Gli ammazza-negozi

south-park-s12e06c08-dancing-kitty-4x3Oggi illustri Discepoli, ho intenzione di discorre con voi della più giovane forma di commercio spuntata in seno al settore videoludico, il commercio di codici di attivazione.

Il mondo non è lo stesso di 30 anni fa, tantomeno lo stesso di 80 anni fa.

Provate a chiedervi: qual è il peggiore cataclisma domestico/aziendale che può accadermi in questo preciso momento? Si blocca il riscaldamento? Non c’è più acqua? Va via la corrente? No. Siate onesti.

La cosa peggiore che può capitare è che manchi internet.

Potrei stare senza cibo, senza bere, al buio e al freddo, ma non sarei a disagio quanto come nel momento in cui dovessi non avere accesso al world wide web. La flebile lucina verde fissa sul router è la mia personale, sempre aperta porta sul resto del mondo. Rassicurante, dolce, dispotica.
Anche quando non ne faccio uso, sapere che c’è è un conforto latente a cui non sono disposto a rinunciare facilmente. E che dire sul lavoro? La posta elettronica, gli appunti su Evernote, i calendari condivisi fra una sede e l’altra.. semplicemente impensabile.

Succede poi che Internet, a suo modo, ha anche stravolto le regole base del commercio. Da anni è lui il nemico pubblico numero uno di piccola e grande distribuzione, l’oscuro assassino con le mani grondanti del sangue dei vari piccoli negozi a cui manca il potere di protezione del franchise come gli immondi Gamestop.

Ma se internet è l’esecutore materiale del delitto, siamo noi i mandanti.

Da qualche tempo internet è anche il mio unico punto di accesso al materiale videoludico che mi occorre per vivere. Quando ho iniziato a desiderare di spendere meno soldi per giocare, il primo passo fuori dalla porta del negozio di fiducia l’ho mosso in direzione dei celebri store online internazionali. Se già in quel frangente il risparmio era notevole, mai avrei pensato di potermi immergere ancora più a fondo nel sionismo e riuscire quasi a riconcepire, ricalibrare le mie spese in un modo simile.

Nella mia quotidianità sono entrati a far parte due siti internet, due portali con scopi e utilizzi diversi che condividono il fatto di essere, alla fin fine, negozi virtuali.

Il primo è GOG. Molti di voi lo conosceranno già, ma per chi non ne ha mai sentito parlare si tratta di un interessantissimo store che per il 95% tratta titoli vintage.

I vostri polsi tremano a sentir nominare The Settlers, Theme Hospital, Wing Commander, Baldur’s Gate, Myst, Planescape: Torment, Dungeon Keeper, Little Big Adventure e Litil Divil? Allora questo è il sito che non può fottutamente mancare nella vostra barra dei preferiti.

Sono numerosi i siti che distribuiscono gratuitamente titoli Abandonware, ma la sostanziale differenza fra loro e GOG è che quest’ultimo offre soltanto giochi “impacchettati” a dovere, in modo da potersi installare ed eseguire come nulla fosse anche sui sistemi più nuovi. Spendere 5 euro per ritrovarmi l’icona di BLOOD accanto a risorse del computer, giocarci senza dover neanche fare lo sforzo di aprire DOSBox, come se fosse il 1997? Subito.

E con praticamente ogni titolo arrivano sfondi HD, colonna sonora in mp3, manuale in pdf e altre feature divertenti che spaziano dall’editor di mappe alla raccolta di contenuti prodotti dalla community del caso. Ribadisco che acquistare questi giochi probabilmente non è la stessa cosa di trovarli gratis incrostati in qualche server cecoslovacco, ma è una piccola spesa veramente simbolica a cui sono perfettamente ben disposto.

Ma passiamo alla roba che scotta.

Molti di voi probabilmente non sanno ancora che pensare del mercato di codici seriali, dico bene?

Nonostante le apparenze, lasciate che vi assicuri che non c’è assolutamente nulla di male e tantomeno di illecito (salvo eccezioni) in tale attività. Semplicisticamente, se ad un software che acquistiamo leviamo tutto (e con tutto intendo ogni singola proprietà materiale) ciò che ci rimane è la licenza di utilizzo. Con essa, tramite il portentoso portale Steam o le numerose alternative di nicchia, ecco che ci è possibile installare quasi qualunque videogioco esistente con una spesa che, rispetto al costo in negozio, si avvicina al ridicolo. Avete mai dato uno sguardo agli Humble Bundle che vengono pubblicizzati di tanto in tanto? Stesso discorso, stessa modalità.

Il mio sito di riferimento è DLCompare.

Nel marasma internettistico questo portale è a grandi linee un motore di ricerca che si occupa di CD key in vendita. Si sceglie il sito da cui acquistare, si completa la transazione tramite Paypal, si scarica. Senza considerare le chiavi da attivare tramite VPN in Russia (cosa che non è legale fare), qualunque cosa cerchiate, è praticamente impossibile trovare prezzi più convenienti di questi.

Solo aprendo la home page è possibile scegliere fra offerte come le seguenti:

Bioshock Infinite  – € 6,89
South Park TSOT – € 24,99
Far Cry 3 – € 5,00
FC Blood Dragon – € 2,49
Diablo III Reaper of Souls – € 28,99
Batman Arkham Origins Blackgate – € 18,05
TitanFall – € 31,63
TES Online – € 32,67

I Discepoli con più anni di Angolo sulle spalle se lo ricorderanno. Un tempo mi sarei incatenato di fronte al mio negozio preferito, avrei gridato ai quattro venti di chiudere tutti i malefici siti UK e avrei giurato che avrei smesso di giocare piuttosto che contribuire alla morte dell’amichevole negoziante di quartiere. Povero, stupido illuso.

La verità? A meno che non si sia stati compagni di banco dalla prima elementare, il negoziante non è nostro amico. È una persona dal fare amichevole che vuole i nostri soldi. Comprate 1.000 euro di giochi e contorni in meno di un anno, portate parenti ed amici da fidelizzare a loro volta, avrete 10 euro di sconto e una bella pacca sulle spalle. E pregando che la Limited che ordinate il giorno dopo non venga convertita in tazza durante la notte. Per quanto brutale, non c’è niente di cui meravigliarsi: è l’assoluta normalità degli eventi, basta essere quel tantino svegli che basta. E a sto punto chi me lo fa fare?

In presenza di offerte del genere, vedendo il mio potere di acquisto scendere drasticamente nel tempo, constatando che molto a malincuore sono disposto a rinunciare al retail pur di giocare, non c’è proprio confronto. Sono consapevole che il supportare in massa una politica di acquisti del genere a lungo andare porterà alla disfatta economica dei negozi di videogiochi, ma ribadisco che -salvo eccezioni- i negozi non fanno i nostri interessi.

Non comprano il nostro usato perché gli stiamo simpatici, ma perché ci guadagnano più che sul nuovo.
Non abbassano il prezzo di 4 euro perché sono nobili, ma perché sperano di vendere più degli altri.
Per quanto mi dispiaccia che il destino di numerosissimi appassionati che hanno investito vita, sudore e risorse nell’amore della loro vita sia in pericolo, io ho la mia pellaccia pidocchiosa e squattrinata a cui pensare. Fine della storia d’amore.

E poiché credo di aver intravisto i connotati di un certo tipo di tendenza globale, all’inizio ho fatto apposta a scrivere che il mondo non è lo stesso di 80 anni fa, quando nelle maggiori città di tutto il mondo esistevano centinaia di negozi che vendevano ghiaccio..

Firma Maty 2

Prova a cercare ancora!

thegamefatherspills03

The GameFathers Pills #03 – Third Pill

E ci siamo ragazzi. È il momento della terza pillolina di The GameFathers. Vi avevo ...

32 Più commentati

  1. Va bene, ma con Nintendo?

    No, scherzi a parte, comprare online è utile, ma solo nel contesto ristretto dei cosiddetti “PC gamers”. Senza contare il fatto che non tutte le case vendono per PC (vedi ad esempio Capcom), non riesco materialmente ad evitare i negozi di videogiochi. La memoria delle console è limitata ed a quel punto bisogna ricorrere agli hard-disk esterni, che hanno a loro volta memoria limitata. I commercianti devono campare e la mia console non può esplodere. Il negozio è ancora troppo utile.

  2. Beh il mercato si evolve.Se i venditori di ghiaccio si fossero opposti ai frigoriferi e congelatori ora non potrei cucinarmi la pasta al forno la domenica e scaldarmela il Mercoledì a pranzo.
    Se gli stallieri si fossero opposti a treni e automobili ci metterei una settimana per visitare i miei parenti in Puglia.
    Se i teatri si fossero opposti al cinema non avremmo i film.
    Se la tv si fosse opposta a internet non avremmo youtube,e quindi non avremmo avuto Farenz.

    Mi dispiace per i negozi fisici,ma oramai il futuro dei videogames (e del commercio in genere) e internet.

  3. Personalmente anche io trovo romantica la “scatola” cartonata del nostro gioco preferito. A lungo andare forse solo i “titoloni” continueranno, potendo permetterselo, a distribuire retail. Con ciò comunque resta il fatto che come consumatori dovremo subire passivamente le scelte che il mercato farà, se si andrà sul Digital Delivery, poseremo i nostri forconi e ce ne faremo una ragione.

  4. Ma il contatto tattile con la plastica della custodia? E sfogliare le (due) pagine del manuale? E l’odore di PVC del bluray appena aperto? E il contatto umano col commesso? CHI CI RIDARA’ IL CONTATTO UMANO COL COMMESSO????? Come dice “facciamo la garanziaaaaa?” lui non lo dice nessuno. Che mondo romantico va svanendo, vi voglio vedere a riportare indietro delle key recenti, mezze recenti e “midispiacemasepassaviieritelaritiravoa2euro” recenti. Sniff.

  5. Anch’io non riesco a rinunciare alla scatola come forma di possesso. Scusate l’esempio poco elegante ma con le opportune esagerazioni é come la differenza tra l’avere una ragazza e l’andare a prostitute. In entrambi i casi si tromba ma solo in uno ci si mette amore

  6. Sinceramente spero che il mercato retail non muoia mai, il piacere di avere la mia collezione fisica non è neanche lontanamente paragonabile a quella della collezione virtuale e lo dico da fruitore di entrambi (ho un 190 giochi su steam e oltre i 200 in formato fisico), oramai non siamo più ai tempi in cui i giochi era impossibile trovarli sotto i 69,90 o i 29,90 in versione platinum, la concorrenza è tanta e non è raro imbattiersi in super-offertone, come la legacy di metal gear che ho preso a 15 proprio oggi dal sito del marcopolo, anche a costo di aspettare qualche mese prima di giocare un gioco preferisco di gran lunga andare di retail :)

    • prima di tutto bisogna dire che questo argomento presenta aspetti positivi e aspetti negativi , che ormai qui tutti conosciamo allo sfinimento. detto questo bisogna dire che Matyas ha perfettamente ragione , mi piange il cuore dirlo così brutalmente dato che amo le mie scatolette plasticose , ma l’estinzione del formato fisico è inevitabile , è un meccanismo che parte lento ma quando viene innescato non si può fermare , con questo non intendo dire che da domani scompariranno le copie fisiche ma in 5-10-20 anni con l’avanzare del tempo e con le nuove generazioni che crescono le si incentiveranno a prendere le copie digitali , queste nuove generazioni invecchieranno e lo troveranno il modo migliore di fare acquisti , già oggi ci sono ragazzini che non potendosi permettere i giochi che sognano al d1 in un negozio li prendono in digitale riuscendo a non bruciare le loro paghette.
      ci sarà da ragionare quando quello che riteniamo impossibile diventerà realtà ovvero la scomparsa totale dei giochi scatolati , io temo che le attuali vantaggiose offerte digitali saranno ridimensionate pesantemente avendo annientato il motivo per cui sono nate ovvero soppiantare i giochi retail.
      la mia speranza (vana) e che possano coesistere tutti e due i formati

      • infatti la mia è solo una speranza, so già che molto probabilmente il formato fisico andrà via via sempre più morendo ma per ora mi godo questo periodo dove i due formati per ora riescono a sopravvivere entrambi e posso decidere liberamente se scegliere l’uno o l’altro

  7. Da quando ho cambiato pc e ne ho assemblato uno potente mi si è aperto un mondo! Davvero,le console non le tocco più da mesi…Tramite steam e store di key compro un sacco di giochi a prezzi bassissimi.

  8. respect per il tuo spirito da old school gamer e per avere citato, tra gli altri fighissimi, il mitico blood. se fossero leggermente meno cari mi farei una bella scorpacciata di retrogames.

  9. capisco il collezionista ma…che senso ha avere il formato fisico, quando comunque x farlo funzionare a dovere servono 5000 patch????

    • Nessun problema di spazio sull’hard disk (almeno questo fino a prima di One e PS4), la paura di perdere i dati dell’account online (e quindi perdita dei giochi, come è già successo a me e a qualche amico) e, come già detto, l’orgoglio di possedere la copia fisica, che è come un ringraziamento nei confronti della SH che ha sfornato quello o quell’altro capolavoro (ovviamente, non sempre).

  10. La cosa che mi ha lasciato perplesso non é l’articolo, in questo mi ha dato la possibilità di ripensare su questa cosa della digitalizzazione del nuovo e del vecchio, ma le risposte die collezionisti. Sarebbero davvero cosí spavaldi poi nella vita reale da smettere realmente di giocare ai futuri titoli se questi saranno esclusivamente rilasciati in versioni digitali? dal mio punto di vista é un affermazione strana, cioé i giochi sono fatti in primi per essere giocati, poi (sempre secondo il mio giudizio) subentra il fattore della collezione.

    • ti posso spiegare come la vedo io che, pur non essendo contro il DD, cerco sempre quando è possibile di prendere il gioco scatolato: partiamo dal fatto che, almeno su pc, ovviamente il digital e le key convengono enormemente rispetto all’acqiosto in retail, sia esso in un negozio virtuale o no, tuttavia secondo me ci sono una serie di fattori presenti e futuri che non mi fanno gridare alleluja al pensiero che un giorno sarà tutto in digital:

      1- Il fatto di poter rivendere un titolo per qualunque motivo e in qualunque modo, possedendo la copia fisica del gioco, mi permette di avere la possibilità di rifarmi di un “cattivo investimento” (cosa che comunque non faccio ma l’idea di base resta) cosa che in DD non puoi fare, e a pensarci anche se spendi 2 o 3 euro per un gioco che ti fa schifo potresti arrivare ad avere una perdita maggiore rispetto per la quantità di titoli acquistati a così poco rispetto a chi magari prende meno giochi però paga di più per la scatole.

      2- Poter ricercare dei titoli vecchi a prezzi comunque stracciati, che a volte superano anche il digitale…nel negozio del Gatto (il Game Up) ho trovato a 5 euro una copia del quarto capitolo di Monkey Island per Ps2, mentre in digital non lo trovavo in nessun modo (lecito), se non fosse esistita scatolata non avrei potuto prenderlo quando me lo persi all’uscita anni fa (certo c’è il sito nominato da Matyas ma comunque i prezzi sono più alti perchè rimasterizzati e risistemati quindi non si può parlare di un risparmio paragonabile ai 6 euro di Bioshock in DD)

      3- Quando si passerà esclusivamente al digital cesseranno di esistere anche le key, dato che verrà venduto tutto da Steam, PSN, Xboxlive etc…e questo vorrebbe dire addio offerte e concorrenza e, IMHO, un aumento dei prezzi dato che non ci sarà più il discorso di fare un prezzo appetibile, sia per il retail tra i vari GS e Mediaworld, sia per il DD stesso, che per essere appetibile deve costare meno del gioco scatolato, ma se questo cessasse di esistere nessuno impedirebbe, ad esempio, a sony di mettere i giochi a 70 in digitale, perchè tanto nessuno gli potrebbe fare concorrenza nel proprio store

      4- La ragione sicuramente più idiota, ma fa sempre piacere avere qualcosa di tangibile da toccare quando hai fatto un acquisto, che è un pò come la differenza tra il farsi un raspone guardando un porno e “amare” direttamente la tua donna…la seconda non si batte :D

      Certo da qui a dire che “smetto di giocare” sicuramente è un’esagerazione, però alla fine non si può dire con certezza che il DD sarà sicuramente un vantaggio

      • Essendo uno di quelli citati in causa vedo di rispondere.
        Non ho detto che avrei “smesso di giocare” ho detto che avrei “smesso di comprare giochi nuovi solo in digital”. Il mio backlog attuale probabilmente mi basta fino alla fine della prossima vita… comunque per il momento posso comprare tutti i giochi fino alla generazione attuale, quindi non è che se smetto di comprare mi ritrovo senza niente e devo per forza smettere di giocare.

  11. La copia fisica non deve rimanere solo per collezionismo, ma anche per altri vantaggi. Spazio sugli hard disk (sicuramente pesa di meno l’installazione che il gioco completo [questo problema su pc non penso si ponga ma su console si]), la prova tangibile di aver comprato qualcosa e di poter riportare indietro in caso di delusione, una sorta di gratificazione nei confronti delle SH e la possibile perdita dei dati dell’account.
    E poi siamo sinceri: la scusa dei prezzi più bassi del DD vale solo per i primi giorni di vita di un titolo e per dei casi eccezionali, a me sembra che anche in copia fisica si trovino dei prezzi imbarazzanti, sopratutto se si è disposti a guardare l’usato.
    Al momento, non c’è proprio motivo personale che mi spinga al DD: l’unica volta che ho fatto un’eccezione è stata per i primi due Carmageddon presi su GOG.com, visto che erano riadattati (come ha detto Matyas) per pc più recenti: per uno come me che ci sta il più lontano possibile al giocare su computer, era un ottimo motivo per pigliarli all’istante.

    Mi rendo conto che molti non saranno d’accordo con quello che ho detto, ma vi prego, se pensate di riuscire a convincermi del contrario, vi pregherei di dirmelo senza insulti o cazzate varie. :D

  12. Per quanto riguarda i videogiochi io godo sia nel possederli materialmente che nel giocarli. Per questo l’opzione del retail è per me imprescindibile! W le scatole !!!

  13. Viva il DD. Anchio ho sempre adorato il collezionismo, ma dopo 20 anni da videogiocatore vuoi un po per lo spazio, perchè il disco si è rovinato o perchè mi servivano soldi non tengo quasi più niente. al contrario con steam ho più di 50 titoli da giocare, con emulatori vari e GOG ho tutti i vecchi titoli (spesso migliorati) a portata di mano. In più il costo delle varie chiavi è molto competitivo.
    Certo, invidio tantissimo la collezione di Farenz, una cosa incredibile.

  14. Severus Dumbledore

    Naaaa, io preferirò sempre andare in negozio, a cercare li ciò che cerco, magari spulciando l’usato per cercare qualche chicca persa in precedenza, a scambiare due parole dal vivo (che è molto più interessanto che farlo con uno schermo), e perchè per me è molto più confortante vedere i negozietti che ancora resistono, piuttosto di fare tutto da casa con internet!

  15. Sono perfettamente d’accordo con questo discorso. Anche se effettivamente preferisco i giochi in scatola (ma solo perchè con la mia linea di merda a scaricare i giochi interi ci metto anni), il vantaggio offerto dai DD è veramente troppo impressionante per essere ignorato. Poi che questi vantaggi siano effettivamente più tangibili per un pc gamer che per un giocatore su consolle, e non parlo della differenza di spesa, è un altro discorso.

  16. Matyas una chiarimento: i siti che trovo tramite DLCompare sono tutti venditori di key legali?
    Oppure devo saper scartare i venditori di key russe ??

    • Che io sappia si, anche perché la stragrande maggioranza di chiavi si attiva tramite Steam, Origin e UPlay.

      Le chiavi russe al contrario sono contro la legge perché destinate esclusivamente al mercato interno, per questo motivo per attivarle è necessario collegarsi in VPN con un server dentro i confini, talvolta oltre che per l’attivazione anche prima di ogni avvio del gioco.

      Se Steam ti becca ti chiude l’account, quindi (anche se sono i prezzi in assoluto più bassi – ARMA III a neanche 12 €!) direi che è una buona idea star lontani da quei giochi li.

      • Grazie per la risposta
        In pratica se vanno attivate direttamente su Steam/origin/uplay, allora dovrebbero essere legali e non dovrei rischiare la chiusura dell’account con conseguente perdita di tutta la libreria.
        Ovviamente un occhio al feedback sul sito da cui acquisti va sempre dato per sicurezza, un po’ come per trovaprezzi nel caso della roba fisica.

Lascia un commento