Lunga vita al Leiser Gheim!

Correvano i fantastici anni ottanta, più precisamente l’anno 1983 di nostro Signore. Le prime rudimentali sale giochi dovevano far fronte ad uno dei più innovativi, incredibili e portentosi giochi dell’epoca e di tutti i tempi, si trattava del leggendario Dragon’s Lair. In un’epoca in cui il pixel regnava sovrano, l’avvento dei primi full motion video in “alta definizione”  creò grandissima sensazione nei videogiocatori dell’epoca, trasformando i cabinati in voraci divoratrici di monetine, talmente giocati da dover spesso venire sostituiti a causa dell’usura.

Il drago rapisce la principessa e la porta nel castellone, costringendo noi ad andare a salvarla. Sem-pli-cis-si-mo. Tanto quanto efficace, senz’altro. Che cosa mi spinge a parlare di questo gioco? Bisogna considerare che l’importanza storica di questo titolo ha generato un numero indicibile di spin off e sequel più o meno ufficiali: ho infatti appena terminato il remake del primo sul mio iPhone.

La versione in questione è soltanto l’ultima in ordine cronologico: vi è stato un seguito, un numero indicibile di diverse versioni per altrettante diverse piattaforme (fra cui Xbox e Ps2) e alcuni Director’s Cut con svariate sezioni aggiuntive.

Il gameplay è, nella sua essenza vintage, qualcosa di talmente unico da dover assolutamente entrare nella conoscenza di ogni Nerd che si rispetti. Scordatevi centinaia di tasti e combo da 178 colpi, qui il tutto si gioca un tasto alla volta: quattro direzioni e un pulsante azione. Sembra na cagatina? Ehe, magari.

Infatti si da il caso che i nostri (almeno, i miei) riflessi siano stati messi a dura, durissima prova da sto giochino di 30 anni fa.

Sullo schermo si svolge un bellissimo film d’animazione (disegnato dal Gran Maestro Nerd Don Bluth, autore di incommensurabili capolavori d’animazione d’altri tempi come Brisby e il segreto di Nihm e CharlieAnche i cani vanno in Paradiso), il quale in certi momenti richiederà il nostro intevento. La scena introduttiva della versione casalinga è molto chiara: il nostro eroe percorre il ponte levatoio che conduce al castello, quand’ecco che una trave cede e ci ritroviamo a tu per tu con un tentacolare mostrardo immondo. Qui è tutta questione di tempismo e riflessi: infatti è sufficiente premere UN tasto UNA unica volta per eseguire la giusta azione contestuale che ci permette di proseguire. Infatti, premendo Attacco, Dirk mena un fendente agli occhiuti tentacoli, che si ritraggono dandoci il tempo di fuggire.

Tutto qui.

Tutto qui?

Il Laser Game è un vero e proprio film interattivo, molto basilare negli imput richiesti dall’utente, ma non per questo carente di divertimento. Le situazioni in Dragon’s Lair richiedono una grandissima prontezza di riflessi ed altrettanta sveltezza di mano, rendendo ogni partita una grande sfida al nostro sistema nervoso. Fortunatamente anche le nostre innumerevoli sconfitte sono corredate da splendide scenette in FMV, addolcendo abbastanza le mille mila morti che ci capiteranno durante il gioco.

Voi ci avete mai giocato? Non vi piacerebbe sperimentare un gameplay così particolare?

matyas

Prova a cercare ancora!

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