Pentirsi delle proprie scelte

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Questo è un quesito che vi voglio proporre da un po’.
Perché oggi parliamo di pentimento.
Anche se so benissimo che voi, menti angolari malate e deviate, avete pensato che l’uomo nell’immagine-articolo stesse cagando in maniera quasi romatica osservando il tramonto.
Non dite di no.

Ormai sono già diversi anni che i giochi della TellTale Games hanno raggiunto un’importanza (ed un apprezzamento) a livello globale direi quasi insperati, soprattutto dopo i primi giochi dalla dubbia qualità pubblicati dalla software house.
Se lasciamo perdere i vari Jurassic Park, i giochi di Monkey Island (che ad alcuni sono piaciuti), Back to the future (che io invece ho apprezzato parecchio), che potremmo indicare come “passi falsi” di Telltale, è risaputo che i titoli usciti successivamente hanno rappresentato una vera e propria rinascita delle avventure grafiche, genere ormai quasi scomparso da parecchio tempo.

Oddio… io non ho mai digerito più di tanto l’etichetta “avventura grafica” affibbiata a questa tipologia di videogiochi, ma vabbuò… per comodità diciamo pure così.
Cosa ha caratterizzato giochi come le due stagioni di The Walking Dead, The Wolf Among Us e Game of Thrones? La trama.
Perchè di gameplay effettivamente ce n’è ben poco.
La trama, i bivi che essa può prendere in base alle nostre scelte di gioco, e la caratterizzazione del/dei protagonisti sono sicuramente i punti forti su cui l’azienda ha voluto puntare, producendo quindi giochi che sono riusciti a far breccia nel cuore di milioni e milioni di videogiocatori.

Ma in che modo?

Ovviamente parlo in maniera fortemente soggettiva, faccio a meno di dirlo.
Come dicevo nella Top Ten di molti mesi fa, ciò che più mi piacque della prima stagione di TWD fu proprio l’illusione di rendermi il burattinaio che muove le proprie pedine (in questo caso i sopravvissuti del mio gruppo) a seconda delle mie scelte, a secondo di chi voglio far sopravvivere e chi no (non sempre riuscendoci tra l’altro).
Facendomi vivere quindi una storia che mi viene sì raccontata da un soggetto esterno a me, ma che si dipana come voglio io.

Ma a qualcuno ciò non basta.

C’è infatti chi vuole addentrarsi più profondamente nelle meccaniche di gioco, cercando capire con un secondo playthrough come le cose sarebbero andate a finire se avesse compiuto scelte diverse.
Io non sono così. Preferisco “godermi” la storia per come mi viene narrata.
Non sono uno che va a guardare dietro le quinte del teatrino per capire che i burattini sono in realtà dei pupazzi mossi da qualcuno che non sono io.

Ed infatti, regolarmente chi in genere vuole “spulciare” per bene questi giochi rimane infine deluso.
Perché le scelte che compie alla fin fine non vanno a cambiare più di tanto il percorso del gioco.
Sì, può morire questo al posto di quello, può succedere quella tal cosa al posto dell’altra… ma stringi stringi la sostanza non cambia.

Da qui scatta la prima, banale, domanda per voi.
Che tipo di videogiocatori siete? Coloro che spulciano, o coloro che godono nella (virtuale) inconsapevolezza della relativa inutilità delle scelte fatte?

Come sappiamo bene, forse anche grazie a TellTale, la questione delle scelte, dei bivi morali, nei giochi di oggi è sempre più presente.
Le troviamo negli action, nei gdr, negli sparatutto e, perché no, anche nei giochi mobile.
Non più di 3-4 giorni fa mi è arrivata una mail da un ragazzo di cui non ricordo il nome, chiedo perdono.

Mi suggerì un gioco per smartphone dal nome Lifeline, alla modica cifra di 2.99 euro (in questi giorni in sconto a 1.99).id447112

Si tratta di un’avventura esclusivamente testuale, simile a quelle avventure che giocavo sul mio primo pc nei primi anni ’90.
Essendo avventura testuale, il gameplay è zero. Leggete e rispondete.
Dobbiamo SOLO compiere scelte per aiutare il protagonista Taylor, disperso nello spazio dopo un incidente avuto con la propria navetta.

Ebbene.
Faccio partire il gioco.
Leggo un po’ la sua situazione, compio la prima scelta.
Il gioco è come se andasse in standby e in base alle mie scelte, il protagonista ti risponde dicendo “Ok, ci sentiamo tra un po’ dopo che avrò fatto tal cosa”.
E non potete continuare se non dopo aver ricevuto una notifica sul vostro telefonino. Naturalmente Android, perchè #AppleMerda.
A volte sono anche necessarie ORE di attesa, perché magari Taylor deve dormire. Per qualcuno ciò può essere uno scazzo, ma per me è stata un’idea geniale, proprio perché tale attesa rende questo contatto radio tra me e lui ancora più veritiero.

Ma c’è un problema.
Taylor è uno sfigato.
Credo abbia trovato il più rincoglionito sul pianeta, ovvero io.
Alla terza scelta, ho mandato Taylor verso una morte lenta e dolorosa.

Morto. Kaputt.
Game Over.

Il gioco quindi ti chiede “vuoi ricominciare dall’inizio rivedendo le scelte che hai fatto?”
No, amico mio. Non con me.
Peccato, l’idea non era male. Ma farmelo morire dopo 3 scelte è stato forse un po’ troppo prematuro.

Taylor ormai vive coi vermi.

farenz

 

 

Prova a cercare ancora!

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22 Più commentati

  1. Il grosso delle storie nei vg (ma anche nei vecchi librogame) sono guidate e le nostre scelte sono spesso fittizie. Ma non mi importa, se la storia è bella e mi sono divertito non sento il bisogno di rigiocare tutto per vedere i bivi che non ho scelto. Magari un po’ la situazione cambia con i diversi finali, se mi incuriosiscono vado a vedermeli sul tubo.

  2. io sono uno di quelli che riesce tranquillamente sia a godersi un titolo entrando nel mood giusto, sia spulciarne le meccaniche qualora il titolo sia particolarmente interessante. alla fine i giochi piacciono anche per il meta, cosí come i cinefili vanno oltre il racconto analizzando la componente tecnica di un film ed eventuali errori, ma senza necessariamente rovinarsi l.esperienza. Uno di questi approcci non preclude l’altro :)

  3. Secondo me il modo migliore per godersi meglio i giochi a bivi sta nel sapersi fermare, proprio come hai fatto tu con quel gioco mobile, alla prima run e accettare ciò che le tue scelte hanno decretato per mantenere intatto lo spirito di gioco. Spulciare per vedere i vari “What if” mi sembra una stronzata, posso capirlo solo se fatto a distanza di molto tempo, ma subito dopo rovini tutto!
    P.S. Consiglio a chi volesse provare un fighissimo gioco a bivi misto a rpg: “Long live the queen” per pc, che ha l’ unico difetto di sfociare nel trial and error in quanto una scelta sbagliata o la sbagliata distribuzione delle abilità può provocare game over istantaneo.

    • Personalmente mi ritengo uno che andrebbe a spulciare, ma poi per pigrizia finisco per accontentarmi delle scelte fatte. Un ruolo fondamentale lo gioca la storia, perchè se mi appassiona a tal punto da farmi spasimare anche per il dettaglio più insignificante, allora non ci perdo tempo a ricominciarlo e ad effettuare scelte diverse per vedere come si svolgono gli eventi, ma se il gioco non mi appassiona più di tanto, allora mi accontento e basta. Certo sarebbe molto bello se potessimo ottenere risultati realmente diversi o comunque fortemente inaspettati, ma ci sono dei limiti a tutto.

    • ha anche il difetto di essere solo per pc. :D

  4. Questo articolo capita veramente a fagiolo. Appartengo alla categoria di quelli che “si godono il gioco come viene”. Nel mio caso eprò direi che mi godo questi giochi se le scelte che faccio sono coerenti con il mio carattere.
    L’articolo cade a fagiolo perché un paio di giocni fa ho giocato Fable Anniversary, ad anni di distanza dal primo Fable. Il mio rpimo impulso è stato di giocare il gioco facendo esattamente le scelte morali opposto reispetto a quelle che feci anni fa “per vedere come andava a finire”. Mi sono reso conto però che non mi piaceva molto la direzione presa dal mio avatar, così è andata a finire che ho fatto giusto un paio di variazioni rispetto alle scelte di qualche anno fa.
    Per alcuni può sembrare uno spreco, ma a me piace così.

  5. Secondo me il bello di questi giochi è proprio il fatto che a distanza di un po’ di tempo li puoi rigiocare e sai che non saranno uguali alla prima run.
    È praticamente per questo motivo che mi sono rigiocato entrambi gli infamous su ps3 xD

    Però The Walking Dead non mi è piaciuto perché alla fine (ma anche all’inizio del secondo episodio) è palese che scelte diverse non avrebbero cambiato nulla.

  6. Se le scelte che faccio cambiano poco, o nulla alla fine della fiera, personalmente mi sento preso in giro.
    qualcuno ha detto mass effect????

  7. Io lo gioco così come viene…difficilmente faccio una seconda run (ho arretrati videoludici da far rabbrividire se mi metto anche a rigiocare è la fine) e soprattutto non mi piace compiere scelte che nella vita reale non farei…non mi piacerebbe per esempio dover uccidere un cane solo per un evoluzione alternativa dei fatti (non sono un santo alla fine potrei anche farlo ma anche nei giochi, quelli che lo permettono, mi piace comportarmi come farei nella vita reale).

  8. In ogni gioco del genere la scelta per me è “cosa vorrebbe il game designer che io facessi per ottenere il finale migliore possibile?”. Il che porta istantaneamente a zero l’immersività di questi giochi.

    • Finale migliore cosa vuol dire? Il “finale buono”? Ok quando ci sono due finali, ma se ce ne sono 5-6? Uno davvero è migliore degli altri? Non è detto. Quando la trama è coerente non c’è un finale oggettivamente migliore ed il gradimento è soggettivo. Quello che è il preferito del designer (e non dovrebbe esserci un finale preferito dal designer) magari a te fa schifo e ti perdi quello che ti sarebbe piaciuto. Se poi il gioco è architettato bene e con colpi di scena non prevedibili non dovresti neanche aver modo di capire dove va a parare e quindi le scelte “come vorrebbe il designer” diventano scelte “alla membro di segugio” :)

  9. Io non sono così. Preferisco “godermi” la storia per come mi viene narrata.
    In linea di massima condivido questa tua idea, per lo più se la storia non mi prenda o non sia molto stimolante, che per inciso è quello che mi è successo per TWD, spinto da molti a giocarlo nonostante non abbia apprezzato la serie e mollato lì in uno dei capitoli iniziali (mi spiace, so che molti sono fan sfegatati, ma pur avendola seguita per costrizione esterna, dopo innumerevoli serie continua a risultarmi difficile capire perchè possa piacere).
    Viceversa e a maggior ragione se hai la potente illusione di avere un ampio grado di libertà decisionale, mi viene naturale vedere altre scelte dove mi portano oppure se sia quel tipo di titolo in cui è stato pensata un unica catena di eventi e le alternative sono state aggiunte un po’ al volo tanto per averle.

  10. Di solito finito il gioco chiudo e passo ad altro. Solo con Catherine ho ricominciato il gioco ad una difficoltà più alta ed ho fatto scelte diverse per curiosità.
    Se proprio ho voglia ed il gioco mi è piaciuto molto mi guardo sul tubo qualche altro finale con spiegazione delle scelte fatte.

      • Chiarisco. Se guardo sul tubo è perché non ho tempo/voglia di rigiocare tutto, non è che guardo il video e poi “applico” le stesse scelte nel gioco per ottenere lo stesso finale. Guardare il video implica che non toccherò quasi più il gioco.
        Capisco che possa sembrare un po’ come “guardare dietro le quinte”, ma a quel punto considero la mia esperienza di gioco finita. Come quando guardo i contenuti extra di un film col regista che spiega le scene.
        La cosa di vedere gli altri finali sul tubo mi sarà capitata 2 o 3 volte sempre in giochi troppo lunghi. Ah dimenticavo il caso Bloodborne che ho giocato fino al NG+3 cambiando finale di volta in volta per pigliare il trofeo.

  11. L’unico gioco che ho finito più volte in questo senso è nwn2 mask of betrayer. Ma l’ho finito più volte più che altro perchè il gioco era stupendo e il fatto che ci fossero scelte e finali alternativi che ho potuto provare è stato più un piacevole add.
    Per il resto mi prendo la storia come viene, anche perchè non so voi altri, ma io nei giochi faccio le scelte che , in quel determinato gioco, in quel determinato momento mi sento di fare. Se in un gioco decido di essere cattivo o di fare una scelta buona, anche riiniziando da capo non riuscirei mai a fare la scelta opposta per il puro e semplice motivo del “perchè così vedo come si evolve la situazione nel gioco nell’altro senso”. Uno dei cardini del videogiocare per me è l’immersione/immedesimazione nel gioco, se inizio a pensare alla trama nei termini sopracitati la perdo tutta. Quindi anche con titoli magnifici, raramente rigioco per rivedere le scelte, per questo al giorno d’oggi cè youtube.
    Esempio the witcher 3, io ho beccato il finale buono, quello “felice” (quello che apre agli spinoff e che probabilmente sarà usato) e sono stato felice, era il finale che mi ero ricercato per il mio metodo di gioco, per come avevo impersonato Geralt durante tw2 e tw3. Ero interessato a vedere gli altri finali, ma non a rigiocarmi il gioco per farlo, così via di youtube… E per fortuna, il finale “triste” che non avrei mai potuto prendere col mio stile di gioco è senza dubbio il più emozionante.

  12. A me il sistema di scelte e finali multipli non piace. Se so in anticipo che ci sono finali alternativi finisco sempre che faccio come uakiki e se sbaglio mi infastidisco. A me interessa seguire una storia e il finale deve mantenere il pathos che si è venuto a costruire fino a quel momento. Se i finali alternativi sono tutti a loro modo “gratificanti” ok, altrimenti rischio di rovinarmi l’esperienza. Ricordo ancora la delusione quando nel primo Silent Hill ottenni il finale in cui il protagonista aveva avuto un incidente d’auto e tutto il gioco era stato solo un sogno pre-morte. Come portarsi a casa una strafiga e scoprire all’ultimo che è un trans. E mi incazzo ancora di più se le mie scelte mi portano a non poter visitare determinate aree di gioco (succedeva in Silent Hill e mi è successo più recentemente in Strife: Veteran Edition).

    Comunque Farenz, il genere delle avventure grafiche su PC è vivo e vegeto: fra Telltale, Daedalic, valanghe di indie e avventure hidden objects (spesso dotate di trame pregevoli) c’è solo l’imbarazzo della scelta. Sul sito di Adventure’s Planet si possono seguire le pubblicazioni, leggere recensioni e acquistare titoli.
    Ma ovviamente il PC non conta, quindi hai ragione, le avventure grafiche sono quasi morte :P

  13. Mi sembra un po’ drastica come scelta.
    In fondo, ad esempio, Heavy rain non lo hai completato al 100%…il che implica ben più di un re-inizio.

    Fai rivivere quel poveraccio :D

  14. non riesco mai a rigiocare un gioco già completato,pur sapendo che ha finali multipli.
    Per quanto possa cambiare qualcosina nella storia,il fatto di averlo già giocato mi fa perdere diciamo quella magia della prima volta,togliendomi proprio
    la voglia di farlo.

  15. Ricominciare un gioco non è mai stata una mia mania, non sono un cacciatore di trofei e avendo ormai poco tempo da dedicare ai videogiochi non mi cimento una seconda volta in un titolo, perché il titolo va vissuto con naturalezza. Mi spiego meglio: Quando gioco un titolo anche come Fallout/Skyrim oppure uno che mi viene in mente è Far Cry 3 le scelte “morali” oppure le cose che dicidi di fare le fai al momento, come ti senti in quel momento, e a cosa ti sembra giusto fare in quel preciso momento.
    Io in Far Cry 3 alla fine ho scelto la cosa che mi sembrava più giusto fare, in Heavy Rain ho cercato di salvare più persone possibile ma non ce l’ho fatta e nonostante il mio rammarico non sono tornato indietro a rifare tutto. In poche parole prendo le mie scelte e per me è come se non ci fossero altre soluzioni dopo, ormai il gioco l’ho vissuto in quel preciso modo e per me la mia avventura è così che doveva andare.

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