Leonardo è cambiato

leo

Non sapevo che titolo e soprattutto che immagine mettere come testata d’articolo, quindi vi ho trollato invitandovi a cliccare sul faccione dell’auto-proclamato capo delle tartarughe ninja, nonostante tutti preferivamo il più cazzaro Michelangelo.

Ma Leonardo non è un ninja, né tantomeno una tartaruga.
Leonardo è un discepolo che mi ha mandato una mail molto interessante di cui riporto a voi gli “highlights” in modo da lanciarvi lo stesso argomento di discussione che Leonardo ha lanciato a me alcuni giorni fa.
Dopo la mail, il mio parere.

Caro Farenz è la prima volta che ti scrivo perché sento ora la necessità di esprimere e riferire un mio pensiero sul quale vorrei farti riflettere e chiederti  un’opinione.

Premetto che sono un videogiocatore da tanto tempo, fin da quando ho ricordi. Ho 27 anni, la mia prima console fu il glorioso NES, ricevuto dai miei genitori in età infantile, e da allora è iniziata la mia carriera videoludica. Era una cosa magica giocare ai videogames su NES prima, su SNES poi. E quindi via via col passare degli anni la magia continuava.
Ti dico questo non perchè voglio tediarti sulla mia storia videoludica, ma per farti capire meglio il punto del mio discorso.
Siamo ormai alle porte del 2015, sono gia possessore di One e PS4 e l’ultima (ora penultima) generazione 360/PS3/WII si sta avviando alla conclusione. Eppure..xcc
Ho pensato e mi sono reso tristemente conto di una cosa: quest’ultima generazione mi ha lasciato poco. Poco sotto il profilo umano, non tanto quello del divertimento. Poco sotto il profilo delle emozioni, delle sensazioni.
Poco sotto il profilo della magia.
È questo il punto: una generazione meno fiabesca.
Forse sarò cresciuto io, forse non riesco più a provare alcune sensazioni.. Eppure, cazzo, ricordo ancora con entusiasmo le bellissime emozioni, i bellissimi momenti che vivevo fin quando c’erano le vecchie generazioni, quella PS2 su tutti (almeno per me).
Titoli MAGICI, titoli FIABESCHI, storie incredibili, capolavori che mi immergevano magnificamente all’interno di un mondo fantastico  e io che da sognatore diventavo protagonista delle avventure, soffrendo e gioendo per quello che succedeva dentro quello schermo che, anche se non era un 40″ FULLHD 3D come è quasi consuetudine oggi, era gia tantissimo e bastava ampiamente a farci vivere una storia epica.
Titoli come Dark Cloud/Dark Chronicle, Kingdom Hearts, ICO, God Of War, Ratchet & Clank, Jak & Dexter, Onimusha, Sly Cooper, GTA 3, Okami, Viewtiful Joe, Final Fantasy X, Timesplitters, Katamari Damacy, Devil May Cry, Fahrenheit, Splinter Cell, Tenchu, Ape Escape 2, Baldur’s Gate, Zone of the Enders, Xenosaga..
Insomma, questi sono giusto alcuni dei titoli che mi vengono in mente, ma ce ne sono tanti altri che ora non ricordo (e che dovrei andare a cercare in soffitta) che erano, come questi, titoli FANTASTICI, giochi che ti lasciavano addosso qualcosa, giochi NUOVI, brand creati dal nulla, che però mi hanno fatto passare anni e anni immerso in un mondo incantato.
Ovviamente ho preso solo giochi PS2 perchè è la generazione prima di quella che si sta concludendo, per fare un paragone tra le due.

Farenz, come ti ho detto probabilmente sarò cambiato io e non lo nego, ma in quest’ultima generazione raramente ho provato quelle emozioni, e se le ho provate era solo superficialmente.
È stata una generazione che purtroppo a mio avviso non ha voluto (o non ha potuto) bissare quella precedente; nuovi brand che non sempre sono stati all’altezza, altri che sono invece più “riusciti” ma ci hanno marciato sopra fino allo sfinimento (Dead Space, Gears, Uncharted) tant’è che sono veramente venuti a noia, l’abbandono di un certo tipo di giochi a favore di altri, quasi sempre FPS (che siano maledetti), l’uso SMODATO dello speculamento delle vecchie IP (Devil May Cry, Gran Turismo, God Of War, Call Of Duty i primi che mi vengono in mente).
Insomma, una serie di fattori più o meno gravi e più o meno condivisibile che, per quanto mi riguarda, hanno minato tutta la generazione e non le hanno permesso di renderla FIABESCA come le precedenti.
Per carità, non voglio dire non ci siano stati titoli belli o capolavori in questa gen, anzi; ma non mi hanno lasciato quasi mai quella ventata di fantasia che permeava i vecchi videogames. Pochi giochi, come ad esempio Journey, Enslaved, Super Mario Galaxy, Zelda, Limbo, Heavy Rain, Majin and the Forsaken Kingdom mi hanno in parte ricordato quelle sensazioni. Eppure, sono state eccezioni, giochi più unici che rari nel panorama videoludico, e peraltro neanche troppo venduti, segno che ormai si preferisce un COD qualsiasi a giochi come questi, e le Software House hanno capito che per attirare le masse (e quindi vendere) non bisogna rischiare di fare giochi nuovi o giochi belli, ma giochi popolari.
E a noi cosa rimane? Rimane comunque la soddisfazione di giocare a bei giochi, con una buona trama, una grafica pazzesca, un gameplay soddisfacente, ma che non lasciano più spazio all’immaginazione, non fanno più volare la mente. Quindi in sostanza, una generazione meno fiabesca.
Una volta i videogiochi erano dei giovani, per i giovani. Al giorno d’oggi, è per grandi ed è da grandi giocare ai videogiochi. Perchè saltare su un funghetto non è più “figo” quanto uccidere uno zombi nazista. Che tristezza.

Ti mando un forte abbraccio e mi raccomando continua così, te che come me hai vissuto un epoca fatta di sogni..
E ora forse, caro Farenz, non è più un mondo per i sognatori.
Leonardo

Come già risposto a Leonardo, credo che tutta la sua mail possa essere riassunta in quattro parole che lui stesso ha scritto.

Forse sarò cresciuto io.

Sì. Sarà cresciuto lui.
Saremo cresciuti tutti.
Ho voluto sottoporvi questa mail perché mi ritrovo molto nelle parole di Leonardo.
Anche io, esattamente come lui, non nascondo che la scorsa generazione è stata dal punto emotivo meno stimolante rispetto al passato. Lui parla di giochi fiabeschi, io di giochi che più in generale mi sapessero emozionare.
A ciò però mi sono dato un’amara spiegazione, che è poi la stessa che ho dato a Leonardo.

Sì, siamo cresciuti.
Il nostro modo di ragionare e di vivere è diventato forse più cinico, forse più maturo. C’est la vie.
E forse non sono i videogiochi a saper “emozionare meno” rispetto ad alcuni anni fa, ma siamo proprio noi che con gli anni abbiamo forgiato un carapace in grado di arginare la nostra psiche dalle emozioni più naturali che un essere umano può provare.
Sia in senso positivo (sentimenti, amore, bisogno di coccole gaie) sia le sensazioni più rudi (rabbia, odio, dolore).

Oppure no.
Crescendo siamo cambiati noi ma al tempo stesso è cambiata la tipologia di sensazioni in grado di colpirci, in grado di penetrare il guscio che ci siamo creati attorno. Prima il mio (forse il nostro) immaginario veniva coinvolto maggiormente in situazioni più indirizzate al fantasy, alle magie, ai boschi, ai regni fatati.
Oggi, nonostante continui ad apprezzare giochi con quegli elementi, rimango molto più affascinato dal rapporto tra Lee e Clem o tra il pluri-citato Ethan ed il suo unico figlio rimasto.

Voi siete ancora in grado di farvi emozionare?
E se sì, nella stessa maniera di alcuni anni fa?

farenz

 

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  1. hahahahaha scusate mi sembra di sentire le discussioni dei miei amici quando parliamo anche dei cartoni animati dove si dice che non ci sono piu’ i ken shiro e i daitan 3 di una volta… premetto che ho 37 anni e diciamo che una volta quando il televisore era in bianco e’ nero tutto era fantastico poi e’ arrivato il televisore a colori tutto figo adesso ormai siamo al 3d i tempi cambiano la tecnologia pure… e sinceramente parlando dopo aver giocato giochi tipo bioshock non mi sento di dire che questa new generation fa meno giochi belli… come gameplay non c’e’ piu’ il fottuto mouse alla monkey Island che mi faceva girare a dir poco i coglioni, oppure quei caricamenti che duravano ore… e se poi parliamo che prima se c’erano 4 personaggi su schermo era gia’ troppo se no scattava…
    pero’ una cosa lo devo dire le trame nei giochi che c’erano una volta non ci sono più sicuramente final fantasy 7 per me rimmarra sempre una leggenda… ma non mi dite che di ff7 vi piaceva combattere a turni alla lunga mi rompeva le palle
    se poi parliamo dei giochi alla super mario la nintendo ne rifila uno ogni mese se non di piu’… pero’ ci sono state lamentele se si metteva in 3D… diciamo di dire a tutti che i tempi son cambiati, latv in bianco e nero e’ morta ed e’ ora di ospitare la nuova tecnologia… magari si inventando qualcosa di fantasioso perché no.

  2. assolutamente no. e questo articolo va ad agganciarsi al vecchio “conservatori, fatevi avanti!” di un pò di tempo fà. saremo cresciuti, ok, ma i videogiochi di prima erano davvero belli, e sopratutto, erano davvero videogiochi!! oggi è solo grafica con effetti particellari coi controcazzi. bella roba, grazie mille casualoni del cazzo. cito un altro youtuber: “mi ricordo che quando giocavo io la parola “casual” era usata per indicare dei tipi di vestiti.

  3. Secondo me entrambe le motivazioni giocano un ruolo in questo caso… è come un vecchio film d’infanzia o un cartone o una canzone; a chi ogni tanto non è capitato di rivivere vecchi ricordi e vecchie emozioni?

    Crescendo i gusti cambiano e sicuramente le cose che ci colpiscono sono diverse rispetto alla giovanissima età, cerchiamo qualcosa di più impegnativo e che ci possa “scuotere” emotivamente… ma nello stesso tempo il mercato videoludico ha cambiato faccia o per meglio dire ne ha cancellata una in particolare: “l’avventura”. La tipica “esperienza” videoludica a perso risalto e quel “vivere” il gioco è passato in secondo piano per molte software house. Oggi spesso si osservano prodotti dedicati al semplice divertimento hobbistico, ovvero finalizzati per essere un passatempo più che a regalare un storia che coinvolga in toto il giocatore (oltre a divertire ovviamente).
    Storie un tempo degne di un romanzo ora sarebbero impensabili (tranne in pochi casi). Ma stranamente proprio quei pochi casi hanno avuto maggior riscontro positivo dal pubblico.
    Ciò cosa indica? Che volendo, le occasioni per emozionare e coinvolgere il giocatore, si possono ancora creare… tutto sta a metterci un po’ di impegno, ma soprattutto passione.
    E datemi pure del pazzo ma secondo me le creazioni attuali sono sviluppate con meno “cuore” rispetto alle generazioni precedenti, e nel risultato finale questo finisce per pesare sull’impatto con il pubblico (o almeno con una fetta di pubblico, la nostra).

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