Il giusto intervallo

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In un’intervista posta a Eiji Aonuma, producer della mai troppo amata serie di Zelda, ha dato una risposta da cui spero nascerà un sano dibattito tra voi, popolo di nullatenenti e nullafacenti. E pure nutellanti.

La questione era piuttosto semplice.
L’intervistatore di Shacknews, facendo l’esempio di saghe come CoD o Assassin’s Creed, pone una domanda ad una prima impressione banale:

“Visto l’enorme successo di saghe che vedono l’uscita di nuovi capitoli a frequenza annuale, perché non avete mai pensato di creare più episodi di Zelda, quindi con un ritmo di uscite più sostenuto?”

Questa è stata la risposta di Aonuma:

“Forse i primi tempi abbiamo cercato di far si che i giochi di Zelda uscissero con maggiore frequenza, ma considerate le enormi aspettative del pubblico per ogni titolo e gli alti standard qualitativi richiesti, ci siamo resi conto che fosse meglio prendere maggiore tempo per lo sviluppo di ogni capitolo. Non dobbiamo pubblicare qualcosa di nuovo ogni anno, anche se attualmente siamo abbastanza efficienti, con due team dedicati rispettivamente alle versioni portatili e a quelle home console”. (spaziogames)

La frase che più apprezzo è “non dobbiamo pubblicare qualcosa ogni anno“.
Sono d’accordissimo.
Ed è probabilmente questo il motivo per cui negli ultimi anni mi sto distaccando leggermente da serie da me sempre idolatrate come ad esempio Super Mario, sempre per rimanere in tema Nintendo.

Troppi titoli.
Troppo simili tra loro.
In troppo poco tempo.

Personalmente condivido molto una scelta “Zelda-style”, perché se da una parte (in teoria, ovviamente) più anni di sviluppo mi dovrebbero assicurare un prodotto sostanzialmente nuovo e non un riciclo continuo , dall’altra l’hype ha tempo di maturare e sfociare in concomitanza con le settimane prima del D1 in isterie da ragazzina al concerto dei One Direction.

Prendiamo proprio Zelda. Il primo capitolo su Wii (mezzo ibrido gamecube) uscì a fine 2006, al D1 della nuova console Nintendo.
Il capitolo successivo, Skyward Sword, esce a fine 2011, 5 anni tondi tondi.
Gli esempi con altre saghe sarebbero infiniti.

Quello che chiedo io a voi è: qual è il lasso di tempo che considerereste più appropriato tra un capitolo e l’altro di un brand che amate.
Ovviamente so già di partenza che la domanda è stupida e che non si possono generalizzare le situazioni. Mi vien facile pensare che tra un fallout 3 e un fallout 4 possano passare più anni rispetto ad un Uncharted 3 e Uncharted 4.
Tuttavia sono curioso di sapere quali sarebbero i vostri sogni in merito proprio alle saghe che seguite, quali potrebbero essere i vostri…

giusti intervalli.

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  1. Chiaramente dipende. Prendiamo Final Fantasy: quello che era un tempo (una saga di giochi con elementi in comune ma trame totalmente distaccate) gli “permetteva” di uscire, tranne in alcuni intervalli, a scadenza annuale. E se non sbaglio la serie è stata amata, generando molti fan. Parallelamente, con gli ultimi capitoli “fulminanti” hanno mandato (insieme agli altri progetti) l’azienda in rosso di 45 milioni di euro (mi fido di Wikipedia). Ecco che un brand che propone idee sempre nuove può uscire con una frequenza più alta di uno che, branca stanga, presenta sempre le stesse meccaniche/ambientazioni. Lo stesso vale a mio parere per AC, GoW, etc.

  2. Credo che un lasso di tempo tra i 3 e i 5 anni sia più che sufficiente. I capitoli di Mass Effect, di cui sono un grande fan, sono usciti a una distanza temporale che ha permesso di costruire una storia solida e un buon gameplay, evitando di riproporre le stesse identiche dinamiche da gioco a gioco.
    Per quanto le software house affermino che anche i brand che sfornano giochi annualmente hanno alle spalle uno sviluppo pluriennale (grazie a team di studi diversi), i risultati di giochi che escono tutti gli anni con un nome diverso ma la stessa sostanza sono chiari: è come rigiocare lo stesso game con una storia diversa (a volte nemmeno troppo).
    Ci sono poi i casi opposti: the Elder Scroll da un capitolo all’altro rivoluziona molti aspetti del brand, ma ci fa aspettare un’eternità!

  3. Giustissima come cosa,difatti se gli assasins creed fossero usciti facendo una pausa annuale x capitolo,avremmo avuto giochi al livello di ac2.Stessa cosa detta da rocktar infondo ,se uscisse un gta all’anno sarebbero più scadenti e ci sarebbe meno attesa.Cosi invece il prodotto è migliore e il brand rende nel tempo mentre ac per esempio oramai è pattume.Pensare che quando uscii gta4 assasins era agli inizi con l’uscita di gta5 assasins è quello che è ora -_-

  4. bhè, dipende dal titolo, per un gioco di calcio un anno va bene, dopottutto si tratta solo di aggiungere o aggiornare qualche giocatore, potremmo discutere che sia una truffa pagare 60 euro per lo stesso gioco co du’ pupazzi di più ma di solito non delude particolarmente le aspettative, per titoli più complessi in cui sono presenti elementi che andrebbero ben studiati servirebbe più tempo, ma mi sembra una cosa scontata non che evidente, si vede benissimo che assassin’s creed, uscendo anno per anno riesce a mantenere a malapena un livello generale sufficiente, idem per quel maledetto CoD e simili.

  5. se una software house avesse i fondi per avere i vari team che si occupano ciascuno di ogni singolo brand, credo che due anni sarebbero un tempo piu’ che sufficiente per produrre un gioco di qualita’.

  6. Secondo me 2-3 anni, ma dipende dalla saga.
    Per esempio, in un kh, ovviamente voglio un titolo di grande qualità e giustamente ci vuole tempo. Il problema è che il 3 probabilmente l’hanno cominciato da poco (finora in tutti i trailer non hanno mostrato roba realmente nuova) e io mi sono quasi completamente scordato la trama del gioco.
    Se fosse una trama relativamente semplice o comunque non collegata coi precedenti (tipo zelda) mi andrebbero più che bene 5-6 anni.

    Per me quindi il tempo ideale sarebbe dai 2-3 anni, ma ovviamente preferisco aspettarne 6 per un bel gioco, piuttosto che 4 per un sequel poco curato.

    All’inizio ne volevo uno all’anno, ma Assassin’s Creed mi ha fatto capire quanto un gioco all’anno sia fastidioso e difficile da seguire, tanto che il 3 nemmeno l’ho comprato e ho perso interesse generale nella trama, che si stava diluendo troppo senza giungere ad una conclusione.

  7. secondo me, il tempo che ci vuole è esattamente il tempo che ci vuole per far un bel gioco, non un giorno di meno.
    l’esempio, per me più calzante è Civilization (su PC) uscito nel 1991, il 2 nel 1996, il 3 nel 2001, il 4 nel 2005 (qua iniziano le espansioni…..ma belle), il 5 nel 2010, quindi più o meno ogni 5 anni.
    altro esempio a me gradito è American mcgee Alice del 2000 e il suo seguito Alice Madness return del 2011, in questo caso non si grida al capolavoro per nessuno dei 2 giochi ma l’amore per l’ambientazione si trasforma in piacere di giocare anche a distanza di 10 anni (se mi contestate vi mando a giocare ad Alien colonial marines a casa di Matyas)

  8. Secondo me tra un capitolo e l’altro, il tempo minimo di sviluppo di un gioco dovrebbe essere di 2 o 3 anni, mentre il massimo dovrebbe essere di 4 anni.

  9. ovviamente dipende da gioco a gioco, cmq io direi un periodo di minimo 18 massimo 36 mesi tra un titolo e l’altro. Questo per evitare l’assuefazione del giocatore a un certo stile di gioco ( AC, purtroppo, mi ha letteralmente smerigliato le gonadi ) e per dare tempo al team di sviluppo di fare un lavoro come *** comanda.

    Purtroppo ai vari Activision, Ubisoft & ecc tutto questo non interessa e continuano a sfornare prodotti mediocri che alla fine la gente compra perché alla fine non abbiamo mica la palla di cristallo, mica lo sappiamo che titolo ci sarà dentro quel DVD / Br … ma da come stanno andando le cose i miei prossimi acquisti videoludici seguiranno questo format:

    IO: Salve, cos’è uscito questo mese
    Commesso: [lista di giochi]
    IO:lo conosco, lo conosco, lo conosco, lo conosco …. ah, di questo non ne ho mai sentito parlare, LO COMPRO !

  10. la CAPCOM si prenda tutto il tempo che vuole…ma resident evil 7 deve tornare ad essere il gioco che mi ha fatto innmaorare di questo folle mondo.

  11. A occhio e croce direi dai 3 ai 5.
    Poi dipende dal gioco, anche 2 e mezzo può essere sufficiente.
    Per fare uno Zelda capisco i 5 anni (e li incoraggio).
    Per un FIFA o un PES non li concepirei assolutamente.
    Per un FPS, bha, dipende da come lo vuoi strutturare dai 2 ai 3 anni.
    Insomma, dipende dal genere.
    Andiamo dagli RPG che per tirarli giù bene penso richiedano secoli (infatti, da quando la E.A. ha imposto alla Bioware tempi minori, i giochi di quest’ultima sono sempre di ottima qualità ma peccano di quella cura maniacale che vi si trovava precedentemente), agli Action che sono variabili, agli FPS che richiedono medio-breve termine (anche perchè la formula è più o meno bloccata da anni), agli sportivi (e nello specifico calcistici) che dubito ci impieghino più di una serata tra amici a programmare.

  12. Ehhh, influiscono troppi fattori. In linea di massima guardando i generi che gioco di più direi 2 anni per gli FPS “puri”, 2-3 anni per le saghe (e anche qui dipende un po’ da quali), più o meno 3 anni per gli RTS e gli Stealth/Adventure e anche 5 anni per i punta-e-clicca, i Free Roam e gli RPG autoconclusivi (e nell’attesa di questi ultimi se c’è qualche DLC degno di questo nome è meglio). Queste sono ovviamente medie a occhio… E comunque l’attesa è giustificata solo se il gioco si dimostra valido e se porta delle tangibili innovazioni sotto vari punti di vista… Se mi propinano la stessa merda è meglio che lo facciano ogni 1-2 anni, perchè se aspetto per parecchio e poi è una cagata assurda ci rimango triplamente male.

  13. Sarebbe un sogno se le nostre saghe preferite uscissero con frequenza annuale,dire che vorremmo un uscita ogni 3/5 anni è una cazzata,ma la verità è che serve il giusto tempo..e l importante è che gli sviluppatori organizzino bene le idee nel cervello e non buttino fuori le prime 2 cazzate che gli vengono in testa tanto per buttare fuori un gioco il prima possibile…

  14. Secondo me qui dovremmo fare la distinzione fra il differimento per motivi qualitativi e quello per motivi di marketing. Potrebbe, ad esempio, una grande casa di sviluppo garantire un titolo rinnovato anche ogni anno, tuttavia decidere, per motivi di marketing ed economici, di farlo uscire dopo un lasso di tempo abbastanza lungo. Questo potrebbe accadere perchè quella casa è conosciuta per un certo brand x, quindi usa le sue uscite per rinnovare sporadicamente l’immagine della sua grandiosità agli occhi dei consumatori, al contempo senza un eccessivo dispendio di risorse (esempio banale, la fiat fa uscire una ferrari ogni 10 anni, e fra una ferrari ed un altra produce solo 500). In ogni caso io credo che un buon compromesso in termini sia qualitativi che di marketing potrebbe essere un periodo di 3 anni, attendere troppo anzichè generare hype potrebbe invece attenuare il legame che il nutellaro ha con il suo gioco preferito. Nel mio caso le mie sh preferite sono Bethesda e Bioware, considerati i titolo fin troppo impegnativi che queste sviluppano posso fare un eccezione, potendo anche attendere 5 anni per un prossimo The Elder Scrolls o un Dragon Age.

  15. La cadenza dei titoli dipende da un sacco di fattori: grandezza della mappa, tipo di gameplay, online od offline, storia curata o pretesto, etc. etc…
    Certo è, che un anno è poco per qualsiasi gioco: eccetto gli sportivi (che dovrebbero subire un taglio di prezzo), ci vorrebbero minimo 2 anni tra un gioco e l’altro, così da far stancare le persone con il titolo che hanno comprato e poi creare hype con tutto quello che le SH hanno a disposizione.

  16. Un paio di annetti sono sufficienti. Io per la serie Metal Gear ormai sono abituato a millenni tra uno e l’altro, ma non mi dispiace. Preferisco aspettare un pò di più e avere a tempo debito un gran gioco ben fatto! Non qualcosa fatto frettolosamente giusto per farlo uscire nel periodo natalizio…

  17. Credo che gli intervalli debbano essere valutati a seconda del titolo – della tipologia di gioco – dalla quantità di capitoli – dalla decisione di legare o meno tra loro i vari capitoli – e dalla scelta dello stile.

    Una serie come Uncharted ti lega al protagonista con un empatia che ti spinge a voler andare avanti con le sue avventure il prima possibile. Ma serie come FF ad esempio non sono legate tra loro dunque una volta portato a termine un capitolo non vorrai subito vedere “come continua” perchè sai che è una storia a se stante. Inoltre proprio in queste due serie si può vedere come una è stata capace di migliorarsi a piccoli passi mantenendo sempre ciò che di buono era stato costruito in prima battuta, l’altra con ogni capitolo cercava di innovare sempre più quella che era la propria idea di gioco, riuscendoci o meno questo è poi a discrezione vostra. (personalmente dal decimo capitolo è stato il declino)

    In definitiva credo che tutto dipenda da quanto una serie “fa guadagnare” perchè come Ubisoft ci ha insegnato se l’asssassino guadagna ne conosceremo tanti diversi ogni anno

  18. sono d’accordo con tutto quello che hai scritto…personalmente per la mia saga preferita attenderei MINIMO due anni per un nuovo capitolo, ma anche di più se questo volesse dire avere un gioco degno di tal nome (vedi GTA IV e V)

  19. un seguito ogni 2 anni è la cosa ottimale, anche se oramai ci stanno abituando a un map pack l’anno.

  20. Quello che dice Aonuma mi sembra una cosa normalissima ed è la prassi messa in atto da sempre dai team di sviluppo seri. Quelli che sfornano un titolo fotocopia l’anno da me non vedranno mai un soldo.

  21. Beh i seguiti di FFXIII sono la prova della pigrizia di nomura e square-enix in generale. Al posto di prendersi del tempo e darci il gioco epico che meritiamo riciclano versus facendolo diventare FFXV…Beh saró nostalgico ma io amo i tempi lunghi e i ritardi quasi criminali che portarono ad ocarina of time…

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