L’Inganno In Game

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Di recente il nostro capostipite Farenz ha scritto un articolo, in cui parlava di come noi giocatori accaniti ci “illudiamo” di riprendere in mano un gioco che già sappiamo abbandoneremo per sempre.

Bene, io oggi vorrei illustrarvi dell’autoinganno però all’interno del gioco, non so bene come spiegarvelo, quindi vi farò un paio di esempi pratici:

– Un gioco horror, normalmente un gioco horror non fa mai paura, non può, sai che ci saranno i momenti burloni che ti fanno prendere spavento, ma se non immagini TU di essere veramente lì a camminare al buio, se non immagini di avere qualcuno che ti fissa nel buio, non ti farà MAI avere paura, sei tu che devi andare in contro al gioco ed immergerti nell’atmosfera per poi leopardare la mutanda.

-Montagne Russe sull’Oculus, come sapere l’Oculus Rift permette di vedere in 3D e di muovere la testa all’interno del gioco, io ho provato un “simulatore” di montagne russe, nei momenti di “caduta” ovviamente non veniva la nausea, perchè? Perchè ero seduto su di una sedia, non sentivo il mio corpo cadere e non avevo paura che la rotaia si rompesse per farmi poi finire i miei giorni senza metà del corpo. Tuttavia se io stesso aggiungevo alla realisticità del gioco l’immaginazione di essere su di una vera montagna russa, la nausea arrivava eccome.

La verità è che il nostro cervello fa il 90% del lavoro, siamo noi a controllare certe cose, noi dobbiamo immedesimarci e lasciarci ingannare dal gioco, per poi entrare all’interno del gioco stesso e renderlo più realistico.

Voi cosa ne pensate? Siete della mia stessa idea? Dico cazzate? Non lo so, io credo che come i film e i libri anche i videogiochi abbiano bisogno di un “aiuto” dall’utente”.

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27 Più commentati

  1. penso comunque dipenda dalla suscettibilita della persona. la prima volta mi e capitata non troppi anni fa in un gioco dove una caduta in bicicletta in picchiata dalla sommita di una montagna mi ha fatto girare ka testa non poco. ergo sono molto suscettibile

  2. sisi hai ragione, infatti ci sono dei videogiochi che ti fanno immedesimare e altri no, oltre al fatto che varia da persona a persona

  3. se gioco ancora dopo tanti anni a questi prodotti del demonio é perché sono ancora stimolato da essi, mi immedesimo e parecchio, se così non fosse non penso continuerei a giocare.

  4. Diciamo che la suscettibilità e un punto fondamentale come la fantasia e l’immaginazione, purtroppo il gioco con riuscirebbe mai a farmi immergere al 100% è un peccato.

  5. Ovviamente se in un gioco non t’immedesimi godi solo a metà, come in un libro o in un film, ad esempio se noi vediamo un film horror e non pensiamo che ci potrebbe succedere la stessa e che non sia reale e impossibile che accada nella vita reale che cazzo lo si vede a fare il film, se io guardassi tutti i film con l’idea tanto è tutta finzione sarebbero tutti uguali, ovvero non mi trasmetterebbero niente, quindi sono d’accordo con te, ci vuole un aiuto anche da parte nostra per far si che il gioco ci trasmetta e sia il più “bello” possibile

  6. Non ci avevo mai pensato a questa cosa gatto ma ora che ci rifletto hai ragione! Ho appena finito dead space 3 e in effetti al di là della preoccupazione ad hard di finire le munizioni o altro era l’unica cosa ad impensierirmi…anche se ammetto che sono un tipo che non si spaventa facilmente a prescindere.

  7. io ho provato OR col filmato delle montagne russe e sinceramente al momento della discesa in picchiata non solo ho avuto una scarica di adrenalina ma mi sentivo il culo come scivolare in avanti. anche se ero fermo sulla sedia.
    credo sia anche soggettiva la cosa

  8. io la prima volta che ho giocato ad assassins creed ,il primovolo dell’angelo ho sentito la sensazione di vertigine .. dalla seconda volta non più. .perché la mente può essere ingannata ma alla lunga percepisce meglio.

  9. Vabbè ma se uno non si fa “prendere” da quello che sta giocando, leggendo ecc… tanto vale che non ci giochi/non lo legga ecc…

  10. Si sono d’accordissimo.. Mi ricordo dead space che fu il mio primo horror serio.. Non mi diede questo problema ma forse perchè ero io in buona parte che mi creavo l’atmosfera e il gioco mi prendeva tanto, ma proprio tanto. In ogni caso non ritrovo piú un gioco che mi prenda allo stesso modo, forse per la differenza dei giochi di ora con quelli un po’ più vecchi (quelli un po’ più datati a volte sembrano essere 10 volte meglio dei nuovi) o forse perchè non sono più capace di creare l’atmosfera giusta per godermi del tutto un gioco.

  11. Hai fottutamente ragione micione! Questa è una cosa che pensavo da tempo, proprio quando toccai Amnesia e Outlast. Sì, un minimo di immersione ce la metti, però per esempio io fifone com’ero pensavo “Gioco di giorno con luci accese, così non ho paura per un cazzo” ma dall’altra parte pensavo “No, ma non puoi giocarlo così, ti perdi il BELLO, cioè il pensare di essere lì”.
    E l’ironia è che per tutti gli altri giochi invece è un gioco che faccio. Cioè, in Skyrim per esempio, io mi ci fiondo dentro al gioco, in quei momenti chiudo gli occhi (metaforicamente parlando) e mi ritrovo in mezzo alle montagne e poi mi comporto anche di conseguenza, cioè il mio pg lo mando a mangiare (anche se è totalmente inutile XD) e lo faccio dormire rispettando degli orari di sonno, etc…

  12. Gatto, tecnicamente si chiama ‘suspension of disbelief’. In letteratura, come nel cinema e nei videogiochi, è quella ‘sospensione dell’incredulità’ volontaria che ti permette di godere di un contenuto immaginario senza ascoltare il cervello che ti dice: “Ehi, ma tutto questo non esiste davvero!”

    O un po’ come quando ti fai una raspa pensando a Megan Fox e alla sua vagina, mentre in realtà sei solo con la tua mano. Sai che lei non è lì, ma immaginarlo ti piace.

  13. gioca ad outlast, poi dimmi se non ti fa paura

  14. io so solo che oculus non entrerá mai in casa mia

  15. Gatto, questo mi sembra il classico articolo da Capitan Ovvio…

  16. Io ho problemi con le altezze sia nella vita vera che nei giochi, se c’è la possibilità di cadere con magari una bella visuale sul baratro non c’è mutanda che tenga.

  17. ma che ha detto??? XD
    no dai ho capito (credo). L’immedesimazione dipende molto dal nostro approccio al gioco, ma diciamo più il gioco è fatto e presentato bene più questa sensazione arriva senza particolari sforzi da parte nostra.

  18. Un gioco che prima o poi voglio provare è Asura’s Wrath. Quando ho provato la demo mi sono immedesimato in Asura e ho martellato i tasti urlando “Bastardooooo!”

  19. La mente è un fattore determinante per tutto,quindi secondo me lo è anche mentre si videogioca ! Lo stesso coi film,senza contare che la nostra mente molte volte nella vita reale ci fa capire quanta potenza essa abbia ( vi è mai capitato di pensare di stare male,farvi venire i sintomi della malattia che voi pensate di avere per poi scoprire in realtà di non avere nulla ? ). In sostanza secondo me almeno il 50% deve farlo la nostra testa,poi il resto è compito della “qualità” del prodotto che stiamo utilizzando,sia esso film,videogioco o libro,secondo me ! Bell’articolo,mi è piaciuto molto il tema “mente” !

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