Ohibò, non ricordavo che…

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Oggi vi lancio un quesito partito da una mia recentissima esperienza personale.
Non chiedetemi come, probabilmente spiluccando tra le news videoludiche, qualche giorno fa finisco in una notizia che parlava di un remastered – strano – di un gioco che segnò la vita di molti videogiocatori di (nemmeno troppi) anni fa.
Sto parlando del remake di Fahrenheit, titolo targato 2005 di Quantic Dream, la SH mamma anche di Heavy Rain e Beyond – Due palle.

La notizia di questo remake in particolare non riguardava la versione PC visivamente più figa rispetto a quella orginale ed uscita già diversi mesi fa, ma l’approdo di Fahrenheit, o per meglio dire di “Fahrenheit – Indigo Prophecy Remastered” anche su dispositivi mobile.

Ho un iPad.
Ho voglia di giocare di nuovo ad un’avventura di Quantic Dream.
Posso farmi scappare quindi quest’occasione?

Sì, posso.
Perché col cazzo che ti do 9,99 euro per un gioco che ho già giocato all’epoca di PlayStation 2. Non voglio spendere più di 5 euro.
Metto Fahrenheit in AppShopper, l’app che mi notifica eventuali cali di prezzo della app che metto nella wishlist. Figa no? (Grazie Viper).

L’altro giorno, mentre ero con le palle al sole, mi arriva la notifica “Fahrenheit has dropped price”
Da 9.99 a 4.99. WOW Cazzo, risparmio pure 1 centesimo rispetto al price-cap che mi ero autoimposto. Sono un uomo felice.

Compro il gioco.
E lo scarico in circa 2 lustri grazie al wifi paua dell’albergo.

Comincio a giocare.
Il ristorante.
Il bagno.
Il crimine.

Tutto come mi ricordavo.
Solamente più bello graficamente, anche se lontano anni luce rispetto a ciò a cui siamo abituati oggi. Ma sticazzi.
Presto, nascondi il cadavere.
Pulisci il bagno.
Esci.
Arriva il poliziotto, farò in tempo?

E così via.
Vado avanti a giocare per circa un’oretta.

Vengono introdotti la detective ed Eddie Murphy.
Tutto esattamente come la mia scarsa memoria mi stava ripetend…. no.
Ma…
ma che cazzo succede?
‘sta cosa non me la ricordavo proprio.
E questa? Nemmeno.
E ora?
Ma….
Aspetta un attimo…

Cristo, ma io non ho mai visto queste scene.
Non è più questione di non ricordarmene.
Qua proprio non ho giocato. Non ho mai giocato del tutto a Fahrenheit.
Ma come ho fatto a dimenticarmente? Perché lo interruppi?
Probabilmente perché uscì un gioco che più mi stava a cuore e che, una volta finito, mi fece dimenticare di riprendere in mano Fahrenheit?

Chi lo sa. Non ne ho idea.
Fatto sta, che rigiocare (o per meglio dire giocare) a Fahrenheit ed accorgersi che in effetti si è trattato di un gioco nuovo per circa il 50% è stata una piacevolissima scoperta.
O quasi, vista la discutibile qualità della seconda parte…

Ma il punto non è questo.
A voi è mai capitata una situazione simile?

farenz

 

 

Prova a cercare ancora!

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31 Più commentati

  1. A me personalmente capita così per ogni opera artistica. Per i romanzi faccio così: la prima volta lo leggo per la trama, la seconda per le descrizioni, la terza per la lingua e la quarta per il quadro complessivo. Ogni volta è praticamente una narrazione nuova. Per i videogiochi applico la stessa logica, anche se la fuizione è diversa rispetto a un libro e, ovviamente, la rigiocabilità è data dalla tipologia di videogioco. Dato che non gioco fps e raramente gioco a titoli action (che, a parte rari casi, non hanno poi tutta questa profondità) ho rigiocato tutto quello che possiedo, ovviamente in base al gioco. Dishonored l’ho rigiocato una marea di volte ad esempio, Dark Souls cinque o sei, Mass Effect (saga) tre, The Witcher quasi come Dishonored e così via. Se mi appaga? Cazzo sì! Anzi, secondo me non solo è appagante, ma è essenziale per capire e introiettare in modo corretto un videogioco. Se si gioca superficialmente e solo una volta che senso ha avuto spendere ore e ore a schiacciare tasti su una macchina e, soprattutto, quali sono gli insegnamenti che si sono tratti?

    • Ma sei serio? Che diavolo di insegnamenti vuoi trarre da un videogioco??? E quando mai video giocare ha avuto un senso ulteriore dal semplice divertirsi?? Dio ‘sta gente che dà così tanta importanza a roba futile come videogiochi, tifo sportivo, preferenze musicali o altro mi dà ai nervi. Poi trovo assurdo preferire rifare più e più volte la stessa identica esperienza piuttosto che passare a qualcosa di nuovo (non necessariamente esperienza videoludica), ma questa è solo una mia opinione.

      • non puoi pretendere che il tuo pensiero sia lo stesso di altri.
        perché ti danno fastido coloro che apprezzano i videogiochi in maniera diversa dalla tua ?
        Argomenta la tua considerazione

      • @razielim: non mi aspettavo un videogiocatore così retrograde. Come puoi dire “che insegnamento ci vuoi trarre da un videogioco” quando, probabilmente, avrai giocato a titoli come Bioshock, Metal Gear e The Witcher? Non è la forma che determina il contenuto. Se così fosse nessun artista sarebbe tale adesso, perché tutti sono diventati importanti dopo aver rotto lo stallo del loro tempo (Giotto e la prospettiva, Leonardo e lo sfumato, Orson Welles e il Quarto Potere, Elvis Presley e il rock ‘n roll eccetera). Sono i vecchi che hanno sempre detto “questa cosa nuova appena uscita non ha valore umano e né didattico”. Devo darti del tu o, data l’anziana età, devo darti dei lei? xD (si scherza ovviamente)

        • Che l’arte abbia un valore umano, anche ai giorni nostri, non lo metto in dubbio, altrimenti non esisterebbe. Non sono d’accordo sul valore didattico, che sicuramente c’era un tempo, ma che non credo si sia conservato fino ad oggi. Siccome hai citato Bioshock, ti dico che adoro questa serie e che la considero a tutti gli effetti un’opera d’arte (pure il secondo capitolo), ma non riesco proprio a trovarci alcuna valenza didattica; se tu hai qualche idea, ti ascolto. Ho meno di 30 anni e la parte più consistente della mia “cultura” videoludica me la sono fatta solo negli ultimi 5 anni a causa di problemi di salute che mi hanno procurato una forma di disturbo ossessivo-compulsivo che mi ha portato a sperimentare una vasta varietà, più che quantità, di titoli, quindi, tanto per mettere in chiaro, non sono il proverbiale giocatore FIFA+COD, ma sono fermamente convinto che se avessi speso tutto questo tempo a fare dell’altro invece che a videogiocare ora sarei sicuramente una persona migliore. Pensa se al posto di giocare mi fossi messo a studiare una nuova lingua, a partecipare più attivamente alla vita politica, ad interessarmi di qualcosa di realmente spendibile nella vita quotidiana come, che so, qualche base di meccanica degli autoveicoli, falegnameria, ingegneria del suono, ecc., ad oggi sarei a tutti gli effetti una persona “migliore”. Invece cosa mi hanno dato i videogiochi in tutto questo tempo? Assolutamente NULLA! Anzi, pur non giocando quotidianamente e frequentando anche l’università negli ultimi anni ho riscontrato un leggero senso di rincoglionimento generale che in precedenza non percepivo.
          Sia chiaro, con questo NON VOGLIO DIRE CHE VIDEOGIOCARE È SBAGLIATO, solo mi infastidisce che gli si attribuiscano funzioni e qualità più “alte” del semplice divertirsi.
          L’ultima frase del tuo commento iniziale ha un tono perentorio, quasi “accusatorio” nei confronti di chi, come me e molti altri, gioca(va) ai videogiochi per uno degli unici due fini per cui sono stati concepiti: divertire (l’altro ovviamente è generare profitto per chi li ha realizzati :) ).

      • @razielim: condivido in pieno, è proprio come dire “quando mai leggere un libro ha avuto un senso ulteriore del semplice passare il tempo?”.

        • Dipende da che tipo di libro. Se è un romanzo per me vale lo stesso discorso dei videogiochi, con la differenza che in età scolare leggere anche romanzi può essere utile per migliorare la padronanza della lingua. I classici della letteratura hanno sicuramente una valenza didattica.
          E comunque io non ho mai parlato di libri nei commenti precedenti.

          • P.S. Il mio pensiero sui libri è in generale diverso rispetto ai videogiochi, per studiare servono i libri, per informarsi bisogna leggere, lettura e scrittura sono alla base della comunicazione e dell’apprendimento. Forse un giorno anche i videogiochi lo saranno, chi lo sa, di sicuro non lo sono oggi.

          • Cmq dipende perchè con funzione didattica si possono intendere diverse cose , certo se mi parli che con i videogiochi ti puoi laureare in ingegneria meccanica no, ma comunque alcuni ti lasciano qualcosa o comunque ti fanno riflettere , come leggere un libro. Ovviamente il livello è molto più basso , ricordiamoci che il media è relativamente recente ed è nato solo per intrattenere chissà se in un futuro avrà una funzione anche diversa da questa.

    • travis89touchdown

      Non sono del tutto d’accordo, alemutasa, o per lo meno io ho un modo diverso di vivere queste cose. Nel senso che con ogni medium, ma particolarmente con i videogiochi, ho un approccio basato molto sulle prime sensazioni: raramente infatti mi ritrovo ad aver voglia di rigiocare ad un titolo, specie se mi è piaciuto molto, perchè mi piace mantenerne il ricordo “genuino” di quelle sensazioni. Ricordo che verrebbe senza dubbio alterato in un eventuale nuova partita. Mi è capitato soltanto in 3 occasioni di aver ricominciato giochi già fatti: Zelda Ocarina of Time (che iniziai a circa 9 anni e ricominciai, finendolo, esattamente 10 anni dopo), Monkey Island e Shadow of the Colossus.
      E se da una parte ho avuto modo di rivedere con occhi diversi, certamente più maturi, titoli stupendi, dall’altra mi rendevo conto di aver perso tutto quel senso di meraviglia delle prime volte (ma restano comunque i miei 3 titoli preferiti di sempre).

      Tu hai un modo diverso (non sbagliato, ovviamente, solo diverso) dal mio, di vedere e vivere i videogames e altre opere, più analitico. Io il senso di un’opera lo racchiudo nella sensazione immediata, e nel piacere di riprovare la stessa, invariata, sensazione ogni qualvolta sento una musica, vedo un’immagine, o ne rivivo qualche minuto.

  2. figa farenz che braccino corto, con tuti i danè che te ciapet….

  3. Mi è capitato eccome. Avendo giocato a ogni singolo Ratchet & Clank dall’uscita del primo, quando dopo aver terminato la serie Future ho comprato la Trilogy in HD per PS3 non ricordavo assolutamente di non aver finito il primo (che poi avevo giocato una sola volta, era distante un abisso dal secondo e dal terzo capitolo, due autentici capolavori). Quando sono arrivato al punto in cui mi ero fermato nel gioco mi sono immediatamente ricordato che una volta morto in quel punto ne avevo veramente piena la borsa (cit.) e smisi di giocare. Superfluo dire che ora l’ho finito con piacere.

  4. Io mi ricordo di non aver finito Fahrenheit per via dei comandi da PC eccessivamente complitati (all’epoca non avevo console e un joypad per pc, quindi andavo avanti a mouse e tastiera), comunque mi ricordo precisamente dove sono arrivato nel gioco nel momento in cui l’ho interrotto e mi dispiace un casino… qualcuno che ha giocato a questa remastered mi sa dare un opinione ? (oltre al buon vecchio Farenz)i comandi come sono ?

    PS: comunque no, non mi sono mai trovato in una situazione in cui non mi ricordassi di aver finito un titolo…

  5. Farenz dopo aver letto quello che hai scritto posso affermare con assoluta certezza che presenti i sintomi della viperfritzzite…
    attacca aggressivamente i lobi frontali del cervello causando rompimento di coglioni dei titoli dopo appena un paio di ore di gioco , in seguito ti causa uno spasmo muscolare che fa lanciare i giochi sullo scaffale cancellandoli dalla memoria per passare a quello successivo .
    purtroppo non c’è cura :( è una malattia degenerativa che avanza con l’età.
    le uniche terapie efficaci che dimostrano un efficacia clinica sono molto aggressive… la somministrazione di Lost via domus due volte alla settimana che può causare scariche di diarrea , impotenza e caduta di barba T.T

  6. A me di recente è successa una cosa un po’ diversa, ma simile, con il film “Limitless”, ricordavo di averlo visto fino alla fine e che mi era piaciuto molto, ma non mi ricordavo assolutamente nulla della trama. L’ho dunque guardato come se non l’avessi mai visto. È stata una delle rarissime volte in cui ho rivisto un film una seconda volta.

  7. A me è capitata una situazione abbastanza diversa ma che rientra in questo argomento.
    Quando, qualche anno fa, uscì la versione digitale di GTA: Vice City per PS3 non esitai ad acquistarla.
    10 euro per un gioco che avevo già giocato su PS2 e a tratti su PC erano molti. Troppi considerando che non era una remastered ma proprio la versione per PS2.
    (Non possedevo più la vecchia console e il gioco per PC ma io volevo di nuovo godere con quel meraviglioso gioco).
    Alla fine lo rigiocai con l’entusiasmo di un tempo e fu una spruzzata dall’inizio alla fine.
    Sarò un nostalgico ma ogni tanto ci gioco ancora per la sua fantastica atmosfera e la l’eccellente colonna sonora.

  8. mi capita tutte le volte che rigioco ad un titolo che ho apprezzato ma non troppo. mi ricordo sempre la prima parte, ma da li in poi buio totale

  9. Una cosa non proprio uguale ma simile mi è successa in questi giorni comprando Talisman per Android a 7 euro; nel senso che non ho scoperto qualcosa che non c’è nella versione da tavolo ma mi ha chiarito moltissimo alcune regole che non mi erano chiare e ho pensato “Wow, ca**o!”

  10. La cosa strana è che mi succede con TUTTI i videogiochi! XD
    Tranne poche eccezioni (Zelda Ocarina of Time e Skyward Sword, Heavy Rain, Portal 2 e i giochi che durano meno di 5-6 ore e danno molto spazio alla storia) non finisco mai un videogioco “tutto di fila”, ma il più delle volte lo lascio dopo qualche ora, talvolta per riprenderlo dopo pochi giorni (mi viene in mente Donkey Kong per Wii), altre dopo settimane o mesi (Beyond – two souls l’ho finito domenica dopo che l’avevo cominciato quasi un anno fa) se non anni (Zelda Link’s Awakening l’ho lasciato dopo due dungeon per un decennio, prima di finirlo!)

  11. Mai successo. Già è molto, molto, moooolto raro che lasci un videogioco a mezzo, poi che me lo riprenda in mano è ancora più raro. Certo, qualche gioco completato dopo anni di scaffale c’è (successe ad esempio con le missioni finali di Vice City), ma è stato più che altro un sopperimento alla pippanza che avevo al tempo in cui ci ho giocato per la prima volta. Quindi mai sentirei di dire che a parte un paio di errori di gioventù corretti, non mi è capitato di riprendere giochi lasciati a mezzo gustandomeli “come se fosse la prima volta”. Se vorrei farlo? Eh sì. Ad esempio sono costernatissimo di aver lasciato a mezzo FFXII, l’unico FF che mi stava piacendo davvero, e ho ancora un fastidioso dubbio amletico accompagnato da amnesia sul se io abbia o meno sconfitto il boss finale di HL. Chissà, magari se verrà un periodo di piattezza videoludica totale…

  12. uhm…ho una memoria fotografica abbastanza performante…sinceramente prima di rigiocare un titolo (di quelli con trama ovviamente) aspetto almeno 1-2 anni. Nei film spesso ricordo persino i dialoghi a memoria (o quasi) dopo averli visti una sola volta….figuriamoci in qualcosa di più ‘immersivo’

  13. Cazzo se mi succede! Ad esempio se abbandono per qualsiasi motivo un gioco apprezzato da altri: dopo diverso tempo lo riprendo domandandomi il perché l’ abbia abbandonato visti i giudizi prevalentemente positivi su di esso per poi puntualmente ricordarmi il motivo e riabbandonarlo. Uno di questi casi è stato Red Dead Redemption abbandonato per ben due volte!

  14. Non saprei che rispondere anche perchè dimenticare di aver lasciato un titolo , pensando invece di averlo finito è segno che gli anni passano … cmq a beyond due palle sono morto!!! e sottoscrivo mamma mia che angoscia finire quel gioco T_T

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