Il mondo virtuale assassino

Che meraviglia il fare informazione. Possiamo ringraziare la società autoammodernante e la globalizzazione, davvero.

Perché? Perché grazie a queste due cosine qui abbiamo tutti la possibilità di dire la nostra, i famosi 15 minuti di fama che promuoveva il buon Andy Warhol.

Ciò consente a pressoché chiunque di prendersi il proprio spazio su notiziari e testate giornalistiche, consentendo anche ai media di avere sempre qualche imbecille nel cassetto da estrarre al momento opportuno. Adesso vi spiego cosa ho letto nel Gazzettino di oggi.

Evidentemente al mondo esiste un gentile signore che si chiama Claudio Risè, e che di professione fa lo psicologo e lo scrittore. In un articolo a metà giornale, oggi si parlava delle varie squadre più tifate del Nord Est, dove la Juve ancora è la più amata (e vorrei ben vedere), ma dove anche il Milan oramai spopola quasi allo stesso livello.

Inoltre interessante come al grafico “La squadra più antipatica”, al primo posto con il 43% dei voti ci fosse l’Inter..

Ma non è questo il punto, infatti la mia attenzione veniva istantaneamente distolta da un curioso corollario di bordo pagina, dove si dava la parola a quest’omino qui evidentemente in qualità di esperto (oh, una laurea in psicologia non si prende mica coi punti dell’Eurospar!), e gli si faceva alcune domandine. Il motivetto dell’intervista comunque seguiva un certo sentiero prestabilito, di quelli che solitamente ci fanno esclamare: “Oh Gesù, non di nuovo..”.

Ora, spero non si incazzi nessuno della redazione, ma ho fotografato l’articolo per intero. Non avevo sinceramente voglia di stare a ricopiarlo tutto quanto.

E leggetelo, bestie, che vi fa solo che bene.

Eeeeeh. Eccolo la, l’ennesimo profeta anti-giocosatanico.

Ora, riassumendo, i giuovani d’oggi non praticano più lo sport e non fanno più correre il cerchio di legno sul sagrato della parrocchia perché sono ammalati d’IMMOBILISMO, e rimangono imbambolati davanti alla TV, “incatenati a divani e poltrone per tutta la settimana, (che) nel weekend si lanciano nello sballo di una discoteca fino all’alba… difficile pensare possano avere la forza o possano essere semplicemente attratti dalla pratica di uno sport o anche solo dal riunirsi per ritrovare un entusiasmo nel tifo per una squadra. Cuore, mente e corpo, purtroppo, non sono adeguatamente allenati.”

Ora, probabilmente il Risè ha vissuto la gioventù in un’epoca dove andare a giocare a pallone comportava il rischio di contrarre il Vaiolo, ma anche sforzandomi e facendo leva sul minimo rispetto che si concede ad ogni forma di vita, non capisco come si possa realmente promuovere delle posizioni del genere.

Capisco che la presunzione che può dare una pergamena con scritto su “Dottore in Psicologia” può giocare brutti scherzi ad una mente debole, ma qui siamo al radicalismo stile Al Qaeda. “Atrofia del corpo e dell’emotività”, “Diventerà un adulto insicuro, nevrotico e frustrato perché non ha giocato in cortile”, “una confusione emotiva, affettiva e sessuale perché non c’è più il desiderio di impegnarsi con i propri sensi”, “i giovani vanno a scuola tutto il giorno, poi si rifugiano in una stanza e il massimo del movimento a cui dedicano le proprie forze è di muovere un mouse o un telecomando”.

Corbezzoli. Dovreste vergognarvi, spregevoli amebe che non siete altro. Mollate quel mouse e correte a rotolarvi in un prato con qualche lasciva campagnola biondina! E quando avete finito, tornate a casa e bruciate tutto ciò che di tecnologico avete, solo così sarete puri e siederete alla destra dell’eminente psicologo Risè. Almeno sarete a tiro per dargli uno sberlone.

E costui ha scritto anche un libro a proposito eh, dopo una simile pubblicità dovreste proprio andarlo a comprare. Altro che Scottex.

Non so nemmeno che cazzo dire. Qua rasentiamo talmente l’assurdo.. parlate voi dunque, atrofici!

Prova a cercare ancora!

viper5

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Se Viperfritz non va a Zelda, allora Zelda andrà a Viperfritz. Questo è un pò ...

111 Più commentati

  1. Vorrei far presente che con Maty e Farenzo ho fondato una squadra di calcetto, quindi si puó essere nerd calcisticistici {no non esiste come parola [si l’ho inventata io (si ho il copywright sulle mie stronzate)]}

  2. Claudio Risè, a nome di tutto l’angolo di Farenz…
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    ma vaffanculo!

  3. Wow che bell’articolo di merda, e va pure a finire su un giornale. Direi che ormai è troppo facile sparare a zero su i “nerd” perché tutti hanno impressa l’immagine stereotipata del nerd che se parla ad una persona si caga addosso, se alza una matita si rompe un braccio ed ha 10 in tutte le materie(tranne ed. fisica), quindi uno non sta nemmeno a pensare “mhhh e se non fossero proprio questi inermi paralitici disagiati mentali descritti nell’articolo?”
    Ok mi va bene promuovere lo sport e tutto quello che volete, ma fallo in maniera decente, perché un giovane medio per essere sano di mente deve avere una squadra del cuore e giocare a calcietto con gli amici, dico io, poi chissà.
    Riassumo:
    -“Cosa ne pensa del mondo virtuale?”
    -“Paralizza i giovani, brucia le case, uccide gli uomini e stupra donne e bambini”
    -“Che conseguenze avrà?”
    -“Tutti sti ragazzi diventeranno serial killer parapleggici con crisi di doppia a volte tripla personalita, scatti di epilessia, 20cl di sugo, mescolare per bene, poi a fuoc…”
    -“oh sveglia!”
    -“Ah si si, e non avranno un futuro”
    -“Fonti?”
    -“Ehm…ho la macchina in doppia fila…addio!”

  4. Non ci credo che la gente sia così poco informata e così stupida da sparar cazzate del genere :D :D c’è chi gioca tutto il giorno eppure fa sport e soprattutto pratica atti sessuali come conigli in calore XD

  5. Su dai è semplice ora.

    Se provocano rispondiamo.

    Conquistiamo il mondo con le conoscenze acquisite tramite i videogiochi, e penso cambieranno idea.

  6. Quindi per lui, se un ciòvane rimanesse il pomeriggio a leggere un bel libro, diventerebbe “immobile” – visto che collega il tutto, neanche al “passatempo”, ma all’inattività – , non si formerebbe caratterialmente e socialmente e quindi diventerebbe un nevrotico/depresso? Si rasenta l’idiozia nel voler sostenere una tesi, forzatamente tra l’altro, per attaccare un mondo a lui sconosciuto e che non corrisponde, come conseguenza, in toto almeno, agli effetti nefasti da lui indicati. Non tenendo conto neanche della pluralità dell’essere umano.

  7. Premetto che tutto non ho letto tutta l’intervista (è tardi), ma in parte sono d’accordo con il fatto che tanti ragazzi sia “immobilizzati” da internet…
    c’è tanta gente che vive più su facebook che nella realtà, perché è più facile, non si spende nulla e non ci sono limiti di tempo…. internet da la possibilità di accedere a infiniti mondi in un tempo trascurabile, ma ci sono tanti ragazzi che, a forza di facebook, poi trascurano altro…

    Con questo non voglio certo demonizzare la rete, eh, che rimane uno strumento unico e insostituibile (se non lo fosse non saremmo qui), né tantomeno i videogiochi, perché la maggioranza delle persone riesce a far convivere mondo reale e mondo virtuale senza problemi, solo quello che quello che dice il tizio non è sbagliato al 100%, anche se il tono supponente dell’intervista e le conclusioni idiote sarebbero da censurare

  8. Mi è venuta voglia di leggerlo il/i libro/libri che stò signore ha scritto. Vorrei capire meglio il suo punto di vista.

  9. In Inghilterra curano questo e quello.

    E chissenefrega, mica siamo quei bigottoni degli inglesi noi. Ma ci stiamo impegnando per diventarlo eh.

    Io prima di tutto esco sempre con gli amici e lavoro, non mi sento insicuro di un cazzo, ho i miei rimpianti come penso che abbia lui (non ci credo che da piccolo voleva fare lo psicologo) ma ho anche le mie certezze e le mie soddisfazioni personali. Ho fatto, in ordine cronologico: Judo, Nuoto, Calcio ma solo un anno perchè esistono altri sport ed Atletica.

    Un bell’articolo pubblicitario per un libro del cazzo ma la cosa più grave è che si pensa seriamente di minare la libertà personale della gente.
    Come se tutti quelli sotto i 18 anni non sapessero pensare con il loro cervello, sono la minoranza non ribaltiamo le situazioni.

    • Tu in questo momento stai bene mentre altre persone soffrono di disturbi di diversa natura derivanti da chissà quali azioni. L’argomentazione più sciocca che una persona può presentare è: ” Io lo faccio e non mi succede niente, quindi evidentemente il problema non c’è.”.

      I videogiochi hanno un potere fuorviante sulla mente umana e agiscono in particolar modo stimolando l’aggressività, cosa che Facebook, Internet o la televisione non fanno o causano in modo decisamente più limitato. Tu non hai problemi? Buon per te… ma negare per questo motivo il problema o la possibilità dell’esistenza del problema è tutt’altra storia.

  10. Chili di stronzate e stronzate per gettare merda su chi ama i videogame.
    “Assenza di emozioni” Dopo questa…
    Ma oltre a quello, ci allontaniamo dallo sport per stare in un mondo virtuale?
    Ma chi cazzo gliel’ha data la laurea a sto qua?
    Quando posso fare sport lo faccio subito,quando posso uscire anche e le sfide di certo non le lascio
    Ma poi parla di noi come se diventeremo degli assassini però non mi sembra che assassini e rapitori siano cresciuti nella nostra generazione.
    (Sul punto di essere nevrotici sono mezzo d’accordo dopo aver visto Farenz XD)

  11. io fra un’ora vadoa giocare a calcetto

  12. Che relazione ci sarebbe tra il diventare adulti insicuri e non andare a fare sport?

  13. questo tizio lo sa ke la maggior parte dei calciatori di serie A quando non si allenano giocano tra di loro on line? lo sa ke alcune persone dopo la palestra tornano a casa a giocare con i videogame o a chattare?lo sa ke molte star dello sport americano ( wrestling,basket,fotball,baysball)in passato e ancora oggi giocano con i videogame

  14. Ma il signor psicologo, che spero si sia pulito la bocca della merda che ha sputato, lo sa che le emozioni umane fanno parte del nostro istinto, e che non possono essere in alcun modo soppresse? Per di più, se i ragazzi di oggi non fanno un cazzo dalla mattina alla sera, e poi il sabato sera si sballano di drgohe e sesso in discoteca, la colpa non è di certo dei videogame. La colpa è degli stessi giovani, troppo pigri per fare qualcosa di veramente costruttivo e troppo istintivi per fermarsi quando una in discoteca gli sussura “Sono tutta bagnata, portami in bagno stallone”. Facile trovare un capro espiatorio

  15. vorrei dire al signor risè che sono un fottutissimo nerd inebriato dalla programmazione e dai videogiochi ma so anche fare un frontflip da fermo, le due cose unite secondo omino psicologia potrebbero rappresentare un paradosso, ma caso strano non lo sono affatto.

  16. rise la senti questa voce…
    Ma vaffanculo

    Non credo propio che i 16 di oggi siano sempre a casa nel giro di un paio danni della loro vita hanno spazzato più F…..i……g…h…..e loro che non noi in anni perciò non rompa tanto le palle e vada a farsi una hem come era quella casa di Sonic….

    Io agli psicologi italiani darei una ramazza e li manderei a pulire le strade alle 4 del mattino si perchè sono stufo che attachino tutto cio di bello e pulito che c’è senza andare a vedere cosa non va davvero bene.

    Io sono cresciuto leggendo di psicology che aggreddivano un anime che professava l’amicizia l’amore e lessere belle persone come diseducativo.

    A si allora ne faro uno io dove si fà tipo grande fratello dove si vede solo calcio e dove ci sono veline e basta e per assurdo sarebbe guardato e mai criticato, anzi difesi a spada tratta, che immane flusso di liquami di spurgo.

  17. Un fondo di verità c’è! Condivido il pensiero che le gioventù moderne siano meno “attive” e “sveglie” di quelle passate.
    Anche per noi si potrebbe dire la stessa cosa se paragonati ai nostri genitori o anche ai nostri nonni ma, banale dirlo, i tempi cambiamo e di conseguenza cambiamo anche gli stili ed i modi di vita delle persone.
    Ciò che non condivido, e ci mancherebbe, sono i modi con cui ha esasperato i concetti: i non luoghi, adulti insicuri e via scorrendo.
    In fondo però è comprensibile il suo punto di vista (sbagliato), è uno psicologo e come tale ha una visione della realtà “distorta”.

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