Fare l’amore con noi stessi

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Lo ammetto.
Vi spio.

A volte – molto raramente – nella chat di The GameFathers mi capita di leggere discorsi interessanti non proposti dal sottoscritto, in cui non posso entrare perché:
A) sto lavorando
B) sono ottimi spunti per articoli angolari
C) non capite un cazzo

Alcuni giorni fa, non ricordo sinceramente il motivo, si parlava di Mass Effect, probabilmente perché in molti fra voi si stavano bagnando, come di fronte ad un poster di Mark Ruffalo, con il filmato pseudo-inutile di  Mass Effect Andromeda rilasciato di recente.

Parlando più in generale del brand di Mass Effect,  una nostra cara conoscenza, Daniele o per meglio dire Dani, se n’è uscito involontariamente con una frase che mi ha fatto pensare.
Io amo il comandante Shepard“.
Cercando di togliersi dalla mente qualsiasi battuta di carattere omosessuale da indirizzare nei confronti di Dani, mi sono posto una domanda molto semplice, ma che sotto sotto nasconde una profondità talmente esagerata da farmi paura.

Come si fa ad amare il comandante Shepard?

Premessa. In tutti questi anni angolari ho avuto modo di conoscere persone che amavano in maniera preoccupante personaggi videoludici a dir poco enigmatici.
C’è chi amava Ezio Auditore, Marcus Fenix, Max Payne, Scorpion… addirittura Master Chief.
Al punto tale da creare cosplay nella vana speranza di poter somigliare ai loro idoli, spesso con risultati discutibili.
Ma cos’hanno in comune tutti questi personaggi? Che sono… come dire… personaggi.
Personaggi creati da un team e con una propria personalità, carisma e talvolta anche con debolezze e difetti.

Ma per Shepard il discorso è diverso.
Shepard non è un personaggio. Shepard non esiste.
Shepard è un avatar.
Siamo noi a decretare chi è Shepard, come agisce/reagisce, come si comporta di fronte a ciò che il mondo di Mass Effect gli propone.
In poche parole NOI siamo Shepard.
Shepard è il mii di noi stessi.

Mi chiedo quindi come sia possibile NON amare un avatar che risponde ad ogni nostro input. Certo, non è detto che noi ci comporteremmo REALMENTE così – non è mai stato il mio sogno bombarmi un’aliena con in testa un casco – ma Shepard è la rappresentazione di ciò che noi vogliamo fare in quel determinato momento, in quella determinata situazione.

Quindi è davvero possibile non amare un personaggio che non è un personaggio?
E’ davvero possibile amare un personaggio che è un nostro burattino.
E sì, tutto questo articolo è stato scritto per dire a Dani che è un segaiolo.

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Sette.

Partiamo da una premessa. E vi prego di sedervi, perché ciò che sto per raccontarvi ...

19 Più commentati

  1. Amare un personaggio che non è un vero personaggio ma solo rappresentazione di se stessi? Quindi amare se stessi? Mi ricorda Narciso

    • Beh un po’ ci sta. In altri giochi dove c’era da creare un avatar (Skyrim, Oblivion, FIFA, ecc) cerco sempre di creare un avatar simile a me e gli faccio fare quello che farei in in quella situazione. Per cui damare se stessi? Si è un modo, perché no.

      Comunque all’aliena col casco un pensierino l’avrei fatto
      anch’io, solo che col casco poi certe cose.. come dire… diventano un po’ difficili…

  2. Shepard rappresenta il figone che tutti vorremmo essere.
    Immagino sia come per una donna invidiare (segretamente)
    la bellezza di una modella o di un’attrice.

  3. il mio Shepard è uno sfigato, perchè io sono uno sfigato…. io non lo amo lo odio come odio me stesso, prendo decisioni sbagliate pure in mass effect :D :D

  4. si Dani è un segaiolo ma chi non lo è davanti a Shepard? praticamente si è chiavato tutte le razze aliene e non :I probabilmente anche i sassi di forma rotondeggiante e visto come è finita la sua saga non c’è stata via di fuga.

  5. In effetti hai ragione… diciamo che ci siamo innamorati della vicenda che ha visto il nostro avatar chiamato shepard come protagonista, il suo ruolo nelle vicende.

    Piuttosto non ho capito le critiche al “ragazzotto” apparso nei trailer di andromeda, che non ha stile, che è un bimbominkia etc… alla fine ci sarà l’editor per farlo come ci pare suppongo.

  6. Sì in effetti è particolare… mi sembra ovvio che se siamo noi stessi a sceglierne le azioni non possiamo di certo odiarlo… Però ecco diciamo che anche nei giochi in cui puoi decidere le azioni ci saranno di certo dei personaggi che sentirai più vicini e altri con cui magari trovi una connessione più debole. (Vedi TWD)

  7. A mio parere non c’è nulla di troppo bizzarro: Shepard è si plasmato dal giocatore nei suoi comportamenti e modo di essere, ma viene posto davanti a situazioni che il giocatore non potrà mai vivere in prima persona e che, soprattutto, sono comunque in buona parte guidate dagli sviluppatori: ovvio, in un numero anche a volte elevato di bivi, ma sempre in maniera ben predefinita.
    Quante volte mi è capitato di fare una scelta morale e pensare: ‘Ok, ora faccio questa cosa, cosí poi magari ho la possibilità di farne un’altra collegata a quest’ultima e cosí via’ per poi rimanere deluso o magari anche, a volte, piacevolmente sorpreso dal fatto che il tutto era solo una mia sega mentale e che gli sviluppatori non avessero non inserito TUTTE le infinite possibilità con cui un contesto sarebbe potuto essere affrontato, perchè sempre di videogames parliamo.
    Quindi magari a Daniele è garbato come la vicenda di Shepard andava evolvendosi, evoluta da lui stesso, certo, ma in buona parte grazie a quei ‘blocchi di personalità’ del personaggio in ogni modo guidati di fondo dai creatori della serie.
    Spero di essermi spiegato!

  8. Conoscendo molto a fondo Mass Effect ti dico che non è così semplice. Shepard non fa e dice sempre le cose che scegliamo noi, in più ha sì una rosa di frasi e atteggiamenti, ma sono limitati, alla fine il senso delle frasi è lo stesso, semplicemente cambia il come lo dice. Per di più appunto in molti momenti lo vedremo fare cose senza il nostro “consenso”, prendere iniziativa, rispondere in un certo modo e fare discorsi di incoraggiamento. Non è un semplice avatar come potrebbe essere il personaggio di Skyrim, che è decisamente muto e informe e neanche quello di Fallout 4. Shepard è Shepard, noi gli diamo solo un’inclinatura, una variazione è tipo “la versione di Shepard che sceglie il giocatore” e questo alla fine in minor parte esiste in qualunque gioco, per esempio Ezio io lo vestivo di nero, era il MIO Ezio, e anche lui aveva delle azioni stile interrupt in AC2 quindi potevi scegliere di farle o non farle.

    Shepard si può benissimo amare, non è un contenitore vuoto, ha la sua personalità di base e sarà diversissimo da Ryder (il protagonista di Mass Effect: Andromeda). Ci sono cose di Shepard che sono solo SUE, come il fatto di non saper ballare, o quello di sponsorizzare a cazzo i negozi della Cittadella, o il suo amore incondizionato per il suo criceto, o che alla fine è un fedele all’Alleanza per quanto abbia “lavorato” con Cerberus (qualcun altro, in un vero RPG magari sarebbe rimasto fino alla fine con Cerberus, in stile Fallout: New Vegas o Skyrim)

  9. Cacchio Farenz fai paura anche a me, questa riflessione è più profonda del buco del culo di Malgioglio, e sono d’accordo con te.

  10. Edit by Farenz.

    Se hai idea di cosa hai scritto, sai il perché.

  11. kojima in mgs2 e mgsv vuole trasmettere un messaggio simile: per essere Snake non devi nascere col dna figo o essere clone del boss, basta fare quello che ha fatto lui per esserlo, quindi anche un raiden emo/omo può essere un potenziale serpente (teoricamente), così come per essere il boss non devi avere per forza l’addestramento ecc.. basta credere di aver vissuto la sia vita e volerlo fortemente per diventarlo (parte fondamentale del mgsv). Non è quindi Snake a essere Snake ma tu videogiocatore che lo guidi e ne comandi le gesta a essere Snake, e questo è l’addio di kojima alla saga: l’ultimo Snake boss scopre di non esserlo e si rivela con la tua faccia (quella preimpostata all’inizio), come a dire: Snake siete voi, la bellezza del gioco siete voi non il gioco stesso. e Boh niente, pipponi mentali.

  12. Che cazzo di senso ha questo articolo?

  13. In effetti un esempio di questo genere su un gioco come Mass Effect credo che sia poco rappresentativo per come la intendi tu, ma il tutto posso pensare che dipende da come vivi il gioco… soprattutto in ambito GDR vedo in molti creare un personaggio che non gli rappresenta in termini di personalità\aspetto e che volutamente vogliono far corrispondere invece a qualche stereotipo che magari gli piace.

    Esempio: Creo un personaggio di Fallout con lo scopo di giocare da cattivo, quindi a prescindere da qualsiasi storia\elemento giocherò con l’ottica di uccidere più NPC possibili ed essere il più “malvagio” possibile o viceversa creo l’eroe perfetto che in qualsiasi situazione cercerà di fare la scelta migliore.

    Quindi estraniandosi così dal proprio avatar immagino si possa arrivare alla frase “io amo …” perchè di fatto il personaggio con qui stai giocando non sei “tu” ma la tua concezione di come dovrebbe essere il protagonista della storia.

    Un discorso diverso potrebbe essere su personaggi che nonostante comandiamo hanno un “enorme” carisma come “Joel” ed “Elly” di “The Last of Us” o magari anche i protagonisti di GTA5 che anche se siamo noi a giocare in più occasione mi hanno fatto sentire più che un giocatore uno “spettatore” delle loro vicende (spero che quest’ultimo discorso non risulti troppo strano “^_^).

  14. Non ho mai giocato Mass Effect, ma quello che dici nel tuo articolo lo condivido appieno per altri personaggi.
    Per esempio mi è capitato con Cole Mc Grath, il Big Boss di Metal Gear TPP e ultimamente col corriere di Fallout New Vegas.

  15. ma non consideri che in mass effect si poteva settare la storia in modo da evitare i dialoghi e le scelte, in questo modo shepard diviene un vero e proprio personaggio estraneo alla sfera privata del giocatore.
    ovviamente nessuno ha selezionato tale opzione eppure shepard è diventato un icona della serie.
    compito assai arduo per i nuovi protagonisti di andromeda che ad appeal sono distanti anni luce.

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