Non è mai tardi

Spesso il videogioco viene vissuto come un momento di svago, di rilassamento. Una partitina fra amici, cinque minuti prima di cena, due mazzate in allegria e poi via a far altro. Purtroppo il confine fra lucidità e follia, come sappiamo, è molto fragile, e può capitare che a volte il più che legittimo numero di minuti che passiamo sui videogiochi, assuma proporzioni catastrofiche.

Si sa, quando ci si diverte il tempo vola. Il che sfortunatamente può portare a conseguenze che tutti conosciamo: genitori idrofobi, scarso rendimento a scuola e al lavoro, borse sotto gli occhi, irritabilità e aumento della fotosensibilità. Gli stessi giochi a volte, sembra proprio che ci istighino a fare tardi, come ad esempio succede con MGS4 e il suo eterno filmato conclusivo (“E mica posso spegnere adesso, è la fine!!”), o perché no le gare Endurance di Gran Turismo e Forza Motorsport e gli innumerevoli giochi di calcio, con i loro realisticissimi tempi da 45 minuti che terminano costantemente ad altrettanto realistici punteggi di 20-17 e oltre.

Altre volte siamo proprio noi a volerci infliggere questi sofferenze, ed allestiamo deathmatch di 60 minuti, o per chi arriva ai 250 frag, nonostante spesso si debba fare una pausa a metà per far smettere di urlare le cellule celebrali.

Personalmente, mi capita di rado di giocare meno di due ore, e più di una volta ho subito l’atroce imboscata con conseguente raggelante “…hai visto che ore sono!?”.

Tuttavia dubito di essere l’unico.. no?

matyas

Prova a cercare ancora!

viper5

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