L’Angolo oggetto di tesi

Chi sono io per non venire incontro ad un ragazzo che mi chiede una mano via mail?
Anzi, CI chiede una mano, in quanto anche voi, oh popolo Angolare, farete parte di questa inchiesta.

La missione è una e piuttosto semplice: dare una mano a Davide, un videogiocatore alle prese con la tesi di laurea.
L’argomento? La violenza nei videogiochi.

E’ un discorso che sull’Angolo abbiamo già affrontato più e più volte, in particolar modo quando scoppiava nel mondo dell’internet la classica bomba sulla bocca di tutti. Vi ricordate quando uscì Modern Warfare 2 e la sua tanto discussa missione facoltativa all’aeroporto? Anche qua ne parlammo molto.

Oggi però cerchiamo di assumere tutti un tono più professionale e soprattutto più generale.

Delle svariate mail che ci siamo scambiati io e Davide per inquadrare al meglio la situazione, è emersa una domanda fondamentale a cui vorrei rispondeste in numerosi:

Secondo voi sono i videogiochi violenti a determinare una prevalenza di problematiche di tipo aggressivo, o, al contrario, sia la predisposizione della persona a mettere in atto condotte aggressive e quindi a favorire l’uso dei videogiochi violenti?

Ora, partiamo da un presupposto, di cui ho già discusso con Davide.
So benissimo che fra voi – credo – non dovrebbe essere nascosto nessun serial killer, quindi mi aspetto che le vostre risposte saranno prevalentemente “io gioco a giochi violenti ma non sono una persona violenta”.

Giustissimo.

Tuttavia vi chiedo di allargare la vostra mente e di pensare “in grande”, nel senso di non pensare solamente a voi stessi e a come vi approcciate coi videogame violenti, ma più che altro pensate al discorso della violenza dei videogiochi.

Sareste pronti a scommettere sul fatto che siccome su di voi i giochi violenti non hanno conseguenze, sicuramente anche sugli altri è così?

Io non ci scommetterei nemmeno un euro.

Non ho idea di come funzioni la mente umana.
Non ho idea di come funzioni LA MIA mente in certe occasioni, non posso essere così arrogante da pensare di sapere come funzioni quella altrui.

A voi la parola.

 

 

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101 Più commentati

  1. Non so come funziona la mente umana, a me i giochi violenti piacciono ma non sono un tipo violento, ho fatto ha scazzottate diverse volte ma non perche gioco ai videogiochi

  2. i videogiochi sono violenti, ma non generano la violenza se il soggetto è in grado di capire quando è il momento di spegnere la console o quando sta iniziando a diventare una fissazione o, peggio, molto peggio, quando i rapporti con gli altri iniziano ad essere non violenti, ma mancanti in confronto a quanto lo erano precedentemente, almeno secondo me la mancanza di rapporti comporta nella maggior parte dei casi la voglia di trovare un “amico” nel gioco stesso, che quindi porta alla dipendenza e violenza o quantomeno schizzofrenia e cose varie

  3. Personalmente ho una conoscenza limitata di giochi violenti; ma penso che se un individuo è equilibrato la violenza di un videogioco non è un fattore scatenante per condotte aggressive.Il problema nasce se il soggetto ha problemi che lo portano a perdere le regole della realtà ma a quel punto non solo i videogiochi posson esser “pericolosi” infatti lo stesso discorso varrebbe per i film (ultra violenti o gli splatter),internet ecc..La mia opinione è che i videogiochi non inducano le persone ad atti violenti ma posson esser concausa di una progressiva “desensibilizzazione” alla violenza(dovuta all’associazione di violenza in elementi di svago(film e giochi) e dalla presenza costante della violenza nella cronaca ed in tv) che in persone malate può portare ad atti estremi.
    Spero di esser stata chiara ed utile.
    Baci

  4. Io credo che i videogiochi cosiddetti violenti incrementino la predisposizione naturale che ha il soggetto riguardo la violenza. Sono uno studente di psicologia ed è questo il caso di citare un argomento che mi appassiona, ovvero il dibattito tra natura e ambiente. In questo caso specifico, la natura racchiude tutte le caratteristiche del soggetto, quindi anche una naturale (se vi è) propensione alla violenza. Il terme ambiente sini riferisce al contesto in cui il soggetto vive e con cui interagisce. In questo caso il contesto è quello dei videogame. Ora, come già scritto, il soggetto potrebbe essere incentivato alla violenza tramite i videogiochi violenti, i quali favorirebbero l’emersione di suddette caratteristiche nell’ambiente virtuale. Questo potrebbe spostarsi anche alla “real life” ma quello che dico non significa che se un ragazzo ha un carattere irascibile allora se gioca a un COD esce per strada e si mette a uccidere persone. Ovviamente la persona deve avere un’instabilità di fondo per poter agire in questo modo; ognuno di noi ha un equilibrio psichico interno che può essere spostato in base a diversi fattori. Sto solo dicendo che i videogiochi violenti potrebbero spostarlo.

  5. Io trovo questa discussione imbarazzante ed è particolarmente in auge perché si associano i bambini all’arte videoludica

    Davvero è un argomento talmente inutile che chi ne tratta non può essere associato ad un videogiocatore

    Partendo dal punto che videogioco = arte interattiva, per quale oscura ragione una forma d’arte dovrebbe essere censurata non mostrando ciò che la realtà ci mostra quotidianamente? Perché la mafia la camorra non può essere oggetto di questa forma d’arte? Perché Saviano o il Capo dei cAPI sono grandi serie e se solo qualcuno osasse pubblicare un titolo maturo su Toto Riina si scatenerebbe il pandemonio? Perché Roberto Saviano non è un istigatore alla violenza?

    Perché l’arte videoludica deve rifugiarsi sempre in nani, ballerine e fantasy e non può rappresentare la storia umana? Perché The Witcher deve rifugiarsi in maghi e maghette per una rappresentazione matura cruda e reale del medioevo? Perché non esiste neanche un gioco che tratti delle guerre Napoleoniche mettendomi nei panni di un soldato della sua epoca tra bordelli morte distruzione frati assassini cristianesimo fraticida? Perché nessuno mi racconta cos’erano davvero le crociate? Perché il cinema e la lettura può darmi la realtà e il videogioco deve confinarsi all’adrenalina… Non esistono videogiochi violenti (purtroppO) esistono solo titoli che contano sull’adrenalina per divertirvi

    Perché battlefield MoH e CoD non possono raccontarmi il disastro della striscia di Gaza e le televisioni si? Perché non è violenta l’immagine di un cadavere VERO sbattuto in faccia su ogni mass media e il gioco non può farmi ragionare sulla guerra e deve confinarsi al semplice FPS? Immaginate se venisse realizzato un titolo che viva da dentro la passione di Cristo come nella pellicola di Mel Gibson. Cosa ne verrebbe fuori?
    Perché i mass media e i regimi devono cagare il cazzo alle sftware house e accusare Mas Effect di istigare all’omosessualità(Dio Santo…….). Mass effect è un tentativo di parlare dell’uomo in maniera traslata e non vi riesce cmq
    Rendiamoci conto che siamo in un mondo che censura World of Warcraft e Diablo per le ragioni che potete trovare googleggiando. Modern warfare 2 ha dovuto ritirare una mappa multiplayer per la presenza di una frase del Corano su un quadro (nulla di blasfemo)
    I videogiochi vorrebbero diventare una forma d’arte matura ma ciò non è possibile per un corto circuito che noi continuiamo ad alimentare con topic e tesine letteralmente inutili

    E io sono costretto a sparare come un mbecille, a trame letteralmente da rincoglioniti e in piu mi chiamano violento se uccido nani ed elfi

    E Tolkien si rivolta nella tomba, gli date anche del guerrafondaio

    • La conseguenza moderna è una standardizzazione dei titoli tripla A dove SEGA Actvision EA non possono ampliare il proprio pubblico agli intellettuali. Non è un’arte ancora libera

      Troviamo roba interessante solo negli indie oggi. Un tema che tanto ha affascinato il cinema come l’esorcismo non trova neanche il minimo tentativo di espressione nel mondo videoludico

      Ci dobbiamo accontatentare di mediocrità tecnica perché piccoli studi non possono garantirci lavori di alto livello. Vi consiglio ad esempiodi giocare “Lucius” (lo trovate su steam) e vi renderete conto cos’è davvero la violenza e cosa dovrebbe esserci davvero in quest’arte, non i 4 headshot dopo un 360 in volo su Bo 15

      • In conclusione vorrei, Davide, che mostrassi appunto originalità nella tua tesina, con occhi davvero aperti su ciò che davvero rappresenta il mondo videoludico. Il vero rischio di un’arte mass mediatica è quella del suo controllo e del blocco della sua libertà
        Il problema è opposto, la vera faccia della violenza
        Tratta come Medal of Honour e Call of Duty siano giochi di regime appoggiati neanche velatamente da industrie belliche e governo americano (link disponibili a gogo). Come i Russi siano sempre i protagonisti di queste trame inutili, di come la guerra possa essere presentata, come i videogiochi possano essere le nuove canzoni d’arme medievali e condizionare i giovani arruolandosi nell’esercito. Di cosa sia l’arte videoludica in Cina dove è impossibile vendere una console perché non deve esistere “una tecnologia esplicitamente realizzata a soli scopi ludici”. La corrente Iraniana dell’ “Islamic Revolution Game Designers Community”, peggio dell’istituto Luce…

  6. anche se in ritardo cerco di rendermi utile anch’io… personalmente credo sia un argomento troppo complesso per ridurlo ad un semplice “i videogiochi rendono violenti” o “le persone violente sono più portate a giocare a giochi violenti” o frasi simili, e questo a mio avviso si applica a tutti i media… voglio dire, c’è gente che si è buttata dal terrazzo dopo aver visto superman, ma non per questo è stata incolpata la dc, evidentemente la persona aveva qualche problema precedente. che la combinazione di problemi precedenti e stimoli esterni come videogiochi, film, libri, etc possa essere potenzialmente dannosa personalmente la ritengo una certezza, ma sono casi molto limitati e sicuramente non da imputare al videogioco in questione. per una persona normale (quindi mentalmente stabile, non facilmente condizionabile e non violenta per sua stessa natura) credo sia molto improbabile farsi condizionare da un videogioco tanto da diventare violenta, anzi, a mio avviso i videogiochi (ma anche film e sopratutto musica) in certi casi possono avere un effetto benefico. io ad esempio sono una persona molto tranquilla e sicuramente non violenta, ma a volte quando sale la rabbia o sono nervoso o altro per altre questioni qualche frag violento mi aiuta a scaricare la rabbia e a calmarmi. gli stessi effetti li da anche un buon pezzo metal con la giusta cattiveria, ma credo che non sia la violenza in se, ma l’adrenalina che il gioco o la musica comporta. anche prendere la moto e andare a fare 2 salti in pista mi aiuta a scaricare la rabbia, ma non è sicuramente uno sport violento…

  7. Ci sono videogiochi estremamente violenti (Gears of War, per esempio), che però fanno anche tanto ridere, perlomeno a me fanno ridere.
    Ci sono persone che imitano ed emulano qualunque cosa, o chiunque senza pensare a cause o conseguenze, e questi di solito sono anche persone che hanno disturbi seri, vere malattie.
    Quindi secondo me ci sono persone alquanto suscettibili, ma sono solo quelle persone che non potrebbero neanche guardare Dragon Ball, e che dovrebbero essere curate.

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