Il vero sapore della paura

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L’horror è un genere che anche nei videogiochi come al cinema, ha sempre trovato terreno fertile.

Quante volte l’idea di un brivido che ci corre lungo la schiena è stato quel “quid” che ci ha portato a comprare un titolo piuttosto di un altro o ci ha fatto scegliere un determinato film per accompagnare una serata da soli o con amici / fidanzata?

Sembra quasi masochistico, ma a molti individui piace avere paura. Piace fare un salto sulla sedia o sentire quel filo di angoscia e tensione che ci accompagna quando usufruiamo di prodotti di questo genere.

L’horror però, ha , dal mio punto di vista , un grande difetto: stufa presto, o meglio, necessita continuamente di rinnovarsi. Non sempre infatti ciò che ci trasmetteva paura o angoscia fino a qualche anno fa è stato in grado di farlo negli ultimi tempi.

Prendiamo ad esempio il classico Resident Evil (a breve tra l’altro riproposto per la millesima volta su next gen): all’epoca era tutto nuovo. Nel 1996 entrare nella famosa Mansion ci dava l’idea di entrare in un luogo ostile e tetro, dove qualcosa di sinistro e terribile era accaduto. E sentivamo potenziali minacce dietro ogni angolo e dietro ogni porta.

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Ma rientraci adesso ci darebbe le stesse sensazioni? Ci farebbe rivivere le stesse emozioni? No.

Ai giocatori navigati, che hanno masticato survival horror da 20 anni (ma anche meno), non basta più uno zombie dietro ad una porta che si mangia un cadavere per provare terrore, non basta più un cane zombie che infrange  una vetrata e ci piomba davanti per fare un salto sulla sedia, non basta più un’epidemia globale genratrice di mostri ed abomini per farci vivere l’angoscia di essere rimasti soli in un ambiente ostile.

Come ho detto prima, questo genere di giochi  ha la necessità di rinnovarsi  per continuare a mantenere alto l’interesse degli utenti e ha bisogno di  tecniche sempre diverse per suscitare paura nel videogiocatore.

Non è una cosa facile.

Rimanendo su Resident Evil: nel momento in cui l’alone di mistero che circondava la genesi del disastro avvenuto a Racoon City è venuto meno, la saga stessa ha perso gran parte del suo fascino.

A Capcom altro non è rimasto che dare al brand un’impronta più action, sminuendo così tutto ciò che aveva rappresentato in passato.

Perchè è avvenuto ciò? Perchè la formula del “terrore” non è stata reinventata.

Gli sceneggiatori , ma soprattutto i game designer, non hanno avuto idee valide da mettere in campo per continuare a spaventare il giocatore.

Forse , come ho ipotizzato a inizio articolo, è il giocatore che non si spaventa più?

Quando è stata l’ultima volta che ci siamo tolti il cappello dinanzi a un survival horror?

Personalmente io l’ho fatto con Silent Hill 2.

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Cos’è che mi (ci) faceva cacare sotto in quel gioco? Perchè in Silent Hill 2 (ma anche nel primo)   avevamo sempre il cuore in gola e la continua sensazione di essere in pericolo? Cosa ci trasmetteva tutta quell’angoscia? La paura del buio e dell’ignoto? Il non sapere cosa si cela dinanzi a noi? Forse. In parte.

Ma non solo.

Ciò che dava ai primi Silent Hill una marcia in più non era solamente l’incertezza di una possibile minaccia imminente , ma anche <b> la consapevolezza della sua esistenza </b>.

Mi spiego meglio: vi ricordate la radiolina del protagonista? Quella che gracchiava  con sempre maggiore intensità man mano che le mostruose creature del gioco si avvicinavano? E che dire delle sirene del film che annunciavano l’avvento delle tenebre?

E’ questa, a mio avviso , la nuova formula della paura. Non tanto il far presagire che  qualcosa di spaventoso forse era dietro l’angolo, ma piuttosto l’esplicare a chiare lettere che l’orrore, il male , la minaccia imminente è lì, vicino a te. E sta per prenderti.

Non quindi la paura di poter morire, ma la certezza che ciò avverrà. Non sai quando di preciso, ma sai che sarà davvero improbabile scamparvi. E la morte è lì, ad un passo da te, e non teme di dirtelo. Anzi, si nutre della tua paura.

Ho rivissuto questa sensazione giocando ad Alien Isolation.

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In questo gioco, se ci pensate, viviamo una vicenda molto simile a quella del film da cui è ispirato, per cui la paura dell’ignoto non è proprio il suo cavallo di battaglia.

Però sappiamo che l’Alieno c’è, ci sta cercando , e non è molto lontano da noi.

Sappiamo che si muove molto velocemente, che è molto intelligente e , ripeto, ci vuole uccidere e divorare. Ci sta braccando.

Questa è secondo la nuova forumula del terrore. Questo è , a mio avviso , il vero sapore della paura nel 2015.

Poi magari tra 5 o 10 anni si inventano qualcosa di nuovo.

Almeno spero.

Voi che ne pensate?

omegashin

 

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37 Più commentati

  1. silent hill 4 fa veramente paura e lo farà anche silent hill p.t.

  2. in generale aborro i survival horror… ma la serie di silent Hill é una di quelle più tingimutande… provo comunque più paura con un film/gioco thriller piuttosto che horror… sarà l’idea insita in me che tutto ciò che é horror é finzione.

  3. Il remake di Resident Evil comunque merita, è probabilmente il migliore della saga. A parte questo, in giro ho visto che molti redattori e giocatori hanno messo P.T. tra le migliori espperienze del 2014. Io non ho una PS4, dunque non saprei cosa dire. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa chi l’ha giocato.

    • Oddio “una delle migliori esperienze” è un po’ un’esagerazione: è originale e d’atmosfera, certo ma quando stai rifacendo per la sesta volta lo stesso loop e non hai idea di che cosa fare si rivela frustrante.
      Comunque concordo su Resident Evil.

  4. concordo appieno col tuo articolo omega :)

  5. Ho trovato The Evil Within altrettanto angosciante e disturbante, l’idea di un pericolo sempre incombente, sempre nuovo, e quasi sempre un pericolo che non abbiamo modo di sconfiggere con 2 proiettili in faccia come su gli ultimi RE. le fasi stealth in cui realmente dobbiamo sopravvivere sono meravigliose, siamo realmente impreparati per affrontare l’orrore, siamo solo umani. Il pregio più grande per un survival é proprio essere “umani”. Stessa cosa avevo provato negli episodi dell old gen Siren blood curse

    • Concordo pienamente. E’ fondamentale impersonare qualcuno di vulnerabile e spesso in condizione di inferiorità rispetto alla minaccia che incombe. Alien Isolation funziona alla grande anche per questo, oltre al pericolo concreto spiegato da Omegashin.

    • Andando avanti in The Evil Within però a mio parere quel senso di impotenza si indebolisce e il gioco perde di intensità con conseguente rilassamento dell’antro anale.
      Nelle fasi avanzate del gioco hai armi e abilità sempre più potenti e se ti si para davanti un nemico diventa sufficiente un colpo di pompone in testa per stenderli e di conseguenza non giochi più nell’angoscia e nella speranza di non incontrare un nemico

  6. Il problema di molti survival horror ormai è che usano tutti gli stessi stratagemmi, cambio di musica ecc…una cosa che ho apprezzato molto in Alien per tenere alta la tensione è l’intelligenza artificiale dello xenomorfo, fa sempre azioni diverse e dopo una tua morte non spunta sempre nella stessa maniera.

  7. Magari la sensazione di terrore un gioco come alien non te la da però l’angoscia che ti porta ad avere anche grazie all’intelligenza artificiale è buona. Ritengo che più che orrore il gioco ci deve dare ansia, ma che sia sempre stato così! Era cosi per i vecchi RE e SH ed è cosi anche per i giochi di oggi. Se io nn so cosa devo affrontare e che possono farmi il culo a tarallo da un momento all’altro mi posso cagare sotto non coi fottuti momenti bu

  8. L’horror è un genere che non mi ha mai preso a parte Resident Evil (i primi due).
    Preferisco di gran lunga il gotico, magari con dei vampiri nobili e maledetti e con una trama
    interessante, voglio avere dei nemici malvagi ma intelligenti.
    Odio l’effetto “ti spavento perchè alzo il volume”.
    Mi intrigherebbe moltissimo un titolo investigativo o un survival basati su Lovecraft.

  9. Secondo me la “formula” degli ultimi survival horror è: poche munizioni e fasi stealth, basti vedere The Last of Us e The Evil Within

  10. Non avrei saputo trovare parole più azzeccate, è proprio questo il punto forte di Alien Isolation. Ma secondo me si apprezza molto di più a difficoltà difficile. Infatti per quel che mi è sembrato di vedere in alcuni gameplay a difficoltà normale l’alieno ogni tanto parte via e sta per un po’ alla di stanza di 0,90 mentre alla difficoltà superiore ciò non avviene quasi mai e ti sta perciò attaccato al culo tutto il tempo, anche nelle parti in cui s’intuiva l’assenza dello xenomorfo mi sono visto costretto a stare accucciato tutto il tempo come un coglione

  11. e’ la solita storia del classico gioco che fa successo e si tira alle lunghe sapendo che qualcuno lo comprera’ solo per il nome, il problema e che alla fine non sanno che inventarsi e invece di migliorare il gioco lo stanno peggiorando, dopo per me il fallimento di resident evil 5 non sono riuscito a comprare piu un seguito di questa saga…
    infatti chi mi dava buone sensazioni di horror e’ stato dead space che mi ha fascinato molto.
    di SH non posso giudicare ho giocato al primo e non mi e’ piaciuto molto percio’ ho mollato la saga…
    ma se le aspettative dei horror games sono ai livelli di alien isolation all’ora non possiamo che essere felici del futuro, ed e’ propio in questo gioco che prendo esempio di un discorso che feci tempo adietro, che invece di ripetere i soliti giochi con la tecnologia di adesso si possono fare giochi sempre piu’ stupendi e innovativi…

  12. A me piacciono i giochi horror, silent hill su tutti, ma non mi fanno paura.
    Perché li gioco? Per il senso di mistero che hanno, muoverti in una città fatta di nebbia raccogliendo indizi e oggetti che combinati ti permetteranno di andare avanti e aprire le porte, svelando poco a poco il mondo che ti circonda, fatto di morte e sangue ma soprattutto di ignoto, di vicende accadute nel passato di cui non siamo a conoscenza, dei valori che il protagonista cerca di salvare, di corridoi con decine di porte, molte chiuse, molte che conducono in stanze strane, di un romanticismo distorto.
    L’horror ha bisogno di rinnovarsi, nelle meccaniche, negli effetti di paura, ma io rigiocherei volentieri i silent hill del passato aggiornati ai nostri giorni, con un protagonista meno legnoso, e poche armi da fuoco, che si rompano o si inceppino, e i combattimenti che avvengano DURANTE l’esplorazione, non alterniamo un ora esplorazione con musica tranquilla e un ora sparatorie con volume massimo, devono fare un mix dove il nemico lo becchi in giro per caso, dove l’ambiente cambia alle tue spalle, facendoti credere di esserti perso o già passato di li, insomma di lavoro da fare ce ne sarebbe tanto, ma questi giochi han un pubblico ristretto e forse per questo non investono molto in queste produzioni :(

  13. un gioco horror spaventa solo se c’è la giusta atmosfera , personalmente il gioco horror che merita lo sgommone marron della strizza è project 0 ma devo dire che anche il primo dead space qualche freno a mano me l’ha fatto tirare.

  14. alone in the dark per ps1 mi ha fatto cagare sotto assai

  15. Premetto che è un genere che ormai non gioco più da parecchio tempo, ma ho sempre preferito gli “spaventi” all’angoscia (anche perchè ormai non c’è nessun titolo in grado di farmela provare)…
    Ed è proprio per questo che ho sempre preferito Resident Evil a Silent Hill. Purtroppo per me la saga è finita col 3° capitolo, e da allora non c’è stato nessun titolo in grado di farmi spaventare come Resident Evil 2!!!

  16. “Ma rientraci adesso ci darebbe le stesse sensazioni? Ci farebbe rivivere le stesse emozioni?”

    tra 5 giorni esce la versione remastered….ti saprò dire (spero di si :D)

    R.E. mi è piaciuto fino al 3, dal 4 (ancora buono) hanno cambiato registro ed è cominciato il declino del brand.
    Silent hill ho giocato solo i primi 2: bellissimi
    Anche Dead space mi ha dato belle senzazioni, ma l’ultimo horror davvero visto è senz altro the evil within.

    ….E diciamocelo: quello che fa davvero paura non è quello che si vede o si sente, ma è il dover ricominciare un checkpoint causa munizioni limitate e salute minima!!!

  17. Io sono un giovane gamer, ho avuto si la PS1 ma finire i giochi non era da me era più per mio fratello, già con l’arrivo di PS2 ho cominciato a finire qualche gioco quindi non posso dare un parere su Slient Hill e Resident Evil che ho visto solo giocare da mio fratello (Ma che giocherò sicuramente quando uscirà su necst gen). Però posso dire che su PS2 un buon titolo che ho solamente provato e che mi ha dato la sensazione di panico è stato Cold Fear, gioco in stile RE che non sono mai riuscito a completare, il giocatore era abbandonato da solo su una nave questa è stata la “prima volta” che ho avuto la sensazione di “terrore”.
    Poi concordo con te su Alien, a me è piaciuto un sacco come i sensi dell’Alieno sono stati sviluppati mi ha “costretto” a giocare molto stealth tanto da non aver neanche usato certe armi, però un plauso va anche ad Outlast che mi ha fatto saltare dalla sedia in qualche occasione ed infine anche se non si parla proprio di terrore anche Dead Space (il primo sia chiaro) mi dava la sensazione di disagio mentre giocavo. Mentre nei RE non ho mai provato una sensazione simile e concordo sul fatto che ormai sia veramente difficile trasmettere terrore, hanno bisogno di rinnovarsi in qualsiasi modo.

  18. Io mi sono cagata addosso con Outlast quindi non faccio testo.
    I primi RE mi avevano letteralmente terrorizzato facendomi avere incubi ricorrenti…
    RE Operation Raccoon City invece mi ha fatto incazzare, perché di RE non era rimasto nulla.

    Alien non l’ho provato… ho sempre il timore nel comprare un horror.

    PS: Consiglio a tutti un film chiamato “Stay Alive” non tanto perché sia un capolavoro ma per il suo tema :)

  19. Posso essere d’accordo con te sulla consapevolezza della morte come legame della paura. Ma oggi la morte non è più un pericolo.
    I giochi “moderni” sono molto più accessibili e permissivi di un tempo.
    Ho giocato la prima parte di THE evil within al buio e con le cuffie. Prima scena col bestione motosegaiolo che ti insegue. Ok, angoscia. Nabbo stealth, muoio. Riprovo, muoio, meno angoscia, muoio, nessuna angoscia, muoio, rosik, al 5 tentativo avevo perso tutta l’inmersivitá del contesto.
    Forse il mio essere nabbo mi ha punito. Forse se il gioco fosse stato meno permissivo (e per permissivo intendo checkpoint molto vicini) avrei “conservato” la fase di angoscia. Sta di fatto che non avevo più alcuna “paura” del bestione. Ero consapevole della sua presenza ma non per questo ne avevo paura o angoscia. Anzi, mi stava sul culo.

  20. penso che non hai/avete giocato zombie U.
    quello si che mette l’ansia,non terrore,ma pura ansia.
    tentare di aprire una porta e non riuscirci,sentendo che alle spalle ti arriva uno zombie pronto a divorarti,la prima volta che riesci a scappare tiri un bel sospiro di sollievo,la volta che non riesci invece il tuo personaggio muore inesorabilmente, riavvii la partita nei panni di un altro personaggio e se rivuoi le cose ottenute in precedenza devi raggiungere oi forza il cadavere del personaggio usato prima,vedendo lo scempio che ne hanno fatto.comoratevi una wii u.

  21. Secondo me tutto si può riassumere nel fatto che tutti ,anche i ragazzini, non ci spaventiamo più come in passato, vuoi per il cambiamento dei tempi, per l’età e soprattutto per la conoscenza di molti film/giochi horror che sono quasi tutti simili e sa di già visto o scontato…rilacciandomi al discorso che fai sul rinnovamento.

    Anche se questo lo si può estendere anche agli altri generi e in generale…è la mancanza di novità che distrugge tutto!
    Può anche piacere ma non piu di tanto.

    In particolar modo negli horror ci vuole una cura maniacale su tutti gli aspetti (visivi, sonori ecc) per non rovinare la tensione.
    Non ho giocato ad Alien Isolation ma già il fatto che l’alieno non ricompare nelle stesse parti o momenti contribuisce ad non diminuire la paura, elemento che secondo me dovrebbe essere d’obbligo in questo genere e volendo anche negli altri.
    Bisognerebbe applicare elementi casuali almeno per quanto riguarda i nemici (azioni,posizioni ecc), infatti se ciò non ci fosse tutto risulterebbe più rassicurante e provi meno paura rispetto a prima che rimanevi nel dubbio e nell’ansia.
    Un’altra cosa che forse è d’obbligo è la difficoltà che deve essere non dico impossibile ma difficile e non dovrebbe esserci la possibilità di sceglierla.

  22. io non ho più paura dei giochi horror perché crescendo un bel pò mi è passata.. Per cosa posso apprezzare ora un horror? per l’ansia, ad esempio.. un nemico che non si può uccidere ma può apparire ovunque può farmi questo effetto ad esempio e mi piace.. Soprattutto per il fatto di non potermi difendere. Cosa che non accade con gli ultimi resident fottutissimo evil visto che oltre ad un arsenale che manco fosse un film anni 90 americano d’azione.. sono tutti esperti nelle arti marziali. Ohibò, che paura prendere a pugni un serpente gigante, mi sento chuck norris.

  23. Omegashin, hai ragione. Io in questo periodo sto giocando al primo Dead Space e la cosa che mette tensione è il sapere che prima o poi ci sarà un mostro che dovrai affrontare, ma non sai quando e dove, per questo hai costantemente il cuore in gola.

  24. Concordo con l’articolo, oggi si punta molto su, come dire, sull’atmosfera “pesante”, carica di minacce che non necessariamente salteranno fuori ma che ti tengono per le palle. Onestamente a me gli horror fanno abbastanza cagare e ne ho giocati ben pochi, ma il tipo di paura anche nei film che mi attanaglia di più non è il momento BU!, ma la costante inquietudine, l’angoscia dell’impotenza che ti attanaglia. A volte sezioni pregne di questa inquietudine lasciano un bell’effetto, come non so, lo strisciare da solo fra i Clickers in TLOU o il capitolo 5 di Thief: sezioni a volte brevi, ma che se ben fatte rimangono impresse. E poi c’è l’altra parola che ho nominato, “l’impotenza”: andarsene in giro in un luogo spettrale con due bocche da fuoco stracariche nei panni di un cazzuto veterano a me mi fa sobbalzare ben poco, ma andarsene in luoghi anche meno spettrali ma armati solo di una torcia e dei denti che battono mi fa fare le sgommate… infatti son sicuro che se giocassi a giochi tipo Amnesia, questi mi darebbero gli incubi la notte. Ma come ho già detto degli horror mi importa poco, visto che cerco altro in un VG.

  25. Sui Silent Hill ti dò ragione Omegashin, ma in parte. Secondo me oltre quello che hai detto la paura é derivata da quella sensazione di claustofobica angoscia e di solitudine che il gioco ti trasmette tramite gli scenari, le inquadrature e soprattutto le spettacolari musiche.
    Infatti se noti dal quarto capitolo questa cosa si é andata persa e la serie é scivolata in una fase si declino. Speriamo che Del Toro e Kojima ricreino queste atmosfere che facevano dei Silent Hill delle esperienze indimenticabili

  26. gioco pochissimi horror. l’ultimo, dead space, devo ammettere che una bella ansia me la metteva. sentire respiri affannosi, rumori metallici e cose che cadevano alle tue spalle, in una nave spaziale morta, dava un bell’effetto cuore in gola. però quando i mostri si palesavano e si doveva per forza fare una carneficina non mi emozionava più molto… non so perché. forse entrava in gioco la sensazione di già fatto e di già visto..

  27. Io ammetto di cagarmi addosso con i survival horror…ma solo riguardo ai videogiochi(i film posso vederli,sempre che non mi metti davanti dei clown,delle bambole o delle marionette) perché nel videogioco mi medesimo.Adesso come adesso ammetto di aver giocato ai recenti RE e di non essermi spaventato…ma con Silent Hill P.T mi sono cagato addosso,ma per colpa dell’ansia che ti metteva il videogioco,perché non mi fanno piu paura gli zombi,mi fa spavento l’ansia,quindi se mi dai un gioco che mi mette molta ansia,mi fai prendere paura.

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