Pixel di donna

Uno dei tasti dolenti dei nerd di tutto il mondo è risaputo essere la donna. Non a caso il “geek” per eccellenza tende naturalmente a schivare il disturbo che può arrecare una femmina, cercando il più possibile di evitare tutto ciò che può turbare la sua naturale quiete. Infatti non è per niente facile far convivere la nostra insana passione per il videogioco con una relazione, soprattutto quando fidanzata e console condividono lo stesso tetto. Talvolta però si ha l’incredibile fortuna di incontrare una ragazza con il nostro stesso hobby, con la quale quindi l’unica diatriba che può nascere può essere su a chi tocca giocare.

Le giocatrici del gentil sesso sono più di quante si possa pensare. Dopo intere generazioni di giochi per maschietti, oggi il mercato videoludico comincia a tingersi di rosa, la percentuale di utilizzatrici femminili è considerata attorno al 28%, e in aumento. Ma cosa può, nell’era della parità dei sessi, frenare una signorina dall’intraprendere una passione come i videogame?

Innanzitutto va considerato che la maggior parte dei titoli in commercio propongono situazioni che più favoriscono la fruizione da parte di maschi, su tutti i vari giochi sportivi, ma anche a sfondo più dark e violento. Un altro limite è da ricercarsi nella psicologia femminea: l’incredibile boom di titoli casual come le decine di  versioni di “Giulia Passione” e “Nintendogs” rivelano un aspetto comune molto identificativo, ovvero che sono tutti giochi il cui gameplay consiste (o meglio, può consistere) in tante partitine veloci di 5 minuti. Certo anche che, se il gioco più amato dal pubblico donna è un gioco in cui si deve cucinare, qualcosa per forza non torna.

Ad ogni modo, sembra proprio che il nocciolo della questione sia che di un giochino la donna si stufa presto, mentre il cervello maschile accoglie con gioia le trame, le sfide e gli intrighi proposte dai videogame moderni. Inoltre, quando arriva l’eccezione alla regola, la donna appassionata si deve spesso scontrare con personaggi femminili iperstereotipati (leggasi, dalle tette spropositatamente grandi), con storyline degne del peggior popcorn movie e soprattutto, con noi maschi.

Nei giochi online infatti, soprattutto gli MMORPG, un procace avatar femminile può spesso significare una vita videoludica estremamente più semplice o estremamente più difficile, si può passare dal più triste favoritismo sessista a vere e proprie molestie, che spesso riducono una tranquilla partita online ad una mattanza di complimenti, commenti o battutine infelici e richieste di amicizia da 50 allupati alla volta.

A me è capitato qualche volta di aver intravisto una giocatrice online, senza tuttavia che il conteggio dei cromosomi potesse in qualche modo interferire con la mia sete di frag. Voi come siete messi?

matyas

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viper5

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