E’ bello ciò che è bello

Quante volte abbiamo già sentito e quante volte ancora sentiremo gente discutere su un voto, sulla presunta bellezza o bruttezza di un gioco? E’ parte della natura umana scannarsi per le minchiate, e la presunta alta/bassa qualità di un videogioco è solitamente un ottimo terreno di scontro.

Ma come si possono mettere d’accordo 1000 persone su canoni che sembrano tutto meno che  universalmente riconoscibili?

Bioshock è bello, per esempio. E’ un gioco ricco di pathos, di intrigo, di azione, difficile, profondo, con un’ambientazione incredibile.. eh ma la grafica è caccosa. Eh ma non è open world. Eh ma è stupido. Eh ma qua. Eh ma la.

Metal Gear Solid 4 è bello! Grafica iper-putente, storia di rara importanza, meccaniche di gioco all’avanguardia.. eh ma è troppo Japposo, eh ma è troppo pieno di filmati, eh ma è troppo palloso. Eh ma che cazzo!

Brutal Legend è bello! Ha portato una ventata di freschezza nel mondo dei videogiochi, c’è tanta musica rock, c’è racchiuso in un gioco tutto lo scibile umano del metallamento e della fighezza.. eh ma è ripetitivo, ma la grafica, ma è stupido, ma è noioso..

Insomma, non è possibile andare avanti così. E’ indubbio che nessun gioco può essere apprezzato dal 100% degli utenti, ma è forse questo che lo rende un bel gioco o una cagata? I voti dovrebbero forse rappresentare quante persone ameranno il gioco su 10?

Fortunatamente non è così, visto che personalmente ritengo che sia quanto di più sbagliato ci possa essere.

Ma allora da che cosa possiamo partire, in che modo possiamo finalmente raggiungere un punto di vista comune sul poter discutere la qualità di un gioco e dare dei giudizi unanimi?

Per me, dopo anni e anni di profonde meditazioni e studi filosofici, la risposta è la seguente: un gioco è bello quando fa ciò che si propone, quando rispetta ciò che dovrebbe rappresentare.

Che significa? Semplice, che la qualità del prodotto finale va misurata con le ambizioni dell’azienda che lo realizza. Quando un titolo nasce è necessario misurarlo con i giochi già in commercio, con le aspettative del pubblico e l’attesa spasmodica dei fan, e un buon gioco riesce a superare qualunque tipo di sfida.

Non credo dunque che, presi singolarmente, siano la grafica, il gameplay o esclusivamente la trama a rendere bello un gioco. E’ la combinazione di tutti i suoi elementi, naturalmente rapportati all’epoca e al contesto storico, a dare il giudizio finale.

Un’avventura grafica è lunga complessa e sufficientemente intrippante? Un gioco di corse è fluido, realistico, piacevolmente velocistico? Insomma, un gioco fa quello che deve fare? Riesce a raggiungere gli obiettivi di intrattenimento che si propone? Se la risposta è si, allora è per forza un bel gioco, a prescindere dai gusti dei giocatori. Altrimenti come faremmo, nel 2010, a dare certi giudizi iper-positivi nei confronti di giochi preistorici come Space Invaders o Super Mario?

Perché tutto si può dire, meno che l’idraulico maledetto non fosse concepito esclusivamente per farci guadagnare generazioni di purgatorio! E sembra che ci riesca benissimo ancora tutt’oggi!

matyas

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viper5

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