“Il gioco è nudo!”

catherin-statue

La conoscete la fiaba “I Vestiti nuovi dell’imperatore” vero? (in caso contrario, come direbbe il Gatto… “aggiornatevi!!”)

Bene, passato un pò di tempo dal mare di discussioni che ai tempi coinvolse Cathrine, è giunto il momento che io gridi “Catherine è nudo”.
Avete letto bene: nudo, non nuda.
Infatti faccio riferimento al gioco, non ad una delle protagoniste della vicenda.

Questo mio grido vuole infatti essere una sorta di J’accuse.    Catherine 3
Ma non un’accusa verso il gioco in sè, che porta avanti una sua filosofia tutto sommato coerente.
Bensì nei confronti dei videogiocatori che lo hanno giocato e ne hanno lodato il gameplay.

Forse perchè il gameplay fa cagare?
Assolutamente no! Il gameplay, NEL SUO GENERE, è ben strutturato, e di discreta qualità.
Ma NEL SUO GENERE…ovvero nel genere dei Puzzle Game.

Ebbene i puzzle game non vengono MAI e dico MAI cagati dagli hardcore gamers, a meno che non si chiamino Tetris, non abbiano una musica disco e, nel 90% dei casi, non si trovino su dispositivi portatili. E nonostante questo, ad interessarsi e fumarsi le dita su questo genere, rimane sempre una nicchia di estimatori.
Allora come mai i videogiocatori sono stati attratti dal gioco?
Un’improvvisa epidemia da punture di pappataci portatori di influenza puzzlòsica? Perchè la crisi economica fa tornare di moda il gioco puzzle?

O forse, molto più semplicemente, perchè c’erano due belle Caterine (con o senza k), vestite dallo stilista Prepuzio, e contornate da un tratto anime, e da una storia biviosa intrigante?

Già.
Nessuno ha negato che la storia acchiappasse, e che la narrazione visiva avesse il suo bel perchè, eppure nessuno, oppure molti pochi, hanno ammesso che il gioco in sè, la struttura del gameplay, se fosse stata slegata da quel contorno, gli avrebbe fatto spruzzare didietro.
Che un gioco di scatole da spostare arrampicandocisi è meno intrigante dell’idea di guidare un camion della monnezza.

Non è forse così?
Nooo?   catherine 2
Bene, allora adesso faccio un banchetto, e voi vi mettete tutti in fila e mi acquistate tutti gli altri puzzle game, per le vostre console, per i vostri device portatili, che non avete mai cacato. E di migliori, e più ispirati di questo Catherine, ce ne sono eh!
Certo non hanno il fan service e il fascino ammiccante della storia del protagonista…ma se il gameplay di Catherine vi è comunque piaciuto, il resto può passare in secondo piano, a favore del gameplay no?

Finchè non vedrò i videogiocatori far la fila per questo genere di giochi, e smetterla di declassificarli come “giochini” o non considerarli come “giochi veri”, continuerò a puntare il dito verso tutto il pubblico, e dirgli “il gioco è nudo!”.

Dico forse questo perchè adoro i puzzle game?
Tranne qualche raro caso no, li detesto, specialmente quando sono strutturati così a sistema di “gioco del 15” evoluto, ed infatti la parte di “gioco” di Catherine mi ha fatto talmente spruzzare dietro, che ogni volta che ci penso vorrei inviare un curriculum per diventare il testimonial del Falqui.

E allora glorificate, esaltate Catherine, mettetegli un “mi piace”, ma, per favore, ammettete che senza quel paio di Catherine che “ve la hanno fatta odorare” un gioco del genere non l’avreste mai cagato e che, forse solo un pò, forse di tanto in tanto, mentre vi sentivate frustrare nella vostra scalata, come un carro di buoi, avete pensato “chi me lo fa fare?”.
Poi, come tante cose, siamo daccordo che ci si fa “prendere la mano” e che, in mezzo allo spostamento di casse, il fattore sfida, imparati i meccanismi, ci coinvolga.

Ma se domani uscisse “Arrampicata sulle casse 2”, seguito di Catherine, ma senza storia, senza poppe, senza babydoll, pur mantenendo una struttura puzzle persino più profonda ed innovata di Catherine…. vorrei vedere i vostri pre-order qui, sul bancone.
Solo allora la chiamerò coerenza.

 

Viperfritz 2

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  1. Non ci vedo niente di male in questa cosa…ma perché la trama e il design da quando non sono parte integrante di tutta la gamma di caratteristiche che determinano la qualità di un gioco? Su internet ho sempre letto che Chaterine è un bel gioco, mai che ha un gameplay mozzafiato e innovativo. Ma perché un GOW (sia Microsoft che Sony) senza epicità e grafica che gioco dimmerda sarebbe?! Nel caso Microsoft un Quantum Theory, nel caso di Sony un “Acton di cacca che ora non movie ne in mente”…

  2. sarò un mostro inumano ma io ho deciso di comprare catherine SOLO dopo che ho visto il gameplay…perchè se bastassero le poppe per farmi comperare un gioco allora avrei preso anche lollipop chainsaw

  3. La parte finale dell’articolo non ha senso,tu giocheresti a forza o a gt5 se ci fossero 2 quadrati e se le piste fossero vuote?giocheresti a mass effect se non avesse una storia?giocheresti a portal se non ci fosse glados?il 90% dei giochi se non avessero un “contorno” perderebbero moltissimo

    • Esattamente quello che penso io.
      Chiaro e conciso, bravo!

    • esattamente.

      Ma questa è una conferma di quanto ho esposto, non il contrario.

      “Se non ci fosse contorno, che giochi di merda sarebbero?”

      Quindi appunto, tutti i giochi che non hanno contorno perderebbero (sarebbero cacchina), e ricito gli esempi: meteos, luminees, bejeweled, candy crush saga….

      • Certo però bisogna pure dire che sei stato volutamente provocatorio…io non l’ho giocato, quindi potrei dire anche una castroneria, ma le persone che l’hanno giocato, compreso Farenz, più che soffermarsi sulle poppe e affini, sono stati tutti catturati dalla trama e dal modo in cui la si vive nel gioco.
        Per quanto riguarda gli esempi che fai te, forse vuoi continuare nella provocazione, ma credo che sia abbastanza scontato riconoscere che ogni gioco punta su alcuni aspetti piuttosto che altri. Candy Crush & Co. evidentemente si basano soprattutto sul gameplay, sul fatto che sono giochi “portatili” e quindi fatti per sessioni di gioco veloci, magari puntano sul fattore “social” con la possibilità di richiedere aiuto agli amici di FaceBook (come l’altro giorno tu stesso hai fatto). Quindi un gioco Puzzle Puro non è per forza un gioco di merda e gli esempi che ho fatto io nel mio commento lo sarebbero stati, proprio perché ipotizzavo che a mancargli fossero le caratteristiche su cui puntano.

      • E allora a cosa serviva questo articolo e perchè ti sei scagliato contro Catherine se lo stesso discorso si può fare con (quasi)tutti i giochi?

    • Sono d’accordo con te. Quoto.

  4. Io ho giocato ma non finito Chaterine (normale) si vede che non ho abbastanza materia grigia per andare avanti.
    Penso che la storia giochi un ruolo essenziale in quanto e’ la parte che ti spinge ad andare avanti in quei complicati rompicapo; senza fare spoiler, quello che mi ha spinto fino a 6 livelli dalla fine pur essendo morto mille mila volte, e’ capire chi a messo il protagonisa in quella situazione, chi sono alcuni personaggi del gioco su cui rimane un velo di mistero per tutta la durata dell’ esperienza, vedere tutte le foto soft porno di katherine ecc… ecc… Assolutamente mi sarei stancato di giocarci molto prima senza storia.

  5. Non ho letto tutti i commenti, la battuta sullo spruzzare anche da davanti è già stata fatta?

  6. Scusa Viper ma questa volta devo dissentire. Prendi ad esempio the walking dead di telltale. Il punto forte sono la trama e le scelte morali, mentre il gameplay, in un gioco del genere é solo in secondo piano, stessa cosa per Catherine, é il genere che impone un gameplay così povero, dato che non é la cosa più importante. É ovvio che entrambi sarebbero giochi di merda se non avessero trama e scelte morali, ma ce le hanno! Ed é questo l’importante

  7. Scusa, Viper, io non sono mai stato un grande fan dei rompicapo (pur apprezzandoli), ma se in questo momento mi interessassi a Catherine (in teoria lo sono già), probabilmente lo farei proprio perchè a differenza degli altri rompicapo presenta una sorta di storia da vivere, un’esperienza da provare. Indubbiamente esiste qualche titolo migliore di Catherine, ma non tutti vogliono completare un gioco solo perchè c’è un tot di livelli da fare obbligatoriamente senza uno scopo ben preciso (questo non è il mio caso).

  8. Viper, stavolta erri, ovvio che gran parte del pubblico lha preso incuriosito dalle 2 catherine, ed è ovvio che senza di esse nessuno lo giocherebbe (a meno che vengano sostituite da qualcosa che compensi, ovviamente). Ma nn è che se la cosa ti da fastidio vuol dire che è sbagliata xD è giusto che lo si prenda per l’insieme. Poi se si parla di coerenza mi pare che dai commenti nn sono l.unico che ammette questa cosa.

  9. Atlus Atlus Atlus Atlus Atlus Atlus Atlus Atlus Atlus Atlus Atlus Atlus, altro che tette

  10. Mi trovo in completo disaccordo con l’opinione di Viper.
    A me i Puzzle game piacciono,ed anche parecchio,e quando venne annunciato Catherine venni attratto da entrambi i suoi due lati di gameplay,sia quello puzzle che quello da “Real life”.
    Le fasi Puzzle le ho trovate davvero divertenti al punto da farmi anche tutte quelle del cabinato nel bar per quanto ne volessi ancora,e se uscisse un secondo capitolo solo sulle fasi Puzzle sicuramente lo prenderei.
    La trama la vedo come una bellissima aggiunta che viene a condire il tutto e che scinde il gioco in due bellissime fasi di gameplay,poi solo il nome Atlus era un assicurazione.

  11. Viper penso che sia sbagliata l’analisi che hai fatto smembrando in questo modo il gioco. Se nn ti piace il gioco magari il separare tutte le fasi può aiutarti a capire cosa è debole secondo i tuoi gusti e propensioni, ma massimizzare questa analisi a tutto il genere è sbagliato.
    È come se facessi un analisi del genere e considerassi Metal Gear Solid un semplice sparatutto.
    Inoltre, come in molti giochi Atlus, il ‘semplice’ puzzle è arricchito da tutti i simbolismi e risvolti psicologici del personaggio e dei personaggi, oltre che dalla patacca.
    La puzzle part puó nn piacerti e ci sta, ma io che nn sopporto i puzzle in genere trovo geniale il superamento delle scatole come una sorta di espiazione per arrivare al confessionale, il sentire quelle campane da chiesa man mano che ti avvicini alla vetta e il ritrovare i personaggi della realtà che devono a loro volta espiare.
    La fase psicologica e filosofica e simbolica arricchiscono enormemente tutto il gioco.
    Per come lo hai decritto sembra che Catherine sia ne più ne meno una sorta di streep poker.

  12. Perchè scusa tutto questo astio? A me i puzzle game fanno cahare per 2 motivi:
    1 la maggior parte non hanno una trama o una trama profonda
    2 la maggior parte escono su ios e android e a giocare col cellulare mi sento proprio scemo
    Katherine non ha solo fasi di gameplay da puzzlegame ma tutte le parti al bar non son per niente puzzle. O forse non hai capito che in quelle fasi potevi “giocare” per salvare le altre “pecorelle” XD

  13. I Serpenti Non Vivono In Alaska

    Io lo comprerei “arrampicata sulle casse 2”.

  14. Vediamo se riesco a far comprendere a chi si lamenta della mia separazione tra gameplay e “contorno” dicendo cosa penso del gioco.

    Nel complesso Catherine mi ha intrigato, e sono io il primo a dire che la storia, i bivi, la parte “investigativa” tra le pecure è titillante (al di fuori delle tette o non tette e della malizia o non malizia).

    Ho ammesso anche subito che la sua fase puzzle è ben realizzata, originale, scalabile, ben scenografata.

    Ma è il fatto che, non amando il tipo di gameplay, nelle fasi più dure mi son ritrovato ad incazzarmi.
    Ma non perchè era un gioco tanto frustrante rispetto ad altri, quanto il fatto che non mi andava di “impegnarmi” in un gioco che mi offriva QUEL tipo di gameplay.
    Dove il mio tipo di azione era quello.
    Ok che la sceneggiatura offriva la giustificazione(per quanto strampalata, alla japponese) per introdurlo, ma non risultandomi stimolante mi ha pesato.

    Quindi, viste le metafore e gli esempi fatti, non è come se non ci fossero le marche di auto o gli alberi e i dettagli attorno al tracciato, ma è come se per vincere al Nurburgring, invece di impegnarmi alla guida dovessi spostare i tasselli di un puzzle per ricomporre la figura del tracciato.

    Il fatto che si tratti del Nurburgring mi intriga, ma non abbastanza da giustificare un impegno da concentrazione sopraffina.

    • Ciò non toglie che dire: “Ora andatevi a comprare tutti i…etc etc”, sia sbagliato :P
      Parlando del tuo parere personale adesso capisco meglio a cosa ti riferisci e sempre personalmente lo condivido anche, tant’è che il gioco pure avendolo trovato a prezzi stracciati, non mi sono neanche SOGNATO di prenderlo…

    • Quindi di super puzzle fighter pensi la stessa cosa? Non capisco la tua “arrabbiatura”.
      Se è troppo difficile per te diminuisci la difficoltá. Io ho considerato la parte investigativa e animata il vero gioco e considero il sogno la parte di contorno. Penso proprio tu non abbia capito la filosofia di questo titolo. La cultura giapponese è profondamente diversa dalla nostra e spesso i loro prodotti da noi non vengono compresi. Catherine e ni no kuni son due grandissimi esempi di come un pregiudizio radicato nella nostra societá non ci permetta di aprire la mente e apprezzare cose che “non sono nelle nostre corde”. Mi ci metto anche io dentro queste persone perchè essendo nato e vissuto qui alcuni aspetti per così dire giapposiggianti proprio non li capisco

      • io ho avuto più facilità a giocare a ni no kuni anche perchè rientra in un genere che trovo molto più piacevole.
        non siamo noi che non capiamo la cultura giapponese ma i giapponesi che non capiscono una mazza di noi occidentali , localizzano dei prodotti che venderebbero come il pane moooooolto dopo alle relase del giappone e solo se hanno venduto una madonna in patria , e con brand univerasalmente riconosciuti .
        si muovono con il culo parato dalle fave volanti cercando di rischiare il meno possibile.
        per fare un esempio la Square mi ha fulminato i maroni con sta Lightining… ma basta cazzo!datemi un personaggio e una storia nuova! una volta FF era la prima donna dei gamers: guardava tutti dall’alto in basso e la dava via dopo lunghissimi tempi d’attesa ,si faceva desiderare e tutti la volevano , ora invece è diventata una bagasciona della peggior risma :( non ai livelli delle maitresse cod e assasin’s creed ma poco ci manca…

        • Sì ma non puoi negare che noi “appassionati forti” conosciamo ni. No kuni, ma un profano (casualone, giocatore saltuario o semplicemente chi non legge siti specializzati) lo vede come gioco da bambini invece di un rpg coi controcazzi. È vero anche quello che dici tu che i giappo non si sbattono per farsi capire ma è anche cero che quando ci propongono qualcosa di orientaleggiante fa più fatica ad affermarsi di una cosa americaneggiante.

          • i casualoni sono l’ essenza del male ludico non devi manco considerare :P , sono un po’ quando come uno parla di un argomento di cui non sa una mazza e ripete quello detto da altri come un pappagallo.
            per ni no kuni è bastato che venissero fuori un paio di recensioni da alcuni siti specializzati che dicevano che era un fiaba magica per essere distorto da gente particolarmente sveglia in un gioco per bambini…

            (early game) SPOILER SPOILER SPOILER>>>>>>>>>>>>>>>>>>(perchè ovviamente nei giochi per bambini la prima cosa che si fa è ammazzargli l’unico genitore rimastogli in vita all’inizio del gioco ovviamente!)<<<<<<<<<<<SPOILER SPOILER SPOILER

            l'orientaleggiante se è fatto bene e curato vende bene anche qua , non come altri generi più sparacchini ma c'è una grossa comunity hardcore con gente con una mentalità più aperta, il problema si pone anche per i giappo , i giochi occidentali non hanno un grande seguito in oriente ma ad esempio un gioco come the last of us ha venduto uno sproposito pure li da loro.

        • I Jappi sono cosi squadra che vince non si cambia finche una cosa va bene la sfrutta all infinito..cmq nemmeno io apprezzo molto il loro stile

    • Quindi il gioco per te era di un genere che non ti piace ed era troppo difficile quindi hai voluto scrivere un articolo per mostrare la tua incazzatura ed hai utilizzato come capro espiatorio la storia del gioco?

    • no scusa Viper, dal tuo articolo emergeva tutt’altro:
      riassumendo dicevi: “il gameplay di catherine fa cagare e la gente lo ha comprato solo perchè pensava fosse un gioco ose. Se togliessimo la parte osè non se lo sarebbe cagato nessuno e voi non lo ricomprereste”.
      Questo quello che ne emergeva.
      Quello che molti utenti stanno, probabilmente , cercando di dirti è
      “no , molti lo abbiamo preso proprio per il gameplay puzzle , se a te non piace sono tuoi gusti personali. La storia ci è piaciuta molto , ma se credi che l’abbiamo preso solo per la storia (o presunta storia osè) ti sbagli”.

      ora non farmi fare i copia e incolla come si fa ai bambini. siamo tutti adulti e intelligenti, non rigiriamo la frittata altrimenti non è una discussione prolifica.

      • Mi dispiace, ma dai commenti mi sembrano molti di più quelli che ammettono che Catherine senza la storia e il design di contorno non se lo sarebbero cagato.

        Senza contare che c’è un’altra buona parte, che il gioco “arrampicata su casse” non l’avrebbe comprato, ma che non lo ammette, perchè continua a giudicare Catherine per il suo complesso, non per il gameplay in sè su cui io ho puntato il dito. E quindi si oppone alla mia come fosse una critica verso il gioco, quando di fatto, l’ho specificato sin dall’inizio, non lo è.

        • ti ergi un po troppo a interpretare “quello che gli altri non ammettono”.

          Vorrei cercare di capire una cosa, perchè in questo secondo me non ci stiamo capendo:

          la tua accusa va perchè, secondo te, Catherine ha venduto principalmente perché ha una storia intrigante, piuttosto che per il gameplay o perché catherine ha le donnine os’é , piuttosto che un buon gameplay?

          perchè le due cose son completamente diverse , ma nella discussione ogni tanto si salta su una tesi e poi sull’altra

          • Nell’articolo ho compreso tutto: donnine discinte, scelta stilistica “anime” e storia a bivi.

            Naturalmente per una fetta di mercato il fattore “malizioso” del gioco ha influito molto, e rinnegare questo è come rinnegare che la massa non sia smossa dal fenomeno “tette”.

            C’è invece un altro tipo di pubblico, dal gusto più raffinato e maggiormente selettivo, che se si fosse trattato solamente di un gioco di tette e culi non l’avrebbe nemmeno considerato.
            Ovviamente in questo caso sono state la narrazione e la struttura della regia ad incidere.

            Ma questi rimangono tutti aspetti che in un puzzle game, come quelli che ho spiegato intendere io, non ci sono mai, o quasi mai.

            Lo dimostrano i dati di vendita, non me lo invento io.

    • Ok, quello che dici ha senso.
      Però è un TUO errore: hai sbagliato gioco!
      Anche io ho comprato No More Heroes per lo stile e il personaggio, ma in alcune sezioni di semplice button smashing mi rompevo…. beh, problema mio, non del gioco!
      Le critiche vengono quando dici che al 90% degli hardcore gamers fanno cagare i puzzle game e quando dici che i veri puzzle game non hanno orpelli, che sono cazzate di proporzioni bibliche!
      Sarebbe come dire che, siccome la fantascienza non piace né a me né a molti miei amici, allora TUTTI i lettori accaniti odiano la fantascienza, e quindi i libri di Asimov sono stati comprati solo perché è un nome famoso!

  15. Sinceramente l’ho preso solo dopo aver visto il gameplay e proprio per quello, non mi sono piaciute le fasi al bar che ho trovato molto noiose e vincolanti, la storia però prendeva parecchio. Comunque non è stato osannato soprattutto all’uscita visto che è stato frainteso il suo genere molti si sono lamentati, in ogni caso secondo me l’atlus come sempre è stata bravissima a far risaltare un gioco che probabilmente è vero nessuno avrebbe comprato solo per il gameplay ma ovviamente senza una storia dietro non avrebbe avuto manco tanto senso e sicuramente non al 70 euro. E ” arrampicata sulle casse 2 ” io lo prenderei anche perché adoro i puzzle game a priori.

  16. E comunque al gamesweek a milanomdi 2 anni fa c’erano 2 cosplayer vestite da catherine e da katherine allo stand del gioco ed erano due belle figone.

    • Qualcuno che si ricorda insieme a me di quella celestiale Catherine bianca! hahaha
      Io il gioco me lo ricordo per quello e in generale tutta la Gamesweek…tuttavia prendendo il discorso di Viper io non mi vergogno ad ammettere che il gameplay di Catherine non rappresenti il genere di gioco che giocherei se non motivato da una trama,una scenografia e una serie di bivi emozionanti come questi(sono fatto così) anche se in un certo senso li considero con un rapporto di Amore-odio in quanto non li sopportavo per il fatto che mi esasperavano ma mi davano una tremenda soddisfazione quando alla fine li risolvevo -magari con qualche geniale tecnica,o solo culo- e quindi mi portavano alla giornata successiva e così via…quindi per concludere direi che Catherine sia l’esempio perfetto di simbiosi contenente magari qualcosa “che fa spruzzare” sia davanti che di dietro che crea (per me,non so per gli altri) un gioco memorabile!

  17. Vipefritz, ultimamente ne stai sparando una dietro l’altra. Ripigliati

  18. io dico semplicemente che Catrine mi fa cagare punto.
    è una tipologia di gioco che odio
    e ODIO questi titoli tipicamente Japponesi con donnine semi nude e tutti i soliti clichè del caso

  19. “Bene, allora adesso faccio un banchetto, e voi vi mettete tutti in fila e mi acquistate tutti gli altri puzzle game, per le vostre console, per i vostri device portatili, che non avete mai cacato. E di migliori, e più ispirati di questo Catherine, ce ne sono eh!
    Certo non hanno il fan service e il fascino ammiccante della storia del protagonista…ma se il gameplay di Catherine vi è comunque piaciuto, il resto può passare in secondo piano, a favore del gameplay no?”

    La risposta è NO Viperfritz, è questo che continui a non capire.
    “Il resto può passare in secondo piano e favore del gameplay no?” E’ una delle frasi più imbecilli che abbia mai sentito, sopratutto da uno che di videogiochi dice di intendersene.
    Alcuni giochi non possono vivere solo di gameplay, chiamare Catherine uno “sposta casse” è un insulto perchè stai togliendo tutto il resto, lo stai analizzando in una sua parte che tu reputi la più importante. Stai estrapolando il gameplay nudo e crudo da trama, ambientazioni, personaggi.

    Tanto vale chiamare Heavy Rain uno “schiaccia tasti”, Portal uno “sposta casse”, Bioshock un “spara nella città sott’acqua”. Ma che cristo di ragionare è? davvero, non lo capisco.
    Anche giochi che fanno del gameplay la loro arma vincente non sarebbero nulla senza tutte le componenti che tu chiami “di contorno”. Pensa a God of War, a Mass effect, a Final fantasy, A METAL GEAR SOLID. Ma che parlo a fare, tanto questi giochi non li avrai nemmeno giocati, al massimo iniziati per poi tornare su angry birds o “camioncino dei gelati simulator”.

    Io non gioco ai giochi sui device portatili perchè, la maggior parte, sono solo gameplay e nient’altro. Niente storia a cui appassionarmi, nessun personaggio da amare o odiare, nessuna colonna sonora che mi rimane in testa per tutta la vita.

  20. No no no. Eh no Viper qui l’hai fatta fuori dal vasetto.

    La trama era davvero bella e ovviamente mi spingeva ad andare avanti ma le fasi a scalata erano davvero divertenti secondo me.

    Varie tecniche da utilizzare, il cercare di arrivare in tempo in cima e il cagozzo che mettevano i boss lo rendono molto più di uno scarso puzzle game con contorno di trama e gnocca.

    Per quanto mi riguarda di giochi così ne comprerei a palate.

    Hai i miei preorder…dimmi solo dove mandare i soldini.

  21. Hai ragione VIPERFRITZ, però non vedo il problema :/

  22. Francamente non capisco il senso di questo articolo. La conclusione quale sarebbe? Chi ha giocato Catherine, ma non gioca tutti gli altri puzzlegame ha fatto una cosa sbagliata? Oppure che la trama, ambientazione, caratterizzazione personggi, ecc. è in grado di attirare persone verso un genere poco venduto (poi vorrei proprio vedere i dati di vendita di catherine, che se non lo avessero messo sul plus probabilmante non avresti scritto l’articolo) ?

    • L’anno scorso se non sbaglio su multiplayer.it c’era un articolo in cui dicevano che avendo venduto più di 500mila copia Catherine aveva salvato la Atlus dalla bancarotta, ma non ricordo se erano le copie vendute in Giappone o in tutto il mondo

  23. io non l’ho acquistato perchè le sezioni puzzle non mi ispiravano ma ero molto ispirato da scene di intermezzo, trama e caratterizzazione dei personaggi. Anch’io mi unisco ai molti nel dire: e quindi? Tu acquisti tutti i giochi in cui compaia la scritta ferrari, audi, mercedes, e sinceramente capisco di più quelli che vengono attirati da “u pilu”!

    • Non si discute di questo: si discute la coerenza.

      I giocatori attratti da “u pilu” ammettano che questo (piuttosto che altro che contorna il gameplay nudo e crudo) li ha attirati al gioco. che poi anche il gioco stesso gli sia tutto sommato piaciuto, amen, sta bene.

      Lo stesso per i giochi con le ferrari o le audi: ammetto che sono attratto dai marchi, ma se compro un gioco dove ci sono quelli citati mi aspetto un gioco di auto, non un gioco di scatoloni con sopra quei marchi, in cui si utilizza un muletto per sistemarle ste scatole in un magazzino.

      Il problema non sta tanto che trovo giusto che qualcuno si interessi a giochi per il motivo pilu, o ambientazione, o storia…il problema è che c’è chi fa fatica ad ammetterlo.

  24. Quando si fanno questo genere di articoli della tipologia “tutti ne parlano bene quindi per generare view faccio il bastian contrario” generalmente si prova ad avere una tesi ben ragionata ed esporla in modo chiaro, senza giocare a rimpiattino cambiando continuamente le carte in tavola; senza andare chissà dove guarda come fa Matyas (che non li fa appositamente per avere visualizzazioni), che argomenta il perchè gli sia piaciuto o non piaciuto un titolo giudicato da tutti una merda/ottimo e risulta piuttosto duro non capire il perchè uno possa pensarla in quel modo, con le argomentazioni che tira in ballo, sia che uno sia d’accordo o meno.
    Qua la tesi ragionata è “Ma è il fatto che, non amando il tipo di gameplay, nelle fasi più dure mi son ritrovato ad incazzarmi.” che ci fa venir voglia di porre una serie di domande che automaticamente ti fanno diventare Uno che Odia l’Angolo!!1!™ come ad esempio un semplice “Ma se ti senti scarso in questa tipologia di giochi, non sai apprezzare il gameplay, è improbabile che tu ne finisca uno o che ci giochi a lungo, perchè recensirli?”, abbassa il livello di difficoltà e via o gioca direttamente ad altro. E questo perchè sto caritatevolmente chiudendo un occhio sull’argomentazione “eh beh ma se gli levi la storia è un puzzle game”.
    E’ una situazione totalmente differente da fare una review di un gioco brutto (Lost) in cui l’intrattenimento per noi è come ci si incazzi e perchè, qui ci troviamo nella situazione imbarazzante di prendere una persona che non ama i giochi di macchine, fargli giocare un apprezzato Forza/GT e leggerne i commenti finali di disgusto casuale dato dal fatto che non è il genere/non c’ha capito una fava, commenti che lasciano un po’ il tempo che trovano, senza dare chissà che spunto per una discussione (a parte il fatto di presupporre che tutti abbiano un senso dell’umorismo da dodicenne, per cui se ha venduto tanto un gioco che non capisci, allora l’unico motivo possibile è perchè ci sono tette e culi e fidateve!).
    Meh.

  25. “(a parte il fatto di presupporre che tutti abbiano un senso dell’umorismo da dodicenne, per cui se ha venduto tanto un gioco che non capisci, allora l’unico motivo possibile è perchè ci sono tette e culi e fidateve!)”

    riassunto il senso di tutto l’articolo in 2 righe.

  26. A me è piaciuta la storia a prescindere dalla tizia seminuda. L’ho avuto gratis dal PSN Plus (forse anche per questo l’ho apprezzato di più) però è stato uno di quei giochi che mi hanno appassionato solo per la storia e dove il gameplay era di contorno, un pò tipo Asura’s Wrath (che di gioco ha ben poco in effetti)
    Cavolo le parti che ho prefertito di Catherine erano quelle nel bar dove puoi solo parlare con delle persone

    • Eh, ma evidentemente non è importante che ti sia piaciuta quella parte perchè non è gameplay, no? ;)

      • Forse il mio è un caso però vado matto per i videogiochi che forniscono una sorta di “hub” nel quale il giocatore può cazzeggiare e saperne di più sul mondo di gioco. Non è che Catherine sia brutto (intendo dire le sezioni di gameplay che ho apprezzato) però a me (non solo per i puzzle game) spesso interessa più la trama e le interazioni tra i personaggi che il gioco in se. Se l’intreccio e i personaggi mi attirano il gameplay passa in secondo piano, per qualsiasi tipo videogioco (da un semplice FPS ad un ben più complesso RPG e così via)
        Forse Catherine mi è piaciuto perchè è particolare, tutto qui.

        • Inoltre non credo che al giorno d’oggi (ringraziamo internet per questo lol) un titolo possa vendere di più grazie a babydoll e poppe come dice Viper. Inoltre lui inserisce anche il “contorno” in questo elenco di cose superflue, quando in realtà in tutti i giochi, o quasi, il “contorno” è importante quanto il gioco stesso (in alcuni casi di più) con o senza poppe digitali.

    • A me è successo di recente con Bioshock, il gameplay non mi è piaciuto più di tanto (non mi fa impazzire il gameplay fps) ma ho adorato il gioco quasi esclusivemente per trama e personaggi.

      • * Bioshock infinite per precisare XD

      • E’ indubbio che ci siano categorie di giochi in cui uno non impazzisce per il gameplay in sè, ma che vengono giocati anche avidamente al solo ed unico scopo di gustarsi la storia, motivo per cui se ci sono discussioni serie su di un titolo del genere sono primariamente per la storia, non certamente per il gameplay (sì ovvio che ce ne siano anche per il gameplay, visto che questo genere di giochi vengono acquistati anche dal becero coddaro ti turno, ma hanno peso nullo quanto lo hanno le stesse persone che li tirano in ballo, siamo a livelli dell’imbecille che si è comprato portal 2 e ha whinato tanto perchè era convinto di aver preso un fps).
        Tra l’altro questo è uno dei motivi per cui il videogioco è una forma di intrattenimento potenzialmente* superiore di qualsiasi altra tipologia, sia per la varietà che per l’interattività.

        * il potenzialmente qui è usato nel suo vero significato, non come la scusante generica del “te inizia a comprarlo che poi fidati!” che è diventato (kinect/psVita/WiiU la potenzialità è altissima!!11!!1!), e sono potenzialità basate su quello che realisticamente e concretamente ci è già stato offerto, non tanto perchè ci sia il markettaro di turno a ficcarcele in gola.

  27. Il gioco è piaciuto per la trama e per quel qualcosa di diverso che ha portato e aggiungo che i puzzle game sono giocati è solo che non puoi fare un paragone con le versioni portatili da cellulare, Catherine è piaciuto perchè non è certo un giochino da 2 min e via, anche perchè è un fottuto bordello in certi passaggi.

    Con questo non voglio dire che non possano esserci puzle game belli in versione smart, ma solo che trovarne di belli è difficile.

  28. e io ne ho giocati un pasto di puzle game.

  29. Vi porto la mia esperienza. Comprato al dayone la collector edition per i seguenti motivi:
    – mi fido di atlus
    – gli artwork sono fantastici
    – è una buona scusa per riprendere in mano un puzzle (l’ultimo era stato Kurushi della PSX)

    Ho cominciato a giocarci, storia figa, artisticamente ineccepibile, bello tutto ma il gameplay proprio non sono riuscito a digerirlo. Morale della favola mi sono stufato di spostare cubi dopo circa 5 ore di gioco e senza neanche portarlo a termine (già, lo scoramento è stato più potente dei miei ormoni) ora è riposto assieme alle altre collector, ma non per meriti di gameplay ma prettamente artistici. Concordo abbastanza con VIPERFRITZ.

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