Hardcore Home

Avevo parlate tempo fa di Home, ricordate? Chi lo ama, chi ha appreso che fondamentalmente è una perdita divertente di tempo, chi passa le ore a inginocchiarsi davanti al culo di altra gente, insomma le più svariate idee su questa feature molto discussa. Ma per quanto sia discussa, perché tornare a parlarne? Dopotutto è una cosa vecchia, non del tutto.

Jack Buser (director di Home) ha infatti dichiarato che tra tutti i fan virtuali, quelli che passano più tempo su Home sono Hardcore Gamers, WTF? Ecco la dichiarazione:

“Se osservate l’utente PS Home medio, egli rappresenta il giocatore PS3 più hardcore di tutti.
Comprano più giochi che l’utente medio di PS3, giocano a più partite rispetto all’utente medio di PS3. Guardano anche più film rispetto all’utente medio di PS3, che è già un consumatore altamente selettivo. Stiamo parlando di consumatori avidi di media e hardcore gamers. Ecco chi sono queste persone.”

Probabilmente io e il buon Buser abbiamo un concetto diverso di Hardcore, in quanto io non mi baso su quanto uno compra. Dalla dichiarazione mi sembra che voglia elogiare i consumatori più accaniti dandogli l’appellativo di Hardcore, mi sembra che dandogli questo “status” egli voglia incoraggiarli a rimanere tali e quindi continuare a comprare, spendere e spandere più di altri.

Ovviamente questa è l’idea che mi sono fatto io, ma ripeto che per me un Hardcore Gamer non è uno che compra un sacco di giochi, in quanto anche se comprasse giochi del cazzo resterebbe tale spendaccione.

Buser ha anche commentato la brutta scelta di Sony che ha lanciato un servizio non ancora completo perdendo così al lancio molti utenti Home:

“Hanno messo un mucchio di giocatori insieme in una stanza, e gli è stato chiesto di parlare tra di loro, i quali ovviamente non lo fanno. Questo è ovviamente il senno di poi. Appare evidente ora, a posteriori, ma non lo era nel 2008.Abbiamo pensato: costruiremo queste stanze e le riempiremo di giocatori, provvederemo a rendere a tema tali ambienti in base ai giochi e allora la gente si auto-selezionerà e parlerà tra di loro.Quello che abbiamo scoperto molto presto, anche in closed beta…beh ci siamo resi conto che i giocatori parlano tra di loro e si incontrano unicamente nel contesto dei giochi ai quali si sta giocando.Questo è uno dei motivi per cui l’ultimo e principale aggiornamento, 1.5, ha introdotto una serie di caratteristiche che rendono più facile agli sviluppatori l’implementare dei giochi all’interno del servizio.Sarebbe da stupidi ignorare le persone che sono arrivate su PlayStation nel 2008, sono entrate ed hanno detto: “ok, qui dentro non c’è niente”. Ci piacerebbe vedere tornare queste persone. Ma in realtà, se vieni in una piattaforma e non trovi niente per te, sarete ben riluttanti a tornare. È per questo che siamo molto concentrati su questa idea di giochi: se si tratta di un grande gioco, perché non tornare e giocare?”

Che dire? PEr me ha ragione, quanti di voi hanno provato Home al “lancio” e non ne sono rimasti soddisfatti, così da non tornarci più? Non so come fosse prima, ma ho visto le nuove stanze, le nuove suddivisioni, minigiochi, varie tipologie di stanze prese da giochi e altre marche. Nel complesso non è mi è dispiaciuto totalmente, resta il fatto che alla fin fine è quello che è, usless.

Ma definire Hardcore l’utente medio di Home perché va a parlare del suo gioco preferito con avatar random, beh mi sembra esagerato, ma potrei anche sbagliarmi. Voi come vi ponete? Avete dato una seconda possibilità a Home dopo il “restauro”? Ma sopratutto, come definite l’utenza spendacciona? Hardcore?Dio

Prova a cercare ancora!

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85 Più commentati

  1. e sopratutto…mi pare che abbia principarlemte parlato di colui che compra titoli non di massa ma in base alla sh che lo programma. oltre ai prori gusti ma questo è banale e ovvio come la sete.

  2. io credo che la differenza sia puramente materialistica: gli hardcore comprano nel settore videogiochi di più e spesso rispetto ai casual (poi all’interno dei singoli giochi uno può essere nabbo o pro). è questa la differenza vera, quella che interessa a chi vende

  3. “resta il fatto che alla fin fine è quello che è, usless”
    enfatizzatori di parole sbagliate, su rieducational channel!

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