L’abitudine alla mediocrità

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Oggi voglio porre alla vostra attenzione un articolo che mi ha scritto Teo, una nostra “vecchia conoscenza”.
Si tratta di un riflessione che vi pone e a cui so che risponderete in numerosi.

A Teo la parola.

Leggendo l’articolo di Omegashin sul ritiro dagli store di Arkham Knight e i relativi commenti, mi è passato per la testa un pensiero.
Ci siamo abituati alla mediocrità.

Non sto per fare un trattato sulla mediocrità morale, ma sulla mediocrità dei prodotti (quindi anche e soprattuto dei videogiochi) a cui ci siamo abituati.
Mi spiego meglio.

Una volta, quando ero giovane, avevo un bel Nokia N70 e la batteria mi durava 3 giorni a volte anche 4; se puntavo la sveglia e lo spegnevo, lui si riaccendeva e suonava.
Oggi ho un iPhone e tutte le sere devo metterlo in carica. Se punto la sveglia e per caso lo spengo, lui non si accende e io faccio tardi al lavoro (Android è uguale).

Una volta, quando ero giovane, avevo una Ps1, compravo un gioco al day one, arrivavo a casa e dopo 2 minuti ero già li a spaccarmi la faccia col pad in mano.
Oggi ho una Ps4 e quando compro un gioco al day one devo scaricare la patch, fare l’upgrade e, se non va in crash la console perchè ha il cazzo girato, dopo un paio d’ore posso finalmente giocare…sempre che il gioco non abbia bug o altre chicche simili (la One è uguale).

Qualcuno sicuramente obbietterà che non c’è paragone tra un N70 e un iPhone, né tra una Ps1 e una Ps4.
E’ vero, ci sono molti servizi in più (utili o meno non è questo il tema), e possiamo fare cose che una volta ci sognavamo… però non trovate che ci sia stato anche un netto PEGGIORAMENTO nella qualità?

Che non è la qualità della console bella o brutta o del gioco bello o brutto o del telefono bello o brutto, ma della qualità sull’utilizzo vero e proprio.

Oggi noi ci siamo ABITUATI a caricare il telefono tutte le sere, ma  15 anni fa non l’avremmo mai accettato, anzi avremmo etichettato quel telefono come una merda!

Oggi ci siamo ABITUATI che un gioco al day one quasi certamente sarà monco, pieno di problemi e con patch da giga e giga da scaricare. Dieci anni fa cosa avreste fatto con uno Zelda o un FF comprato al Day one e pieno di bug?

Perchè oggi non pretendiamo che un gioco nuovo sia esente da difetti, ma anzi siamo li pronti (me compreso) con la vasella in mano e le braghe calate pronti a prendere suppostoni di bug?

Quali e quanti compromessi abbiamo accettato e dovuto accettare ad ogni cambio di gen?
Quali sono accettabili e quali no?
Voi cosa dite?

Prova a cercare ancora!

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112 Più commentati

  1. Vista una disponibilità economica limitata non compro mai al day one, generalmente compro qualche mese dopo (quando il prezzo è calato) e quindi non mi sento afflitto da questi problemi. Tuttavia propongo un piccolo ragionamento valido per moltissimo giochi : quanti giochi vengono presentati in un anno X e sarà disponibile nei negozi l’anno Y? Credo all’incirca tutti. E quanti di questi giochi vengono poi rinviati a un anno Z con la classica frase “per offrire la miglior esperienza di gioco”? Moltissimi. E quanti di questi giochi avranno poi dei problemi o dei bug e, dopo aver speso 70€ al day-one, dovrò aspettare il day-3 per poterci giocare?
    Lascio a voi la risposta, io nel frattempo mando al diavolo le case produttrici che ogni anno ci prendono per idioti.

  2. E’ un ragionamento senza senso buttato lì alla cazzo.

  3. Lo smartphone di oggi permette di fare un sacco di cose ed è diventato multipurpose : telefono, navigatore, ebook reader, console portatile. Purtroppo il prezzo da pagare è il consumo energetico, specialmente se per abbassare il prezzo del device viene montata una batteria ridicola. Però rispetto ai vecchi telefonini credo che i vantaggi superino di molto gli svantaggi.
    Sui videogiochi il problema esiste ed è rilevante, in questo caso credo che i problemi principali siano di due tipi.

    1- Problema economico : ormai l’industria dei videogiochi ha superato per fatturato quella del cinema, gli azionisti vogliono un ritorno veloce all’investimento e abusano di fatto del sedere dei loro clienti smerciandogli prodotti incompleti, spesso dopo presentazioni farlocche confezionate ad arte per accrescere l’hype generale. La complessità di un videogioco moderno richiederebbe una fase intensiva di debugging e testing che spesso e volentieri viene eliminata.

    2- Problema di percezione : il mondo è cambiato dopo internet e mi ricordo il periodo antecedente come un tripudio di riviste coloratissime, consigli tra compagni di scuola e scelta quasi obbligata per i pochi titoloni che uscivano una volta ogni tot mesi.
    Adesso escono tantissimi giochi che meriterebbero di essere provati ma che per mancanza di tempo siamo costretti a tralasciare. I siti di videogiochi ci informano giornalmente sullo sviluppo di nuovi titoli e si fa sempre più impellente la necessità di scegliere i giochi giusti e di lasciar perdere (a malincuore) tutti gli altri.

    Abbiamo vissuto un periodo dove i giochi erano programmati in modo certosino non avendo la possibilità di essere patchati (ovviamente non sto parlando di pc), tuttavia col fatto che eravamo degli studenti squattrinati dovevamo accontentarci di pochi titoli all’anno e vi assicuro che ce li godevamo fino all’ultimo pixel.
    Oggi, complice il fatto che si trovano giochi ottimi a prezzi irrisori, c’è una specie di bulimia videoludica che non ci fa godere appieno il titolo che stiamo giocando perchè con la testa siamo già ai prossimi che dobbiamo iniziare. Quindi meglio adesso o meglio una volta? La mia risposta è : dipende.
    Io ricordo il passato con piacere ma non so se era meglio o peggio di adesso, semplicemente ero giovine e la vita aveva un altro sapore. Il ragazzino di oggi non ha termini di paragone e potrà confrontare l’oggi solo con il futuro tra 10-20-30 anni.
    Il mio consiglio è di godervi quello che avete e di divertirvi giocando, pazienza per i downgrade e le patch.

  4. Il fatto è che nel campo dei videogiochi,le sh possono permettersi di fare ciò che vogliono,sono loro a dettare le regole.
    Loro puntano su determinati e amati brand e sanno bene che l’appassionato di turno sarà disposto a prendere il prodotto è sorbirsi tutti gli eventuali problemi,patch e bug vari.
    Nella telefonia almeno c’è sempre modo di scegliere e cambiare prodotto,pur avendo le stesse qualità ecc.. li in caso di cazzate continue del marchio di turno,si potrebbe rischiare anche il fallimento.

    Nel campo dei videogames il discorso è diverso,lì si entra anche sul sentimentale.
    Se io amo The witcher,sono disposto a sorbirmi pure 1 mese di bug e freeze pur di averlo ( e le SH giocano su queste cose), in attesa di gb di patch ecc…
    I videogames muovono più soldi del mondo del cinema e non penso che non potrebbero investire un po’ di più per offrire un prodotto finito o quasi al lancio.
    Il videogiocatore è fuori praticamente da tutti i canoni del compratore e fruitore classico, e’ praticamente una vacca da montare per le SH,il bello è ,che è proprio il
    giocatore a godere di questo ingroppamento continuo.

    Domani le SH potrebbero decidere di frammentare i giochi a dlc di 2 ore,dove per continuare la storia dovresti comprare il dlc successivo e tutti lo comprerebbero come pecore.
    Vi immaginate un amante del
    cinema a cui viene mostrato il film con una disincronizzazione del doppiaggio? roba da sclero!
    Al videogiocatore invece andrebbe giù pure sta cosa..
    La colpa purtroppo è nostra,forse dovremmo comprare i giochi con 3-4 mesi di ritardo e al day one solo i giochi che hanno dimostrato una produzione più riapettosa verso il giocatore

  5. Secondo me il colpo basso che ci fanno le sh, ovvero il fare uscire un gioco pieno di bug ecc. dipende dall’influenza dei videogiocatori… mi spiego con un esempio: AC è un brand che piace a tutto il mondo ed esce un nuovo assassino (ma anche due, come l’anno scorso) ogni anno. Perché esce ogni anno? Perché la ubisoft sa che guadagnerà un casino, partendo da un presupposto: tutto il mondo comprerà il gioco. Ora, se al mondo non piacessero più gli assassini (utopia), che nel frattempo sono diventati ripetitivi, ed ubisoft non ci guadagnasse, direi che quelli di ubisoft si fermerebbero, creerebbero un gioco ultra figo e lo metterebbero sul mercato, in modo da riconquistarsi la fiducia di noi videogiocatori, e il gioco in questione uscirebbe dopo due/tre anni e sarebbe figo (come nel caso di AC 2, ricordatevi che è uscito due anni dopo il precedente, anche se quest’ultimo non è stato un flop, credo). Con tutto questo ragionamento rispondo alla domanda di farenz. Sì, ci siamo abituati alla mediocrità, esigiamo 50 titoli all’anno e evidentemente poco ci interessa di installare patch di giga, vogliamo giocare e le SH lo sanno, e se evidentemente vendono, lo fanno a causa nostra. Il problema non è delle SH che fanno uscire al day one giochi tecnicamente calanti, il problema è dei videogiocatori, che si scavano la fossa da soli. Parlo di ciò come fosse un grosso problema, ma a me non fa né caldo né freddo, credo abbiate capito che io sono disposto a scaricare giga su giga, e con tutto il rispetto non mi lamenterei troppo di questo aspetto, alla fine pago un prezzo non troppo alto per un servizio che non è malissimo. Ovviamente questo è un mio parere, dato da un’analisi prima oggettiva e poi soggettiva, non uccidetemi perché ho espresso la mia opinione.

  6. E’ tutto relativo e si chiama “compromesso”. Più il gioco/telefono/quellochevuoi diventa complesso più cresce la possibilità che abbia un difetto perchè il tempo di sviluppo/test/quellochevuoi è rimasto pressoché immutato.
    Un telefono che ha un display a cristalli liquidi di due righe in cui la cosa più complicata da gestire è Snake capisci bene che le possibilità di infilarci dentro una cazzata sono poche. Se ad un telefono oggi chiedi di telefonare, navigare, fare video 4K, tagliarli, filtrarli, postarli sul web e tutto quello che ti viene in mente allora è probabile che qualcosa non venga realizzato come si deve. Ma il telefonino deve uscire comunque sul mercato quindi rilasci patch successivamente come iOS (android è uguale).
    Per un gioco ti basta che un insieme di poligoni corra lungo sentiero saltando sui nemici per completare il livello ? Le possibilità di scazzare il gioco sono remote. Se il gioco lo vuoi in realtà virtuale, con grafica HD, con il personaggio che faccia movimenti realistici, che questi movimenti siano centinaia, che sia multiplayer, che il sentieri sia in realtà un mondo intero da esplorare, che abbia centinaia di armi con caratteristiche diverse allora è probabile che qualcosa non venga realizzato come si deve. Ma il gioco deve uscire comunque sul mercato quindi rilasci patch successivamente come su PS4 (One e PC è uguale).
    Cambia la variabile “tempo” ed esci sul mercato ogni tre/quattro anni e vedrai che potendo gestire la complessità maggiore su un periodo più lungo il gioco ha bisogno di meno patch. Peccato che nel frattempo, se non ti chiami Rockstar ad esempio, sei fallito o la EA/Ubisoft del caso ti abbia già dato un calcio nel sedere.

  7. Mi limito a parlare di videogiochi, perchè se no il discorso è infinito, ma la conclusione vale per tutto.
    L’evoluzione del videogioco dipende dal fatto che il coin op da sala giochi aveva determinate esigenze, prima fra tutti quella di farti cacciare le 200 lire. Ecco il perchè dell’esistenza delle vite, i continue e la ricerca di un certo livello di difficoltà.
    I giochi per console erano un semplice port, molto downgradato anche a causa dell’hardware di quei giochi, spesso con “trucchi per saltare i livelli” o meccaniche analoghe come password per rendere il livello di difficoltà generale differente da quello del coin op e non necessariamente dipendente dal “devi finire tutto con una moneta”.
    L’ambiente videoludico di oggi è il soggiorno, non la sala giochi, e con questo cambio anche la clientela e gli obbiettivi sono diversi per cui è più importante avere un gioco che non sia frustrante e di conseguenza più facile, perchè vuol dire più clientela.

    Tu come cliente non hai voce in capitolo, è il mercato che cambia e ti devi adattare, perchè molto spesso non hai alternative, ma il fatto di adattarsi non esclude il rendersi conto che ‘nuovo’ non implica affatto ‘migliore’.

    • Quoto. Sulla parte finale c’è molto da riflettere, poiché il cliente davvero non ha voce in capitolo. Le menate sul ‘Non comprate al day one’ sono inutili perché ci sarà sempre chi lo farà, quindi bisogna togliersi dalla testa il voler “boicottare” la sh di turno, ma prendersi il prodotto e accontentarsi del suo stadio finale, non c’è altro da fare, a parte non comprarlo.

      E l’ultimo caso mi ricorda tanto la storia di quell’uomo che, pur di far dispetto alla moglie fredifraga, si tagliò i testicoli.

  8. io ormai non compro piu giochi al lancio,odio sorbirmi giga e giga di patch e giocarmi un gioco fallato. preferisco aspettare e giocarlo decentemente (fooorse) ultima cazzata fatta? the witcher 3

    Ps dalla app per android non mi fa loggare,succede anche ad altri?

  9. Più che altro io mi chiedo come si faccia ad abboccare tutte le volte nonostante la massiccia dose di informazioni che si possono trovare su internet, una volta che l’hai preso in culo dovresti assicurarti di non prenderlo di nuovo no ? no… perché come ha detto qualcuno prima di me “il videogiocatore” ha la memoria corta e basa le sue scelte sull’hype del filmato fatto con chissà quale macchina mostrato all’e3 con grafica da spruzzo bianco (si battlefront mi ispira parecchio ma sappiamo benissimo chi c’è dietro e cosa aspettarci), e puntualmente compra i giochi 6/12 mesi prima che vengano rilasciati, quindi senza neanche sapere come sarà effettivamente il gameplay o che cosa si potrà fare nel titolo in questione, salvo poi piangere perché la grafica non è quella mostrata nel trailer tal dei tali.
    Detto questo c’è da dire che i publisher che cavalcano l’onda del preoder vendendo giochi fatti a 3/4 son sempre quelli, come son sempre quelli quelli che, al contrario, tendono a vendere un prodotto in grado di essere giocato da subito senza problemi, nel mio caso 2k e Nintendo, non ricordo di aver dovuto scaricare giga di roba per giocare ai bioshock/borderlands/pokemon vari .
    Quindi non lamentiamoci della mediocrità dei giochi se poi il grosso del mercato lo fa gente che compra i vg mesi prima del rilascio senza neanche sapere come sarà la copertina.

  10. comincio nel dire che una volta il cellulari facevano 4 cose messe in croce e adesso i cellulari di oggi ci manca poco che faccia il caffe’, e a me sembra che qui di mediocrita’ non c’e’ niente anzi pretendiamo.
    una volta il joypad della nintendo aveva il tasto a che faceva il salto e il salto b che faceva fanculo e niente di piu’.
    ora la nintendo a ha fatto un paddone compreso di touch screen (alla faccia della mediocrita’)
    a me sembra che siamo pretenziosi.
    basta solo dire che ad un mese dell’uscita del gioco senza guardarlo e gia’ c’e’ critica.

    ma parliamo di videogiochi che e’ questo il campo in cui sono piu’ curioso.
    quanto era lungo il gioco di una volta?
    quanti personaggi su schermo?
    e quanto era immenso il mondo di un gioco confronto ad ora?
    quanto tempo ci si impiega per ogni dettaglio e di definizione per fare un gioco?
    ora perfino la fogliolina verde ci deve essere che svolazza sulla tua testa.
    a me sembra che ogni mese di piu’ pretendiamo il meglio e che il gioco funzioni senza intoppi e imperfezioni.

    avete dimenticato che il mondo dei videogiochi si e’ cosi evoluta, che ogni mondo deve essere ben definito.
    noi pretendiamo di toccare con mano la foglia che ci passera’ di fianco, di sentire ogni odore del gioco da essere dentro al gioco senza sfumature.

    ultimamente sto giocando a dark soul e vi diro’, non ha tutti sti personaggi in movimento, non ha una grafica da ultima generazione ultra hd.
    eppure mi sta piacendo giocarci, questo perche’ alla fine quando un gioco piace e ti diverte non vai piu’ a guardare ogni minimo particolare, e ti vuoi godere solo il gioco magari con qualche bestemmia.

  11. Eh ma la colpa della batteria di un nuovo cellulare ad esempio, é degli utenti, che chiedono potenza hardware ed un millesimo di spessore, è ovvio che le case produttrici da qualche parte lo spazio lo andranno a prendere.
    Per quanto riguarda i giochi ha ragione farenz:
    1) fa girare i coglioni aspettare più di 3-4 anni un gioco, e lo dico io che sto aspettando dal 2012-2013 Mass Effect Andromeda.
    2)Non puoi paragonare la complessità software di un gioco di adesso con quella di un gioco di 10-20 anni fa.
    Alcune case ne fanno un’abitudine della mediocrità al dayone, vedi ubisoft, ed io sono un estimatore di AC, però non possiamo fare di tutta l’erba un fascio perché RS non si é accorta di alcuni problemi di porting di Batman su PC, che sopratutto non riguardano la totalità dei prodotti in commercio.
    É ingiusto.

  12. è un po’ come la storia della rana nell’acqua calda: se la metti in una pentola di acqua fredda e accendi il fuoco, quando la rana si accorgerà che è troppo caldo sarà tardi. Se la immergi direttamente nell’acqua calda si accorge che scotta ed esce.
    Sono abitudini negative che abbiamo acquisito piano piano, e di cui non ci accorgiamo fino a che non facciamo un paragone con molto tempo prima. non solo in ambito videoludico/tecnologico

  13. Ti sei risposto da solo… “Qualcuno sicuramente obbietterà che non c’è paragone tra un N70 e un iPhone, né tra una Ps1 e una Ps4.
    E’ vero, ci sono molti servizi in più (utili o meno non è questo il tema), e possiamo fare cose che una volta ci sognavamo…”
    Questa risposta vale per tutto ciò che hai detto prima e dopo. È ovvio che più funzioni ci sono sul telefono più si consumi la batteria. Questo non significa che non riusciranno a sistemare la batteria più in là, ma al momento la tecnologia del momento permette questo. Se vuoi ci sono ancora i cellulari che durano una settimana. Se hai l’iPhone si vede che anche tu preferisci le funzioni alla batteria.
    Lo stesso discorso vale per i giochi: più funzioni, più cose da fare, grafica sempre più realistica. Tutte cose che si riflettono su una maggior probabilità di incontrare bug. Ovviamente vale anche il fatto che si cerca di far uscire i giochi in parte il prima possibile e in parte nel periodo migliore, a volte portando all’uscita sul mercato di prodotti incompleti. Sono i rovesci della medaglia delle cose, e valgono per TUTTO. Non si tratta di abituarsi alla mediocrità, si tratta di adattarsi ai cambiamenti. Ovvio che se uno prova ad adattarsi ai cambiamenti e poi vede solo i lati negativi, pensa di essersi adeguato alla mediocrità.

  14. Non sono assolutamente d’accordo con quanto detto. Il fatto che 15 anni fa un telefono avesse una durata della batteria di 4 giorni e ora di 18 ore non significa che tale tecnologia si sia “involuta” ne tanto meno che ci siamo abituati a cose più mediocri. Quello che possiamo fare con uno smartphone ora era semplicemente impensabile all’epoca! Vorrei ricordare che molti telefoni di fine anni 90 avevano batterie che erano spesse come 4 iphone messi uno sopra l’altro e avevano un peso da far venire un’ernia…
    In un certo senso è così anche per quanto riguarda la parte videoludica… Un tempo vi erano strumenti tecnologici meno evoluti di ora ma allo stesso tempo vi erano meno variabili in gioco durante lo sviluppo e produzione di un gioco…ed era paradossalmente più facile produrre un titolo senza dover ricorrere a patch correttive..

  15. Scusate, eh… Ma sono considerazioni di un qualunquismo allucinante!

  16. Vorrei riprendere i primi commenti postati su questo articolo. Dal mio punto di vista noi che ci lamentiamo della troppa presenza di bug, glitch o problemi tecnici nei primi giorni dopo l’uscita ufficiale di un determinato titolo potremmo considerare che le case di sviluppo tendano a sfornare un po’ troppi titoli nel giro di pochissimo tempo. Questo può essere dovuto al fatto che oggi troppa gente esiga una quantità sempre maggiore di videogiochi e di conseguenza la qualità potrebbe non essere delle migliori, soprattutto considerando che la libertà data ai game designer viene a volte limitata per andare incontro alle richieste della massa. Personalmente preferirei giocare pochi titoli all’anno per potermi di godere appieno (come sto già facendo adesso con i classici dei primi anni 90 o metà anni 90) e inoltre preferirei aspettare di più l’uscita di un nuovo Assassin’s Creed, di un nuovo Halo o di un nuovo Far Cry con la speranza che una volta acquistato mi possa offrire un’esperienza quantomeno accettabile. Infine sulla storia dei cellulari sono d’accordo con Farenz poiché adesso la maggior parte delle app disponibili non le userei affatto come la bussola, il calendario o l’indice di borsa

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