Il più importante

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Fra di voi ci sono sempre più persone che, giunte ormai al 23 Luglio, hanno giustamente le chiappe a mollo.
Giustamente un paio di palle, visto che io sono ancora in ufficio.

E non sono l’unico, a quanto pare.
Anche un fedele utente angolare, che risponde al nome di Filippo, alcuni giorni fa al posto di godersi il sole e di ubriacarsi nella speranza di trovare una femmina disposta a concedersi alla sua bruttezza, ha deciso di abbandonare tali distrazioni per dedicarsi invece alla stesura di una mail che mi ha fatto riflettere non poco.

Sapendo della mia poca propensione nello stabilire il mio “videogioco preferito di sempre”, qualifica che ritengo impossibile da decifrare, mi ha posto una domanda trasversale che si è rivelata essere molto… MOLTO interessante.

Ripensando alla mia/vostra carriera videoludica, qual è il videogioco che ritenete più importante?

La domanda non è affatto banale, anzi.
E trovare la risposta non è stato per nulla facile.

Perché se parliamo di importanza, credo sia necessario argomentare un’eventuale risposta.
Ed è ciò che chiedo a voi oggi.

Vi faccio un esempio molto personale (che poi è la risposta che ho dato a Filippo via mail).
Qual è il gioco più importante della mia carriera videoludica?
Metal Gear Solid.
Il primo, sulla PlayStation.

Dopo aver passato i miei primi anni da videogiocatore su console casalinghe, principalmente con Atari 2600, NES, Mega Drive e SNES, nel natale del 1994 giunse per la prima volta in casa mia il mio primo PC, un bel 486 a 33 MHz. A dir la verità non fui io a richiederlo, ma me lo regalarono i miei, probabilmente stufi delle continue 100.000 lire sborsate per ogni nuova cartuccia su console.
Diciamo che quindi il mio PC è servito a distaccarmi da quel mondo, inducendomi alla pirateria più becera, che sfruttai appunto dai 13 anni appena compiuti fin verso i 18-19… quando conobbi Avo.

A casa sua mi capitò di mettere le mani per la prima volta su Metal Gear Solid, gioco che mi fece impazzire fin dal primo momento.
All’epoca, vi parlo di circa 5-6 anni dopo l’acquistone (4 mega di lire), il mio PC era in grado di far girare (male ormai) i giochi del 1994 o poco più… quindi potete immaginare quale fu il mio sgomento nel vedere Solid Snake all’opera su una console. Una console che, tra l’altro, non avevo.

Una console per cui tornai a tirare la sottana di mia madre per farmela comprare.
Una console che mi permise quindi non solo di giocare a Metal Gear Solid senza la pessima compagnia di Avo, ma che mi fece ritornare al mondo delle console e che mai più abbandonai.

Qual è quindi il vostro gioco più importante della vostra vita? Qual è quindi quel gioco veramente significativo per voi? E perché?

Come terminare questo articolo se non con un “PC merda”.
Inteso sia come personal computer che come Piacenza.

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Prova a cercare ancora!

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Gameplay VS Filmati? Anche no.

Persone diverse vogliono cose diverse dai videogiochi, motivo per cui ci sono così tanti generi ...

49 Più commentati

  1. direi gta San Andreas nel 2004 visto che mi ha introdotto nel meraviglioso mondo dei videogiochi…

  2. Metal gear solid 3, il primo metal gear giocato e il mio preferito.

  3. Il primo Mass Effect, il primo gioco con cui ho cominciato ad amare gli rpg, che fino ad allora reputavo una noia mortale

  4. Demo di Ratchet & Clank per PS2, nel disco di demo con la console, anche se il mio primo gioco vero e proprio è stato Prince of Persia Sands of Time (insieme al primo PES). Li considero i più importanti perché sono quelli che mi hanno fatto avvicinare al mondo videoludico.

  5. Bhe…direi che più che il gioco, il momento più importante della mia carriera videoludica, è stato quando mi regalarono alla mia comunione il mio amatissimo Nintendo DS lite, la mia prima console propriamente mia.
    Fu importante in quanto nonostante giocassi già da anni su console nintendo,quel DS mi indirizzò definitivamente verso la grande N e mi rese il nintendaro che sono ora, questo però non mi ha impedito di godermi le altre console,infatti ad oggi mi considero un giocatore multipiattaforma, avendo PS4 PC e naturalmente Switch.
    è stato molto importante anche perché mi consenti, e mi consente tuttora, di avere una visione completa di tutto il medium videoludico, partire infatti da console nintendo credo sia il miglior modo per approcciarsi, e da li espandere anche su altre console, la propria esperienza da videogiocatore.
    PS. il bello è che io per la mia comunione volevo una PSP ma grazie al signore mio fratello maggiore, dal quale ho ereditato il Nintendo 64, convinse i miei a regalarmi un DS…non oso immaginare che giocatore sarei diventato se…
    Saluti da un umile seguace angolare.

  6. Sicuramente skyrim, il primo gioco regalatomi dalla mia ragazza(diventata poi moglie) appassionata di gdr, mi ha fatto apprezzare questo genere e per la prima volta ho condiviso un Videogioco con lei

  7. Lost, perchè mi ha fatto conoscere il tuo canale, ti voglio bene Farenz!

    Scherzi a parte, inizialmente avevo pensato a GTA SA, il mio gioco preferito, ambientato nei miei amati anni ’90, gangsta e soprattutto, giocato nel periodo delle immense compagnie, motorino sempre in due e i Roy Rogers come Jeans (no avevo i G-Star e Levis).
    Poi ho pensato anch’io a MGS 1, forse il primo titolo con una storia in grado di appassionarmi come i migliori film, aveva tutto quello che da maschio alpha mi ha sempre gasato, eroe contro tutti i più forti al mondo, f.. da salvare, minaccia nucleare e ambientazione innevata in un posto dimenticato da Dio, ma no, non è nemmeno lui, se mi sforzo ancora di più, direi GTA I.

    GTA I lo vidi su una delle vecchie riviste dell’epoca (quando le recensioni e gli articoli erano ancora fatti da gente con cultura videoludica), lì per lì, pensai: “cos’è sto coso? sembra uno di quei giochi d’auto che giocavo su Amiga 500”, il giorno seguente, come capitava spesso all’epoca, andai dai miei cugini, quello più grande, tra un bestemmione, una risata e una scoreggia in faccia a suo fratello minore, stava giocando proprio a GTA I, passammo il pomeriggio ad alternarci in tre tra una missione ed un inseguimento, la sera stessa, ruppi talmente tanto le palle a mio padre, che appena tornato dal lavoro il giorno dopo, mi portò al vecchissimo negozio di videogiochi, chiamato “ambogiochi” (quando tale negozio era pienissimo di gente di diverse età, tantissimi che compravano e una varietà immensa di giochi nuovi e usati, ah si, ed anche i commessi erano competenti e non truzzi discotecari). Insieme a GTA I presi Overboard e Destrcution Derby 2, ma queste sono altre storie.
    Arrivammo a casa poco prima di cena, quindi non ebbi il tempo di giocarne nessuno dei tre, passai la notte in bianco, sotto le coperte, come i peggio flippati, pensavo sempre a GTA I, non vedevo l’ora di poterci giocare, allo scoccare della sveglia di mio padre, (non ricordo saranno state circa le 7), mi alzai e iniziai a giocare tutta mattina (era estate). Ecco, lì capii, che nonostante giocassi già da qualche anno, avrei passato probabilmente tutta la vita con questa passione, solo la f… è capace di lasciarti sveglio una notte intera (al tempo ancora non lo sapevo), per l’attesa euforica che sai che il giorno dopo, sarà tua!

  8. FFX su PS2. Venivo da un periodo in cui giocavo poco, su PC giochi endless o strategici\gestionali – molto sporadicamente – e su PS2 solo sportivi (tipo PES e Smackdown vs Raw – vabbè, sportivo questo si fà per dire -) con amici.. dopo averlo abbandonato un paio di anni prima o giù di lì, decisi un po’ per caso di rigiocarlo con la mia allora fidanzata e convivente (attuale moglie) dall’inizio alla fine.. riportò sia me che lei nella categoria di “appassionati” di videogiochi, in particolare di videogiochi su console.
    Al secondo posto, giusto un gradino sotto, Bioshock.. fu il primo gioco che decidemmo di giocare appena comprata Xbox360 e poco dopo aver terminato FFX: impatto devastante, ci fece decidere di mettere radici in quel mondo che ci aveva appena ritrovato :D

  9. Videogiocando da quando ero bambino (partendo dal Comodore64..) ci son tanti giochi Importanti nella mia “storia” videoludica (ho 40 anni)… però pensandoci bene e dovendone scegliere uno solo devo dire.. Zelda BOTW!.. Mi ha fatto reinnamorare dei videogames dopo tanti giochi giocati..belli.. ma che alla fine non mi hanno lasciato un “segno” così importante come invece è riuscito a fare Botw… Ci ho giocato 250 ore prendendolo al day one e son tornato un bambino scimmione che non vedeva l’ora di riaccenderlo tornando a a casa!! Poi..passato un anno compro kirby star allies per mio figlio di 4 anni.. Cazzo finalmente un gioco che riesce a maneggiare e che l’ha finalmente introdotto nel mondo dei videogames come speravo!! Allora dopo che ha platinato Kirby, provo a farlo giocare a Zelda… incrocio le dita e… POUF!! Cazzo ce la fa.. gira la telecamera (che era sempre il suo tallone di achille!! :-)) .. Troppo bello il gioco per non impegnarsi al massimo!! Insomma alla fine ce lo siamo rigiocati insieme e siamo ad altre 250 ore e 96 sacrari!! Lui ormai è in fissa con zelda parla solo di Daruk, Revali, Mipha e Urbosa ecc ecc… Insomma un gioco da paura e veramente importante perchè oltre ad essere stupendo ha iniziato la vera carriera videoludica di mio figlio :-)) ..
    P.S. Ringrazio Kirby x avermelo formato!! :-)))))))

  10. Street Fighter 2. è il gioco che a 10 anni mi ha fatto capire che il gaming non sarebbe stato solo un passatempo.

  11. Trovare il gioco che per me ha rappresentato tantissimo in tutta la mia carriera videoludica è davvero tanto difficile, ma credo che ancora oggi possa essere Super Mario World, il gioco che ha incastonato nel mio cuore la parola Nintendo e che da lì non l’ha fatta mai andare via.

    Nonostante ci siano stati giochi che mi sono piaciuti di più rispetto a quel capitolo di Mario, non posso farci nulla ogni volta che sento la musica di avvio di Super Mario World provo le stesse identiche emozioni che mi provocò la prima volta che inserii la cartuccia nel Super Nintendo.

  12. Ci sono stati diversi videogiochi nella mia carriera che sono stati importanti per me…..forse però quello più significativo è stato Pokemon Smeraldo.
    Per vari motivi.
    È il titolo per il quale ho comprato il Game Boy Advance, il primo videogioco che sono riuscito a completare da solo al 100%, il primo videogioco su cui probabilmente ho speso per la prima volta più di 200 ore (avendoci giocato per più di 1 anno), il mio videogioco dei Pokemon preferito (tanto che da quel momento non ho più acquistato altri titoli successivi ad esso). Ma soprattutto l’unico titolo fino ad ora che ho voluto a tutti i costi recuperare in età adulta far quelli che hanno segnato la mia infanzia. Quindi grazie Game Freak per aver lasciato inalterato il mio amore per la tua creatura.

  13. Ciao Farenz, sempre bello rivederti!
    Qual’è il gioco più importante della mia carriera? Bella domanda… tutt’altro che scontata.
    Partiamo dal primo amore (quello che non si scorda mai). Indubbiamente non posso non citare di Pokèmon Rosso, il mio primissimo videogame. Tutt’oggi sono legatissimo al brand dei Pokèmon, è un po’ lo stesso legame affettivo che unisce te e la saga di Zelda (altro brand importantissimo per me).
    Se devo parlare del gioco che ha avuto più impatto sulla mia concezione di videogiochi mi vengono però in mente due titoli: il primo è GTA (soprattutto il trittico III, Vice City e San Andreas) per la possibilità di girare un vasto mondo aperto e poter fare veramente di tutto. Il secondo è rappresentato dalla saga di Final Fantasy, soprattutto il VII, il IX e il X. Questi giochi mi hanno saputo incantare all’epoca per via dello storytelling, che a mio avviso rappresenta almeno il 50% di quello che un gioco ha da offrire.
    Un’ultima menzione la faccio a Shadow of the Colossus. Per motivi a me ignoti quel gioco è un vero toccasana per me. Quando le cose mi vanno male e mi sento molto depresso (come quando mi è capitato di perdere qualcuno) gioco a Shadow of the Colossus e , per qualche arcano motivo, quel gioco riesce sempre a farmi sentire meglio. Nemmeno io riesco a codificare il motivo, ma mi fa sentire bene, come se ci fosse ancora speranza nel futuro.
    Ciao Farenz, sempre in gamba!

  14. The Last of Us

    perché ha reso me un videogiocatore migliore da quello che ero prima,
    rendendo la mia passione per i videogiochi ancor più bella.

    Che era senza particolari interessi nei videogiochi,
    compro questo compro quello e non finivo mai niente,
    nessun confronto di opinioni con amici,
    molto casual nelle mie scelte.

    Un videogioco che ha colpito il mio interesse al 1001%,
    ha saputo tenermi incollato allo schermo per ore ed ore,
    il pensiero fisso quando ero al lavoro e della voglia di tornare a casa a giocarlo.
    Un’esperienza indelebile, più di 5 anni fa e me lo ricordo come se fosse ieri.

    Ha decisamente fatto da spartiacque tra il mio vecchio videogiocatore che giocava schiacciando tasti…
    ..a quello che s’interessa ai videogiochi giocandoli.

  15. Pokemon Blu senza dubbio…é stato il mio primo gioco in assoluto, il gioco che mi ha introdotto nel mondo del gaming e il gioco che mi crea ancora oggi più emozioni di tutti…sarà anche una banalità ma non potevo non citarlo

  16. Davvero interessante l’articolo, il gioco più importante per la mia carriera videoludica è molto probabilmente il primo Spyro.
    Non è stato il mio primo videogioco né la playstation la mia prima console, ricordo infatti di aver giocato tanto da piccolo con Spiderman per atari 2600 (del gioco sono sicuro, poi non so se la console fosse quella o esistesse qualche cinesata che lo facesse girare nel 96/97) e pur adorando Sonic ed altri giochi per sega mega drive probabilmente la mia carriera videoludica sarebbe morta lì. Un Natale però i miei mi posero di fronte una scelta: Playstation o Il castello della fisher price; io scelsi il secondo perché in realtà sapevo poco o niente su cosa fosse una playstation, quel Natale però rosicai da morire vedendo mia cugina che poteva addirittura impersonare un drago che sputava fuoco (probabilmente a 7/8 anni una delle cose più fighe da immaginare), tanto che alla prima occasione utile me la feci comprare. Poi ironicamente non finì mai il gioco, pur apprezzandolo e recuperando col seguito, e il primo periodi di fatto giocai molto di più a Crash 3 e Hercules.

    Però ecco se si parla di gioco più “importante” per me è senza dubbio quello perché è stato il primo che mi ha fatto effettivamente sognare e desiderare ardentemente di videogiocare

  17. Faccio distinzione tra due epoche. Del periodo da bambino (e per bambino intendo fino alle medie), sicuramente Wonderboy in Monsterland. Avevo tonnellate di giochi su Amiga 600, ma quando ripenso a quel periodo mi viene subito in mente Wonderboy. Penso sia stato incredibile e si, sono vecchio.
    Riguardo l’epoca “moderna” invece, il primo Mass Effect senza ombra di dubbio. Non ho mai smesso di videogiocare, ma c’è stato un periodo, quando ero poco più che ventenne, in cui il mio approccio è stato molto più soft…fino al momento in cui ho inserito il disco di Mass Effect nella mia 360. Un’esperienza incredibile, le musiche, i personaggi, i dialoghi, tutto semplicemente perfetto, o almeno, lo era per me.
    Ricordo che con Mass Effect ho ripreso a fare sessioni di gioco prolungate in maniera esagerata, anche 6-7 ore, fino a notte fonda.
    Da Mass Effect in poi mi sono riavvicinato a giochi molto più maturi e impegnativi sui quali talvolta, è anche necessario investire molto più tempo. Certo ce ne sono stati poi altri, il primo capitolo di Dragon Age, The Witcher 3, Fallout 3, The Last of US (che al momento è il mio gioco preferito in assoluto). Ma il più importante, sicuramente Mass Effect :-)

  18. Questo sembrava uno pseudo titolo clickbait del gatto, però hai fatto una bella domanda.
    Era già stata creata in un altro articolo “pietre miliari” datato Aprile 2014 (porca troia mi sento vecchio a sapere che ti seguo da oltre 4 anni!) dove si chiedevano i giochi più importanti della propria vita.

    Io, dovendo sceglierne solo 1, dico Skyrim.
    Perché mi ha fatto scoprire il mondo dei gdr (action gdr) e farmi capire che il gaming poteva essere una cosa seria.
    E poi perché ancora oggi, nonostante tutto, non ho mai trovato un gioco simile a esso.

    P.s. Piacenza merda
    P.p.s. Vicenza merda

    • Un titolo clickbait del gatto? No. Non lo è.
      Anche perché se leggi l’articolo parlo proprio di ciò che c’è scritto nel titolo.

      • Si infatti l’articolo l’ho letto e ho pure risposto nel merito.
        Il titolo non lo considero clickbait (anche se pensando a importante pensavo a qualcosa di “extra videoludico” oppure “mi si è rotta la console”), però mi ha ricordato istintivamente (prima di leggere l’articolo) il Gatto perché goliardicamente non si faceva problemi a mettere provocanti donnine e a parlare di altro…

  19. Cazzarola, è una domanda intrigante ma bella tosta!
    Mi sono deciso a commentare adesso, ma giuro che ho fissato l’articolo per 20 minuti buoni pensando a cosa rispondere…

    … e la mia risposta sono due giochi, perchè non saprei scegliere il più importante tra i due ma soprattutto perchè la loro importanza va in tandem, creando quella grande doppietta/pietra miliare che considero come la vera base su cui si fonda il mio io videoludico attuale: i giochi in questione sono il primo Call of Duty e WarCraft III, entrambi giocati con non troppa distanza l’uno dall’altro nel lontano 2003.

    Io già ero stato iniziato ai videogiochi, già spilluzzicavo titoli minori e maggiori qua e là, e già facevo sessioni spesso accompagnato da mio padre o mio zio, ma fu verso l’età dei 7-8 anni che iniziai a videogiocare “seriamente”, ossia affrontando con un po’ più di competenza giochi che offrivano una sfida e delle meccaniche in generale più complesse del Pokèmon o dei Lemmings che giocavo al tempo (prima ero un nabbo incredibile a molti dei titoli su cui mettevo mano per ovvie carenze di maturità mentale), e soprattutto iniziai a giocare completamente da solo…
    … e questa doppietta mi aprì il mondo.

    Entrambi erano dei titoloni longevi, cinematografici, assolutamente rivoluzionari rispettivamente per le loro tipologie.
    CoD mi sparò in faccia senza ritegno quanto cazzo di potenziale avesse la visuale in prima persona in un videogioco, mi mise alla prova, mi fece conoscere livelli lunghi e variegati, e soprattutto mi spinse per primo ad assaggiare le gioie che il multigiocatore poteva offrire; ha inoltre un posto particolare nel mio cuore perchè queste gioie del multigiocatore non me le fece apprezzare solo come “modalità divertente”, ma anche come vera e propria “occasione sociale”, visto che io e i miei amici ci appassionammo tutti insieme al neonato brand e da allora continuammo a giocare insieme rivedendoci nonostante gli anni e buttandoci via dalle risate, con non so quante centinaia di ore passate a cazzeggiare in dei fantastici LAN party sull’espansione United Offensive che se ci ripenso mi viene un magone assurdo.
    WC III invece mi rapì con la sua costruzione e mi fece appassionare a certi elementi che ancora oggi ritengo importantissimi in un videogioco. Avevo già giocato al 2, ma qui c’era davvero tutto: una campagna epica con capitoli lunghi e differenziati, una buona difficoltà, una trama fantastica con degli ottimi personaggi retta soltanto dal carisma di poche cutscenes in-game anzichè da miliardi di cinematics come al giorno d’oggi, e un gameplay che potenziava all’ennesimo livello ciò che avevo visto in WC II, portandomi a scoprire la gioia di smanacciare in delle meccaniche stratificate e volendo complesse e nell’apprezzare i giochi in grado di offrire molteplici tattiche disponibili. E in tutto questo diede anche una botta non male al mio amore per le ambientazioni Fantasy, che già in quegli anni stava maturando e che da allora non si è mai spento, formando anche i gusti della persona che sono oggi.

    Insomma, uno diede slancio al mio Yin di amore per l”immediatezza, immedesimazione, cinematograficità e multigiocatore, l’altro lo diede al mio Yang di amore per l’ambientazione, la complessità tattica, la trama ed il carisma. E questo Yin-Yang si è sintetizzato senza ombra di dubbio nei miei gusti odierni, facendomi nascere come videogiocatore vero e proprio e facendomi capire le infinite possibilità che il gaming può offrire, e soprattutto facendomi comprendere che questa sarebbe d’ora in poi stata una vera e propria passione e non un mero “hobby”.

    Tant’è che ancora oggi nonostante sia diventato molto poliedrico in ciò che gioco, non ho la minima esitazione ad affermare che i miei generi del cuore sono gli Strategici e gli Sparatutto in prima persona.

  20. Molti hanno fatto fatica a trovare la risposta, ma io dico Bioshock, come qualcuno poco sopra. Diciamo che la mia carriera videoludica pre-bioshock si limitava a giochi di guida. Essendo nato un “petrolhead” usavo il videogioco come un mero mezzo per poter guidare laddove non mi era legalmente consentito. Ho giocato ad altro, ovviamente, ma prevalentemente, 9 giochi su 10 erano giochi di corse. Poi è arrivato un PC potente nella mia vita, e ho piratato il piratabile. Ho giocato Bioshock quasi per caso, ma è stata una tre giorni cosí intensa che non me la dimenticherò mai. Da li ho detto “cazzo, allora i videogiochi sono altro”. Mi spiace solo che mi ritrovo nell’anno del signore 2018 a recuperarmi in maniera forsennata i Kingdom Hearts (tra gli altri) che mi rifiutai di giocare all’epoca

  21. Metal gear solid anche per me. Da quel giorno cambiò qualcosa, il semplice passatempo diventò passione, perchè quel gioco andava oltre il puro divertimento. Sons of liberty pure mi lasciò molto da questo punto di vista, anzi per il tipo di rivelazione finale forse anche di più.

  22. Bellissimo articolo. Riflettendo sulla questione che poni nell’articolo, in effetti per me non è facilissimo stabilire quali sono stati per me i giochi più importanti. Se dovessi rispondere a getto, senza pensarci troppo su, ti direi sicuramente Super Mario 64. Ero praticamente un bambino ed è stato il primo gioco che ho giocato e rigiocato all’infinito alla ricerca di tutte le stelle. Ancora oggi lo rigioco più o meno una volta l’anno. Per me è stato (ed è) il mix perfetto di platforming e esplorazione, e mi ha fatto crescere come videogiocatore facendo espandere i miei orizzonti. Non avevo mai giocato prima un gioco con quella varietà di mondi e situazioni tra le più disparate. Un altro importante che mi viene in mente è Metal Gear Solid 3, che ai tempi trovai impressionante come gameplay e regia nelle cutscenes. Mi ha fatto scoprire l’amore per le trame complesse ed approfondite e (anche se avevo già giocato gli Splinter Cell e i MGS precedenti) mi ha fatto tornare l’amore per il genere stealth. Per molti anni successivi ho preso il gameplay di MGS3 come punto di riferimento, ed è uno di quei giochi che so a memoria.

  23. La domanda è intrigante, ma la risposta per me è facile, STREET FIGHTER 2 in sala giochi.
    Quando uscì avrò avuto 5-6 anni, i videogiochi già prima mi piacevano un casino, ma quando uscì SF2, capii che da allora il mio destino sarebbe stato quello di spendere la maggior parte dei miei quattrini in videogames. Ricordo le sale giochi dei primi anni 90 sempre piene, i tornei organizzati nelle sale giochi del paesino, perchè TUTTE, avevano il proprio cabinato di Street Fighter 2, ricordo la versione per Commodore 64 da me presa per 35.000 lire e le 7-8 persone coinvolte, venute a casa mia a capire come caxxo doveva partire la cartuccia, alla fine ci riuscimmo dopo estenuanti prove e codici segreti da inserire, la soddisfazione fù tanta nel giocarlo anche se la versione da Sala Giochi era infinitamente più bella e dettagliata.
    Ma si, il gioco più importante della mia vita è sicuramente STREET FIGHTER 2, se mi avessi chiesto il più bello…..li erano cavoli amari nel risponderti, perchè la lista è formata da almeno 5-6 giochi.

  24. Il mio forse è Gears Of War perché mi ha fatto scoprire le gioie e le bestemmie del giocare online, cosa che prima non mi interessava e in effetti gli altri che ho giocato online non li ho giocati con la stessa passione.

  25. Domandone.. Ci ho pensato 10 minuti buoni..
    Dico Assassin’s Creed II perché è stato il titolo che ha un po’ cambiato il mio modo di vivere i videogiochi, passando da intenderli come modo per passare i pomeriggi con giochi per nulla impegnati, solo per il gusto di giocare un po’ quello che capitava sotto mano (quello che trovavo in offerta), all affrontarli nel modo totalmente opposto, cercando di godermeli in tutto il loro ciclo e la loro storia.. Più in generale, ho iniziato a cercare di acquistare titoli nei quali potessi ritrovare ciò che più mi affascinasse in generale, dalla storia di Leonardo da Vinci e dell’Italia di quell’epoca (AC2), alla figa(GTA), ai motori, all’avventura e così via…

  26. Bellissima domanda…
    credo che per me il gioco più importante resti Street Fighter 2 (in tutte l esue declinazioni precedenti alla super), perchè era il gioco che andavamo a cercare visto che ci spostavamo spessissimo per lavoro di mio padre, nei bar e nelle sale con mio fratello quando mio padre almeno 4 volte a settimana ci portava a dividerci la 10000 in gettoni.
    E poi fu il primo gioco che ebbi, insieme a Super Mario world per SNES console che divenne per me la console più di qualunque altra.

    P.S. Farenz quindi mi consigli hollow knight, ci sto facendo più di un pensierino da quando l’hanno messo su switch, e appena finito con unEpic lo vorrei prendere

  27. Final Fantasy VII su PC.

    Non solo è stato il primo gioco che ho avuto per pc (prima di allora giocavo solo su console) e quindi ha inaugurato una nuova era, ma è anche stato il primo JRPG che ho giocato, dopo anni che morivo dalla voglia di giocarne uno.

    Ci ho giocato per 14 volte di fila in sei mesi. Lo finivo e lo ricominciavo. Mai più successo con nessun altro gioco.

    • Final Fantasy 7 su PlayStation. Sono stato mercenario, eco-terrorista, fioraio e persino un aviatore per una lunga meravigliosa estate, quella del 1998. Mentre i miei amici cercavano (invano) di accoppiarsi con qualche turista io preferivo cercare nuove materia nei peggiori bar di Midgar e ascoltare le vicende raccontate da Cloud nella locanda di Palm. Non ho mai voluto finire quel gioco, ho ancora il salvataggio prima dello scontro con Sephirot sulla memory…

  28. Vista la mia veneranda età posso permettermi una risposta multipla, comincio con Dune 2 per pc che è stato il gioco che mi ha fatto amare gli strategici. Continuo con i primi due Doom ed il primo Diablo di mamma Blizzard che sono stati ottimi compagni nel distrarmi in un periodo pieno di alterazioni ormonali.
    Proseguo con Baldur’s Gate, un sogno diventato realtà per tutti gli appassionati di rpg, per andare a finire su Dark Age of Camelot che è stato l’unico mmorpg a prendermi veramente (Midgard rulez!).
    Aggiungo FFVII e RE1 per ps1 che mi hanno iniziato alle console.
    In periodi recenti la trilogia di Mass Effect che ho giocato più volte, ho adorato le atmosfere, i pg ecc..
    Perchè fa caldo ed ho compassione di voi tutti tralascio tutto il periodo Zx Spectrum, C64 ed Amiga 500.

  29. Ovviamente da videogiocatore vecchiardo individuare il gioco più importante è un compito ingrato essendocene diversi per diversi aspetti, ma se proprio devo sforzarmi a sceglierne uno direi Resident Evil 2. E’ stato indubbiamente il gioco che ha cambiato la mia concezione del media da semplice passatempo a qualcosa di più maturo, da vivere con dedizione e genuina passione. Fino ad allora i videogiochi per me erano appunto giochi, dopo RE2 erano qualcosa di più, erano storie, luoghi, personalità ed una gamma di stati d’animo legati ad un gioco mai provati prima.

  30. Ciao Farenz, rieccomi anche qui :D
    Grazie tantissimo per aver dato così tanta attenzione alla mia domanda nata per caso, giusto per soddisfare una piccola curiosità (di cui non mi aspettavo nemmeno una risposta così bella; anche perché avrei scommesso che sarebbe stato uno Zelda :P). Mi fa piacere anche che sia stata apprezzata anche dagli altri. Felice di essere stato utile :D
    Per unirmi alla folla, lo ripeto qui, anche se già lo sai.
    “Dragon Quest VIII; prima giocavo solo per divertimento (sacrosanto, ma entro certi limiti), giocavo solo a Super Mario, Pokémon, i picchiaduro di DB e Naruto. Poi venne GTA SA, ma lo giocai al 90% solo per i trucchi (senza seguire praticamente mai una trama figa e di ottima fattura, che spreco eh?) Non avevo idea cosa fosse un VERO videogioco e poi, così come per te, un mio amico mi ha mostrato DQ8 e lì poi è cambiato tutto. Un gdr a turni che ti costringeva ad usare il cervello perché altrimenti non andavi avanti, una trama che dovevo seguire (e amare) senza poterla ignorare, un semi open world che mi diceva “puoi andare dove ti pare, ma se vai nel posto sbagliato i nemici ti gonfiano!”, cose che si sbloccavano solo più avanti e che dovevo tenere a mente per ritornarci, la costante crescita della difficoltà che mi costringeva a dare sempre il massimo… lì capisci cos’è un videogioco, e infatti dopo di lui cambiai completamente approccio al mondo videoludico, che fosse per un Silent Hill o per un Super Mario.”

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