Greenlight non e’ una vetrina

greenlight

Questo e’ il consiglio che Valve vuol dare a tutti quegli sviluppatori indie che si avvicineranno alla loro piattaforma digitale Steam entrando dalla porta secondaria Greenlight.

Intanto faccio un po’ di chiarezza su cosa sia Greenlight per chi non e’ pcista o non usa steam in generale.

Tutti conosciamo Steam ma non tutti conoscono il loro servizio che permette agli sviluppatori indie di farsi conoscere alla massa e pubblicare i loro lavori.
In sostanza questo servizio non e’ altro che un sistema a votazione che premia i lavori piu’ curiosi, interessanti, particolari o che in linea di massima colpiscono di piu’ gli utenti che li premieranno con un voto… chi riceve un certo numero di voti si vedra’ pubblicare la propria creazione.

Chi conosce Greenlight sapra’ che per questi sviluppatori non e’ cosa facile vedersi pubblicare il proprio prodotto soprattutto per la quantita’ di lavori presenti ed il loro continuo aumento ma anche perche’, alla fine, non e’ facile capire da qualche immagine o video se il gioco interessa o no… ma che dire, non si puo’ neanche chiedere a Steam di pubblicare ogni singolo progetto, si avrebbero milioni di giochi con una quantita’ di immondizia impressionante.

A questo punto si puo’ immaginare Steam con due porte di entrata, una, quella classica, in cui le SH (o i publisher)  pagano il loro ingresso in questa piattaforma di distribuzione, e l’altra, quella secondaria chiamata Greenlight, in cui Steam pubblica il gioco di quelle SH indipendenti che non hanno fondi per altre soluzioni, se quest’ultimo ovviamente viene supportato dagli utenti finali in termini di interesse.

Il gioco dei Code Avarice pero’ ha cercato di cambiare le carte in tavola, non so se sia stato il primo a farlo ma sicuramente il primo che ha fatto incazzare Valve.
Il loro Paranautical Activity era uno dei tanti titoli presenti su Greenlight che pero’, improvvisamente, e’ stato rimosso dagli stessi Code Avarice perche’ sopraggiunto un publisher interessato a pagare la pubblicazione diretta in Steam, saltato a questo punto tutta la trafila Greenlight, ovviamente in cambio di parte dei guadagni.

A questo punto, come detto, a Valve sono girati i cosiddetti e ha bloccato la pubblicazione diretta del gioco costringendo i Code Avarice a tornare sui loro passi giustificando il tutto con un consiglio che sa tanto di monito, spiegando che non vogliono inviare un messaggio a tutti gli sviluppatori indie spingendoli a cercare un publisher per pubblicare i loro progetti saltando Greenlight dividendo poi con loro i guadagni.

Insomma per Valve un indie deve ideologicamente restare tale, avere la massima liberta’ creativa e intascare tutti i frutti del proprio lavoro, senza dividerlo con nessuno e senza essere “indirizzati” da nessuno… d’altra parte Valve non vuole neanche ridurre Greenlight ad una specie di vetrina virtuale per essere notati dai publisher piu’ che dagli utenti.

Io la mia idea a riguardo ce l’ho, pero’ ero curioso di sapere la vostra, da che parte state? Da quella di Valve che vuole un panorama Indie autonomo, indipendente e genuino oppure dalla parte degli sviluppatori come i Code Avarice che sono disposti a vendersi pur di bypassare una, a dire il vero, non semplice procedura?
Volete un Greenlight in cui siamo noi l’ago della bilancia oppure lo volete come sottospecie di vetrina virtuale per publisher?

Intanto a questo punto per Paranautical Activity ci sono due strade, o tornare su Greenlight e giocarsela con gli altri oppure bussare assieme al suo publisher alla porta Miscrosoft visto che loro, come dichiarato, adottano una politica opposta a quella di Valve.

firma lodoss

 

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31 Più commentati

  1. Valve sarà stata aggressiva ma credo abbia fatto bene, Code Avarice di certo non è entrata in Greenlight pensando di trovare un publisher però potrebbe creare un precedente che andrebbe a minare lo scopo della piattaforma: quello di trovare un’utenza. Penso che gli indipendenti siano tali perché vogliono il massimo dell’espressione artistica (passatemi il termine) e non credo che sfrutterebbero qualsiasi mezzo per finire sotto una major; se qualcuno ci può salvare, videoludicamente parlando, sono gli indie e se loro iniziassero a vendersi iniziamo già da adesso a farci piacere COD perché sarà tutto quello che avremo.

  2. Non sono d’accordo con Valve….. capisco che gli siano girati i cosiddetti, ma l’idea di Greenlight è proprio che ogni sviluppatore possa fare quello che vuole!
    Non è detto che questo Paranautical Activity sarebbe mai entrato in Steam passando da Greenlight, hanno avuto un’occasione (che probabilmente era limitata nel tempo, certo non potevano far aspettare il publisher per vedere se “passavano” o meno) e l’hanno colta.
    Se Greenlight diventasse solo quello sarebbe brutto, certo, ma togliere questa opzione completamente dalle possibilità di chi entra in greenlight è una restrizione seria, secondo me.

  3. Credo che la Valve sia troppo severa perchè và ad escludere un fattore sempre presente in qualsiasi cosa…ovvero il fattore botta di culo. Mi spiego meglio, io credo che il 90% degli sviluppatori Indie una volta sviluppato il loro gioco, nn solo voglia che venga giocato ed apprezzato dal pubblico, ma anche che vengano notate le loro potenzialità da importanti publisher per poter fare il salto di qualità. Quindi ok che greenlight sia soprattutto un maxi contest per Indie dove i giudici sono gli utenti, ma non ci vedo nulla di male se degli sviluppatori hanno la botta di culo di essere notati da un publisher che apprezza il loro lavoro e ci vuole investire.
    Non riesco a vederlo come aggirare l’idea di greenlight, come un “saltare la fila”, anzi dovrebbe incentivare e promuovere il miglioramento delle restanti fornendogli la consapevolezza che se il prodotto è di qualità non avranno solo la possibilità di emergere grazie agli utenti, ma anche grazie ad alcuni publisher che ne riconoscono il valore.

  4. Diciamo che personalmente trovo in parte della ragione da parte di entrambe le parti: ovviamente Code Avarice ha fatto estremamente bene ad accettare l’eventuale finanziamento per vedere il gioco pubblicato, anche perchè proprio per il “sistema Greenlight” è davvero difficile farsi notare, far pubblicare il gioco, guadagnare e di conseguenza portare avanti altri progetti. Alla fine per quanto una casa Indie punti a fare videogiochi in maniera differente rispetto alle SH più grosse, se non ha guadagna chiude e non farà altro.
    D’altra parte però, se effettivamente hanno cercato di aggirare un regolamento e di fare i furbi, è comunque giusto che Valve si opponga alla pubblicazione per il periodo in cui il gioco è su Greenlight…se esiste (ed immagino che esista) un regolamento per questo servizio, è giusto che venga rispettato ed è giusto che venga fatto rispettare.
    Ergo se hanno fretta perchè il periodo dell’offerta è limitato, ben venga Microsoft, se invece non ha periodo di scadenza che aspettino e una volta finito il periodo su Greenlight potranno tranquillamente accettare la proposta del publisher

  5. secondo quei geniacci di valve cosa avrebbe dovuto fare la sh? declinare gentilmente l’offerta di farsi pagare la pubblicazione e rimanere nel limbo greenlight? ceeeeerto, come no…

  6. Io non capisco a che diritto la Valve abbia bloccato così la SH, sono loro che fanno i giochi, e loro devono decidere se vogliono rimanere indipendenti o trovarsi un publisher, e se hanno pagato la tassa per pubblicare su Steam come tutti, perchè la Valve dovrebbe bloccarli ? Non credo che gli sviluppatori indie facciano i giochi perchè non hanno di meglio da fare, ma per essere notati, da pubblico e produzione, e quindi riuscire a ottenere un guadagno con cui fare altri giochi, o addirittura essere assunti da grandi publisher o sh, il fatto che siano stati notati su greenlight indica che sono stati bravi, di certo non è una vetrina da esposizione perchè con così tanti prodotti è impossibile pensare una cosa del genere, quantitativamente parlando è difficilissimo analizzare tutto fino a trovare il gioco potenzialmente di successo.

  7. crado si a perfettamente normale.
    se si hanno degli accordi con una casa di produzione (sicuramente saranno stati accordi più complicati di quello che si crede) e poi arriva un’offerta migliore, si ha una scelta da fare.
    Accettare è un’ottima scelta, ma è ovvio che gli accordi con la Valve saltino per aria… buon per te che hai comunque trovato chi ti produce. Bisogna solo valutare se il gioco vale la candela.
    Altrimenti la valve investirebbe in un servizio gratuito inutile, dato che i progetti che prendono voti o che sono più interessanti gli vengono “soffiati” dalle SH terze.

  8. secondo me era meglio se tutte e tre le parti trovavano un accordo prima di rimuovere il gioco da steam greenlight

  9. Il discorso di Valve ha un senso, ma si sono dimenticati che ognuno fa ciò che vuole col proprio prodotto, dunque evitino di dire ad un team di sviluppo come guadagnare i soldi da portare a casa alle famiglie.

    Detto questo, i Code Avarice sono stati dei perfetti coglioni. Non si tiene il piede in due scarpe, soprattutto se stai ottenendo visibilità a discapito degli altri team, per poi cercare di pubblicare il gioco dopo aver ottenuto pubblicità praticamente gratuita grazie a Greenlight.

    O si fa una cosa, o un’altra, perché non sono a casa loro.

    • da quanto dice l’articolo, non mi pare proprio abbia tenuto il piede in due scarpe, anzi, si sono comportati correttamente… dal momento in cui un publisher si è offerto di pagare la pubblicazione, la sh ha rimosso il gioco da greenlight per passare poi dalla porta principale… potrei concordare se avesse tenuto il gioco su greenlight, ma così non è stato… duqnue ripeto, cosa avrebbero dovuto fare i Code Avarice?

      • Farsi prima pubblicità su Greenlight per poi ritirare il gioco (ma nel frattempo ti sei fatto pubblicità) per pubblicarlo su Steam tramite publisher, per me è tenere il piede in due scarpe. E se da domani altri sviluppatori iniziassero a far così, mettendosi d’accordo con i publisher per risparmiare sulla pubblicità? Per evitare ciò, Steam deve prendere dei provvedimenti, e impedire a Code Avarice di pubblicare il gioco sulla sua piattaforma è quello più semplice.

        • se vogliamo vedere la malafede in ogni cosa andiamo poco lontano, quella che dici è certamente una possibilità, ma partendo dal presupposto che in questo caso non sia così, ripeto, Code Avarice cosa avrebbe dovuto fare dal momento in cui ha ricevuto la proposta del publisher?
          intanto che ci sono rispondo pure a farenz qui sotto, dove dice che il publisher avrebbe potuto finanziare un progetto successivo: finanziare un intero porgetto è ben diverso dal pagare la pubblicazione e basta… e pagare una futura pubblicazione è parimenti infattibile, perchè richiederebbe alla sh ulteriore lavoro senza gli introiti del primo gioco a sostegno…

          • perfetto, ma allora cosa speravano di fare? sì è visto come è servito finanziare la pubblicazione di Steam. Ripeto, trovo assurdo (ma navigo nell’ignoranza ovviamente) che nessuno si potesse aspettare una risposta simile da parte di Valve.

          • magari sono troppo fiducioso io, ma secondo me non si aspettavano nemmeno lontanamente che un publisher piombasse a pagargli la pubblicazione per farli entrare dalla porta principale… io credo che essendosi trovati un’offerta così ghiotta non abbiano pensato troppo alle eventuali implicazioni ed abbiano accettato, peccando forse di ingenuità… è vero che avrebbero potuto prima contattare valve per trovare un accordo, ma essendo, come credo tutti qui, piuttosto ignorante del meccanismo greenlight, non so se questo contatto con valve fosse così facilmente realizzabile… ad ogni modo io fossi stato in loro credo proprio avrei agito nella stessa maniera…

          • *merda manca un pezzo
            … secondo me è stato proprio il mancato contatto con valve a farla incazzare facendola agire, come ho detto prima, come una primadonna contrariata…

          • Ma come “primadonna contrariata”? Se tu avvii un progetto come Greenlight dove le regole sono chiare, e tutti devono rispettarle perché funzioni, appena uno si prende la libertà di fare il cavolo che gli pare dopo aver aderito a determinate regole, per giunta senza contattarti (e i contatti ci sono, perché altrimenti non avrebbero aderito a Greenlight) tu devi in qualche modo trovare una soluzione perché qualcosa del genere non capiti più. Valve non ha avuto nessuna reazione da primadonna, ha semplicemente fatto intendere che se uno sviluppatore aderisce a Greenlight ottenendo una certa visibilità, poi non può pretendere di vedere il suo gioco su Steam perché ha trovato un publisher. Non si tratta di “reagire”, si tratta di fare in modo che il sistema Greenlight non vada a puttane, perché questo è un precedente coi fiocchi.

  10. Hanno fatto più che bene, il sistema GreenLight NON è una vetrina ma un processo che passa attraverso il voto degli utenti e se viene spalleggiato si ritrovano pubblicati su STEAM e iniziano a vendere il gioco. Poi, noi possiamo star qua a discutere, alla fine però conta solo il contratto stipulato tra le 2 parti . Ora come ora, mandare a quel paese Steam è un pò come spararsi sui coglioni…però a certa gente può piacere .

  11. sinceramente, non me ne vogliate, non potrebbe importarmene di meno. E’ una questione tra steam e gli sviluppatori che come giocatore non mi vede coinvolto.

  12. Sono convinto che se ne avessero parlato con Valve, questi li avrebbero consigliati per il meglio…

  13. Non so chi fra voi, io no di sicuro, abbia mai pubblicato un gioco su Greenlight.
    Per quanto sia una piattaforma (tra virgolette) libera, sono anche convinto che quando un studio indie vuol pubblicare qualcosa tramite Greenlight, sicuramente dovrà accettare dei termini di condizioni d’uso di Greenlight stesso.
    Mi parrebbe molto strano se venisse tollerato un comportamento come questo ed infatti Valve ha cazziato prontamente. Stiamo parlando di una sottosezione ben precisa di Steam, le cui finalità sono farsi conoscere e giudicare in base ai gusti dell’utenza, se il senso stesso di questa sezione è quello di diventare una vetrina virtuale come diceva Lodoss, allora non ha più senso di esistere.
    Secondo me la procedura corretta sarebbe dovuta essere:

    – Code Avarice pubblica su GreenLight Paranautical Activity
    – il publisher riconosce la bontà del gioco
    – gli sviluppatori NON ritirano il gioco da Greenlight
    – il publisher decide di finanziare UN FUTURO gioco dei Code Avarice

    Secondo me più che una mossa vendicativa nei confronti dei Code Avarice, Valve ha punito l’operazione proprio per scoraggiare altri eventuali studi indie ad agire in questa maniera.
    Anche perchè altrimenti chiunque utilizzerà GreenLight solo per farsi poi finanziare dal publisher di turno interessato, facendo decadere lo spirito iniziale di GreenLight.

    In poche parole, quoto ilGiubba e Lucignolo.

    • Quoto Farenz, GreenLight è una bella opportunità per gli indie e deve essere sfruttata secondo determinate regole, è giusto che sia così ed è stata giusta la risposta di Valve.
      Finché il gioco non “esce” dal circuito GreenLight non possono esserci interferenze dei publisher; è chiaro che la semplice presenza di un gioco da visibilità anche verso i publishers stessi, è un effetto secondario ma che deve giovare agli sviluppatori in sé, non al gioco a cui in quel momento stanno lavorando e che in un certo senso è “vincolato” al circuito di GreenLight.

    • Quoto, finanziare un gioco futuro sarebbe stato una mossa più intelligente!

    • Io ho pubblicato su Greenlight! Anche se non un gioco ma un software (magari col permesso di Farenz lo linko e mi faccio un po’ di pubblicità :) )

      L’attuale processo di selezione di Greenlight ha tantissimi difetti e nella community degli sviluppatori Steam se ne è parlato ampiamente. Il principale di questi è che è sostanzialmente un “beauty contest”, ovvero una gara a chi riesce a convogliare più traffico dall’esterno, in maniera totalmente indipendente dalla qualità del prodotto. Magari un gioco in fase embrionale (cioè 4 artwork senza gameplay) riesce a catturare l’attenzione di più di un altro gioco validissimo già bello che finito da mesi. Quando sarà poi “greenlit” bisognerà aspettare 1 anno per il suo completamento, mentre altri giochi validissimi e completi sono ancora lì in fila.

      Nel caso in questione io sto dalla parte degli sviluppatori. Una volta contattati da un publisher (cosa che per un indie è un po’ come l’arrivo di Babbo Natale) dovevano decidere se pubblicare immediatamente o restare in coda per chissà quanti altri mesi mentre il gioco “diventava vecchio”. Voi che avreste fatto? Loro hanno avuto l’estrema correttezza di togliersi da Greenlight. Valve secondo me ha usato il comportamento “colpirne uno per educarne 100”. Il problema di Valve è che non vuole che la “sua” vetrina (perché è una vetrina) venga utilizzata GRATIS da terze parti per pubblicare giochi che prima o poi Valve stessa pubblicherà comunque, guadagnandoci molto di più. Insomma l’avvertimento è stato più che altro verso i publisher rampanti che verso gli sviluppatori.

  14. reputo che la valve ha fatto bene, perché GreenLight esiste per dar possibilità agli indie di poter mettere in mostra il proprio lavoro e di farlo valutare da parte di videogiocatori, cosa fondamentale è convincere i giocatori che il proprio titolo è fatto bene, ma se come hanno fatto i Code Avarice, ovvero farsi “raccomandare/sostenere” da un sh per saltare GreenLight non è corretto, se mai ha ragione Farenz potrebbero stipulare un’accordo per il prossimo titolo e questo lasciarlo su GreenLight

  15. Levare alla shindie l’indipendenza di fare quel che vuole con il suo gioco yeah

  16. Credo che Valve abbia comunque esagerato, se io sviluppatore indie ho voglia di vedere il mio gioco pubblicato anche per avere un ritorno economico sul lavoro svolto parto da greenlight magari, o passo da Desura e così via ma se rimanendo la vengo notato da società che decidono di investire nel mio progetto non ci penso due volte…Se Valve ha creato il suo store ANCHE per favorire l’indie deve anche tener conto di questo, non sono solo gli utenti normali a visitare greenlight che per come è concepito risulta essere un ottimo modo per farsi conoscere dai vari produttori, altrimenti avrebbe potuto adottare le politiche di Desura, aprire una sezione indie sullo store principale e metterci tutto

    • E’ anche vero che con questo modo di fare Valve sta difendendo la qualità finale indie del prodotto, ovvero qualcosa che sia più vicino all’arte come concetto rispetto a dover sottostare a richieste più o meno lesive da parte del partner (come i trofei o idiozie del genere), motivo per cui mette davanti ad un aut aut le case del tipo “scegliete greenlight o cercatevi un finanziamento, non entrambe le cose”.
      La libertà della sh finisce nel momento in cui decidi di passare per la corsia Greenlight automaticamente ti stai escludendo l’alternativa di racimolare capitali in altro modo e viceversa; tra l’altro essendo uno dei primi casi simili, la sh in questione è stata veramente imbecille, avrebbe potuto benissimo contattare Valve spiegando la situazione e chiedendo sul da farsi, spiegando poi alla comunità la situazione, al posto di farla così sporca o percepita tale (che è la stessa cosa). Così si troveranno a dover spendere più di fee se entrano in steam come prodotto finanziato (al pari della square, eidos, ubisoft etc) oppure ritentare il percorso di greenlight con la possibilità di non venir finanziati.
      In ogni caso ihmo hanno perso la faccia, motivo per cui in entrambi i casi raggiungeranno meno consensi di quelli che fin qui si prospettavano di ricevere, visto che (almeno) in quest’ambito si riesce tranquillamente ad evitare un acquisto per principio e nel caso indie è sicuramente più pesante.

  17. “Volete un Greenlight in cui siamo noi l’ago della bilancia oppure lo volete come sottospecie di vetrina virtuale per publisher?”

    È una domanda retorica, messa in questi termini :asd:

    Valve ha fatto benissimo. Se prendi il tuo spazio su Greenlight, segui le regole di Greenlight, mi pare ovvio.

  18. Cmq vedo molti dire che loro non possono fare quello che vogliono e devono seguire le regole… Su greenlight e anche nel contratto di sottoscrizione c’é scritto esplicitamente che il gioco rimarrà su greenlight finche lo sviluppatore non decide di toglierlo non c’é nessun divieto nel fare quello che hanno fatto sti ragazzi, steam ha sbagliato.

  19. Necrum Davengers

    La reazione della Valve di sicuro è stata un pò esagerata, però hanno ragione se Steam Greenlight ha delle regole tu devi rispettarle e non fare come se fosti a casa tua.

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