Eravamo commerciali?

Commerciale! Che insulto orrendo. In ambito videoludico, ben s’intende. Dicesi un gioco commerciale quando la sua concezione risale al far divertire le masse, è meno articolato di un gioco altrimenti detto hardcore e sfrutta meccaniche alquanto basilari. Non richiede molta dedizione e nemmeno di possedere particolari abilità, con costi di produzione che restano solitamente abbastanza bassi.

Le caratteristiche fondamentali di un buon casual game sono appunto giocabilità molto semplice e dare la possibilità di giocare partite veloci, anche senza il bisogno di perseguire un fine ultimo, va bene anche senza uno straccio di trama.

Prendiamo il Wii: l’insensato successo della console si deve principalmente ai Casual Games: Wii Play, Wii Fit, Wii Sport, i Raving Rabbids, gli innumerevoli titoli di Mario e Luigi.. tuttavia secondo me non si può dire che sia cosa dei giorni nostri.

Come sono nati i Casual Games? C’è chi traccia le origini di tale fenomeno fino a Solitario su Windows, ad oggi giocato da almeno 400 milioni di persone, però secondo me bisognerebbe retrocedere ulteriormente nel tempo.

Correva l’anno del Signore 1989, 20 anni fa. Questo mirabolante anno, oltre a molte interessanti novità come i fantastici Populous e SimCity, vede nel suo corso l’arrivo sul mercato di Game Boy e Sega Genesis.

A questo punto, mi sorge spontanea una domanda.

Se oggi i giochini minchiosi, nonostante il gran divertimento che spesso offrono, sono spesso disdegnati dai palati più fini perché detti “da casualoni della domenica”, cosa si può dire dei grandi di due decenni fa?

E’ universalmente accettato che Tetris sia uno dei più potenti casual game assieme a Campo Minato e Hearts, ma non sarebbe forse il caso di estendere la definizione anche per altri titoli dell’epoca? Nintendo con il Game Boy si proponeva di fare il salto di utenti già allora, con tanto di Spot televisivi pieni di Yuppies in camicia e bretelle a nerdare duro con Super Mario in ufficio, il Genesis dal canto suo offriva (o meglio, sosteneva di offrire) la prima vera esperienza di gioco in cosiddetta “alta definizione”, con i suoi altisonanti film interattivi.. e anche qui la pubblicità in TV marciava di putenza.

E anche proprio sua Maestà Super Mario Bros., non mi direte che avesse un gameplay tale da richiedere ore e ore di studio di manuali e strategie? E gli innumerevoli puzzle game come Bubble Bobble, i titoli

Non sarà forse che una volta ci si facesse meno problemi ad essere commerciali? A voi la parola.

matyas

Prova a cercare ancora!

viper5

Zelda Breath Of The West – Zelda sviluppato in Occidente

Se Viperfritz non va a Zelda, allora Zelda andrà a Viperfritz. Questo è un pò ...

Lascia un commento