I giochi più belli sono multiplayer. E noi li giochiamo in singolo.

Articolo Angolo

E’ così.

I giochi più belli che mi sono ritrovato ad apprezzare negli ultimi tempi, sono tutti concepiti per l’on-line e per essere giocati in multiplayer, competitivo, ma più spesso cooperativo.

Eppure io li ho goduti ed apprezzati pur giocandoli per i cazzi miei.

Ovviamente stò parlando di giochi discretamente recenti, quantomeno dell’ultima generazione di console, mentre escludo i giochi di guida, che ovviamente spalerebbero come al solito questa graduatoria occupando tutti i primi posti.

Ma quali sono questi giochi così belli di cui stò parlando, e perchè secondo me sono i più belli?

Facciamo i nomi, per poi motivarli uno ad uno: Destiny, The Division, Ghost Recon Wildlands e For Honor.
In pratica le figurine che vi ho messo nell’immagine dell’articolo, per chi non le avesse riconosciute.

Prima di affrontare la questione importante riguardo “il multiplayer”, voglio descrivervi perchè mi piacciono così tanto.

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Fantastica la scenografia apocalittica di questa New York in The Division

Beh, principalmente perchè li trovo le eccellenze moderne dei rispettivi settori. Perchè fanno meglio di tutti gli altri ciò che io apprezzo di più in questi videogames.
Prendiamo DESTINY: indicatemi un FPS di questa generazione che abbia un universo così ben descritto, una scenografia così ammaliante, l’atmosfera di pianeti da esplorare così ficcante, il tutto mentre ci viene consegnato tra le mani il miglior gunplay di questa generazione.
Questo Gunplay è un mix di mira precisa, reazioni delle armi credibile, IA ben programmata…insomma la vera soddisfazione che è in grado di restituire un FPS.

Che dire poi di WILDLANDS o THE DIVISION? Lo stesso esaltante mix descritto sopra in una cornice però third person.
Gli scenari della New York apocalittica, gli immensi ambienti di Ghost Recon…il lussurioso piacere dello shooting arcade con The Division, il tatticismo e la libertà offerta da Wildlands…emozioni che al solo rimembrarle mi torna voglia di giocarci.

E infine FOR HONOR: questo è il caso anomalo se vogliamo, ma è stata quella ciliegina sulla torta che mi ha fatto scaturire la riflessione inerente questo gruppo di giochi, da cui l’articolo.

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I combattimenti realistici e non caprioleschi di For Honor.

E’ anomalo innanzitutto perchè ancora non l’ho acquistato ma l’ho solo provato.
Tuttavia in quelle 2 orette di prova effettuata mi ha folgorato: è questo l’action all’arma bianca, quello che io ho ribatezzato “lamaplay”, che vorrei sempre vedere.
Se di spade e lance si deve andare, lasciando riposte le pallottole, preferisco sempre un approccio realistico.
Al di fuori dell’azione sul joypad, dell’abilità richiesta, evidentemente i miei occhi non tollerano bene un’azione che non corrisponda a realtà.
Non me ne vogliano gli sfegatati di Dark Souls e Monster Hunter o Bayonetta (ma tanto me ne vorranno comunque…), ma il mulinare in aria le spade come mulini a vento, e l’affettare il culo dei mostri come se si trattasse di Squaqquerone di Romagna DOP, alternandovi in mezzo rotolate come se si fosse nel seguito di Marble Madness, è da sempre uno degli aspetti per cui gli “Action”, o comunque i vari giochi con combattimenti all’arma bianca, hanno nel mio cuore un posto nelle ultime file.
Questo For Honor invece, sebbene imperfetto e con tanti aspetti che mi piacerebbe venissero realizzati in modo differente, incarna ad oggi uno degli stili di combattimento all’arma bianca che io trovo più appagante, alla pari forse di quello (all’opposto)  ben più arcade visto in Batman o Shadow of Mordor.

Secondo me questi giochi eccellono in questi aspetti, in buona parte concernenti il cuore del gameplay, ma altrettanto spesso riguardanti anche il bello che ci circonda.

Se c’è una caratteristica ove ineluttabilmente scarseggiano, non tanto in qualità, quanto soprattutto in quantità, è la narrazione.
O la Ssshhttoriaaa come spesso sento blaterare dai pippaioli di Lore.
La Trama, gli eventi…in questi giochi è appena abbozzata se li si confronta ai loro simili di genere pieni stracolmi di cut-scene.

Non che non ci sia, giacchè The Division, o lo stesso Destiny, sbobinano degli eventi a tratti anche affascinanti (lo scenario apocalittico che ha ridotto la metropoli di New York in quello stato ha sempre il suo perchè).
Semmai non c’è una narrazione che sviluppi personaggi, relazioni, recitazione, in modo approfondito.

Esticazzi!
Dico io.
E lo dico da utente che ovviamente della storia nei videogiochi se ne è sempre fottuto un bel pò.
Mi interessano molto più le scenografie, l’essere immersi in universi o mondi credibili ed appaganti da esplorare.

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Diamo a Bungie quel che è di Bungie nel saper ricreare universi affascinanti.

Ma c’è un motivo per cui tutti questi giochi non investono particolarmente nelle componenti di trama.
Ovvero perchè sono stati creati con in mente un’interazione on-line quasi totalizzante.

Che vi creiate un team su Destiny, che affiatiate una squadra su Wildlands, sono in buona parte giochi ricreati pensando a videogiocatori che interagiscono costantemente e che magari hanno pure poca pazienza di stare a sentire un narratore descrivere gli eventi, mentre sono presi a lollare in simpatia.

Ma poichè il sottoscritto è estremamente geloso delle proprie sessioni di gaming, e dato che detesta alquanto il lollaggio durante le sessioni di gioco (a meno che non si tratti di giochi minchiatella o di sessioni ricreate ad hoc), si è prestato a giocare tutti questi titoli (in futuro anche For Honor) da solo.

Chiaro, in Destiny e The Division non si può prescindere dalla presenza qui e là di altri giocatori in rete. A volte perchè è obbligatorio, a volte perchè le quest lo richiedono.
Ma posso tranquillamente ignorarli, o meglio, trattarli come se fossero una sorta di Bot più schizofrenici.
Così come posso bullarmi dello sciaquio delle mie palle quando ascolto dei difetti dei “Drop casuali” di destiny o delle madonne esalate per il bilanciamento nella “Dark Zone” di The Division.
Macchemmenefuotteammè di aspetti di cui posso tranquillamente fare a meno se fruisco, come io faccio, di questi giochi in singolo?
Se li gioco per divertirmi grazie al loro gunplay, alle loro missioni offerte, senza farmene un cazzo di bullarmi dell’ultima arma potentissima da mostrare al mio team?

Bene.
Fino a qui tutti contenti.
La gente lo gioca in multiplayer e ci si diverte (salvo poi lamentarsi) io lo gioco in singolo e mi ci diverto.
Eppure no. Non si può.

Quando infatti vado dichiarando di quanto a me piacciano questi giochi, e di come io li fruisca a modo mio, sembra quasi che mi metta a bruciare buona grappa in piazza a Bassano, o a gettare bamba in mare a Napoli.

Di fronte a me si para lo stuolo dei miei con-padrini, che strappandosi i capelli inveiscono, si trafiggono il cuore come madri a cui è stato sottratto il proprio figlio dalle malefatte della mala.

Vedo Jury che si accascia sulle ginocchia come in un ralenty di un video dei backstreet boys.

“Nuooooooooo!!!! Non puoi giocuare a questi giuochi a modo tuo!!!! Nuoooo!!! Sono stati sviluppati per inchiodare i giocatori mesi su schermo a fare run su run ed ad inveire per un drop casuale di merda!! Tu non puoi divertirtici, devi soffrireee!!!”

Oppure

“Il single di For Honor dura poche ore ed un cazzo. Se te lo compri per quello stai bruciando i tuoi soldi. DEVI comprarlo solo se ti infili tra le natiche quel multiplayer di merda gestito col peertopeer!”

Dunque.
Partendo dal fatto che, considerato quanto probabilmente sfrutterò e giocherò a For Honor, attenderò sicuramente di trovarlo a basso prezzo…
Tuttavia, se per i miei gusti trovo meglio spesi 19€ nelle 5 ore della sua esile campagna rispetto alle millemila che possono offrirmi altri action con combattimenti all’arma bianca, perchè non dovrei considerare comunque ben investiti i soldi ed il mio tempo?

Cioè, mi sembra così strano che davvero solo io riesca a compartimentare l’offerta videoludica di un titolo, fregandomene che sia stato concepito per un altro tipo di fruizione, o per dare il suo meglio in multiplayer.

Se a me del multiplayer frega una sega, non è che sono obbligato a giocarmelo perchè un videogioco è stato pensato così.

Quante volte ho visto videogiocatori ficcarsi la campagna di alcuni COD ed acquistarli ben sapendo comunque che on-line non c’avrebbero messo piede?
Io che i COD negli ultimi anni me li sono acquistati al 90% in quanto unico gioco PvP che ancora ogni tanto mi ficcava, non posso biasimare qualcuno perchè non ha voglia di spendere ore in un certo tipo di modalità, ma al contempo non vuole perdersi quelle 5-6 ore di spettacolo ritmato di esplosioni che a lui ficca.

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La vastità delle ambientazioni di Wildlands è turgida.

Eppure no, non è così.
Se io ho l’ardire di volermi giocare i giochi protagonisti di questo articolo da solo, mi vengono scagliati anatemi ed imprecazioni.
Quasi come che il mio non fosse genuino apprezzamento, quanto piuttosto una forzatura hipster.

Ma degli hipsterismi sinceramente non ho più voglia, anzi, nemmeno tempo per crearli o sostenerli.

Semmai potrebbe nascere in me un rammarico.
Per tutti quei videogiocatori che appunto inquadrano i giochi da un unico punto di vista.
Che fruiscono di questi più secondo quello che viene descritto dal marketing, dalle confezioni sugli scaffali, o dai social, rispetto invece ad utilizzarli per quello che sono: degli strumenti che, come in questi casi, si possono spesso plasmare al proprio modo di intendere e fruire le esperienzie virtuali interattive.

Ecco.
Per tutti coloro che non vivranno l’universo di Destiny perchè lo hanno inquadrato come gioco da giocare solo con tanti amici per fare le run assieme.
Per tutti quelli che non scenderanno negli abissi apocalitici della New York di The Division, perchè è un gioco fatto per il multy, o che non proveranno la versione non demenziale di Just Cause ( = Wildlands) perchè non hanno amici con cui fare la Coop…

…il rammarico è loro.
Perchè si perderanno alcuni dei giochi più belli nel loro genere.

Viperfritz 2

Prova a cercare ancora!

saccenti

Gli insopportabili

Immaginatevi la scena. Sono all’estero per lavoro, in compagnia di colleghi più o meno miei ...

14 Più commentati

  1. Massì Viper, credo che un giorno lontano verrai assolto per i tuoi peccati videoludici.
    Hai preso dei giochi multiplayer e te li sei spupazzati un pò senza giocarli per come
    sono stati progettati.
    Un pò come quei pazzi che si fanno le speed run di magnifici giochi single player e li
    terminano in un quarto d’ora, come stare con una donna ed essere felice di aver
    finito subito xD
    Però almeno sei riuscito a divertirti con giochi ai quali gente come me non si può
    proprio avvicinare a causa del tempo richiesto e alla mancanza di voglia nel giocare
    insieme a BM assortiti, lontani i bei tempi degli amici che giocavano con te visti gli
    impegni della vita adulta.
    Ad esempio a me ha sempre intrigato l’ambientazione di Destiny ma
    non ho mai avuto la voglia di iniziarlo per lo scazzo del multiplayer only.
    Gloria a Viperfritz perchè non ti sei arreso e ti sei divertito, però lo scopo
    dei multiplayer non è divertirsi ma competere continuamente contro gli altri
    giocatori e bullarsi del livello/equip raggiunti. Un simulatore di vita insomma.

  2. Caro Viper, premetto che mi trovo in una posizione molto diversa dalla tua riguardo i giochi sopracitati.
    Li ritengo dei classici tripla A della scorsa generazione (quindi con altissimi valori di produzione e, come dici tu stesso, dei bei rappresentanti dei rispettivi generi) che però si mettono a scimmiottare il concetto di MMO tanto per sfruttare la risonanzia mediatica che questo “””nuovo””” genere videludico ha.

    Quindi se sì da un certo punto di vista sono giochi che hanno la loro dignità come esperienze single player (nel senso di gioco ovviamente connesso alla rete ma non “social” non “sharing” e non “dildi nel culo a vicenda”), non riesco in cuor mio a non pensare che sono pensati alla fonte come esperienze “online/social/MMO” tanto per venderne a secchiate ai ragazzini che non hanno mai visto un gioco multiplayer online diverso da fifa e cod. Limite mio, razzismo mio.

    Poi, che personalmente nessuno di questi giochi mi ficchi è un’altro discorso, dal momento che non gioco in singleplayer se non a strategici/rpg/”nuove avventure grafiche”.

  3. Sono un po come te.
    Ho giocato Destiny maggiormente da solo ma in generale se un gioco permette la cooperazione tra utenti spesso nemmeno ci provo a fare sessioni con altri giocatori.
    Perché? Perché un po sono asociale anche nei videogiochi un po perché non mi piace cambiare le mie abitudini mentre gioco per seguire la forsennatezza (o pepe al culo chiamala come vuoi) degli altri giocatori.

    Sta a noi decidere di cambiare abitudini per godersi appieno un gioco.. altrimenti lo perderemo

  4. Io ho saltato questi giochi proprio perché gioco come te, solo in single player e della competizione o cooperazione non mi interessa.
    Però se dici che è possibile goderli anche da soli daró una possibilità a ghost recon wildlands e the division, i due che più si avvicinano ai miei gusti videoludici :)

    • Guarda, in realtà sia tu che l’altro utente che mi ha risposto avete un po’ frainteso. Io sono un grande appassionato di gioco online, semplicemente titoli come questi non li gioco perchè si limitano a scimmiottare meccaniche stravecchie verso un pubblico che ancora non le conosce.
      Se voglio giocare online, in poche parole, ci gioco a titoli consolidati negli anni e con il loro senso di esistere come MMO, principalmente su PC. Non a questi tripla A della scorsa generazione con il comparto MMO infilato a caso.
      Dunque, non gioco ai giochi in questione in multiplayer perchè credo ci siano giochi multiplayer molto migliori, e non gioco ai giochi in questione in singleplayer più banalmente perchè sono generi che non mi interessano.

  5. Mh. Sono quasi d’accordo con te, ma penso che dipenda dai vari casi.
    Premesso che non prendere un gioco solo perché non si può riuscire a convincere gli amici ad un acquisto di massa per poi giocarci tutti insieme appassionatamente è da stronzi, perché si può benissimo giocare con altri giocatori random, in alcuni giochi effettivamente “tagliare via” la parte multigiocatore vuol dire segare un bel pezzo dell’esperienza.
    Io sono di norma un lupo solitario, quindi preferisco farmi i cazzi miei; per dire, il primo Borderlands l’ho giocato interamente da solo, e in Borderlands 2 ho fatto un po’ di coop solo per andare a grindare a giro e per qualche missione particolarmente ardua.
    Però se dovessi comprarmi roba come For Honor o Destiny, basata per la maggior parte sul PvP (che è perlomeno in maggioranza schiacciante sul PvE)… eh, beh, ci penserei per bene, perché usufruirei solo di una minuscola porzione di ciò che il prodotto ha da offrire. Può comunque valerne la pena in generale? Sì, certo, magari lo prendo solo a un pricedroppissimo ma si può fare.
    Però io, e non penso solo io, a meno che non abbia una scimmia di hype monumentale, preferisco concentrarmi su altri titoli anziché prenderne uno apposta apposta per… tipo il 5% che quel gioco può offrire. La scelta oggigiorno è tanta, il tempo scarseggia sempre più. In questi casi, tanto vale buttarsi direttamente su un gioco creato con l’intento di soddisfare i miei criteri…

  6. Io genericamente sono stato sempre un po’ asociale anche negli mmo, perciò condivido abbastanza il tuo modo di vedere. Se questi giochi hanno qualcosa che ti affascina, tu ci giochi, indipendentemente da come siano stati concepiti. Lo giochi come vuoi tu, da solo, con i tuoi tempi e le tue preferenze.
    Questo finché non subentra il fattore grinding, in cui devi ripetere e ripetere e ripetere e ripetere le stesse operazioni per far crescere il tuo personaggio ed in futuro usufruire di nuovi contenuti (nuovi per te, possono anche essere vecchi ma non ne hai accesso), allora come dice il termine stesso ti macini le gonadi e sei costretto a fare comunella con qualcuno per affievolire la noia.

  7. Ognuno spende come vuole i propri soldi ed il proprio tempo, ci mancherebbe altro.

    Però comprare un gioco come Destiny sapendo fin da subito che non potrai fare alcune attività del gioco (tipo i Raid che sono le attività principali del gioco e parte integrante della storia) perchè non hai una squadra di 6 persone non mi sembra una grandissima idea.

    Poi magari le persone le incontri giocando e allora ok, però se uno proprio non è interessato al fare i Raid forse Destiny non è il gioco adatto a lui. Non è che uno non può divertirsi senza Raid eh, però magari altri sparatutto sarebbero una scelta migliore se uno non gradisce le attività di gruppo online

  8. Destiny è magnifico, aspetto che cali di prezzo la collection per finirlo bene, per ora ho fatto solo la base e me ne sono innamorato, nonostante degli amici che ho nessuno ha la one come me e solamente uno ha una ps4, da poco. Destiny si può giocare benissimo anche da soli, non è granché tattico, in sostanza è un borderlands meno cazzone e senza cel shading, poi ormai Bungie ha la garanzia a vita su di me, ha creato solo due saghe importanti, Halo è praticamente la mia saga preferita, amo ogni cosa riguardi il brand, mentre Destiny mi sta ficcando parecchio, complimenti. Riguardo gli altri dunque, ho provato la beta di wildlands un’oretta, la missione che ho fatto mi ha ricordato il fratello stupido di far cry e c’era una tale presenza di bug da far ringalluzzire unity al lancio, ok che era una beta ma neanche bloccarsi completamente e dover chiudere il gioco per un hitmark fatto col culo. comunque non mi ha preso per niente e non ho neanche voglia di provarci vista la quantità inaudita di titoli cominciati e mai finiti. Con the division è andata forse ancora peggio, c’era il week end gratuito e l’ho provato, ho resistito circa 20 minuti, non è affatto il mio genere, mi sembrava wildlands solamente con un ambiente diverso, capita di avere un impatto negativo a pelle, ecco. Riguardo for honor ho provato un paio di beta ma mi ha piuttosto deluso, dei tre è forse quello che ho giocato di più ma oltre a risultare probabilmente noioso dopo due partite diciamo serie (secondo i miei gusti, eh?) non è il tipo di gioco che mi prende, sarà che la visuale in terza persona non mi attizza (anche se tomb raider, il reboot, mi ha attizzato parecchio, non solo per il discorso lara croft) sarà che mi sta sulle balle il periodo storico medievale, infatti non sopporto neanche i film ambientati allora, mi è sembrato troppo banale, e a tratti anche fatto male

  9. Comunque For Honor ha già perso il 90% di utenza.
    Questo per farvi capire quanto bello sia.

  10. Non riesco più a giocare i single player.
    Troppo stupida la AI una volta che ci si è abituati agli umani.
    Troppi video che vogliono raccontarmi storie ridicole.
    Troppo guidati.

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