Né buoni, né cattivi

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È giusto?
È sbagliato?
Chi può dirlo?

Non io e probabilmente non voi.
Ma chi se ne incula, siamo sull’internet ed ognuno ha il diritto – nonché l’obbligo – di dire la propria opinione, possibilmente su TUTTO.
A partite dalla meccanica quantistica, alla marca della tinta che usa Malgioglio nella casa del Grande Fratello VIP.

Oggi però faccio il bravo e preferisco rimanere in ambito videoludico, commentando con voi la notizia sparata a gran voce da tutte le testate non più di 48 ore fa.

Un ragazzo di origini ignote – e con ignote intendo che non me lo ricordo – ha avuto la brillante idea di streamare il proprio gameplay di Super Mario Odyssey, nonostante il gioco, anche mentre state leggendo queste parole, non sia ancora ufficialmente disponibile né nei negozi, né al download.
Sappiamo tutti che il dayone ufficiale è previsto per domani venerdì 27 ottobre, ma sappiamo anche che, nella maggior parte dei casi, rompere il dayone non sia proprio come rubare la Gioconda al Louvre.

Anche solo dal punto di vista numerico, direi che si tratti di un’impresa più che facile o comunque più che diffusa. Spesso i piccoli rivenditori privati sono costretti a ricorrere a questi escamotages per poter sopravvivere alle multinazionali che alitano loro sul collo e, personalmente, non mi sento assolutamente di condannarli.
Non dovrebbero farlo, ma lo fanno per vivere.

Chi invece non lo fa per vivere, a meno che non si tratti di uno streamer/twitcher/youtuber famoso che ha bisogno della questua durante il sopracitato gameplay, è appunto il ragazzo di origini ignote, che da buon frescone, con la sua bella copia di Mario Odyssey ha visto bene di streamare più di un’ora di gameplay.

Tanto lo fanno tutti”…

……

Account sospeso per 3 mesi.
Don’t fuck with Nintendo.

Quindi mi ricollego alla domanda iniziale.
È giusto? È sbagliato? Questa presa di posizione è stata troppo severa? È stata utile?
Qualcuno ci penserà su 2 volte prima di farlo ancora, oppure i gameplay di giochi che pre-dayone saranno ancora all’ordine del giorno?

“Tanto lo fanno tutti…”

Da questa faccenda però mi sono nati i miei classici trip mentali che amo argomentare con voi e che in questo caso nascono proprio dalla domanda più banale.
È giusto averlo bannato/sospeso per 3 mesi?

Ragioniamo su un fattore: la licenza d’uso.
Come più volte detto anche qua sull’Angolo, quando noi compriamo un videogioco, non siamo i proprietari del videogioco, ma lo siamo della licenza d’uso.
E per disporre della licenza d’uso di un software non ti basta spendere i 60/70 euro al dayone, ma devi sottostare a tutta una serie di regole (per non dire leggi) che nessuno di noi ha mai letto in vita.

Mi viene in mente la fine degli anni ’80/inizi ’90, quando in casa mia cominciò un utilizzo massivo di VHS, le mai abbastanza odiate videocassette.
Quando il sabato pomeriggio andavo “dal noleggiaro”, il compianto Video Star di via Buoso da Dovara (i cremonesi ricorderanno), io mi prendevo una cassetta del megadrive (il termine cartuccia era solo per gli addetti al settore), mentre i miei noleggiavano un film per la sera, rigorosamente in videocassetta, il supporto più diffuso, economico  e qualitativamente peggiore di quel periodo.
‘fanculo al laserdisc.

Alla sera comunque toccava vedere anche a me quel film e ricordo tutti i vari disclaimer prima dell’inizio, con tutte le varie norme d’utilizzo corretto di quel nastro, o per meglio dire di quel CONTENUTO.

I videogiochi non erano e non sono oggi poi così lontani da quel mondo.
Anche oggi esistono appunto dei corretti utilizzi di un software e ciò viene tradotto con un elenco di cosa possiamo fare con esso – ovvero giocarci –  e cosa NON possiamo farci.
E qui l’affare si complica.

Perché io faccio un mea culpa ed ammetto di non aver mai letto tali condizioni, ma scommettiamo che esiste qualche norma relativa al divieto di trasmettere immagini o video del gioco in questione?

E se non puoi farlo SEMPRE, non credo che con SEMPRE si intenda “SOLO DOPO IL DAYONE”.

Dal punto di vista legale quindi, a parer mio il ragazzo di origini ignote, in buona sostanza ce l’ha nel culo.
Nel senso che è in torto. Punto.

Poi sarebbe interessante aprire un secondo dialogo riguardo la punizione.
Anche in questo caso, giusta? Sbagliata?
È giusto che il suo canale venga chiuso per 3 mesi? E perché non 1? Oppure perché non 6 o 12?
Chi stabilisce quale sia la punizione? E in base a cosa essa può essere considerata la GIUSTA punizione?

E ancora: ci si è accaniti contro questo ragazzo solo perché si tratta di un gioco Nintendo, società nota per essere al passo coi tempi e favorevolissima alla trasmissione dei gameplay dei propri giochi?
Ero ironico.

Ed il giornalismo?
Se un giornalista (ricordo per definizione professionista, oggettivo ed imparziale) che CAMPA parlando di videogiochi deve comunque rispettare un embargo imposto da Nintendo, in questo caso, perché l’ultimo degli stronzi può arrivare e pubblicare gameplay in rete quando cazzo gli pare?

È la tanto acclamata libertà della rete?
Mah, forse non sono poi così d’accordo.

Non lo so ragazzi, da uno stronzo che si fa beccare a giocare troppo presto a Super Mario Odyssey mi sono nati spunti discussione per cui potremmo parlare per ore. E spero sinceramente che lo facciate. Spero che mi sappiate offrire tante idee, tante opinioni che partano tutte dalla domanda iniziale.

È giusto? È sbagliato?
Questi streamer sono buoni? Sono cattivi?
Probabilmente né l’uno, né l’altro. Né buoni né cattivi.

Questa chiusura d’articolo è stata ovviamente ideata per collegarsi all’immagine che ho voluto utilizzare per l’articolo di oggi. Uno degli album più imbarazzanti che abbia mai ascoltato, nonostante il mio amore per i Litfiba e per Pelù. Bomber muori.

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Prova a cercare ancora!

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Un’estate di Blue’s

Ciò di cui vorrei parlarvi oggi esula completamente dal mondo dei videogiochi. Siete avvisati. Se ...

37 Più commentati

  1. Io mi sento di dare la colpa allo streamer.Insomma,Nintendo non é esattamente favorevole in questo campo e manda strike su youtube per nulla talvolta,ma in questo caso c’è poco da fa:ci sono regole,le regole le rispetti.Voleva fare il furbo e streammare il gioco prima di tutti gli altri,e si ha preso l’attenzione delle persone ovviamente ma anche quella di Nintendo ;).Che siano giuste o sbagliate se ci sono delle regole e tu le infrangi,puoi lamentarti fino ad un certo punto,sei in torto.Mi fa strano però questo concetto della licenza,io pago da 1 fino a 70 euro per un gioco ma non lo possiedo mai al 100%.Insomma ho comprato un prodotto,dovrei farci quello che mi pare(al di fuori di vendere il titolo come proprio).

    • No, non dovresti.
      E’ lo stesso discorso dei film.
      Tu non potresti nemmeno prestarlo.
      Così come se tu fossi un barista, non potresti far vedere quel film su dvd alla tua clientela.

    • @Adricop98: Chiariamo meglio il punto, su cui mi sembra che un po’ tutti non hanno ben chiare le cose: nel caso di acquisto di un software, tu non COMPRI il prodotto. Al massimo compri il supporto fisico su cui gira. Il software è e rimane sempre di proprietà della software house che lo ha prodotto. Quello che tu fai quando paghi è sottoscrivere un contratto di licenza di utilizzo. Praticamente funziona come quando prendi il pullman o il treno: tu non compri il veicolo, paghi per avere il permesso di salirci (il biglietto è lo “scontrino” che dimostra il pagamento).

      E’ un contratto a prestazioni corrispettive: tu paghi e io ti lascio il programma in uso. Ma non è TUO. In teoria la software house può revocare la licenza (e quindi la possibilità di giocare) in qualsiasi momento se tu non rispetti i termini del contratto, che è quello che succede con i ban degli account dei giochi online, o esattamente quello che è successo ora: non possono venirti in casa a ritirare il gioco e ti bannano l’account.

      • Come ho anche detto,ho chiaro il concetto dell’acquisto videoludico,é identico all’acquisto di un cd musicale,un dvd con film serie e quant’altro.Riflettevo solo su quanto sia quasi illusorio come acquisto fisico.Cioè tu compri un oggetto che però non é tuo,se tu compri una casa l’uso che ne fai son cazzi tua perche diventa una tua proprietà a tutti gli effetti.Comprare un videogioco é più simile a comprare un biglietto del cinema che puoi usare quante volte ti pare.Non poter dire che una cosa comprata é davvero tua é “strano” secondo me.Non sto dicendo che dovrebbe funzionare così però eh,se non funzionasse così non esisterebbe l’industria,chiunque ruberebbe il lavoro di un altro e nessuno farebbe nulla del genere.La mia frase finale era solo una riflessione così,un pó Ot

  2. E’ ovviamente in torto, se esiste un Dayone, lo dovrebbe essere per tutti, però è facile bannare l’account di un ragazzino, ma perchè nessuna azione legale contro i negozi che rompono il day one ?

    comunque dimentichi SOLE NERO.

  3. “..non mi sento assolutamente di condannarli. Non dovrebbero farlo, ma lo fanno per vivere”.
    Oddio, non per fare il moralista, ma non sono d’accordo. Seguendo il ragionamento (anche se la portata è diversa) giustificheremmo anche i commercianti che magari, tartassati dalle tasse, evadono oppure pagano in nero i dipendenti.. o magari il piccolo furto di un ladruncolo solo perchè “altrimenti non mangia”. Era giusto per dar l’idea, ma in tutti i casi se c’è una legge o un contratto stipulato che preveda che una cosa non va fatta, non va fatta, senza condizioni.
    Nel caso di rottura del day one, anche il negoziante stipula accordi con i publisher e avrà le conseguenze, multe o altro.. nel caso dello streamer, giusto per me punirlo, ma sulla equità della pena non saprei, difficile dirlo.. ma non mi sembra comunque così esagerata

    • Sono d’accordo su tutto tranne che sull’ultima frase sulla pena: c’è chi lo fa per lavoro e si paga da mangiare, (se non sbaglio Il Gatto ci paga le bollette), se ti mettono 3 mesi senza stipendio a me sembra più che esagerata…

      • Ma porco il signore degli anelli.
        Ma perché cristo?
        Se io faccio una cazzata sul lavoro rischio sospensioni? Sì.
        Allo stesso modo, se vogliamo considerare i video di gameplay come lavoro, o comunque come attività che ti paga la minestra della Valle degli Orti, non devi fare cazzate.
        E questa lo è.

        • Il tipo è un dipendente Nintendo? No, non ha obblighi con quest’azienda, non ha un contratto che gli impedisca di fare quello che ha fatto, la Nintendo per un errore di un suo rivenditore ha rimediato in modo grossolano facendo pressioni su Twitch per castigare una persona, che per quanto stupida meritava una pena infinitamente inferiore al rivenditore.
          Il rivenditore ha Negoziato e firmato un contratto con la Nintendo, quel ragazzo no, al massimo potevano bloccargli gli streaming con i giochi Nintendo, ma bloccargli l’account significa anche impedirgli totalmente di lavorare e pubblicizzare contenuti di altre aziende, questo non è giusto, la nintendo per quanto importante non si può arrogare un tale diritto.
          Ti faccio un esempio, nel mio precedente impiego mi avevano affidato un piccolo team, se per mia negligenza o mia colpa uno dei membri di quel team causava un danno secondo te chi pagava? Si magari non veniva etichettato come il più sveglio al mondo, ma sicuramente il report dal board me lo beccavo io…
          Capirei il tuo discorso se fosse un dipendente Nintendo, ma lui alla grande N non ci lavora.

          • tecnicamente nintendo detiene i diritti di immagine su quel gioco, quindi può fare un po’ quel che vuole…

        • Eccoci qua. Sbagli.
          Quando tu acquisti LA LICENZA di un gioco, pensando di comprare IL GIOCO, tu automaticamente dovresti accettare le condizioni d’uso di tale software.
          Non è necessario che tu firmi nulla.
          O quantomeno, Nintendo ti dice cosa NON devi fare, poi se lo fai ne paghi le conseguenze.
          Quando vado all’ipercoop a comprare i fusti da 5 litri di birra scadente, nessuno mi fa firmare dei contratti in cui dico che non guiderò quando sono alla guida. So che non devo farlo, mentre nei videogiochi è addirittura esplicitato.
          Poi se però bevo come un’oca, prendo l’auto ed investo 4 vecchi che giocano a briscola, di sicuro non va nella merda l’ipercoop.

          • Se l’Ipercoop ti vende la birra dopo le 22.00 allora va nella merda anche l’ipercoop perché la birra in quel momento non te la doveva vendere.
            Oltretutto sulla guida in stato di ebrezza c’è un articolo apposito nel codice penale e della strada.
            Mi continui a fare dei paragoni su delle situazioni che non hanno nulla a che fare con il mondo digitale in generale dove la giurisprudenza in materia HA Già LEGIFERATO. Il mondo hi-tech va troppo più veloce della giurisprudenza e infatti ci sono dei buchi normativi enormi che l’ordinamento nazionale ed europeo per quanto completo sia fa molta fatica a colmare e organizzarsi di conseguenza.
            Ti basti pensare che in Germania stanno pensando di introdurre una licenza per lo streaming.
            Sulla licenza di super mario non posso dirti nulla, perché non avendo il gioco non me la sono letta, ma dubito ci siano indicazioni precise sulla durata dello streaming ante day one.
            C’è un buco normativo in quel caso, INVECE sul contratto firmato dal publisher non c’è, deve solo rispettarlo, non è opinabile non ci sono interpretazioni da fare, prima del 27 il gioco non lo vendi, PUNTO, quindi se vuoi metterla per forza sul piano legale quello che veramente ha fatto il danno è chi ha fatto uscire la copia del gioco il 25 avendo un contratto che gli diceva di farlo il 27.

          • @Tamede91: Quello che dici è corretto, il negoziante che ha rotto il dayone ha commesso un illecito.

            Ma.

            Il fatto che il negoziante mi venda un gioco anzitempo autorizza me (che dovrei sapere che il gioco non è stato acquistato in maniera corretta) a farlo sapere a tutti come un pirla? Non credo proprio. La colpa del commerciante è di avere venduto il gioco, la mia è di averlo comprato. Uno non esclude l’altro.

            Per usare l’esempio di Farenz, se L’iperccoop mi vende alcoolici dopo le 22 è responsabile SOLO di quel reato, non anche del fatto che io ho guidato ubriaco. Contrariamente al pensar comune non c’è nesso di causalità fra le due cose: il fatto che la birra sia in vendita non significa che io debba ubriacarmi.

            Per tornare al mondo digitale, pensiamo alla pirateria: l’hackercracker (cit.) è colpevole di aver craccato il gioco, l’utente che lo scarica è colpevole di avere scaricato illegalmente e possedere un software senza averne licenza. Non è che è innocente perché il gioco è stato craccato da altri che non avrebbero dovuto farlo. Nemmeno lui avrebbe dovuto scaricarlo. Qui è la stessa cosa. Tutti e due (negoziante e utente) hanno fatto i furbi. Ovviamente Nintendo non può sapere da chi il ragazzo ha acquistato il gioco, ma sa che il ragazzo lo ha fatto, quindi chi punisce?

          • O per dirla con parole semplici: non è colpa del negoziante se il ragazzo si è messo a streamare il suo gameplay. Quello lo ha fatto lui, e sono cacchi suoi.

  4. la politica di nintendo sullo streaming si conosce da tempo, che sia stato prima o dopo l’uscita del gioco poteva far ritirare il video come e quando vuole; sicuramente da youtube è stato visto come violazione del copyright e quindi il ban è tra le punizioni che infligge, alla fine loro sono dalla parte del giusto.

  5. Due articoli di farenz in due giorni. Lo stesso giorno di un post sul blog di Zerocalcare.
    Ed e’ subito 2012.

    Back IT: Non solo il regazzino ce l’ha nel culo legalmente, ma Nintendo c’ha pure ragione.
    Lungi da me difendere Nintendo nei suoi atteggiamenti da Case Discografiche vs. Napster, ma a sto giro Nintendo ha fatto quello che doveva fare, e anzi, con solo tre mesi di sospensione gli e’ pure andata bene, potevano denunciarlo e lasciarlo in mutande.
    C’e’ un’industria da centinaia di miliardi di dollari l’anno che gira intorno ai videogiochi, ci sono decine o centinaia di milioni di persone che ci portano il pane a casa, giornalisti che devono rispettare embarghi, compagnie che devono fare contenti gli investitori e decine di milioni di consumatori che semplicemente vogliono divertirsi con la loro passione.
    E mo’ arriva questo che, perché e’ riuscito ad avere il gioco in anticipo, tutto bello ignorante di cosa sono i videogiochi mette tutto online per 5 minuti di celebrita’.
    Se sei coglione non ti puoi lamentare che ti si inculano, dopo.

  6. Il ragazzo è nel torto senza se e senza ma, ha infranto delle regole e ne paga le conseguenze. Più che altro è proprio sulle conseguenze che rifletterei. Non so come sia la regolamentazione dei servizi online e di streaming ma mi sorgono dei dubbi sulla legittimità del provvedimento preso da Nintendo. Mi spiego meglio, non so su che piano agisca la regolamentazione d’uso dei servizi streaming, perché se agisce sul piano della legge, ad esempio al pari del non rispetto dell’embargo da parte di una rivista specializzata, allora l’illecito credo possa essere punito dalla legge, mentre se sono solo semplici regole imposte da Nintendo senza alcuna valenza, allora credo sia il blocco dell’account a non essere legittimo. Non sono un avvocato, e ovviamente Nintendo non è stupida ed agisce in base ai propri poteri, però quando si tratta di tutela dei software mi pare che ancora vi siano aspetti poco chiari e fumosi.

  7. Giusto così. Alla fine gli han sospeso l’account twitch, ci può stare, niente di emblematico. Youtube chiude canali per molto meno a volte.
    Per quanto riguarda i piccoli negozianti che fanno i furbi “Pesce grosso mangia pesce piccoloooooo, è la catena che alimenta la fameeee”

  8. Partendo dalla tua frase: “Spesso i piccoli rivenditori privati sono costretti a ricorrere a questi escamotages per poter sopravvivere alle multinazionali che alitano loro sul collo e, personalmente, non mi sento assolutamente di condannarli.” Non sono d’accordo su questo, il principale colpevole è chi rompe il day-one in questo caso, non tanto lo streamer, a cui avrei semplicemente rimosso il video e al massimo bloccato il suo account fino al 27.
    Le regole si rispettano indipendentemente dal fatturato… essere un piccolo venditore in un mondo di squali non ti esula dal rispettare gli accordi con il tuo provider. Capisco benissimo che sia una battaglia impari con le multinazionali ma non si risolve facendo ciò che si vuole e giocando sporco.
    Il vero colpevole è chi ha permesso a quel ragazzo di entrarne in possesso.

    • Non sono d’accordo.
      Cioè, è vero ciò che dici riprendendo la mia frase, cioè che tutti devono rispettare le regole.
      Forse non si era capito dalle mie parole, ma sono d’accordo con te: CAPISCO i privati che rompono il dayone, ma non li GIUSTIFICO.

      Il vero colpevole è chi ha permesso ciò?
      No.
      Al massimo possiamo parlare di concorso di colpe, ma è un problema lessicale a questo punto.

      Perché è come se io venissi a casa tua e ti uccidessi a badilate e il vero colpevole sarebbe il commesso del Brico che è andato a prendermi in magazzino il badile. O forse la cassiera che me l’ha venduto?

      Diciamo quindi che se il negoziante non avesse rotto il dayone, il cazzone non avrebbe streamato e non si sarebbe beccato una sospensione di 3 mesi.
      Ma la cazzata, e con cazzata intendo ciò di cui ho parlato nell’articolo (cioè lo streamare ante-d1), l’ha fatta lui.

      • Sulla frase sui negozianti non ci siamo capiti, la pensiamo uguale sostanzialmente.
        Sul vero colpevole la vedo in maniera diametralmente opposta alla tua.
        Il paragone con l’omicidio secondo me è un po’ inapplicabile qua, però mettiamo che io fossi un condannato a morte e dovessi morire in ogni caso.
        Tu compri una pistola in un posto CHE NON TE LA DOVEVA VENDERE, e mi uccidi prima del tempo, tipo 2 giorni prima dell’esecuzione.
        Io per prima cosa voglio capire come cazzo hai fatto a procurarti la pistola.
        Poi di chi l’ha usata per uccidermi poco mi importa tanto sarei dovuto morire, la colpa più grande la ha chi ti ha dato gli strumenti per farlo prima del tempo. Perché oltre a te chi sa a quante persone ha venduto la pistola.
        Posso capire il concorso di colpa al limite, ma è un 95% al provider e 5% al ragazzo.

        • aridaje con sto provider, che poi è il publisher.
          Comunque no.
          Se io uccido te, condannato a morte, 2 giorni prima della tua sentenza, non subisco degli sconti di pena. E’ omicidio, esattamente come se avessi preso a revolverate il mio vicino di casa.
          E non è colpa di chi mi ha dato la pistola in mano.
          Sono due reati diversi.
          Non è un concorso di colpa e non è colpa al 95% del rivenditore dell’arma e 5% mia.

          • FAIL, hai ragione è il publisher, pardon, spero mi abbia capito in ogni caso.
            L’esempio comunque non regge, perché in 1 caso si infrange un contratto scritto, (publisher vende il gioco prima di quanto stabilito da UN CONTRATTO), nel secondo caso uno streamer si spinge oltre un limite che nintendo non fissa espressamente nella licenza ne in nessun altro posto.
            Perché Favij può fare 14 minuti e un ragazzo non può farne 30.
            Ci sono dei contratti che sono stati firmati? Ditemi in quale parte della licenza è regolato questo aspetto?
            Non si può mettere a mio parere sullo stesso piano un publisher che se NE FOTTE del contratto e un ragazzino che super un limite posto arbitrariamente da nintendo e che non viene segnalato in alcun posto.
            Piccola digressione…..
            Permettimi solo di stigmatizzare un aspetto dell’articolo che non mi è piaciuto:
            Quando parli delle licenze e dici che non le legge mai nessuno.
            E vero per carità, penso che le leggano forse 2 persone al mondo, ma se tu non la leggi e poi metti i tuoi dati nella console, (postepay, Facebook, IP adress) molto spesso stai dando in mano dati sensibili a delle aziende che possono davvero farne quello che vogliono. Poi non ci lamentiamo del marketing aggressivo e pesante, se siamo noi i primi che diamo la storia della nostra vita ad aziende come NI****n o D*** di modo che facciano profili su ognuno di noi per bombardarci di advertising 10 ore al giorno.
            Non è solo una licenza d’uso,ma soprattutto nelle console, e nei telefoni è IMPERATIVO leggerla bene.

  9. se il ragazzino avesse semplicemente giocato il titolo in anticipo, senza streamarlo, si potrebbe anche pensare ad una eventuale buona fede del ragazzo. Insomma non tutti seguono le date di uscita dei titoli, se lo trovo nel negozio posso anche pensare che sia uscito ovunque. Dato che è stato messo su internet in streaming, però, questa eventualità mi sembra alquanto remota…
    Quello che è successo non è né giusto né sbagliato, è semplicemente normale.
    Stai giocando su una piattaforma di nintendo, con un titolo nintendo, alla fine sei stato sospeso per tre mesi, nella loro piattaforma (ho capito bene? o la sospensione riguarda l’account twitch?). Non ti hanno mandato gli avvocati a casa chiedendoti i danni.
    Se tardi a restituire un libro in biblioteca ti sospendono, senza tante storie, poco interessa se in mezzo c’era il ponte e quant’altro, funziona così punto.
    Devi semplicemente farci i conti.
    E alla fine non è successo niente di irreparabile, a mio avviso.

  10. Beh, oddio, il tipo in questione è un coglione e se l’è andata a cercare, specialmente vista la nomea intollerante della grande N in questo genere di eventi.
    Però dopo aver letto i commenti di Tamede, in effetti mi sembra che la pena che abbia subito il cinegrino sia un po’ troppo draconiana.
    Non condivido ovviamente la sua tesi riguardante la colpa del distributore (che non vedo come responsabile del fattaccio nonostante la pratica di rompere il dayone sia scorretta ma universalmente giustificata dal fatto di essere prassi comune), e sottolineo che a ME, persona “normale”, tre mesi di ban dal Tubo non mi sembra una roba da strapparsi le vesti in lacrime… però, streamer di professione o no, Nintendo ha stretto un pò troppo il cappio.
    Bannargli l’account fino al 27? Ci stava. Quando uno è coglione, perchè rischiare?
    Rimuovergli il contenuto “proibito”? Naturale.
    Impedirgli anche per ben più di 3 mesi di streammare prodotti Nintendo? Beh, ok, Nintendo non è la prima volta che fa cose simili che io sappia, e se vuol far passare il messaggio “you don’t fuck with Nintendo” è nel loro diritto farlo.

    Ma sospendergli il canale? Se si va a leggere nelle notizie, si legge che “Nintendo ha fatto pressioni su YouTube per ban e rimozione del contenuto”. Qui la cosa è scorretta: il tipo può aver scazzato con la licenza del prodotto, può aver infastidito Nintendo, ma di fatto NON ha violato nessuna regola di YouTube stesso. E nonostante ciò si è ritrovato sospeso per 3 mesi perchè YouTube e le multinazionali del settore sono culo e camicia e si scambiano favori sottobanco e non.
    Beh, ecco, questo non mi sembra corretto.

    • Su questo sono d’accordo.

      • Nameless, ti rispondo qua sotto sul commento che hai fatto sopra.
        Secondo me trovare esempi nell’ hi-tech, a reati contro la persona è un po’ fuori luogo (uccidere e investire qualcuno ecc), io per primo penso che anche gli esempi che ho fatto io non fossero buoni per rappresentare bene la situazione. La persona ha un sistema di tutela differente da quello vigente per la proprietà intellettuale.
        Io non dico che il ragazzo non abbia fatto nulla di male, per carità, certamente avrà creato un danno all’azienda, la cosa che mi dispiace un po’ è che si tollerino le pressioni di una multinazionale su altre aziende per andare a punire e censurare pesantemente un individuo, CHE NON AVEVA ACCORDI con NINTENDO, mentre per ciò che riguarda il publisher si dice: Va beh dai non lo possiamo beccare…
        è il mondo capovolto, io posso avere sbagliato a utilizzare un tuo prodotto in una maniera che tu NINTENDO ritieni impropria, in una branca dell’intrattenimento (quello dello streaming di gameplay) dove non ci sono regole precise, ma non ho violato un contratto, le 2 cose non vanno sullo stesso piano ragass..
        Se il publisher avesse rispettato il contratto nemmeno ne staremmo parlando di sto povero ragazzo.

        • Non aveva accordi… non ha violato un contratto… beh dipende. Come ho detto nel commento di risposta ad Adricop98 nel momento in cui tu acquisisci (non acquisti) un gioco sottoscrivi e accetti il contratto di licenza dell’utente finale (il famoso EULA – End User License Agreement) che ti vincola eccome a rispettare i suoi termini. Quindi con questa premessa bisogna vedere se nell’EULA di Nintendo c’è la clausola che ti vieta di riprodurre parti di gameplay, di riprodurli prima della data di vendita, o qualsiasi restrizione di questo tipo. Se non c’è allora ok non ha violato nulla e la decisione di Nintendo è completamente arbitraria, ma se c’è allora certo che hai violato i termini del contratto e la punizione è legittima (poi che in questo caso sia stata giusta o meno è un altro discorso, e io concordo con Manny).

          La faccenda del negoziante è ok, concordo che abbia sbagliato anche lui, ma il collegamento fra i due fatti è semplicemente consecutivo, non consequenziale. Non è vero che se il negoziante avesse rispettato i tempi non parleremmo del ragazzo, ma proprio per niente. Non parleremmo di lui SE LUI NON AVESSE STREAMMATO IL GIOCO FACENDOSI BECCARE. Il gioco potrebbe anche averlo rubato, potrebbe essere il commesso del negozio che ha preso una delle copie in magazzino e ci giocava nella pausa pranzo, non fa alcuna differenza.

  11. Mi sono espresso anche in altre occasioni in merito, o anche in discorsi similari.
    Dal momento in cui accettiamo (nel caso di un videogioco, infilando il supporto nella console) i termini e condizioni del suddetto, ci impegnamo a rispettarli.
    Tutto questo tralasciando il discorso di rottura del day one che da sempre fastidio quando capita agli altri, ma fa tanto piacere quando capita a noi :D

  12. Domanda da profano: ma sto embargo così violento, pressante e noioso a cosa serve?
    Ok, nel caso dei giornalisti è per impedire ci sia qualche stronzo che si prenda l’esclusiva e freghi tutti gli altri ma in questo caso?
    Cioè a Nintendo cosa cambia se ci giochi un giorno prima? Il prodotto già è nei negozi, perchè le date di uscita son così importanti?
    Tanto l’indomani streammavano tutti lo stesso. Mica è un CD in cui uno può poi piratare le tracce e farle girare nel web, son delle immagini in movimento.

  13. È solo uno scemo. Le politiche restrittive di Nintendo sono ben note. Poi streamma prima del d1…beh, se l’è cercata.

  14. Prendo come esempio quanto accaduto anche di recente, con la pubblicazione di un video in anteprima (cosa assolutamente vietata) da parte di una youtuber (figlia peraltro di un dipendente di Apple) del nuovo iphone x.
    Oltre che non aver alcuna autorizzazione a fare ciò, direi che basterebbe un minimo di buon senso per capire dove stia il limite di poter fare “il cazzo che vuoi” fregandotene delle regole.

    Comprendo che viviamo nel mondo libero di internet, ma non per questo non esistono regole almeno di buon senso e confini che a mio avviso non vanno oltrepassati.
    E mi spiace che nel caso specifico abbiano sospeso l’account allo streamer di turno, ma se sei un pirla, la colpa è solo tua.
    Magari la prossima volta ragionerai sul fatto che ci sono cose che non puoi fare.

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