L’età giusta

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Oggi vorrei parlare con voi di un argomento nato da una discussione che ho avuto alcuni giorni fa con un utente, Matteo, dopo un rapido scambio di mail.

Il tutto potrebbe essere riassunto in un banale “esiste un’età giusta per giocare?”, ma rischieremmo di finire in commenti tanto superificiali quanto inutili.

Tutto nasce proprio dalla mail che mi ha mandato Matteo, piuttosto insolita a dir la verità, in cui in buona sostanza ringraziava il cielo per aver giocato Heavy Rain su PS4, grazie alla collection rimasterizzata che include anche Beyond.

Ad una prima occhiata ciò potrebbe puzzare enormemente Nutella… Anzi, so benissimo che in moli fra voi avranno pensato “ecco uno che gode per aver giocato una versione solamente più bella graficamente”.

Ma non è così.

Matteo mi ha scritto nella mail di essere stato contento di aver dovuto aspettare 6 anni dal dayone del gioco su PS3, perchè avendolo giocato a 21 anni e non a 15 ha saputo apprezzarne maggiormente diverse sfumature, diverse caratteristiche e soprattutto tante sfaccettature dei protagonisti che sicuramente anni prima non solo non avrebbe notato, ma che nel complesso magari l’avrebbero annoiato facendogli abbandonare il titolo con il classico -3ma che cazzo di gioco di merda è questo?”

E qua torniamo al discorso della maturità e di come certi giochi non possano secondo me essere apprezzati al 100% dai più giovani.

Certo, non voglio dire che i giovani siano per forza più stupidi………………. Ma la scena del centro commerciale in Heavy Rain mi trasmette tuttora angoscia, nonostante siano passati 6 anni e mezzo da quando la vidi per la prima (ed ultima) volta e nonostante nel frattempo non abbia sfornato figli.

Stesso discorso per la prima stagione di The Walking Dead di Telltale.

Anche io nel video in cui ne parlai dissi chiaramente che alcune tematiche ed alcuni bivi morali intrapresi nell’avventura sono stati intrapresi proprio per la mia facilissima immedesimazione in Lee, cosa che probabilmente se avessi avuto 15 anni non sarebbe avvenuta. Non a quei livelli sicuramente.

E voi?

Avete esempi di giochi che avete giocato “tardi” rispetto al loro dayone ufficiale, ma in cui questo ritardo probabilmente vi ha fatto apprezzare maggiormente il titolo?

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Prova a cercare ancora!

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33 Più commentati

  1. Certo, negli ultimi due anni sto giocando i vari MGS, credo che se lo avessi giocato da bambino (all’uscita impossibile avevo 5 anni più o meno) non avrei colto la profondità di certi personaggi e di certe tematiche che ha toccato il buon Kojima

  2. Si infatti… prova a rigiocare a quella scena o all’incipit di The last of Us dopo aver figliato…

    Prova a rivedere interstellar dopo aver figliato…

    Ci sono emozioni che non si possono capire. come io non capii l’ultimo bacio quando lo vidi da adolescente al cinema. (almeno credo fosse l’ultimo bacio… quello che parla dei 30-35enni in crisi).

  3. Edoardo - Super Birillo

    Sicuramente è vero. Tipo giochi come le avventure grafiche come MYST sono per gente non solo MATURA ma pure INTELLIGENTE. I bimbi minkia vogliono solo trovare il mostriciattolo o sparare “sborra” come direbbe FREUD , sui nemici.
    Ogni età ha i suoi giusti, ed io aggiungo … ANCHE OGNI INTELLIGENZA ! ;)

  4. A me capitato il contrario, avendo giocato tardi giochi come Dragon Age: Origins; il gioco sul fronte trama è messo abbastanza bene, ció che forse è più problematico è il sistema di combattimento e di interazione con il mondo circostante, ormai troppo vecchio.

  5. Un gioco che non avrei apprezzato così tanto in tenera età è certamente Valiant Hearts. Non avrei avuto nè le conoscenze storiche nè la pazienza per leggere i vari approfondimenti.

    PS. riflessione: Le nuove generazioni giocano ai giochi “di guerra” (Cod, Battlefield ecc.) senza particolari remore, se per assurdo mio nonno avesse potuto giocarli sono sicura che si sarebbe rifiutato categoricamente. Mi ricordo che mi raccontava che dal suo ritorno al fronte non riusciva nemmeno più a guardare i film d’azione ambientati in trincea. I miei genitori non sono abbastanza vecchi per aver vissuto la guerra ma tutte le volte che mi hanno visto giocare a CoD erano estremamente turbati dal fatto che un gioco fosse ambientato durante una guerra realmente accaduta, ambientato nel mondo reale. Secondo voi è meglio essersi distaccati dalla realtà? Quando sarà possibile ambientare un CoD in una delle guerre attuali senza risultare dei mostri? Perché molti si scandalizzerebbero quando invece possono essere stati gli stessi ad aver giocato a World at War?

    • “Quando sarà possibile ambientare un CoD in una delle guerre attuali senza risultare dei mostri?”
      Quando ne sarà possibile fare un film: io non ci vedo differenza…
      Si potrebbe obiettare sul fatto che il gioco ti “schiera” dalla parte di una delle due fazioni, ma può benissimo farlo indirettamente anche il film.
      Ovvio che chi ha vissuto il fatto in prima persona potrebbe essere disturbato da entrambi, mentre chi non l’ha vissuta potrebbe imparare da entrambi…sempre ammesso che il film o il gioco siano fatti bene…

      • Ci sono già film ambientati nelle guerre più recenti. Non mi ricordo quale gioco tempo fa fu tolto dal commercio perché uno stato lo riteneva offensivo per la propria popolazione e comunque era ambientato parecchi anni prima di adesso.
        In cod non ci provano nemmeno a far risultare pari gli schieramenti xD ma dagli americani non me lo sarei mai aspettata!

    • Completamente d’accordo.
      Ho fatto una riflessione simile quando mi sono reso conto che Valiant Hearts mi ha colpito tanto che non riuscirei a giocare a Battlefield 1, pur non avendo problemi ad ammazzare gente in un qualsiasi seconda guerra mondiale. Il fatto di doversi schierare da una parte o dall’altra sapendo che non c’era una parte buona e una parte cattiva, che quelli dall’altra parte erano innocenti come te, credo ci faccia tirare fuori quei limiti che avremmo nella vita vera, che invece non avremmo in un caso di cui semplicemente non conosciamo la storia, o la conosciamo solo dalla parte dei “grandi”.
      Sulle guerre attuali, credo che si possa fare come ci si può fare un film o scrivere un libro, in teoria. La differenza sta nel fatto che in un film o in un libro è più facile esprimere un giudizio mediato, in cui non ci sono Buoni e Cattivi e in cui non si inciti alla violenza nei confronti dell’altra fazione, mentre in un FPS fare una cosa del genere sarebbe molto, molto più complesso, perché l’obiettivo in questi giochi è divertirsi uccidendo la gente, ed è una cosa che semplicemente non va d’accordo con l’immedesimazione. Quindi il risultato sarebbe molto probabilmente un gioco che dipinge “il nemico” come il male assoluto, che sia l’iracheno nel 2002 o il serbo nel 1992, ma un gioco del genere non verrebbe mai prodotto, perché troppa gente non lo comprerebbe per ragioni politiche/personali, e nessuno ci investirebbe.

  6. Sinceramente non saprei, la vedo più che altro una questione che riguarda i ventenni di oggi, ma avendo io superato i 30, e avendo percorso più o meno tutte le ere videoludiche, quando determinate tematiche sono approdate nel mondo dei videogiochi, ero abbastanza grande per sentirle ed empatizzarle, o magari è semplicemente capitato di giocare determinati giochi nel momento giusto.

  7. I Bioshock. L’intera saga tratta temi abbastanza adulti e sono sicuro che se avessi provato a giocare il primo capitolo quando uscì, avendo 14 anni, sono certo che non lo avrei apprezzato molto. Anzi, considerato la scarsità del fattore fps, forse l’avrei bollato come gioco noioso. Sono felice di averlo giocato quest’anno per la prima volta.

  8. Il videogioco é un medium costruito spesso in modo da avere vari livelli di lettura proprio per essere giocabile in diverse fasce d’età, quindi più che età giusta per giocare parlerei di rigiocabilità del titolo negli anni in modo da poterlo riscoprire

    • condivido. E aggiungo anche vari livelli di approfondimento di un gioco: uno stesso gioco può essere giocato in modo più o meno approfondito. Uno può giocare un picchiaduro da semplice amante del genere oppure in modo competitivo; oppure un gioco di ruolo può essere giocato facendo solo la trama (scemo xD) oppure con tutte le quest o solo parte di esse; oppure un gioco qualunque può essere affrontato solo in determinate modalità e non cagare di striscio altre.

      E questa differenza di livelli di approfondimento di un gioco si lega anche alla differenza di età: un giocatore giovane probabilmente si limiterà ad affrontare superficialmente un gioco (es. un platform semplicemente completando i livelli), mentre uno più esperto e/o maturo lo farà in maniera più approfondita (trovando tutti i collezionabili per esempio).

  9. Io invece ti faccio l’esempio opposto:final fantasy VIII, lo giocai quando avevo bo.. 6 7 anni più o meno(è stato il mio primo videogioco) e mi appassionò un casino per la trama ed i personaggi, tuttavia rigiocato verso l’età dei 16 anni iniziai a capire quanto quegli elementi che mi avevano appassionato da piccolo, di cui conservavo un ricordo stupendo, fossero banali e soprattutto omosessuali. Oggi ho quasi 20 anni e nonostante a livello nostalgico continui ad amare ff VIII non posso non ammettere che se l’avessi giocato oggi l’avrei abbandonato non appena squall avesse aperto bocca.

  10. Mi è capitato molto raramente a dire la verità, ma la risposta non è banale anzi.
    L’esempio più lampante nel mio caso è Final Fantasy 8, preso per Playstation ero strafelice, il primo final fantasy tradotto in italiano, ma man mano che passavano le ore mi annoiavo a morte tanto da abbandonarlo ad un certo punto.
    L’ho riscaricato per playstation 3 se non ricordo male 3-4 anni fà, dire che l’ho amato alla follia è dire poco, concordo con alcuni commenti sopra il mio, per apprezzare determinati giochi ci vuole una certa età e una certa predisposizione, un altro esempio questo molto recente è stato beyond 2 anime, non lo finii per play 3 per poi prenderlo in digitale sulla 4 e naturalmente rivalutato da me alla grande (non bello quanto heavy rain ma quasi….) lo stesso deus ex mankind divided, che sto giocando ora, mi sta piacendo un casino, mentre il predecessore non lo apprezzai per nulla, cosa che non succederebbe oggi.

  11. Stessa cosa che penso io sulla serie di GTA, i primi capitoli li giocai a neanche 10 anni e il risultato fu un free-roaming ignorantissimo (con i trucchi) senza seguire minimamente la trama. Ricordo che tra gli amici delle elementari GTA era conosciuto come “il gioco in cui vai in giro a fare quello che vuoi”. GTA 5 invece l’ho vissuto da 18enne e me lo sono goduto con calma, stando attento alla storia e immedesimandomi con i personaggi, senza quasi calcolare la componente free-roaming. Se potessi riprenderei in mano i capitoli più vecchi per giocarmeli seriamente.

    • Guarda, pur concordando, per quanto riguarda GTA 5 secondo me, il fatto è che pur presentando più possibilità e libertà rispetto ai predecessori, ha una trama talmente ben fatta da non invigliare troppo al cazzeggio e risultare paradossalmente meno dispersivo dei precedenti.

    • ….e scopriresti che la trama era inesistente e che quei giochi erano pensati per essere giocati solo con i trucchi o quasi.
      GTAIV è il primo capitolo che ha deciso che c’era bisogno di un briciolo di logica nel mondo di gioco, e comunque la trama era molto meno definita e curata che nel 5… se ti sei perso la trama di Vice City o San Andreas non ti sei perso nulla.
      Ah, tra l’altro San Andreas, 4 e 5 li ho giocati nel giro di un anno e mezzo, quindi li ho bene in mente uno in fila all’altro e davvero, San Andreas non era fatto per essere giocato senza trucchi.

    • Quoto tutti e tre su tutta la linea.

  12. ICO & Shadow of the Colossus. Li ho giocati solo l’anno scorso (al mio 21esimo anno d’età) nonostante abbia acquistato la collection in HD per PS3 pochi giorni dopo la sua uscita (2011). Ho sempre rimandato perchè sapevo che avrei trovato davanti a me un gioco che aveva molto di più da dire di quello che mostrava e anni prima non avrei saputo coglierne la profondità, il messaggio e l’arte. Perchè lo comprai allora? Perchè mi attirò il gameplay e l’alone di mistero che aleggiava attorno al titolo. Poi arrivarono altri giochi subito dopo che decisi di anteporre a questa collection. Devo ammettere che è stato solo un bene aver ritardato perchè subito dopo l’end game ho avuto una voglia incredibile di informarmi su qualunque segreto riguardante i titoli, una ricerca che mi ha arricchito ed ispirato, cosa che a 16 anni non avrei fatto di certo. Buona giornata a tutti!

  13. Beh, sicuramente Another World, giocato l’anno scorso e che pensoro che se giocato all’uscita non avrei apprezzato, sopratutto perchè sono nato 4 anni dopo di essa, ma seriamente direi Bioshock, giocato 5 anni dopo la sua uscita, che sono sicuro di aver apprezzato di più a 17 anni di quanto avrei potuto a 12

  14. Come è già stato ricordato, senza dubbio Valiants Hearts.
    “Gioco” (tra virgolette non perché non lo sia, ma perché non è solo un gioco) davvero meraviglioso e potente, che però dieci anni fa (oddio quanto mi fa paura la leggerezza con cui ho iniziato a usare questa espressione… terribile arrivare a 25) non l’avrei mai compreso. Magari ne avrei anche apprezzato il gameplay, però non mi sarebbe mai neanche lontanamente passato per la testa di andarmi a leggere tutti i documenti che si trovano durante il gioco e di immedesimarmi coì tanto in quei poveracci che sotto la guerra ci sono stati.
    Altri? Non so, certo Beyond, HR, LiS e le serie Telltale non le avrei apprezzate altrettanto da ragazzino, ma quello mi pare scontato, è una questione di target.

  15. Mi è capitato con Metal Gear Solid. All’epoca avevo 8 anni e mi sarebbe piaciuto solo riguardo al gameplay, conoscendomi se l’avessi giocato all’epoca, avrei schippato tutti i filmati. Quindi sono felice di averli giocati tutti a 23 anni, capendo che gran trama c’era dentro.

  16. Parlando di giochi gia usciti da un pezzo “vissuti meglio” grazie all’età, per il gameplay direi tutti gli Half Life (ho giocato e forse finito l’1 da bambino a difficoltà facile ma non l’ho assimilato per nulla). Per la trama e l’ambientazione direi invece Bioshock 1 e i Fallout. Forse forse aggiungerei qualche citazione nei Monkey Island che non potevo cogliere da giovincello. Poi basta. D’altro canto, non sono uno che fa molto retrogaming…
    … E comunque, certi messaggi, specie quelli che vanno carpiti col “cuore” e non con la razionalità, sono ben a portata di tutti da una certa età in su, IMHO. Voglio dire, se prendo come esempio il pluricitato Valiant Hearts, onestamente credo che averlo giocato da quando avevo 12-13 anni in poi non sarebbe stato tanto diverso da ora. Il contesto non è particolarmente sconosciuto, e i feelz non necessitano di un intelletto superiore per essere apprezzati. Anzi, chissà, magari da più giovane in quanto più sensibile e meno rivestito di cinismo l’avrei apprezzato anche di più, in una maniera differente, ma di più. È una questione difficile da dibattere in effetti.

  17. Final Fantasy XII con la sua trama fantapolitica me lo sono spolpato da ragazzino. Lo ricordo con molta nostalgia e me lo vorrei giocare adesso con la remastered per apprezzarne la trama, la quale non mi prese particolarmente ai tempi. Forse troppo complessa e frammentaria, boh non ricordo appunto.

    • Altro esempio perfetto, già citato è la Metal Gear Saga. Io l’ho giocata interamente e per la prima volta soltanto in questo 2016, in ordine cronologico di trama tra l’altro, per non perdermi niente. Ecco ce lo vedo male un ragazzino che riesce a giocarli tutti (è vero che ci sono le collection ma sono distribuiti tra MSX, PS1, PS2, PS3, PS4, PSP) o a capirci qualcosa giocandone alcuni ai tempi, dati i buchi di trama che ci sono se non si affronta in modo rigoroso. Il singolo capitolo lo avrebbe potuto apprezzare lo stesso ma difficilmente lo stesso si può dire per l’interezza della saga. Avendola affrontata in questo modo, MGS4 mi ha letteralmente procurato erezioni continue e violente durante tutta la sua durata. Incredibile…

  18. Non ho nulla da dire riguardo alla questione perchè non mi è capitato mai di pensare “E se quel gioco X lo giocassi ora, cambierebbe qualcosa? Lo vedrei diversamente?”

    Però riguardo alla mail iniziale di Matteo vorrei dire che non c’è nulla di male ad essere felici di aver giocato un gioco remastered perchè era più bello da vedere (magari non è il caso di Heavy Rain perchè graficamente era un signor gioco anche su Ps3 eh)

    Uno può lamentarsi quanto vuole ma anche l’occhio vuole la sua parte. Non mi venite a dire che se comprate un videogioco oggi e ha l’aspetto di qualcosa vecchio di 3-4 anni non vi girano i coglioni (specialmente se il resto del gioco è curato magari)

  19. Ma sono io o ho un dejà vu, mi sembra che un articolo simile venne già fatto. Già ci eravamo chiesti com’è a 30 anni rivedere certi giochi del passato.

  20. Più che in questo mi rivedo enormemente nel discorso opposto, ovvero: sicuramente questo gioco mi sarebbe piaciuto il doppio da piccolo. Perchè personalmente da piccino mi entusiasmavo moltissimo un po per tutto, mentre oggi non esulto più per niente, un po perchè ho visto un po tutto (a livello tecnologico/videoludico) e un po perchè è la mia indole, ovvero una caratteristica che ho (purtroppo) sviluppato crescendo.

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