The Gamefathers Live #11 – Il videogioco e la Matrice

stanley

DIRETTA LIVE Lunedì 11 Ore 20:30 su Secondangolo

 



The Gamefathers Live #11 – Il videogioco e la Matrice

Quando un videogioco, apparentemente innocuo, apparentemente bipolare, apparentemente non ludico, fa rimbombare il tuo file excel con una trafila di voti che vanno dal 9 al 10, subito scatta l’allarme. Scatta la segnalazione presso il centro studi dell’hype ingiustificato.
Al contempo si attivano le unità di soccorso portafogli e anti-trollaggio. Insomma, in poche parole, va esperienziato.
Dopo averlo esaminato da fuori, ho subito pensato “questo lavoro appioppiamolo al Farenz, che non ho intenzione di buscarmi una trollata…mandiamo lui in avanscoperta”.
Poi di fronte ad un suo rifiuto celato sotto le mentite spoglie del “non ho il pc per farlo girare”, mi sono convinto a farmi avanti in prima persona, ed immolarmi per il pubblico dei padrini. Una volta esperienziato vengo a sapere che anche il Farenz, non ha potuto fare a meno di invischiarsi nella faccenda.

Stasera quindi parleremo dell’ultima evoluzione del videogioco. Di questa stima nei confronti del videogioco “smart”, o di quello che cerca di aprirti “the doors of perception” (cit.) mandando in poltiglia il tuo cervello tra inteso e sottinteso, tra “sto videogiocando, o sto assistendo?”, o tra “sono dentro la matrice, o sono io la matrice?”.

A seguire alcune parole su altri giochi più classici esperienziati (L’ultimo Batman e la sua versione portable, Resident Evil 6…) e su quale inverno aspetta buona parte dei videogiocatori, tra cui il sottoscritto.

Come sempre mantenendo aperta la porta ai vostri interventi/domande, laddove si dimostrino ficcanti.

 

Viperfritz 2

 

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11 Più commentati

  1. Ottimo…stamattina podcast e stasera live…che bello questo lunedì :-P
    Bravo Viper!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Egregi padrini, farete una stream per l’evento sony del 14 novembre? sembrerebbe che debbano annunciare qualcosa di grosso…

  3. si in effetti ci avete salvato dalla depressione da inizio settimana

  4. Stavolta dovrei esserci! :D
    Preparo la scatola di cuoricini xD

  5. dovreste proporre anche un gioco alcolico. Tipo quando viper dice “trollare” o “spruzzare davanti” si beve una volta, “vacca puttana” di farenz 2… ecc xD

  6. Io penso che The Stanley Parable non vada considerato come gioco che porta a tanti finali, ma come i finali stessi che fanno il gioco
    Mi rendo conto che può partire una riflessione vedendo un paio di finali, ma forse il punto di vista che il gioco vuole mostrare sarebbe sembrato più forte dopo la visione di gran parte di essi
    Io, per esempio, non lo consideravo finito finché non avevo visto ogni tipo di conclusione, proprio perché è su questi che il gioco si basa. E dato molto spesso oltrepassa il significato di finale, proprio perché

    *SPOILER*
    il ricominciare una nuova partita è addirittura contemplato, in alcuni finali
    *SPOILER*

    arrivare a vederli tutti mi sembrava il minimo per capire meglio a cosa stavo giocando

    In più, per la questione dei voti, sono d’accordo ed è ovvio che il votone serve a dare visibilità (gioco praticamente solo su console, ho Steam quasi per caso e giusto con qualcosina sopra, capirete bene che se non avessi visto questi 9, 9.5, 10 ovunque in un gioco dal nome semisconosciuto, non sarei mai andato a interessarmi)
    La questione, secondo me, è che questo gioco va provato, da tutti.
    Il fatto di essere atipico, di far discutere, di far parte di questi esperimenti di genere, va analizzato, ed è così che mi trovo d’accordo che diventa un gioco “non per tutti”, nel momento in cui tutti lo provano
    Ma il voto da capolavoro, o meglio, un voto qualsiasi per questo gioco, credo che non riesca ad essere legittimo, o meglio, è difficile inserirlo in una scala da 1 a 10, dato che sembra davvero che “ci sono motivi validi per assegnare qualsiasi punteggio” (citando una recensione che ho letto, purtroppo non ricordo dove)
    In sostanza, il 9.5 serve a farlo vedere (forse è giusto così), mentre probabilmente un S.V. già sarebbe più lecito nei confronti di Stanley Parable, e chi gioca dovrebbe saperlo e rendersi conto della falsità (o magari no?) di quel giudizio altisonante.

  7. Volevo specificare il paragone tra stanley e beyond: al di fuori del gioco in se (gameplay diverso, tema trattato diverso, etc) gli stessi programmatori di beyond lo annunciavano come un’esperienza che ti portava a farti delle domande esistenziali sulla vita della morte, domande che sarebbero dovute andare oltre al gioco stesso. Ecco, l’unica domanda che mi ha fatto venire finito il gioco è stata “e adesso dove me lo ficco sta mattonella?”.
    In Stanley (sarà che non mi aspettavo nulla) questo passaggio è scattato in automatico ed ha fatto sì che sia diventato un’esperienza vissuta, non tanto nel gioco fine a sè stesso, ma a gioco spento riflettendo sul “significato intrinseco”

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