Ma caspiterina, non è possibile!

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In una maniera forse un po’ troppo superficiale, racchiuderei i videogiochi in due macrocategorie.
Quelli che mi piacciono e quelli che detesto.
Un gioco o mi piace o non mi piace… difficilmente riesco ad intravedere 50 sfumature di grigio che mi consentano di dire “Fantastico ‘sto gioco, però…”
È capitato sicuramente in passato ed altrettanto sicuramente mi ricapiterà in futuro, ma tendenzialmente mi viene piuttosto facile suddividere i giochi che finisco in questi due sotto-insiemi.

Esiste però un aspetto comune fra questi giochi.
Indipendentemente dal fatto che un gioco mi stia piacendo mentre lo gioco o che invece mi stia tirando due coglioni che non vi sto neanche a dire, adotto una tattica che forse in molti criticheranno.

Non leggo mai gli obiettivi durante il primo playthrough.

Non mi sono mai definito un trophies hunter, anche se non ho mai nascosto quanto apprezzi incrementare il mio palmares di coppette (come le chiama Viperfritz) o il mio gamerscore.
Si tratta di un aspetto dei videogiochi degli ultimi 10 anni che mi attira, che mi diverte, ma a cui non do particolare peso.

Con ciò però non intendo dire che non legga MAI gli obiettivi e che non mi sbatta nel cercare di guadagnarli. Specialmente nei casi in cui un gioco, proprio durante la prima “giocata”, mi fa sbloccare un fracasso di obiettivi.

È questo il caso di Ori and the Blind Forest.
Non voglio parlare tanto del gioco in sé, in quanto avremo modo di affrontare l’argomento in futuro.
Probabilmente in una #BirrettaAngolare.

Ma vorrei soffermarmi un secondo su un concetto riassumibile perfettamente nell’immagine che, mannaggia a Zeus, ho scattato domenica mattina. Cercate di pensare alla scena attraverso i miei occhi.

Dopo una sessione finale molto, MOLTO concitata, porto a termine il gioco.
Bellissimo davvero.
Lo consiglio a chiunque, specialmente a coloro che non si ricordano di avere una Xbox One in salotto.

Finisco il titolo e siccome durante le ore trascorse mi sono reso conto di aver sbloccato un’infinità di obiettivi penso “ma sì dai… guardiamo quanti me ne mancano per millarlo“.

Obiettivi sbloccati 38.
Obiettivi bloccati 12.

Ma sì dai, nemmeno troppi.
Che dovrò fare per completarlo al 100%?

Uccidi 25 nemici con un colpo particolare. Ok.
Fai in modo che un nemico ne uccida un altro per cinque volte. Ok.

Poi leggo 3 obiettivi che mi lasciano basito.
Finisci il gioco senza utilizzare nemmeno un punto abilità“.
Mmm…. sicuramente giocare con Ori in versione mezza-sega, cioè senza nessuna delle sue abilità guadagnate col sudore della mia (e della sua) fronte, renderà il gioco estremamente più complesso (come se non fosse già abbastanza difficile). Ma sì dai… si può ancora ancora fare.

Finisci il gioco in meno di 3 ore“.
Ehm… prego?

Vado a controllare il mio salvataggio di fine gioco.
Ce ne ho messe 13. Come cazzo posso fare a finirlo in sole 3 ore?
Certo, ne ho impiegate 13 sbloccando al 100% la mappa, scovando ogni singolo segreto e ripercorrendo numerosissime volte la mappa di gioco… ma cazzo… 3 ore mi sembrano decisamente pochissime.

Ma occhio, perché arriva la chicca finale.
Finisci il gioco senza morire“.

Dio.
Senza morire?
Sapete cosa significa senza mai morire? Bravi.
Significa senza mai morire.

Do un’occhiata al numero di dipartite avvenute durante il mio playthrough, così… giusto per farmi una risata.
Sono morto 786 volte.
Come cazzo dovrei farcela senza mai morire?

Ma vaffanculo.
Se anche fosse disponibile il classico “cheat” che mi consente di ricaricare un salvataggio dopo una dipartita non contando l’errore commesso, cosa dovrei fare?

Morire altre 700 volte e ricaricare per 700 volte il mio salvataggio?
Ripeto: ma vaffanculo.

Stringerei la mano a chi si volesse cimentare in ciò, non tanto per l’abilità e la spavalderia dimostate, quanto per il buon tempo che tale persona avrebbe da poter impiegare su sto gioco, in modo da fargli padroneggiare il titolo in modo da poterlo portare a termine senza morire.

E qua vi voglio, cari miei.
Quali sono stati, nella vostra carriera da videogiocatore, quei trofei/achievements che vi han fatto desistere sul portare a termine un gioco al 100%?

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98 Più commentati

  1. Non gioco a tanti giochi, quindi quei pochi che faccio cerco per lo meno di completarli sbloccando tutti gli obiettivi (ovvio che il gioco mi deve piacere..)
    Attualmente sono a 40 giochi a 1000G su ONE, ed ho intenzione di completare pure ORI, non è così difficile, in fondo ti hanno dato la possibilità di fare 3 giocate per ottenerli.. Pensa se l’obiettivo avesse richiesto di completare il gioco (alla difficoltà più alta che per fortuna non esiste..) senza usare punti abilità, senza morire ed in meno di 3 ore.. (ricordo inoltre che Limbo ha un obiettivo che chiede di finire il gioco in un unica sessione morendo meno di 5 volte, qua no non si può caricare il salvataggio..)

  2. Questo articolo secondo me ha una base errata.
    Mi spiego meglio: portare a 100% gli achievement fatti non significa completare al 100% un gioco.
    Ci sono giochi con finali alternativi ad esempio, che non hanno come achievement: “sblocca tutti i finali”, tanto per dirne una.

    In ogni caso probabilmente intendevi il 100% degli achievement e non del contenuto del gioco, quindi ti rispondo partendo da questo presupposto.
    In linea generica completo al 100% tutti gli achievement se sono divertenti da fare e/o difficili, ma non in maniera eccessiva.
    Se un achievement è difficile da fare, ma molto palloso (che ne so, uccidi 9999999999999999999periodico nemici a difficoltà massima) allora lascio stare.
    Fino ad ora mi è capitato di non “platinare” (metto fra virgolette perchè gioco su PC e un termine con lo stesso significato, che io sappia, non c’è ancora per Steam e simili) pochi giochi, in linea generica senza stare lì a controllare, ti dico in rapporto che per ogni 10 giochi che “platino”, non ne “platino” 3-4.

  3. Tra i miei platini ammetto di giochi abbastanza se non semplici tipo: the order 1886, prototype 2, dante’s inferno, fist of the north star, assassin’s creed 2. Per altri trofei diciamo che se non riesco a platinarlo per via di trofei on line lunghi o un po difficili, vedo almeno di superare il 50% dei trofei o molto spesso fare tutti quelli che riesco, alla fine la troco una cosa divertente… magari se sono inerenti al gioco di cercare oggetti per potenziamenti vedo di farli subito se no mi godo il gioco e poi mi do ai trofei…come mi aveva detto Farenz rispondendo ad una e-mail “è come una graduatoria per chi ce l’ha più lungo” ;)

  4. In Project diva F2nd devi diventare il “ragazzo di Miku” dandole da mangiare e facendole regali come si deve fare nei tamagochi, e visto che sto parlando di un Rhythm game, poco me ne frega di vedere il mio personaggio felice come una pasqua perché le regalo un succo di frutta.

  5. Anch’io ho fatto la prima run senza voler sapere nulla e solo godermi il gioco, ma non sono morto così tante volte. E poi basta che salvi spesso, copi e fai più salvataggi. D’accordo non dico sia facile né una cosa veloce (appena muori dovresti subito subito fare pausa e uscire ogni volta) e lì dipende un po’ dall’abilità. Ma io credo che lo scopo degli achievement non sia solo il prenderli tutti, ma anche l’evidenziare la bravura del giocatore, o la costanza, o a seconda del gioco una qualche caratteristica. Credo sia proprio una categoria di achievement che dimostra l’abilità del giocatore.

    Se in un fps c’è l’achievement “fai cinquemilamiliardidimiliardi di uccisioni di fila senza morire” so che non ci riuscirò ma me ne faccio una ragione. Certo ti scoraggia avere achievement così e non ti incentiva a prenderli tutti perché sai che a prescindere quello per le tue abilità non riuscirai mai a raggiungerlo o se non dopo troppo tempo in rapporto al premio.

    Ma anche: due achievement autoesclusivi? uno che dice per esempio:

    “scegli la pillola rossa”
    “scegli la pillola blu”

    e nella storia ognuno genera un risultato diverso. Certo puoi ricominciare il gioco, ma se le scelte sono tante e la storia magari lunga non è proprio il massimo del divertimento dover rifare 18 volte il gioco solo per sbloccarli tutti, ma anzi poi avrai come achievement quelli che hanno segnato ciò che hai fatto come scelte.

    Io ad esempio, parlando di achievement più o meno impossibili, dopo aver un po’ provato ho rinunciato a fare l’hell di Cave story sotto i 3 minuti (specie quando ho capito che i 3 minuti includevano il boss finale… L’ho capito quando in meno di 3 minuti avevo raggiunto l’area prima del boss e non lo avevo sbloccato D:) perché francamente spendere così tanto tempo a rifare lo stesso livello per migliorarsi e riuscire a fare l’impossibile per un achievement non mi andava dopotutto. Capisco il senso di sfida e non dico non abbia senso farlo, solo non è, almeno in generale, il tipo di achievement che mi va di completare.

    Insomma, il succo è: gli achievement esistono con obiettivi diversi a seconda del gioco a mio parere, e non tutti sono fatti per essere normalmente sbloccati proprio perché il loro intento è un altro

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