Love me two times

Facciamo un rapidissimo test.

Chi fra voi discepoli, autentiche forze speciali del popolo di internet, ricorda un certo gioco chiamato Thrill Kill?

Si tratta di un vero e proprio gioco che non c’è, ma la cui presenza, la cui reale esistenza è assolutamente tangibile ancora oggi.

Torniamo per un momento agli anni ’90.

Siamo nel 1998, la Playstation è all’apice del proprio successo, Titanic vince 11 Oscar, Sky viene posta in opera nel Regno Unito e Bill Clinton nega di aver avuto la Lewinsky sotto alla scrivania.

La Paradox Development (oggi Midway Studios – Los Angeles) era appunto alle prese con Thrill Kill, un gioco controverso e molto atteso, etichettato come il nuovo Mortal Kombat e per questo parecchio seguito dalla comunità di videogiocatori. Il publishing spettava alla storica Virgin Interactive, ma alle soglie dell’autunno del 1998 la compagnia veniva assimilata dalla divisione del Pacifico dell’Impero Galattico di Electronic Arts.

Il gioco era pronto, con tanto di colonna sonora industrial metal a cura dei Contagion. Esso narrava le gesta di dieci anime dannate dell’inferno (concepito e realizzato basandosi su luoghi reali come prigioni e fognature), dove l’aspetto fisico in realtà è manifestazioni delle malattie mentali o della malvagità che affligge i protagonisti. Su ordine della dea Marukka, annoiata dalla routine, costoro sono costretti a battersi a morte per ottenere la reincarnazione e l’indulgenza dai peccati.

Fra teste frantumate, fiumi di sangue, arti amputati, forti richiami sessuali e frasi esplicite, c’erano largamente i presupposti per una scomunica.

E colpo di scena, EA si rifiuta di pubblicare il gioco, perché “distribuire un titolo talmente pieno di violenza insensata” avrebbe potuto ledere l’immagine della compagnia. Non contenti, decidono persino di vietare la distribuzione a qualunque altro eventuale publisher, tanto era offensivo e politicamente scorretto il contenuto.

Oggi Thrill Kill ha assunto i connotati di una leggenda metropolitana: alcuni fortunelli sono riusciti ad acquistarlo in negozio prima che venisse ritirato dagli scaffali, altri lo hanno reperito su internet, dopo che gli impiegati che vi avevano lavorato lo avevano caricato in rete assieme a diverse versioni beta. Tutt’oggi è piuttosto diffuso sulle varie piattaforme di file sharing, arrivando a ritagliarsi una più che interessante fetta di fan e di cultori.

E dodici anni dopo, ecco che torna EA, che fiutata la pista ha concesso agli sviluppatori originari di annunciare che il gioco potrebbe vedere la luce nei prossimi 12-36 mesi. (La questione per la precisione risale ancora al ’98, ma la mancanza in tutto questo tempo di una smentita ufficiale può a tutti gli effetti indicare che l’Impero preferisce non precludersi alcuna possibilità..)

Saremmo assolutamente felicissimi di poter realizzare una versione finale di Thrill Kill, sarebbe senza dubbio la gioia di tutti i fan che ci hanno seguito e sostenuto in questi lunghi anni.”

Ma, mi domando, è o non è emblematica una situazione del genere?

Avete presente quelle simpatiche immagini dove si confronta il costumino da bagno di una giuovine pulzella del 1880 e del 1990? A me questa storia sembra alquanto simile a quel ragionamento li. Fino a 12 anni fa era impensabile realizzare un gioco politicamente scorretto, dove un’assassina ninfomane sadomaso uccide un handicappato con un pungolo elettrico, oggi invece è una succosa opportunità di business.

E dov’è la differenza, oltre che negli hardware e nei numeri di poligoni? Cos’è cambiato a livello culturale e ideologico in maniera tale da consentire un cambio di “posizione” tanto radicale, così agli antipodi?

Siamo dunque oramai completamente assuefatti alla violenza e al macabro?

Cosa stiamo diventando?

Prova a cercare ancora!

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47 Più commentati

  1. Prima EA possedeva solo i giochi sportivi, poi, sfortunatamente, è riuscita a rovinarmi Mass Effect 2…. Poi esce con queste perle d’ipocrisia imperdibili….
    Fanculo EA

  2. Si, siamo assuefatti alla violenza e al macabro.
    Manco poco, direi.

  3. ricordo molto bene il gioco di cui mi procurai una versione sottobanco masterizzata tutta la pubblicita che si era tirato dietro per la censura e la cancellazione secondo me ha decretato il successo non ufficiale di questo titolo che in effetti a parte la violenza faceva abbastanza cagare sotto ogni punto di vista,altri tempi e adesso sarei stracontento se le EA lo pubblicasse e ne verrebbe fuori un mega flop per quanto riguarda le vendite almeno un po di giustizia ci sarebbe per chi come me ha dovuto fare i salti mortali parecchi anni fa per reperirlo

  4. Il macabro sta prendendo sempre più piede nel mondo videoludico moderno,è vero:devo darvene atto. Ma penso che tutti possiamo constatare chi sono i principali videogiocatori che passano ore davanti ai giochi detti “splatter”. Ciò che voglio dire è che secondo me un buon 80% delle persone che comprano giochi violenti lo fanno perchè secondo loro questi giochi “Spakkano!!1one”. In realtà sebbene un pò di violenza ci voglia nei videogiochi (per divertirsi anche) sono anche convinto che se ne potrebbe fare a meno,avete visto tutti che poesie sono giochi come Portal,non c’è bisogno di sangue per fare scena,spero che tutti se ne accorgano.

  5. Mi ha colpito il titolo dell’ articolo perchè proprio mentre stavo sfogliando l’angolo per qualche news stavo ascoltando i doors. Curiosità a parte non ho mai sentito parlare di questo gioco ma dal tuo articolo posso vagamente immaginare come mai in precedenza non è stato pubblicato.
    Le case produttrici di videogiochi da sempre cercano di dare alla società ciò che vuole stando attente a non violare quei tabù ottusi che l’accompagnano.
    Per fortuna molti tabù stanno scomparendo, basta pensare che fino a qualche anno fa era impensabile vedere una pubblicità di profilattici un po’ osè come le sta facendo Durex.
    Inoltre penso che l’ EA sa che si potrebbe fare una vagonata di soldi grazie all’ hipe suscitato da MK.
    può essere?

  6. Io a tk ci ho giocato,non ricordo nulla di “emozionante” a parte il:vediamo fino a dove si spinge.Per quanto rigurda il tema del discorso la risposta è che oramai bisogna offrire qualcosa in + rispetto alla concorrenza,altrimenti non si sfonda ma quando si esagera poi si finisce come il gioco citato da Farenz in flop ten(quello troppo sboccato per intenderci)

    PS:handicappati non ne ricordo,forse quello + simile è il pazzo dotato di camicia di forza

  7. Wow era tantissimo che cercavo di ricordare il nome di questo gioco! Ci ho giocato su psOne tanti tanti anni fa,’che bei tempi. Per essere un gioco psone devo dire che non era cosi’ male come qualcuno lo ha descritto, ovvio la violenza nuda e cruda era la base del gioco,ma piu’ meno graficamente era come Destrega altro titolo indimenticabile. Per quanto riguarda la domanda di matyas: Piu’ che assuefatti dalla violenza e dal macrabo ne stiamo diventando insensibili. I media ci sparano violenza e macabro nelle orecchie anche nei momenti in cui dovremmo essere in pace e tranquilli, come il pranzo o la cena in famiglia, nel’ intermezzo di un film ecc ecc. Ci viene proposta la violenza come pane quotidiano, ci spinge ad accettare realta’ come le guerre economiche mal celate dal grido di “esportiamo la democrazia!”(Libia, Iraq) Lotte in nome della Fede (Palestina), Migliaia di vittime potenziali o non per decisioni rugardanti interessi economici (TEPCO-disastro nucleare giappo). La violenza diviene quotidianeita’, e l’individuo ne diventa Insensibile, la accetta. E’ difficile dire dove stiamo andando o cosa stiamo diventando, ma dietro e’dura tornare, occorre forse un po’ di vecchio buon senso da tenere sempre presente, per rendere meno tragico ai nostri occhi il futuro.

  8. Nessuno ti obbliga a comprare un gioco violento, la sola opportunità che ci sia da poter comprare mi dà un senso di libertà che ai tempi della censura di RE2 ci saremmo sognati.

    Libertà di scelta, non ti piace non lo prendi altrimenti meglio ancora.

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