I “Professori” del videogioco contro il gentil sesso

Angry vg girl

Sono incazzato negro.

Incazzato negro perchè faccio parte di una lobby che disprezzo ogni giorno di più.
Ogni giorno di più quando leggo certi commenti, quando vedo utenti maggiorenni, sani e vaccinati, comportarsi come bambini che disegnano svastiche con la nutella, mi inalbero, mi sale la pressione, e questo mi fa ulteriormente incazzare perchè poi non posso mangiare salato come piace a me.

Ma non è della mia vecchiaia che voglio discutere in questo articolo, bensì di un tema videoludico “critico” di questi tempi, in cui il media ha raggiunto cifre economiche importanti ed una diffusione tale per cui, fortunatamente, si cominciano ad avere contenuti adulti e non devi recarti per forza in una scuola per sentir discutere dell’ultimo prodotto Naughty Dog: stò parlando della difficoltà.

In questo caso però non intendo parlare della difficoltà dal mio punto di vista, o da quello di un videogiocatore “esperienziato”, bensì dal punto di vista di una ragazza che vorrebbe videogiocare, si sta appassionando al settore, ma trova uno scoglio che non le permette di godere appieno dei videogame, e che le provoca frustrazione al posto di divertimento.

Il problema di questa ragazza è stato portato alla mia attenzione da un utente, daghez90, che mi ha scritto un’email linkandomi l’intervista a questa ragazza, svolta da IGN, e che io linko a voi per chi volesse leggersela integralmente: http://it.ign.com/feature/11692/videogiochi-troppo-facili-non-per-tutti

Riporto alcuni estratti che secondo me esplicitano al meglio il problema di questa neo-videogiocatrice, partendo dal suo “grido di frustrazione”, lanciato su Facebook, che ha dato il via al suo “caso”:

“Difficili. Sempre difficili. Anche nelle modalità facili, i giochi sono sempre difficili. Io gioco per intrattenimento, per interagire con una trama, e invece rischio sempre una crisi di nervi. Ma per favore! Un gioco in modalità facile deve essere facile, non difficile! Giuro che scrivo a tutte le softwre house per dirglielo. Perché mi sono stancata, spendo sempre soldi inutilmente, molti giochi non riesco a finirli. E per favore non uscitevene con le solite considerazioni banali, se vi piacciono i giochi difficili, giocate alle modalità difficili, ma cercate di capire anche chi ha meno esperienza, perché si è da poco affacciato al mondo dei videogiochi. Io non penso sia una colpa, e al contempo non voglio rimanere esclusa da questo mondo. Perché giocare mi piace e i soldi i spendo ben volentieri, anche se talvolta mi sento scoraggiata. Un gioco in modalità facile deve essere facile: serve per capirlo, per conoscerlo, prenderci la mano e poi magari passare alle altre modalità, ma la modalità facile deve essere facile per davvero!”

“negli ultimi due anni ho speso veramente tantissimo, secondo me molto più di tanti di quei videogiocatori che mi prendono in giro e che io chiamo simpaticamente “i professori”. Anche per questo vorrei che ci fosse più attenzione da parte delle software house. Io e tante altre persone come me siamo disposte a spendere soldi, a comprare tanti giochi, ma vorremmo anche goderceli. E non è detto che per farlo io debba per forza avere vent’anni di esperienza nel settore.”

Cos’altro hai comprato in questi due anni, per soddisfare la tua voglia di belle storie interattive?

“Ho iniziato a giocare a un po’ di tutto, anche a generi più difficili. Perché se la trama mi piglia, allora sono disposta anche a fare qualche sacrificio. Come ho fatto, per esempio, per la saga di Mass Effect, che è forse la mia preferita in assoluto. È stato difficile, ma dovevo troppo andare avanti per continuare a vivere la storia. E la stessa cosa è successa anche con Final Fantasy XIII. Ho avuto delle difficoltà, ma la trama mi prendeva e allora mi sono impegnata ad andare avanti a tutti i costi.”

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Questi i due punti che voglio mettere sulla lente di ingrandimento:

1) Sei riuscita a individuare quali sono i principali elementi che determinano la difficoltà?

Innanzitutto il sistema di controllo, spesso troppo complicato, soprattutto quando sono richieste più azioni contemporaneamente. E poi spesso c’è anche una presenza nemica troppo eccessiva, secondo me ingiustificata. E poi tante piccole cose più pratiche, per esempio a volte negli sparatutto i nemici sono semplicemente troppo lontani e non riesco a vederli, anche stando incollata allo schermo. Ripeto, io mi riferisco alla modalità facile di un videogioco. Io capisco perfettamente che i “professori” hanno bisogno di giocare alle modalità difficili, ma infatti per me va benissimo così. A volte alcuni giochi hanno tanti livelli di difficoltà, ma quello facile per me è comunque difficile. Date le modalità difficili ai “professori”, a me sembra giustissimo, ma mi sembrerebbe giusto anche avere una modalità davvero facile per i giocatori come me. Tanto poi si può scegliere, no?

Difficult 1La scelta.
Se c’è la scelta, la possibilità di accontentare tanto l’utente skillato, con livelli di difficoltà normal/difficile/super hardcore, quanto l’utente con meno esperienza, perchè devo vedere dei commenti del tipo???
“Se vuoi videogiocare impari”
“Vuoi giocare a questo o quello? Ti impegni, altrimenti lasci perdere!”
Nel caso della scelta, non ci credo più: non si può trattare di paura che “il videogioco” così come lo intendiamo, lo vogliamo, lo conosciamo, diventi un media estraneo. Paura che diventi troppo facile, che non accontenti più i videogiocatori “hardcore”.
I videogiocatori hardcore continuerebbero a fruire della loro modalità uber-difficile, potendo usufruire invece dei profitti del settore che, allargando la base d’utenza, vedrebbe girare ancora più big-money da investire.

Ho ricevuto diverse email di utenti che mi chiedevano come poter fare a coinvolgere maggiormente al videogioco la propria ragazza, e quante volte su internet ho letto commenti invidiosi o sognanti quando qualcuno postava della sua ragazza videogiocatrice. “Uaaaaa!!! La tua ragazza videogioca…come sei fortunato! Quanto piacerebbe anche a me incontrare una ragazza che si interessa ai videogiochi“….penso che come me, così tanti di voi abbiano più volte assistito se non scritto commenti di questo genere.

Poi però, quando un’esponente del gentil sesso che vorrebbe far parte della community, espone un suo problema, le si mostrano i “dictat” del gran giurì dei videogiocatori, e le si mostra la porta: “o così, o fuori di qui“.

Guardate che a volte basta veramente poco per accontentare questa fascia di videogiocatori (maschi o femmine, non facciamone per forza una questione sessista) che vorrebbe giocare ma che non ha tanto tempo da passare sui videogame, tale da poter recuperare il gap di confidenza che noi videogiocatori praticanti da diversi anni abbiamo nei loro confronti.
Si tratta di un’utenza interessata al videogioco, ma che magari ha solo poche ore la sera da dedicargli, dopo una giornata di lavoro stressante, e che può non avere sempre voglia di impallarsi in un “livello” di un videogame per ore ed ore, perchè risulta ostico a livello di controlli o, cosa che noi molto spesso diamo più per scontata, di meccaniche che a noi risultano intuitive, semplicemente perchè abbiamo imparato nel tempo, a forza di passarci sopra di videogioco in videogioco, ad interpretarle.

Il maggiore scoglio, che incontrano la maggior parte dei nuovi videogiocatori di oggi, è il controllo attraverso doppio stick analogico. Visuale e movimento, specie in contesti in prima persona, ma anche in terza, non sono così immediati come possono sembrare a noi, che ne abbiam visti passare di joypad sotto i ponti.
Ecco quindi che la modalità “Principianti” di un Uncharted potrebbe presentare la mira automatica, livelli di salute e resistenza ai colpi più alta, soluzione di eventuali enigmi ambientali a disposizione dopo un “x” di tempo speso senza risolverli…
La aggiungessero questa modalità!! Tanto quale cazzo di “hard-core gamer” si sognerebbe mai di selezionarla!!??

"Tell me a story". Perchè no?
“Tell me a story”. Perchè no?

Guardate, Nintendo ci è arrivata da tempo, ed i suoi giochi first party non direi che di solito si rivolgano ad un pubblico di soli bimbi incapaci.
Parlo ad esempio di Super Mario 3D Land, per Nintendo 3DS: muori per 5-6 volte consecutive in un determinato punto?
Alla successiva ripartenza ti ritroverai a fianco il bonus da poter prendere per avere il costume da procione che rende invulnerabili ai mostri (ma non immortali, ad esempio alla lava).
E ci tengo a sottolineare: “Poter prendere”. Se non si vuole l’aiuto lo si può lasciare dov’è.

E questi sono solo alcuni banali esempi.

E dark souls voglio lasciarlo dove stà! Vogliamo considerarlo IL gioco per soli videogiocatori che vogliono difficoltà elevata?
Lasciamolo per soli videogiocatori duri e incazzati. Non voglio nemmeno tirarlo in ballo, perchè se si scatena il tifone “dark souls” viene giù la curva degli ultrà, e non è mia intenzione mettere in discussione il gioco per VERI videogiocatori.
Se questa frangia ne ha bisogno, è giusto che si senta rappresentata da questo titolo.
Ma è un caso, quasi come se si trattase di un genere a sè.
Non dovrebbe riguardare i giochi “Tripla A” che si rivolgono al grande pubblico a rappresentazione del videogioco: Uncharted, Gears Of War, Halo, Half-Life, The Last Of Us, God of War, Skyrim, Killzone, Metal Gear Solid…i primi che mi vengono in mente.

Ma davvero creerebbe un tale fastidio il veder comparire nel menù, sotto agli altri livelli di difficoltà, quello “Principiante”?
Ma che sia, come fa notare la ragazza nel suo sfogo, davvero per principianti! Non lo stesso gioco, solo con 1-2 nemici in meno.

Davvero c’è ancora bisogno di “fare i professori” (come li chiama lei), di discriminare? Per cosa?
Per salvare il videogioco da minacce invisibili? O per continuare a testa bassa a rimirarsi l’erezione videoludica?

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2)A questo punto, devo farti una domanda che sicuramente a molti verrà spontanea. Io so già cosa mi risponderai, credo di averlo intuito, e credo di essere assolutamente d’accordo, ma forse è meglio chiarirlo, questo punto. Se ti interessa così tanto la componente narrativa di un videgioco, se è la trama la cosa più importante per te, perché hai scelto proprio i videogiochi? Non era meglio continuare a curare la tua passione per il cinema, a questo punto? Lì non c’è nessuna difficoltà, il film te lo guardi e basta. Perché i videogiochi?

Eh, perché il tipo di esperienza che offrono mi piace tantissimo, sulla carta. Rispetto al cinema, rispetto ai libri, i videogiochi offrono l’interattività, che è qualcosa di meraviglioso. La possibilità di vivere in prima persona le storie, di poterle cambiare, è troppo più coinvolgente di quello che può offrirti una storia che ti viene raccontata e basta. Nei videogiochi sei tu il protagonista, è questa la cosa che mi affascina.
Secondo me la risposta che ha dato la ragazza è esplicita, sincera, disarmante.
No scusate, ad essere disarmanti sono certi commenti.
Come si fa, di fronte ad un tale commovente attestato di stima per il videogioco, che dovrebbe inorgoglire ogni sostenitore di questo media, a risponderle “se videogiocare ti crea frustrazione tornatene ai tuoi telefilm”?
Di fronte ad una tale spontanea passione che stà sbocciando, comportarsi da vero ignorante, come un palestrato gonfio che dà la spallata al mingherlino per comunicargli “questo è un posto per veri duri, torna a giocare con le bambole”.
Io stesso ho una moglie che è più o meno nella stessa posizione della ragazza intervistata.
Divoratrice olimpionica di cinema e telefilm, pur non essendo una videogiocatrice sfegatata come il sottoscritto, le piace videogiocare e videogiocherebbe di più se i controlli e la difficoltà non si comportassero da vera e propria barriera all’entrata, o da generatore di frustrazione inebetente.

Avendo letto il caso di questa ragazza ieri sera, stamane a colazione ho deciso di sottoporle gli stessi interrogativi, e le sue risposte sono state praticamente unanimi a quelle della ragazza: le maggiori difficoltà sono le levette analogiche e l’orientamento. L’esempio di Uncharted con la mira automatica (come nei primi Tomb Raider) me lo ha fatto lei.

Di fronte alla domanda: “Ma non potresti impegnarti di più? per arrivare a giocare anche gli altri giochi?
La sua risposta è stata: “Arrivo a casa la sera dal lavoro, devo preparar da mangiare, fare i lavori, badare a te ed alla cucciola…se mi metto sul divano per videogiocare è per divertirmi, intrattenermi, non certo per farmi prendere dal nervoso perchè un gioco vuole fare il difficile con me“.

difficult 3
Sfottete pure il principiante con il livello di difficoltà Nabbo. A lui interessa poter videogiocare.

Ho deciso allora di provocarla, chiedendole cosa risponderebbe al videogiocatore che le dice di tornare ai suoi telefilm e di non rompere i coglioni con i videogiochi, ma a quel punto è scattata l’ignoranza romagnola, incentivata dal momento (risveglio pre-caffeinico), che è meglio io non riporti in questa sede.
Il romagnolo, quando lo sfidi sull’ignoranza, sa dare il meglio di se.
E anch’io per salvare la mia colazione in tavola e per assicurarmi un pasto questa sera ho deciso a quel punto di abbandonare la provocazione.

Però sono ancora inbaobabbato (ovvero inalberato, ma in modo pesante…al pari di “insequoiato”).
Perchè penso all’ignoranza, al commento spregevole che vuole escludere la possibilità ad altri utenti di spendere in questa passione.
Di spendere soldi, di spendere tempo. Di abbracciare il media.

Questo è un Baobab
Questo è un Baobab

E si, anche per poter uscire con gli amici a cena e poter coinvolgere anche le rispettive compagne in eventuali discussioni videoludiche, senza che queste si sentano escluse.

Ma ora voglio sentire la vostra.
E se volete criticarmi pesantemente, perchè la pensate diversamente da me, fatevi sotto.
Tanto sono già imbaobabbato, uno in più, uno in meno non mi cambia.

Viperfritz 2

Prova a cercare ancora!

thegamefatherslive59

The GameFathers Live #59 – Lune e Fiori d’Arancio

Nintendo… si sa… sa far felici grandi, piccini, mezzosangue, invertiti. Ancor più nello specifico, Super ...

289 Più commentati

  1. Non vuole cambiare la difficoltà nei videogiochi, vuole solo che sia inserito un livello di modalità PIU’ FACILE.
    Non vuole cambiare la difficoltà nei videogiochi, vuole solo che sia inserito un livello di modalità PIU’ FACILE.
    Non vuole cambiare la difficoltà nei videogiochi, vuole solo che sia inserito un livello di modalità PIU’ FACILE.

    Penso che anche lo scrivessi 100 volte sarebbe inutile, voi non lo vedreste.

    PERCHE’ non lo volete vedere!

    La sua richiesta sarebbe egocentrica o egoista se volesse che il videogioco DIVENTASSE come vuole lei.
    In realtà lei vuole solo poter usufruire del videogioco senza che questo le crei frustrazione, cioè con un livello di difficoltà in più, che sia adatto ANCHE a lei.
    Non è menomata e, come ha scritto, sforzandosi ed impegnandosi, a fatica poi riesce a portare a termine certi giochi.
    Solo che questa fatica lei non la vorrebbe fare.
    Perchè?

    Perchè probabilmente si ritrova a fine gioco a non gioire per l’impresa compiuta, a non baciarsi gli avambracci e non santificare la propria materia grigia perchè ha raggiunto un grande traguardo.
    Quanto piuttosto maledice di averci dovuto mettere 20 ore, di cui la metà magari spese nei re-trial finchè non passava un certo punto.
    Come fa a non divertirsi per via della sfida?
    Come fa a non capire il significato intrinseco dietro la parola “gioco”?
    Perchè non si vuole impegnare?

    Probabilmente perchè per lei è un intrattenimento più votato all’esplorazione, alla scoperta di luoghi, di storie.
    E basta con sta storia “se non vuoi la sfida guardati un film”.
    In un film può esplorare liberamente?
    Può effettuare scelte autonome?
    Può muoversi ed interagire con un mondo immaginario?
    Poi se ci scappa un “filo” di sfida magari nemmeno guasta, ma evidentemente quella dei giochi moderni, per quanto alla maggior parte di voi possa sembrare incredibile, per una fascia d’utenza è un tantino troppo.

    Magari perchè richiede quel filo di coordinazione che noi diamo per scontata, magari perchè richiede riflessi o l’imparare a memoria pattern di nemici, mediante il re-trial, che ad alcuni sta bene, ad altri annoia.

    La cosa che mi annichilisce, quando guardo ai vostri commenti, è che nonostante in un sito come questo (che non è la rubrica videogiochi di Donna Moderna, e nemmeno la sezione del Forum Nintendo per bambini under 8) abbiano postato diversi utenti manifestando le stesse difficoltà, o comunque l’interesse perchè per certe cose avrebbero piacere ci fosse una semplificazione o riduzione di difficoltà (e ripeto ancora: non generale, ma solo per il livello “chiamatemi stronzo” dedicato a loro) voi preferite tapparvi le orecchie.

    Non riuscite o non volete concepire che il livello facile di difficoltà di oggi (che magari ha permesso a molti altri giocatori di abbracciare più giochi, e aumentare il numero di ore passate su questo hobby) per alcuni utenti possa rappresentare ancora un livello non soddisfacente.
    Oh, non uno scoglio insormontabile, un sistema che richieda un master con studio ed applicazione quotidiana.
    Ho detto un livello “non soddisfacente”.
    In base al loro tempo a disposizione, alla voglia di PERDERCI TEMPO (perchè quando rifai un pezzo 20 volte, anche per me diventa perdita di tempo).

    Vi giustificherei, nel vostro non riuscire a capacitarvi che ci siano utenti che richiedono questo dai videogiochi, perchè non avete persone vicine così, perchè non avete come me una moglie che quando aveva 18 anni mi faceva il culo a Wonder-Boy ma che oggi gioca ai videogame per ben altri scopi che non un punteggio o una sfida.
    Ma dopo così tanti interventi, dopo che vi è stato palesato che ci può essere chi non videogioca per dimostrarsi “capace” per la sfida che lo sviluppatore gli ha posto, perchè preferisce impegnarsi a passare un’esame all’università, perchè lo sforzo lo fa nella sua gara di nuoto, perchè stasera di rifare un pezzo 20-30 volte, per favore no…
    Beh, a questo punto non credo più ad alcuna buona fede.
    Non è questione di non capire, ma di non accettare.
    Di discriminazione, non di incomprensione.

    E accettare si fa fatica. Bisogna Impegnarsi.

    Vi ho visto scrivere che questi utenti “non hanno diritto” a richiedere una cosa simile.
    Perchè non si impegnano.

    In realtà loro hanno diritto a richiedere un livello più adatto alle loro esigenze, perchè quei 70 euro li hanno versati loro come voi.

    Non hanno diritto a riceverlo.
    Questo è vero.

    Stà al produttore decidere cosa vorrà fare nel prossimo gioco. Se ascoltarli, e prendere ANCHE i loro soldi, oppure no.

    • Hai detto tutto tu. Sia nel post che in questo commento.
      Raramente mi trovo d’accordo al 100% con qualcuno; non leggerò gli altri commenti perchè hai sintetizzato alla perfezione e mi incazzerei soltanto.
      Vado a giocare a Far Cry 3, livello facile.

    • ma come si fa a fare i giochi piu semplici di cosi????
      Bisogna far diventare i nemici piu celebrolesi di quelli di AC……suvvia la richesta è assurda semplicemente ha sbagliato hobby. Io sono per i giochi DIFFICILI (che non vuol dire diventare frustranti vero darksouls 1 ;) ) già ora ho ribrezzo per quanto siano semplici non riesco a capire come possano esserlo di piu! Perfino mia sorella che non gioca sempre ritiene i titoli di oggi troppo semplici rispetto a quelli che giocava su ps1-ps2 a questo punto credo che sia lei l impedita ;)

      • Come dice Viperfritz:
        “Non vuole cambiare la difficoltà nei videogiochi, vuole solo che sia inserito un livello di modalità PIU’ FACILE.”
        Non si tratta di rendere i giochi semplici, significa inserire una modalità che venga incontro alle persone che magari si affacciano per la prima volta al mondo dei videogames e che non hanno voglia, tempo ed energie mentali per padroneggiare i vari comandi da usare, a mio avviso sempre più dispersivi, oppure di studiare il pattern di una IA, o di ricominciare un checkpoint per l’ennesima volta dopo essere stato preso da un cecchino che non riescono a vedere.

        Sarò libero io, che dopo una giornata passata a lavorare e fare commissioni voglio passare un’oretta su Deus Ex Human Revolution, di chiedere di non morire dopo che un nemico mi ha sparato un millisecondo dopo avermi visto? Cosa cambia per te, videogiocatore navigato che comunque quel livello di difficoltà non lo sceglieresti comunque?

        Non sarebbe un problema nè per gli sviluppatori, in quanto si tratterebbe solo di semplificare una struttura di gioco pre-esistente, nè per i giocatori più esperti, perchè semplicemente non li riguarda.
        Non vi sta bene? Non lamentatevi se la gente poi si butta su Candy Crush e l’industria videoludica va in crisi.

        Sui giochi di oggi troppo semplici poi si può discutere, ma non è il tema della discussione. Viperfritz non avrebbe potuto essere più chiaro di così, evidentemente “l’elite della comunità videoludica” non è altrettanto ferrata sulla comprensione dei testi.

        • Non voglio nemmeno immaginare cosa intendi tu per giochi piu semplici di cosi :D Se dovessero fare come dici tu semplificherebbero tutto anche le difficoltà maggiori perche andrebbero a togliere cose da tutte le parti meglio un industria piu piccola che piena di giochi troppo facili :)
          cmq non mi ricordo che deus ex fosse cosi difficile e/o complicato da padroneggiare i comandi io l ho fatto tutto in stealth e hakeraggio ed è stato abbastanza facile :D

        • Inserire una nuova modalità equivale a rendere i giochi più facili, abbassando ulteriormente gli standard e impoverendo il titolo agli occhi della clientela, che lo scarterà valutandolo un titolo infantile. Potessero guadagnarci realmente, l’avrebbero già fatto, viceversa non lo faranno mai perchè (per ora) il rischio per avere i 70€ del casualone sono la perdita dei 70€ dell’hardcore e una cosa del genere è semplicemente controproducente.
          Fatevene una ragione.

    • Viper io il tuo discorso lo posso accettare se hai appena incominciato a giocare o se dedichi pochissimo tempo ai videogiochi come le persone che hanno commentato a favore di Cristina , quello che non posso concepire come essere umano con una dignità è che dopo 3-4 anni uno non riesca e nel caso di Cristina NON VOGLIA apprendere una cosa fondamentale come i comandi (non parlo della difficoltà del gioco).
      per fare un esempio ficcante è come se guidassi da 5 anni e dicessi agli iscritti/appassionati del touring club Italiano che ti sei tesserato con loro e che hai una sana passione per le macchine ma ti sta sul cazzo metterti al volante….che quando guidi hai il cambio su automatico , e visto che ci sei chiedi loro perchè i produttori di macchine non creano una macchina che si guida da sola , dimmi se una richiesta di questo tipo non li manderebbe in bestia :I (credo che le reazioni conoscendo questo mondo sono state per lo più “gentili” rispetto a quello che leggo di solito )
      quello che voglio dire è che per come è stata costruita l’intervista leggendo degli spezzoni simpatizzi per Cristina leggendo degli altri ti fa venire un ulcera gastrointestinale ma il problema più grave è che non è coerente con quello che afferma per questo non può essere accettata.
      questa discussione non potrà mai evolversi può solo degenerare , l’unica maniera per capire il senso delle parole di Cristina è invitarla a commentare qui per chiarire alcuni aspetti o meglio ancora farla parlare in una live di Gamefathers

    • Il messaggio era già chiaro, ma semplicemente continuo a non condividere questa filosofia del “tutti i giochi devono essere per tutti”, perché porta ad appiattire i prodotti.
      Faccio un esempio personale di problema analogo: ho una specie di rigetto personale per i giochi in prima persona, che inficiano molto il mio piacere di gioco, tuttavia se mi impegnassi potrei comunque finirli. L’aggiungere sempre a prescindere una modalità in terza persona solo per me potrebbe essere una soluzione? Potrebbe essere una scelta artistica di immedesimazione che io perdo? Potrebbe stravolgere l’engine di gioco, calibrato su quello?
      Certo, il produttore potrebbe spendere altri soldi per soddisfare anche la mia nicchia, ma sarebbe ancora lo stesso gioco? Lo comprerei? Non sarebbe semplicemente più facile comprare un prodotto più adatto a me e per una volta tanto non arricchire i soliti noti?
      Siamo davvero sicuri sicuri che sviluppare una modalità universale abbia impatto zero su tutto il resto, ma soprattutto non abbia influenza sulla filosofia di base del prodotto?
      Io ritengo che si vada molto più avanti premiando la competitività di titoli minori, invece che cercare di creare il cavallo di razza ormai senz’anima che deve piacere a tutti.

    • Puoi scriverlo anche 100 volte e rimane inutile, Viper, essendo una richiesta intrinseca di facilizzazzione (“eh ma lei non ha chiesto nulla!”, “no no, in questa lettera frignante il messaggio vittimistico è ben chiaro”), è fondamentalmente la stessa cosa aggiungere un’ulteriore modalità “senza dita”, prima di “facile” o rendere “facile” per senza dita.
      Tanto più che l’unico interrogativo serio non viene risposto da sta merda di articolo inventato da IGN, ovvero di che giochi stiamo parlando?, che a ben pensare è l’unica cosa che abbia importanza per dare sostanza ad un discorso che è fatto unicamente di fastidio. Capire se questa abbia problemi con Nintendogs, se si senta grassa e cerchi i trucchi per il WiiFit, se cerchi una sfida in un fps giocato da anni dalla stessa gente o titoli notoriamente complessi, permetterebbe di inquadrare più il problema, viceversa sembra una di quelle che si avvicinano ai videogiochi per moda, senza asapere a cosa vanno incontro e senza avere alcun interesse neanche a provarci. E il fatto che ci siano dei giochi tarati per essere accessibili ai bambini, fa saltare qualsiasi scusante questa possa trovare sulla difficoltà.

      Il punto è che i loro 70 euro, l’azienda non li vuole, ma anzi li trova piuttosto tossici.
      Queste aziende hanno mille limiti, ma sono spesso dei falchi quando c’è di mezzo il guadagno, motivo per cui i giochi sono facilitati quel tanto che basta a massimizzarne la vendità, andare oltre vuol dire impoverire i titoli agli occhi della clientela hardcore (che son quelli che puntualmente cacciano i soldi) e se non sei stupido (o sei Nintendo) non sacrificherai mai gli hardcore per i casual che non sai se e quando ti tornino. Non fosse questa la situazione, l’ìavrebbero già fatto da tempo.

      • Visto che non posso parlare con la testa della tipa, ora parlo per i casi in cui “qualche aiuto” fa piacere anche a me.

        Super Mario 3D Land per 3DS è stato per me giocabile, apprezzabile, godurioso.
        Come?
        Al già semplice gameplay, che risulta da nabbi per la maggior parte dei videogiocatori Mario-Skillati, ha aggiunto il cubo salva-frustrazione.

        Dopo 5-6 volte che muori nello stesso punto, quando ripartirai dal check-point comparirà il cubo che ti dà costume da procione “d’oro”, ovvero immortale nei confronti dei mostri (non nel caso in cui cadi in burroni o lava).
        Non è automatico: a te decidere se prenderlo o farne a meno.

        Ecco, questo semplice accorgimento ha fatto si che io continuassi a divertirmi con il gioco, e che non subentrasse mai quel grado di frustrazione tale che la volta successiva che avessi voluto accendere la console, pensando allo scoglio che mi avrebbe potuto comportare mezzora di stress e di frustrazione, con il rischio di non fare progressi nel gioco, mi sarebbi detto (ero arrivato al colmo con le coniugazioni) “Sai che c’è!? piuttosto in questa mezzora gioco/faccio altro”.

        RISULTATO: in questo caso ho ancora voglia di giocare altri Mario, al punto che la sola idea del capitolo su WiiU mi stuzzica l’acquisto della console.

        Non ci fosse stato quel cubo-salva frustrazione, le probabilità di abbandono del gioco da parte mia sarebbero salite avvicinandosi al 99%.
        Con conseguente ripensamento rispetto all’acquisto di un altro capitolo in futuro.

        Nintendo ha stravolto la natura del gioco?
        No!
        Chi se lo vuol giocare senza prendere nessun cubo se lo gioca così, non è costretto ad utilizzarlo.

        Nintendo, DANDO LA SCELTA, questa benedettissima scelta potrebbe raggiungere tutti e due.

        Dove potrebbe essere il problema? Che anche ai videogiocatori mariokazzuti gli potrebbe venir voglia di usare quel cubo.
        Ed è lo stesso problema del mettere la modalità facile in Dark Souls.
        Se tutti i cazzi duri di Dark Souls mantenessero quello che dicono, non gliene dovrebbe fottere nulla di giocare Dark Souls a modalità facile, dovrebbero continuare a farlo in modalità difficile.

        E allora se questo è vero, perché opporsi alla modalità facile?
        Semplice, perché il videogiocatore che suda le sue camice a finirsi Dark Souls o che si impegna per vedere The End, gli tira il culo che alla stessa “The End” ci arrivi anche l’utente impacciato, che non fa sforzi, e che un Boss, invece di studiarsi bene come fare ad ucciderlo, lo tira giù con 3 colpi alla cazzo.

        Che lo si voglia ammettere o meno la verità è questa, altrimenti tutti questi “non riesco a spiegarmi come faccia a non finire un gioco a facile?” non esisterebbero.
        Non te lo spieghi?
        Beh, intanto fidati, perché non è una fake qualsiasi a dirtelo, ma te lo stanno dicendo in diversi.
        Che tu non te lo spieghi o meno non interessa. Almeno non fin quando tu videogiocatore skillato continuerai a ragionare con il “non sei capace? non ti vuoi impegnare? cazzi tuoi!”.

        • Darksouls è un titolo di nicchia che vende proprio grazie al fatto che sia cosi difficile mettere una modalità facile farebbe solo perdere clienti ;)
          cmq io appena ho letto questo articolo ho avuto fin da subito l impressione che anche tu,viper rientri nella categoria di chi non vuole giochi molto difficili dico bene?

        • Non fraintendermi, non sto facendo un discorso di bello/brutto relativo ad aiuti simili, ma unicamente di percezione da parte del giocatore, che prenderà Mario e lo incasellerà sempre nella categoria bambini (pur essendo un bel gioco), mentre prenderà un Demon Souls e lo metterà nella categoria di giochi più maturi. Allo stesso modo da un punto di vista aziendale, le stesse compagnie stanno ben attente a dove ricada un gioco, per venderlo il più possibile al target specifico e quando vengono aggiunte semplificazioni, si prova a non rendere troppo infantile il gioco, non volendosi rovinare la piazza. Motivo per cui la richiesta in sè è semplicemente insensata e almeno adesso non verrà mai presa in considerazione da nessuno.
          Questo al di là del fatto che si possa apprezzare o meno una modalità di gioco meno punitiva (sempre relativamente, visto che titoli giocati “facile” presentano un livello di sfida davvero minimo, proprio per cui si vuole godere la storia senza impegnarsi sto granchè).

          Senza contare che stiamo parlando di aria fritta e massimi sistemi sul nulla: dici che in molti ti han comunicato questa necessità di avere modalità ancora più facili? Ancora una volta, senza sapere (nero su bianco) quali siano i titoli/modalità/singleplayer/multiplayer che abbiano trovati impossibili a livello facile, risulta veramente inutile un discorso simile che venga fatto così in generale. A seconda del titolo e della modalità ci possono essere soluzioni come no, ad esempio se stessimo parlando di un CoD con la componente multiplayer, è legittimo richiedere un matchmaking migliore, di modo tale da non avere la squadra dei MiniPony vs chi abbia migliaia di ore, viceversa non è legittimo sperare di ottenere ulteriore facilità, visto che sarebbe a detrimento degli altri giocatori, se invece stiam parlando del nuovo che vuole finire Demon Souls senza sudare, non ha capito su che tipo di titolo (e clientela) stavano puntando con un titolo simile.

          • Il multy non ha senso in questo discorso. O ne ha molto poco.

            Le indicazioni della tizia sono esplicite: Mass Effect, Deus Ex, Final Fantasy….

            Io ho aggiunto Uncharted e fatto l’esempio di Mario World.

            E non mi ci vuole chissà quale sforzo nemmeno su Mass Effect.
            A me l’epopea fantascientifica messa su schermo esalta per via dell’universo che rappresenta, per la cura dei particolari con cui sono creati le razze, i personaggi…l’intero microcosmo di Mass Effect.
            Non certo per i suoi combattimenti.
            I combattimenti del primo Mass Effect mi fanno letteralmente spruzzare dietro.
            E meno male che, nel mio caso, ho potuto abbassare la difficoltà. Perchè se dovevo giocarmeli a livello più difficile, col cazzo che proseguivo.
            Perchè in quel tipo di combattimenti col cazzo che mi andava di impegnarmi.

            Ecco, nel mio caso può esser bastato.
            Per la tipa magari no, o magari sì ma arrivando alla fine a fatica e con più di un momento abbattente.

            Per questo non faccio fatica a comprendere che alcune parti di giochi non siano così ben recepite da certi videogiocatori.
            Controlli, coordinazione per prendere la mira…
            Prendere la mira, in certi giochi, può richiedere una precisione dei movimenti molto accurata.
            Sarebbe come io chiedessi a Farenz di percepire tutta la sensibilità ai grilletti necessaria su Forza 5 per accelerare, frenare e fare un tempone, senza sbandare, senza aiuti.
            Pur essendo un purista della massima simulazione, non è che non riesco a concepire che lui non ce la fa, e che si spacca solo i maroni nel tentarci.

            Vogliamo dare per assodato che un gioco come Dark Souls si “rovina la reputazione” se permette una modalità facile?
            Bene, nel caso di un gioco “di nicchia” lo accetto.

            Nel caso di un gioco tripla A, come può essere un mass Effect, un Uncharted un Super Mario, no.

          • I multi non hanno senso nel momento in cui ci si restringe la generalità del discorso a titoli precisi, anche solo per farci un’idea e i titoli che hai citato sembravano esempi su come semplificare, più che effettivi titoli su cui queste persone abbiano avuto problemi (ho letto solo in seguito l’articolo originale di IGN). A parte la tizia, sono questi i titoli su cui chi ti ha contattato ha trovato difficoltà inenarrabili?
            Detto questo rimane saldo, sia lato aziende che giocatori, il perchè sia una richiesta che non porterà a nulla per il semplice discorso di domanda/offerta che ho descritto più volte in questo topic, soprattutto per i giochi tripla A, su questo non ci piove.
            La stessa tizia per sua ammissione ha superato le difficoltà, con titoli come Deus Ex, dopo aver giocato ad altro (migliorando, evidentemente), la stessa cosa accadrebbe in ogni altro caso, essendo dei titoli molto entry level in termini di difficoltà, quindi mi pare che si stia andando a parare verso la tutela di quel genere di casual che si troverebbe probabilmente più a suo agio guardando un video walkthrough, rispetto a tutelare chi abbia problemi reali ed insormontabili con giochi affrontati alla difficoltà minore. E, no, non mi sento di tutelare questa categoria, come non lo fanno le case, visto che vorrebbe dire impoverire ulteriormente questo tipo di hobby.
            (Dark Souls è talmente di nicchia che è stato al top di vendite per un bel po’ proprio per le promesse intrinseche di difficoltà, questo per dire che non stiamo parlando di un titolo così oscuro e diverso dal resto come sembra).

          • Da quando aggiungere, lasciando illibato il resto, significa impoverire?

          • Da quando aggiungere vuol dire modificare la percezione di un titolo all’utenza (= impoverisci il brand o lo fai percepire come qualcosa per tutti e/o per un pubblico più infantile), che è qualcosa che nè i giocatori, nè le aziende (nè i programmatori, ma contano poco e nulla), vogliono.
            Voglio dire, se questa modifica portasse benefici redditizi per l’azienda, l’avrebbero già fatto, viceversa si torna al discorso che facevo per cui i 70euri del mega casualone non hanno lo stesso valore dei 70euro dell’hardcore, ed è questa seconda categoria che le aziende vogliono tutelare (guarda lo stesso fallimento del Wii come perseguita tutt’ora big N, proprio prechè si è puntato a del pubblico non affidabile come i casual, inimicandosi gli hardcore).

          • Aggiungere un livello “Uber Facile” o “Invincibile” a Mass Effect cambia la percezione del gioco?

            Quindi se su Halo mi aggiungono un livello di difficoltà extra-noob, chi gioca ad Halo non lo percepisce più come la saga di una volta.

          • Allora perchè non è satto fatto fin qui? Seguendo la logica gli si aprirebbero le porte a nuova utenza, no? No, perchè grazie a ricerche di mercato capiscono quanto in là spingersi e se per ora non hanno varcato la soglia (e di soglie anali tra dlc, beta, demo e finali a pagamento ne hanno percorse) è perchè semplicemente non gli converrebbe (per il motivo di percezione di cui parlavo prima).

          • Grazie a ricerche di mercato hanno creduto che sviluppare il WiiU era il miglior modo per proseguire il successo hardware di Wii.

          • Che centra? Non sto dicendo che la ricerca di mercato sia l’unico modo possibile per giungere al vero, ma che è questo uno dei metri di paragone con cui ragionano, tenendo sempre presente che parlare di una console o parlare di un titolo sono due cose totalmente differenti visto che se una software house si può permettere più difficilmente un fuoco di paglia che gli rovini il brand (l’esempio che facevo del Wii è per capire come ti si ritorce la situazione a lungo termine, puntando ad un guadagno veloce).
            Motivo per cui il pubblico sicuramente pagante è preferito a quello casual inaffidabile.
            Esempio diverso in un altro ambito: se da ricerche di mercato riesci a capire che il 90% dei tuoi clienti (dell’ipotetico prodotto X che vendi) ha delle caratteristiche comuni (credo religioso, abitudini alimentari etc) vuoi dirmi che ti metti a fare pesanti modifiche a come commercializzi il prodotto allo scopo di aggiungere nuova clientela, sapendo che certamente perderesti gran parte dei tuoi introiti sicuri? Ne dubito fortemente. Se vuoi aprire ad altra clientela, lo farai molto delicatamente e diplomaticamente nel corso del tempo (cosa che avviene in ambito videoludico, abbassando sempre più e gradualmente la difficoltà per evitare al minimo la frustrazione), incorciando le dita di non fare incazzare quelli che ti garantiscono di portare il pane a tavola ogni giorno.

          • Di nuovo una cosa che cancella l’altra quando io invece non trovo assolultamente che questo accada, tranne nei giochi nicchia, come da esempi.

          • Viper “cosa” cancella “cosa”? Se più andiamo avanti col discorso, più si punta ad essere criptici e lapidari, non si arriva a nulla.
            Il punto non è che a sabnock non piace quindi è così, ma che non piace alle aziende, perchè non piace ai giocatori e non piace ai giocatori, perchè con la riduzione di sfida (anche solo di una modalità) il gioco viene percepito come accessibile a cani e porci (i suddetti casual) e svalutato. Se una console può permettersi di sperimentare (vedi il Wii aprendosi ai casual e pagandone il fio), una software house può farlo molto meno visto che rischia di chiudere, in quanto si brucia il brand di produzione che verrebbe bollato come qualcosa destinato ad un pubblico di bambini e non per un pubblico più maturo (o che si sente tale), motivo per cui i giochi che hai citato sono già estremamente accessibili e gli si ritorcerebbe contro aggiungere un’ulteriore grado di difficoltà che preveda invulnerabilità piuttosto che altre misure antipigro.
            Poi possiamo discutere di quanto sia stupido l’utente medio o quanto possa avere ragione, possiamo discutere di quanto i casual così pigri si possano vedere un video su youtube senza rompere troppo i marroni alla gente o quanto li si dovrebbe tutelare, possiamo discutere di tutto quello che vuoi, ma quello descritto qui sopra è come funzionano questo lato decisionale delle aziende (il fatto che basarsi sulle ricerche di mercato possa essere stupido o a loro detrimento, non si può cassare come irrilevante, se è un metro di giudizio usato per prendere decisioni simili) e il perchè nell’immediato futuro non ci sarà alcun cambiamento in termini di facilitazione richiesta da parte delle aziende che tutto vogliono meno che alinearsi da chi gli consente di mettere il pane sulla propria tavola.

        • Concordo in pieno. Tra l’altro il discorso “anche i nabbi arrivano alla fine” mi sembra, oggi, facilmente evitabile dato il sistema degli achivement che ti danno quella “gloria” che ti serve. Ho comunque l’impressione che molti non si interfaccino bene con la questione perchè non hanno esempi reali di persone come la ragazza dell’articolo.

    • Salve. Non partecipo mai alle discussioni, ma leggo spesso e volentieri i vari Topic.
      Stavolta però, considerando che si parla di donne, mi sento presa in causa.
      Io sono una ragazza di 27 anni che ha iniziato a giocare ormai più di 5 anni fa.. Spinta dal mio ex ragazzo e dalla passione per la tecnologia in generale.
      Anche se, in realtà, mio padre fu il primo ad avvicinarmi a questo hobby con il mitico sega mega drive nel 1994.
      Ad ogni modo.. La vera passione è nata a fine 2008 con Halo 3..
      Guardavo il mio ex giocare e sono stata io stessa a chiedere insegnamenti.
      Lui mi ha messo il joypad in mano, mappa vuota, solo io e lui che ci speravamo a vicenda.
      All’inizio è stata difficile. Non lo nego.
      E per imparare l Abc ho fatto molta pratica su PC (considerando mouse e tastiera più famigliari del pad) almeno per prendere confidenza con i menu di gioco. Ho iniziato con fallout 3 e mass effect.
      Poi pian piano, dopo tantissime mazzate ad Halo 3, ho preso finalmente confidenza e, complice anche un numero piuttosto consistente di co-op, sono diventata sempre più esperta ed interessata.
      Alla fine sono riuscita a battere il mio ex ad Halo e finire la campagna a leggendario.
      Io credo che, prendendo me come esempio, la difficoltà facile nei videogiochi non è poi così impegnativa.
      Certo non è guardare un film.. Ma un minimo di sfida e, perché no, frustrazione è indispensabile per poi trarre soddisfazione dai risultati ottenuti.
      Un livello ancor più basso di difficoltà rovinerebbe, a mio parere, l’esperienza di gioco.
      Di certo non mi interessa vederla introdotta o meno.. (a me non cambia niente)
      Ma temo non sia il modo migliore per approcciarsi a questa nostra passione.
      Perché la difficoltà (e le imprecazioni) sono parte del “gioco”..
      Io, a questo punto, consiglierei ai novizi titoli semplici (per iniziare) e poi pian piano spostarsi su gdr dalle meccaniche più profonde.
      Finire un gioco senza combattere non aiuta ad imparare.. Imparare è fare gameover.. Rialzarsi e combattere.. Morire e ricominciare.
      Questa è l’unica via temo.
      E per me.. L’unica in grado di portare soddisfazioni e tenere in vita la passione.

  2. cmq non è un problema solo femminile questo ma ci sono tanti dembosciati maschi che si impovvisano “videogiocatori” e poi piangono alla prima difficoltà ma giocano solo perche dire “di essere nerdd fa fiko ora11!!!1!”

  3. Io penso che la verità sta sempre nel mezzo…mi spiego: la mia prima “console” è stata l’amiga 600 nei primi anni 90 quindi ritengo di avere un pò di esperienza nei videogiochi, ciò nonostante nn mi ritengo un hardcore gamer e preferisco giocare a livelli di difficoltà abbordabili che mi diano un livello di sfida adeguato e nn frustrante in quanto vivo il videogame come un qualcosa che mi deve rilassare e distrarre e nn una specie di attività lavorativa in cui devo applicarmi eccessivamente per diventare sempre più forte per qualche oscuro motivo…figa sto giocando nn devo mica giocare il torneo internazionale di videogame…cmq mi rendo conto che ognuno vive il gaming in modo differente ed è giusto accontentare sia chi vuole l’alto livello di sfida sia chi vuole passare un ora in spensieratezza e in questo punto sono d’accordo con la ragazza e che debbano esserci i livelli di difficoltà appropriati per tutti.
    Però è anche vero che i videogame di oggi tutti (o quasi) a livello facile sono cmq abbordabili basta seguire i tutorial che ti insegnano come giocare e applicarsi inizialmente quel minimo che ti permetta di giocare ed andare avanti. tutte le cose nella vita che nn abbiamo mai fatto vanno pian piano imparate qualsiasi cosa quindi anche imparare a giocare con un videogame, e con questo nn intendo per esempio sapere a memoria tutte le fatality in mortal kombat ma per esempio imparare che ci sono 2 tipi di calcio e 2 tipi di pugno ad esempio. E’ normale dover un attimo imparare i comandi in un determinato gioco basta applicarsi un minimo ma nn per diventare il più forte dell’universo ma per poterti godere il gioco.
    Cioè se mi compro un Cod ad esempio e gioco con dei bot fermi che mi guardano e nn mi sparano per quanto mi posso divertire? 2 minuti? poi mi faccio 2 maroni che nn finiscono più.
    E’ normale dover imparare un minimo delle dinamiche di un gioco per imparare come abbiamo da piccoli imparato a camminare o a parlare, se alcuni giochi per esempio vediamo che nn siamo portati semplicemente passiamo ad altro.
    Io ad esempio gioco a quasi tutti i tipi di videogame ma ad esempio nn gioco mai ai gdr perchè nn ho la pazienza di imparare dinamiche un pò più complesse e nn ho voglia di passare 10 minuti a leggere come usare una magia o equipaggiare un tipo di armatura con resistenza 5 agli attacchi con elemento fuoco (esempio puramente inventato :) ), cosa faccio scrivo petizioni? pubblico il mio dissenzo alla comunità online? no, semplicemente passo ad altro.

  4. ma scusate un secondo…magari mi sbaglio ma qui la questione non è che se ad una persona piace un gioco allora si impegna un po’ e impara i comandi… bisogna pensare ad un tipo nuovo di utente, queste persone non hanno interesse nel padroneggiare il joypad (perche a loro interessa solo la trama del gioco e interagire ogni tanto in maniera semplice senza sbattimenti da quanto abbiamo appurato no?) quindi nel momento in cui staccano dal gioco, il cervello umano cosa fà?? se non ti interessa una cosa tendi a dimenticartela…quindi quando si rimettono a giocare hanno di nuovo le crisi vs il pad….

    esattamente come mia madre che non ha mai avuto interesse nell’informatica,e quindi usa pochissimo i pc, ogni volta che prende il mouse in mano non si ricorda neanche la differenza tra tasto dx e sx. ormai sono anni che cerco di spiegarglielo e rispiegarglielo….ma ovviamente dopo che ha fatto quel poco che voleva fare al pc stacca e si dimentica ciò che non le interessava.
    idem con lo smartphone, siccome è appassionata di sport oramai l’app di eurosport la sa usare a menadito, ma nel momento in cui le serve magari il navigatore va nel panico e mi chiede di impostarle la rotta magari, sempre perche non le interessa imparare a usare maps, e nel caso userebbe tuttocittà.

    detto questo sappiamo tutti che il concetto di inserire un nuovo livello di difficoltà che sia quasi autoplay non è applicabile a ogni gioco, ma in alcuni casi non vedo perchè non farlo visto porterebbe altri utenti nel mondo del videogaming.

    • “idem con lo smartphone, siccome è appassionata di sport oramai l’app di eurosport la sa usare a menadito”

      Qui ti sei tirato la zappa sui piedi, perche’ evidenzi che anche tua madre negata con smartphone e pc, l’applicazione che le interessa ha imparato ad utilizzarla.

    • Perchè sarebbe più il danno all’immagine di un titolo nei confronti dell’utenza che vale (cioè quella che gli compra il nuovo gioco ogni anno) rispetto a quanta ne guadagnerebbe stabilmente; voglio dire, se guadagnassero da una mossa simile, l’avrebbero già fatto (e parzialmente è già così, ma è un processo avvenuto più o meno lentamente).
      Guarda il Wii: si è fatto un botto di grana vendendo ai casual e alienandosi gli hardcore e tutt’oggi la sta ancora pagando.

      • la croce del wiiu è il suo predecessore oltre al nome stupido che porta

      • Scusa, ma se “l’utenza che vale” c’ha un minimo di cervello, e non si fa condizionare dal fatto della nuova modalità facile inserita, e se ne frega del “prestigo” del gioco che verrebbe meno con essa, il gioco se lo compra lo stesso! Se sono un fan di dark souls e esce il capitolo nuovo, e in questo nuovo capitolo c’è la modalità super-uber facilissima, che faccio, non lo compro? Mi perdo un gioco che mi piacerebbe un casino solo perché so stati così stronzi da “tradire noi fan” e aggiungere una modalità per nabbi? Ma che so scemo? Io il gioco me lo godo uguale. Quindi tu dici bene che le software house perderebbero l’utenza, e c’hanno ragione a non farlo allora, perché giustamente loro vogliono guadagnarci. Qua il problema non è nelle software house, allora, ma nell’utenza!!! Io non mi farei mai condizionare da una cosa del genere! Poi il discorso che fai sul wii ci sta fino ad un certo punto. È vero il discorso dei soldi che hanno fatto coi giochi per casual gamers. Ma è diverso, perché quei giochi lì sono giochi SOLO per casual, sono destinati a quella fetta di mercato. Se gli hardcore si sono incazzati, giustamente, è perché c’erano pochi giochi per loro. È stata proprio na mossa sbagliata da parte della nintendo, ma è diverso. Invece qua il discorso è che i giochi di oggi potrebbero tranquillamente accontentare sia i casual che gli hardcore! Se aggiungono la modalità facilissima in un gioco che voglio comprare, per me non c’è nessun “danno all’immagine” di quel videogioco, ma perché a me non mi cambia una ceppa. Perché io so che a quel gioco voglio giocarci e ci gioco, anche usando la modalità ESTREMA, se è quella che mi ficca di più! Punto! E così dovrebbe essere anche per “l’utenza che vale”, secondo me. Purtroppo non è così, e mi sa che il problema è proprio questo. Per dire, un sacco di gente s’è lamentata del fatto che metal gear ground zero durava pochissimo e costava 40 euri. Ma non lo comprate, allora! Aspettate che costi di meno! Lo so, è un altro discorso questo, ma è per far capire come gli utenti di oggi si facciano condizionare così, quando invece sono loro che (dovrebbero) decide cosa fare.

        • No non lo compra stai tranquillo che è cosi infatti se vai a vedere i vecchi commenti prima dell uscita del gioco c era PAURA che il gioco fosse diventato molto facile,darksoul deve essere cosi punto altrimenti non è piu darksouls (cmq non è un gioco cosi tanto difficile basta farmare tanto tanto tanto e diventa tutto semplice io ormai oneshotto il mondo ;) )

        • Avere o non avere cervello è irrilevante, non stiamo infatto parlando di cosa sia logico o sensato e cosa non lo sia, ma quello che piace e quello che non piace. Se alla gente non piace, la gente non compra, puro e semplice, e evidentemente la puoi fregare in molti modi (demo/beta/finali/dlc a pagamento) ma su questo comprensibilmente sono restii.
          Generalmente l’utente medio che ricerchi giochi con un certo grado di sfida non vuole che sia un gioco percepito come fanciullesco (essendo facili i giochi per bambini, non adulti o che si sentono tali) e le case fanno di tutto per evitare che sia così evidente e determinante (come un invulnerabilità) l’aiuto che venga dato a “facile”.
          Non è un discorso di essere scemi, ma di farsi una ragione che ci sia una buona fetta di fedeli consumatori che la pensi così, motivo per cui l’opera di facilitazione è stata portata avanti poco alla volta, proprio per non far ragequittare gente pagante.
          Il discorso del Wii è calzante alla perfezione, facendoti vedere che tipo di fuoco di paglia sia fidarsi dei casualoni a discapito degli hardcore da un punto di vista dell’azienda, figurati se non hai il portafoglio della Nintendo e sei una software house, ti poni ancora meno problemi sul fare scelte che potrebbero essere molto impopolari tra i tuoi fan.

          Personalmente (gioco dal comodore 64) ritengo indegno introdurre un ulteriore livello di facilità, visto che i giochi sono già stati facilitati eccessivamente e che il passo successivo sia guardarsi a 1080p un video di gameplay su youtube, così non si fa neanche la fatica di accendere la console, visto che di questo grado di fatica si tratta. Probabilmente sono un vecchio di merda io eh, ma trovo inconcepibile un gioco totalmente sprovvisto di sfida per venire incontro a chi sotto sotto sarebbe appagato guardandosi un video, visto che parte della gratificazione di un gioco sta proprio nell’aver superato una sfida.
          (Il discorso MGS era diverso, essendo indegno vendere a 40€ una demo, non è tanto un discorso di costo o “compratela quando scende”, ma dell’ennesimo pezzo di etica che è caduta nel gabinetto)

          • Ritengo “indegno” introdurre un ulteriore livello di facilità….

            Vabbè, che tu stia difendendo la posizione oltranzista degli hardcorers si è palesato.
            Come si è palesata, anzi hai dichiarato, la rinuncia alla logicità di questo atteggiamento.

            Direi che non c’è molto altro da dire.

          • ma come viper il discorso ha senso perche non c è nessun motivo valido per rendere i VG piu semplici di cosi!

          • Non sto difendendo niente, sto provando a spiegare, all’interno di un discorso fatto di scoreggie, perchè sia stupido e impossibile da ottenere un ulteriore modalità senza dita per i casual pesaculo e non è possibile non tanto per haterismi, nazismi o altro, ma perchè semplicemente va contro il funzionamento del mercato videoludico e risulta veramente da ingenuotti devastanti non avere neanche una vaga idea di come funzioni.
            Nella seconda parte ho spiegato perchè personalmente non la ritenga una buona idea (al di là del fatto di mettersi in contrasto con il funzionamento del mercato), puoi essere d’accordo o meno (sai che non me ne frega niente), ma hai frainteso nuovamente il discorso: non si tratta di sabnock che difende la categoria degli hardcore, cui non mi sento di appartenere tra l’altro, ma di non tutelare i finti videogiocatori che comprano giochi (quando lo fanno), senza manco aprirli, presenti su internet con l’unico scopo di rompere le palle, chiedendo favoritismi che probabilmente non sfrutteranno mai.
            Casual che si comprano giochi specifici per passare il tempo vanno benissimo, sia chiaro, casual che sono talmente stupidi da comprare un gioco che sanno di non giocare mai per pigrizia e che vengono a farcele piatte al posto di guardarsi un video (magari col pad in mano) non vedo come si possano tutelare.
            Mi spiace che rivedendoti nella categoria credi sia qualcosa di personale e ti chiudi a riccio, ma è tutt’altro che personale come faccenda.

  5. Non credo che mi sia mai capitato prima in vita mia di essere così Totalmente, Completamente, Assolutamente, Incondizionatamente (e così via di parole a piacere che terminino con ..mente) d’accordo con un articolo.
    Approvo tutto quanto scritto da Viperfritz in questo articolo e le sue risposte ai vari commenti degli Hardcore Gamer. Approvo ogni singola parola, ogni virgola, ogni punto e ogni bestemmia da lui utilizzata nel leggere molte delle risposte.

    Io sono un maschio, ho 23 anni e gioco ai videogames da quando ne ho 6, eppure tutt’ora io amo giocarli a un livello facile:
    perchè Non voglio dover faticare e sudare per battere un nemico (che sia in un GdR, in una partita a Fifa o in un hack’n’slash);
    perchè Non mi diverto se due ore le devo impiegare per lo stesso nemico;
    perchè Non ci trovo nulla di soddisfacente e appagante nel riuscire a sconfinggere il boss Tizio al ventordicesimo tentativo!
    Io voglio un gioco che mi intrattenga, mi permetta di rilassarmi e distaccarmi dalla vita quotidiana per il tempo che lo uso. Per questo amo giocare a livelli di difficoltà bassi.
    Non voglio dover scomodare santi, preti, pastori e lo zoo comunale per un videogioco! Ste situazioni non mi fanno saltare in piedi gridando: “EVVAI!! Ho chiaramente un pene enorme perchè riesco a vincere giocando a un livello elevato!”; la mia reazione usuale quando affronto giochi del genere è più del seguente tipo: “Ca**o era ora che morisse! Porco dighel ma è possibile che devo perdere mezzo pomeriggio per un cacchio di nemico!!!”

    Poi, come dice appunto Viperfritz, ben vengano giochi (o forse sarebbe meglio parlare di genere videoludici)prettamente per hardcore gamers come il brand di Dark Souls. Fan benissimo le case a produrli e loro a giocarli.
    Io (e ad altri come me) me ne terrò ben lontano in maniera da preservare la mia salute fisica e mentale.
    Però l’idea di Viperfritz di aggiungere (leggete bene: A G G I U N G E R E) livelli di difficoltà che giustifichino tutti i palati nei titoli dedicati a un grande bacino di utenza è giusta e sacrosanta. Farebbe felice il casual gamer e non cambierebbe nulla all’hardcore gamer, che si limiterebbe a vedere una riga in più nel menù della scelta delle difficoltà e potrebbe senza problemi continuare a vantarsi di quanto sia grande il proprio membro.

    Sostenere che il videogioco debba esser difficile, quasi che si tratti di una regola ferrea stabilita per legge divina, è una Puttanata.

    • I giochi non sono difficili, per questo non ha alcun valore questo discorso, puro e semplice.
      Non è volere una difficoltà maggiore o che, ma che abbassandola ulteriormente le aziende sanno di svalutare il proprio prodotto (per ragioni lungamente descritte nel topic), motivo per cui non verranno in contro a questa proposta non avendolo fatto fin qui, se non moooooolto gradualmente e in tempi moltoooooolto lunghi.

    • Anch’io ho iniziato in gioventù con la modalità facile come must.
      Solo che diventando più bravi poi finisci col sostenere un combattimento 12 contro 1 in cui manco ti toccano e se comunque ci riescono ti fanno il solletico.
      Secondo la mia modesta opinione ci si gode tutto di più con una sfida ragionevole.
      Non che si debba provare una boss fight 12 volte, ma neanche che la si possa affrontare con un piede sul pad mentre si mangia un panino con le mani.
      Cioè, “un colpo un morto” lo trovo abbastanza deprimente.
      Sento di averci perso qualcosa

  6. ma, molto più semplicemente: non è un problema reale, questa non c’ha un limite fisico o menomazioni mentali (anche se…) è solo che o non c’ha voglia o non c’ha tempo, in entrambi i casi non è un problema che riguarda le softwarehouse o chi per loro ne tanto meno i giochi che sono “””””””difficili””””””.

  7. ok, io gioco da parecchio e cerco sempre una certa sfida nei titoli che gioco, però credo che in tutto l’articolo e nella discussione sia sfuggito un punto, ovvero la definizione di difficoltà che questa ragazza da…

    “Innanzitutto il sistema di controllo, spesso troppo complicato, soprattutto quando sono richieste più azioni contemporaneamente.”

    su questo concordo, gioco principalmente su pc e nella maggiorparte dei titoli che ho provato su console proprio non riuscivo ad abituarmi al sistema di controllo, anche se credo che giocando solo su console per 4 anni mi sarei abituato. comunque da questo mi sorge spontanea una domanda… piuttosto che spendere soldi per una ps3 di scorta (WTF?! solo io lo trovo assurdo?!) spendere quei soldi per fare qualche upgrade al pc che sicuramente ha a casa e per un titolo in saldo su steam giusto per provare pareva così brutto? a livello di precisione e multitasking tastiera e mouse sono nettamente superiori imo. con 5 dita sulla tastiera (se scrive spesso usare 5 dita dovrebbe essere abbastanza naturale) e un mouse in cui si può usare contemporaneamente il movimento (molto più preciso di un analogico), 2 tasti, un eventuale tasto aggiuntivo e lo scroll (magari sia verticale che laterale) il multitasking diventa un problema decisamente secondario…

    “E poi spesso c’è anche una presenza nemica troppo eccessiva, secondo me ingiustificata.”

    questa è una diretta conseguenza del primo punto, se hai familiarità con i controlli il numero di avversari diventa un problema decisamente minore…

    “E poi tante piccole cose più pratiche, per esempio a volte negli sparatutto i nemici sono semplicemente troppo lontani e non riesco a vederli, anche stando incollata allo schermo.”

    stiamo parlando di console quindi immagino abbinata ad una tv… facciamo un 26 pollici hd ready giusto per complicare le cose? se un avversario non lo vedi neanche stando incollata allo schermo o hai problemi di vista o non hai capito come utilizzare la mira (se il fucile ha un mirino con zoom) oppure non è un avversario di cui devi preoccuparti… e anche qua ripropongo il pc come soluzione… con un 21 pollici ad una distanza nettamente inferiore ripetto ad una tv ed una densità di pixel nemmeno paragonabile è raro non vedere gli avversari…

    scusate ma proprio non capisco quale sia il problema con questa ragazza se le difficoltà che trova sono queste…

  8. Lasciatemi fare questo commento e cercate di non far ribollire da subito i bollenti spiriti, spiegherò tutto. Ma in primis me lo devo togliere: questa Cristina mi è sembrata una del tipo

    “HO LA PATATA IN MEZZO ALLE GAMBE E VOGLIO ESSERE AVVANTAGGIATA!”

    E ora torniamo seri. Partiamo dal resoconto del Viper:
    “Non vuole cambiare la difficoltà nei videogiochi, vuole solo che sia inserito un livello di modalità PIU’ FACILE.”

    Perfetto! Nulla lo vieta, anzi, se questa cosa non mi va a intaccare i gameplay già facili di oggi allora va bene. Perchè si dica ciò che si voglia, ma oggi i giochi sono diventati MOLTO più facili rispetto alle vecchie generazioni, e questo è un dato di fatto. Però voglio farvi notare le difficoltà che questa Cristina incontra:
    [copio-e-incollo, almeno non rompete il ghezz]
    Innanzitutto il sistema di controllo, spesso troppo complicato, soprattutto quando sono richieste più azioni contemporaneamente. E poi spesso c’è anche una presenza nemica troppo eccessiva, secondo me ingiustificata. E poi tante piccole cose più pratiche, per esempio a volte negli sparatutto i nemici sono semplicemente troppo lontani e non riesco a vederli, anche stando incollata allo schermo. Ripeto, io mi riferisco alla modalità facile di un videogioco.

    Non riesce a fare 2 azioni contemporaneamente con il joystick…per questo basta solo la pratica, non serve una laurea. I nemici negli fps o tps sono troppo lontani? Non possono certo venirti a sparare in bocca se permetti…

    E questi sono i giochi che ha lasciato per causa della difficoltà facile troppo elevata:
    Sì, sono decisamente troppi. Te ne cito alcuni: Saints Row The Third, i primi due Dead Space, Fallout: New Vegas, Borderlands, i due Prototype, Army of Two, GTA IV, Far Cry 3 e altri.

    …ora forse capite meglio il mio primo commento…vi immaginate un far cry 3 quando sei in una base nemica con solo 2 nemici?…o un Dead Space, dove sei in un astronave PIENA di mostri, e in tutto il gioco ne incontri solo 5…ora, son queste le cose che mi fanno incacchiare:

    *il gioco inizia, e il personaggio sta fermo*
    giocatore: mmmm….non so che devo fare!
    *50 istruzioni a schermo di tutorial che ti smorzano l’azione ogni santa volta*
    giocatore: mmmm…ok, però continuo a non sapere che fare!!….WOAH, POSSO ANDARE A SINISTRA! WOW WOW WOW!!!”
    *il giocatore va a sinistra e arriva un mostro*
    giocatore: AAAAAH, CHE FACCIO? CHE FACCIO? CHE FACCIO????
    *movimenti a caso del pg, che poi viene ucciso dal mostro*
    giocatore: ….BAAAAH, COS’è STAMMERDA??? TROPPO DIFFICILE!

    Questo è il classico caso dei neofiti gamer di oggi (maschi e femmine che siano). Ora la mia domanda:

    noi altri eravamo super uomini quando giocavamo a castlevania? o metroid? O killer instinct? O doom? SUper mario 64? Final fantasy? Metal gear? F-zero? Donkey Kong Country?
    No, mi sembrava solo che ci sbattevamo ore e ore per riuscire a passare quel maledetto punto in cui ci si bloccava. E ci si riusciva, solo con madonne su madonne che cadevano dal cielo…ma non ci si lamentava mica che volevamo una difficoltà più facile! E ok, prima noi avevamo MOLTO più tempo rispetto ad ora. Va bene. Ma se hai solo 30 minuti al giorno non giochi a Demon Souls, dove rischi di perdere tutto. Ma bensì a un super mario, o un qualcosa che ti permetta di salvare quasi sempre, e che se anche perdi non devi rifarti ORE e ORE di gioco. E ora non venitemi a dire “ma perchè non posso giocare a tutto quello che voglio?”
    La risposta è: “ma chi te lo impedisce?”
    Il tempo libero? Beh, mi dispiace ma è risaputo che da giovini si ha più tempo libero e più di invecchia e meno tempo si avrà per giocare. Ma se ti piace veramente, ogni tanto il tempo lo trovi sempre. Poi ognuno sceglie cosa vuole fare. Guardate il farenz, lui dice “no” ai rpg, semplicemente perchè non ha quelle 30-60 ore da spenderci per giocarlo bene. Eppure non mi sembra che si lamenti dicendo: “eeeeeh, ma le software house dovrebbero fare rpg da 8 ore, perchè io non ho tempo!”

    O almeno, così mi pare :P
    E per chiudere il discorso, passiamo al “sessimo” verso queste neofite gamer girls…mi ricordo che le ragazze videgiocatrici c’erano anche quando andavo a scuola io (sono dell’89), solo che su 10 ragazze ne giocavano solo 2, non come oggi che su 10 ne giocano 8 perchè è diventato di moda giocare. Ma alla prima difficoltà ci si arrabbia e si abbandona subito (scusate se lo dico, ma da come ho capito dall’articolo….cristina, *cough* *cough*) e allora che si fà?

    “ooooh, sono una ragazza, non sono nata per videogiocare, non sono mica un maschio come voi!”

    …..MA BAAAAAAAAAAAFFANCULO! Portare un paio di occhialoni neri e fare le foto in mutande e reggiseno con i joystick mentre nella tv si vede il gioco di giulia passione stilista non ti fanno videogiocatrice, ti fanno (forse) un pò bagascia.

    Ricapitolando prima che la gente mi decapiti:

    1)Va benissimo la modalità uber facile, basta che non venga intaccata la modalità normale, o addirittura che la modalità difficile sparisca e compaia solo tramite DLC (non sarebbe troppo strano)
    2)Ok essere donne, ma non approfittiamoci della patata.
    3)Ricevete commenti sessisti, solo perchè siete gamer? Pensa un pò, da piccolo le ragazze mi dicevano che ero una palla di lardo, che ero brutto etc etc (questo non è “””razzismo””” verso i grassi? LOL) eppure invece di lamentarmi e fare la vittima mi sono messo a dieta e ho imparato a capire chi sono le ragazze col cervello, e chi sono le ragazze con solo la patata.

    Peace and Love to everyone.

    • Cazz, mancava sicuramente qualcosa da scrivere dopo uno sproloquio simile… (dopo non rompo più, lo giuro)
      Viper ti copio-incollo il paragrafo fondamentale:

      “In questo caso però non intendo parlare della difficoltà dal mio punto di vista, o da quello di un videogiocatore “esperienziato”, bensì dal punto di vista di una ragazza che vorrebbe videogiocare, si sta appassionando al settore, ma trova uno scoglio che non le permette di godere appieno dei videogame, e che le provoca frustrazione al posto di divertimento.”

      E qui la mia domanda: te non ti incazzavi mai su videogiochi? Io su castlevania non ti dico i bestemmioni quando arrivavo al mietitore, o nel corridoio prima quando c’erano i 2 cavalieri e la testa di medusa. Frustazione? MAGARI, ero proprio incazzato da far volare il NES fuori dalla finestra certe volte :/ Eppure oggigiorno amo sempre i videogiochi, e non per questo ho smesso, anzi! Amo molto il retrogaming (gioco quasi solo a quello possiamo dire) perchè mi dà MOLTA più sfida rispetto ai giochi odierni.

  9. Beh la ragazza parla di FFXIII e di Mass Effect. Su Final Fantasy XIII non ho nulla da dire dato che è un gioco dove letteralmente se farmi abbastanza difficilmente morirai grazie al magico tasto “auto-battaglia” (tranne per qualche boss più ostico della media dovee è richiesto un minimo di tempismo e intervento del giocatore). Riguardo a Mass Effect però sono dalla sua parte, il primo capitolo aveva un sistema di combattimento fatto peggio della croce direzionale del pad della 360, non mi meraviglio che lo abbia trovato difficile…

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