Il circolo virtuoso della cultura (videoludica)

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Oggi, dopo diverso tempo che non lo facevo, mi son preso 5 minuti per sfogliarmi la pagina giochi dell’apple store.

Così, per una fugace curiosità, non per un furente impeto completista dei miei. Se mi avesse colto quello, ora non sarei qua a scrivervi.

Con cocente rammarico constatavo come la dilagante moda del gioco gratis, del “scarica pure  che tanto poi ti inculco di pagare in modo subdolo quando lo dico io”, abbia ormai intaccato tutto e tutti (i generi).
Difficile rintracciare ancora qualche rara perla che si rende disponibile a prezzo intero, per offrire un’esperienza di gioco per quelli che possono essere definiti ormai “vecchi amatori”.

Non intendo qui ripercorrere l’esame sui perchè un gioco free-to-play possa corrompere l’esperienza di gioco. Lo fa.
Magari non sempre, magari spesso il tutto è ben bilanciato, magari ben venga pure che qualche gioco free-to-play ci sia, ma il fatto che tutto sia ormai diventato free-to-play manda a ramengo diversi aspetti dello sviluppo videoludico.

Quello che invece voglio fare è porvi una domanda. La stessa che mi sono posto io.

Che ruolo ha avuto la critica videoludica in tutto ciò? Avrebbe potuto cambiare qualcosa una maggiore cultura in questo ambito?

Personalmente, lo ammetto, sono un pò indisposto con l’atteggiamento ostentato dalla critica, dai siti e dalle riviste specializzate, perchè a mio avviso non solo non hanno saputo gestire l’informazione dedicata, ma in certi casi si sono pure opposti al fenomeno del gaming su device touch, salvo poi ripiegare una volta che l’ondata aveva già colpito in pieno e che il non trattare l’argomento esponeva un pò tutti i siti ad una plateale mancanza in quanto a copertura.

doom destiny

Nel momento cruciale in cui il fenomeno stava esplodendo, al posto di fare il proprio, di rendere un servizio agli utenti, specialmente quelli maggiormente esperti in fatto di videogames, indicandogli i prodotti meritevoli, quelli con contenuti interessanti che avrebbero meritato una miglior vetrina dedicata  al pubblico videoludico, che non quella popolare ed indifferenziata delle classifiche iTunes Store, si sono opposti o, molto più semplicemente, non hanno minimamente pensato di dedicarsi all’informazione in questo senso.
Del resto, se non c’era nessuno che gli inviava i codici per recensirli, perchè prendersi il disturbo di farlo di propria iniziativa?! “Siam pur sempre una redazione professionale di videogiochi!”…giusto?

E così il pubblico videoludico si ritrova quel che si merita: un campionario di giochi casual, che prendono in considerazione quasi unicamente il non-videogiocatore.

Nel frattempo, volente o nolente, questi device si sono affermati con prepotenza nel mercato “portable”, e volente o nolente, qualsiasi sviluppatore che intenda destreggiarsi sperando in un certo ritorno economico, si getta in primis a sviluppare su iOs.

Oggi come oggi, come dicevo, i siti sono corsi ai ripari, e chi più chi meno, ha dedicato una parte del sito alla trattazione di questi prodotti.

Quello che mi chiedo io però è se non fosse stato possibile fare qualcosa prima?
Anzi, sicuramente sarebbe stato possibile. Ma questo sarebbe stato in grado di cambiare le cose?
Una maggiore informazione rispetto al “Tanto si tratta solo di giochini”, sarebbe stata in grado di creare quantomeno una nicchia di prodotti maggiormente rivolta agli appassionati del settore?

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26 Più commentati

  1. articolo che condivido. Molti free to play inducono a spendere soldi per proseguire, con la conseguenza che tali giochini vengono (quasi sempre) disinstallati. A questo punto é meglio fare giochi a pagamento ma privi di acquisti in app in modo da non essere costretti ad interrompere la propria ezperienza a metá gioco. Tra questi giochi ricordo doom e destiny fantasyico rpg indie italiano adesso scaricabile mi pare in versione free (prima costava 3€). Altro free to play degno di nota, una piccol perla é secondo me heartstone

    • interessante… ma forse hai perso di vista il fatto che la maggior parte dei consumatori storcono il naso e si rifiutano di pagare 0.98 centesimi per il rinnovo di what’s up. con un giochino gratis s’intrattengono, spesso anche quel tanto da rimanere “drogati” dal giochino per cui poi spenderanno 3€ per avere i “diamanti” tanto agognati. il pubblico fruitore di questo mercato è troppo esteso e diversificato ed è poco remunerativo arrivare a pochi rispetto a tutti.

      • hai ragione la mia proposta é senza dubbio utopistica peró sarebbe il modo di privilegiare la qualitá rispetto alla quantitá… La regina del pay to win é senza dubbio gameloft: vedi asphalt 8 gioco dalle buone potenzialitá ma assolutamente frustrante al limite dell’ingiocabile a causa degli acquisti in app

  2. Un articolo molto interessante,peró detto onestamente per quanto mi riguarda,preferisco tenere da parte quei centesimini(l’unico gioco per cui abbia sgangiato qualcosa é stato Plague Inc.),per arrivare a prendere giochi piu costosi per console,perché io non considero console i vari tablet e cellulari,quindi preferisco un free to play che quando peró inizia a chiedere soldi,lo disinstallo.

  3. “Oggi, dopo diverso tempo che non lo facevo, mi son preso 5 minuti per”
    ho pensato subito al sesso lol

  4. I siti “professionali” sono pensati per i cosiddetti “hardcore gamers” e quindi i giochini casual
    sono stati snobbati perchè ritenuti poco interessanti per l’utenza.
    Anzi, snobbarli è stato obbligatorio in quanto i fruitori avrebbero storto il naso e pazienza se
    i completisti ora non hanno info su tutto lo scibile videoludico.
    Purtroppo ragionando in questo modo si sono persi anche i giochi meritevoli imho.
    La mia è una opinione personale in quanto non gioco mai sul telefono, nei tempi morti lo
    uso al massimo come ebook reader.

  5. L’assioma recensisco solo le cose che non ho pagato non è in fondo sbagliato.
    Quando paghi qualcosa e in molti casi pure troppo rapportato al suo valore il tuo giudizio ne risulta sfalsato.
    Sulla domanda:no,non credo avrebbe cambiato nulla.
    Il free to play è troppo ghiotto per i produttori per rinunciarvi,come lo sono in ambito console i dlc.
    In fondo ha ceduto pure Nintendo al lato oscuro del gaming

  6. Beh quando il free to play è fatto bene,cioè quando un non pagante riesce con un po’ più di abilità a stare al passo degli altri,ben venga questo tipo di politica. Discorso diverso quando un gioco necessità o quasi del pagamento per poter andare avanti.

    Sono comunque del parere che i giochi per iOS o Android dovrebbero quasi tutti essere gratuiti.se necessitano un pagamento,diciamo che già li ritengo giochi più complessi ergo non adatti al semplice passatempo veloce da mordi e fuggi adatti al cellulare.Quindi se devo andarmi ad impegnare in modo serio,di certo lo faccio con una Consolle o pc,che mi permette un gioco più completo e un modo di giocare migliore al contrario del touch.
    Anche se mi è capitato di comprare giochi,ma soprattutto dei giochi convertiti più per nostalgia di rigiocarli che per altro.

  7. La critica videoludica, con uno straccio di serietà, non tratta quelli che non sono altro che giochini che provano a ritagliarsi uno spazio nel mercato, per un pubblico che non è certo disposto a pagare 80 euro a scatola chiusa, quindi per ottenere dei ricavi di un certo livello si vede la nascita di modelli come il free to play, ovvero in cui per ogni 100 giocatori c’è il babbo che ci pesta dentro tanti soldi.
    E no, continuano a non avere la stessa dignità dei videogiochi.

    • Mah, sto discorso non mi suona tanto diversamente da quelli che poi denigrano tutto il medium videogiochi come forma di intrattenimento. Ci sono giochi venduti a prezzo pieno che sono vere e proprie sole e ci sono free to play (anche su mobile) che invece sono pensati con oculatezza e ti intrattengono alla grande senza toccarti il portafogli.

      La “dignità” non è una caratteristica di massa, va valutata caso per caso e non dipende dal modello di gioco o dalla piattaforma

      • E sto discorso non mi suona differentemente da quelli che giustificano ogni tipo di cagata, evitando analisi e ragionamento all’unico scopo di difendere ciecamente il proprio guilty pleasure.
        Ci sono giochi con dignità? Ottimo, parliamo di quelli (per pochi che siano), perchè viceversa stiamo provando (come sempre quando si parla di giochi mobile) a fare un unico calderone in cui tutto è videogioco, quando la maggior parte non lo è affatto.

        E’ il discorso del videogioco come opera d’arte: ci sono casi in cui un gioco è evidentemente un’opera d’arte, ci sono casi in cui evidentemente non lo è (anche belli eh, ma che evidentemente sono un’operazione commerciale, un prodotto, non un opera d’arte) per quanto uno ci si possa divertire, quindi l’unico modo per non essere approssimativi è analizzare caso per caso, viceversa butti tutto in un unico calderone da cui si possono facilmente estrarre esempi contrari che invalidano il ragionamento alla base.

        • Ma è normale che l’offerta sia stratificata, come lo è per praticamente tutte le altre forme di espressione. Il punto è quello: è troppo semplice fare un ragionamento per cui tutto quello che è su mobile o è free to play è merda o in qualche modo non ha la stessa dignita di un prodotto più “tradizionale”. Come su PC e console si spazia dallo Shadow of The Colossus fino ai tie-in dei film Marvel su mobile si passa da (per esempio) Sword & Sworcery EP a Candy Crush Saga. Non è il “contenitore” ad avere più o meno dignità, è il prodotto.

          Poi io non penso di essere nella posizione di dover difendere qualcosa, visto che nello specifico ai giochi mobile gioco nei tempi morti e sul cesso e non sono un fruitore accanito della roba free to play. Però non vedo la necessità di partire prevenuti quando si fanno sti discorsi (a maggior ragione poi se a te videogiocatore scoccia che “il resto del mondo” sia prevenuto verso i videogiochi)

          • Partire prevenuti vuol dire non avere idea di che titoli medi/di che profondità ci siano per giochi mobile (tanto da farmi domandare quanti ne conosca chiunque supporti una posizione contraria, o che livello di gusto possa avere) e non sapere la “””logica””” dell’autore dell’articolo, qui ci troviamo davanti all’ennesima ciclica spinta del carretto “i giochi mobile hanno la stessa dignità dei videogiochi per console” senza mai offrire spunti o ragionamenti che possano giustificarlo, ma una prosa da chi non venda sogni ma solide realtà (senza contare l’ironia che meccanismi di f2p sono l’ovvia idea del markettaro di turno).
            Quindi non è questo il caso, visto che è già stato lungamente dibattuto e non certo a favore di questa posizione.
            Oltre al fatto che personalmente mi confonde sempre l’atteggiamento base di “indie merda”, tuttavia dimostrando apertura verso qualcosa di in qualche modo analogo, sebbene con i meccanismi peggiori possibili ed immaginabili (non solo in termini di gioco ma anche economici), che ti devo dire, sbaglierò io a provare a capire come cazzo ragiona la gente visto che probabilmente non lo fa affatto, ma ha la pigrizia come logica di base.

            Non è il “contenitore” ad avere più o meno dignità, è il prodotto.
            Fino ad un certo punto, la limitatezza degli smartphone/tablet è grande, per cui se in qualche modo riesci a creare qualcosa di profondo, un’opera d’arte, qualcosa di pregio hai tutta la mia stima, di base non è probabile aspettarselo (e di fatti si vede dalla produzione media). Nonostante questo, il discorso sull’argomento da parte mia non è mai stato di totale chiusura nei confronti di questi giochi, ma è sempre stato un bel “è così? Bene, dimostralo con i fatti facendo vedere dei giochi di qualità” al posto di provare a dare una dignità “a prescindere” ad una categoria di giochi che è molto improbabile che la possieda. Fin qui zero dimostrazioni.
            No, qui si sta facendo un discorso generale sui mobile e senza prenderci troppo in giro in generale i giochi mobile sono ad un livello infinitamente basso come qualità (oh piacevoli giochi da cagata, nessuno dice di no, ma nulla di più), fatti da più di un 70% di produzioni amatoriali oscene e meno di un 30% (ma a salire) di produzioni fatte da software house con i soldi, in cui quelli di qualità più elevata sono dei port e in cui globalmente solo una percentuale inferiore al 5% ha qualche tipo di successo (attenzione, “successo” può voler dire farsi i soldi o che siano in voga per l’utenza che si diverta con questo, il che non vuol dire che siano dei buoni titoli o che siano pensati per l’utenza di videogiocatori tradizionali).
            Ci sono titoli validi che siano stati pensati con criterio per essere giocati con un tablet/smartphone, magari che non siano port? Fin qui in articoli copia e incolla come questi non ne è stato mai tirato in ballo mezzo, no, si da la falsa idea di base che sia una nozione risaputa e si parte di lì, quando non è assolutamente vera.
            Personalmente due o tre titoli ce li ho in mente anche io, ma parliamo di giochi a livello di Heartstone e, perdonami, ma è molto differente dalla media (o anche dalla maggior parte) della produzione mobile.

            Altro problema, il rant nell’articolo è sui free to play quindi c’è da aspettarsi qualche impossibilità comunicativa, visto che non importa che idea possiamo avere tu o io sull’argomento, difficilmente sarà quella in mente all’autore che ha il suo vocabolario con le sue definizioni inventate e mai definite, quindi risulta arduo capire su cosa esattamente stia rosicando a questo giro, visto che, come generalmente avviene, avrà rosicato per qualcosa e piuttosto che descriverlo, preferisce provare ad estrapolare il problema facendone un discorso generale che però puntualmente non si regge in piedi.

          • Partire prevenuti vuol dire non avere idea di che titoli medi/di che profondità ci siano per giochi mobile

            E questo secondo me è un ragionamento sbagliato: ragionando per esempi, prima di Halo gli sparatutto in prima persona su console facevano mediamente abbastanza cagare rispetto alle controparti PC. Questo però non vuol dire che Halo non sia un ovvio capolavoro del genere, anzi.

            qui ci troviamo davanti all’ennesima ciclica spinta del carretto “i giochi mobile hanno la stessa dignità dei videogiochi per console” senza mai offrire spunti o ragionamenti che possano giustificarlo.

            Posto che comunque anche se i giochi mobile avessero fatto defecare in blocco fino ad ora non vuol dire che per forza continueranno tutti a fare cagare in blocco senza eccezzioni (e che quindi considerarli di serie b per partito preso è di nuovo l’errore di prima) anche qui basterebbe fare un po’ di esempi di titoli mobile che al genere di appartenenza hanno aggiunto tanto e/o siano artisticamente poco discutibili. Oltre a Sword & Sworcery (che penso sia artisticamente abbastanza indiscutibile) ti potrei per esempio citare Monument Valley o Sleep Attack TD, che ha preso un genere stra-inflazionato come i tower defence e aggiungendo un’idea soltanto gli ha cambiato completamente faccia.

            Oltre al fatto che personalmente mi confonde sempre l’atteggiamento base di “indie merda”, tuttavia dimostrando apertura verso qualcosa di in qualche modo analogo, sebbene con i meccanismi peggiori possibili ed immaginabili (non solo in termini di gioco ma anche economici), che ti devo dire, sbaglierò io a provare a capire come cazzo ragiona la gente visto che probabilmente non lo fa affatto, ma ha la pigrizia come logica di base.

            Io più che “indie di merda” ce l’ho con quelli che continuano a nascondersi dietro la parola indie. La scena indipendente è piena di cose bellissime (il già citato Sleep Attack TD è indie, tra l’altro di sviluppatori italiani), però non è assolutamente vero che tutti gli indie siano geniali, divertenti o quant’altro. Le cagate escono fuori in tutte le fasce di mercato (come già detto).

            a limitatezza degli smartphone/tablet è grande, per cui se in qualche modo riesci a creare qualcosa di profondo, un’opera d’arte, qualcosa di pregio hai tutta la mia stima, di base non è probabile aspettarselo (e di fatti si vede dalla produzione media)

            Eh, e invece su PC e console la produzione media è qualitativamente più alta… Anche no. Poi sulla limitatezza perdonami, ma le limitazioni ci sono pure sulle console (dove col piffero che ti giochi uno strategico col pad) e sul PC dove o attacchi un controller/arcade stick/volante/altre periferiche oppure ti attacchi direttamente. È normale che se vuoi sviluppare un picchiaduro alla Street Fighter su mobile ti rende ammerda, però non è colpa della piattaforma, è colpa di chi si è intestardito a svilupparcelo.

            il discorso sull’argomento da parte mia non è mai stato di totale chiusura nei confronti di questi giochi, ma è sempre stato un bel “è così? Bene, dimostralo con i fatti facendo vedere dei giochi di qualità” al posto di provare a dare una dignità “a prescindere” ad una categoria di giochi che è molto improbabile che la possieda. Fin qui zero dimostrazioni.

            Il punto è che io potrei pure farti una lista di roba mobile che reputo degna (e non dico di averlo fatto in parte, ma 3-4 nomi li ho buttati li), però credo che non si arriverebbe comunque da nessuna parte perchè sarebbe comunque un discorso opinabile (per esempio quanti ne dovrei citare? 10? 1000?). Più che cercare di citare quelli che il più possibile hanno “dato” al genere di appartenenza o hanno spinto sulla componente artistica senza tirare fuori robe fine a loro stesse non posso fare purtroppo.

            Ci sono titoli validi che siano stati pensati con criterio per essere giocati con un tablet/smartphone, magari che non siano port? Fin qui in articoli copia e incolla come questi non ne è stato mai tirato in ballo mezzo, no, si da la falsa idea di base che sia una nozione risaputa e si parte di lì, quando non è assolutamente vera.

            Altro problema, il rant nell’articolo è sui free to play quindi c’è da aspettarsi qualche impossibilità comunicativa, visto che non importa che idea possiamo avere tu o io sull’argomento, difficilmente sarà quella in mente all’autore che ha il suo vocabolario con le sue definizioni inventate e mai definite, quindi risulta arduo capire su cosa esattamente stia rosicando a questo giro, visto che, come generalmente avviene, avrà rosicato per qualcosa e piuttosto che descriverlo, preferisce provare ad estrapolare il problema facendone un discorso generale che però puntualmente non si regge in piedi.

            Questi son problemi dell’autore dell’articolo, non miei. Io rispondo solo per quello che scrivo io (e ad esempio non sono d’accordo con questo suo continuo dare adosso alla “stampa specializzata”, tra l’altro lamentandosi che “senza il codice promozionale non scrivono l’articolo” senza sapere che su Android per esempio un sistema di promo-code manco esiste… Però è un’altra faccenda)

          • La risposta al primo punto non l’ho capita. Ho idea di che livello di profondità ci sia, per questo non capisco sulla base di cosa abbiano la stessa dignità dei videogiochi “tradizionali”.

            Non importa potenzialmente dove possono arrivare (a meno che non sia l’obbiettivo dell’articolo, cosa che in questo caso non è), ma praticamente dove e come sono. Come le console per altro.
            Ci sono esempi di port come Sword & Sorcery o come Heartstone che ho citato, ok, l’idea era di averli da chi in primo luogo ha aperto il discorso.

            Come media su PC e console la produzione media è qualitativamente più alta, che sia indipendente o che ci sia un grossa software house dietro, non prendiamoci in giro.
            Le limitazioni su pc/console non sono neanche paragonabili a quelle su touch che cassano interi generi a prescindere, essù dai..
            Ed è proprio rifacendomi all’idea di “vedere qualcosa di pensato per la piattaforma ma di alta qualità” che chiedevo esempi a chiunque voglia dare al mobile lo stesso peso delle piattaforme tradizionali. (eh no, non è “colpa” di chi l’abbia sviluppato ma di chi non possa fare a meno di uno shooter col doppio analogico e che di conseguenza se ne compri uno su mobile. non ci fosse mercato, non ci sarebbero titoli del genere)

            Non è un discorso di “escimi la lista della spesa” ma di avere un punto di partenza per dimostrare il proprio punto di vista. Si son viste cose del genere in articoli sull’argomento? No. Si parte con l’idea che sia qualcosa di appurato. Il che è falso.

            E di fatti la risposta iniziale non era per te.

          • La risposta al primo punto non l’ho capita. Ho idea di che livello di profondità ci sia, per questo non capisco sulla base di cosa abbiano la stessa dignità dei videogiochi “tradizionali”.

            Provo a spiegarmi meglio. Se per ipotesi tutta la produzione mobile uscita fino ad ora è da prendere e buttare nel cesso non vuol dire che da qui alla fine dei tempi qualche prodotto di valore non esca. Quindi di nuovo non è il contenitore ad avere o meno dignità, ma il prodotto finale.

            Ci sono esempi di port come Sword & Sorcery o come Heartstone che ho citato, ok, l’idea era di averli da chi in primo luogo ha aperto il discorso.

            Qui devo alzare le mani (nel senso, è una questione che riguarda l’autore dell’articolo e quindi glisso tranquillamente)

            Come media su PC e console la produzione media è qualitativamente più alta, che sia indipendente o che ci sia un grossa software house dietro, non prendiamoci in giro.

            Mah, di cagate su PC e console ne escono parecchie (anche perchè per esempio su PC dovresti includere pure tutti i flash games, che sono un po’ il “bisnonno” dei titoli mobile). Magari tanta roba non arriva su Steam o sugli store delle console, però anche qui potrei fare una lista di sole non indifferente (tipo Rambo: The Videogame per citarne uno che è arrivato ovunque).

            Le limitazioni su pc/console non sono neanche paragonabili a quelle su touch che cassano interi generi a prescindere, essù dai..

            E non era mia intenzione dire il contrario, però non te la puoi prendere con la piattaforma se la piattaforma è limitata. Se sai che il touchscreen fa cagare con certi generi semplicemente li eviti.

            Non è un discorso di “escimi la lista della spesa” ma di avere un punto di partenza per dimostrare il proprio punto di vista. Si son viste cose del genere in articoli sull’argomento? No. Si parte con l’idea che sia qualcosa di appurato. Il che è falso.

            E allora a maggior ragione non andiamo da nessuna parte e ognuno resta nella sua. Io non sto dicendo che tutta la roba mobile abbia pari dignità rispetto al resto dei videogiochi, sto dicendo che alla categoria videogiochi non puoi appioppare una dignità di gruppo (sarebbe come a dire “tutti i quadri sono automaticamente arte”). La merda la trovi da una parte e dall’altra, e anche ce ne fosse di più su mobile (dove però va pure detto che le “barriere” all’ingresso sono nulle rispetto alle console) non vuol dire necessariamente allora che mobile = merda.

            E di fatti la risposta iniziale non era per te.

            Eh, ok, però adesso che stiamo parlando io e te è inutile tirare in mezzo terze persone. Io ti ho solo risposto dicendo che la dignità non dipende da come presenti un prodotto ma dal prodotto stesso, e dire il contrario è fare esattamente quello che fanno i non-videogiocatori quando denigrano tutto il medium (perchè si fermano al fatto che si parli di videogiochi e quindi automaticamente non accettano che possano avere lo stesso peso di un film o di un libro a livello “emozionale”).

          • Ho capito, per quanto mi riguarda con i “potenzialmente” l’effetto base è di inculare l’utenza con la sabbia, per questo inizierei come dicevo a soffermarmi su cosa ci sia di reale e tangibile.

            Di cagate ne escono parecchie, ma non sono rappresentative del titolo medio presente sulla piattaforma, cosa che invece è così in termini di mobile, avendo le produzioni amatoriali fatte male che schiacciano i pochi titoli decenti (generalmente port) presenti.

            Già farne un discorso di generi sensati (cioè quelli lenti/a turni) sarebbe un buon modo di partire sull’argomento, qua (e per qua non intendo tu, ma il motivo per cui inizialmente ho risposto) si sta però provando a fare un discorso generale ed in generale il discorso che si sta facendo è falso, tutto qui.

            Non puoi attribuirne una dignità di gruppo, ma puoi farne una media ed è appunto di questo che sto parlando, ovvero che il livello qualitativo medio di trentanni e più di videogiochi è necessariamente superiore a qualcosa di limitato, recente e molto acerbo come il mondo mobile.
            Da qui il fatto che servano maggiori discorsi fatti con logica per convincere, al posto della ripetizione ossessiva del “la terra è piatta” sperando che la gente dopo un tot ci creda, facendo puntualmente disinformazione nel processo.

            Su questo siamo d’accordo, tuttavia non puoi ignorare le limitazioni, magari castranti, dell’ambiente in cui tu stia giocando: console e pc hanno delle limitazioni (spesso aggirabili con l’acquisto di qualche device) che riducono la comodità di certi titoli, su mobile fai prima a dire che giochi possano avere senso, visto campo visivo, comandi limitati e conseguente impossibilità da parte di un titolo di richiedere un certo grado di riflessi o precisione (e di fatti i giochi “porting” di famosi sono generalmente mega facilitati, a livello cesso).
            Viceversa se stringiamo ulteriormente il cerchio, facendo emergere la nicchia di giochi che funzionano, fondamentalmente facendo un discorso come “touch nuova frontiera per i gestionali”, ti potrei anche dare ragione, ma almeno sarebbe ben chiaro che microcosmo dell’universo giochi possa aver senso o chiamarsi tali.

          • Ho capito, per quanto mi riguarda con i “potenzialmente” l’effetto base è di inculare l’utenza con la sabbia, per questo inizierei come dicevo a soffermarmi su cosa ci sia di reale e tangibile.

            In questa fase però prima dell’inculata dovrebbe subentrare un minimo di riflessione/oculatezza da parte dell’utente. Chiunque un minimo sgamato capisce che uno sparatutto su mobile è fuori dal suo elemento, un rpg a turni invece guadagna tanto visto che vive (anche) di interfaccia.

            Di cagate ne escono parecchie, ma non sono rappresentative del titolo medio presente sulla piattaforma, cosa che invece è così in termini di mobile, avendo le produzioni amatoriali fatte male che schiacciano i pochi titoli decenti (generalmente port) presenti.

            Se ci limitiamo al mondo console si, ci sono più cagate su mobile (anche perchè “si entra” come sviluppatore molto più difficilmente). Gia su PC è diverso perchè può sviluppare veramente chiunque e di spazi dove vendere/pubblicizzare prodotti ce ne sono (su IndieDB ci sono veramente cose ridicole che hanno avuto una visibilità pazzesca, per esempio… Senza andare a toccare il discorso crowdfunding che avendo reso più alla portata lo sviluppo software per forza di cose ha questo tipo di controindicazioni, oltre ai pregi che nessuno gli leva).

            Già farne un discorso di generi sensati (cioè quelli lenti/a turni) sarebbe un buon modo di partire sull’argomento, qua (e per qua non intendo tu, ma il motivo per cui inizialmente ho risposto) si sta però provando a fare un discorso generale ed in generale il discorso che si sta facendo è falso, tutto qui.

            Qui siam d’accordo, niente da dire.

            Non puoi attribuirne una dignità di gruppo, ma puoi farne una media ed è appunto di questo che sto parlando, ovvero che il livello qualitativo medio di trentanni e più di videogiochi è necessariamente superiore a qualcosa di limitato, recente e molto acerbo come il mondo mobile.
            Da qui il fatto che servano maggiori discorsi fatti con logica per convincere, al posto della ripetizione ossessiva del “la terra è piatta” sperando che la gente dopo un tot ci creda, facendo puntualmente disinformazione nel processo.

            Si, capisco il discorso. Però trovo altrettanto deleterio partire prevenuti perchè “tanto è uscito su mobile, molto probabilmente è una cagatina”. Per quello sarebbe caso secondo me di parlare titolo per titolo, la media è appunto una media e per forza di cose perde in espressione (anche in statistica non si utilizza la media da sola, bisogna sempre accompagnarla con qualche altro indicatore se no vuol dire tutto e niente).

            Su questo siamo d’accordo, tuttavia non puoi ignorare le limitazioni, magari castranti, dell’ambiente in cui tu stia giocando: console e pc hanno delle limitazioni (spesso aggirabili con l’acquisto di qualche device) che riducono la comodità di certi titoli, su mobile fai prima a dire che giochi possano avere senso, visto campo visivo, comandi limitati e conseguente impossibilità da parte di un titolo di richiedere un certo grado di riflessi o precisione (e di fatti i giochi “porting” di famosi sono generalmente mega facilitati, a livello cesso).
            Viceversa se stringiamo ulteriormente il cerchio, facendo emergere la nicchia di giochi che funzionano, fondamentalmente facendo un discorso come “touch nuova frontiera per i gestionali”, ti potrei anche dare ragione, ma almeno sarebbe ben chiaro che microcosmo dell’universo giochi possa aver senso o chiamarsi tali.

            Anche qui, fondamentalmente d’accordo: è normale che se stai cercando un titolo mobile ti devi rivolgere a generi che si adattano e tante volte devi pure tenere in considerazione il tipo di dispositivo (per esempio ci son strategici che su smartphone sono incasinati e invece su tablet son molto più godibili). Poi in realtà le limitazioni le puoi aggirare pure su mobile, ci sono soluzioni a misura di tutte le tasche già dai tempi dell’iPhone 3G.

          • Riformulo: il “potenzialmente” viene usato per giustificare a sè stessi un acquisto, senza rendersi conto che abbia valore intrinseco nullo. Ergo soffermiamoci su quello che è e non su quello che potrebbe essere.

            Anche contando il mondo indie, stiamo parlando di scale totalmente diverse su mobile, per cui ogni ritardato con un tool in mano sembra voler mettere fuori il proprio gioco “perchè tanto che aspettative ci sono se non da gioco da cagata?”. C’è merda negli indie, sicuramente, c’è anche da dire che la loro esistenza dimostra che sia possibile avere titoli di qualità fatti da giocatori per giocatori e che non servano necessariamente operazioni commerciali mastodontiche alla CoD o qualsiasi titolo Ubisoft. Viceversa nel mondo mobile hai l’altra faccia della medaglia, ovvero gente e aziende che manco ci provano perchè tanto vendono e “beh ma tanto cosa si aspetta il consumatore medio da un gioco mobile?”.

            Alla fine è quello il discorso che faccio, ci sono dei titoli che abbiano senso essere giocati per mobile? Iniziamo ad identificare questa piattaforma come valida per quelli, senza fare un discorso generale di “videogiochi mobile” come fossero dello stesso livello delle console/pc giocate da chiunque nell’angolo, ovvero discorsi mai visti su questi schermi.

  8. credo che sia un problema di target , i siti specializzati si muovono seguendo i gusti della loro utenza , i giochi ios o android per quanto siano molto profittevoli non rientrano nei gusti dei loro lettori quindi si evita di dargli una copertura adeguata.
    se devo essere sincero storcerei il naso se vedessi che mi riempiono pagine e pagine di giochini ios piuttosto che coprire giochi per console o pc.
    c’è anche da aggiungere che la mole di lavoro per recensire i giochi ios è assolutamente fuori scala se accostata alle uscite dei giochi console (ad esempio nei periodi invernali) :P

  9. Credo che le riviste specializzate abbiano fatto un errore di valutazione nel prevedere il futuro considerando questi giochini solamente come la versione più pompata di Snake del Nokia e non come qualcosa che oggi a tutto gli effetti è una fetta importante del mercato

  10. Io credo che sia anche per una questione di mole di giochi, tra apple store e android store vengono rilasciati una quantità mostruosa di giochi (di cui il 90% di qualità estremamente discutibile), un sito di videogiochi in generale non può occuparsi di tutta quella mole oltre a quella delle console fisse, portatili e del pc, ci vorrebbero siti specializzati soltanto sul mercato per telefono

  11. Una maggiore informazione su questo tipo di titoli penso avrebbe contribuito solo a una considerazione migliore di questi solo da parte dei giocatori che appunto frequentano i siti specializzati. Forse adesso ci ritroveremmo con una decina di titoli di rilievo in più, ma non penso che un trattamento diverso da quello che hanno avuto avrebbe cambiato di molto il mercato che ha preso questa strada per la natura del pubblico a cui è rivolto.

  12. Articolo che non condivido molto: innanzitutto pensare di trovare perle sull’appstore in 5 minuti dopo diverso tempo che non lo si frequenta mi pare un po’ ingenuo, visto che più o meno tutti siamo a conoscenza della deriva freetoplay/paytowin che ultimamente da prerogativa esclusiva dei dispositivi mobili sta ammorbando anche console e pc. L’appstore macina grandi numeri e i giochetti casualoni la fanno da padrone ma per fortuna l’offerta non si ferma lì e la stampa specializzata ti può dare una mano a trovare quello che fa per te, stampa specializzata che in effetti un po’ latita ma non è di certo assente, posso citarti toucharcade (attivo dal 2009 e incentrato sul gaming iOS e ultimamente un po’ aperto anche ad android), pocket gamer (gaming portatile a 360 gradi) o il blog di Stuart Campbell (giornalista specializzato in videogame dai tempi dell’Amiga ed innamorato dell’ambiente iOS in cui chiunque può rendere disponibile al mondo intero le proprie creazioni, ma oramai parla solo di politica scozzese -.-)
    Secondo me l’informazione è carente perché in effetti non c’è abbastanza domanda, la maggior parte dei giocatori “seri” considerano lo smartphone/tablet una piattaforma di serie B per cui non vale neppure la pena stare a perdere tempo se non con un super hexagon mentre sono seduti sul loro trono, è un vero peccato, se ci fosse stato davvero un “circolo virtuoso” oggi probabilmente potremmo vedere in cima all’appstore anche titoli meritevoli che ora stanno in qualche limbo delle n-sime pagine.
    P.S. su play store da una settimana circa è uscito Knights of the Old Republic, non un riadattamento, propio il gioco intero che avete giocato anche sul PC, a 4,08€, i comandi touch sono resi anche piuttosto bene. Così, giusto per dirne una

  13. Personalissimamente odio i giochi nel telefono.
    Ho la play 4, collegata ad un 32″(che mi risulta piccolo) con annesso 5.1… Onestamente giocare su un 4,6″ ma anche 5,5″ mi risulta uno schifo… Anche perché ho le dita lunghe e praticamente non vedo nulla, la schiena mi fa male, le dita si stancano, non ho un feed valido sulle dita e quindi sono sempre costretto a “guardare” i tasti… Unico gioco mai comprato è TINY wings per iPhone 3gs ai tempi… Dovevo solo tappare… Per il resto gioco tipo 1 o due minuti, poi levo tutto. I giochi di macchine invece fanno schifo. Il gioco più giocato è stato Carmageddon

  14. Credo che la risposti sia no..
    Perchè il mercato di quel genere di prodotti è formato in maggioranza da persone che non sono
    videogiocatori e che quindi non si informano a riguardo, non frequentano certi siti.
    Vogliono un gioco, possibilmente da condividere con gli amici e si affidano alle classifiche di popolarità…
    Come concetto generale invece, la qualità e la profondità dei prodotti che si trovano sugli “scaffali” dipendono
    dagli acquirenti (noi) e da come tali acquirenti vengono informati su cosa vale e cosa è fregatura.
    Nessuno si è preso la briga di far capire, per esempio, che la Apple è la nuova microsoft (senza Jobs, ma anche quando c’era non era così differente) e che i suoi prodotti/servizi sono assolutamente sovrapprezzati (se si scrive così).

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