Il poco equilibrio dei videogiochi

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Sono convinto di non essere l’unico ad aver fatto questo ragionamento.
Io stesso mi rendo conto di averci pensato su numerosissime volte nel corso della mia vita videogiocante.
Specialmente quando mi capitano fra le mani giochi particolari, come in questi giorni… ma forse più che di giochi “particolari” dovremmo parlare di giochi particolarmente difficili.

Bravi, avete vinto un mappamondo.
Sto parlando di Bloodborne. Anche se (per ora) non voglio entrare nello specifico di questo gioco.
E’ un discorso che potrei fare con moltissimi altri titoli, non solo con i vari souls, ma anche con un God of War 3 per esempio, giocato ovviamente a livello titano.

Prendete idealmente quindi un titolo “X“.
Se non è abbastanza difficile, pensatelo nella sua versione più hardcore, quella in cui un colpo o due e sei carne per i vermi.
Arrivate ad un boss.
Appena capite che siete di fronte ad un boss, siete morti.

SEI MORTO.

Riprovate. Gli date 3 colpi. Lui ve ne dà uno. Morite.
Riprovate.
Stavolta di colpi gliene date 5, ne schivate uno, il secondo lo prendete come un treno in faccia. Siete morti.

E così via.
Per almeno 20-30 volte.

Poi capita che, geni come siete, cominciate a capire un certo pattern di mosse del nemico.
Oppure capite quali possano essere i suoi punti deboli e la maniera migliore per raggiungerli evitando contemporaneamente i suoi “rapporti a mano aperta“.
Oppure, meglio ancora, cercate di capire quale sia quella maniera ai limiti del cheat per far incastrare il boss in un punto della mappa e lo corcate di botte come vostra madre fece quando vi vide per la prima volta con in bocca un Cohiba.

E lo battete.
Gaudio.
Gioia.
Chiamate i vostri vicini di casa.
Stappate una bottiglia di merlot e brindate alla vostra bravura.

E proseguite fino al prossimo chiodo, fino al prossimo boss che vi ucciderà 30 volte prima che voi riusciate a passarlo.
Poi festeggiamenti, cappellini a festa, trenini a base di AEIOUipsilon.

Ma…. c’è sempre un ma.
Dovreste sentirvi sporchi.
Sporchi dentro e siete sporchi fuori.
Sì.
Perché non dimenticatevi di un concetto fondamentale.
Voi, in quanto videogiocatori, siete sempre stati, siete ora e sarete sempre degli uomini e delle donne di merda.

Perché voi avrete buttato giù il boss più forte, avrete sudato 7 camicie, avrete inorridito la buonanima di Mosconi a furia di moccoli, ma…

… quel boss che avete buttato giù a fatica, a sua volta vi buttò giù 30 volte.
Siete comunque 30 a 1.
E’ lui il più forte e lo sarà sempre.

Per quanto con gli anni la tecnologia, ed i videogiochi di conseguenza, continueranno a migliorare… voi rimarrete sempre degli uomini e delle donne merdose.
Che credono di essere diventati più bravi e più forti, ma quel 30 a 1 è uno smacco che nessuno potrà lavare via dal vostro curriculum.

Ora mi siedo.
Tiro una coperta sulle ginocchia.
E da bravo nonnino sono pronto ad ascoltare le vostre stronzate circa il “Ho finito Bloodborne tutto d’un fiato senza mai morire, quindi il mio rapporto coi vari boss è di 1 a 0 in mio favore“.

Succhiatemi il rastrello.

farenz

 

Prova a cercare ancora!

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Beh? Mi sembra di aver scritto l’altro ieri l’ultimo articolo ed invece… Mi è nata ...

111 Più commentati

  1. intanto complimenti per averlo finito Farenz,
    che sinceramente non ci credevo che lo portassi a termine…

    pensavo qualcosa come: ma si Farenz l’ha comprato perche è un titolo che l’ha pagato meno al dayone,
    forse l’ha fatto anche per far il piacere a Paolo,
    ma sii dai probabilmente l’ha preso perche è un esclusiva chiaccherata
    e quindi deve giocarlo perche è goloso.

    e portare a termine questo gioco mmm passami il termine che non è di tuo gradimento,
    è qualcosa da videogiocatore polivalente…. (altro che da nonnino)

    sono più nonnino io che l’ho scartato (anche se sono anch’io un videogiocatore polivalente)
    ma sinceramente questo gioco non riesco ad apprezzarlo.. e non per la difficoltà…

    si probabilmente morirei tante volte, e molte di più di quelle che sono morto ad uccidere Lazarevic in Uncharted 2 a livello distruttivo.
    ma non è per questo non riesco ad apprezzarlo.

    • Avevo rimosso dalla memoria quel boss… altro che dark souls…

      • @toroleo
        mmm…come boss non mi pare che fosse poi così difficile. se non erro dovevi sparare alle robe di cristallo azzurro quando ci passava vicino in modo che esplodessero e il gioco era fatto. proverò a giocarlo ad una difficoltà più alta

        Io i peggio porconi li ho tirati contro il Raam di Gears of War. 2 ore e ripeto 2 ore per riuscire a batterlo! avevo accesso l’xbox alle 22:30 e l’ho ucciso a mezzanotte e mezza. Più che altro il problema era Dom che continuava a morire: quando veniva ferito dovevi passare a rianimarlo altrimenti ti dava automaticamente il game over. e se lo rianimavi quando aveva lo scudo attivo ed eri lontano dalla luce eri tu che morivi. AAAAAAAHHH!!!!
        Alla fine dopo avergli riempito il cranio di piombo con il fucile da cecchino sono riuscito a batterlo. Mi sono giocato il posto in paradiso però…. che soddisfazione! :)

        • Sono sonaro, quindi niente gears. Ma fidati che Lazarevich a difficoltà massima è davvero arduo. Ora sono parecchi anni, ma ricordo che uccideva con un paio di colpi e se stavi nascosto lanciava fino a quattro granate che oneshottavano. A Distruttivo ci misi una mattinata…

    • non so da dove tu possa aver capito che abbia finito bloodborne.
      Non è così.

  2. Quindi, che senso ha?
    Dici che nei videogiochi il Boss ti avrà ucciso sempre più volte di quelle che tu hai ucciso lui.
    Ma non era ovvio?
    Anche fosse che lo ammazzi al secondo tentativo, stai sempre 2 a 1.
    E allora?
    Anche fossi il più bravo del mondo, qualche morte per sbadataggine te la becchi sempre.

    Tral’altro non penso che nessuno si ponga il problema.
    Voglio dire… anche morissi 100 volte, l’importante è aver finito il gioco ed essermelo goduto.

  3. Farenz non condivido il tuo pensiero. Adesso adatto il tuo ragionamento al calcio : l’ Italia fa sempre il culo alla germania quindi l’ Italia è più forte un giorno vince la Germania quindi la Germania è diventata più forte . Cosí anche nei videogiochi perdo continuamente contro un boss quando lo batteró mi considereró più forte di lui

  4. Per quanto sia un ragionamento più che lecito, per me è nient’altro che una sega mentale che non mi tange. Mi sento una merda per diversi motivi alle volte, ma per il ratio di kill coi boss no, mai, e non mi sono nemmeno mai posto il problema. D’altro canto è anche vero che l’unica meccanica che bypassa questo “sentirsi schifidi”, ossia la Roguelike, si adatta bene solo a un limitatissimo numero di titoli… e inoltre trovo molto convincente l’argomentazione addotta dai colleghi quassù, ossia che col cazzo che è una lotta equa, i boss solitamente sono parecchio avvantaggiati e già batterli una volta dovrebbe essere considerato come “tanta roba”.
    Ripeto, onestamente se voglio levarmi delle soddisfazioni personali vado per il platino, cerco gli achievements, scopro la mappa ecc., ma non mi metto certo a rifare un boss tante volte quante ci sono morto. Credo che alla fine si tratti di ossessioni personali, e ognuno le sue, ci mancherebbe, ma in questo caso nella mia lista manca all’appello.

  5. Quello che apprezzo di Bloodborne è che più che crescere il personaggio sei tu che cresci come giocatore.
    Ok che come diceva Farenz, appena sconfitto il boss, sei con un risultato di 30 a 1 a suo favore. Quindi non ti rendi conto subito di essere diventato più forte.

    Ma prova a ricominciare il gioco quando sei arrivato alla fine o poco prima.

    Il tuo personaggio è di nuovo la merdina iniziale, livello basso, armi non upgradate e compagnia bella, ma sei tu come giocatore che ormai sei passato di livello.

    La folla di gente davanti al falo, ora che sei abituato e conosci bene la portata dei loro attacchi non è più un problema.

    Il bruto enorme che ti frollava ogni volta con il suo cavolo di mattone. Lo hai già affrontato ormai e hai imparato il tempismo richiesto per le parry. Come si muove, BAM, colpetto di pistola e poi procedi tranquillamente a sparpagliare le sue interiora per le strade di Yarnham.

    Che dire della coppia di lupi mannari che ti ha bloccato per ore facendoti perdere migliaia di blood echoes? Un paio di molotov, un colpetto d’ascia e sono ridotti a mucchietti di pelo bruciacchiato.

    Dopo aver affrontato i vari boss più avanti nella storia, la Cleric Beast ti rendi conto che è lenta, goffa e ricolamente prevedibile. Senza neanche farci caso ti rendi conto di starci roteando attorno neanche fossi una ballerina che prepara un kebab.

    Risultato? Le prime 2, 3 ore di gioco del primo giorno in cui hai abbattuto tutti i santi del paradiso, si sono trasformate in una scampagnata di 20 min.

    Ed era tutto merito tuo.

  6. Casualmente ho comprato da circa una settimana dark souls (é il mio primo souls) e, partendo dal presupposto che non so dove cazzo andare e sto incontrando boss in ogni cazzo di via, condivido abbastanza ciò che hai detto: sono arrivato al demone capra e mi ha già ucciso sei volte più o meno 4 secondi dopo aver varcato la nebbia… in due metri quadrati non è semplicissimo… e cazzo è vero che vince sempre il boss, che sarà sempre più forte di te, ma è anche vero che c’è bisogno di un minimo di miglioramento personale, oltre che un po’ di fortuna. Per farti un altro esempio, ho ucciso il gargoyle della campana dopo aver potenziato di tre punti l’ascia (gli toglievo 100 a colpo pesante, diciamo un ottavo) e facendo un po’ di attenzione, quindi c’è voluta ‘solamente’ un po’ di concentrazione in più…

    • Io l’ho patinato la settimana scorsa. Il demone capra è stato quello con cui ho avuto più problemi la prima volta, sarò morto 20 volte. E me lo spiego come una difficoltà che ho incontrato in un momento in cui non ero ancora entrato in meccanica del gioco e non ho reagito bene. Tuttavia una volta capito è stato una stupidaggine. Prima run ~20-1, seconda 0-1, terza 0-1. Quindi almeno per questo caso si smonta la teoria dell’articolo!

  7. Mmmm io la vedo e la vivo in un modo diverso.Ti faccio un esempio pratico:per battere padre Gascoigne e la blood starved beast nella mia prima run mi sono venute le emorroidi a causa delle millemila morti, tuttavia nella mia seconda run li ho buttati giù al primo colpo quindi,anche se lo score è di 30 a 2 per loro io ho comunque la consapevolezza che se mi mettessi potrei arrivare benissimo a 31.E lo stesso discorso vale anche per Dark Souls,la prima run mi ha impiegato 60 ore di gioco per le varie morti con i boss mentre nella seconda in quindici l’avevo finito.Ed è questo il bello dei giochi From:ogni morte non è fine a se stessa ma ti insegna qualcosa facendoti capire dove hai sbagliato.Almeno così la vedo io.

  8. Pochi articoli sono in grado di farti sentire un merda come ha fatto questo…

    E io che ero contento per aver finito i donkey Kong…

    Farenz sei uno stronzo…

  9. Io ho finito GoW3 in 5 ore,bendato,correndo e con un Wii Remote nel culo [cit] xD

    Apparte gli scherzi,chiamatemi mammoletta,ma io davanti al videogioco mi voglio rilassare,non voglio bestemmiare e lanciare il joystick contro il televisore per il nervoso. Capisco mettere la modalitá “titano”…ma se scelgo la modalita normale o semplice,non voglio bestemmiare.
    Si,anch’io ho gettato Ninja Gaiden e Dark Souls fuori dalla finestra per il nervoso

  10. Bah… per me è un discorso che non ha molto senso, perché i giochi sono fatti apposta per essere delle sfide pressoché impossibili, che si superano solo con l’allenamento. E’ come dire che un ragazzo che sta davanti ad una porta di calcio e fare 30 tiri in porta ma ne mette a segno solo 10 è 3 a 1 contro la porta. Non ha senso. Se i giochi fossero fluidi anche in difficoltà difficile durerebbero come dei film o dei libri e non ci sarebbe la parte di divertimento relativa alla sfida. A quel punto la sfida non diventa “il mio eroe contro il boss” ma “con quanta facilità riesco a battere il boss più velocemente dei miei amici, che invece ci sclereranno contro più a lungo”.

    Poi sì, un giocatore “onesto” al primo Game Over dovrebbe chiudere il gioco e dire “Ok, il personaggio nella storia è morto qui” e un sacco di volte ci penso, ma non ti è mai capitato di guardare un film e pensare “Eh la madonna, sarebbe dovuto morire spiaccicato lì”. Ecco, anche i film (o i libri) usano i salvataggi, solo che tu non li vedi.

    La vita è reale, bé è la vita reale, sei un uomo merdoso e schifoso che al Game Over quitta.

  11. Su internet esistono solo due tipi di videogiocatori: il pro che fa tutto al primo tentativo, il nabbo che batte il boss dopo trenta tentativi grazie ad un colpo di culo. Bianco o nero, il grigio non esiste. Un paradosso, perché proprio la zona grigia é la più popolata, fatta di videogiocatori che crepano le prime cinque/sei volte, giusto il tempo di impare gli attacchi del nemico, e poi lo inculano sistematicamente. Tra l’altro, destino vuole che ViperFritz ne abbia sparata una di giusta parlando dei soulslike: più che istinto e riflessi, richiedono una precisione quasi “matematica.” Gli scontri sono fatti di regole: fa quella mossa, la schivo in quel modo, e gli tolgo tot energia, fine, non serve essere Daigo per riuscirci. Il ritmo di gioco non è sostenuto, tanti attacchi sono telefonati. E Twitch ne è la prova: ci sono centinaia di ragazzi e ragazze che trasmettono la loro run, crepano il giusto, imparano, utilizzano le armi giuste e proseguono, senza tanti drammi. Non sono dei pro, sono giocatori normali con un pò di esperienza e di abilità. Prendete ilGatto, non è certo uno che si sbatte sui giochi difficili, ma Dark Souls l’hai finito, gli é piaciuto e si sta giocando il II.
    Vi state rendendo un pò ridicoli con la difficoltà (presunta) dei titoli From Software: prima è questione di tempo, ora ci mettiamo in testa che tutti si rifanno il boss quaranta volte prima di batterlo, e quindi sono tutti stronzi come te.
    Invece di analizzare ogni aspetto e particolare del gioco, non sarebbe ora di chiedersi che cosa sei tu?
    Perchè se non sai lockare, non sai fare il parry con la pistola, non usi la corsa, non sei in grado di tirare un ciotolo e rimani bloccato un’ora su un cecchino… è il caso di farsi qualche domanda che riguarda te stesso, non il gioco. Forse non sono gli altri ad essere dei fenomeni, sei semplicemente tu che…

  12. hahahaha sentendo questi discorsi mi viene da sorridere, mi fa venire in mente quando da bambino andavo nelle sale giochi a finire i giochi come double dragon, street fighter 2 i vari sparatutto dove molti aerei ti sparavano 100000 colpi e dovevi schivarli con maestria ( o con culo) ma se sbagliavi di un millimetro l’aereo esplodeva in mille pezzi, perdendo i colpi bonus e tutte le armi che avevi acquistato con fatica.
    cosa cambia da prima ad ora, che prima combattevi a fior di soldoni per continuare i livelli, ora hai i crediti infiniti comprando il gioco.
    diciamola tutta un gioco con le sue difficolta’ da delle soddisfazioni anche se muori un miliardo di volte, bestemmiando contro il nemico e sconfiggendolo gridando MUORI BASTARDO.
    senza queste soddisfazioni che senso ha un videogame?
    penso nessuno.

  13. Farenz c’è comunque da sottolineare il fatto che il/i boss non hanno comunque bisogno di “conoscere” il tuo personaggio e i tuoi attacchi/movenze, cosa che invece noi dobbiamo fare fin dalla prima run.

    Inoltre, un boss per crepare deve prendere un centinaio di badilate, mentre a noi a volte basta prenderne una per andare all’altro mondo.

    Quindi la domanda è: sì, forse il puntaggio finale è di 20 – 1, ma onestamente non stavamo giocando ad armi pari. Tutto ciò potrebbe risultare più corretto se messo nel contesto di un picchiaduro — magari player VS player — dove perdere 20 – 1 è il risultato di bravura del giocatore piuttosto che un immenso handicap come nel caso di noi verso gli NPC dei vari souls/etc.

    Potrebbe essere interessante un gioco in cui il boss stesso è molto più vicino a noi come livello, ed allo stesso tempo impari a riconoscere i nostri punti di forza e talloni d’Achille (e ciò mi ricorda da vicino ad esempio i duelli con amici su World of Warcraft).

  14. Io francamente,(non dico certo sia il modo giusto)non affronto mai i giochi dove la storia si protrae per molte ore ad una difficoltà’ troppo elevata per due motivi:
    1)frustrazione con conseguente perdita di appetito videoludico
    2)l’impossibilita’ di terminare il gioco causa le poche ore cui mi posso dedicare settimanalmente.
    Tuttavia mi sposto di palo in frasca su un altra tipologia di titoli,ovvero quelli sportivi.
    Ormai sono tantissimi anni che ogni anno acquisto la nuova copia di NBA2k

  15. Ebbene di anno in anno mi sono accorto di essere migliorato a tal punto che se fino a soli 2 anni fa potevo sognarmi la difficoltà”hall of fame”ora la imposto di default per avere sempre una sfida “tirata”fino all’ultimo secondo.Questo mi regala grandi soddisfazioni in termini di divertimento e di impegno.Certo il mio ingresso al paradiso sara’ ormai precluso causa le mille bestemmie.Detto questo deduco che ognuno abbia un proprio genere preferito dove e’ più’ forte e in questo dovrebbe sperimentate la propria bravura.

  16. Farenz in generale sono d’accordo con la tua tesi ma devi considerare l’esperienza passata
    del videogiocatore.
    Se uno si è spolpato demon’s souls, DS1 e DS2 sparandosi anche più di una run non troverà impossibile
    adattarsi al gameplay di bloodborne e magari quel 30 a 1 diventa 3 a 1 o anche meno.
    Io avevo finito per miracolo divino e guide sul tubo demon’s ma ho capito che il genere dei souls
    non fa per me, io prediligo i gdr old school e preferisco gustarmi quelli, non ho tempo e voglia di
    farmi massacrare cento volte per andare avanti nel gioco.
    Per me è troppo frustrante e noioso per cui lascio la sfida a quelli più abili di me.

  17. In effetti è ingiusta come cosa, si viene premiati e tutto quanto dopo magari ore e ore di fallimenti. Alla fine anche il Cittadella (non me ne voglia) in cento partite almeno una volta batterà il Real Madrid ma non per questo questo gli viene consegnata la Champions, mentre noi giocatori siamo i campioni anche se battiamo i Boss una sola volta. E’ interessante notare come il gioco di fatto ci faccia vincere per appagarci, è come se pagassimo 70 euro per trionfare. Forse sto divagando, ma questi articoli fan davvero pensare, ottimo spunto.

  18. Mmm… punto di vista interessante, il tuo, Farenz, ma non lo condivido: o meglio, lo condividerei se fossi contro un avversario umano, ma non contro i boss dell’AI.

    I boss, per me sono una cima da scalare, non un avversario da umiliare.

  19. No, non c’è da sentirsi una merda, perchè parliamo di un gioco con meccaniche Trial&Error.
    Funziona proprio così: impara per esperienza il pattern nemico, trova un contro-pattern semplice da spammare fino a esaurimento della barra vita del boss e vinci.
    Personalmente, queste meccaniche non mi piacciono.

  20. Io la vedo in modo diverso, un videogioco qualunque deve si impegnare un minimo, ma mai e poi mai essere frustrante, parliamo sempre di un hobby, un divertimento, le frustrazioni della vita quotidiana, del lavoro, sono gia’ assai, ergo se un boss mi ammazza in continuazione, o abbasso il livello di difficolta’, o abbandono il gioco, non e’ vigliaccheria o scarsa voglia di autosfidarsi, devo sempre e comunque divertirmi quando gioco, mai arrabbiarmi, innervosirmi, non so se ho reso l’idea….

  21. Minchia mi sento piccola in confronto, io sono arrivato al terzo boss, ma mi sono stressato l’anima, devo fermarmi è troppo difficile per me, e pensare che quando ho ucciso il secondo boss (che tra l’altro avevo incontrato per primo, perché avevo sbagliato strada), ho pianto.
    Vabè schiappa sono è rimarrò, in alcuni parti però lo trovato troppo tedioso.
    Viva la modalità “facile”

  22. Sinceramente non ho mai preso in considerazione questo aspetto, del rapporto tra morti e vittorie contro uno specifico boss,semplicemente perché non me ne frega nulla.Se il boss mi uccide dieci,venti,trenta volte,io posso sempre ricominciare da capo lo scontro,continuare a provare a batterlo,capire meccaniche del nemico e possibili punti deboli.Se uccido il boss, il gioco va avanti e lui cessa di esistere,posso sempre cambiare tattica,ho la possibilità di cambiare approccio contro il nemico siccome non sono una macchina programmata per fare e rifare sempre le stesse azioni.Trovo che questo rapporto uccisioni-morti sia solo una sega mentale che non mi tocca minimamente.

  23. Sto giocando a Bloodborne. Muoio. Tanto. Ma non è il gioco in cui ultimamente sono morto di più, ho finito Bayonetta 2 a difficoltà “infinite climax”, che si sblocca solo dopo averlo già finito. Ho rifatto alcune parti anche 40 volte, Dio benedica il checkpoint davanti al boss altrimenti avrei mollato.

  24. Artemisia di FFVII 100 (o giù di lì) contro 1 unica vittoria mia. In quel gioco ci ho speso 70 orette per arrivare a lei e più di 45 tra farming e tentativi di sconfiggerla. Felicità immensa nel vedere il video finale. Bei tempi quando si aveva ancora la possibilità di buttar via in questo modo più di 100 ore.

    Comunque dipende dal gioco. In un JRPG o in un RPG solitamente una volta che riesci a batterlo sei più forte e forte abbastanza per poterlo ribatterlo tutte le volte che vuoi fino a pareggiare i conti se si ha tempo. In Gears of War ci sono tratti in cui anche dopo aver finito il gioco 6-7 volte muoio lo stesso perchè non sono ammessi margini di errore e richiede un minimo di abilità.
    Io ho giocato solo un paio di ore a Dark Soul 2 e non ho avuto ancora la possibilità di mettere le mani su Bloodborne (spero di riuscire ad averlo il prima possibile), ma da quello che ho notato subito al primo boss di Dark Soul 2 è che è possibile batterlo con tanta pazienza già la prima volta. Il problema è che tendiamo a fare errori e non possiamo essere concentrati così a lungo e così intensamente per più volte al giorno senza una giusta esperienza, abilità e soprattutto “forma”. Perchè a volte proviamo a fare una cosa (non solo in ambito videoludico) 100 volte e non ci viene, ma magari il giorno dopo ci riesce al primo tentativo? Se il giorno prima ci avessimo provato una decina di volte in più ci saremmo comunque riusciti?
    Questo genere di giochi penso siano fatti apposta per impedire di passare uno stage se non si è sufficientemente concentrati. Purtroppo il livello di concentrazione non è sempre lo stesso e non può essere mantenuto per lunghi periodi senza oscillazioni.
    Siamo tutti degli stronzi comunque, ma godiamoci le piccole gioie che ci regalano i videogames. In una puntata di The Gamefathers stavate parlando di cosa vuol dire riuscire a battere un boss difficile: se volesse dire essere più bravi del programmatore o cos’altro. Per me vuole semplicemente essere stati bravi (o a volte anche fortunati) abbastanza da riuscire a saltare abbastanza in alto per supera l’asta, aver risolto una equazione di una certa difficoltà.

  25. be per un gioco il check point davanti al boss dovrebbe essere messo per legge.
    non vedo la necessita’ di dover rifare il gioco da capo e’ una cosa che non sopporto.
    oppure se uno ne sente la necessita’ avere almeno la possibilita’ di sceglierlo nelle opzioni di gioco

  26. Penso che il gusto perverso nel giocare a bloodborne sia proprio quell’ attimo di soddisfazione nel essere riuscito a battere dopo tanta fatica quel determinato boss. Essenzialmemente e’ masochismo, pero’ io trovo in tutti i soulslike qualcosa di vero più’ che altro legato ad un insegnamento della cultura giapponese che viene sempre proposto nelle opere del sol levante legate agli adolescenti ovvero ” le prendi, ti alleni, le prendi, ti alleni, superi la difficoltà’,attimo di pace breve, arriva una difficoltà’ più’ grande, ricomincia da le prendi”. Credo che questo “motto” sia il centro della cultura giapponese, che insegna ai suoi adolescenti,ma anche a tutti i giappofili del mondo a mettercela tutta, e sinceramente pur avendo passato l’adolescenza da un po’ questo motivetto che per molti può’ essere demotivante per me è una verità’ sufficientemente realistica di come si dovrebbero affrontare le noie di tutti i giorni. Per questo stasera accenderò la console, le prenderò’ ,farmerò fino a tardi, le prenderò ,farmerò fino alla mattina, e infine al chiarore dell’ alba ucciderò quel maledetto boss…

  27. mette bloodborne come esempio generico e tutti commentano solo su bloodborn. avete capito tutto dell’articolo. complimenti

  28. OK farenz, capisco l’incipit “lolloso” che hai voluto imprimere all’articolo… Ma scusa, chi se ne frega di quante volte uno deve morire prima di battere un boss?! il rapporto 30 a 1 non vuol dire niente. L’importante è riuscire a massacrarlo di botte almeno una volta in modo da proseguire l’avventura… E questo vale per tutti i titoli, non solo per i giochi rinomati per la difficoltà elevata

    Di questi tempi, tutti sborrano di fronte a titoli che porta la gente al limite della frustrazione più totale (es: Bloodborne “osannato” da critica e pubblico che già prima della data d’uscita veniva etichettato come gioco dell’anno; i vari Souls che se non li finisci sei un nabbo di merda; ecc…). Ma porca troia, i videogiochi devono essere affrontati come un divertimento, un’avventura piacevole da godere nel tempo libero, e NON come una sfida quasi impossibile, non devono essere fonte costante di frustrazione… Che mi importa se qualcuno ha nel proprio “curriculum” di aver finito un titolo X a difficoltà super sborone?!

    p.s.: Quando leggo i commenti degli auto-proclamati Pro Players, che si fanno le seghe di fronte ai loro ragguardevoli successi videoludici, anche a me viene da pensare “succhiatemi il rastrello!”

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