Ogni lasciata è persa

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Mi è capitato un fatto curioso alcuni giorni fa.
Mi è arrivata una mail molto specifica, in cui l’utente angolare Sinoath mi chiede
“Qual è quell’episodio di Sonic di cui avevi parlato, decatandolo come il tuo preferito? L’hai detto in una live o in un video e non me lo ricordo più.”

La risposta era piuttosto semplice.
Sonic The Hedgehog 2.
Natale 1992.
Una vita fa.

Da questo botta e risposta con Sinoath si è cominciato a chiacchierare riguardo i bei tempi andati ed in particolar modo di retrogaming, argomento del quale non posso ritenermi né un esperto, né soprattutto un fruitore.
Come da sempre dico, sono io stesso un giocatore vintage e non sento un gran bisogno simil-nostalgico di recuperare titoli vecchi che magari non giocai all’epoca, magari bevendo un buon brandy pensando alla giovinezza perduta.

Una frase di Sinoath però mi ha colpito. Un concetto su cui francamente non avevo mai ragionato a fondo.

“… non so se per te è uguale, ma io non sempre riesco a godermi le cose passate, tipo il retrogaming. Mi da più un senso di aver perso qualcosa allora che guadagnare qualcosa adesso.
E’ un po’ come quando ho visto, troppo tardi, Blade Runner. Il film mi è piaciuto tantissimo, ma mi sono comunque maledetto tante volte per non averlo visto a suo tempo.”

Pensandoci e ripensadoci sono venuto ad una conclusione, che descrive il mio modo di pensare e su cui vorrei discutere con voi rapportandomi coi vostri pareri.

Io non riesco a fare un discorso generale per i due mondi.
Questo aspetto descritto da Sinoath lo concepisco ma non lo condivido per quanto riguarda il mondo gaming.
Sono dello stesso avviso riguardo i film. Anzi, se proprio devo essere del tutto sincero, all’interno della sfera “film” farei un’ulteriore suddivisione.
Faccio qualche esempio per darvi un’idea.

In quelle rarissime volte in cui decido di recuperare un gioco, lo faccio per un motivo solo.
Si tratta di un titolo che mi interessò nel momento dell’uscita ma chissà per quale ragione (soprattutto economica, specialmente se molto vecchio) non comprai e che poi non mi capitò mai di recuperare. In questo caso specifico non mi sento di mettere sulla bilancia l’aver perso qualcosa ed il piacere di giocarci oggi, principalmente perché se decido di recuperarlo oggi, significa che il titolo comunque mi interessa veramente. Poi che mi piaccia o meno è un altro discorso.

Probabilmente faccio questo ragionamento perché non sono un faggott della grafica e del pixel, quindi un gioco (nella maggior parte dei casi) me lo posso godere oggi indipendentemente dal fatto che sia uscito ieri o vent’anni fa.

Coi film invece avviene una spaccatura.

Esistono film che nel corso degli anni ho voluto (per non dire DOVUTO) recuperare.
Anche io ho visto per la prima volta Blade Runner attorno ai 20-25 anni. Non so perché. Non mi è mai capitato prima semplicemente.
L’ho trovato un film fantastico e probabilmente lo metterei fra le prime 10 posizioni delle migliori colonne sonore di sempre. Vangelis rulez.
E non ho sentito minimamente il peso degli anni (circa 20 direi) tra la sua uscita ed il momento in cui si è impresso sulle mie retine.

Questo pensiero però non lo posso elargire a QUALSIASI film.
Sempre attorno ai 20-25 anni, guarda caso quando è arrivato internet a casa mia (……) mi è capitato di “recuperare” film DECISAMENTE più vecchi, come Metropolis di Friz Lang o come vecchi film con Alberto Sordi.

Ecco, in certi casi non sono riuscito ad arrivare alla fine.
Ma anche fra i film di Charlie Chaplin, giusto per fare un altro esempio.

Ho visto più e più volte il Grande Dittatore, ma film come “il monello” non sono riuscito a vederlo del tutto.

Non perché siano film brutti, ma perché mi rendo conto dell’enorme distacco generazionale tra me e loro ed il mio limite (stupido se vogliamo) nel non sapermeli godere.

Voi cosa ne pensate?
Recuperare oggi film, libri, dischi o videogiochi di un’epoca ormai passata vi provoca più piacere nella riscoperta o un gusto agrodolce di inadeguatezza rispetto al loro periodo d’uscita e al target verso cui furono indirizzati?

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Prova a cercare ancora!

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32 Più commentati

  1. Se devo essere sincero, trovo molto più difficile recuperare vecchi giochi piuttosto che film. Perché? Semplicemente per il fatto che i videogiochi con il tempo sono andati ad “evolversi” a tutti gli effetti cambiando sempre di più, cosa che è avvenuta si anche con il cinema ma che non è così evidente come appunto per i videogiochi. Un film uscito oggi non è poi così diverso da un film di 10-20 anni fa. Ovviamente bisogna considerare anche quando queste due arti hanno iniziato a svilupparsi.

  2. La “goduria nel recupero” nel mio caso, come nel tuo, dipende molto dalla tipologia: nel caso di film e libri per esempio riesco a goderne anche a distanza di anni, nella mia testa scatta subito la contestualizzazione “storica” diciamo, ma la mia è deformazione professionale. Nel caso dei videogiochi invece mi trovo d’accordo con il discepolo angolare: ho la sensazione di aver perso qualcosa quando mi trovo di fronte al recupero di titoli abbastanza indietro con gli anni e non si tratta di questione grafica ma di esperienza anagrafica, non so se rendo la sensazione…

  3. Io mi rivedo in quello che dice Farenz, mi capita tutt’ora di recuperare vecchi giochi per snes o amiga e riuscirne a fruire, nonostante per certi versi sentano il peso degli anni, mentre per vecchi film non è così. Nel mio caso, penso sia proprio perché non sento questo distacco generazionale tra me e questo tipo di giochi, certo all’epoca ero ancora piccolo ma essendoci cresciuto in mezzo grazie ai miei fratelli maggiori mi ricordo o comunque ho un’idea di quello che sto andando a fruire, mentre con film datati l’impatto del “questa è una cosa d’altri tempi” la sento molto.

  4. Tutto dipende di quanto si va indietro nel tempo a recuperare: finché sto nel range di dieci anni riesco tranquillamente a godermeli i giochi, però quando iniziano a essere davvero troppo vecchi proprio non ci riesco, è più forte di me. Per i film invece non ho particolare problemi, probabilmente perché si tratta solo di guardare passivamente, mentre con i videogiochi l’evoluzione delle meccaniche di gioco influiscono sul mio giudizio.

  5. Il discorso và diviso in 2 fasi, almeno per me.
    1) I videogames: non sono mai stato un grande fan del retrogaming, ho recuperato praticamente la maggior parte delle console uscite negli ultimi 15-20 anni, ma nada, nessun gioco ha superato la soglia dei 30 minuti consecutivi giocati, persino i più blasonati e noti, di casa Nintendo e Sega.
    2) Discorso Film: qua le cose cambiano, vi dico che recentissimamente ho visto un film uscito nel 92, un tale Basic Instint, al di là di quella Stragnocca della Stone, è un film che ha 24 anni ma che è ancora attualissimo.
    Tramite Netflix ho potuto vedere film di 10-15 anni fà che ho trovato molto belli e interessanti, Il Re Scorpione su tutti.
    Sul cinema davvero “datato”, vedo essenzialmente film che ho già visto, Bud Spencer e Terence Hill, ho visto, rivisto e stravisto tutti i loro film….peccato che solo 1 giovane su 10 li conosca, e la gente veda Checco Zalone, Amen.

  6. Dipende. Partendo dal presupposto che ho appena compiuto 23 anni, ho visto film “storici” come Arancia Meccanica parecchi anni dopo la loro uscita, ma che come quello appena citato ho trovato fantastici e mi ricapita volentieri di rivedere. Altri, come hai detto tu, non riesco nemmeno a vederli finire, altri ancora sono forse meno “godibili” di un tempo perché abituati ad un certo standard come possono essere ad esempio gli effetti speciali. Per quanto riguarda i videogiochi personalmente posso dire che dipende dalla giocabilità. Non ho alcun problema a riprendere in mano un Crash Bandicoot ( parlo di quelli fino all’ira di Cortex, non della porcata uscita anche su 360 che di Crash ha ben poco) la cui meccanica di gioco é ancora abbastanza fluida e immediata, forse perché semplice. Ma se devo rigiocare ad un GTA vice city o un San Andreas, vuoi per lo stile di guida o quello di mira comincio a tirare giù ogni santo. Nonostante siano capitoli che hanno segnato i pomeriggi nei quali andavo alle medie. Stesso discorso si può fare su giochi anche più recenti. Per quanto abbia apprezzato all’uscita Assassin’s Treed 2, trovo difficile tornare alla meccanica di un gioco che negli anni si é evoluto parecchio. Al contrario, mi mancano lo stile di alcuni capitoli vecchi come Splinter Cell Chaos Theory, lasciando perdere quella bestemmia di convinction, seppur abbia apprezzato Blacklist, torno più facilmente a giocare alla remastered dei vecchi capitoli. Questo mi porta a pensare che alcuni giochi o film siano immortali, altri ormai superati.

    • Attenzione.
      Perché tu parli di RIGIOCARE titoli che in passato hai giocato ed apprezzato (Crash) e che anche ora ti divertirbbero, oppure di RIGIOCARE titoli che ti sono piaciuti in passato mentre ora probabilmente no.
      Ma un conto è RIGIOCARE, un altro è RECUPERARE oggi titoli che non hai giocato nel momento dell’uscita.

      • sto telefono di merda forse mi ha inviato un commento non completato. Comunque quello che volevo dire é che il filone per me é più o meno lo stesso. Pensiamo ad esempio agli ultimi Tomb Raider. Anche considerando titoli meno recenti come Rise of the Tomb Raider, e pensando ad Underworld, ci rendiamo conto che benché lo stile sia molto più simile a quello dei primissimi capitoli, é impensabile paragonarlo ai primi. Ho provato a giocare al primo capitolo uscito su psOne e francamente non sono riuscito a giocarci più di mezz’ora. Questo perché appartiene a quella categoria di “superati”. Sono uno stronzo lo so.

      • Sono d’accordo, un conto è rigiocare per rievocare ricordi, un conto è giocare titoli vecchi cercando di goderne comunque, ovviamente non allo stesso modo in cui altri lo hanno goduto all’ uscita o comunque in tempi più consoni.

        La parola chiave per tutto ciò è “contestualizzare”, se si entra nell’ ottica si può anche riuscire a godere di qualche momento di retrogame per titoli che si vogliono effettivamente recuperare, ma nei giochi, così come nei film, questa cosa non è facile e può venire facilmente la noia o la frustrazione, specie se in ballo ci sono delle meccaniche di gioco superate (un po’ come dicevi per Grim Fandango).

  7. Per quello che mi riguarda dipende moltissimo dal genere e se sono in 2D o 3D.
    nello specifico ho giocato la Rare replay e devo dire che alcuni giochi ho fatto veramente fatica a provarli ( in pratica tutti i giochi antecedenti all’87) mentre altri sorprendentemente mi hanno divertito , per esempio Batteltoads è parecchio divertente.
    Mi sono piaciuti anche tutti i giochi masculo-sportivi della collezione , cosa anomala visto che li ho sempre trovati generi noiosi e ripetitivi.
    infine posso fare un paragone tra killer instinct dei tempi che furono è quello dei giorni nostri , a parte il fatto che l’ia del vecchio mi ha fatto il culo talmente tante volte che ho messo su demon souls per calmarmi e giocare a un titolo facile.
    Devo dire che c’è un abisso : l’old style è fottutamente legnoso , combinare le combo è difficilissmo le animazioni sono terribili , l’unico che si difende bene è il comparto audio ( tranne il livello di Orchid che è agghiacciante)
    Del nuovo Ki c’è poco da dire è tutto perfetto e reattivo e tecnicamente ineccepibile tuttovia gli manca il carisma del vecchio :D

  8. Sui film e sui videogiochi non ho problemi nei recuperi. La sensazione di tempo che passa ce l’ho quando rivedo vecchi film anni ’80-’90, cosa che capita abbastanza frequentemente.

    Mentre nei fumetti si. Il fumetto è la mia prima passione, tanto che a momenti da quanti ne ho non so più dove sbatterli, però qua ad esempio se leggo un fumetto supereroistico della Golden Age e in alcuni casi anche della Silver Age faccio fatica. Un po’ perchè i disegni sono molto, ma molto datati, per quanto non fatico ad ammettere che siano disegni validi e difficili da fare. Mai mi permetterei di criticare gente come Kirby, Ditko, Adams o Romita Sr. Il problema principale però è il metodo di scrittura. Troppo distante alla mia generazione, sia come impostazione che come stile. Non riesco a reggerlo, un po’ come se appunto fossi fuori tempo.

    Non se come commento è inerente, ma era l’unico che potevo riportare visto che come film e videogiochi non ho mai avuto questi problemi.

  9. Mah, nel mio caso il discorso si può generalizzare perchè ho recuperato sia anime, che film, che videogiochi e la “reazione” bene o male è sempre la stessa: se un’opera mi piace la porto a termine con piacere, altrimenti con un più o meno marcato giramento di balle oppure in casi estremi la abbandono proprio. Che poi fondamentalmente è anche l’approccio che uso con le opere attuali.

    La differenza principale sta nel fatto che magari, giocando a un qualcosa di abbastanza datato, mi scatti il pensiero “cazzo, se questo titolo fosse uscito recentemente magari con una grafica/gameplay/comandi/altraroba un po’ più attuali sarebbe stato ancora più figo”, però al contempo penso (ovviamente se una cosa è fatta bene) che quel determinato titolo nell’epoca in cui è uscito doveva essere una figata della madonna (vuoi per delle innovazioni che magari attualmente sono ampiamente migliorate, per una trama particolarmente figa,ecc), quindi in un certo senso “compenso”.
    Per i film/anime dipende fondamentalmente dalla trama e dalla regia: se una cosa mi prende, che sia di ieri o di 50 anni fa, la seguo senza problemi.
    Magari nel secondo caso rimpiango un po’ la mancanza di un audio/video non proprio eccelsi, però non sono cose che influiscono negativamente sul giudizio complessivo.

    Giocare videogames o vedere anime/film nel loro periodo d’uscita me li avrebbe fatti godere di più?

    Quasi sicuramente sì, perchè col tempo ci sono state delle innovazioni e migliorie che abbiamo imparato a dare per scontate, ma che magari un paio di anni fa non esistevano nemmeno. Vedersi quindi privati delle cose che consideriamo “normali” può creare un senso di “anomalo”. (Es: se uno inizia a giocare ai Pokèmon da Bianco e Nero, nei quali la grafica era davvero ben fatta, si gioca tutti i capitoli successivi, nei quali c’è un progressivo miglioramento fino ad arrivare a una grafica in 3D, e poi si va a recuperare Pokèmon Rosso, è quasi impossibile che non provi la sensazione di “Ma che cazzo sto guardando?”).

    In generale però penso che l’apprezzamento o meno di un titolo datato sia da ricondursi fondamentalmente a 2 fattori:
    1)Il carattere di una persona (che può portarla o meno ad apprezzare comunque opere con qualche anno alle spalle e quindi magari con delle limitazioni tecniche).
    2)La “carriera” di una persona (perchè se da bambina ho giocato/visto giochi/film/anime che oggi sono considerati datati, per un certo periodo mi sono comunque abituata a quel tipo di giochi/film, quindi apprezzarli “di nuovo”, ma anche apprezzare opere un po’ più vecchie, sarà più facile per me che non per chi è nato più in là negli anni.
    Per fare un esempio sempre dei Pokèmon: un conto è iniziare a giocare con Pokèmon Oro, arrivare ai giorni attuali e decidere di recuperare Rosso; un altro è iniziare con Pokèmon X/Y e decidere di recuperare Rosso.
    Fra Oro e Rosso ci sono delle differenze non da poco, ma il gap con X/Y è un abisso immenso).

  10. Volevo giocare la saga di bioshock circa un anno dopo l’uscita di “infinite” (forse anche 2 o 3). Sono partito dal primo, ma l’ho abbandonato perchè non mi è piaciuto per niente. Sono passato ad “infinite” e l’ho adorato…
    Il primo bioshock è “invecchiato” male. Non parlo solo della grafica, ma delle meccaniche di gioco. Giocarlo dopo anni dall’uscita, quando il mondo fps ha cambiato i suoi canoni (e noi ci siamo adeguati) ha fatto la differenza.

  11. La differenza è che cinema e musica sono Arte, un videogioco è una forma di intrattenimento, per quanto curata, appassionante, ricca.. Nell’arte rimangono nella storia i capolavori, Guardando, ascoltando o leggendo un Capolavoro il senso del tempo e dell’età non esiste. Vi siete mai posti il problema di quanti anni ha Il Signore degli Anelli, o il Volume 1 dei Led Zeppelin, o Quarto Potere?

    • Anche i videogiochi possono essere arte (anzi Arte) e anche cinema e musica sono una forma di intrattenimento.

      Nelle arti visive il passare del tempo è più lampante: posso dire che Quarto Potere sia un capolavoro ma la sua “non modernità” balza subito all’occhio, stessa identica cosa per Monkey Island 2.
      I videogiochi sono una forma di intrattenimento interattiva, per cui la “non modernità” si percepisce anche da altri fattori, come la legnosità di interazione in alcune circostanze (menù, inventario, manipolazione di oggetti etc.), il che li penalizza ulteriormente rispetto a una esperienza non interattiva come un film, dove ti devi solo sedere e guardare.

      Ma non è un difetto del gioco in sè, ma il fatto che gli anni trascorsi ci hanno abituato a esperienze più fluide.

      • Siamo davvero sicuri?
        Specialmente oggi, con il ritorno fin troppo diffuso della “povera” pixel-art, non sono poi così sicuro che un ragazzo di oggi possa essere in grado di riconoscere un gioco indie di oggi da un’avventura grafica di LucasArts.

        • @Farenz nel caso specifico potrebbe essere come dici tu, ma credo solo per il fatto che la pixel-art sia tornata di moda come elemento estetico dei giochi a basso budget.

          Prendendo in esame ad esempio un altro ottimo gioco come Alone in The Dark, che invece faceva uso di fondali prerenderizzati e personaggi 3D veramente spartani, credo che chiunque lo giochi adesso, non conoscendolo, possa dire che non si tratta di un gioco moderno. Ma potrebbe goderselo lo stesso.

          Magari la definizione di “capolavoro” è proprio questa: se un gioco riesce a rimanere valido nonostante i limiti tecnici imposti dal periodo di uscita allora lo sarà per sempre, diventando appunto un capolavoro senza tempo.

  12. ultimamente mi sta capitando molto spesso di recuperare titoli del passato, e non tutti sono riuscito a godermeli al 100%.
    un esempio può essere la saga di metal gear solid ,che quando uscì dovevo ancora perdere il primo dente da latte, e quindi mi concentravo su titoli più per bambini come crash bandicoot, spyro o pippo giochi pazzi.
    quest’estate sono riuscito a recuperare mgs per ps1 e nonostante abbia riconosciuto gli innumerevoli pregi per essere un gioco del’98, non sono riuscito ad apprezzarlo, per di più durante la birretta angolare su mgs, feci capire che secondo me fosse un titolo bello ma niente più.
    tempo dopo decido di recuperare il secondo, che a differenza del primo non mi è per niente pesato e anzi mi iniziava a salire l’amore per questa saga, di conseguenza recupero il terzo lo inizio stra gasato e appena inizia noto che ha una telecamera al limite dell’indecenza che ha reso l’esperienza di gioco decisamente più frustrante, nonostante questo difetto enorme, la bellezza di questo titolo è riuscito a farmi dimenticare qualunque difetto o che si trattasse un gioco di diversi anni fa.
    Ovviamente non sempre la bellezza di un titolo mi ha fatto dimenticare i suoi difetti, ad esempio max payne anch’esso recuperato poco tempo fa , non sono riuscito a finirlo dato i troppi difetti che il tempo ha accentuato, così da lasciarmi la bocca amara per non averlo giocato alla sua uscita, dove magari avrei potuto apprezzarlo molto di più.
    Per quanto riguarda i film se fatti bene riesco a vederli tranquillamente nonostante abbiano anni sulle spalle, anche se mal digerisco quelli in bianco e nero, non riesco proprio ad apprezzarli.

    ps: ovviamente non passa giorno dove non mi fustighi come l’albino del codice da vinci per aver anche solo pensato che metal gear fosse una saga sopravvalutata.

  13. Gua’, m’ è capitata una cosa simile proprio recentemente. Con l’ uscita del nuovo capitolo di Star Wars, con tutti che ne parlavano, ho pensato fosse l’ occasione giusta per vederli tutti per la prima volta, non avendone mai avuto occasione nè interesse prima. La conseguenza è stata che ho fatto davvero MOLTA fatica a vedere i singoli film della trilogia originale: lo stile è quello di un’ altra epoca a cui io non sono familiare, essendo nato nel bel mezzo degli anni ’90 ed essendo cresciuto con altri film. Ne ho compreso il successo e il potenziale, ma semplicemente non sono riuscito ad apprezzarlo come sicuramente avrei potuto fare se fossi nato prima e fossi andato a vederlo quando è uscito. Lo stesso vale per ogni volta che, da utente completista e bipolare quale sono anch’ io, mi approccio a un prodotto “anacronistico” allo scopo di comprendere meglio i loro seguiti e eredi spirituali: il primo Legend of Zelda, che sto giocando in questi giorni, Dr. Who serie classica, Friends, i giochi per N64, ecc.. La mia esperienza viene influenzata dalla mia abitudine a livello qualitativo e agli standard dei prodotti più moderni, più al passo coi tempi, e, pur riuscendo ad apprezzarli, faccio fatica a usufruire di quelli con un po’ più anni sulle spalle.

  14. Secondo me oltre alla corretta differenza tra arte e intrattenimento che segna una grossa differenza tra i videogiochi ed il resto c’e’ anche il fatto che essi siano in costante aggiornamento ed evoluzione. Dunque una pietra miliare di anni fa rigiocata oggi puo’ non suscitare le stesse emozioni o sensazione dell’epoca, alle quali si deve anche aggiungere la nostra evoluzione che ci fa vivere di volta in volta emozioni diverse. Nel senso che un film, un libro ,un album sono belli oggi come all’uscita (gusti ovviamente esclusi) ma tecnicamente una “donna che visse due volte” e’ uguale ora come all’epoca e crea sensazione a seconda dello stato d’animo. Ricordo che mi fecero vedere Blade Runner qualche anno dopo l’uscita ed avendo 10 anni ricordo la NOIA, e la DELUSIONE che provai, rivisto 15 anni dopo rimasi folgorato dalla bellezza. Diversamente se dovessi rigiocare a Forbidden Forest o Damocles ora rispetto ad un Until dawn o un Fallout il paragone non terrebbe proprio perche’ la tecnologia e’ diversa ed ha costantemente alzato la nostra “asticella” di giudizio. Chiaramente il mio e’ un esempio estremo di dilatazione temporale, forse con Monkey island o Myst o Grim fandango la fruizione oggi come all’ora e’ gradevole e piacevole. Ma per il 90% penso che un videogioco debba essere giocato nell’epoca in cui viene concepito.

  15. Io qualche giorno fa ho riscoperto Starcraft 1, compresa l’espansione.
    Circa 10 anni fa ci avevo giocato in una di quelle collezioni piene di demo di giochi famosi, solo che la collezione in questione si era fottuta nel trasloco ed io non mi ricordavo manco per il cazzo il nome, così circa due mesi fa decisi di andare su Wikipedia, dove c’è una lista di giochi strategici in ordine cronologico e finalmente lo trovai.
    Devo dire che la sensazione era più la seconda che hai detto tu Farenz, non la prima.
    Per quanto riguarda i film secondo me è il contrario, uso come parametri di misura i film vecchi rispetto ai nuovi, dato che ora è sempre più un tripudio di effetti speciali.
    Quindi riesco sempre ad apprezzare film vecchi, certo che secondo me Chaplin è proprio l’esempio limite, perché prima del 1930-40 ci sono solo i film muti.
    Ecco quelli proprio non riuscirei a guardarli, figuriamoci ad apprezzarli.

  16. Primo, non condivido affatto il parallelo fra cinema e videogiochi. I due sono media completamente diversi, e in particolare il genere dei videogiochi è più giovane, molto più rapido ad evolversi e tale che errori e piccolezze risaltino assai di più (vista l’interattività parecchio superiore). Personalmente, riguardarmi un film di 15/20 anni fa non mi tange per nulla, a maggior ragione se è un bel film, mentre rigiocarmi anche un bel videogioco con più di una decade sul groppone me lo fa “balzare all’occhio” molto, molto di più.

    Secondo, per rispondere direttamente alla domanda, NO, non mi pongo la melanconia del senno di poi, che a mio avviso è una sega mentale pazzesca. Mi spiego meglio: se decido di recuperare da zero un videogioco abbastanza anziano, io do PER SCONTATO che giocarselo ora non sarà emozionante come sarebbe stato giocarselo a pochi mesi dall’uscita. Ma cavolo, questo sicuramente non smorza il mio interesse (interesse che sicuramente c’è, visto che il retrogaming in generale mi sa di poco; se decido di riesumare qualcosa di davvero trascorso, vuol dire che ha esercitato un certo fascino su di me). Voglio dire, i giochi nuovi escono costantemente con l’obbiettivo di alzare l’asticella (e alcuni non ci riescono ed escono già vecchi, ma vabbè), sicuramente me ne faccio da subito una ragione che il gameplay/graficozzo/plot non mi farà cadere la mascella come magari si era posto di fare a suo tempo.
    Per me, “viversi” una rivoluzione è un qualcosa in più, reso certamente più dolce dalla nostalgia.
    Ad esempio, io sono affezionatissimo ai miei trascorsi con CoD MW2 perchè per me è il gioco che ha rivoluzionato gli FPS militari online; a tale categoria di giochi ci ho giocato prima di MW2 e ci ho giocato dopo, quindi oltre ad aver amato il gioco ricordo con molto piacere e con cognizione di causa di aver vissuto il momento di transizione in cui molta roba era nuova o seminuova. Ma se provo a immaginare un me stesso più piccolo che se lo gioca oggi (tralasciando il discorso “persone sui server”), e che quindi verrebbe dall’esperienza degli ultimi CoD, credo che al massimo lo troverebbe un gioco migliore/uguale/peggiore degli ultimi CoD, ma credo anche che all’ipotetico giudizio nulla leverebbe il fatto di aver carpato il diem a suo tempo. Un extra, insomma.
    Ora magari l’esempio non calza benissimo perchè forse è una rivoluzione un po’ soggettiva, ma penso di essermi spiegato.

  17. Secondo me dipende molto dal mezzo.

    Per quanto riguarda i film ho provato a vedere anche io Metropolis di Fritz Lang e l’ho finito, ma con uno sforzo sovraumano. Perchè la storia, com’è raccontata, la recitazione sono lontani dai gusti moderni e sono solo per pochi. Anche i film d’azione, ho provato a vedere quelli con Errol Flynn, ma sembravano parodie del Robin Hood di Mel Brooks, perchè io avevo visto prima quest’ultimo. Le commedie poi risentono ancora di più di questo, ciò che fa ridere negli anni 30 40 50 difficilmente potrà far ridere negli anni 2000 e rotti. Certo ho trovato anche delle perle, ma più si va indietro e più è difficile.

    Lo stesso nei fumetti, più si va indietro e più è evidente. Ho recuperato storie Marvel degli anni 60, e sono state difficili da leggere sia per i dialoghi che per le soluzioni narrative, una su tutte Hulk molla i vendicatori per unirsi ad un circo.

    Nei videogiochi questo non mi è successo, forse perchè è in giro da meno tempo degli altri media. Da piccolo sognavo di giocare a Mickey Mouse in the castle of illusions, anni fa (intendo primi anni 2000) ci sono riuscito ed era quello che mi aspettavo. Di recente ho recuperato Beyond Good and Evil e anche lì non sono rimasto deluso

  18. Ma dipende…

    Dal punto di vista cinematografico, ho apprezzato molto il vecchissimo film “Grand Prix”, classe 1966… ma essendo stato fan di Grand Prix Legends, la cosa era ovvia.

    Allo stesso modo, ho apprezzato il remake in HD di Speedball 2 e di North Vs South (oddio, quest’ultimo un filo meno… ma semplicemente perché hanno pasticciato un po’ col materiale originale, IMHO).

    Ho persino rigiocato il primo Raildroad Tycoon, alla fine degli anni 90-primi 2000, quando era già a tutti gli effetti retrogame, e lo trovavo divertente, anche se logicamente datato a livello di grafica.

    Ogni tanto rispolvero F1GP, ed i primi due Monkey Island.

    Però, se un gioco non mi piaceva o non mi interessava all’epoca, come Chaos Engine (fischi ed insulti in 3,2,1…), non tendo a giocarlo al giorno d’oggi.

    Morale della favola? Il problema non è tanto se un gioco è vecchio o meno, ma se il gioco continua a piacere ADESSO.

    Ci sono giochi che lo fanno, ed altri che non riescono a farlo, tutto qui.

  19. Riflessione interessante quella di Sinoath e per quanto mi riguarda condivisibile, non tanto per un senso di nostalgia dei tempi andati, quanto più per una sensazione di godere solo in parte di ciò che un gioco molto vecchio ha da offrire a causa di quegli aspetti che inevitabilmente il gioco in questione ha perso con il passare del tempo. Mi spiego meglio: trovo tutt’ora Sonic un capolavoro, in tutti i sensi, ma affrontarlo oggi, per la prima volta non renderà le stesse emozioni che rese a noi che ci giocammo ad inizio anni 90. Magari sarà un ottimo gioco agli occhi del bambino di 8 anni di oggi che prova il suddetto titolo per la prima volta, ma non darà quel senso di stupore e meraviglia che diede a noi quando ci ritrovammo tra le mani per quel gameplay così particolare che mai si era visto prima.
    Questo credo valga anche per i film, vedere Star Wars nel 77 non è assolutamente come vederlo per la prima volta oggi, rimanedo comunque un bel film.
    C’è però anche un aspetto che secondo me non andrebbe sottovalutato e cioè la componente interattiva del videogioco. A differenza del cinema, per il quale possiamo individuare se vogliamo 3-4 passaggi tecnici fondamentali (muto/sonoro, bianco e nero/colori, 2d/3d, effetti speciali fisici/computer grafica), per i videogiochi i gameplay sono profondamente cambiati. Quindi se per il cinema è più facile soprassedere su aspetti invecchiati quali il colore o gli effetti speciali in quanto la fruizione è passiva, per i videogiochi è più difficile in quanto l’utente interagisce attivamente con questi aspetti risultandone più coinvolto.
    Proprio per questo motivo credo anche che per i libri la questione non si ponga, non essendone mutata la fruizione ed essendo comunque un media che lascia molto spazio all’immaginazione dell’utente permettendogli quindi anche dopo 100 anni di modellare nella propria mente, nel modo che più gli è congeniale, quanto è scritto. L’immagine non è creata da qualcun’altro ma semplicemente descritta, siamo noi che la creiamo nella nostra mente e la facciamo nostra adattandola alla nostra persona.

  20. a me sinceramente non è mai fregato un granchè dell’uscita di un gioco, per me potrebbero averlo fatto anche 3000mila anni fa se mi piace lo gioco, mi ci diverto e bon. non capiro mai (senza offesa ovviamente) come mai certe persone si fanno cosi tante pippe mentali inutili sul “vederlo all’epoca” o ancora peggio “non giocarlo perchè è vecchio” un gioco va valutato per l’intrattenimento che ti offre e dal fatto che sia fatto bene o meno, infatti se mi chiederete in che anno è uscito un determinato gioco senza google non lo saqprei mai.

  21. … penso a come sono cresciuto, a noi giovanotti post anni ottanta, forgiati nel tripudio consumistico al grido di “sempre di più e sempre meglio”… dal commodore 64 alla realtà virtuale… dalle stalle alle stelle… e ritorno.
    E’ passato il concetto che vecchio è inutile, obsoleto, noioso, non al passo coi tempi. E questo a mio avviso e’ sbagliato per film, libri, giochi o cosa vi pare a voi.
    Per i film come per i libri quando ci si trova davanti a qualcosa di bello, che ci muove delle corde, ce ne accorgiamo subito, che sia un film recente o di cinquant’anni fa.
    Per i giochi e’ simile, ma anche un po’ diverso… piu’ che trasmettere messaggi il gioco dà soddisfazione interagendo con esso…
    Per come la vedo io e un po’ come la mia passione per le moto, amo le moto moderne, hanno prestazioni da far impallidire le moto di venti, trenta o piu’ anni fa’, ma non posso fare a meno di guardare con ammirazione modelli del passato, con i loro scarsi cavalli, compensati da tanto estro meccanico… ed anche quando ci salgo sopra non posso fare a meno di godermi il viaggio… ed’ alla fine ti accorgi che al di la’ dell’anno di immatricolazione e delle performance del mezzo, quello che davvero ami, e’ andare in moto.
    Quindi un amante dei videogiochi non vedo perche’ non dovrebbe divertirsi con un bel gioco datato….
    Altrimenti siete dei motociclisti della domenica!
    ps: e dei bimbi minchia…
    ppss: ora vado a giocare a “montezuma’s revenge”

  22. Per me è semplicemente una questione di tecnologia , nei film c’è stata un evoluzione ma non è stata grande quanto quella dei videogame. Vedere un buon film in bianco e nero non è frustante mentre giocare titoli di di più di 20 anni fa con dei controlli che per noi oggi sono allucinanti è una vera e proprio impresa. Poi sarà che siamo cresciuti , io ogni tanto recupero vecchi giochi ( già giocati) e nei miei ricordi da bambino hanno una grafica perfetta più li gioco ora e dico ma a che cazzo giocavo e cosa mi ricordavo .

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