e l’atmosfera.

Il mondo di Deus Ex sta affrontando una delle più grosse rivoluzioni che la razza umana abbia visto fino ad allora. Nel 2027, infatti, le protesi cibernetiche sono ormai tanto comuni da imporre alla politica, e alla società in generale, un dibattito sul transumanismo e su come affrontare questo nuovo passo nell’evoluzione umana. Ovviamente c’è chi è a favore delle protesi cibernetiche e ci sono puristi che invece le rifiutano categoricamente, con le ovvie vie di mezzo tra i 2 estremi. E proprio parlando di queste fazioni troviamo il primo tocco di classe di questo gioco. Deus Ex fa molti riferimenti storici e mitologici (a partire dall’immagine dell’articolo, in cui è evidente il riferimento a Icaro) e ciò appare in moltissimi aspetti del gioco, come ad esempio l’abbigliamento delle persone. Noterete, infatti, come coloro che sono a favore delle protesi cibernetiche indossino capi con uno stile evidentemente rinascimentale, come a voler accomunare quel periodo di grandi cambiamenti a quello che si sta vivendo nel gioco. Di contro, gli oppositori sono vestiti con abiti contemporanei. Anche le tinte del gioco vogliono riportarci un po’ al passato: noterete sin da subito che le tinte prevalenti sono il giallo, il nero e il color seppia, un po’ a ricordare vecchie fotografie o documenti. Piccole cose, ma son queste che fanno la differenza. Concludo questa parte parlando della colonna sonora, veramente azzeccata, che supporta tutte le situaizoni di gioco nel miglior modo possibile e aiuta l’immersione nel mondo di Deus Ex splendidamente.

Naturalmente non si può parlare di un gioco così senza dire qualcosa sulla trama ma state tranquilli, non vi spoilero niente. La narrazione è molto ben fatta ed è affascinante vedere come, durante l’arco dell’avventura, si susseguano colpi di scena assolutamente credibili che modificano di momento in momento gli obiettivi che ci si era preposti. Nulla è da darsi per scontato in Deus Ex, l’intrigo politico è uno dei migliori che mi sia capitato di giocare ed è da godersi missione dopo missione per tutte le circa 24-25 ore di gioco. Inoltre sono presenti 4 finali differenti, a cui si arriva tramite una scelta fatta negli ultimi istanti di gioco, senza quindi la necessità di rigiocare tutto per vederli.

Arriviamo infine al gameplay, altro aspetto in cui Deus Ex dà il meglio di sè.

La parola d’ordine è SCELTA.

Se avete seguito un minimo di notizie riguardo questo gioco, saprete sicuramente che sono stati fatti molti sforzi per cercare di dare al giocatore la possibilità di affrontare le situazioni di conflitto e di comportarsi come preferisce. Il risultato è sorprendente: in ogni zona ci sono un’infinità di modi per arrivare dal punto A al punto B che danno la possibilità, di conseguenza, di affrontare il nemico a viso aperto oppure in modo furtivo senza nulla da invidiare a giochi di ognuno dei due generi. Personalmente ho preferito l’approccio furtivo e posso dirvi quindi, per esperienza diretta, che siamo ai livelli di un Metal Gear Solid, sempre parlando di mero gameplay. Unica pecca, se vogliamo definirla tale, sono le boss battle. Sono discretamente semplici e sono solo 4. Personalmente ritengo che ci siano perchè necessarie a livello di trama, ma trovo che in un gioco in cui “il nemico” sia di fatto una cospirazione politica non necessiti di “boss”.

Altro aspetto che mi ha molto piacevolmente colpito è la componente sociale del gioco. Essendo un gdr, vi capiterà spessissimo di parlare con molta gente e le opportunità di dialogo sono molto varie portando a risultati veramente diversi. Non avrete mai la sensazione che, indipendentemente dalla vostra risposta, sia già segnato come la discussione andrà a finire. Al contrario, a seconda di come vi comporterete, potrebbe capitare che il vostro interlocutore riappaia (o meno) nel futuro per ricambiarvi un favore o per farvela pagare per qualcosa. Ulteriore elemento che rende il tutto ancora più divertente è il potenziamento della funzione sociale, che vi farà apparire a schermo un profilo psicologico dell’interlocutore (che vi darà una buona idea di come comportarvi con lui) e un indicatore che vi farà capire che tipologia di persona vi trovate di fronte e quindi che tasti andare a premere per avere più speranze di convincerlo. Aldilà dell’utilità ovvia ai fini di gioco, vi consiglio di prendere questo potenziamento il prima possibile perchè è davvero divertente.

Colgo quindi l’occasione per parlare del sistema di sviluppo e delle augmentation. Ci sono i cari vecchi punti esperienza, e questo è già un ottimo punto di partenza, che ci permettono di arrivare a ottenere punti Praxis, il nome dato ai punti effettivamente spendibili per l’acquisto o l’upgrade delle augmentation. In alcune occasioni nel gioco sarà anche possibile acquistare o trovare dei Praxis kit, che danno un punto extra. Le augmentation sono tantissime e dei generi più vari: dall’invisibilità, ai potenziamenti per le braccia per stabilizzare la mira, a quelli per migliorare l’hacking, a quelli sociali o altri che ci permetteranno di raggiungere zone altrimenti inaccessbili facendoci saltare più in alto, spostando pesi maggiori o potendo cadere da qualsiasi altezza. Si intuisce sin da subito come questa enorme varietà di potenziamenti possa supportare totalmente qualsiasi stile di gioco decidiamo di tenere, senza rendere uno più conveniente dell’altro, lasciandoci veramente liberi.

Ultima nota: il doppiaggio. Ho letto in giro che quello italiano sia buono ma che sia un po’ fuori sincrono rispetto al labiale, personalmente ho giocato tutto il gioco col doppiaggio inglese (ci sono anche i sottotitoli volendo) e vi consiglio vivamente di fare altrettanto perchè è splendido. La voce di Adam Jensen in particolare è veramente azzeccata.

In conclusione: Deus Ex è un acquisto obbligato per qualsiasi videogiocatore. Giochi così ben fatti ce ne sono veramente pochi, non si può lasciarselo sfuggire.

Godetevelo, è una perla.

 

Prova a cercare ancora!

nNsmaEp

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113 Più commentati

  1. A quanto pare questo Deus Ex è riuscito bene, e anche se dai trailer sembrava promettente, rimanevo scettico per via dell’assenza di Warren Spector.
    Di certo non può neanche essere paragonato al primo *inchino*, ma si difende comunque come bel gioco, per fortuna.

  2. Preso su steam, ma sono rimasto molto deluso dalla versione pc; specialmente perchè sono forzato a giocarci a schermo intero e ha dei tempi di caricamento ABISSALI (il mio laptop è appena superiore alle caratteristiche raccomandate; necessita di 30 secondi ad ogni reload). Chiunque sia interessato all’acquisto ed ha possibilità di scelta vada sulla versione 360 ad occhi chiusi; oltretutto suggerisco di giocare a difficoltà facile o al più normale visto che la modalità difficile è resa molto frustrante dai controlli.

    Per quel che riguarda le mie perplessità:
    -l’ai dei nemici è davvero primitiva:
    * quando devono controllare un rumore da dietro la porta, la aprono e rimangono sulla soglia senza guardare a destra e sinistra;
    * non hanno la possibilità di accovacciarsi, neanche per guardarci, quindi sei assolutamente al sicuro se fai rumore in queste zone inaccessibili;
    – il radar standard è molto primitivo ed è difficile orientarsi visto che non ci sono segnati ostacoli ambientali; i coni della visuale dei nemici sono solo un upgrade quando io la ritengo invece una funzionalità di base.
    – I comandi non sono intuitivi:
    *ho bisogno di tener premuto E per spostare i corpi, facendomi perdere del tempo inutilmente; avrei preferito che tener premuto E fosse invece usato per la ricerca di oggetti.
    *Spostare gli oggetti è una vera impresa ed è facile che vengano perduti al minimo sbattere contro un muro, questo è particolarmente fastidioso nel caso di corpi che rimangono incastrati nei muri.
    *la possibilità di restare con le spalle al muro è molto più complicata che in metal gear solid, qui ho bisogno di premere il mouse, mentre sarebbe stato molto più semplice semplicemente avvicinarmi al muro.
    *manca un dannato cursore per indicare gli oggetti; se vedo un oggetto devo muovere qua e là la pistola finchè non vedo il popup per prendere l’oggetto.
    *non c’è un metodo infallibile per allertare i nemici intenzionalmente.
    *Alcune grate sono unidirezionali, quindi non ti viene lasciata la libertà di rientrarci o di costruirci una scaletta e entrare dall’uscita.
    -L’ammontare di punti esperienza dato è veramente esiguo e perciò non posso semplicemente evitare tutte le guardie ma devo effettivamente stordirle.

    Il gioco è decisamente impressionante per grafica e trama, ma come giocabilità mi risulta veramente difficile goderlo appieno; ci darò un’altra occhiata in futuro e spero che tutti questi problemi tecnici non rovinino troppo la mia esperienza.

  3. ma una volta finito si sblocca una specie di modalita nuovo gioco+ che consente di riutilizzare i poteri sbloccati????????????????????????????

  4. io sfrutto i caricamenti di Deus ex per andare sull’Angolo

  5. Concordo in pieno. deus ex è uscito e finalmente direi. Non ha deluso le mie aspettative, da troppo tempo aspettavo un degno remake di questo capolavoro.

    Ora bisogna vedere se intenderanno fare qualche dlc o svilupparlo in qualche sorta di trilogia.
    Chi vivrà Vedrà
    intanto me lo rigioco in modalità hard cercando di non fare manco un cadavere. chissà…

    Saluti.

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