Il limite del buon gusto.

AAEAAQAAAAAAAAJKAAAAJGExNmY2MjkxLTcwZGItNGY1Ny05NDE1LWMyZWNkZjI0ZDMzMg

Non so come mai.
Sicuramente sto perdendo colpi.
Vi giuro che questo articolo l’avrei voluto scrivere attorno alla fine di ottobre, poi però… come si dice dalle mie parti “mi è andato in oca”…

Se non fosse stato per Viperfritz, che alcuni giorni fa mi parlò di un argomento affine, non mi sarebbe più venuto in mente.
Ricordate cosa successe a fine ottobre?

Gamesweek

Io e gli altri faccioni dello staff angolare, compreso Charlie Chaplin a.k.a. il fratello di Ale sullo sfondo, partecipammo al GamesWeek di Milano, prima occasione in cui mettemmo (o quantomeno misi) le mani sul PlayStation VR.

Grazie all’evento milanese ed alla vicina PlayStation X-Perience o EXPerience o come cazzo si chiama, l’argomento sulla bocca di tutti in quei giorni fu proprio l’utilizzo di questi visori amati (da qualcuno)/odiati (da altri)/cazzomene da moltissimi.

Ma attenzione.

Proprio durante una di quelle fiere a cui i giornalisti del settore non dimenticano mai di ricordarci di averci partecipato (rosik), salta fuori un particolare.
Non ricordo precisamente se si trattasse di PlayStation VR o di Oculus Rift, ma mi capitò di leggere la recensione di uno di questi “privilegiati” a proposito dell’effetto del visore combinato a The Walk.

The Walk, per chi avesse vissuto sulla luna in quei giorni, era il film del momento.
Diretto da Zemeckis, la pellicola narrava la vita di Philippe Petit, uno fra gli equilibristi più famosi del mondo, che nel 1974 compì la sensazionale passeggiata tra le Torri. Sì, proprio le Torri Gemelle.

In buona sostanza, venne creato (sicuramente anche a scopo promozionale, per portare la gente nei cinema) una specie di “videogioco” apposta per il visore, che simulava la traversata di Petit tra i due grattacieli di New York. Faccio a meno di entrare nei particolari riguardo le impressioni dei giornalisti, che non nascondevano il fatto di aver quasi vomitato l’anima.

Leggendo ciò però, mi posi una domanda.
Lasciando perdere momentaneamente Petit, il pc master race, la ps4, ecc… mi domandai quanto fosse “di buon gusto” realizzare un videogioco sulle Torri Gemelle.
Ok, non era un videogioco nel vero senso del termine.
Ok, era un “prodotto” nato per pubblicizzare sia il film, sia il visore.
Mi chiesi fino a che punto fosse lecito sfruttare l’immagine delle Torri Gemelle, con tutto ciò che ne comporta e che i più grandicelli si portano dietro, a questo scopo.

Personalmente, perlomeno per il momento, la trovai una cosa veramente di cattivo gusto.
E da quai nasceva la domanda a voi. Qual è il confine, quella linea invisibile che per voi demarca ciò che possiamo “digerire” dal punto di vista videoludico, da ciò che invece non riusciremmo ad accettare?

Poi però ho cercato di togliermi dalla testa le immagini di quel martedì pomeriggio, ora italiana, facendo un rapido excursus sui videogiochi a livello generale.

Call of Duty World at War?
E Call of Duty 1, 2, 3?
Medal of honor Frontline su PS2?
Non sono forse giochi che han fatto la loro fortuna riportando in chiave videoludica fatti realmente accaduti in cui sono morte centinaia di migliaia – per non dire milioni – di persone, ben più gravi quindi, se vogliam vedere, dell’11 settembre.

E perché, quindi, ho giocato per anni ad un CoD ambientato nel Vietnam o nella seconda guerra mondiale (sia chiaro che prendo Cod come metro di paragone, gli esempi potrebbero essere moltissimi) senza batter ciglio, mentre poco più di una tech-demo promozionale (che peraltro non ho testato personalmente) ha fatto nascere in me queste seghe mentali che ho voluto condividere con voi?

Forse perché l’11 settembre in molti fra noi l’hanno, passatemi il termine, vissuto sulla propria pelle?
Fatemi esempi su cosa per voi va (o andrebbe) contro il vostro buon gusto.

farenz

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prova a cercare ancora!

Zelda

The GameFathers Live #56 – Tenersi Zelda dentro

  Esce Switch…esce Zelda, e succede di tutto. Internamente all’angolo ci si scanna e ci ...

41 Più commentati

  1. Beh chiaro che l’esperienza in prima persona di determinati tragici eventi ci faccia rivivere il trauma che essi ci hanno dato.
    Molti anni fa lessi di un ex soldato che ebbe attacchi di panico giocando a Conflict Desret Storm, che l’aveva fatto rivivere l’esperienza della Guerra del Golfo.

  2. Diro un’ovvietà ma il “buon gusto” è del tutto soggettivo, dipende dalla persona, dall’ambiente che lo circonda e dalla sua sensibilità.

    Noi figli degli anni 80-90 non abbiamo problemi a giocare a videogiochi sulla guerra in vietnam,seconda guerra mondiale, ecc. semplicemente perchè non l’abbiamo vissuta in prima persona. Molto ha fatto discutere proprio un DLC di Cod (se non ricordo male) che faceva impersonare dei terroristi e che come meccaniche ricordavano attentati più recenti. Personalmente non so se lo stesso DLC ambientando nella seconda guerra mondiale impersonando un nazista avrebbe avuto lo stesso impatto anche ai giorni nostri.

    • E’ ovvio che si tratti di soglie di sopportazione al cattivo gusto SOGGETTIVE. Per questo chiedevo le vostre opinioni in merito.
      Però, parlando di me stesso, trovo comunque strano il fatto che quell’idea di gioco mi dia fastidio, metnre l’attentato all’aeroporto in modern warfare 2 mi sia passato via tutto sommato liscio.

      • Sei stato particolarmente shockato da quell’evento evidentemente.
        E’ soggettivo, molti l’hanno già “dimenticato” o l’hanno vissuto come una tragedia tra le tante.
        Anche l’ovvio clamore dato dai media riguardo quella tragedia ha impresso fortemente l’evento nella testa di molti.
        E da qui si evince il perché riviverla possa colpire.

  3. Non penso ci sia un limite, tutto sta nel “rispetto” che i registi/director/autori ci mettono nel raccontare un avvenimento storico (ad esempio non potrei sopportare un gioco o film “che si prende sul serio” con i nazisti che fanno la parte dei buoni) Qua però non è stato riproposto un evento passato ma è una riproduzione di un luogo che, per un tragico episodio, non esiste più e che però per molti è e sarà simbolo di infamia, terrore, morte. Noi che come dici tu “ci siamo passati” non riusciamo a vedere le torri gemelle come dei semplici palazzi caduti durante una guerra ma rappresentano proprio una cosa che ci ha feriti/shockati/terrorizzati e vederle riproposte fa male.
    Una domanda farenz: hai avuto la stessa sensazione anche guardando fringe? Io no, nonostante ci fossero le torri gemelle

  4. E’ interessante vedere quanto questo fatto possa toccare le persone in maniera diversa. Per me un gioco del genere non va cotro il mio buon gusto, non tanto perchè sia insensibile o perchè non abbia vissuto l’evento “in diretta”, ma perchè si tratta di un gioco, di finzione, di non reale. Sopratutto in questo caso il gioco tratta di un evento storico (la traversata delle torri sul cavo, non l’attentato) che aveva come ambientazione le torri, che poi successivamente sono state colpite da un attentato e verranno ricordate per sempre per quello. Ma il focus non è l’attentato, è la storia di quel tizio che le ha attraversate su un cavo.
    L’attentato alle torri è stato sfruttato da moltissimi media, in primis dai film. Ma non ne sono contrario, anzi ognuno racconta in modo diverso lo stesso evento, e va bene così.

    Andrebbe contro il mio buon gusto se venisse prodotto un gioco /film in cui si percepisse una certa “mancanza di rispetto” nei confronti di quell’evento tragico o di un altro evento della medesima gravità e tragicità. Questo si che sarebbe spiacevole.

    • Allora ti faccio una domanda più diretta.
      Mi è capitato alcuni giorni fa, per caso, di incappare in un video di Fraws, in cui testa con oculus un simultaroe di vittima dell’11 settembre. Da quel che ho capito lo scopo era riuscire a scappare dai palazzi colpiti dagli aerei. Cosa ne pensi di questa cosa?

      • Io ho visto il video di cui parli e proprio lo stesso Fraws non “se le sentita” di mettere questo gioco nella sua rubrica “Giochi di pessimo gusto” proprio perchè si capiva che lo scopo del gioco non era lucrare o far parlare di se ma scatenare una reazione di un certo tipo nel giocatore (panico, ansia, paura, ecc) per far sensibilizzare le persone su questa tragedia e non farla cadere con il tempo sul “banale”.

        Hai presente la canzone “il cacciatore della notte” dei nanowar of steel? in un certo punto del video musicale c’è una scena delle torri gemelle che sono distrutte in modo “scherzoso”, ecco quello per me può essere il pessimo gusto di cui parli.

        L’unico modo in cui penso che potrei ritenere una demo di questo genere di pessimo gusto (sulle torri gemelle) e se mi facessero schiantare un’aereo in diretta mentre sei sulla fune che stai attraversando.

      • UN SIMULATORE DI VITTIMA DELL’11 SETTEMBRE? Ma di cosa cazzo stiamo parlando? Cioè sul serio un produttore creativo non riesce ad immaginarsi nient’altro per sfruttare le possibilità dell’Oculus che non sia un simulatore di vittima dell’attentato alle torri? Io lo trovo parecchio di cattivo gusto perché sono convinta che per ricordare una tragedia non ci sia bisogno di “riviverla digitalmente” sulla propria pelle. Bastano le testimonianze, le immagini, i video. Sul serio è necessario fare un simulatore simile? Perché no allora, nel prossimo giocherai nei panni di una persona chiusa in un campo di concentramento, chissà che spasso.

        La guerra è una cosa, si uccide da entrambe le parti (CoD, anche se è palesemente di parte), gli stermini e gli attentati sono tutt’altra cosa.

        • le guerre di oggi non sono più come le descrivi tu, anzi gli attentati sono proprio la risposta ad una guerra a senso unico

        • Ti consiglio di vedere il video di fraws perché fraintendi completamente l’obbiettivo che si prefigge “il simulatore di vittima dell’11 settembre”, perché così come immagini, testimonianze e video possono, anche un videogioco può essere usato per sensibilizzare, ripeto, guarda il video di fraws e ritorna qui sapendo un pò di più di quel che stai parlando

        • Prendo questo tuo commento per fare un osservazione:

          Onestamente se facessero un simulatore di campi di concentramento io non lo considererei di cattivo gusto…

          Cerco di spiegarmi per il meglio per non essere frainteso, OVVIAMENTE l’olocausto è uno dei peggiori capitoli della storia dell’umanità, si parla di un genocidio programmato ed eseguito a regola d’arte da uomini contro uomini, è una cosa orribile e disumana.

          Detta questa ovvietà, quanto sarebbe sbagliato creare un simulatore di un prigionierio in un campo di concentramento in cui sei tenuto a fare quello che dicono i nazisti? sarebbe più sbagliato di quando mostrano in un documentario le scene di uomini, donne e bambini portati alle famose “doccie”? io non credo, anzi sarebbe un pugno allo stomaco difficile da dimenticare per chiunque e proprio per questo raggiungerebbe lo scopo (quanti hanno fatto caso al “giorno della memoria” il mese scorso?).

          L’aspetto economico c’è sempre e comunque, ma credo che come nel gioco (o meglio simulazione) dell’11 settempre lo scopo principale dello sviluppatore sia stato quello di veicolare un messaggio chiaro è netto volendo proporre al “giocatore” qualcosa che difficimente avrebbe dimenticato.

          Per me è indubbio che se affrontati nel modo giusto e corretto, ma soprattuto con rispetto e il giusto “tatto”, non ci sono argomenti o temi di cattivo gusto.

      • Sono andato a vedere il video di cui parlavi, perchè così senza avere un riferimento non riuscivo a comprendere la questione.
        Quando c’è stato il primo schianto (nel simulatore), nonostante non fossi io quello con il visore, mi è venuto un colpo e mi sono sentito veramente angosciato.
        Detto questo , quello che posso dire con certezza è che non mi è sembrato un prodotto che “non porta rispetto”. Mi sono trovato infatti daccordo (in buona parte) con quello che diceva Fraws, ossia che sembra uno strumento per sensibilizzare o comunque per far capire alle persone cosa hanno potuto provare (in minima parte) le vittime di quel giorno.Non credo che sia un prodotto rilasciato allo scopo di “divertire”, ma solo di simulare uno dei fatti più gravi della storia dal punto di vista delle povere vittime. Non sto qui a ragionare sul perchè non l’ho trovato di cattivo gusto, anche perchè non ci riesco per questo evento traumatico, dico quello che sento, la sensazione che ho provato è questa.
        Per farti un esempio di “prodotto di cattivo gusto” che io ho visto nella mia esperienza, è il tributo costante (più che tributo direi la citazione) dell’assassinio Kennedy. Cioè in moltissimi media questo assassinio è stato riprodotto, e se in alcuni casi si è rivelato essere una semplice ricostruzione a scopo commemorativo, storico o illustrativo, in altri l’ho trovato di pessimo gusto e irrispettoso (anche solo l’abuso nel riproporlo). La peggiore riproposizione di questo evento per me è stata quella fatta dai Griffin, in cui Kennedy è impersonato da una ciambella, e nel momento in cui gli salta la testa, la moglie viene spruzzata di marmellata e briciole, e inizia a mangiare i resti della ciambella. Cazzo questo mi ha fatto schifo. i Griffin mi hanno sempre divertito per il loro essere dissacranti in modo originale, e se erano offensivi, lo facevano in modo superficiale, da cartone animato. Ma cazzo qui hanno ripreso una tragedia di stato, e ancora di più privata (per la famiglia), in cui la moglie si è ritrovata di fianco al marito con la testa spappolata in mezzo alla folla, e questi le fanno una parodia così irrispettosa? Brutti stronzi, questo non si fa. Questo è intrattenimento di merda.

    • perfettamente d’accordo, trattare l’attentato alle torri è una cosa, si deve stare attenti. Ma le torri non possono diventare un tabù.
      Il buono o cattivo gusto sono soggettivi, ma fino ad un certo punto. A mio parere quando un argomento risulta “fastidioso” perchè tratta argomenti particolarmente delicati, ma lo fa per stimolare una riflessione o comunque per smuovere il pensiero (vedi schindler’s list), allora non si tratta di cattivo gusto. Quando certe cose vengono trattate solo ed esclusivamente perchè faranno “parlare”, discutere e diventeranno virali, allora si tratta di cattivo gusto.

      In questo caso però mi sembra che il collegamento non ci sia, l’argomento è l’equilibrista. Sarebbe come dire che la tuta alare di far cry è di cattivo gusto perchè ti ricorda de Gayardon.

  5. Con l’oculus Rift hanno fatto anche una simulazione che fa rivivere la tragedia dell’11 settembre facendoti interpretare una persona che è bloccata all’interno delle torri.
    Di questo argomento di “giochi di confine” ne avevamo parlato qualche anno fa in uno scambio di mail Farenz.
    Io ti avevo detto all’epoca che secondo me la simulazione “That Dragon, Cancer”, ideato da Ryan Green, fosse una proposta un po’ al limite del buon gusto.
    Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Il gioco è un’avventura grafica basata sulla vita reale di Ryan il quale ha un figlio piccolo che deve combattere un terribile e raro cancro al cervello.
    Lo scopo del gioco, se non ho capito male, sarà gestire questa situazione nel migliore modo possibile al fine di rendere il più dignitosa possibile la vita del figlio malato.
    All’epoca, ma sono tutt’ora di quell’idea, che forse trattare il tema del cancro terminale, specialmente in un videogioco/simulazione fosse un po’ pesante da gestire. Questo perchè molto spesso in un videogioco ti immedesimi molto di più, piuttosto che in un film (mi viene in mente colpa delle stelle) dove sì ti affezioni ai protagonisti, ma il protagonista non sei tu.
    Resta il fatto che secondo me molte tragedie, specialmente a livello cinematografico, vengono usate e abusate esclusivamente per far soldi e non tanto per “non far dimentare”. L’esempio lampante sono i trecentomila film sulla seconda guerra mondiale e affini.
    Sull’11 settembre sono stati fatti almeno due film e sicuramente ne faranno altri periodicamente.
    Far ricordare va bene, però lucrarne a vita è il vero cattivo gusto.

    • Ma sai che con l’esempio di That Dragon Cancer non sono d’accordo?
      Perché da ciò che esprimi sembra quasi che il videogioco debba essere per forza legato allo stereotipo di “far divertire”. Per me non è così.
      Molti dei giochi che ho giocato negli ultimi anni, avventure di telltale in primis, li ho apprezzati moltissimo senza che potessi inquadrarli sotto il termine “divertenti”. Appassionanti, coinvolgenti, egregiamente narrati… ma divertenti no.
      Secondo me il videogioco non si deve limitare a sapermi divertire (che poi io nel 99% dei casi cerchi il divretimento è un altro discorso). Credo che sia giunto ormai da anni il periodo in cui i videogiochi debbano per forza sconfinare in altri ambiti.

      • No i giochi non devono per forza far divertire, su questo sono d’accordo anch’io, però sono della stessa idea di Mark che il far rivivere una storia che sai che è vera, come nel caso di That Dragon Cancer, specialmente perchè la vivi da protagonista, è emotivamente più forte di altri media.
        Le avventure telltale che citavi, come The Walking Dead (che non ho ancora giocato e cercherò di recuperare), la vedo un po’ diversa come tipo di immedesimazione. Da quello che raccontavi nei video hai delle scelte, spesso drammatiche, dove spesso non c’è una via di uscita migliore delle altre. In quel caso però sei in una situazione dove non arrivi mai a pensare sia stato fatto nella realtà da cui è stata tratta.

  6. Il buon gusto è un qualcosa di soggettivo, idem per il rispetto.
    Personalmente digerisco qualsiasi cosa, anche la più violenta.. purché finta: Manhunt lo trovo divertentissimo, tanto per fare un esempio. Stesso discorso per Wishmaster, tanto per citare un film horror splatter a caso. Perchè sono tremendamente finti. Ma non appena sento puzza di “storia vera”, specie per horror/thriller, mi rifiuto categoricamente di assistere/giocare.
    In questo specifico caso non mi sembra che sia particolarmente di cattivo gusto visto che, in questo caso, le Torri Gemelle sono solo “un’ambientazione” e niente più.. o almeno non mi sembra irrispettoso nei confronti delle vittime, a differenza del film World Trade Center uscito pochi anni dopo il 2001 – che non ho visto, e che reputo un tentativo di lucrare su una tragedia con un prodotto di intrattenimento. Ma ripeto, il buon gusto e il rispetto sono soggettivi.

  7. Giusto qualche tempo fa sono incappato in un video di Fraws, che provava con un Oculus Rift un gioco basato sugli avvenimenti dell’undici settembre, vissuti nei panni di una persona che lavorava in una delle due torri. Cattivo gusto? Non saprei. Ma l’unica scelta che alla fine potevi fare nel gioco era scegliere il come morire… Una gioco del genere può servire a sensibilizzare su taluni argomenti, può avere anche un ottimo impatto a livello accademico se sfruttato a dovere, me ne rendo conto. Eppure per me è troppo, si è sorpassata quella linea. Si è tanto discusso sulla violenza nei videogiochi e sulle possibili ripercussioni psicologiche che può avere, ad esempio, un GTA qualsiasi, eppure son più che certo che giochi/tech demo del genere siano infinitamente più crudi e che possano effettivamente danneggiare la psicologia delle persone, specie se abbinata all’Oculus Rift. Il mondo videoludico sta diventando molto video e troppo poco ludico.

  8. Il discorso del buon gusto o meno è MOLTO soggettivo, varia da persona a persona, ma anche in base alla diversa età della persona stessa.
    Io in 26-27 anni che gioco, raramente ho trovato giochi che non potessi digerire, come si dice, tutto è lecito niente è reale, parliamo pur sempre di una “finzione” che, per quanto può essere ben fatta sempre finzione rimane.
    L’ultimo gioco che ho giocato, che mi ha fatto salire un pò di ansia, è stato Outlast e un pò Resident Evil Revelation…x carità nulla che mi impedisse di giocarli o di portarli a termine, ma conosco persone che si scaricarono gratis Outlast che un mese era gratis sul PLUS, per poi disinstallarlo 10 min dopo per il senso di angoscia che dava.

    Se vogliamo, il discorso si potrebbe allargare anche alla TV o al Cinema, ieri sera vidi la 2° puntata di LOVE, nuova serie di Netflix (che mi sta piacendo), il protagonista di turno si ritrova 2 adolescenti con le zinne da fuori….15-20 anni fà per vedere una donna nuda, dovevi comprare il calendario della Marini o della Ferilli, x noi è normale, per una persona di 50-60 anni potrebbe essere sgradevole.

  9. Penso che il motivo sia come dici tu alla fine.
    L’attentato alle Torri Gemelle l’hai vissuto, quel giorno è ancora fresco nella tua memoria.
    La Seconda Guerra Mondiale o la carneficina della guerra in Vietnam invece no.

    Piuttosto si potrebbe discutere sulle guerre moderne, tipo la guerra nel Golfo, quella in Afghanistan o quella successiva in Iraq. Però anche se è brutto dirlo, ci sembrano forse guerre minori, non c’è mai stato un vero e proprio movimento contro la guerra come fu per il Vietnam. Forse al contrario del Vietnam che tutti ritenevano una guerra inutile, in queste ultime guerre ci hanno fatto credere che fossero giuste per difenderci dal terrorismo.

    Oppure tutto il discorso è che spesso le morti in guerra sono viste come soldati in modo superficiale, mentre l’attacco delle Torri Gemelle ha colpito civili, potevi esserci pure tu per quanto suoni strano dirlo e sentirlo.

    Cosa potrebbe pensare un reduce dal Vietnam giocando a BC2 Vietnam, dopo che ha visto l’inferno e l’orrore ogni giorno in guerra?
    Lo stesso vale per tutte le guerre, sarei curioso di sapere cosa proverebbero questi uomini prendendo in mano dei giochi che appunto per noi sono giochi, per quanto possiamo dire che sia brutta la guerra, giocandoci ci divertiamo, non riviviamo e non possiamo avere o capire le sensazioni di chi in quelle guerre c’è stato.

    Penso che quindi il buon gusto sia soggettivo, alcune cose ci possono dar fastidio e altre no pur essendo irrispettose allo stesso modo, solo che non ci pensiamo o non riusciamo a capirlo vedendoci più esterni alle faccende.

  10. Secondo me una delle cose che travalica i limiti del buon gusto, negli esempi da te citati, è la combo “fatto reale” + “violenza sugli innocenti”.

    I vari CoD riprendono fatti realmente avvenuti ma si spara sostanzialmente ai soldati nemici, non a bambini o civili. Nei vari GTA si spara a chiunque ma il mondo è volutamente cartoonesco e surreale, anche se le ambientazioni sono riprese da città reali. Questo ce lo rende “sopportabile” e non oltraggioso.

    Pensate però se in un CoD ci fosse la missione “Elimina tutti i bambini nella scuola del nemico”, oppure in GTA la missione “Abbatti le torri con un aeroplano”. Lo considereremmo sbagliato, anche se tecnicamente parlando il gioco è esattamente lo stesso.

  11. Mi sembra normale Farenz che tu sia più toccato da un evento drammatico accaduto da noi (intendendo NOI come mondo occidentale) rispetto alla seconda guerra mondiale (che è finita) o rispetto alle guerre che ci sono lontane da noi nei quali sono ambientati i vari COD.

    Direi che è normale… e per questo motivo io NON tirerei una linea ma ammetto che per me tutto è lecito, nel senso che sarà poi la gente a premiare o meno un certo target / ambientazione con l’acquisto del gioco.

    • concordo pienamente, giochi di questo tipo possono comunque dare inizio a conversazioni stimolanti come questa, che sono comunque un buon modo per arricchire la comunità. la censura,come credo tutti concordiamo, è sempre sbagliata e ben venga quando c’è gente che fa quel passo oltre, a volte scaturendo stupore e a volte critiche e indifferenza. Sarà la gente a decidere.

  12. Secondo me oltre la soggettività entrano in gioco altri due fattori:
    1)Tempo e società: un evento come per esempio la prima guerra mondiale è ormai passato da quasi un secolo, la società fondamentalmente lo ha “assorbito” (complice anche il fatto che ormai relativamente pochi membri della società stessa sono stati presenti a quegli eventi); la distruzione delle torri gemelle invece è avvenuta poco più di 10 anni fa, quindi è un evento se vogliamo ancora “fresco” (rispetto a certi altri ovviamente), e sopratutto molte più persone presenti nella società lo hanno vissuto, subìto, quindi forse è un argomento un po’ più “taboo” rispetto a cose ormai più lontane.

    2)Il rispetto con cui viene trattato un argomento: un conto è decidere di fare un gioco, un film, un libro ecc per sfruttare l’argomento del momento (o un argomento dibattuto insomma) e avere popolarità e, di conseguenza, fare un lavoro superficiale, tanto da cadere nell’ irrispettoso; un altro è il voler creare un gioco che sensibilizzi o ricordi certi eventi, magari per far capire a chi non li ha vissuti quanto terribili sono stati.

    Vi faccio un esempio: fra i vari argomenti di storia sto studiando il nazismo e sul libro leggo di camicie brune, repressione del dissenso, uccisioni politiche, deportazioni e omicidi degli ebrei, ecc.
    Morti su morti che si ammassano, miliardi di persone uccise.
    Però, per quanto capisco quanto terribili siano stati questi eventi, per me alla fine sono solo numeri perchè (fortunatamente) io questi eventi non li ho mai vissuti sulla mia pelle, nè ho avuto modo di vederli.
    Capisco che sono eventi “brutti” (passatemi il termine sminuente) perchè è “brutto” sterminare un popolo, uccidere la gente innocente, ma di fatto non posso rendermi davvero conto della gravità di questi fatti.

    Attraverso un VR però si potrebbe ricreare la vita in un campo di concentramento: sarebbe di pessimo gusto?
    Dipende da come viene trattato l’argomento.
    Il film “La vita è bella” o “Il bambino dal pigiama a righe” per voi sono di pessimo gusto?
    Se la risposta è no, allora non vedo perchè dovrebbe esserlo un videogioco trattato con lo stesso rispetto; e se qualcuno si chiede “ma non bastano i film, i video, i libri” ecc io rispondo che a molti possono bastare, ma a mio parere (e nel mio caso) avere la possibilità di vivere quegli eventi senza però viverli davvero, l’immedesimazione che solo un gioco ( e ancora di più un VR) ti può dare, porterebbero la cosa su tutto un altro livello.

    E allora se uno dicesse che il nazismo fu orribile, non lo direbbe perchè lo studia sui libri e perchè gli viene detto dalla società, ma perchè lo ha visto con i suoi occhi.

  13. E’ per me una questione primo di PEGI e poi di contesto, con questo giustifico la violenza e certe scene dei videogiochi come in call of duty mw con l’assalto all’aeroporto, non giustifico sempre per i due punti il linguaggio scurrile gratuito nel multiplayer di crysis 2 perchè è privo di coerenza: che senso ha insultare un altro giocatore nell’online..

  14. Anche io sono del parere che si tratti di una cosa soggettiva. Faccio un esempio: qualche articolo fa avete parlato del gioco italiano The Town Of Light, basato su un manicomio esistito davvero… Anche questo è un tema effettivamente forte, solo che non ci “tocca” come la storia delle torri gemelle, vuoi per il “periodo storico” differente, vuoi per il fatto che in pochissimi conoscono la storia del manicomio stesso (io compresa)… Non so, io penso che principalmente è il passare del tempo a “desensibilizzarci”, se si può usare questo termine. Come tu stesso hai detto, giochi sulle guerre mondiali eccetera non ci toccano più di tanto dal punto di vista emotivo, auesto perché secondo me molto lontane da noi… Le torri gemelle sono una cosa recente, io pur avendo avuto solo 7 anni quando è successo ancora ricordo il terrore che leggevo negli occhi dei miei genitori, e che di rimando provavo anche io pur magari non capendo neanche tanto bene ciò che era davvero accaduto… Eppure, ti dirò, nonostante tutto io non lo vedo come qualcosa di cattivo gusto. O, meglio, se penso al fatto che, in effetti, si sono giocati la “carta torri gemelle” per far parlare e per vendere di più allora magari un po’ mi sento schifata… Però, dimenticandoci il versante “lucroso” della cosa, secondo me in qualche modo potrebbe essere anche un “omaggio” a quello che è successo, un’occasione per far conoscere ai più giovani questa tragedia che ha sconvolto il mondo. Non so, spero di essermi spiegata… In ogni caso è tutto soggettivo.

  15. io sinceramente trovo più di cattivo gusto fare comparazioni tecniche tra giochi in uscita per pc/ps4/One XD

  16. Per quanto mi riguarda molto dipende da come quell’argomento viene trattato.

    Per fare un esempio il film Spider-man (2002) in origine comprendeva una scena dove l’uomo ragno catturava con la tela un elicottero tra le torri gemelle. La scena fu tolta perchè dopo un anno sarebbe risultato di cattivo gusto, ma rivedendolo oggi a distanza di anni, se ci fosse quella scena e non sapendo se il film fosse uscito prima o dopo il 2001, non mi darebbe fastidio perchè in fondo non va a ledere la memoria o a sfruttare un evento per motivi di lucro o simili.

    Un’altro esempio che mi viene in mente è il film “train de vie”, parla di come degli abitanti di un villaggio ebraico rubino un treno e fingano di essere deportati per scappare ai nazisti, la cosa viene raccontata in una maniera tale che il film non solo risulta godibile, ma sensibilizza sull’argomento a mio parere. Eppure prima di vederlo il pensiero di una commedia con questa ambientazione l’avrei classificata come di cattivo gusto.

    Per tornare in ambito videoludico mi viene in mente Valiant Hearts, ambientato nella prima guerra mondiale e con grafica da cartone animato, eppure grazie ad una buona trama e degli extra che raccontano la vita di quei soldati in trincea, è riuscito a farmi capire la tragedia di quell’evento seppur a noi lontano. Al cotrario COD e simili si impongono l’intrattenimento e qualsiasi guerra storica o meno è usata più da sfondo per sparare alla cieca.

    In definitiva ritengo che se fatta con garbo, fare delle torri gemelle un ambientazione (oculus rift o fringe) è possibile senza cadere nello sfruttamento della tragedia che faccia da cassa da risonanza. Sta all’autore dell’opera capire dove è lecito fermarsi.

    • Concordo sulla storia del film: a quanto ne so anche da Men in Black 2 tagliarono via un bel pezzo di film perché ambientato sui tetti delle Torri Gemelle. E visto che uscì in quegli anni di fuoco posso capire perfettamente che non tagliare le scene avrebbe minato la sensibilità di molti, specie perché si tratta di cinema americano rivolto particolarmente agli americani. Detto questo, come te se oggi guardassi la versione originale non credo mi offenderei minimamente, perché si tratterebbe semplicemente di un ambientazione “storica”, di uno sfondo realistico per una vicenda inventata.

  17. È una domanda interessante… a cui non credo di saper rispondere del tutto. Cioè sì, vabbè, la sensibilità su queste cose è assolutamente soggettiva e su questo non ci piove, ma più che altro penso proprio che non ci sia (almeno per me) una formula assoluta che fa da linea di confine fra “buon gusto” e “cattivo gusto”. Per dire, l’esempio che hai detto tu a me non sembra assolutamente di cattivo gusto; innanzitutto perché le protagoniste non sono le torri né lo è l’attentato a esse collegate, ma un equilibrista, e quindi le Gemelle non sono altro che “un background storico” e realistico; in secondo luogo, perché il ragionamento “facciamo sparire le Gemelle dagli annali storici fino al 2020” (sto volutamente esagerando, eh) non lo condivido per niente, perché fare finta di nulla non è la soluzione, e non vedo perché per un solo nefasto evento tutto ciò che è successo in/ ha significato un luogo debba essere nascosto per paura che qualcuno storca la bocca. La censura non è mai la soluzione. Poi certo, qualcuno più sensibile che vede la cosa come non proprio ideale ci sarà, ma è inevitabile.
    In generale, penso che il concetto di “vittima civile innocente” sia la cosa che colpisca di più. Però devo dire che anche il contesto gioca un fattore di shock molto pesante… ed è probabilmente per questo che le Torri Gemelle (cadute da poco più di 10 anni, con tutte quelle vittime civili e nel cuore dell’Occidente) colpiscono molto di più un italiano (e un Farenzio) medio rispetto a, boh, non so, un liceo pieno di ragazzi dronato ed esploso in Iran 7 anni fa; non perché sia un evento meno terrificante, ma perché non ci fa sentire “colpiti nella realtà”. È un discorso forse “egoista”, ma credo funzioni così.
    Per me, che come ho detto non saprei generalizzare, vale solo una regola: se l’argomento scottante è usato principalmente per raccattare views o comunque far gridare allo scandalo, allora probabilmente è di cattivo gusto, che si tratti di eventi reali o fittizi. Che è poi la differenza fra la missione Niente Russo di MW2 e Hatred: nel primo l’evento terribile era raccontato, enfatizzato, ma era anche parte della storia e del contesto fantapolitico; Hatred invece lo ritengo di cattivo gusto non perché si ammazzano gli innocenti o perché si impersona un killer sociopatico, ma perché hanno voluto optare per una dimensione pseudo realistica (anziché quella tipo di un GTA che sdrammatizza) senza però incanalare il fattaccio in nessun modo; in altre parole, non appena ho visto il gioco ho pensato “questo contesto è stato fatto solo per far gridare alla scorrettezza”. È sfruttare cose simili per sopperire a carenze di contenuti non lo sopporto. Che poi la cosa funzioni (perché ovviamente la gente alla fine compra il gioco e guarda i video sul Tubo per indignarsi) è un altro discorso, ma questo è un esempio lampante di quello che secondo me è il cattivo gusto. Perlomeno nei VG.

  18. Più o meno d’accordo con quello che è stato detto nei vari commenti, soggettività e rispetto in questo specifico argomento sono le parole chiave. Nel caso dell’11 settembre ricordo esattamente dove e con chi ero e ovviamente l’argomento tocca da vicino chiunque di noi abbia visto in diretta l’accaduto: trattarlo nei videogame non mi entusiasma ma basta farlo con la giusta cautela.
    Nel mio caso però, da donna, trovo molto più di cattivo gusto la pubblicità che hai usato come immagine di copertina del post mio caro Farenz, piuttosto che la simulazione dell’attentato delle Torri Gemelle con l’Oculus…

  19. Sinceramente non capisco perché sarebbe di cattivo gusto? Cattivo gusto sarebbe stato se ti avessero messo in soggettiva su uno degli aerei che si è schiantato contro le torri. Insomma, visto che le torri sono state oggetto di attentato non se ne deve parlare più, o farle vedere? Che facciamo andiamo a cancellare le torri da tutti i film ambientati a new york prima dell’11 settembre 2001? Posso capire che chi abbia vissuto quella tragedia in prima persona, o anche di riflesso, possa essere sensibile alle torri, ma parlare di cattivo gusto mi pare esagerato, mi sembra molto finto moralismo.

  20. Un articolo molto interessante, per quanto mi riguarda il tutto è innanzitutto molto soggettivo e in secondo luogo dipende da come viene trattato l’argomento. Quanti sono i film di guerra eppure difficilmente li riteniamo di cattivo gusto anche se ripropongono fatti realmante accaduti , molto probabilmente perché nessuno di noi ( per fortuna ) ha vissuto tali esperienze sulla proprio pelle . Immaginate un reduce di guerra della seconda guerra mondiale , guardare la scena dello sbarco in Normandia del film salvate il soldato ryan. Già è una scena molto forte anche per me al solo pensiero di ritrovarmi in una situazione del genere , non oso immaginare chi ha vissuto sulla proprio pelle una tale esperienza. Poi c’è da dire raccontando un evento realmente accaduto quale scopo si pone lo sviluppatore o regista. Se vedo un film sul nazismo e lo scopo è quello di sensibilizzare le persone su quando il genere umano possa fare schifo ci trovo un senso e non è di cattivo gusto . D’altra parte esistono giochi e film che ironizzano su certi eventi in modo a mio parere non proprio consono e non dovrebbero essere commercializzati . Parlando del video di parliamo di videogiochi sulle torri gemelle , non ho ben capito lo scopo del gioco o meglio , lo scopo sarebbe far vivere alle persone l’esperienza che hanno provato le vittime dato che non ci si può salvare ma o si muore bruciati o ci si butta dalla finestra . Non l ho trovato di cattivo gusto perché non ironizza sull’accaduto o cmq non cerca di far divertire su quei fatti che sono molto vicini a noi e tutti abbiamo vissuto , però ha davvero senso una tale esperienza? Sicuramente può mostrare le possibilità che si hanno applicando tali visori , ma c’è davvero gente che vuole vivere quelle esperienze? Spero non si vada in questa direzione , non so ora proporranno un simulatore di Titanic per far rivivere alle persone cosa abbiano provato rose e jack? Concludo il mio pensiero dicendo che si può parlare di argomenti scottanti basta trovare il modo giusto e avere uno scopo preciso per trattare tali argomenti.

  21. Peppe combat dragon

    Credo che se i VG con eventi storici reali riescano a non far dimenticare quell’evento non sia una brutta cosa..se poi riescono a far riflettere la gente su quegli eventi…meglio ancora…magari uno si diverte giocando a COD WAW e poi si compra un libro sulla seconda guerra…credo che il “buon gusto” (oltre ovviamente ad essere soggettivo) sia difficile da delineare, un po’ come la satira ad esempio…personalmente credo che per trattare argomenti delicati e difficili sia d’obbligo un rispetto di base, poi si può dire la propria…Io ad esempio non mi sarei mai “scosso” per un gioco ambientato nelle TT, mentre altri si, eppure so per certo che di base, di fondo, l’argomento è sentito e rispettato da entrambi.

  22. … nel mio caso e’ stato giocando a Cod, tanto per cambiare. In una sequenza di gioco mi sono ritrovato a smitragliare su una spiaggia contro i soldati nemici che tentavano di sbarcare… non so, all’ennesimo soldato macellato mi sono tornate in mente le immagini di un documentario sullo sbarco in Normandia. In quel momento mi e’ preso un senso di nausea e un crampo allo stomaco che ho dovuto smettere di giocare…
    Non ho piu’ toccato quel gioco, e nessun altro del brand.

  23. Non ci vedo cattivo gusto nel rappresentare la “passeggiata” tra le torri: in fin dei conti, stiamo parlando di un evento storico in cui l’unico che poteva farsi male, era il funambolo.

Lascia un commento