Good, bad.. I’m the guy with the gun

Bruce-Campbell-Talks-ARMY-OF-DARKNESS-2Parlavamo giusto l’altro giorno di come ci si sente quando il nostro personaggio, in un videogioco, tira le cuoia.

Quest’oggi vorrei andare ad analizzare insieme a voi, cari Discepoli, un aspetto strettamente legato alla faccenda vita-morte, su cui sempre più software house ci sfidano in maniera sempre più coinvolgente a dare il meglio (o il peggio) di noi.

L’allineamento.

A differenza di qualunque altro scenario hobbistico, il ‘gioco’ ci consente di non doverci preoccupare delle conseguenze delle nostre azioni. Quanti mondi, quante figure, quante epiche imprese può forgiare la nostra fantasia. Imbracciare una giara di olio incendiario e scagliarsi con una catapulta contro un reggimento di inermi coboldi? Situazione già vista. Più di una volta.

Il videogioco, in più, unisce la meraviglia della libertà assoluta alle pregevoli forme che si compongono sui nostri teleschermi. Fantasticare e darci dentro di dadi e miniature ha il suo perché, ma nemmeno così si riesce ad accontentare tutti. Si può dunque sostenere che il ‘gioco’ definitivo è il videogioco? A mio avviso, fintanto che l’attività fisica comporterà fatica e dolore, la risposta può tranquillamente essere si.

Uno dei videogiochi ‘free roaming’ per antonomasia è giusto un certo GTA. Cosa penso quando gioco a GTA? Che sono libero da qualunque tipo di vincolo della vita reale. Alla guida, a piedi, nel relazionarmi con le persone nel gioco.. ovunque. Sembrerà scontato, ma non lo è proprio per niente. Ecco quindi l’esempio lampante di come gli sviluppatori ci pongono di fronte al più recondito, morboso dei desideri della mente umana: l’onnipotenza.

Visto quindi che in un ‘gioco’ possiamo fare ciò che ci pare e piace, è interessante notare come gli ultimi due lustri abbiano dato la luce a nuovi modi di porci di fronte alla questione etica, al valore della persona e al peso della morte. Non più soltanto dover decidere se investire i rabbini, darli alle fiamme, percuoterli con mazze da golf o prenderli a fucilate, ma vere e proprie scelte di vita che si ripercuotono in meno più o meno prevedibile sull’esito della nostra epica impresa.

Ora, visto che normalmente sarebbe giusto aspettarsi da CHIUNQUE il voler fare quanto possibile per consentire di vivere al più alto numero di persone, nel videogioco non abbiamo necessariamente bisogno di agire secondo coscienza. Ecco che quindi la scelta fra buono e cattivo diventa meno scontata.

Di giochi che mettono in risalto le mie decisioni ‘importanti’ ne ho già visti a palate, con tempi e modi molto diversi fra loro. Si va da un qualsiasi gioco di Star Wars, dove il meccanismo è ormai piuttosto prevedibile (ma questo per colpa di sviluppatori approssimativi, più che altro), alle strategie puramente di convenienza (ma non solo) di giochi stealth come Hitman o Metal Gear, a veri e propri intrighi fotti-cervello come su The Walking Dead. We, guai a chi spoilera.

A me non va di colpire gli innocenti. Sacri cazzi, quanti Quickload cacciavo solo per aver sbagliato mira nel momento sbagliato o per aver fatto schiattare un alleato, da più giovane. Non è solo questione di prendere più punti, ma perché c’è quella parte di me che non riesce a separarsi dall’amore incondizionato per il prossimo che insegna il lato Chiaro della Forza. Sono ben consapevole che si tratta di poligoni a loro volta generati da lunghe sequenze di 1 e 0, ma nell’ambito della mia esperienza ludica il divertimento è legato (salvo eccezioni) alla più bassa percentuale di danni collaterali possibile. Oggi, sarà per l’età che avanza, mi faccio meno problemi, ma continuo a riconoscerla come una caratteristica fondamentale delle mie partite. Altruismo con i bot, robe da matti.

A prescindere dal contesto, non mi va proprio a genio di compiere azioni ‘malvagie’: posso talvolta fare delle scelte poco ortodosse, su Skyrim fotto qualunque cosa da qualunque posto, su GTA ogni volta che guido è una strage, ma alla fine è sempre a fin di bene. Cosa muove chi al contrario non vede l’ora di scatenare la propria furia sui propri giochi? Necessità di sfogarsi dalla frustrazione della vita moderna? Mah, non per me. Al di la del voler essere l’eterno cavaliere senza macchia, non è con i giochi che mi sfogo, anzi.

Cosa muove l’imperativo morale di un videogiocatore? È più importante che le azioni del personaggio rispecchino le nostre ambizioni o è più logico approfittare dell’ambiente virtuale per osare dare un’occhiata alla nostra parte più oscura? Come convivete con le conseguenze delle vostre azioni videoludiche? È poco bello The Walking Dead di Telltale?

A voi la parola.

Firma Maty 2

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85 Più commentati

  1. Tendenzialmente buono. Al massimo neutrale. Dipende poi da gioco a gioco. Fondamentalmente mi muove la ricerca del guadagno o l’ottenere obiettivi (come alleati e aiuti futuri). Se devo fare il cattivo “save”, spacco tutto e poi “reload”.

  2. è come il D&D, l’inclinazione morale la decido fin dall’inizio e cerco d’attenermi, ma sono anche pochi in realtà i giochi dove la moralità fa VERAMENTE differente.

  3. Primo articolo decente di Matyas, dai che piano piano c’è la fai.

  4. Mah, la mia risposta è dipende. In genere cerco di fare il “buono”, non riesco ad essere cattivo nemmeno nei videogiochi in quanto non trovo utile fare del “male” a qualcuno se non è neccessario. Altre volte mi muovo solo cercando le decisioni che generano maggior profitto.
    Il vero cattivo lo faccio solo raramente e solo con npc “ostili” come ho fatto nella terza playthrough di Mass Effect in cui con la signora Shepard non mi facevo scrupoli a giustiziare ogni singolo malvivente trovato in giro.

  5. Io risponderei tutte e due. Cioè, la prima volta che affronto un titolo che offre una certa libertà di approccio (sopratutto morale) cerco di rispecchiare le mie ambizioni, di compiere tutte quelle azioni che avrei fatto se mi fossi trovato realmente in una situazione del genere. Ma è anche giusto approfittare dell’ambiente virtuale per dare un’occhiata al proprio lato oscuro (o viceversa) e cercare di capire fin dove possiamo arrivare. A volte invece è semplice curiosità nel vedere cosa succede.
    Bell’articolo, Matyas.

  6. Personalmente, i videogiochi per me sono una valvola di sfogo, e ci sono titoli che lo fanno bene, e titoli che non lo fanno. Se gioco uno Splatterhouse o un God of War massacrare le genti è per me un momento di puro relax e giubilo. Riguardo invece l’allineamento, e l’ho riscontrato sopratutto nei giochi Bioware, che adoro alla follia (tranne quella ciofeca di Dragon Age 2, quello no) sono uno che tende sempre al bene, a fare il meglio con tutti e per tutti. Il mio vecchio Shepard non aveva cicatrici, mi piaceva di più col faccione liscio :D.
    Mi permetto però di fare un appunto, GTA secondo me da libertà d’azione nel senso di poter fare tutto, tipo guidare contromano, far esplodere le cose, ma non ti da un vero e proprio allineamento. Che tu rispetti i semafori o no, alla fine il gioco è uguale. Io preferisco che se ammazzo tizio, l’azione successiva viene condizionata da questa mia scelta!

  7. Io sinceramente non adoro essere malvagio,poichè,come nellla vita reale,voglio sempre aiutare se devo essere malvagio lo farei soltanto se obbligato o per portare avanti la trama.

  8. Il primo esempio che mi viene in mente è la trilogia di Mass Effect(fantastica…):spesso ti pone di fronte a scelte molto importanti che ho sempre approcciato nel modo più spontaneo possibile,cercando sempre di fare del bene(se possibile).Ultimamente l’ho ripreso in mano per vedere cosa sarebbe cambiato se avessi preso altre scelte,ma proprio non ci sono riuscito…Non sono riuscito a fare altre scelte perchè mi sono immedesimato talmente tanto che proprio non c’è l’ho fatta.Stesso discorso per The Walking Dead.

  9. Non gioco molto a giochi free-roaming, quindi le mie scelte sono abbastanza condizionate rispetto alla trama, sono costretto a essere “buono” (esempio lampante, uccidi tre passanti in AC e ti desincronizza). Quando faccio “casini” in un gioco (ostacolare i miei compagni di squadra no, ma diciamo “non aiutarli”) è perchè non ho proprio niente da fare e voglio sfogarmi da una giornata no.

  10. Di solito cerco di stare in campana ed evito di sforare in caos evil (quando mi butto sul completamente malvagio ho la sensazione di non giocare completamente il titolo).
    TWD è uno spettacolo.

  11. Dunque, io sono schifosamente e tremendamente buona in ogni gioco che faccio: ho venduto Overlord(regalo) appunto perché non riuscivo a fare del male di proposito.
    Al massimo se ho la possibilità di scegliere di avere il personaggio maschio o femmina, se gioco col maschio tendo a fare qualche azione da lato oscuro, ma sostanzialmente l’indole di base è sempre buona…
    Vorrei cambiare, ci ho provato, ma non sarei io ad esprimermi nel modo di giocare.

  12. io sono come te caro Maty, non riesco ad essere cattivo, mi sforzo alle volte di fare la scelta bastarda ma alla fine torno sui miei passi, con la consapevolezza che lo sto facendo con una ammucchiata di freddi pixel… come scrissi in un vecchio articolo la mia tendenza non e’ solo sul carattere del pg ma anche sulla linea economica, anche se non sono soldi reali e sono facilmente recuperabili sono tendenzialmente tirchio e spendo con parsimonia ogni moneta digitale, anche qui con la consapevolezza che sono un coglione io a farmi sti problemi

  13. Sono uno di quelli stronzi che giocando a fallout 3,ricaricava il salvataggio precedente quando perdevo karma.Vedi un po’ te:D

    • I know that feel, bro.

      Su Oblivion avevo fatto incazzare una guardia e mi sono difeso.. non ho caricato il save prima solo perché mi occorreva la spada d’Argento e poi è venuto a trovarmi Lucien Lachance. Poi facendo la confraternita oscura sono diventato talmente malvagio che non potevo più indossare l’armatura del Cavaliere dei Nove.

      La vergogna. Ho fatto il pellegrinaggio purificatore due volte di fila!!

  14. A me quasi faceva brutto uccidere i colossi di Shadow of the Colossus, fate voi! xD

  15. Io dipende da gioco a gioco sul come mi comporto.
    Nei due KOTOR ad esempio sono sempre stato nel Lato Oscuro, cioè vuoi mettere nel percorrere la strada della vendetta contro i Jedi che ti hanno esiliato? Boom epico, soprattutto se come mi si sono sempre odiati quei maledetti Jedi; forza e potere al Lato Oscuro, lode ai Sith!

    Poi ci sono giochi come i Fallout (3 e NV) dove magari aiuto gli altri, ma solo se è per mio proprio tornaconto, ma spesso e volentieri il mio tornaconto andava a scontrarsi con quello che serviva ai “buoni” ed ecco che allora fai scoppiare una città e doni un grattacielo a dei Ghoul feroci; o ancora meglio infinocchi tutti e diventi il padrone di tutto.

    Se invece mi parli di Dragon Age e Mass Effect allora no, li non riesco ad essere cattivo, penso che la cosa più difficile dei Mass Effect sia giocarli da rinnegato, tradendo membri della tua squadra, ecco questo non riuscirò a farlo mai.

    Da tutto ciò che si capisce? Che odio i Jedi e nei giochi di SW sarò per sempre coi Sith e che in molti altri giochi sarò sempre l’egoista che ti aiuta se ci guadagna altrimenti passo dai “cattivi” che mi offrono di più e ciao ciao; ma regola numero UNO, MAI tradire gli amici, o li porti a pensarla con te, oppure ogni tanto si può ascoltarli e accettare i loro consigli.

    • Ace, scusa, ma se dici questo di KOTOR non ci hai capito molto a livello di trama O.o

      • Mi sa che sei tu che non sai quello di cui stai parlando; visto che in KOTOR 2 se percorri il Lato Oscuro puoi vendicarti di tutti i maestri Jedi che ti hanno esiliato uccidendoli .

        Quindi a questo punto illuminami tu su cosa non dovrei aver capito a livello di trama ;)

        • Rischio di spoilerare, cmq se parli con in “discepolo” capirai che l’esilio è stato scelto e accettato dal protagonista: i jedi non impongono nulla.

          • Tutto dipende dal percorso che tu intraprendi durante il gioco, se l’affronti nel Lato Oscuro dai risposte diverse quando decidono di esiliarti e tu devi vendicarti per essere stato esiliato e via via. Poi si sviluppa in modo sempre diverso anche coi signori dei Sith.
            Quasi tutto il gioco cambia in base al Lato che scegli, non è solo come KOTOR 1 dove praticamente l’unica differenza sostanziale è quella che fai con Bastila.

          • Io sono sempre stata ferma nel non dare mai nulla per scontato, specie sapendo che il 2 è sotto l’ala di obsidian.
            Inoltre, tendo sempre a non fidarmi di nessuno e di costruire la storia personale… a quelli che dicono “Ah, ma ti hanno esiliato!” io rispondo “Aspetta, c’è qualcosa che non so…” e spesso mi viene data ragione.

          • Io appunto l’ho affrontato sin da subito nell’ottica del Lato Oscuro, è logico che se l’affronti da “buono” alcune cose avranno un senso e una giustificazione, ma io appunto ho scelto da subito la via “cattiva” in tutte le sue scelte.
            Io al contrario tuo a quelli che dicono “Ah, ti hanno esiliato!” rispondevo “la pagheranno tutti!”
            Il bello di KOTOR 2 era proprio questo, che potevi plasmare il gioco quasi completamente in base al percorso che sceglievi, cambiando non di poco le situazioni.

          • Allora sei un cattivo D:
            Vai via! Sciò…puzza via!!
            AIUTATEMI ç__ç

          • “Da tutto ciò che si capisce? Che odio i Jedi e nei giochi di SW sarò per sempre coi Sith e che in molti altri giochi sarò sempre l’egoista che ti aiuta se ci guadagna altrimenti passo dai “cattivi” che mi offrono di più e ciao ciao; ma regola numero UNO, MAI tradire gli amici, o li porti a pensarla con te, oppure ogni tanto si può ascoltarli e accettare i loro consigli.”

            Vedi che si capiva subito dalla fine del primo commento XD

            Comunque mi spiace, in Mass Effect 1 il tuo “eroe” ha fatto ancora BOOM anche in questa run :D

          • Ti odio da morire u.u

          • Ash però ringrazia XD

          • Quella ha il bastone nel didietro…non è degna u.u

          • Meglio lei del piagnone con l’emicrania XD
            Ah e comunque se mi odi da morire significa che in re c’è del Lato Oscuro, potere ai Sith!

          • In ciascuno c’è del Lato Oscuro, ma io lo so dominare u.u

          • Io invece lo so sfruttare!

          • Non cederò mai al lato Oscuro u.u

    • Necrum Davengers

      Il lato oscuro trionfa sempre!

  16. Solitamente se non sono giochi lunghissimi li rigioco due volte, per esempio i due Infamous li ho finiti sia con karma buono che cattivo. Dragon Age 2 stavo provando a rigiocarlo ma faceva troppo cagare per finirlo di nuovo.

  17. Cazzo matyas mi leggi nel pensiero! Quando ero un nanerottolo nutelloso sul mio pentium mmx 133 girava un gioco chiamato syndicate wars, un rts abbastanza bello che affiancava dune 2 nelle mie giornate a stampo strategico.
    Sono passati 18/20 anni e al gamestop tra i titoli nuovi impilati ho notato un gioco: syndicate!!!! 20 euro e ho detto: MIOOOOO! Arrivo a casa e mi trovo davanti un fps molto alla deus ex. In questo gioco si impersona un agente di una squadra che fa le peggio cose (tipo uccidere innocenti lavoratori ecc.. ) in nome di multinazionali senza scrupoli. Ecco, qua ho detto cazzo quanto mi piacerebbe poter salvare gli innocenti uccisi dal mio compagno di avventura. Consiglio molto il gioco, non ha venduto una mazza perchè bo… Non l avevo proprio mai sentito.
    Ah! Price drop wiiU! Regalato al fratello della mogliera a 149 sterline da amazon uk ieri

  18. L’approccio che do io ad un gioco dipende proprio da quest’ultimo; su un “GTA” ad esempio non mi faccio problemi a mettere sotto la gente o addirittura a fare stragi, e non solo perché non so guidare, (anche se, ahimè, il divertimento provato facendo delle stragi dura poco, certa gente gioca tutto il giorno ad ammazzare poveri cristiani e a divertirsi pure, non so come facciano, specie in “GTA: IV” dove le armi sono davvero poche e poco varie), mentre ad esempio in un “Mass Effect” cerco di essere il più buono possibile, insomma l’eroe che deve salvare la galassia non può, per quanto mi riguarda, essere un bastardo (anche se, un giorno, proverò a fare il cattivo perché un pochino mi alletta). Proprio per questo nei giochi dove l’approccio umano con gli altri PG è ancora più marcato e le scelte fatte andranno a modificare direttamente l’esito di una storia odio essere cattivo e, se ricordo bene, l’unica volta che ho fatto il bastardo è stato sul primo Bioshock, dove una volta finito il gioco col finale cattivo mi sono sentito una persona di merda (per fortuna precedentemente l’avevo finito col finale buono).

    • In realtà tutto il concetto dei razziatori è che se arrivano, buono o cattivo, amore per la galassia o no, spicchiano anche te di sprangate sui denti.
      Quindi ci può anche stare il bastardone che in fondo lotta contro di loro solo per salvare LA SUA di pelle, e il resto della galassia lo fraintende finchè non lo incontra

    • si ma con ME hai proprio sbagliato esempio…essere eroe o principe delle merde alla fine ha cambiato poco

      • Il 3 non l’ho finito ancora, quindi non lo so se cambia o meno, invece sapevo che per esempio nel 2 cambiava (addirittura prima che uscisse il 3 Bioware disse che se nel 2 al personaggio sarebbe accaduto qualcosa la storia nel 3 non sarebbe stato più possibile continuarla). E poi dai, se dobbiamo puntualizzare ogni cosa, ho detto che comunque nei giochi dove c’è un intenso rapporto emotivo con gli altri personaggi mi piace essere buono e, Mass Effect, nonostante a quanto pare non cambi nulla, è uno di questi quindi amen.

  19. Io credo di essere molto limitato nella scelta: mi immedesimo troppo con il mio personaggio , anzi , la variabile che mi fa apprezzare in maggior modo un titolo piuttosto che un’altro è proprio il grado di immedesimazione. Risultato? Legale Buono tendente al Paladino! E’ piu forte di me! In alcuni giochi per riuscire a vedere il finale alternativo ho dovuto farmi letteralmente violenza psicologica. Quasi chiudendo gli occhi mentre premevo il pulsante. Nonostante tutto i giochi in cui mi immedesimo di piu è dove la morale non è mai Bianca o Nera, ma grigia. Conseguenze FTW! The Withcer 2 per esempio l’ho adorato proprio per la qualità della morale del protagonista.

  20. Seguo le mie sensazioni e ciò che farei davvero in quella determinata situazione.
    Codardia compresa.
    Cerco sempre di chiedermi “Ok, ma se non fossi sicuro di essere invincibile, che la sfida sia fattibile perchè lo deve essere, che anche se muoio posso ricaricare il salvataggio, e tutte quelle cose da videogame, rischierei davvero la pellaccia in questa situazione?”

    E non seguo una linea precisa dall’inizio alla fine.
    Non faccio mai il tutto buono o il tutto cattivo, faccio quello che mi capita.

  21. Buono nella realtà , spietato nei giochi come chuck norris XD

  22. Solitamente nei videogiochi trovo più facile e più redditizio essere buono, carino&coccoloso per la maggior parte del tempo. Quando porto al termine la storia principale, passo una buona “mezza giornata” a fare l’arma di distruzione di massa vagante, così… solo per restituire qualche torto subito. Invece il mio approccio giocando a d&d è nettamente diverso, il personaggio più divertente che abbia mai giocato è stato un nano psicopatico con evidenti disturbi della personalità e un “clamoroso” fanatismo religioso, che dopo aver maciullato villaggi e torturato Coboldi trasformando i loro crani in posacenere, si inteneriva davanti alle nonnine e le torte di mele.

  23. uhmmmm…parlando della tua sindrome, no, non ne sono affetto xD insomma se giocando ad un gioco di ruolo con le mie scelte faccio morire un pg amico, allora magari provo a ricaricare e cerco di non ucciderlo, ma parlando di bot innocenti che però non hanno nulla a che fare con la storia, se non nel frangente in cui li incontri, se muoiono non me ne importa, anche se non è che mi metta ad ucciderli di proposito…
    Tutt’altro discorso riguarda invece le scelte, quelle che ti portano a sviluppare il personaggio come un “buono” o un “cattivo”, come nei giochi di SW da te citati o in un ME per intenderci. Ecco in questi casi la mia indole mi porta inconsciamente quasi nella totalità dei casi a compiere scelte “buone”, forse perché tendo sempre a vivere la storia come L’eroe classico, ma proprio non mi viene di scegliere il lato oscuro ;)

  24. Sempre e comunque paladino della giustizia ad ogni costo, tanto che le scelte morali che trovo nei giochi dal mio punto di vista sono delle “non scelte”: indipendentemente da quale essa sia, se ho un’ opzione buona e una malvagia sceglierò sempre e comunque la prima (non ricarico nemmeno per vedere “cosa sarebbe successo se…”); sono arrivato a punto che le vere decisioni in grado di mandarmi in crisi sono quelle non morali (meglio potenziare salute o magia? L’ arma o l’ armatura? Salvo questo o quel compagno?).
    Può sembrare stupido ma quando iniziai GTA 4 feci il possibile per non investire i pedoni (poi la cosa cominciò a diventare fastidiosa e cominciai a fregarmene XD).

    Ci sono però titoli in cui la cosa ti si ritorce contro e aumenta solo il fastidio (LA NOIRE e The Saboteur: Quei cazzo di pedoni che sono incapaci di non attraversare la strada, e subisci pure penalità nel prenderli! Quanti nervosi quick load ho fatto a causa loro…) e altri in cui semplicemente non ci penso: ricordo ancora con gioia le volte in cui giocavo a San Andreas e passavo intere ore a far incazzare i poliziotti e poi resistere il più a lungo possibile (ovviamente la sicurezza dei civili era l’ ultimo dei miei pensieri).

  25. Mah per me dipende dal gioco…In giochi in cui non c’è immedesimazione, me ne sbatto di tutto e di tutti, perchè trattandosi di personaggi che appunto non possono impersonarmi, non ha senso farli comportare come farei io (e in alcuni casi anche perchè è funzionale al gameplay…Giocare un GTA cercando di fare “il buono” è decisamente palloso sotto molti aspetti). In giochi in cui c’è un’immedesimazione minima, beh, magari vario un po’ il gameplay e faccio più il “professionista” sulle uccisioni per ottenere il finale buono, che è solitamente il migliore (come a Dishonored e Bioshock). Nei giochi seri, in cui veramente t’immedesimi abbestia col protagonista, mi definirei come un neutrale al 100%: preferisco in questi casi basarmi molto sulla situazione, sull’ambiente, scegliere come se dovessi veramente vivere e sopravvivere nel mondo di gioco. E solitamente l’essere neutrale è la mia maledizione: in alcuni giochi, tipo la Mass Effect Saga, sono sempre stato un giusto mix fra eroe e rinnegato, evitando crudeltà assurde o comportamenti da santoni (anche se tendevo al buono). Risultato: ho avuto un finale che mi è piaciuto molto e in cui i personaggi e le razze per cui mi ero prodigato hanno avuto un happy ending (Lunga vita ai Krogan!). In altri giochi, essere neutrale e coerente è pressocchè impossibile: mi vengono ad esempio in mente i Fallout, in cui proprio la mentalità del karma a mio avviso è scazzata, perchè tende davvero troppo alla bontà; nello specifico: io sono un completista, ricerco l’utile personale e il completamento totale, e in RPG del genere si progredisce e si esplora tanto solo se si fanno le quest; ma le quest sono tali solo se qualcuno ti “incarica” di farle, tranne rare eccezioni; e se porti a termine la missione fai un favore a quel qualcuno. Risultato: cascate su cascate di punti buon karma, ma io m’incazzo perchè voglio essere neutrale e non la puttana di tutti e mi do alle stragi per riequilibrare il tutto, consapevole di A) non essere assolutamente coerente con come vorrei giocare e B) che darsi a crimini insensati è l’unico modo di perdere karma, perchè le scelte da “cattivi” non hanno sfumature di grigio, portano spesso ad azioni senza capo nè coda e a distruggere tutto anzichè aggirare gli ostacoli col cervello. Se ripenso al Vault con la realtà virtuale di Fallout 3 per esempio m’incazzo ancora. COMUNQUE, a parte questo sfogo personale, in risposta alla tua domanda dico che quando ha senso farlo e ce n’è la possibilità cerco di immedesimarmi al massimo, solo che pochissimi giochi mi permettono un’immedesimazione totale e non influenzata da meccaniche di circostanza.

  26. A me di un gioco mi interessava la valutazione “positiva” non mi interessa se il personaggio che uso sia cattivo oppure no, in poche parole, se le cattive scelte nel gioco influenzano il finale (come in quei giochi a + finali) allora cerco di passare per la “retta via”, altrimenti se non influenzano vado avanti per la mia strada.

    Esempio:
    MGS Snake Eater, se si “uccidono” i nemici quando si affrontava “The Sorrow” tutti quelli che avevi ucciso ti venivano addosso per attaccarti, io avendo poi scoperto in rete questo ho praticamente utilizzato la pistola anestetizzante (compreso The End) dall’inizio alla fine.

    Splinter Cell Double Agent, a meno che non mi confondi con l’altro titolo di SC, in questo dovevi effettuare le scelte giuste per avere un finale degno, ed uno durante il gioco non doveva far altro che cercare di fare il meglio possibile.

    E qualche altro titolo che tutt’ora non mi sovviene, ma che poteva influenzare il giudizio finale.

    Non avendo nessun tipo di “immedesimazione” quando gioco ad un video game non mi faccio nessun problema, l’unico scopo che ho è divertirmi e trarre il massimo in un gioco, dato che sono uno di quelli che una volta li finisce è raro che ci rigioca subito, ma fa passare molto tempo.

    • Ho finito snake eater giusto 2 giorni fa. Avrò ucciso si e no 15 soldati in tutto il gioco, pensavo: “non hanno colpa, sono pedine e non meritano di morire”. Mentre i vari boss, li ho uccisi tutti perchè consapevoli di quel che facevano. Io me ne frego invece della valutazione, se devo scegliere mi comporto per come me la sento.

  27. Diciamo che scelgo sempre i buoni, mi piace salvare il mondo e l’universo in quasi tutti i giochi XD
    Poi ovvio, se il gioco prevede brutalità e omicidi non stop (es. God of War o qualsiasi FPS) non mi faccio problemi. Se però posso scegliere, mi comporto sempre da buono e a volte mi dispiace se per sbaglio commetto qualche brutalità. Tanto per dare un’idea, in ac3 e rdr, non ho mai ucciso un animale tranne quando te lo fanno fare per forza… Mi dispiaceva troppo per i poveri coniglietti :(
    Si ok, ho problemi XD

  28. Dipende ovviamente dal gioco :)
    In Hitman, per esempio, anche per una questione di puro gameplay decido di risparmiare quanta gente possibile.
    In GTA, Saints Row e compagnia bella, ovviamente punto al massacro sconclusionato in un salvataggio a parte dotato di possibilità di truccaggio.
    Nei GDR, dipende. Dipende dalla strada che voglio intraprendere. Anche in Infamous dipende da come voglio finire il gioco.

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