Il miraggio delle scelte morali

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Ancora no… non ci siamo.
Per quanto noi possiamo prodigarci nel descrivere un gioco considerando la possibilità di scelta fra numerose vie comportamentali da percorrere in un senso o nell’altro… no, ancora siamo lontani dal vero concetto di “scelta morale”, per non parlare di libero arbitrio.

Tante volte abbiamo già affrontato il dilemma delle scelte morali all’interno dei videogiochi.
Numerosi sono gli esempi di titoli in cui la componente “umana” del videogiocatore viene sottolineata proprio da ciò che ad esso viene permesso di fare; altre volte invece la risposta che diamo, il modo di agire che reputiamo migliore per il nostro avatar è semplicemente “buono” o “cattivo”, “bianco” o “nero”, “bene” o “male”.

Faccio a meno di dire che fra le due opzioni teoricamente dovrei preferire quella in cui le scelte da compiere sono più profonde, ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di videogiochi, strumenti che ci devono nella maggior parte dei casi divertire. Siamo sicuri che ci divertiremmo di fronte da un inFamous in cui perderemmo troppo tempo nella decisione sulla miglior risposta da dare di fronte ad un bivio morale?
Probabilmente no.
Infatti inFamous è il tripudio della banalità (nel senso buono del termine) dal punto di vista morale.
“Sii buon samaritano ed aiuta gli indigenti” o “Distruggi qualunque cosa alla brutto Dio, compresi i malati e i cinesi”.

All’esatto opposto, altri giochi pongono il giocatore al centro dell’azione, scandendo le scelte del personaggio in base alle scelte che il videogiocatore compie. Scelte morali, scelte nei dialoghi, scelte nei comportamenti da tenere con un NPC. The Walking Dead credo sia l’esempio perfetto. Ma anche in questo caso stiamo parlando di videogiochi a tutto tondo? Stiamo parlando ancora di videogiochi? Sappiamo tutti infatti che molto spesso a titoli di questa tipologia corrispondono sempre tempeste di merda capitanate dalla solita critica “Non è un videogioco perché non si gioca. Si tratta per lo più di un filmato interattivo”.

Esistono quindi vie di mezzo tra “o buono o cattivo” di inFamous e scelte più ragionate a fronte con una conseguente perdita di gameplay come in TWD o Heavy Rain?
Sì, esistono. Ma queste specie di compromessi tra le due possibilità ancora non riescono a soddisfarmi al 100% e mi lasciano in quello stato di limbo accennato ad inizio articolo.

Farei un esempio molto banale, ma che rappresenta perfettamente ciò che intendo dire.
Avvertenza: è presente un minimo, sottolineo MINIMO, spoiler di Mass Effect.
Ma è uno spoiler che non riguarda né una missione principale, né una secondaria. Racconterò semplicemente il mio stupore di fronte ad una scena (davvero poco importante e capitata per caso) che però mi ha fatto ragionare.

Siete stati avvertiti.

Premessa: il mio Shepard, se vogliamo ragionare in percentuali, è per l’80% Eroe e per un 20% rinnegato. In base alle risposte che ho dato ed a come ho agito finora (Mass Effect 1 compreso) il mio Shepard è sostanzialmente un bravo ragazzo. Il classico soldato puro di cuore che ha dovuto compiere scelte difficili in passato, a volte anche contro la concezione comune di “eroe”, ecco spiegato il 20% di rinnegato.

Shepard ritorna dopo una delle innumerevoli missioni.WA_Khalisa
Alla Cittadella (mi pare) incontra una giornalista asian diversamente fica che gli pone domande scomode, che puntano a screditarlo agli occhi del grande pubblico.

Le possibilità di risposta sono 3:
A. (Risposta da Eroe): grazie alla tua spiccata dialettica, cerchi di dare comunque una risposta che non ti ponga in cattiva luce;
B. (Risposta da Rinnegato): te ne sbatti le balle e dai una risposta sincera che ti farà perdere consenso popolare;
C. (Risposta Neutra): decidi di chiudere lì l’intervista.

Propendo per la terza ipotesi, non ritenendo necessario né perdere consensi né di acquisirne di nuovi.
Decidendo di interrompere l’intervista, immagino quindi uno Shepard che semplicemente se ne va, senza mandare a ‘fanculo nessuno e senza sembrare fare troppo “il simpa della compa“.

Che succede invece?

Shepard decide di tirare una testata alla giornalista che perde i sensi seduta stante, con un gesto di una tale violenza immotivata (specialmente perché la vittima è una donna) che in confronto Zidane è il Gandhi del nuovo millennio.
Ed anche perché, per quanto scomode, finora le domande non l’avevano infastidito più di tanto.
E lui risponde di fronte alle telecamere prendendo a capate la giornalista? Non ha senso.

Proprio da questo episodio sono partite le mie ormai classiche fantasie.
È davvero questo ciò che vogliamo dai videogiochi basati su scelte morali?
Come si possono evitare scivoloni del genere?
Quanto dovremo aspettare per far sì che i videogiochi che fanno della mie scelte il loro punto focale, decidano di comportarsi effettivamente secondo le mie indicazioni?
Come è possibile decifrare ciò che sta nella testa di un game designer?
Come è possibile che un videogiocatore possa interpretare una risposta neutrale come “Interrompi l’intervista” con “Prendi a crapate l’intervistatrice”.

Vedete?
Purtroppo questo gap è per me ancora incolmabile.
La differenza tra come vorrei agire io e ciò che invece sono costretto a scegliere tra 3/4 opzioni ed a vedere poi su schermo non mi consente di dimenticare, anche solo momentaneamente, che purtroppo sto semplicemente videogiocando.
Io per ora continuo a CONTROLLARE Sherpard.
Non riesco ancora AD ESSERE Sherpard.

Come dovranno evolvere i videogiochi per colmare questo limite per ora invalicabile?
Le console (e i giochi) di nuova generazione avranno le potenzialità necessarie per far sì che ciò venga reso possibile?

farenz

 

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57 Più commentati

  1. Sarei davvero curioso di vedere un gioco in cui ci siano reali scelte morali che condizionino lo sviluppo della trama, sviluppando la trama in base alle mie scelte, per intenderci un modello analogo a l’Ombra di Mordor, ma applicato alla trama e le mie scelte. Anche qualcosa di semplice con scelte e conseguenze, alla Paper, Please, ma apparentemente non è qualcosa che interessi veramente alle case.
    Non certo sta cagata di Mass Effect o per quel che vale qualsiasi opera della Bioware (post Neverwinter Nights che già non era una crema, ma almeno si distanziava meno dal modello Baldur’s Gate) che è semplicemente incapace di fare questo tipo di giochi, dimostrandolo puntualmente, continuando ad ostinarsi con sto modello fuffoso di scelta presente in un inifiniità di suoi titoli, Swtor compreso (ma se in un mmo può avere un senso, non esiste che siia così in un single player).

  2. Come altri hanno detto, tw 1 (che purtroppo si porta veramente male il peso degli anni e una realizzazione tecnica, dovuta al bassissimo budget, abbastanza mediocre)
    e tw2, uno dei migliori gdr degli ultimi 5 anni.
    Comunque in genere queste scelte meno pacchiane e con meno dicotomia bene-male le ho sempre (o quasi) trovate negli rpg, quindi forse il tuo giudizio è un po falsato dal fatto che giocandone pochissimi non le hai beccate. Dato che negli rpg è molto più frequente la possibilità di fare quello che vuoi anche cose che esulino da un comportamento ordinario, o in altri casi (come in tw) scelte che non sono ne buone ne cattive, sono appunto “scelte”. Ad alcuni faranno bene ad altri faranno male.

    Faccio comunque notare che ci sono titoli narrativamente splendidi, vedasi bioshock infinite che non ti

  3. Ma secondo me è giusto che non ci sia piena libertà nel decidere che cosa fare. Il gioco ti pone davanti molte scelte da fare, e il più delle volte anche il come farle. Io credo, Farenz, che tu abbia preso l’esempio sbagliato per descrivere tutto questo: le scelte non spiegate completamente è uno dei difetti che caratterizza Mass Effect, perciò non è proprio il videogioco in generale che non è ancora arrivato a quello che io riassumerei con “intesa delle scelte morali”.
    Per ora, sotto questo aspetto, non ho ancora trovato un degno rivale di Fallout New Vegas: qui nessuno è buono e nessuno è cattivo, la reputazione tra fazioni influenza la cosa ulteriormente e il parere comune tra i vari sopravvissuti cambia a seconda di chi andremo ad aiutare. Posso darti un consiglio, Farenz? Faresti bene a ridargli un’altra chance, proprio come hai fatto con Mass Effect, perchè non hai la minima idea di che capolavoro ti sei perso. Superato lo scoglio “dell’introduzione” che citasti qualche Flop Ten fa, vedrai che non te ne pentirai (anzi, a mio parere e anche secondo quello di molti fan la storia di New Vegas è addirittura superiore e raccontata meglio rispetto a quella di Fallout 3)…

    • Eh ma attenzione… non confondere il sistema delle fazioni con quello del Karma. Il primo è fatto molto bene, son d’accordo, ma più che “scelte morali” riguarda scelte di convenienza sullo schierarsi da una parte o l’altra… quello delle scelte morali è il secondo che, scusate se lo ripeto a oltranza, fa davvero cagare…
      Comunque si, NV è anche il mio Fallout preferito… ovviamente NON per la storia, che rispetto a quella del 3 è un po’ una segata, ma per tutto il resto penso sia davvero uno dei migliori giochi della scorsa generazione. Non lo nascondo, quando lo vidi in Flop Ten storsi un po’ il naso… ma d’altronde de gustibus.

      • Guarda che il Karma è solo contorno, serve più che altro per facilitare alcune risposte date alle varie fazioni (es. Karma cattivo con la White Glove Society). Quello che conta veramente è che la somma di tutte le cose combinate tra di loro rendono New Vegas un esempio eccellente di scelte morali (ripeto, non ci sono nè buoni nè cattivi, sta a te decidere quale potrebbe essere la soluzione per una terra malata come quella del Mojave, ma non esiste un vero e proprio finale ovvio per chi cerca il bene o il male).
        Dopo, sulla storia influiscono ovviamente i gusti, personalmente ho preferito di gran lunga come è stata trattata la questione dei vari eserciti in gioco per la conquista della zona (tante sfaccettature e opinioni) e le 4 leggende del Mojave raccontate nei DLC, tra l’altro collegate tutte tra di loro. ;)

        • Anch’io ho apprezzato moltissimo le varie opzioni per il futuro del Mojave e per gli scontri fra i vari eserciti, però non mi sono parse scelte morali, mi sono sembrate solo scelte fra finali diversi, alcuni con esiti nefasti per alcuni personaggi altri più blandi. Tu non decidevi di fare lo stronzo, il disinteressato o l’altruista, ti schieravi da una parte e da lì in poi era più o meno scriptata. Mah, si tratterà di percezione personale…
          E comunque, YesMan tutta la vita! I wanna be the big boss!

  4. Dovranno evolvere in giochi tipo SAO. Ma se non in un lontano futuro ciò è impossibile

  5. Nell’ultima gen uno dei migliori giochi a scelta era Alpha Protocol.
    Le scelte erano molto varie e ben fatte, ed inoltre avevi un tempo breve per rispondere, il che rendeva anche più realistica la cosa.

  6. A testate!? oh gesù…ma che cacchio avevano in testa gli autori?

  7. Farenz c’è una sola vera scelta morale nel mondo dei videogame ed è: “è meglio ps4 o xboxone?”

  8. Vi giuro che con tutti i vostri acronimi del cazzo ho fatto veramente fatica a seguire i vostri ragionamenti. Che possiate essere maledetti tutti quanti.

  9. Non c’entra tanto la potenza di calcolo per creare un sistema di scelte morali o libero arbitrio in un titolo, io mi preoccuperei maggiormente del tempo di sviluppo e complessità che potrebbe avere un progetto simile, senza contare che sarebbe ancora più complicato e di dimensioni titaniche un seguito di un titolo del genere, se si vogliono importare le scelte come in mass effect.
    E’ l’unico gioco che ti permette di continuare a ruolare un pg che hai plasmato col passare degli anni e anche se non tutte le scelte sono rilevanti, mi piace comunque poter scegliere quasi ogni cosa detta dal mio Shepard, anche questo aiuta ad entrare nella parte se riesci ad immedesimarti. Sono convinto che il metodo di risposte, interruzioni sia un buon modo per permetterti di calarti nella parte seppur in alcuni casi le scelte diventino molto ambigue (alla prima run del primo invece di intimidire uno scienziato gli ho sparato in bocca) e non si comprendono pienamente tutte le conseguenze delle tue azioni è tutto sommato passabile come sistema.

    Dal lato scelte devo dire che Bioware ha migliorato di molto le cose almeno per quel capolavoro di Dragon Age: Origins dando anche molte più possibilità di scelta, non mi è mai capitato di incappare in conseguenze di decisioni che secondo me dovevano avere conseguenze del tutto diverse.
    Fallout 3/New Vegas per quanto mi siano piaciuti avevano solo un paio di scelte morali con conseguenze, poi che tu avessi sterminato il mondo o non avessi toccato una mosca era uguale per loro XD

    In conclusione ME è ha un sistema abbastanza buono di scelte, si spera che migliori in futuro, ma mi piacerebbe poter fare un confronto con i sistemi adottati da The Witcher, ma visto che ho solo piattaforme sony al momento non lo posso nemmeno toccare.

  10. io lo ripeto…è di prossima uscita uscita un titolo che DOVREBBE, sulla carta, superare questo modello legato alla “scelta morale” su binari. Ma la cosa triste è che tutti continuano a non incularselo di striscio. Non è neanche stato nominato nell’articolo. La solita italietta: la soluzione (forse) esiste ma è sempre meglio lagnarsi.

  11. La libera scelta e dunque la totale immedesimazione nei videogiochi di fatto non esistono. Esistono solo dei giochi che offrono una rosa più o meno ampia di scelte, e che favoriscono l’immedesimazione perché è altamente probabile che una di quelle scelte sia quella che effettivamente avresti fatto in una certa situazione. Ma a volte queste scelte rimangono un po’ un’incognita, altre volte rimangono limitate, insomma sono “verosimili” ma non “vere”. Prima di raggiungere il libero arbitrio ne dovrà passare di acqua sotto i ponti… e la next-gen cambierà poco. Si, potremmo avere nel futuro prossimo degli intriganti Nemesis Systems et similia, ma prima di arrivare ad un simulatore VERO di realtà c’è un po’ e via…

  12. Scusa farenz ma uccidere un cinese non credo rientri nelle azioni cattive

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