L’importanza dei vostri weekend

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“E sta per finire un altro weekend.
Se ne va coi gol in tele il weekend…
… così poi aspetteremo il weekend… 
… convinti che sarà il più bello dei weekend”

Così Max Pezzali ed un sempre più salterino Mauro Repetto cantavano (e saltavano) nel lontano 1993, canzone le cui note iniziali riescono ad infonderti un pathos inenarrabile.
Mai penseresti che su tale motivo musicale qualcuno potrebbe parlare di pasta al brodo, minestrone ed affettato.
Questo è Max Pezzali.
Questo ERA Max Pezzali.

Perché ora ci dobbiamo accontentare di “Grazie a Dio è venerdì e grazie a Dio sei qui“.
Ennesima sbrodolata in cui Max ringrazia Dio per l’invenzione della figa.

Ma indipendentemente che si tratti di Weekend del 1993 o di È venerdì di “soli” 22 anni dopo, stiamo pur sempre parlando di fine settimana, il momento della nostra vita in cui ci autoilludiamo di poter “non fare un cazzo”.

Ma non solo Pezzali e Repetto amavano parlarci del weekend.
Ne ho parlato abbondantemente via mail con Stefano, un ragazzo che mi ha mandato una mail piuttosto lunga e che vi condenserò, perché l’argomento secondo me merita parecchio.

“Caro Farenz, sono Stefano e ho 24 anni, di cui 16-17 di onorata carriera videoludica.
Io cominciai la mia vita da videogiocatore con il glorioso SNES, una perla di cui ho messo il joypad fieramente in bacheca. Non voglio annoiarti con la storia della mia vita, ma per farti capire meglio le mie riflessioni.
Negli anni il mondo cambia, noi cambiamo, i videogiochi cambiano….ecco questo forse non mi sta bene. Ricordo un bellissimo articolo titolato “Leonardo è cambiato“, quell’articolo mi ha fatto riflettere molto. Sì, anche io sono cambiato. Nell’emozionarmi di meno o giocare ad avventure meno esaltanti, nell’averne le palle piene di politche DLC delle SH, nel portare a casa giochi non più “completi” ma pieni di aggiornamenti, patch e via dicendo, nel constatare che ha un peso sempre maggiore il multiplayer e meno la storia, l’avventura, la trama che ti fa stare le notti ripetendoti altri 5 minuti che poi diventano 5 ore.
Ecco cosa più per me è cambiato: il tempo.
Faccio un passo indietro per spiegarmi meglio.
Oggi vado a prendere finalmente l’XBOX ONE (bundle con The Witcher 3 incluso), ma non mi sento emozionato come lo ero all’arrivo in casa della precendete gen, questo perché so che non avrò tempo come lo avevo anni fa. Non do la colpa a lavoro o altri impegni, quando hai una passione si trova sempre il tempo, spesso rinunciando anche ad altro.
Il mio problema è un altro: quanto tempo mi serve per godermi un gioco?
Come devo utilizzarlo questo tempo?
Stasera quando porterò nel mio salotto il nuovo mattone firmato Microsoft so che dedicherò ore per aggiornamenti e regolazioni varie, così so già che non giocherò perché lo farò domani, con più calma e tempo. Questo ragionamento se all’inizio mi sembrava banale ora si fa via via più preoccupante per me. Spesso mi ritrovo a rimandare ai weekend il dedicarmi alla mia passione, questo perché so che durante la settimana non mi esalta poter giocare 2 ore e andare a letto.
Il weekend è il mio momento di pace, la mia Shangri-La, il mio “non rompetemi le palle, non esisto per nessuno”.
Solo così mi diverto e mi rilasso come una volta, giocando tante ore svaccato sulla poltrona estraniato dal mondo esterno, fiero di chi sono realmente perché un videogiocatore non vive una sola vita, ma 100 (frase ad effetto, ma cazzo se è vero!). Non sono in grado di godermi un titolo come The Witcher 3 una manciata di ore al giorno, come in passato pure erano stati i vari Skyrim, Red Dead Redemption, Far Cry, Mass Effect e via dicendo..ma anche giochi meno “impegnati” dal punto di vista temporale come Dishonored, i Gears of War, i Dead Space. Quello che odio è non sentire quella spinta emotiva che non mi fa staccare dal joypad, questo perché ogni giorno devo interrompere.
Per giudicare se un videogioco è ottimo o addirittura eccellente o anche una merda sono sempre partito da un valore: quanto la storia mi ha emozionato? Quanto mi sono sentito coinvolto? Bè ultimamente quasi mai, Bioshock Infinite è stato uno dei pochi che mi ha lasciato alla fine con la mascella a terra, sia per la storia che per il senso di fine del cerchio aperto dal primo capolavoro di capitolo, ma sopratutto perché l’ho giocato tutti i giorni di fila quanto volevo e come volevo, perché avevo tempo.
Per non dilungarmi troppo quindi ti chiedo caro Farenz: “pure tu ti ritrovi a dovere rinunciare alla tua Shangri-La per godertela appieno nel momento giusto? Se sì, hai le mie stesse motivazioni?” 

E rimbalzo ovviamente la questione a voi.
Per come la vedo io, cioè secondo la mia situazione personale, condivido in pieno alcuni… anzi, la maggior parte dei pensieri esposti da Stefano. Anche io ripensandoci mi sono reso conto che l’arrivo a casa di Wii U, One e Ps4 (in ordine) non ha corrisposto allo stesso fervore delle relative 3 console precedenti.
Nel mio caso però non si è trattato di una disillusione del mondo videoludico generale, ma forse di una maggior maturità nel comprendere che la mia vita è sempre più figlia di compromessi, soprattutto con quel dannato fattore già citato da Stefano. Il tempo.
Più passano gli anni, più il tempo diminuisce, lo sappiamo tutti.
Metterei la firma per trovarmi nella situazione di Stefano, in cui si può permettere di dire “non mi va di giocare al gioco X perché non mi basterebbero le 2 ore al giorno da poterci dedicare”. Sticazzi.
Sposati, poi ne riparliamo.

E quindi sì, il weekend anche per me è il mio paradiso.
Specialmente il sabato mattina (momento in cui sto scrivendo questo articolo), in cui mia moglie lavora e anche io mi alzo ad un quarto alle 7, solo per poter nerdare come un matto.
Poi però ci sono gli articoli, i video, le birrette… e non ho più tempo per giocare.

Per colpa vostra.
Stronzi.

farenz2

 

 

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45 Più commentati

  1. Io sono in una situazione piuttosto simile,lavoro 8 ore al giorno se va bene,tra palestra e vita sociale il tempo per giocare si è ridotto drasticamente,prima giocavo intense sessioni,ora la sera prima (raramente) e dopo mangiato se non devo uscire,ecco che un gioco come far cry 4 me lo sono portato dietro per oltre un mese,facendo la storia principale,e la maggioranza delle secondarie rilevati,quelle non ripetitive diciamo,ormai millare un gioco mi risulta praticamente impossibile.
    Detto questo gioco molti giochi durante un anno,questo perché appunto mi ritaglio molto tempo nel weekend se possibile,purtroppo se vuoi giocare sempre giochi nuovi devi avere i soldi,e quindi lavorare(a meno che non paghino i genitori) e lavorare costa tempo,è il cane che si morde la coda,bisogna abituarcisi e conviverci,magari programmando le sessioni in modo da ottimizzare il tempo

  2. Il mio problema è un altro: quanto tempo mi serve per godermi un gioco?
    Personalmente trovo che sia la domanda sbagliata da porsi.
    La premessa dietro questa domanda è la mancata realizzazione che probabilmente non hai più il tempo di stare ‘sulla cresta dell’onda’ e che quindi al posto di giocarti tutto quello che esce, magari rovinandoti dei titoli per la fretta di rimanere indietro, converrebbe maggiormente scremare, tenendo conto che il principale obbiettivo è l’intrattenimento, non necessariamente il volere (o sentirsi in dovere) di giocare tutto lo scibile.
    La soluzione? Volenti o nolenti, scremare.

  3. Attendo il sabato pomeriggio, giusto tra l’una e le quattro per poter giocare… e qualche ora la domenica anche se rischio di addormentarmi… per il resto mi concedo l’oretta alla sera prima di nanna o dopo cena… anche a me mancano i tempi del cazzeggio ma se si vuole avere una vita…

  4. La soluzione è molto semplice mio carissimo uomo farinaceo ovvero se si è davvero dediti alla divina arte del videogioco non bisogna sposarsi , non bisogna procreare e non bisogna perdere tempo a lavorare e a farsi una vita sociale.
    Io ho 40 anni suonati e ho giocato tutto quello che meritava di essere giocato su qualsiasi piattaforma dall’atari 2600 in poi.Tutt’ora gioco dalle 4 alle 6 ore giornaliere ed ecco come ci riesco:
    1-Non convivo,non mi sposo e non faccio figli.Trombo con belle gnocche assortite ma alla sera ognuno a casa sua.
    2-Non lavoro e grazie a renzi e compagnia bella sono disoccupato percio’ posso giocare quanto voglio.Che culo!?!?!Videogiocatori del mondo imbarcatevi per lampedusa e venite in italia dove avrete un sacco di tempo per giocare!
    Semplice no!!??
    Adesso non ti resta che divorziare e smettere di lavorare e vedrai quanto tempo avrai per giocare!
    Minkiate a parte ,purtroppo con l’eta’ adulta(ma solo fisica perche’ di cervello non abbiamo neanche 20 anni!) il tempo libero va dosato al millesimo anche per riuscire ad andare di corpo e figuriamoci per giocare.
    Io pero’ a chi mi dice che non ha tempo di uscire,di giocare o di trombare dico sempre una famosa frase di okoto pokoto che era un cinese che mangiava molto e lavorava poco:
    IO PERSONALMENTE CREDO CHE SE VERAMENTE DESIDERIAMO FARE UNA COSA IL TEMPO LO SI TROVA SEMPRE ALTRIMENTI SIGNIFICA CHE NON SIAMO REALMENTE INTERESSATI A FARLA.
    Quindi basta con tutte queste lagne da polentone-farinaceo e accontentati del fatto di riuscire comunque a giocare anche se solo poche ore alla settimana e nei week end perche’ il vero appassionato bimbo minkione come noi riesci a divertirsi anche con sessioni brevi perche’ in fin dei conti si tratta solo di scegliere i giochi giusti e sopratutto la moglie giusta.
    E per favore smettila di ascoltare gli 883 che ormai sono diventati una lagna peggio del lacrima-cocktail masini+pausini.
    Fatti una bella cura di kiss e poi mi dirai!!!
    Ciao e complimenti per questo abominevole sitaccio pirata.

  5. Requiescat_In_Raviolo

    È proprio vero che il tempo, più si va avanti nella vita, più si restringe nel fare quelle cose che non sono strettamente necessarie per il proprio sostentamento! E non parlo solo di videogiochi, ma anche di andare al cinema, a qualche spettacolo, giocarsi una partita a tennis, come anche prendersi un paio d’ore per fruire di un disco, puntate di serie TV su DVD,ecc….
    Nel mio caso mi sono reso conto che per tenere il passo ho dovuto fare a meno di un qualcosa che mi apparteneva dalla più tenera età, cioè la televisione.
    Prima senza farci caso, poi con piena coscienza, la televisione non occupa più credo neanche mezzora del mio tempo alla settimana. Si, il medium televisivo per me ha perso interesse nei confronti di tutto il resto , e non me ne dispaccio!
    Certo esiste YouTube come mezzo di fruizione video, ma ciò che offre e come lo offre mi attira molto di più.
    Per i videogiochi ho quindi anche serate libere durante la settimana lavorativa, poi certo sento il bisogno di selezione dei titoli più interessanti, d’altronde è anche per questo che frequento i lidi Angolari :)
    Come ultima cosa, credo che tra cinquant’anni quando questo pezzo degli 883 sarà ancora nell’etere, qualcuno si chiederà “ma dove era il DelleAaaaalpi”?

  6. Dalla foto pensavo fosse un’articolo per riabilitare artisticamente Mauro Repetto…
    Purtroppo non e’ stato capito artisticamente parlando, ascoltare per credere….
    https://www.youtube.com/watch?v=X3DpJNNi9fE

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