Non so

Sei e un quarto di ieri sera, qui al bar.

Momento di relativa calma, la quiete spezzata a tratti dal tintinnio delle tazzine e dalla televisione, la classica partita di calcio di cui non frega niente a nessuno, ma che si lascia sintonizzata giusto per far sentire qualcosa che abbia a che vedere con lo “sport”.

Porte che si aprono e richiudono, il “grazie, buonasera” che parte automatico come un campanello a fotocellula.

Poi, senza alcun preavviso, il botto più spaventoso che abbia mai sentito in vita mia.

Non avevo mai visto due persone morire così, a meno di 5 metri da me. Letteralmente non le ho viste nemmeno ieri sera, ma la forza di quel cazzo di urto è stata tanto forte da farmi chinare istintivamente la testa nelle spalle. Io e qualche cliente ci fissiamo sorpresi, “Incidente!” ci diciamo: infiliamo la porta e nel chiarore arancione della luce dell’attraversamento pedonale saettiamo lo sguardo fra le auto paralizzate, cercando il danno.

Ma chi cazzo è stato? Lentamente un uomo con un’espressione indecifrabile rimonta sul suo SUV e riparte, la macchina dietro pure. Una Honda Accord grigia è parcheggiata sulla corsia di accelerazione, intatta. E dov’è l’incidente?

Delle persone camminano verso destra, vicino al distributore di benzina si è formato un crocchio di persone. Superiamo confusi l’ultima macchina, in mezzo alla strada, sull’asfalto viscido di stupida pioggerella, ci sono i corpi di due persone, con quell’inconfondibile caratteristica scompostezza che fa capire immediatamente che sono morti.

L’emozione alla vista di marito e moglie mollemente sdraiati, immobili, si fa sentire, ma dura un attimo solo. Strano.

Prendo il telefono, chiamo il 112 e devo ripetere due volte quello che dico, sforzandomi di parlare lentamente. Riattacco e inizio a pensare che dovrei andare da quelle persone, praticargli le manovre di rianimazione, ma non so, non ricordo tutto cazzo, ma non c’è il tempo: due giri di orologio e l’ambulanza è già li.

Il personale paramedico scende, due infermiere si lanciano sulla donna, ne tagliano i vestiti e iniziano il massaggio cardiaco. Adesso piove forte. Mi faccio dare un ombrello, le raggiungo e cerco di tenere lontana la pioggia, fisso per interi minuti quegli occhi appannati e socchiusi a neanche 5 centimetri da me. E non provo assolutamente nulla. Mentre attorno arrivano altri pompieri e una seconda ambulanza, io sono talmente lucido da chiedermi “Ma come mai non sono spaventato, non provo ansia, neanche uno straccio di nodo allo stomaco?

Perché tutto questo l’ho già vissuto, ormai ci sono abituato. Ma Cristo santo, non ho mai visto un cadavere in vita mia.. nella realtà. Di morti di pixel invece ne vedo ogni benedetto giorno. Non sarà mica per quello che sono tranquillo come un cazzo di serial killer?

I due coniugi vengono portati in ospedale per non far intervenire il prefetto e i relativi tempi biblici, ma sono già morti da mezzora. I paramedici non hanno interrotto la rianimazione neanche un istante, ma la loro vita era già finita sul cofano dell’auto che li ha falciati. E l’unica sensazione che non mi abbandona è la pacata, preoccupante freddezza con cui ho assistito alla vicenda. Alcuni amici mi hanno riferito solo oggi di essere fuggiti inorriditi alla prima avvisaglia di quanto successo, mentre io rimanevo li impalato come se fossi stato a prendere l’autobus.

Ciò che mi preoccupa è pensare che i nostri innocenti videogiochi mi abbiano fatto questo, che siano arrivati a prepararmi ad un evento tanto disgraziatamente tragico, vero, intenso. E io mi preoccupo abbastanza, perché me lo ricordo che mentre fissavo quella povera donna me la sono immaginata solo un istante con la mimetica addosso.

Non so.

Prova a cercare ancora!

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59 Più commentati

  1. Il fatto è stato indubbiamente tragico e ti deve aver toccato a tal punto che probabilmente è il miglior articolo che tu abbia scritto, senza la consueta pesantezza stilistica, ma totalmente spontaneo (e non per questo meno leggibile, anzi).

    Tuttavia a rischio di sembrare insensibile, mi domando se questo sia davvero il posto giusto per questo genere di pensieri (per questa vicenda così precedenti commenti a notizie di cronaca che nulla hanno a che vedere col mondo videoludico) al posto di un proprio blog personale.

  2. Io Matyas ebbi lo stesso comportamento quando vidi un mio amico disteso per terra che vomitava sangue, in maniera totalmente tranquilla ma efficace chiamai l’ambulanza.

    Mi stupii per la mia assoluta lucidità, eppure era anche un mio amico ma mi diedi la tua stessa risposta.

    Credo che i videogiochi ci abbiano preparato e temprato ampiamente a queste situazioni, a non farci perdere il controllo alla vista di una morte. E’ evento che non ci suscita più particolari emozioni. E’ una apatia che però è molto buona perchè ci da una lucidità che è a dir poco essenziale in quei momenti.

    Tra l’altro, ricordo l’articolo di Drom a riguardo, quello in cui parlava di gt5 e un suo testacoda. Anche lì lui trovò che i videogiochi (in una situazione diversa) l’avevano preparato inconsapevolmente nel momento di pericolo.

  3. caspita vedere matyas in quello spezzone di notizia,mentre raccontava il triste accaduto mi ha lasciato davvero a basito…
    comunque per il fatto che i videogiochi abituano a certe situazioni,in parte secondo me è vero… mi viene in mente la scena di arancia meccanica quando soggiogano il protagonista a farsi venire i conati di vomito durante situazioni sessuali e violente, cioè tutto ciò che vediamo,sentiamo,tocchiamo ci condiziona, quindi anche i videogiochi… poi che te matyas dici che non hai sentito nulla, ci andrei cauto, a meno che non sei stato testimone di un altro disastro, non hai un “metro” di misura dei tuoi sentimenti in certe situazioni… e già che hai scritto qui sull’angolo questo episodio,vuol dire che a te ha importato… in più quella coppia a te era estranea quindi la tua reazione mi sembra anche normale in fin dei conti, è triste dire, ma gli uomini di per se sono egoisti…

  4. Commento lungo, astenersi perditempo!

    Tu dici che sono stati i videogiochi a renderti così impassibile di fronte alla morte di due persone, io non sono nè uno psicologo nè ho mai vissuto esperienze di questo tipo, ma secondo me dare la colpa ai videogiochi è una mossa avventata.
    Secondo me la principale colpa di ciò (tralasciando le caratteristiche personali per cui uno può essere più o meno impressionabile) è soprattutto dell’informazione. Ogni giorno e in questo periodo più che mai riceviamo costantemente notizie di stragi, morti e incidenti. A me sembra quasi normale che dopo un po’ quando sentiamo della morte di persone di cui non conoscevamo l’esistenza la cosa finisca con l’essere quasi ignorata se non degnata di un fugace commento “poverini che sfortuna” per finire li!
    Sono convinto infatti che la maggior parte di noi (parlo in generale, non prendetevela se non fate parte di questa categoria sono contento per voi) si sia dispiaciuta quasi di più per la morte di Marco Simoncelli che non per una qualche strage in giro per il mondo. Ciò non significa che siamo persone cattive e non ce ne fregava niente dei poveri transsiberocongolesi morti per una pioggia di meteoriti ma semplicemente in un mondo in cui le notizie di morte sono all’ordine del giorno se ci fermassimo a piangere per tutte le tragedie che sentiamo al tg avremmo smesso noi stessi di vivere.
    Secondo me poi la colpa è più dei tg che dei videogiochi anche perchè quando si uccide qualcuno su cod (o BF o quello che preferite) non si ha la percezione di un omicidio, è una vittoria, un aver battuto qualcun altro, come se gli saltassimo sulla testa con mario.
    Quando invece sentiamo il tg in quel caso sì che ci raffiguriamo la morte di qualcuno in carne ed ossa anche se per pochi istanti e finiamo alla millesima notizia di questo genere a non dargli più peso. Ed è proprio questo il procedimento secondo me che ci porta a lungo andare a essere meno sensibili alla morte di qualcuno che non conosciamo.
    Poi alla fine la cosa è individuale, ci può essere chi al solo vedere il sangue sviene e chi è preso dal desiderio di fare il possibile per aiutare lo sconosciuto.
    Queste comunque sono le mie idee, non sono nè uno psicologo nè studio tale materia e solo tu sai quello chehai provato in quei momenti. Comunque mi farebbe piacere se mi rispondessi!

    (mi scuso per eventuali errori grammaticali ma scrivo di fretta e la tastiera perde colpi…mi scuso anche per la lunghezza eccessiva del commento)

    • sono d’accordo, i TG ne parlano così tanto di queste cose che ormai non riusciamo più a inorridirci davanti a queste scene. quoto anche il fatto che la questione sia personale ad alcuni la vista di cose così cruente fa svenire… comunque simile ai giochi sono anche i film in cui spesso la morte è della gente è “normale”, ad esempio ce lo si può aspettare che in Trasformers i robottoni spacchino tutto e uccidano gente!

  5. mi è dispiaciuto molto anche a me per quella frase .. immaginartela con la mimetica addosso? ma è possibile?

  6. sapevo che prima o poi qualcuno dell’angolo sarebbe stato protagonista in una vicenda di cronaca nera!

  7. Ti hanno anche intervistato sul tg regionale…immagino lo shock,l’ho notato anche dall’intervista.

  8. Maty, io non credo che sia colpa dei videogiochi. Anzi, non credo proprio che ci sia alcuna colpa.

    Mai prima d’ora hai assistito a una cosa del genere, no? Quindi non puoi sapere com’è la tua reazione naturale ad un evento inaspettato e shockante. E’ da queste cose che si capisce il tuo sangue freddo.

    Ti posso dire che io mi sono trovato in situazioni in cui LA MIA STESSA PELLE era a repentaglio, e ho trattato e tratto ancora quegli eventi come fossero semplici scherzi. Mia madre afferma che ho il sangue freddo come il ghiaccio.

    Per come la vedo io, nel cercare una spiegazione alla tua freddezza, ti sei poi suggestionato, hai pensato ai videogiochi. Magari no, ma secondo me sì.

    In ogni caso il tuo è stato un comportamento esemplare. I miei complimenti.

  9. Matyas
    … spesso leggo questo sito.
    e altrettanto spesso mi chiedo che senso ha.

    cioè…

    voi scrivete tante oose…. poi la gente risponde.
    e poi?

    poi voi non rispomdete più.

    forse sono io sono troppo vecchia per certe cose.
    ma mi chiedo che senso ha tutto questo.

    io vorrei scriverti quello che penso, ma…
    mi chiedo SE lo leggerai.

    vorrei esserti di aiuto con la psicologia che ho studiato…

    ma….

    come posso farlo in modo davvero concreto?

    scriverti qua, mi sembra come buttare una bottiglia in mare.

    difficile che ti arrivi.

    e nemmeno mi pare appropriato.

    se davvero ti va di parlare di questa cosa….
    chiedi a farenz di silea della sua stessa cità.

    in ogni caso….

    un abbraccio.

    • Effettivamente riconosco che, tante volte, latitiamo nelle risposte, ma è molto raro che anche un singolo commento ci passi inosservato.

      Ti ringrazio (e allo stesso modo anche tutti gli altri) per le belle parole, sarei lieto se volessi contattarmi all’indirizzo info@angolo che si trova nella sezione Contattaci, mal che vada qualcuno poi mi gira gli eventuali messaggi all’indirizzo personale :)

  10. Non sempre si reagisce davanti alla morte con trasporto, a volte si può essere freddi come la pietra al polo nord a volte no, oppure devi solo elaborarlo, ma se la cusa non fossse tra queste, forse sei tu così, un po alla goofy.

  11. Beh, spero che abbiano preso le targhe di quei figli di puttana che son scappati.
    Agghiacciante ma vero. Hai fatto bene a condividerlo, credo che ti farà sentire meglio.

  12. io ho vissuto una esperienza con qualcosa di simile ma diversa:
    abito in un paese di 900 abitanti,un giorno a mezzanotte e mezza invece del solito casino di tv e pc in camera mia ero in cucina a bere dell’acqua e nel silenzio sento “bang-bang-bang” molto ben scandito e altrettanto ben scandito come fosse una gara di spelling “AIUTo-AIUTO”
    scendo accompagnato da mio padre,assolutamente non so cosa pensare non so a cosa prepararmi e ho la respirazione alterata,andiamo in direzione del suono,arrivamo sul posto (un tratto di strada isolato) ma non c’era un cadavere,solo frattaglie di carne umana e una doppietta…
    Come te non sapevo cosa fare e nonostante le mille situazioni assurde vissute avevo paura e non sapevo cosa e a cosa pensare.

  13. Cito “Ciò che mi preoccupa è pensare che i nostri innocenti videogiochi mi abbiano fatto questo, che siano arrivati a prepararmi ad un evento tanto disgraziatamente tragico, vero, intenso. E io mi preoccupo abbastanza, perché me lo ricordo che mentre fissavo quella povera donna me la sono immaginata solo un istante con la mimetica addosso.”

    Premessa: Studio Medicina e vorrei specializzarmi in Medicina Legale,ho visto una 50 di autopsie,dal signore 80enne caduto dalle scale,al ragazzo di 25 anni morto di Overdose,al padre di famiglia che si è sparato fino ad arrivare all’operaio a cui è saltata la testa per colpa di un muletto.

    Ogni autopsia per me è solo un corpo(e sottolineo corpo e non persona) da analizzare cercando di capire cosa è successo. Le prime volte invece era un mezzo trauma,ho buttato spesso dei vestiti perchè avevano un odore per me insopportabile(dopo essere stati lavati ripetutamente), mi è capitato di fare anche 3 docce per cercare di togliermi quell’odore da dosso,e a volte non dormivo immaginando il modo in cui quelle persone avevano smesso di vivere…
    Dopo un pò ti abitui non ci pensi o cerchi di non pensarci,cerchi di capire cosa li ha uccisi e non perchè è successo;spesso ho visto anche persone estratte da lamiere di contorte e, siceramente non è un bello spettacolo,devo confessare che è successo anche a me di immaginarle in mimetica o ancora peggio di identificarle come un personaggio di un videogame che aveva fatto una fine simile o anche di un film o un fumetto…
    L’abitudine alla violenza ,tuttavia non è una cosa che si acquisisce secondo me, o meglio si può rafforzare,ma deve esserci in noi qualcosa che non ci faccia scappare a gambe levate come è successo nella tua esperienza,certo i videogiochi possono essere simili alla realtà,ma non abbastanza,e sicuramente tu sei rimasto lì non perchè sei abituato a vedere pixel che rappresentano quelle immagini,ma semplicemente perchè sei abbastanza forte psicologicamente da reggere quelle immagini.

    Ovviamente tutto IMHO.

    Detto questo spero che smetterai di pensarci presto ;)

  14. @OS KcK039
    IMHO ogni emozione viene smorzata a forza di suscitarla,di solito sono le prime volte a dare significato e misura a quell’emozione
    tipo la prima volta che ci si innamora e l’emozione è più forte
    a fare quello che fai te lo devi mettere in conto che alcune cose ti toccheranno sempre di meno…io infatti non mi stupisco che ci sono molti dottori cinici e molti attaccati al denaro piuttosto che alla vocazione

  15. Maty sei un grande! Forse non ti sei reso conto di cosa hai fatto davvero. Davanti ad un problema sei stato pragmatico. Non ti sei fatto sopraffare dalle emozioni. Non ti hanno bloccato, anzi tu volevi aiutare quelle persone e lo hai fatto istintivamente. Non ti sei lasciato trascinare dalla disperazione, paura o peggio, menefreghismo. Quindi non ti torturare, non pensare che i vg ti abbiano reso insensibile. E’ solo la tua natura, di persona PRAGMATICA, che non si lascia sopraffare dalle emozioni (brutte) . E secondo te è un difetto?

    Mi dispiace solamente che queste persone non hanno potuto approfittare di questa tua forza. Se il loro destino sarebbe stato leggermente migliore, avrebbero potuto contare su di te.

  16. Matyas, ma vaffancula va… supereroe…

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