GAP generazionale

Ebbene sì, oggi si parla di GAP, di intervallo, di differenze tra le varie generazioni.
Ma non parlo di gap con i miei genitori in ambito videoludico, ma di separazioni tra me e i ragazzi più giovani.

Tutto è nato da stamattina.
Per lavoro stavo visitando un centro commerciale, il cui supermercato interno ha un’entrata che si affaccia sulla galleria. Di fianco a quest’entrata è presente il classico negozio GameStop.

“Anche l’occhio vuole la sua parte” diceva un tale… e mentre per qualcuno è impossibile resistere all’osservare con scrupolo il didietro di ogni ragazza che passa, passando di fronte ad un GameStop come possiamo non guardare (anche senza entrare) l’interno del negozio?

E’ questo il mio caso.
Sbircio restando fuori e noto che alla postazione in prova della 360 c’è un ragazzo che sta giocando con immancabile cappellino storto e cuffie nelle orecchie. 16 anni al massimo.
Erano le 9.30 di mattina, ergo stava facendo sega (o marinando la scuola, per chi non conoscesse il termine).

Vado a lavorare, invidiandolo.

….

Finisco di lavorare attorno alle 13.10, esco e…. ta-dan… è ancora lì che gioca.

Mmm… e comincio a ragionare.
Pur cavandomela, non sono mai stato un alunno modello, ma nemmeno un disgraziato… anzi.
In tutta la mia carriera scolastica ho fatto sega una sola volta, giusto per dire “ho fatto sega”, ma fosse stato per me non avrei saltato nemmeno quella giornata.

Però all’epoca era diverso.
Fare sega significava andare a nascondersi nei bar, nei parchi, lungo il Po e stare con gli amici.
Per quanto a quel tempo amassi i videogiochi e per quanto i centri commerciali già esistessero (con negozi privati che facevano provare i giochi, esattamente come  GS), MAI E POI MAI ci saremmo sognati di rintanarci lì a far passare 4 ore in piedi davanti ad un televisore. Da soli.

Io non so se ciò sia mai capitato a qualcuno fra voi, ma vi giuro che quel ragazzo mi ha messo tristezza.
Sotto certi punti di vista, mi spiace dover scavalcare la barricata, ma capisco quando i genitori (anche i miei, un tempo) mi rompevano le palle quando mi vedevano “troppo” attaccato ai videogiochi.

E’ sempre una questione di dosi….

Prova a cercare ancora!

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94 Più commentati

  1. Classe 1971! presente!
    Noi da bravi “fughinari” ci ritrovavamo in un bar a sfidarci con un coin-op, non ci vedo poi tanta differenza in fondo. Si, starsene da soli può anche essere bollato “da sfigato” ma per me è una esagerazione, scagli la pietra chi non si è fatto le 4 del mattino a giocare.

  2. Mi intrometto. Buon giorno Farenz, buon giorno a tutti.
    Io non vi conosco, non conosco le tostre vite, il vostro passato, le vostre abitudini..
    Non conosco nemmeno quel ragazzino.
    Leggo.. e mi rattristo..
    Mi rattristo perchè ho letto cinquanta post (di cui molti) scritti con disprezzo, disgusto, “pena”..
    Scritti con l’ignoranza tipica dei giornalisti “anti videogiochi”, quei “giornalisti” che tanto mi infastidiscono..
    Senza accorgervene state demonizzando delle abitudini, delle situazioni, basandovi su un racconto ed un pensiero di qualcun altro.
    Cercate di capirmi.
    Chi di voi non ha mai rinunciato ad un pomeriggio con gli amici, con la ragazza, con la famiglia, per dedicarsi anima e corpo a quel gioco atteso per mesi e tanto agognato.. chi non ha mai fatto “notte fonda” con un altro bellissimo gioco.. o passato un’intera domenica ad esplorare le wasteland piuttosto che qualche altro mondo..
    E se l’alternativa al gamestop fossero stati qualche spinello o qualche birra? chi attacchereste?
    Certo l’immagine del ragazzino al gamestop fa un po’ di tristezza, ma io mi taglierei una mano perchè mio figlio preferisse un giochetto alle droghe o al bere (ed è questo che vedo quando guardo i ragazzi di quell’età: e non sto facendo di tutta l’erba un fascio più di quanto non lo abbiate fatto voi con le vostre risposte…).
    E se quel ragazzino si fosse rifugiato da gamestop per giocare a quel gioco appena uscito e tanto bramato che però non può permettersi? Meglio così che andarlo a rubare nel centro commerciale accanto… no? (io lavoro in un superstore e sono più i giochi rubati di quelli venduti..)
    ACCIdenti..
    E se quel ragazzino si fosse seduto su una panchina del centro commerciale e TUTTO SOLO avesse passato la mattinata immerso in un LIBRO.. ..che tristezza.. vero? ..o no?
    Magari quel ragazzo è l’opposto di quello che pensiamo.. boh.
    Io ricordo di un “barbone” sui cinquanta che regolarmente con la sua bici sgangherata faceva visita al negozio di elettronica per piazzarsi a giocare al cabinato con la Play e si faceva anche cambiare gioco dai commessi..
    Certo, l’immagine mi faceva tristezza, ma non mi sono mai soffermato a giudicarlo o a trovare una ragione buona o cattiva per cui fosse lì.. certo, avrebbe potuto cercarsi un lavoro piuttosto che giocare.. ma forse giocare era l’unico svago gratuito che una vita dura poteva offrirgli.. chi lo sà..
    Quindi, scusate, non giudicate le persone o le cose senza conoscerle.. e poi penso (spero) che l’intenzione di Farenz fosse un’altra: farci riflettere sul cambiamento, su come il mondo ci cambia attorno e su come, anche noi, cambiamo.. la tecnologia, i passatempi, tutto cambia, è inevitabile..
    Ai genitori dei miei non piacevano i capelli lunghi..
    A mio padre coi capelli lunghi non piacevano orecchini e tatuaggi.. a me con gli orecchini non piacciono i piercing “estremi”.. mio figlio avrà i piencing sulla fronte e disgusterà.. che ne sò.. i capelli di plastica tipo LEGO ( XD ).. e via così…..
    Queste cose sono mode, modi di distinguersi, di trasgredire.. se la società fosse SANA, tutto questo (così come la tecnologia, come internet, come i videogiochi, come i film, come la possibilità di entrare in un negozio ed acquistare una pistola) non farebbe male a nessuno.
    Purtroppo non sono i giochi, le abitudini, la tecnologia.. è la società..
    Cazzo.
    Boh, spero di essermi spiegato.
    Stefano

    • la penso esattamente uguale, complimenti: hai capito tutto

    • quotone! hai espresso perfettamente quello che penso :)

    • Di cosa parliamo? di abitudini? Il mondo si evolve è vero, ma a mio avviso l’esagerazione è sempre sbagliata. Dire che è meglio passare le ore con i videogiochi piuttosto che uscire a bere con gli amici non ha senso. Sembra quasi che l’alternativa all’esempio proposto da Farenz sia l’estremo nel bere/fumare.
      Quello che dici tu è giusto nella misura in cui si parla della libertà di fare quel che si vuole, ma il giudizio che hanno espresso gli altri evidenzia proprio la libertà di pensarla diversamente. Credo che sia èiù saggio dire che si è liberi di fare ciò che si vuole, ma se ciò comporta problemi agli altri o a se stessi allora bisogna stare attenti.
      I 50 commenti da ter citati però non rappresentano disprezzo o un sentimento di pena, rappresentano un dissentire e pensarla diversamente, quindi credo che tu non abbia nessun motivo per rattristarti, almenochè tu non voglia che il mondo intero la pensi come te.

      • Hai ragione, non volevo assolutamente imporre il mio pensiero come assoluto, sono il primo, come hai capito, a predicare la libertà di azione e parola (purchè appunto non nuocia a nessuno).
        Ho espresso il mio parere, come tutti :)

    • ti rispondo ponendoti di fronte il mondo in cui sono cresciuto io:
      Sono nato e cresciuto (fino a 12 anni)in una “ridente” località balneare vicino Venezia, i miei genitori gestivano un locale ed erano sempre molto impegnati con il lavoro,
      Molte volte mi è capitato da bambino di prendere una cassetta del latte per arrivare alle manopole dei cabinati che tenevano i miei nel locale e mettermi a giocare!
      mi sono divertito un sacco in quel periodo, soprattutto d’estate!
      d’estate arrivavano i villeggianti ed io trovavo un sacco di “Amici da una settimana” da sfidare, (ormai ero diventato bravissimo… non tenevo un cazzo d’altro da fare!)la sera poi mettevo la mia cara ultima monetina nel jukebox, un ultima canzone come ninnolo e poi nanna!(molte volte dietro il bancone del bar perche volevo rimanere con la mamma)
      questa era la mia vita per i miei primi 10 anni circa,
      sembrerebbe molto bell vista cosi, ma ora, con il senno di poi a volte rimpiango di non aver avuto un’infanzia “normale” come tutti, un amico fisso, cenare tutti a casa allo stesso tavolo.
      ancora ad oggi dopo tanto tempo trovo ancora delle “abitudini della gente comune” a me aliene!
      per questo la scena descrittada Farenz mi è sembrata molto triste…
      il mio non voleva essere un giudizio diretto al bambino in questione, ma una reminiscenza del mio passato, dolce a volte,ma che lascia un retrogusto amaro, una domanda , a cui io non ho mai avuto risposta, e mai mi capiterà di averla, “come sarei ora se avessi avuto una vita più comune?
      caro Stefano hai ragione, non stà a noi giudicare, ma nemmeno tu allora puoi giudicare noi!
      Spero di essere stato chiaro e di non aver annoiato nessuno con i miei ricordi!

  3. Ci sono sempre state persone che preferiscono passatempi solitari e persone che preferiscono la compagnia..
    Sebbene mi trovi benissimo tra gli amici ed i colleghi e chiunque si dimostri interessante, ammetto con sincerità di essere tra le prime; con il mio collezionismo, il mio modellismo, i miei fumetti, il disegnare, il videogiocare, il cinema, la musica!…
    Faccio pena?

  4. io ho 14 anni ed è un periodo che inefetti giocavo troppo e i miei mi ahnno detto di giocare un’oretta quando torno da scuola e poi la sera un’altra oretta e un po al pc e sinceramente mi sembra giusto però poi vengo a sapere che un mio amico (che non è venuto a scuola) è stato dalle 8 alle 19 a giocare, e mi girano un po

  5. Non ho mai bruciato (altro modo per dire “marinare”), ma devo dire che semmai capitasse nella mia “carriera” scolastica, passerei il tempo a mia disposizione assieme agli amici che come me sono stati a casa per uscire, non a rincoglionirmi davanti ad una console.
    Per quello c’è il pomeriggio.

  6. Non lo hai mica visto stare li 4 ore a giocare, cosa ne sai che lo abbia fatto davvero? E poi non credo che quei bastardi del GS ti lascino “provare” 4 ore un gioco per poi uscire dal negozio come se niente fosse, come minimo dopo 30 minuti ti dicono: “Lascia il posto a qualcun altro che vuole provare”.

    • Invece avrebbe molto più senso che in un negozietto gestito da un privato: li si che dopo un po ti dicono “o compri, oppure quella è la porta”.

      Il commesso del GameStop non ci rimette nulla a farti stare li per delle ore, a lui lo stipendio arriva comunque.

  7. OOOOOOOOOOh Farenz vacci piano!! Incominci a spaventarmi… non è che stai diventando vecchio? Ricordati che Peter Pan non vuole mai diventare grande!!

    Qualsiasi cosa che ci piace si trasforma in una mezza “droga”. XD Bell’articolo comunque.

  8. Sono d’accordo con Stefano sul fatto che ci sono passatempi molto peggiori rispetto ai videogiochi, ma ci sono anche modi molto migliori per impegnare una giornata, per di più una giornata che tu stesso ti sei voluto liberare facendo sega a scuola…
    Sarà che io ho sempre voglia di stare con i miei amici e di uscire in compagnia, ma personalmente non avrei mai fatto sega pur di andare a giocare al Gamestop (manco a casa!).
    Certo, poi ognuno è libero di fare quello che vuole, a me è capitato spessissimo di portarmi a scuola un libro che leggevo in classe facendo finta di seguire, e sicuramente te se quella giornata quel ragazzino la passava a farsi le canne con gli amici era molto più sprecata, però, boh, far si che i videogiochi monopolizzino la propria attenzione non mi pare un passatempo così sano…

  9. mah, io sono dell’84 (1 anno in meno di farenz?), ma al liceo me la buttavo (i.e. fare sega) spesso coi miei compagni, ma già alle elementari mio padre mi portava in giro ogni tanto, invece di mandarmi a scuola. primo della classe dal primo all’ultimo anno di scuola.

    domandone: ma che lavoro fa farina?

  10. Cazzo quante volte a far sega finivo al parco a leggere un libro su una panchina e prendere il sole.

  11. Anche io ho fatto sega una sola volta nella mia carriera scolastica, siamo andati al centro commerciale e al Gamestop (me lo ricordo ancora, il giorno prima di comprare la 360!) ma non ci siamo assolutamente piazzati davanti alla postazione, anzi, abbiamo solo chiacchierato, fatto colazione…insomma, siamo stati tra amici…per giocare fingi di avere lo squarao e stai a casa…

  12. sono quei ragazzini che non sanno che cazzo fare per il loro futuro

  13. Io ho saltato la scuola in questi giorni solo perchè c’era cogestione e nessuno dei collettivi proposti mi interessava. Io infatti non salto la scuola perchè ciò comporterebbe spiacevoli conseguenze: i miei genitori mi ucciderebbero all’istante e ho due prof che fanno pagare carissimo certe cose. Non trovo vantaggio nel saltare la scuola perchè credo che, nonostante tutto, essa sia un privilegio, uno strumento mediante il quale si può giungere ad una cultura di base necessaria per condursi nella vita al giorno d’oggi. Molte volte penso a molti bambini e ragazzi che, specialmente nei Paesi del terzo mondo, non riescono ad andare a scuola. Loro sono destinati ad una vita dolorosa, pesante, e se penso che io, che possiedo questo privilegio, non lo utilizzo solo perchè mi sembra pesante o inutile, subito capisco quanto sia stato egoista rispetto a tutti quelli che non possono permetterselo.

    Ecco perchè trovo che quel ragazzo sia un rimbecillito di prim’ordine. Non si butta via la propria vita così

    • Non c’entra una sega con quello appena detto, ma vabbe…..

    • Beh, come darti torto ma se quelle venti volte all’anno uno vuole alzarsi ad un’ora ragionevole ed affrontare la giornata in un modo meno stressante non posso dar torto neanche a lui.

      • @Arckavian: c’entra eccome.
        @Meister88: cosa credi, che io non mi voglia mai alzare tutte le mattine alle 10? Che tutte le persone che lavorano non abbiano la tentazione di non andare a lavoro e cazzeggiare? Nella vita però ci sono diritti e doveri. Lo studio, in Italia fino ai 16 ani, è obbligatorio, e che lo si voglia o meo si deve fare un sacrificio di sonno per andare a scuola. So che è difficile tutte l mattine alzarsi(lo provo tutti i giorni sulla mia pelle), ma si deve fare.

        • Non c’entra se leggi il commento di stefano D G.
          E non puoi partire dal presupposto che quel ragazzo stia marinando la scuola, e fargli una predica inutile.
          Nessuno gli ha detto niente, se è rimasto li per 4 ore sono affari suoi, avra pure se sue ragioni, belle o brutte che siano.

  14. un mio amico faceva sega andando sulla sua mansarda (indipendente dall’appartamento) e per 5 ore se ne stava da solo sul balcone a giocare a pallacanestro mentre altri 3 o 4 di noi ce ne andavamo a giocare a pallone. Questo succedeva 15 anni fa: quindi gli strani ci sono sempre stati…

  15. Concordo con farenz. anche io ho fatto sega durante la mia carriera scolastica ma o si andava tutti insieme al bar, dove puntualmente ci sgamavano i prof, oppure se propio non si organizzava nulla, si andava in 3/4 a casa di qualcuno a passare la mattinata coi videogame. Ok va bene, stavamo vicino i videogiochi, ma era una cosa fatta in compagnia, non da soli in un centro commerciale, senza nemmeno la possibilità di sedersi.

  16. l’unica volta che ho fatto sega è stato ai tempi del D1 di dragonball z budokai tenkaichi 3 quando io e un mio amico ci siamo precipitati al bennet più vicino per andare a comprarlo ed arrivati a casa abbiamo giocato circa un paio d’ore,ma cavoli stare così tanto davanti alla console,in piedi,al gamestop mi sembra una cosa veramente ambigua e triste.
    Anche a me una volta capitò di andare in un centro commerciale e vedere un ragazzo di circa 16/17 anni guardare i videogiochi e andarsene dicendo con sguardo abbattuto che non se la sarebbe mai permessa una ps3…mi mise una tale tristezza che se fossi stato ricco gliene avrei presa una personalmente…SOLDI MALEDETTI

  17. Avrò fatto sega pure io da scuola qualche volta ma sinceramente sempre con gli amici e mai per andare a chiuderci in un cavolo di negozio di videogiochi.

    Ci si trova davanti alla scuola con gli amici per andare a giro lungo il Bisenzio e si parla e si cazzeggia, cartelle in spalla e ridendo nel vedere le facce strane di quelli che incontri.

    Mi ricordo ancora di quella volta che saltando di sasso in sasso guadammo, con fatica e cartelle in spalla, il fiume per andare a vedere che c’era dall’altra parte.

    Ma sicuramente sono strano io oppure è perchè sono nato nell’87.

  18. Beh, il caso di Farenz non è isolato. Vedo spesso al Saturn o da Gamestop ragazzi che si sfidano per ore a Fifa o a Pes. Spesso le stesse facce nelle medesime postazioni. Capisci da subito che non sono lì per provare il gioco ma che stanno proprio trascorrendo il loro tempo a giocare.
    Ma la cosa che più mi ha impressionato è successa la settimana scorsa. Vado da saturn e vedo giocare un tipo ultratrentenne a dead spase 2 per ps3. Lo vedo abbastanza concentrato e mi soffermo a guardare per 10 minuti anche perchè volevo vedere il gico com’era. Beh, ho fato un giro, son tornato dopo 20 minuti ed era ancora lì. Ho fatto il mio acquisto e sono andato a casa. Il giorno dopo mi sono recato in negozio a cambiare il prodotto e chi ritrovo alla stessa postazione? Lo stesso tipo!!!

    Avete capito bene! Non era lì a provarlo ma a giocarci proprio! Lo stava finendo! Che sia una ragione economica? Un modo per giocare agli ultmi titoli ed evitare di acquistarli??

  19. Io quando facevo sega a scuola o mi fumavo le canne e me ne andavo da solo al museo delle scienze naturali di Milano (iniziavo a scrivere i miei primi racconti, quindi avevo bisogno di atmosfera) o me ne andavo con i miei amici al parchetto a giocare a calcio (avevo bisogno di fare sport, visto che mi fumavo le canne per andare al museo delle scienze naturali). Però non mi è mai venuto in mente di marinare per giocare a un videogioco. Dio che tristezza. Dio come sono vecchio :-(

    • la mia esperienza è stata un pò diversa dalla tua, ma non poi così tanto..
      prima dei 14 anni praticamente non ho mai sentito parlare di videogames, e nel mio mondo la gente che tagliava scuola, lo faceva per droga (e con droga non mi riferisco a spinelli innocenti, ma a cose ben più pesanti), bere, sesso. non era un bel mondo, lo so, infatti lo condanno con tutto me stesso. quando poi sono uscito dal mondo delle medie inferiori, avevo alcuni amici patiti di videogames, e mi è sembrato un passatempo molto più sano di quello che avevano i miei coetanei, infatti sono per così dire entrato nel loro mondo. e ora, che sono passati 5 anni da allora, mi ritengo soddisfatto della mia scelta: non ho mai abusato di videogames, a parte qualche rara eccezione, gioco solo in compagnia di amici. infatti per me la vita sociale viene prima del videogame, ma questa è una scelta personale dovuta ai miei gusti. semplicemente preferisco gli amici alla mia 360. e non dico che tutti debbano fare così, dico semplicemente che questa è la scelta che ho fatto io. ma in base alla mia esperienza, non mi sento di condannare le persone che invece scelgono di preferire i videogames alla vita sociale o alla scuola. semplicemente perchè c’è di peggio nella vita. io posso dire che mi è andata bene, infatti non fumo (sono pure allergico) e sebbene io abbia anche bevuto in compagnia, non mi sono mai ubriacato. ed è di questo che secondo me bisognerebbe parlare e condannare, non altro. e con droghe non mi riferisco a spinelli, ma a droghe pesanti, che purtroppo ho visto e toccato con mano.. perciò, se la gioventù di oggi marina la scuola per giocare, ben venga cazzo!! chiaro, forse sarebbe meglio divertirsi (in modo sano) con gli amici, o forse sarebbe meglio non marinare proprio la scuola, ma tutto sommato quello che è successo non mi sembra poi così grave. cioè se uno vuole diventare un eremita, chi siamo noi per condannarlo? è meglio un eremita o un drogato? a voi l’ ardua sentenza..

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